Giugno 2021: Kasabian – KASABIAN (2004)

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Data di pubblicazione: 6 settembre 2004

Registrato a: Paradise Studios (Sacramento), Bink Bonk Studios (Bristol), Mayfair Studios (New York), Fortless Studios (Londra)

Produttore: Jim Abiss

Formazione: Tom Meighan (voce), Sergio Pizzorno (chitarra ritmica, sintetizzatore, cori), Christopher Kaloff (chitarra, sintetizzatore, basso, omnichord, tastiere, organo, effetti sonori), Chris Edwards (basso), Ian Matthews (batteria), Ray Glover (batteria), Daniel Ralph Martin (batteria)

 

Tracklist

 

                                    Club foot
                                    Processed beats
                                    Reason is treason
                                    I.D.
                                    Orange
                                    L.S.F. (Lost souls forever)
                                    Running battle
                                    Test transmission
                                    Pinch roller
                                    Cutt off
                                    Butcher blues
                                    Ovary stipe
                                    U boat
 

Le mie ambizioni erano quelle di essere in una rock band,
ma per molti non ero che un sognatore
(Tom Meighan)

 

Si possono avere pareri divergenti sullo stato di salute della musica nel nuovo millennio. Molti sono dell’opinione che la musica sia entrata in una nuova fase, ma di questo si potrà sapere solo a posteriori. Sicuramente la musica è entrata in quel momento evolutivo che le arti precedenti come quelle figurative hanno conosciuto, e recentemente ha interessato anche il cinema: trattasi del momento in cui tutte le forme con le sue principali varianti sono esaurite.
In un certo senso questo è perfettamente normale: a metà ‘900 anni il rock era nuovo che avanzava. C’era tanto da creare, da sperimentare. A metà anni ’80  era possibile incrociare la dance con il rock e innescare un movimento creativo nuovo che sarà conosciuto come Madchester. Secondo molti forse i Radiohead sono stati gli ultimi a fare qualcosa di abbastanza innovativo tanto da generare una serie di cloni più o meno validi.
Il nuovo millennio sembra aver invece sancito che non è più possibile inventare nuove forme e tutto avviene nel solco delle vecchie. Questo non significa che non sia possibile produrre e ascoltare buona e anche grande musica ma le conseguenze sono due: non si generano più dei movimenti veri (beat, punk, post-punk, Madchester, ecc…) ma devono essere pateticamente creati dall’industria discografica e sostituiti con altri movimenti fittizi dopo pochi mesi. E poi è sempre più difficile creare un grande disco o esordire con un grande album sia perché un tempo il movimento produceva anche una certa atmosfera che aiutava a creare, a maturare e arricchire le proprie idee sia per il discorso di cui sopra dell’esaurimento delle forme possibili.
Sempre più spesso si fanno dischi piacevoli in cui si sceglie un determinato genere del passato e ci si ispira ad esso. Ciò è sempre avvenuto ma è raro che oggi si riesca a trascendere i propri modelli. I Clash si ispirarono un po’ a tutta la storia del rock per realizzare London calling, ma trascesero i loro modelli. Gli Stone Roses si ispirarono ai Byrds, ma anche loro trascesero i loro modelli. I Coral no. Gli Strokes no. I Franz Ferdinand no. Gli Interpol no. I Kasabian? no.
Il loro disco d’esordio si inserisce perfettamente nel costume del nostro tempo. Ѐ dannatamente divertente, è piacevole da ascoltare, è in definitiva un buon disco. Ma i Kasabian non sono nemmeno loro una band che rimarrà nella storia per divenire a loro volta modelli. Ma qui c’è tutto quello che costituì la “Madchester mania”: dance mista a rock, bassi pulsanti, attitudine arrogante e sicura, cori anfetaminici, elettronica laterale, un vago ma deciso senso di “coolness”. Un segno chiaro però che il rock forse ha ancora qualcosa di veramente forte da dire!

Giugno 2021: Kasabian – KASABIAN (2004)ultima modifica: 2021-06-21T08:14:21+02:00da pierrovox

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