Giugno 2021: Gianna Nannini – LATIN LOVER (1982)

Gianna Nannini - Latin lover

 

Data di pubblicazione: 1982
Registrato a: Conny’s Studios (Colonia), Stone Castle Studio (Carimate)
Produttore: Conny Plank & Gianna Nannini
Formazione: Gianna Nannini (voce, pianoforte), Mauro Paoluzzi (chitarra), Rudy Spinello (chitarra), Conny Plank (sintetizzatori), Hans Baar (sintetizzatori, basso, chitarra), Rüdiger Braune (sintetizzatori, batteria), Claudio Golinelli (basso), Mike Gong (sintetizzatori), Annette Humpe (sintetizzatori, tastiere), Jaki Liebezeit (sintetizzatori, percussioni, batteria), Mauro Pagani (banjo, mandolino, violino), Jacki Webezert (batteria), Annie Lennox (tastiere), Wolferats (cori)

 

Lato A

 

                        Primadonna
                        Wagon-Lits
                        Ragazzo dell’Europa
                        Latin lover
 

Lato B

 

                        Fumetto
                        Carillon
                        Amore amore
                        Volo 5/4
 

Mi sento una furia del firmamento
su un cavallo senza sella
(Gianna Nannini)

 

Aggressività e forte presenza scenica sono le doti naturali di una delle cantanti rock più carismatiche del panorama italiano. In un certo senso si può affermare che in Italia il rock al femminile fa rima con lei e poche altre, e che in qualche modo, tutte coloro che sono venute dopo (si pensi a Carmen Consoli o a Cristina Donà), si sono rifatte a lei.
Originaria di Siena, proveniente da una famiglia facoltosa, con un padre famoso imprenditore dolciario della città, e il fratello pilota di Formula 1, la Nannini ha saputo costruirsi la sua carriera musicale attraverso la canzone d’autore tipicamente italiana, unita ad una forte propensione per il ritmo e l’aggressività. Ma non solo: la sua proposta artistica ha avuto in un certo periodo un ampio respiro europeo, tanto da scavalcare i confini italiani e bagnare le sue canzoni con sonorità provenienti da altre culture musicali, seguendo un po’ quello spirito pionieristico e avanguardistico che portò Lucio Battisti nel Regno Unito nella seconda metà degli anni ’70.
I suoi dischi d’esordio sono all’insegna di una canzone d’autore più convenzionale, mentre è con California (1980) e G.N. (1981), che si inizia ad inseguire un ideale di canzone rock più marcata e originale. I testi spaziano tra ribellioni adolescenziali e omaggio ai miti (su tutti quello di Janis Joplin), oltre ad un’affettività che non nasconde l’ambiguità e la ricerca.
Con Latin lover si ottiene un successo strepitoso, ma è anche il disco dell’incontro con la musica elettronica, in particolare con il pop sintetico tanto in voga in quel periodo, che la porterà addirittura a registrare in Germania, e a collaborare nientemeno che con Annie Lennox degli Eurythmics e Jacki Liebezeit dei Can.
Gianna Nannini scopre nuove potenzialità nella canzone d’autore e la riveste di abiti nuovi, diversi, sintetici, anche se sotto il profilo testuale siamo sempre su tematiche a lei molto care. Si parte con i beat sintetici e robotici di Primadonna, sorta di inquadratura italiana di ciò che stava avvenendo nel resto dell’Europa musicale. Le trame teutoniche di Wagon-Lits invece danno spicco ad un testo nel quale si cela la paura del viaggio e quell’innato senso claustrofobico. La ballata sintetica Ragazzo dell’Europa si distingue per la sua melodia ricercata e quel senso di romanticismo bohemien, mentre la serrata title-track chiude il primo lato con le sue sciabolate chitarristiche e quel fascino glamour, che poi diventerà anche colonna sonora di Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti.
Il secondo lato si apre con la frenetica Fumetto, sintetica e figlia della nuova era, e si procede con le trame nostalgiche di Carillon. L’incalzante Amore amore ricorda invece l’adrenalinica America, e la chiusura del disco è affidata alle increspature new wave di Volo 5/4, con tanto di riferimenti alla mitologia greca.
Gianna Nannini si confermò pertanto come uno dei personaggi centrali del rock italiani, continuando a produrre alcuni dischi di spessore, come Puzzle o il più pop oriented Profumo, salvo poi col tempo assestarsi su un livello medio-mediocre di certo molto meno interessante, ma tanto rassicurante per le masse. Resta comunque che Gianna Nannini, tra i tanti alti e bassi, è stata forse l’unica vera donna italiana capace di produrre del serio e adrenalinico rock!

 

Giugno 2021: Gianna Nannini – LATIN LOVER (1982)ultima modifica: 2021-06-14T07:35:38+02:00da pierrovox

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