Maggio 2019: k.d. lang – INGÉNUE (1992)

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Data di pubblicazione: 17 marzo 1992
Registrato a: Vancouver Studios (Vancouver)
Produttore: Greg Penny, Ben Mink & k.d. lang
Formazione: k.d. lang (voce, chitarre, mandolino, cembali, percussioni, tma), Ben Mink (chitarre, basso, viola, violino, percussioni, beatboxing), Greg Penny (percussioni, beatboxing), Greg Leisz (pedal steel guitar, steel guitar, lap-steel guitar), Teddy Borowiecki (tastiere, pianoforte, organo), David Piltch (basso), Randall Stoll (batteria), Graham Boyle (percussioni, cembali), Gary Burton (marimba, vibrafono), Ingrid Friesen, Martin Laba (violino pizzicato), John Friesen (violoncello), Mryon Schultz (clarinetto)

 

Tracklist

 

                        Save me
                        The mind of love
                        Miss Chatelaine
                        Wash me clean
                        So it shall be
                        Still thieves this love
                        Season of hollow soul
                        Outside myself
                        Tears of love’s recall
                        Constant craving

 

L’arte non conosce pregiudizi,
l’arte non conosce confini
(k.d. lang)

 

k.d. lang nasce dal punto di vista artistico nel mondo del country più tradizionale, eppure il suo nome è spesso associato alla sua forma più innovativa. Artista raffinata e dotata di talento, tuttavia passa alla storia per essere stata capace di degnare alla canzone country tutta una serie di incroci stilistici importanti, inventando difatti un modo nuovo, diverso, di fare canzoni in questo genere. Nello stesso tempo, il suo look androgino, unito ad una omosessualità dichiarata senza grandi timori, hanno rappresentato nella sua stessa persona questa voglia di incrociare qualsiasi forma artistica che non abbia né confini, né tantomeno pregiudizi.
Della sua discografia l’album più celebrato e ritenuto migliore è senza dubbio il secondo da Ingénue. Composto da dieci canzoni in bilico tra ballate folk-country e atmosfere sospese, il disco è un gioiellino puro di scrittura senza tempo e passionalità nuda.
Si aprono le danze con le atmosfere aride e sospese della steel guitar, in stile Ry Cooder, di Save me. k.d. lang canta come Tracy Chapman che cerca di imitare Billy Holiday. Semplicemente straordinaria. E saranno in molti (anche senza dirlo) a cercare quella particolare timbrica negli anni a venire (ad esempio Joan As Police Woman). The mind of love invece mostra qualche piccola coloritura esotica, quasi un country in duetto con la samba al rallentatore, tanto da renderla così affascinante e languida. Miss Chatelaine mette in mostra il suo lato più piacione dell’autrice, più da diva, senza scomporsi troppo, con un vivace ritmo di salsa, un po’ di violini e un cantato che rimane soffice e burroso, rievocando Grace Jones. Wash me clean invece si fa forza delle sue atmosfere suffuse e meditabonde. E So it shall be torna nuovamente su una ritmica vagamente latina.
Still thieves this love è uno straordinario pezzo, intriso di umori esotici, alimentati dai violini ora stridenti, ora pizzicati, e un canto suadente e accattivante. Season of hollow soul mostra invece cupezze dense di venature jazzy, amosfere noir e un crescendo potente, carismatico. Outside myself è una riflessione sulla propria vita intrisa di un folk noir, che fa pensare nuovamente a Ry Cooder o anche al limite T-Bone Burnett. Tear of love’s recall è un vero e proprio classico jazzy, in cui k.d. lang mostra tutta la sua propensione per la profondità dell’interpretazione. Il disco si chiude con la spensieratezza leggera di Constant craving, che comunque ebbe il merito di ispirare Anybody seen my baby dei Rolling Stones.
Ingénue è un disco sublime, che ha spostato k.d. lang dai più canonici territori della country music per consegnarla alla leggenda, elevandola come una delle autrici più dotate e carismatiche dei suoi tempi, tanto addirittura da essere presa in considerazione per collaborazioni cinematografiche importanti con Wim Wenders o Gus Van Sandt. Nel tempo ha proseguito sulla stessa lunghezza d’onda, con album pregni della stessa lucidità artistica.

Maggio 2019: k.d. lang – INGÉNUE (1992)ultima modifica: 2019-05-30T08:34:09+02:00da pierrovox

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