|
Post n°181 pubblicato il 08 Febbraio 2010 da antopo76
Tag: 2009, 2010, cantona, eric cantona, film, il mio amico eric, ken loach, looking for eric, manchester united, manU, uk Per me vedere un film del genere al cinema è improbabile... sono lontano da sale d'essai al momento e nelle solite multisala ci sono solo le ultime uscite commerciali, che anche se non mi dispiaciono sempre, lo trovo alquanto riduttivo, tristemente riduttivo. Per guardare "il mio amico Eric" ho dovuto scaricarlo e accontentarmi di quello che il mulo mi ha concesso. Versione originale con sottotitoli in francese, doppio dramma: l'inglese con l'accento e lo slang di Manchester, il francese dei sottotitoli che a volte scorrevano veloci ancor prima di capire cosa ci fosse scritto. Tuttavia il film l'ho seguito bene... Non mi è mai capitato di non piacermi una delle opere di Ken Loach. Probabilmente ho le mie fissazioni, ma se una cosa non mi piace lo capisco e lo ammetto. In questo caso "Looking for Eric" è molto più scorrevole e meno triste nelle argomentazioni rispetto ad altri visti in passato e si conclude anche in modo diverso. Non con il solito amaro in bocca ma con una sorta di lieto fine. Devo pure dire che gli sfondi sociali mostrati in questo come in altri film, nonostante possano sembrare deprimenti, sono reali e danno alla storia un tocco di verismo cinematrografico che rendono tutto più concreto. E poi l'idea geniale di avere come propria guida Eric Cantona per riordinare la propria vita è fantastica. Spero di non aver citato troppo del film in modo da non rovinare la visione a nessuno... per chi avrà modo di vederlo, buona visione. |
|
Post n°180 pubblicato il 07 Febbraio 2010 da antopo76
|
|
Post n°179 pubblicato il 31 Gennaio 2010 da antopo76
Molto raramente mi è capitato di essere cosi ispirato da qualcosa da volerne contattare l'ideatore. In tutti i campi, certo a volte si resta particolarmente colpiti dalle righe di un libro, dalle immagini di un film o dalle note di una canzone... ma non per questo si prende carta e penna e si scrive una lettera di approvazione. Sarebbe bello certo ma ci si rende conto che è inutile e che probabilmente non sarebbe nemmeno letta. Anni fa mi capitò di scrivere alla Sergio Bonelli Editore per puntualizzare qualcosa che avevo letto su un fumetto, mesi dopo mi arrivò la risposta. Non un testo standard predefinito di ringraziamenti per averli contattati ma una vera e propria risposta, che ancora oggi conservo gelosamente. In questi giorni invece mi è capitato di leggere un libro particolarmente ironico che parla delle compagnie aeree a basso costo. Il libro non è ancora edito in Italia, spero che lo sarà presto però, anche perché leggerlo in lingua originale alcuni concetti inevitabilmente sfuggono. Mi sono sentito particolarmente colpito dagli argomenti trattati, quasi in modo personale, e mi sono preso la libertà di scrivere all'autore per raccontare le mie disavventure sull'argomento... certo mandare un'email è diverso che prendere carta e penna, ma l'informalità e la velocità di un'email probabilmente hanno fatto si che dopo pochi giorni mi arrivasse una risposta. Ho ricevuto ringraziamenti per averlo contattato e comprensione per le mie disavventure ... ho anche accettato (nel caso se ne presentasse l'occasione) di essere citato in un'eventuale sequel. Per la cronaca posto i riferimenti del libro. Lo scrittore irlandese si chiama Paul Kilduff e il testo si intitola Ruinair, esiste anche il secondo libro Ruinaski dedicato ai voli nell'est europeo... in attesa del terzo libro sull'argomento :) Ovviamente ogni riferimento alla r*anair non è puramente casuale, anche se molte altre compagnie aeree low cost sono citate, non solo in modo negativo. La cosa più ironica che salta subito all'occhio ancora prima di cominciare la lettura è la copertina del libro. Prezzo del libro “only 0,01 £ + tax and fees” per un totale di 7.99 £... quante risate che mi sono fatto, ma anche tanti scleri nel rivivere episodi di viaggio piuttosto antipatici. Probabilmente non è come ricevere una risposta da un autore noto e famoso, ma a me ha fatto veramente piacere scrivergli e ricevere la sua email di risposta.
|
|
Post n°178 pubblicato il 30 Gennaio 2010 da antopo76
Nirvana - Rape Me Rape me "Rape me è un invito a un pubblico che non si rende conto che sta distruggendo l'oggetto della propria adorazione". |
|
Post n°177 pubblicato il 27 Gennaio 2010 da antopo76
Tag: book, citazione, danny boyle, ewan mcgregor, film, irvine welsh, libro, movie, rent boy, renton, trainspotting Choose life. Choose a job. Choose a career. Choose a family. Choose a fucking big television, choose washing machines, cars, compact disc players and electrical tin openers. Choose good health, low cholesterol, and dental insurance. Choose fixed interest mortgage repayments. Choose a starter home. Choose your friends. Choose leisurewear and matching luggage. Choose a three-piece suite on hire purchase in a range of fucking fabrics. Choose DIY an wondering who the fuck you are on a Sunday morning. Choose sitting on that couch watching mind-numbing, spirit-crushing game shows, stuffing fucking junk food into your mouth. Choose rotting away at the end of it all, pishing your last n a miserable home, nothing more than an embarassment to the selfish, fucked up brats you spawned to replace yourself. Choose your future. Choose life. I chose not to choose life. I chose something else. -Sono sicuro di aver già citato lo stesso testo in un post di qualche mese fa, con miei ragionamenti deliranti a commento. In questa occasione mi limito a postare il brano in omaggio al libro e al film, pura e semplice citazione... |
Inviato da: antopo76
il 09/02/2010 alle 21:20
Inviato da: mia_euridice
il 09/02/2010 alle 21:16
Inviato da: antopo76
il 09/02/2010 alle 15:25
Inviato da: sham.rock
il 09/02/2010 alle 13:02
Inviato da: antopo76
il 08/02/2010 alle 13:45