Luglio 2017: Dire Straits – LOVE OVER GOLD (1982)

Love over gold

 

Data di pubblicazione: 20 settembre 1982
Registrato a: Power Station (New York)
Produttore: Mark Knopfler
Formazione: Mark Knopfler (voce, chitarra), Hal Lindes (chitarra ritmica), John Illsley (basso), Pick Withers (batteria), Alan Clark (tastiere)

 
Lato A
                        Telegraph road
                        Private investigation
 

Lato B
                        Industrial disease
                        Love over gold
                        It never rains
 

 

Mi immagino il paradiso come un posto dove la musica folk si incontra con quella blues
(Mark Knopfler)

 

Se c’è un gruppo che pur avendo ottenuto un successo planetario di immani proporzioni (si contano ben centoventi milioni di dischi venduti), al tempo stesso ha cercato di non concedersi alle logiche del mercato e delle varie luci della ribalta, quello è appunto formato dagli inglesi Dire Straits. Trattati spesso con sufficiente snobismo da alcuni settori della critica rock, la band britannica ha portato avanti la sua carriera con sobrietà, con uno stile personale agli antipodi dei vari stereotipi da rockstar miliardarie, e la proposta di un rock limpido e personale, costruito principalmente attorno al blues e alle sue radici, ma nello stesso tempo influenzato da un’ampia gamma di stili tra i quali emergono il country, il folk, il jazz e il progressive, ponendosi apertamente in controtendenza alle sonorità più in voga del loro periodo, quali la discomusic, la new wave, il punk… Nello stesso tempo marchio di fabbrica indiscutibile e riconoscibile della band è la particolare tecnica del frontman, Mark Knopfler, considerato un virtuoso dello strumento e con un timbro vocale molto simile a quello di Bob Dylan.
Dopo una serie di vicende che li portarono alla formazione (compresa una tournée in cui fecero da spalla ai Talking Heads), i Dire Straits giungono al loro omonimo disco d’esordio nel 1978, unanimemente riconosciuto come il loro capolavoro, costellato da una manciata di canzoni semplici e brillanti, tra le quali spiccano la celeberrima Sultans of swing e il brano iniziale Down to the waterline. La tecnica delicata ed efficace di Knopfler e l’atteggiamento mai sopra le righe li ponevano in alternativa alla furia rabbiosa dei Clash o dei Sex Pistols, tanto che a distanza di tempo non pochi (sbagliando) considerano i Dire Straits una sorta di band per moderati, democristiani nel midollo, senza temperamento e senza coraggio. Ma si sa che i pregiudizi, o i giudizi frettolosi e viziati da considerazioni sparute hanno sempre il tempo che trovano…
In questa sede per poterli rappresentare optiamo per un album che forse non è il loro capolavoro (in tal guisa avrebbe avuto maggior senso il dirigersi verso l’esordio), ma che nello stesso tempo ha portato la band britannica ad un approccio sperimentale e ad un coraggio creativo mai così acceso e determinato prima. Love over gold è un album che a distanza di tempo continua a brillare di luce propria e che ha conservato la sua particolare aria minacciosa, ben rappresentata dal lampo che squarcia le tenebre notturne in copertina, concedendosi un atteggiamento mai così simile a quello dei Pink Floyd, cui apertamente si ispira (si dice che Knopfler volesse incidere il suo Wish you were here).
L’album si apre con la lunga e bellissima Telegraph road, pregna di una ricchezza musicale e lirica, fatta di cambi di umore, complicati passaggi strumentali e un notevole e potente assolo di chitarra. Temi centrali la fondazione della città e la disoccupazione, in un brano che resta uno dei capolavori assoluti dei Dire Straits. Segue e chiude nello stesso temo il primo lato un’altra autentica perla, Private investigation. Il brano si imbastisce su una atmosfera lugubre e notturna, e Knopfler nel registrarla ha voluto donarle un aspetto ancora più tetro inserendovi registrazioni di rumori di camminate, monetine che ruotano sulla superficie di un tavolo, rumori di bicchieri in frantumi.
Il lato B si apre con la feroce critica alla società dei consumi e al capitalismo selvaggio (alla faccia di chi li considerava una band per cocktail) nella tremolante e distorta Industrial disease, brano impegnato, ma forse uno degli episodi meno convincenti di tutta la scaletta dell’album. Ad ogni modo resta un episodio decisamente diverso e singolare nell’atmosfera generale dell’album. Segue una delicatissima e bellissima title-track, elegante ballata rock dedicata ad una donna fragile, incoerente. Il brano esprime evidenti ascendenze jazz e un dialogo sonoro fatto dall’arpeggio delicato di Knopfler e il vibrafono di Mike Mainieri. Chiude il disco It never rains, un brano in cui le ferite amorose sanguinano copiosamente, e le affinità con Telegraph road riemergono in superficie. La coda finale delle chitarre distorte chiude un album sperimentale e bellissimo. Non sappiamo quanto superiore o inferiore al Dire Straits del ’78, che resta un’autentica pietra miliare, ma tanto singolare e variegato da poterli rappresentare più che degnamente.
Dopo questo disco i Dire Straits continueranno la propria carriera ottenendo un altro successo planetario con l’album Brothers in arms e poi prosciugando la propria creatività con il bolso, spento e manieristico On every street del 1991 che chiuderà una carriera durata quasi quindici anni. Dopodiché Mark Knopfler opterà per una carriera da solista non proprio baciata da fortuna e ispirazione.
Nel panorama del pop e rock del Novecento i Dire Straits hanno rappresentato un fattore atipico e personale del modo di fare musica e ottenere successo, e che senza fare molto clamore ha lasciato un’eredità musicale che ancora affascina con passione e discrezione. Perché i grandi sanno sempre lasciare segni, anche senza fare molto rumore…

Tra gli artisti musicali britannici di successo degli ultimi vent’anni, in pochi hanno mantenuto la coerenza dei Dire Straits; forse solo gli UB40 sono stati altrettanto determinati nel rimanere lontano dai riflettori del mondo dello spettacolo, facendo semplicemente quello che avevano sempre voluto fare, cioè suonare il tipo di musica che amavano e farlo conoscere a quanta più gente possibile
(Charlie Gillett)

Luglio 2017: Dire Straits – LOVE OVER GOLD (1982)ultima modifica: 2017-07-31T09:53:52+02:00da pierrovox

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