Quando ero piccola scoprii di essere una libera pensatrice, senza aver mai studiato filosofia. Pensavo e costruivo sistemi di pensiero. Da adolescente avevo un quaderno (più quaderni) dove scrivevo tutti i miei pensieri. Solo al liceo scientifico, dal 3 anno in poi, avendo filosofia come materia d'obbligo, mi resi conto che quella che avevo fatto da tanti anni era la stessa fisolofia che stavo studiando, e che molte delle mie "teorie" erano già state pensate da uomini illustri e illuminati. Fu una delusione, allora, perchè realizzai che i miei pensieri non erano originali ed erano già stati "usati". Ora invece mi rendo conto di quanto era grande il mio bagaglio culturale - spirituale, raccolto in tante incarnazioni, e che devo aver calcato già in passato strade simili a quella che sto percorrendo ora.
Ricopio alcune mie riflessioni prese dai quaderni. A volte mi stupisco di me stessa. Avevo circa 16 anni e scrivevo queste cose (ho corretto il minimo necessario per rendere più chiari i concetti. A 16 anni non mi sapevo esprimere come ora...) :
- Non so bene e forse non è possibile proprio sapere come è Dio e il suo mondo. So solo che c'è qualcosa di assolutamente vero ed eterno, poichè io già esisto e sono vera. Ciò che è vero lo è sempre, non cambia mai e non muore mai, altrimenti non sarebbe perfettamente vero. Quindi ciò che è vero lo è sempre stato e sempre lo sarà: ciò che è vero è infinito. E questa cosa vera e perfetta è Dio. Solo questo so di sicuro su Dio. ... ... ... Io esisto e perciò sono vera. Sono quindi figlia di Dio.
Non sono sempre esistita come è sempre esisitito Dio. Ammettiamo che io fossi da sempre: in questo caso sarei infinita, sarei una divinità. Ma di certo non lo sono. Esisto da quando Dio mi ha creata. Esisto da allora e posso comunque esistere per sempre perchè sono vera. Non c'è niente per me se io prima non esisto. Perciò io sono più preziosa di qualsiasi cosa c'è sulla Terra. E anche la gente è come me.
- L'uomo può creare solo una cosa: il suo pensiero. Il pensiero esiste perchè è l'uomo a produrlo. Esso potrebbe essere inteso come il calore che il corpo di un uomo genera, invece è una cosa diversa. Il pensiero è come una cosa viva, il pensiero è vivo, non è come il calore che è inanimato. Quando io penso, penso me stessa, nel mio pensiero ci sono io.
Noi esistiamo. Lo sappiamo perchè percepiamo la nostra esistenza. Come? Pensandolo. ... ... .. Noi esistiamo perchè pensiamo. Quindi noi siamo il nostro pensiero. Per renderci conto che esistiamo, noi pensiamo, CI pensiamo.
- La paura non ha ragion d'essere. Riflettiamo un pò: a cosa serve la paura? Solo a complicarci a vita e a farci sentire male. A tutti capita di aver paura di qualcosa e di non poter svolgere una vita normale a causa di questa paura. Ciascuno ha in sè una paura profonda, che è nata a una brutta situazione vissuta da piccoli e che ci blocca quando si scatena, ci stanca e ci fa vivere male. ... ... ... Molte persone non riescono a liberarsi di queste paure e soffrono. Trasmettono le loro fobie ai figli, iniziando una reazione a catena tra generazioni che può finire soltanto graie all'aiuto di uno psicologo. Le paure sono causa di guerre e sofferenze, lo sono state e lo saranno se non viene qualcuno che ci illumina le menti. Dobbiamo imparare a vivere più serenamente e senza preoccupazioni. Se deve succedere qualcosa di brutto succederà indipendentemente se si ha o no paura. Anzi, un problema lo si affronta meglio senza paura, perchè essa ci rende più fragili e indifesi. ... ... ... Il nostro futuro lo decidiamo noi stessi, quindi ci dobbiamo impegnare a renderlo migliore. La paura non è da confondere con la prudenza. ... ... .. Non c'è niente di cui aver paura, neanche della morte. Ho già scritto che noi siamo immortali, niente ci può toccare. Tutto quello che succede è nevitabile e necessario. Ci chiederemmo perchè un sasso, se lanciato in aria, cade a terra? Dobbiamo soltanto essere prudenti e pensare al nostro futuro e a quello degli altri. ... ... ... Dico che è inutile aver paura di qualcosa che potrebbe succedere senza che questa sia successa. Possiamo evitarla con le nostre azioni, con la prudenza, ma senza esagerare. ... ... ...
La paura rende egoisti. ... ... ... Noi ci comportiamo come quella persona che vede un poveretto fare l'elemosina perchè ha bisogno di mangiare altrimenti muore di fame, vorrebbe dargli un pò di soldi ma non glieli dà perchè ha paura di diventare povero come lui, e magari è anche una persona benestante che può fare a meno di qualche spicciolo. Non capisco le persone che sono straricche. Spendono tutti i soldi che hanno per divertirsi e per vivere bene e sono più avare ed egoiste di una persona che ha pochi soldi. Si comprano delle grandi macchine, hanno ville con la piscina, si vestono con abiti costosi, oziano ed hanno tutti i vizi esistenti. Hanno paura di non poter vivere bene e per questo non danno mai niente a nessuno. Per loro il pericolo di diventare poveri sicuramente non c'è. Possono benissimo vivere con i soldi sufficienti per le cose di prima necessità. Il resto dei soldi potrebbero darlo in beneficenza. Ma nessuno di loro fa così. Hanno paure che non esistono.
- Perchè lavoriamo? Per poterci comprare il cibo e sopravvivere, mi risponderebbe il 50% della gente, per diventare ricchi e famosi, mi risponderebbe il restante 50%. Tutti sbagliano, il vero scopo del lavoro non è questo. Noi, direttamente o indirettamente, in un modo o nell'altro, lavoriamo non solo per guadagnarci da vivere ma soprattutto per gli altri. Il nostro lavoro, come quello di tutti gli altri, contribuisce alla crescita della società. Io lavoro per aiutare gli altri e gli altri avorano per aiutare me. Noi siamo tutti uniti, c'è qualcosa che ci tiene tutti legati e ci rende un'unica cosa. Io non posso vivere senza gli altri uomini e gli altri uomini non possono vivere senza di me. Il vero scopo del lavoro è questo, e ciascuno di noi dovrebbe sentirlo, anche perchè è nostro dovere fare questo: lavorare per tutti. Sbagliano coloro che lavorano per diventare ricchi e vivere bene. Questa è solo una gratificazione che il lavoro può dare e viene in un secondo momento, non è necessaria al fine ultimo del nostro lavoro.
E' bello rileggere dopo tanti anni queste cose. Ero un'idealista pura, allora. Ammetto che ora mi sono un pò spenta. Credo che devo darmi da fare e far tornare alla luce quella mia energia che non ho saputo concretizzare.
Siamo tutti molto belli se ci guardiamo nell'anima. Tutti belli e luminosi. Ma la luce che è in noi è fatta per illuminare, non per essere smorzata. Gesù Cristo credo che voleva dire proprio questo quando diceva:
<< Voi siente la luce del mondo; una città posta su un monte non può restare nascosta.
Nemmeno si accende una lucerna per metterla sotto il moggio; la si pone invece sul candelabro affinchè faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Risplenda così la vostra luce davandi agli uomini, affinchè, vedendo le vostre buone opere, glorifichino il Padre vostro che è nei cieli >>. Mt 5,14
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il 03/08/2020 alle 12:01
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