Creato da galatolomariuccia il 02/05/2008
 

Zia Mariù racconta

favole filastrocche e...

 

 

Viaggio nella storia di una penna d'oca

Post n°1132 pubblicato il 03 Aprile 2018 da galatolomariuccia
 

Viaggio nella storia diuna penna d’oca


IGalliSenoni, capitanati da Brenno, erano riusciti ad assediare Roma. Idifensori della città cominciarono ben presto a soffrire la fame.Più volte i Romani, guardando le “oche sacre” alla Dea Giunoneche vivevano lassù nel recinto del tempio di Giove, avevano pensatoche con quelle avrebbero potuto placare i tormenti del lungodigiuno. Ma le oche erano sacre alla Dea e ucciderle sarebbe stato unsacrilegio.

Unanotte un valoroso soldato, Marco Manlio, che dormiva presso il tempiosacro, sentì risuonare uno strano rumore che lo destò d’improvviso.Prontamente egli afferrò la spada e balzò in piedi. Subito capìche le oche stavano starnazzando. Manlio corse alle mura della rocca,guardò giù…e si trovò faccia a faccia con un soldato Gallo. Inemici tentavano un assalto e in quel momento, appunto,un gruppo diessi si spingeva sopra il parapetto per entrare nella fortezza. In unistante Manlio afferrò il braccio teso del primo Gallo, gli strappòle dita dal parapetto e lo lasciò cadere giù per la rocca. Iniziòa gridare e il clamore delle oche cresceva…cresceva…in pochi minuti tutti i soldati romani si destarono ed afferrarono le armi,pronti alla difesa. Gridando, gli eroici difensori della rocca,corsero alle mura. La sorpresa dei Galli fallì. In breve essi furonosconfitti e ricacciati. Ma, fra tutto quello schiamazzar, successequalcosa di inevitabile: una bella penna bianca si staccò dall’alasinistra del corpo concitato di una grossa oca e cominciò a scenderegiù dal colle come una foglia in autunno e volteggia volteggia:delle leggere folate di vento la allontanarono dal luogodell’assalto.

Orasu ora giù, ora qua ora là. La bianca piuma andò a posarsi soprala soma del somaro Cesare. “Arrì arrì Cesarì” incitava ilcontadino. Ma Cesare di muoversi non ne voleva proprio sapere. Allorail contadino provò ad incoraggiarlo con una bella carota. Allungòla mano dentro la sporta per prenderne una quando lo sguardo glicadde sopra la bella e candida piuma, che era rimasta infilzata trale trame del sacco che era posto sul dorso di Cesarì. Era propriobella ma, non sapendo né leggere e né scrivere, la afferrò e la incastrò violentemente nelle briglie sulla testa dell’asino,facendogli male .La bestiola che spesso era considerata lapersonificazione dell’ignoranza e della diabolica ostinazione e forse anche perché era ed è: l’animale che sa di più, perché sadi non sapere,si accorse di avere qualcosa di estraneo sulla testa e,da buon somaro che era, cominciò a ragliare e come sapete il raglioè, tra le voci della natura, una delle più intensamentedrammatiche, l’espressione di un’urgenza irrimediabile e di unavolontà di non tacere più dopo aver troppo taciuto, insomma: ilnostro asinello cominciò a ragliare ed a grattarsi insistentementead un ciliegio e fece cadere delle ceraselle, rosse, saporite egrosse ceraselle che prima penzolavano come gocce di rubino dallacorona di una regina. E fu così che Cesarì si abbassò permangiarle e la piuma gli cadde. E: “corre corre, il contadino percercare di chiapparla” ma, il vento, dispettoso, se la portò via.

Vola qua, vola là ,la piuma andò ad adagiarsi proprio sopra il letto di una nobilefanciulla. Quando ella la vide,tanto era bella la penna d’oca, chenon fece altro che prenderla e nasconderla dentro una scatola dilegno intarsiata d’avorio e gli anni passarono e la piuma erasempre ben custodita. Passò di generazione in generazione finché…

Nonsi sa come mai ma la scatola, oramai dimenticata, venne ritrovata a Bisanzio. Era stata nascosta dalla basilissa Irene, prima difuggire dopo il colpo di stato che la depose dal trono diCostantinopoli. La scatola con dentro la piuma d’oca era stata nascosta minuziosamente sotto una mattonella del pavimento nelpalazzo dell’imperatore. E’ risaputo che Irene fosse una donnacolta ed intellettuale e, la splendida piuma, venne usata da leicome penna per scrivere. Un’ancella la trovò e se la nascose sottole vesti. I soldati se ne accorsero e consegnarono la scatola allamoglie dell’imperatore che a quel tempo era Rotreude una delle ottofiglie di Carlo Magno. Si avvicinava Natale e Rotreude non sapendoche regalare a suo padre che, quella stessa notte sarebbe statoincoronato Imperatore del Sacro Romano Impero, gli donò la splendidapiuma bianca. Fece fare da un artigiano una scatola tutta d’oro evi fece pure incastonare perle e lapislazzuli, una piccola coltre ditessuto prezioso e vi adagiò la piuma . Carlo Magno aveva studiatopochissimo e a fatica formava il suo nome, poiché allora perl’educazione dei futuri guerrieri la guerra e la caccia bastavano.Possedendo ora una penna così preziosa cominciò ad appassionarsialle lettere e fu tale il suo entusiasmo che istituì una scuola dipalazzo. Tutti i più grandi intellettuali dell’epoca tenevanocorsi per i figli dei nobili vicini alla corte.

L’Imperatorepossedeva una sensibilità per la cultura e lo studio che cominciòa scrivere in latino e greco e la penna d’oca lo aiutava in questo.Qualche tempo prima, il Papa Leone III, era stato imprigionato eCarlo Magno lo aveva liberato dalle prigioni in cui era statorinchiuso da un gruppo di nobili romani. 

Il Papa gli furiconoscente e dopo un po’ di tempo dalla di lui investitura, gliscrisse una bella lettera, a cui Carlo rispose in perfettacalligrafia anche grazie alla penna d’oca regalatagli dalla figlia.In quel periodo crebbe la miseria e le carestie erano sempre piùfrequenti, il malcontento dilagava tra i sudditi dell’impero.Avendo capito il valore della penna d’oca con cui scriveval’Imperatore, dei cavalieri gliela rubarono. Entrarono un giornonella tenda di Carlo Magno mentre lui era intento a colloquiare condei re. Carlo Magno andò su tutte le furie e vana fu la ricerca daparte dei suoi soldati della scatola d’oro e della piuma che cosìse ne perse le tracce.

Laritrovò un cavaliere diretto in Terra Santa. Visto l’immensovalore della scatola tutta tempestata di gemme preziose e perle laaffidò alla sua amata, e questa, a sua volta, la donò alla VergineMaria perché il suo cavaliere tornasse sano e salvo dalle Crociate.Ma anche nel convento dove era custodita l’immagine sacra dellaMadonna ebbe vita breve, la scatola d’oro venne nuovamentetrafugata. La bianca penna venne separata dal suo scrigno.

Lascatola d’oro venne venduta al mercato nero e la piuma vennelasciata in balia delle intemperie, vicino una chiesa di Firenze.

Passava di lì untal messere di nome Dante che, vedendo la trascurata ma sempresplendida piuma, si chinò e la raccolse. A casa con della cenere latenne a bagno per molte ore onde farla ammorbidire,poi la feceseccare e indurire nella sabbia calda e poi ancora la appuntì conun coltello consumandola un po’: e questa tornò al suo anticosplendore.

Decise che conquella penna avrebbe fuso strofe e versi di estrema dolcezzaesclusivamente per la sua Beatrice. Tanto era l’amore per Beatriceche Messer Dante consumava a vista d’occhio la penna d’oca finchéun giorno, inavvertitamente, lasciò aperta la finestra del suostudiolo ed il vento la fece scivolare leggermente per le vie diFirenze, sulle rive dell’Arno. Invano, la cercò Dante e così fuche da quella volta non scrisse più, facciamo per dire, versi per Beatrice.

La splendida piumafu trasportata lontano lontano dalle correnti e dal vento su di unaspiaggia, quando il cuoco di un signore di nome Napoleone la trovò.

Quella sera avrebbeofferto agli ospiti pesce alla griglia e quella penna l’avrebbeusata per ungere l’arrosto ma, passò di lì casualmente il padronedi casa che la fece sua. L’appuntì ben bene e la pose vicino al suo calamaio.

Ilsignor Napoleone era un personaggio molto famoso e amava circondarsidi letterati e uomini illustri. Un giorno andò a trovarlo il ducad’Orléans che vista la penna d’oca se la fece regalare. Il ducase la portò a casa e se la dimenticò in un libro.

Dopoqualche anno il duca prestò il libro ad un suo dipendente un certosignor Dumas.

Alexandre,questo il nome del signor Dumas, lavorava come copista nellacancelleria del duca e accortosi della penna d’oca tra i fogli dellibro la riconsegnò al suo legittimo proprietario e lui, vista lasua onestà gliela regalò.

Cominciò a scriveredi dame e cavalieri , di cappe e spade, sempre con la sua pennad’oca. Conobbe in seguito un certo Giuseppe Garibaldi e,dovendocostui scrivere al futuro re d’Italia, Alexandre gli regalò lapenna d’oca. Giuseppe accettò volentieri il dono e la conservò in ricordo della loro sincera amicizia.

Passaronogli anni e Giuseppe portò la penna d’oca a Caprera, la sua isola.

Eraoramai anziano e stanco e si ritirò per scrivere le sue memorie. Amava osservare la penna d’oca, oramai consumata, nelle sue maniscarne. La osservava con malinconia e ricordava i tempi trascorsi:le lotte per la libertà, e pensava a quanto era stato più facilefare la guerra che non la pace; avrebbe voluto farle scrivere le sueavventure, ma chissà ,se la penna avesse potuto farlo di sé stessa,chi dei due avrebbe avuto più da scrivere!

Entròprepotentemente nello studio il nipotino di Giuseppe, che lo guardavascrivere con la penna d’oca. “Nonno nonno che cosa staiscrivendo?” La mia storia aggiunse Giuseppe, invitandolo a sedersisulle sue ginocchia. Il bambino si avvicinò ed abbracciò il nonnosussurrandogli nelle orecchie: “pissi pissi nonno, che cosa è lastoria?” e il nonno : “Non sapere cosa sia accaduto prima dellanostra nascita sarebbe come restare bambini per sempre. La storia ètestimonianza del passato, luce di verità, vita dellamemoria,maestra di vita, annunciatrice dei tempi passati”.

Nonno ho sonno ,mi sono annoiato, voglio dormire!”, concluse il piccolo.

Giuseppelo accompagnò nella sua cameretta e lo fece coricare, anche lui erastanco e quando il bambino si addormentò prese la biancapiuma,oramai esile, e la infilò nel cuscino del suo piccolo amoreinsieme ad altre piume e… la fece sparire per sempre.

ZiaMariù 05


 
 
 

Tirami un bacio

Post n°1131 pubblicato il 05 Marzo 2018 da galatolomariuccia
 

 

loving i love you GIF by ELFvid

 

Ci sono nonne qui? provate a dedicare una poesia ai vostri nipoti e notate le loro reazioni, a me Dani ha detto così: nonna ma te ancora sei giovane per morire, c'avrai almeno altri 27 anni!

Tirami un bacio che me lo metto in tasca,
che quando arriverà il mio momento
ne voglio portar via un bastimento.
Mi ricorderò del primo ,che ci ho messo
e quando dopo ho guardato nello specchio il mio riflesso.
Meno solchi sul mio viso,
e una ruga intorno alla bocca dovuta dall'incontro del mio col tuo sorriso.
Il secondo,il terzo, il cento e il mille
tasche gonfie di baci e con ognuno ne farei lucenti spille.
Baci di bimbo,schiocchi sonori,
baci rubati ,lanciati per le scale,preziosi come tesori.
Bacini ruffiani, poi mi compri questo e quello?
da vocina fresca come canto di fringuello.
E quando la sera poi ritorna il silenzio
mi tasto, quelle tasche gonfie di baci sinceri,
e frugo, catturandone l'ultimo lasciatomi ieri,
è ancora caldo e per mantenerlo così lo sposto sul mio cuore,
quel bacino del mio più grande amore.
Acqua fresca, acqua di fonte
ricordati però che quando mi fai arrabbiare ti darei "un calcetto nel culo" che ti manderei di là dal ponte!

 

dedicata a Daniele .Nonna Mariù 2018

 
 
 

Da dove vieni sasso,illustrato da Eleonora Moretti

Post n°1130 pubblicato il 05 Maggio 2017 da galatolomariuccia
 

Caro sasso da dove vieni,
da un pianeta abitato da alieni?
Un pianeta con alte montagne 
fiumi impetuosi e cespugli spinosi?
Oh,a me piace la montagna ...
piace quell'acqua fresca e cristallina,
gentile che schizza dispettosa sulla mia manina!
Ma quante persone ti hanno toccato,
quel tocco di mani che ti hanno levigato.
Tra tanti anche io ti ho toccato ,
e sei liscio e sei pesante
e sei fresco e bello, che ricordi un diamante.
Come ti chiami sasso perduto nel mondo?
Ahhh! Il mio nome è Sassoduro di Sassorotondo!

Zia Mariù 2017

L'immagine può contenere: sMS

 
 
 

A Emma e Sofia

Post n°1129 pubblicato il 29 Aprile 2017 da galatolomariuccia
 

Ci sono due bimbe piccine picciò

che rubano il latte e poi si nascondono dentro il comò!

Un giorno la mamma le vede ,ma non commenta

e aggiunge a quel latte un bel po' dimenta.

Che bella sorpresa alle miei belle bambine

furbe senz'altro e assai birichine!

Loro avvicinando il nasino

si accorgono subito che il latte sa di moscerino,

anzi no, di qualcosa di più strano

forte come il rimbombo di un aeroplano.

Hai sentito Emma che odore?

Sì Sofia ,

sembra proprio di calzini puzzoni,puuhhhh senti il fetore!

Storcono la bocca,gli occhi e i piedini vanno all'insù,

scappa lontano anche il gatto Frufru.

La mamma le guarda con un sorrisetto,

e dice :vi ho fatto anche io un bel dispetto!

Cinquanta sfumature di micio

Zia Mariù 2017

 
 
 

Il ciclamino e la primavera

Post n°1128 pubblicato il 21 Marzo 2017 da galatolomariuccia
 

Il ciclamino e la primavera


ciclamini cover
C’è forse nel mondo qualcuno che vide
un ciclamino che canta e che ride,
che macchia la mano d’un colore sanguigno ,

che profuma l'aria e nasconde in sé vita come uno scrigno?

C’è forse più fresco, più bel giardino
di questo prato e il suo ciclamino;
che guarda la nuvola, il cielo turchino,
che vede volar libero un uccellino?

E' primavera...

solo nel mondo, un incanto così!








ZiaMariù 2017






(Ispiratadalla poesia di R. Pezzani)



 
 
 

Il pirata Timor

Post n°1127 pubblicato il 20 Marzo 2017 da galatolomariuccia
 

C'era una volta una volta c'era

il pirata Timor che non voleva la canottiera.

Per nasconder la sua pancetta tonda come una mongolfiera!

Ma gli stringeva proprio tutto ,

dalle mutande ai calzettoni,

dal cappello ai pantaloni.

Mangiava ogni cosa lo stuzzicasse

e una volta di mele se ne mangiò trecasse!

Lui che varcava tutti i mari

si mangiò in una volta sola sei metri di pizza e dieci zoccoli di somari.

Aveva delle ganasce così forti e robuste

che di confetti al cioccolato se ne mangiò otto buste.

E ora vi voglio svelar anche un segreto: a fine pasto si leccava sempre il dito

e i suoi pirati per vederlo tranquillo

gli dovevan augurare sempre : buon appetito!

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Zia Mariù 2017

 
 
 

A Ginevra

Post n°1126 pubblicato il 19 Marzo 2017 da galatolomariuccia
 


Noi leggiavamo un giorno per diletto
della bella Ginevra che non voleva dormir nel suo letto,
ma in braccio a cavalieri a regine e principesse

a dame di compagnia ad alfieri e badesse.

Nulla da far per la bella Ginevrina

che cominciava a frignar sin dalla mattina .

Modo non vi era di udir silenzio manco le notti

per il re e la regina , che avrebbero dormito anche coi botti.

Ma un bel giorno di sole primaverile

ricordo bene era già aprile ,

si vide arrivar in groppa ad un bianco destriero

un misterioso forestiero.

Chiamato a difender il trono del disperato regnante

che con la sua regina non dormivan più, per colpa della bella infante.

La sua corazza luccicava al sole

come la luna su un lago placido , profumato di mammole e viole .

Mail Cavalier Lancillotto,

con la corazza che pareva un cappotto,

con un balzo appesantito

pestò al re del piede un dito.

Sua maestà si trattenne , ma come fanno i draghi con le grosse narici ,

cominciò a soffiar fumo e gli occhi suoi diventaron tutti bigi.

E...

Lancillotto ebbe il perdono,

per quel fattaccio che fece urlar forte il re come un tuono.

La bella Ginevra diventò una signorina

e senza ascoltar tanto né il re e né la regina,

da Camelot zitta zitta fe' fagotto

e fuggì lontano con il suo bel ser Lancillotto!



ZiaMariù 2017

 
 
 

Tanti auguri Giulia

Post n°1125 pubblicato il 05 Gennaio 2017 da galatolomariuccia
 

Rullo di tamburi,squillino le trombe
un volo di colombe 
annuncia al mondo intero,

in ogni angolo dell'emisfero
che è il compleanno di Giulia!
Giulia Giulietta c'ha una bacchetta,
magica , magica ,che tiene in borsetta;
lo dico a tutti non è una barzelletta ,
ma la porta in bicicletta,
mentre mangia la cotoletta ,
che tiene ferma con una forchetta.
Cotoletta cotoletta 
dove salti , forse hai fretta?
Oh Giulietta ,
ho paura...
tu sei ghiotta son sicura!
vuoi far di me una polpetta 
ma con un colpo di bacchetta
dai,trasformami in una bella saponetta ! 

Tanti auguri Giulia.

 
 
 

Zia Mariù gioca con Dino Buzzati

Post n°1124 pubblicato il 23 Dicembre 2016 da galatolomariuccia
 

E se invece venisse per davvero

quell'omino grassottello vestito di rosso fino al cappello!
Se a preghiera, la letterina, il desiderio
e spresso così, più che altro per gioco

non durasse solo per poco

ma che vada avanti e n'dré

per tanti giorni almeno quaranta tre!
che venisse preso tutto sul serio,niente per finzione

oh...sarebbe una bella soddisfazione;
Se il regno della fiaba e del mistero
si avverasse 
e che le mucche indian da magre diventassero grasse,

sarebbe proprio un Natale coi fiocchi

una festa al castello della fantasia dove a mezzanotte i principi diventan ranocchi!


ZiaMariù gioca  con
Dino Buzzati

 
 
 

la stella cometa

Post n°1123 pubblicato il 20 Dicembre 2016 da galatolomariuccia
 

Dedicata ai bambini della 1°C della scuola elementare di Daniele


Vi voglio raccontar una storia bella

che ha per protagonista una grande stella.

Vagava nel cielo infinito una bella stellina

cercando un posto dove riposarsi con la sua dorata codina.

Ogni briciola di luce essa coglieva al volo,

prima che anche un lieve sussurro d'oro potesse cader al suolo.

E ricca e grande e brillante come non mai,

stanca, si posò sopra una capanna di legno sbiadito,

lì da dove si era udito uscir un dolce vagito .

Brillava la stella di una luce assai rara

richiamando a sé gente , persin anche dal lontano Sahara.

E passarono i giorni e tutti pian piano ripresero la loro strada,

giorni di grande gioia e tanto fermento:

la bella stella aveva illuminato il più magico momento.

Giuseppe Maria e il bambinello 

si allontanarono nel silenzio in groppa all'asinello ,

i Re Magi ripresero la via dell'orizzonte seguendo le loro impronte,

i pastori con le greggi e gli agnellini ritornarono a casa dai loro bambini

 e anche la stella cometa  se ne tornò là, da dove era venuta ,

lontano lontano nell'infinito della volta sperduta.



 Zia Mariù 2016

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Indovinello:l'albero di Natale

Post n°1122 pubblicato il 20 Dicembre 2016 da galatolomariuccia
 

Indovina indovinello

non è questo non è quello

finto o vero che esso sia

porta ai bimbi l'allegria.

Al posto dei capelli ha fili argentati,

invece delle braccia

lunghi rami con appesi tanti oggetti colorati,

una stella in cima in cima

con la coda che tocca il cielo,

mille occhi che si accendono in rima

tante lucine che calde brillano mentre fuori c'è il gelo,

doni sotto sparsi un poco qua e là

solo a guardarlo porta tanta serenità!


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Zia Mariù 2016



Che cos'è...l'albero di Natale




 
 
 

Ciliegino (per Anna)

Post n°1121 pubblicato il 16 Dicembre 2016 da galatolomariuccia
 

Ciliegino


Ciliegino è un gattino,

nero nero con un bel nasino,

rosso rosso sotto gli occhietti,

Ciliegino fa mille dispetti!

Fa uno scherzo alcagnolino,

che si nasconde nelgiardino,

ne fa due all'oca bianca

mentre dorme perché è stanca ,

ne vuol far tre a Anna piccina,

ma lei corre in braccio alla sua mammina!

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Zia Mariù 2016



 
 
 

La nuvola,il sole, un sasso e la gazza bianca e nera

Post n°1120 pubblicato il 30 Aprile 2016 da galatolomariuccia
 

C'era una volta,una volta c'era

una nuvola,il sole, un sasso e una gazza bianca e nera,

che volava giù basso lungo un argine fiorito

quando vide un sasso bianco sbiadito.

Fece due giri per ben guardare ,

poi si posò su quel sasso, che le parve un uovo, candido come la schiuma del mare .

Ohibò ,un uovo solo, forse caduto da un nido!

E iniziò la sua cova su quel sasso bianco sbiadito.

Il sole e la nuvola da su videro la scena ,

sorrisero, ma provaron per la vecchia gazza un po' di pena.

Il sole le scaldò le piume coi suoi raggi dorati

e intorno  fece schiudere i fiori su tutti i prati.

La gazza poverina ,non aveva mai preso marito,

ma il desiderio di diventar mamma era grande,

tanto l'amore da donare , che credette davvero, l'amor,d'averlo smarrito.

Passarono i giorni ,dall'uovo nemmeno un po' di calore,

ma meraviglia,al suo fianco era nato un piccolo fiore.

La povera gazza rassegnata

chiese alla nuvola amica di esser bagnata,

e di dar acqua anche alla pianticella,

che era figlia dell' amore ,

come per il grande cielo una piccola e sperduta stella.

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Zia Mariù 2016

 
 
 

Buon compleanno Mauro

Post n°1119 pubblicato il 26 Aprile 2016 da galatolomariuccia
 

Carissimo Mauro,

ora tocca a me farti gli auguri tanto agognati

altro che fratelli, pescatori e tutti i tu' cognati!

Co' due paroline di ringraziamento l'hai liquidati,

forse t'aspettavi qualche regalo in più , ma sai i tassi in banca so' rialzati!

Eh no,ma siamo seri ,

non hai detto nulla, a noi ,che siamo i tuoi amici veri!


Ma ricordaci un po' dei bei tempi andati,

di quando correvi col vento tra i capelli,

raccontacidai ,di quanti pesci hai pescati

e scoprivi poi come era romantico andar per funghi e ascoltare i fringuelli.


I primi batticuori con la tua signora ,

e poi tanti ricordi ancora e ancora.

Glianni passano in un baleno

oggi quanti sono... 55? e nemmeno uno di meno!


Te li sei meritati tutti!

tra una pescata,un giro per il mondo e un po' di baldoria

fa che ti accompagni sempre la memoria,


che è nel cuore delle immagini ,che con malinconia si vedono passare,

ma anche noi qualcosa di prezioso ti vogliamo regalare:

La fiducia a non arrenderti mai e...dimenticavo...anche se in ritardo

Buon compleanno, senza tanti fuochi d'artificio,

ma spero ti basti lo scoppio di qualche piccolo petardo!


Zia Mariù 2016

 
 
 

Marina e il suo lungomare

Post n°1118 pubblicato il 13 Aprile 2016 da galatolomariuccia
 

Brevestoria delle abitazioni intorno

al lungomare Leopoldo II di Lorena

enotizie sulla sua costruzione


Comegià ricordato nelle precedenti lezioni, Non si parlava di Marinadi Grosseto e nemmeno di San Rocco ,se non per indicare un Forte,cheaveva iniziato a costruire Leopoldo I di Lorena,nel punto dellaspiaggia più vicino al capoluogo maremmano,ma che era statocompletato soltanto nel 1793 da suo figlio il Granduca FerdinandoIII. Dopo quindici anni,nel 1808 ,dopo il lavoro compiuto, no solodai valenti geometri granducali ,era stato scavato anche il canaleSan Rocco,che tagliava la rigogliosa pineta del Tombolo ,mentre iltracciato stradale parallelo alla via d'acqua era già un presuppostoper i primi stanziamenti vicini al Forte. Tracciato e non stradaperché tale percorso serviva ai cacciatori-raccoglitori che sirecavano in pineta per le loro escursioni,ai contadini della zona,che portavano rifornimenti al distaccamento dei cavalleggeri delForte ,per questo il ponte a nord o diciamo a levante,prese il nomedei Cavalleggeri.

Edè proprio intorno a quel Forte che inizierà l'antropizzazione diSan Rocco ,la marina di san Rocco poi Marina di Grosseto.

Unfatto importante per San Rocco è stato dato dal fenomeno della“statatura”che ebbe inizio dopo il 1815, per decreto granducale.Gli uffici pubblici di Grosseto,per diminuire agli impiegati ilrischio di contrarre la malaria, dovevano emigrare a Scansano,doveil clima era migliore che nelle pianure e zone costiere. Quando nel1897 venne posta fine alla “statatura”,la popolazione continuò a optare per le colline,almeno fino al 900.Ma buona parte deigrossetani seguì l'esempio degli amministratori restandosene incittà e in quanto a salubrità ci si accorse che non c'era tantadifferenza tra Grosseto con San Rocco. A favore di questo ultimogiocava però il fatto che d'estate,in riva al mare,si stava moltomeglio,facendo bagni nelle acque fresche che lambiscono le spiagge.C'è da dire che nonostante fosse una cittadina vicino al mare ilGrossetano non era di grande tradizione marittima,ma la gente poco apoco cominciò a conoscere il mare e a frequentarlo. E' proprio inqueste circostanze che alcuni grossetani, subito dopo la prima guerra mondiale ,quella del 1915/18,si arrischiarono a costruire unabaracca sulla prima duna della spiaggia,in modo da pernottare vicinoal mare e queste erano una trentina localizzate tra il canale e viaVerdi, oltre a baracche più grandi che erano residui della prima guerra mondiale adibite a colonie per bambini e una chiesetta.

La famiglia Madioni/Copertini ad esempio arrivò negli anni 20 daMonticello Amiata. Al babbo badilante ,padre di molti figli,impegnato nella bonifica ,gli fu data in affitto una zona della Fortezza di San Rocco , la guardia di finanza li tenne lì fino al1944 .

Ildemanio aveva venduto al Comune la spiaggia e ad esso ,a sua volta,aveva concesso la possibilità di comprare, oppure dare inconcessione i lotti per costruirci case, seguendo dei precisi criteriedilizi, sia d'igiene che di pulizia urbana. Ogni costruzione eogni quartiere doveva avere almeno un gabinetto con pozzo nero atenuta e le immondizie dovevano essere raccolte in appositirecipienti e mai gettati sul terreno proprio od altrui. Testimonianzescritte raccontano che già nel 1920 sulla spiaggia si contavanoanche 4000 persone e la RAMA faceva servizio con grandiautomobili(pulman),ma c'era sempre il timore delle febbri malariche enei periodi a seguire il servizio diventò molto scadente creandodissapori con la popolazione.

Ed è con quelle pochebaracche, che prima del 1924 nacque la località balneare e civiledi San Rocco. Il Comune iniziò così a costruire qualche strada non a fondo naturale . Non si parlava ancora di urbanizzazione,nonc'era condutture dell'acqua,né illuminazione e per avere l'acqua in casa ,non potabile, si attingeva alla falda sottostante ,tramite delle pompe a mano. L'acqua non era potabile perché accanto alpozzo trivellato, per servire la pompa a mano c'era la fogna aperdizione del rudimentale bagno. Di solito il bagno era una buca ,unsecchio o una tazza fuori casa .L'acqua potabile era venduta adamigiane da Amelia Bianchi e gliela portava la ditta Roncucci diGrosseto. Amelia era la nonna di Vittorio e Giuseppe Bianchi del barInsolito. La famiglia Bianchi aveva un negozio dove si spacciavaverdure, carbone per i fornelli ed altro.


Unadelle prime case, negli anni 30, fu il Villino Tirreno ,oggi sempreesistente col suo colore grigio topo ,sul viale XXIV maggioall'angolo opposto alla farmacia.


Siamocosì arrivati nel periodo storico del fascismo e inItalia come a Grosseto durante quegli anni nel campodell'architettura, si svilupparono due correnti artistiche diversefra loro; da un lato l'architetturarazionalista cherappresentava il movimento più moderno, in sintonia con le tendenzeeuropee del funzionalismo. Sull'altro versante nell'intento didiffondere i propri ideali tra le masse e trasmettere quindi l'ideadi grandezza del regime, il fascismo privilegerà le realizzazioni diedifici monumentali e con forte caratterizzazioni scenografiche.


AMarina, diverse le testimonianze di tale stile architettonico,egregiamente conservato lo si trova nella Villa Gaia,un tempocolonia marina ,la SNIA VISCOSA,oggi è l'albergo ristrutturato Leopoldo II di Lorena.


Comeci racconta Remo Giulietti,costruttore della maggior parte delle caseedificate a Marina, dopo gli anni 60 del secolo scorso,il suo babbo muratore, venuto da Senigallia nelle Marche,con altri parenti ,erano alle maestranze della ditta edile Sgarroni e Bacillieri diRoma. Il Commendator Sgarroni,gerarca fascista , nonché reduce della1° guerra mondiale, era proprietario anche della fornace di SanMartino e acquistato il terreno costruì la villa ,che eracostituita da due immensi appartamenti . La villa venne edificata nel1933 e al servizio della famiglia c'era la signora Nasini mogliedel falegname che aveva la sua bottega d'artigiano di là dal pontein via Tasso e nonna degli eredi Nasini, che abitano in via Bramante.


Siera arrivati a delle agevolazioni allo scopo di valorizzare laspiaggia di san Rocco e così la giunta comunale ,il 21 ottobre1932 ,decretò la morte del villaggio pionieristico di baracche denominato San Rocco decidendo di favorire e premiare lo sviluppodi costruzioni di stabile muratura sulla spiaggia e si diede il viaad un processo che stimolò l'edilizia.

Adurbanizzazione iniziata , al completamento di una strada , non eranopiù concessi affitti da parte del Comune , per baracche che nonavessero avuto un minimo di requisiti estetici, di solidità edigiene .


Iniziaronoi primi casotti balneari isolati , che il Comune concedeva previo pagamento di un affitto del terreno. il prezzo per una stagione finoa 120 giorni era di 5 lire al mq. Considerandoche un casotto non doveva misurare più di 2 mt x 4.


Nel1933 fu costruita in via XXIV maggio lanuova Rotonda in stile Liberty, che divento sala da ballo ,con lasua terrazza affacciata sul mare e nel 1937/38 , sempre su progettodell'ingegner Umberto Tombari ,venne edificata  laColonia dedicata ad “Ivo Saletti”giovane studente fascistaucciso a Roccastrada ; questa fu creata per ospitare 150 bambini.Edifici che a Marina, nellostile liberty, hanno trovato la massima espressione di questa architettura. 


Semprenel 1933 furono dati in appalto alla ditta Porzi di Milano , gliarenili rimasti invenduti, costruendoci dei villini, le venditecontinuarono e oggi ritroviamo quei cognomi nella nostra memoria:Ferroni della pensione Lola, Barth e la sua gelateria dove ora c'èl'agenzia del nipote Biancotti, Isolina Palmieri,la suocera di Carladella gelateria in via IV Novembre, e tanti altri grossetani ,perché solo dopo la seconda guerra sarebbe arrivata la fase dei ferraresi,senesi, aretini fiorentini e romani,come la famigliaColosi,Scarpelli,Agnoletti,Mantovani,Telloli, ecc... che per lamaggior parte andarono ad antropizzare la zona sud chiamata Shangai.


IlComune assunse delle guardie municipali, dei bagnini con la barca,che provvedevano ai bagnanti ,mala spiaggia invece di progredire andava sempre più indietro e nonfosse stato per la pulizia che veniva effettuata da personeincaricate , la natura avrebbe preso il sopravvento concedendo almare ed ai venti la formazione delle dune con le loro piantepioniere.

Marinaera nata e con essa una evoluzione, che ha portato la nostracittadina ad essere oggi una delle mete preferite, per il turismodelle famiglie.

  Trail 1946 e il 1948, fu costruita la nuova e ampia chiesa e per ilprogetto fu incaricato l'ingegner ErnestoGanelli .I lavori ebbero termine nel 1954,stesso anno della consacrazione e venne dedicata a San Rocco. Ilnuovo edificio religioso venne costruito modificando radicalmentequelli che erano gli elementi stilistici che caratterizzavano illuogo di culto originario. 

Lagrande chiesa venne costruita da :Alberto Madioni , OrioGiardini,dagli umbri Dori Ermanno ed Elbo, dal santostefaneseVincenzo della Monaca , Arrighi Beppe, e tanti altri ,il guardiano era Leonardo, detto il tunisino che in quanto a tatuaggi la sapevalunga e a noi ragazzi dalla fantasia fertile sembrava un pirata.Uomo dal passato torbido,approdato dall'Africa in Maremma chissàperché.


E viavia il paese si ingrandì, generando vie di patrioti , musicisti enella zona più d' élite :nomi di fiori e isole Toscane.Abitazioni che ospitavano personaggi politici dell'epoca comeAmintore Fanfani originario di Soci, un paese vicino Arezzo.Lavecchia colonia fu dedicata a Giuseppina Saragat ed intervennel'allora presidente della repubblica lo statista Giuseppe Saragat .


Siparlava già intorno al 1970 della costruzione di un lungomare opasseggiata a mare, a Marina di Grosseto .

Progettisu progetti rimandati dalle amministrazioni Comunali,per vari motivie poi ,sulla fine degli anni 90, lo studio dell' ingegner Bastreghi e architetto Baldo si aggiudicò il lavoro , che andava dal bagnoGabbiano Azzurro fino al bagno Capri.

Il progetto con il lungo colonnato in tufo,il pavimento a lastre ditravertino e le tegole in cotto sui tetti dei casotti dell'Enel .Per l'opera sono stati usati tutti materiali delle nostre zone .Iprogettisti ,per sviluppare l'idea della prima parte del lungomarepresero spunto nei molti viaggi dai lungomare di molti paesi rivieraschi , che li portò a valutare i materiali da utilizzare,ma l'amministrazione li costrinse a rivedere sia il progetto inizialesia i materiali .

Nel2002 iniziò la seconda parte della passeggiata ,il cui progetto èdell'architetta Elisabetta Cinti,la passeggiata a mare che va dalbagno Stella al bagno Moreno.


Questavolta un progetto molto minimalista , semplice e oculato neiparticolari degli arredi , dalle panchine in legno ,ai lampioni, aicestini tutto in acciaio marino per durare nel tempo. Il percorso èstato abbellito da un filare di palme venute dalla Tunisia ,maacquistate in un vivaio specializzato di Castel Porziano, vicino Roma.Le palme vennero preferite perché sono piante resistenti aiventi, e nella nostra zona essi non si risparmiano e posso esseremolto insidiosi .

Lapavimentazione è in tozzetti di porfido su sabbia, per unmigliore drenaggio delle acque piovane,con decori deliziosi ad ondedel mare rossi e blu .In un primo momento venne valutato l'acquistodi un tozzetto cinese, più colorato e molto più pratico per lasua forma alla messa in opera,ma i venti di guerra che soffiavano nelgolfo Persico e così l'incertezza dell'arrivo della nave chetrasportava tale materiale, fece optare gli amministratori ,per unprodotto nazionale : il porfido del Trentino. La costruzione del lungomare terminata definitivamente nel 2003 ,comportò lametamorfosi della spiaggia a ridosso della strada, la quale nonaveva un nome; era ricca di vegetazione ; e costeggiava glistabilimenti coi loro parcheggi per le auto e le case che siaffacciano a poche centinaia di metri dal mare ; e per le dune chenaturalmente erano nate con le mareggiate e i venti. Tutto il lungomare dedicato a Leopoldo II° di Lorena è ora lungo 1400 metricirca.


Nellasperanza di aver trasmesso, anche attraverso i nostri ricordi,almenoil minimo per capire come è nata la nostra cittadina,invito iposteri a rispettare quei sassi , che furono bagnati non solo dalsalmastro del mare, ma anche dalla miseria e dal sangue : essi sonola nostra patria!





GRUPPODI LAVORO:Carlo Cavanna,Roberto Soldati,Arch. Elisabetta Cinti,Ing.Mario Bastreghi,Remo Giulietti,Galatolo Mariuccia.


Marina12 marzo 2016

 
 
 

E' nato Edoardo

Post n°1116 pubblicato il 02 Aprile 2016 da galatolomariuccia
 

E' arrivato stamattina un curioso fagottino

avvolto in una copertina trapuntata d'oro fino.

La cicogna l'ha portato,

sorvolando mari interi,

cullandolo tra le nuvole

accompagnata da due cigni neri.

Dall'alto del ciel essi hanno visto un lettino,

candido e profumato,adatto ad un principino.

Nel silenzio ,

pian piano son arrivati tutti quanti

e mamma Flavia ha detto:entrate siete benvenuti ,venite avanti!

Edoardo ci avete portato,

in questa casa dove l'amore regna incontrastato!

Dove i bambini crescon felici

insieme a tanti pesciolini e un sacco di mici!

Zia Mariù 2016

cicogna-bambino


 
 
 

Santa Pasqua

Post n°1115 pubblicato il 26 Marzo 2016 da galatolomariuccia
 

La Santa Pasqua è per me una festa particolare,

che risveglia l' anima infreddolita dall'inverno

con le sensazioni più vive e care.

E bisogna passarla in compagnia,mai da soli

e lo sai perché?

Si sta bene quando il cuore è occupato,

non è triste e batte forte perché dall'amore è stimolato:

dalla gioia,dalla felicità,

sempre certo, mai perplessità!

La Santa Pasqua è Resurrezione

di un corpo stanco,

che finalmente ha trovato la guarigione!


Zia Mariù 2016

 
 
 

Dedicata a Sara, una bimba che abita vicino Milano

Post n°1114 pubblicato il 25 Marzo 2016 da galatolomariuccia
 

Questo è un uovo molto importante

grande come un elefante,

colorato di violetto

con la dedica in un foglietto...


Un giorno di dove e quando

salii sulle stelle

e rubai un raggio di luce da ognuna tra quelle più belle.

Un salto qua , vicino vicino,

uno più lungo, poi un altro passettino.

Non c'era più luce, che potessi desiderare,

per donarla ai tuoi occhi e che tutti potessero ammirare.

Scesi sulla terra e mi misi incammino,

trovai una violetta dentro un giardino.

E sulla tua bocca a forma di cuore

la posai senza timore.

Era perfetta per la tua pelle di seta,

e per la tua voce

scelsi la poesia più bella d' un poeta.

Sara, amore mio,

non ci son cose che io non farei per te su questo pianeta ,

Ssshhhhhh...questa è la mia ricetta segreta!

 

Zia Mariù 2016


FOTO e uovo DI FRANCESCA COLOMBO



 
 
 

Elenanà

Post n°1113 pubblicato il 12 Marzo 2016 da galatolomariuccia
 

questa filastrocca è dedicata

 a Elena, una bambina di sette anni che vive a Pistoia 

ELENANA'





Elena Ele Elenanà

quanti biscotti si mangerà!

Ne mangerà uno

per non restare a digiuno,

ne mangerà due

grandi quanto un bue,

ne mangerà tre inzuppati nel thè .

Ne mangerà quattro, poi cinque e poi sei

è proprio ghiotta ,li vuol tutti per lei!

Nemmeno una briciola al gatto,

che cerca curioso nel piatto,

Neppure a Nerone il suo cane,

adesso una briciolina di pane!

Ne dà un pezzettino all'amico uccellino,

chela sveglia beata al mattino.

Mettono allegria quei cinguettii armoniosi,

le fanno dimenticar i biscotti

e sogna i fiorellin più petalosi !







ZiaMariù 2016




 
 
 

A Mattia che è nato a Malta

Post n°1112 pubblicato il 08 Marzo 2016 da galatolomariuccia
 

A Mattia!

C'era una volta,una volta c'era...
un veliero con una bandiera nera.
Nera nera come il carbon
quattro vele e un cannon!
Al comando della ciurma il pirata Mattia:
il più piccino della compagnia.
Baffi grandi come ali di gabbiano,
piedi lunghi come eliche d' aeroplano.
Gli piaceva tuffarsi e poi prendere il volo 
e lo sapeva far solo lui solo: 
tuffi acrobatici dall'albero di trinchetto!
...e tra risa e qualche dispetto
la ciurma esultava... 
largo che arriva Mattia ...
il pirata più tuffoso che ci sia!
Zia Mariù.

 
 
 
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illustrato da Valentina Ravagni :

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"Riuscire a trarre gioia dalla gioia altrui, ecco il segreto della felicità !"

(G.Bernanos)

 

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Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. 


Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico che sorride 


e ognuno intorno a te pianga. 

 Paulo Coelho

 ............................................................................................................................

 

Tutta la nostra vita dipende dai giorni dell'infanzia. Anche il nostro carattere è frutto di quei giorni lontani.

Quando veniamo al mondo siamo piccole piante delicate, nate sotto il cielo assieme a  tante altre creature palpitanti

.... ma se la semina è stata arida e la crescita non ha avuto amore e  né cure

allora le piante saranno deboli e incerte. (R.Battaglia)

 

 

 

 

    

 

 

 

"Il bambino ha diritto al più grande rispetto."

Decimo Giunio Giovenale

 

 

 

"Non permettere che qualcuno venga da te e che poi vada via senza essere migliore e più contento."

 

 

Vivi con i bambini ed imparerai ad amare.

Così diventerai tu un bambino

e più ancora: un essere umano.


Georg Walter Groddeck

 

 

"Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini".
Dante Alighieri

 

 

 

 

 

 

Videofiaba:Un profumo puzzoloso

 

 

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