Settembre 2020: Fleetwood Mac – THEN PLAY ON (1969)

Fleetwood Mac - Then play on

 

Data di pubblicazione: 19 settembre 1969
Registrato a: Londra
Produttore: Fleetwood Mac
Formazione: Peter Green (voce, chitarra, armonica, basso, percussioni, violoncello), Danny Kirwan (voce, chitarra), John McVie (basso), Mike Fleetwood (batteria, percussioni), Jeremy Spencer (piano), Christine Perfect (piano), Sandra Elsdon (registrazioni)

 

Lato A

 

                        Coming your way
                        Closing my eyes
                        Fighting for Madge
                        When you say
                        Showbiz blues
                        Underway
                        One sunny day
 

Lato B

 

                        Although the sun is shining
                        Rattlesnake shake
                        Without you
                        Searching for Madge
                        My dream
                        Like crying
                        Before the beginning
 

Il blues è veramente qualcosa
simile ad una religione
(Peter Green)

 

Band dalla doppia vita, incentrata nei primi tempi su un revival del blues d’annata grazie alle intuizioni geniali di artisti come Peter Green e Jeremy Spencer, per poi sterzare decisamente verso uno stile pop colto e vitale nel corso degli anni ’70, i Fleetwood Mac si sono rivelati come una delle espressioni più interessanti ed influenti di tutta la storia del rock. In particolare Peter Green, geniale chitarrista, è stato il personaggio nevralgico di uno stile che cercato di dare voce all’inesprimibile, al tormento, e ai vari tentativi di risveglio esistenziale.
Nella loro musica i Fleetwood Mac hanno saputo ben coniugare due tradizioni musicali molto forti ed imponenti per la storia del rock: quella anglosassone e quella americana, prendendo sia la crudezza blues viscerale della prima (insediandosi su un terreno sonoro battuto da gente come Rolling Stones, Led Zeppelin, Cream, ecc…), che la vena melodica e cristallina della seconda. In questa sede ci soffermiamo su di loro prendendo come punto di riferimento Then play on, l’ultimo album con Peter Green in formazione, come una sorta di spartiacque dei due periodi della band.
Then play on è una punta di diamante, un disco in cui ciascun elemento della band da sfogo a tutta la propria creatività, sbizzarrendosi nell’inventiva e nelle intuizioni originali, dando vita ad un’opera dove confluiscono sonorità psichedeliche, dilatazioni spaziali e strutture scheletriche del blues.
Il disco si apre con i ritmi tribali e il tripudio dei suoni british-psichedelici, in bilico tra i Kinks ed Hendrix, di Coming your way, incarnando uno stile primitivo e primordiale. Closing my eyes fluttua deliziosa nello spazio, in una stasi onirica paradisiaca, portandoci alla memoria i Jefferson Airplane più psichedelici. Fighting for Madge procede nel suo acido blues con basso tribale e una chitarra squisitamente distorta. When you say si erge in una deliziosa melodia rinascimentale, anticipando per certi aspetti quel folk decadente cui dettero vita Robert Wyatt o Syd Barrett. Showbiz blues invece dal canto suo si orienta verso un soul in chiave blues piuttosto incalzante. Lo strumentale Underway ci permette invece di apprezzare l’abile tecnica di Peter Green, rivoltando la sua chitarra in un tripudio di suoni acidi e psichedelici assolutamente stranianti, e il sostegno della band che fa pensare ai Pink Floyd del primo periodo. A questa si lega il garage rock di One sunny day, con tanto di movenze beat.
Il secondo lato si apre con un altra ballata barrettiana, Althougt the sun is shining, e procede col crossover pronunciato di Rattlesnake shake. Without you invece si distende soul e dolente in una sorta di pianto di dolore struggente e molto emozionante. Searching for Madge riprende il tema di Fighting del primo lato, per sette minuti di boogie-woogie ad alto potenziale ritmico, per una jam schizzata e ricca di intuizioni geniali. My dream altro non è che un’altra canzone stupenda, che si pone al termine di una jam straricca di suoni. Like crying è un vecchio blues d’annata, e si chiude il cerchio con Before the beginning, tra blues e psichedelia.
Come dicevamo, un album straordinariamente ricco di inventiva e spunti notevoli. Dopo questo disco Peter Green deciderà di abbandonare il gruppo, e dedicarsi ad una vita mistica in regime di quasi eremitaggio. Per i Fleetwood Mac inizierà un percorso diverso, che avrà un altro apice nel celebratissimo Rumors. Ma le vette artistiche toccate con Then play on non saranno più raggiunte.

 

Settembre 2020: Fleetwood Mac – THEN PLAY ON (1969)ultima modifica: 2020-09-07T15:50:56+02:00da pierrovox

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Se possiedi già una registrazione clicca su entra, oppure lascia un commento come anonimo (Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato ma sarà visibile all'autore del blog).
I campi obbligatori sono contrassegnati *.