Settembre 2018: Marvin Gaye – WHAT’S GOING ON (1971)

What's going on

 

Data di pubblicazione: 21 maggio 1971
Registrato a: Hitsville U.S.A., Golden World, United Sound Studios (Detroit), The Sound Factory (Hollywood)
Produttore: Marvin Gaye
Formazione: Marvin Gaye (voce, piano, mellotron, box drum), Eli Fontaine (sassofono), Wild Bill Moore (sassofono tenore), Johnny Griffith (celesta, tastiere), Earl Van Dyke (tastiere), Jack Brokensha (vibrafono, percussioni), Joe Messina (chitarra), Robert White (chitarra), James Jamerson (basso), Bob Babbitt (basso), Chet Forest (batteria), Jack Ashford (cembali, percussioni), Eddie Brown (bongo, congas), Earl DeRouen (bongo, congas), Bobbye Hall (bongo)

 

Lato A

 

                        What’s going on
                        What’s happening brother
                        Flyin’ high (in the friendly sky)
                        Save the children
                        God is love
                        Mercy mercy me (the ecology)

 

Lato B

 

                        Right on
                        Wholy holy
                        Inner city blues (make me wanna holler)

 

 

Da bambino facevo sempre un sogno:
vedevo folle immense di gente,
cantavo per milioni di persone
(Marvin Gaye)

 

Quando si dice: realizzare i propri sogni… Se il piccolo Marvin Pentz Gay Jr. sognava spesso di poter cantare per milioni di persone, di certo si può sostenere con fermezza che i suoi sogni non solo si realizzarono, ma compirono in lui e con lui qualcosa di estremamente grande da restare impresso nella storia stessa della soul music. Dotato di una profondissima fede religiosa, e di una raffinatissima sensibilità artistica, Marvin Gaye è diventato una delle icone indiscusse della black music di fine Novecento, innovatore e teorizzatore di incontri importanti tra musica gospel e pop. E se “cantare significa pregare due volte”, come sosteneva Sant’Agostino, di certo la sensibilità di Marvin Gaye e il suo canto raffinato hanno rappresentato per milioni di anime qualcosa di veramente “sacro”.
Iniziò il suo percorso artistico nella storica etichetta della Motown, esprimendosi attraverso una musica fresca, sensuale, complessa e dotata di grande personalità, oltre a vantare una poetica testuale intrisa di tematiche calde come quelle della droga, della politica, dell’economia, dell’ambiente, e soprattutto dell’amore in tutte le sue dimensioni. I suoi anni ’60 furono costellati da una serie di dischi e singoli straordinari e ficcanti.
Verso l’inizio degli anni ’70, complice anche tutta una serie di difficoltà con la Motown, Marvin Gaye riuscì ad ottenere piena indipendenza compositiva e artistica, e questo lo portò a concentrarsi ancora di più su tematiche impegnate e urbane, con espliciti riferimenti all’attualità. E tutto questo portò a What’s going on, dapprima rifiutato dalla Motown, giudicato da Berry Gordy, non molto commerciale, e poi rivelatosi uno dei capolavori assoluti di Gaye, oltre che baciato da un successo strepitoso.
What’s going on è un album senza tempo: capolavoro contaminato dalle influenze jazz e funky, e visione molto spirituale delle tematiche d’attualità, come la guerra in Vietnam, la droga, la povertà, che difatti inauguravano una nuova stagione per la soul music americana. Il pezzo onomino posto in apertura infatti si chiede come possa accadere tutto ciò che minaccia e intristisce la vita di un uomo: l’ingiustizia, la violenza, il rovesciamento di tutto ciò che è sicurezza? Perché tutto questo succede? È una domanda carica di forte senso della ricerca, della volontà di sapere, e di trovare delle risposte che non affoghino nella retorica e nella banalità. What’s going on è un pezzo emotivo, imponente e molto religioso, quindi è il manifesto sonoro di chiunque abbia delle domande da porre alla vita. Non a caso tra i tanti tributi, nel 2001, all’indomani del terribile attentato dell’11 settembre una serie di artisti denominatisi All Star Tribute (tra i quali figuravano Bono, Alicia Keys, Puff Diddy, Gwen Stefani, Nelly Furtado, e altri noti nomi del mainstream) ne riproposero una loro personale versione. Di fronte a quel dramma, semplicemente ci si chiedeva il perché… E la musica di questo grandissimo genio della black venne in aiuto, con tutto il suo carico ecumenico. Segue a questail funk urbano di What’s happening brother, in cui semplicemente si ripropone la stessa domanda, ma stavolta rivolgendosi direttamente all’ascoltatore, chiamato in causa. Cosa succede? C’è una presa di coscienza? Flyin’ high (in a friendly sky) scivola fluida e suadente, con un canto a metà tra falsetto ed espressività piena, carico di una dolcezza strepitosa. In Save the children viene fuori la tematica dell’infanzia, e si invita a salvarli dalla brutalità di questo mondo, rifiutando la stantia retorica della beneficenza pelosa, perché l’unica salvezza per l’infanzia risiede in una società più equa e più giusta. E tutto questo è espresso senza particolare teatralità, ma condensando in un tappeto sonoro angosciante e tormentato tutta la responsabilità della tematica. A questa segue l’espressione più autentica della sua fede religiosa nell’inequivocabile God is love, gioiosa ed estatica. Il primo lato si chiude con l’ecologista Mercy mercy me, espressiva e sensualissima pur facendosi portatrice di un messaggio particolarmente inquietante come quello della situazione ambientale nel pianeta, per la quale l’uomo deve solo chiedere perdono al Creatore.
Il secondo lato si apre con la lunga suite, che in parte riprende le trame della celeberrima I heard it through the grapevine, legandola a luoghi sonori comuni al progressive, con tanto di orchestrazioni imperiose, sassofoni che disegnano favole musicali impressionanti, code finali di pianoforte che non si perdono nel tempo, e che aprono invece Wholy holy, densa e struggente di misticismo stralunato. Chiude la meravigliosa Inner city blues, spostando l’attenzione sulle tematiche urbane, sui ghetti e dei giovani che ci vivono, e lo fa in maniera del tutto magistrale.
La carriera di Marvin Gaye proseguirà ottenendo riscontri commerciali e di critica sempre molto favorevoli, cantando di romanticismo e attualità, sempre con grazia e passione, fino a quando un 1° aprile del 1984, dopo l’ennesima e aspra lite col padre finì in tragedia, con un colpo di pistola esploso dal suo genitore che pose fine ai suoi giorni. E di sicuro quel colpo di pistola portò nella tomba non solo il corpo di un uomo, ma anche tutto un movimento musicale incredibile, anche se quella voce e quel canto ancora risuonano nel mondo, e ancora sanno interrogare e far porre domande.

 

Marvin cercava di trovare la maniera di parlare di questioni che toccassero la gente in modo da generare amore. Ci è riuscito, e ha cambiato il mondo
(Frankie Gay)

 

Settembre 2018: Marvin Gaye – WHAT’S GOING ON (1971)ultima modifica: 2018-09-06T07:46:55+02:00da pierrovox

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