Marzo 2019: The Prodigy – THE FAT ON THE LAND (1997)

The Prodigy - The fat of the land

 

 

Data di pubblicazione: 30 giugno 1997
Registrato a: Strongroom Studios (Londra), Earthbound Studios (Braintree)
Produttore: Liam Howlett
Formazione: Keith Flint (voce), Liam Howlett (tastiere, sintetizzatore, sampler, programmazioni), Maxim Reality (voce), Gizz Butt (chitarra), Jim Davies (chitarra), Matt Cameron (batteria), Tom Morello (chitarra), Shain Badar (voce), Kool Keith (voce), Crispian Mills (voce)

 

Tracklist

 

                        Smack my bitch up
                        Breathe
                        Diesel power
                        Funky shit
                        Serial thrilla
                        Mindfields
                        Firestarter
                        Climbatize
                        Fuel my fire

 

 

Se hai un bruciante desiderio di fare qualcosa,
 ne hai bisogno come fosse droga,
prima o poi avrai successo in quell’ambito
(Keith Flint)

 

Mettete insieme un genio, un pazzo, e due ballerini, tutti quanti imbottiti di droga. Prendete un periodo particolarmente interessante quale la metà degli anni ’90, fatta di gente veramente incazzata con il mondo, che non aspettano altro che qualcuno dia il via per scatenare l’inferno e mandare a farsi fottere tutto quello che gli gira intorno. Poi dategli in pasto questo disco. E ora state a guardare come la gente può devastarsi e farsi del male fisicamente e mentalmente in un colpo solo. Come distruggere il proprio cervello e portarlo a una morte celebrale il più in fretta possibile.
Un album che ti indurisce i nervi del corpo e ti fa ingrossare le vene del collo, facendoti arrivare poco ossigeno al cervelletto. Ma chi non ha mai ascoltato almeno una volta Firestarter? Basta questa canzone per autodistruggersi. E chissà quante persone si sono distrutte all’epoca, ad esempio, a giocare a un certo giochino uscito nel “2097” su una certa console grigia, con sottofondo la versione strumentale di questa canzoncina rilassante, Breathe. Altro che respiro. Questo è un gran bello sputo in faccia. Smack my bitch up; vedete il video e abbattetevi moralmente (perchè videoclip così non li ha mai fatti e non li rifarà mai più nessuno). Poi Diesel power, Serial hrilla, Climbatize…
Un album da possedere, da proteggere con tutto il corpo e da tenere con cura reverenziale. Perché lavori come questo, che hanno fatto storia all’epoca, ne devono ancora uscire. E chissà mai se ne riusciranno. Soprattutto quando bisogna aspettare più di sette lunghi anni prima di rimettere le mani su un lavoro di questo gruppo.

 

Marzo 2019: The Prodigy – THE FAT ON THE LAND (1997)ultima modifica: 2019-03-07T16:15:37+01:00da pierrovox

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