Impresa Quaranta
note, appunti e suggerimenti per una edilizia sostenibile.
PELLIZZA DA VOLPEDO IL QUARTO STATO

Il Quarto Stato è un celebre dipinto realizzato dal pittore Giuseppe Pellizza da Volpedo nel 1901.
Opera simbolo del XX secolo, rappresenta lo sciopero dei lavoratori ed è stata eseguita secondo la tecnica divisionista. Non solo raffigura una scena di vita sociale, lo sciopero, ma costituisce un simbolo: il popolo, in cui trova spazio paritario anche una donna con il bambino in braccio, sta avanzando verso la luce, lasciandosi un tramonto alle spalle. Il dipinto è lo sviluppo completo di questo tema, già affrontato dall'artista in dipinti come Ambasciatori della fame, Fiumana e un bozzetto preparatorio del 1898, Il cammino dei lavoratori. La composizione del dipinto è bilanciata nelle forme e movimentata nelle luci, rendendo perfettamente l'idea di una massa in movimento.
È conservato a Milano nel Museo dell'Ottocento della Villa Reale (o Villa Belgiojoso Bonaparte). La versione preliminare, invece, è esposta sempre a Milano presso la Pinacoteca di Brera.
A rendere celebre il dipinto contribuì anche il film Novecento di Bernardo Bertolucci.
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Post n°104 pubblicato il 08 Aprile 2012 da quarantacost
Si intravede un pilastro già protetto con polistirene estruso tra la muratura, si può notare che lo stesso è ancora arretrato rispetto al filo esterno di circa 6 cm , ovvero lo spessore della seconda protezione termica che sarà realizzata con mattoni forati termici. Poche imprese eseguono questo accorgimento al fine di evitare indesiderati fenomeni di condensa.
in questa foto si nota meglio lo spessore della seconda protezione
qui sotto è possibile vedere l'inizio della seconda fodera
in quest'ultima foto invece il lavoro di protezione è stato ultimato, ad un occhio attento non sfugge che nella maggior parte dei casi si nota la protezione dei pilastri a filo di muratura con solo i pannelli di in polistirene lasciati a vista .
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Post n°103 pubblicato il 13 Marzo 2012 da quarantacost
da pilastro a pilastro si posa il fondo della trave
una trave piatta
particolare della carpenteria di una trave piatta
il profilo di trave in coltello o trave calata
una trave in coltello
realizzata la carpenteria in legno ovvero le travi si posano i travetti precompressi in cls
che opportunamente distanziati accolgono i mattoni forati di allegerimento o pignatte
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Il getto del secondo Piano
Il getto eseguito ed ultimato si parte con i pilastri e le scale del piano di copertura
particolare del pilastro col primo termorivestimento per attuenuare l'effetto ponte termico; sul pannello di polisterene estruso seguirà una ulteriore protezione un forato in cotto da 8 cm
La carpenteria della scala nella foto successiva, la scala disarmata e il getto a vista
quando si vuole significare che il getto è risultato di buona qualità e di precisione allora si dice che è "una Spada " . in effetti la scala così com'è da il senso della solidà monolitica ... antisismica
La vista dal secondo piano
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Post n°100 pubblicato il 17 Febbraio 2012 da quarantacost
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Post n°99 pubblicato il 20 Gennaio 2012 da quarantacost
Dalla raccolta di foto che precede " un nuovo cantiere la plaea di fondazione " http://blog.libero.it/Abitare/10854512.html relative alla piastra di su cui poggerà il fabbricato si parte per la realizzazione del primo solaio
Si armano le pareti del cantinato
si armano i pilatri, in primo piano la gabbia in acciaio di un pilastro
che verrà racchiusa da una carpenteria in legno idonea a contere il calstruzzo
eseguito il getto dei pilastri si passa alla carpenteria del solaio, nella foto il particolare di una trave piatta che poggia su più pilastri
finita la carpenteria in legno si passa alla posa dei travetti precompressi
che opportunamente distanziati saranno idonei a contenere i mattoni in cotto di allegerimento
vista da sotto
le armatura in ferro e il getto del solaio
si esegue il getto avendo cura di costipare e vibrare il calcestruzzo
per passare poi al livellamento dal piano di getto con una staggia, il nostro carpentiere cammina all'indietro avendo cura di eliminare i dislivelli.
il getto è finito, domani si parte con i pilatri del piano terra
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Post n°98 pubblicato il 11 Gennaio 2012 da quarantacost
Il tecnico riempie un cono di calcestruzzo lo stesso che stanno impiegando nel getto
riempito sino all'orlo il cono, si sfila il contenitore e si rileva la misura dell'assestamento del calcestruzzo, tanto al fine di verificare la plasticità del materiale. dopo la verifica della plasticità si riempie un cubetto che ha i lati da cm 20
i prelievi eseguiti saranno fatti stagionare per 28 giorni, quindi saranno inviati in un laborarorio specializzato che provvederà allo schiacciamento dei cubetti di cls al fine di verificare la qualità e la resistenza.
La norma esige una rottura dei provini che si attesti a Rck 300 in sostanza siamo a tre volte il limite di sicurezza, i nostri provini si attestano ad una rottura di 350 / 400 Rck come dai certificati rilasciati dal laboratorio.
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Post n°97 pubblicato il 23 Dicembre 2011 da quarantacost
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Post n°96 pubblicato il 16 Dicembre 2011 da quarantacost
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Post n°95 pubblicato il 12 Dicembre 2011 da quarantacost
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Questo post parte dall'ultima foto tecnica del precedente ovvero dal massetto in calcestruzzo, base di appoggio delle armature degli acciai come nelle foto che seguono ...
si intravede sulla base tracciatura in rosso del pilastro
La maglia 25 X 25 diametro 14 inferiore nella parte dell'immagine più vicina all'osservatore ...
I punti di maggior infittimento del ferro coincidono con le basi dei pilastri ...
In questa foto e quella che segue si notano i cavallotti che reggono la maglia superiore identica a quella inferiore per passo e diametro
seguirà il getto della piastra di fondazione, saranno necessari 260 metri cubici di calcestruzzo lck 350 di 425
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L'area edificabile un lotto nei pressi di Viale Europa con ottima visibilità su tre strade
La trivella per le prove sulla natura del terreno per verificare la consistenza e la compattezza, sarà a disposizione del geologo per i sondaggi
Il posizionamento per la prima perforazione
Il Geologo esamina il prelievo a 8 metri di profondità
un nuovo posizionamento
Dopo le prove sulla consistenza del terreno inizia lo scavo per il cantinato che sarà adibito a boxes auto. Nelle foto si nota che l'escavatore rimuove lo strato superficiale di terreno vegetale alto circa 1,3 m ; successivamente inizierà lo scavo in uno strato di carparo di media consistenza.
Finito il terreno vegetale, affiora lo strato di carparo, sarà un buon pianodi appoggio per le fondazioni del fabbricato, con la natura del terreno cambia anche il colore.
Osservando il profilo dell'andamento del terreno si notano gli strati del Terreno vegetale e del banco di carparo Uno scavo asciutto come aveva anticipato il Geologo Dr. Valentini.
Lo strumento per controllare i livelli, e il piano dello scavo.
Il canale a sezione ristretta per allontare eventuali infiltrazioni di acqua piovana
materiale selezionato sotto le nostre fondazioni
sul piano di pietrame seguirà un messetto in calcestruzzo che costituirà il piano di posa delle armature
Gli accorgimenti a protezione delle opere di fondazione. E' stato realizzato un canale in pendenza, al fine di convogliare eventuali acque meteoriche lontano dal fabbricato. In sostanza, all'esterno del fabbricato e su tutto il suo perimetro, è stato realizzato uno scavo largo cm 80 e profondo da cm 80 a cm 120 (pendenza con divario di cm 40), sul cui fondo è stato adagiato un telo bianco tessuto e non tessuto (materiale che lascia passare l'acqua, ma non la polvere o il fango).
quel che sarà ...
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Post n°92 pubblicato il 22 Settembre 2011 da quarantacost
Il Paese si muove a velocità diverse, in funzione (anche) dell’attività normativa delle Regioni.
La materia è regolata da norme statali e regionali. Alcune regioni hanno dato attuazione alla Direttiva 2002/91/CE: Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Puglia, Toscana, Sicilia hanno dato attuazione con varie e differenziate modalità. Alle Regioni (che in base all’art. 117, comma 3, Cost. devono legiferare in materia di governo del territorio e di produzione, trasporto e distribuzione di energia) competono le scelte normative sulla “dotazione” e sulle modalità di formazione della certificazione energetica. Allo Stato (art. 117, comma 2, Cost.) è riservata la materia dell’ordinamento civile, e quindi la disciplina dei contratti, della loro forma, del loro contenuto, dei vizi, delle sanzioni (si allude alla disciplina delle nullità e dell’annullabilità). La disposizione normativa statale, che oggi commentiamo, si esprime in termini di obbligo di consegna in riferimento ad una documentazione che dev’essere predisposta e redatta secondo la disciplina regionale (l’esistenza di una normativa regionale dettagliata, sul punto, aiuta indiscutibilmente l’applicazione delle regole nei confronti dei cittadini). Il Consiglio Nazionale del Notariato si è espresso affermando che, in quelle fattispecie nelle quali la disciplina regionale esclude l’obbligo di dotazione (alcuni esempi significativi sono la vendita di quota al comproprietario e di edifici neutri quanto al consumo energetico, quali i box, le cantine, le autorimesse, i depositi), non può sussistere l’obbligo di consegna e quindi la norma non trova applicazione. La nuova norma parla di “compravendite”, ma si applica anche a contratti analoghi. Il novellato art. 6 del D.Lgs. 192/2005, nel (nuovo) comma 2-ter (per le ricordate ragioni di adeguamento alla normativa comunitaria, in seguito all’apertura della procedura di infrazione) prende in considerazione la compravendita e la locazione; il D. Lgs. 192/2005 (e la quasi totalità delle normative regionali) prendevano in considerazione le ipotesi di “trasferimento a titolo oneroso”. Sono certamente equiparabili alla compravendita le fattispecie ad essa sicuramente assimilabili, come la permuta, la vendita di eredità, di quota di eredita o di azienda (nelle quali siano ricompresi edifici o unità immobiliari per le quali sussiste l’obbligo di dotazione). La nuova norma incontra qualche difficoltà d’attuazione che richiede l’impegno dei mediatori professionali, accanto a quello dei notai.
Primo ambito : gli edifici ad alto consumo energetico , la classe G e l’autodichiarazione Nelle Regioni che non hanno una disciplina propria, e quindi nelle quali trova applicazione la sola normativa statale, per gli edifici e le unità immobiliari ad alto consumo energetico, l’art. 9 dell’allegato “A” al D.M. 26 giugno 2009 prevede una “Autodichiarazione del proprietario” che, secondo l’interpretazione del Consiglio Nazionale del Notariato, non è stata abrogata e quindi continua ad essere in vigore, completando il quadro normativo. Non tutti, peraltro, ritengono che questo sia il modo adatto per dare una corretta informazione all’acquirente. Non c’è dubbio che una certificazione energetica consegnata informa molto meglio ed indica anche i possibili interventi migliorativi ed economicamente convenienti suggeriti dal tecnico (a differenza di quanto avviene con la semplice autodichiarazione di “classe G”). L’invito che è possibile dare ai mediatori italiani è quello di favorire la migliore possibile applicazione della normativa inducendo, per quanto possibile, il venditore o il proprietario che intende locare a predisporre la certificazione in tutti i casi in cui l’immobile non presenti un’effettiva, oggettiva scadente qualità energetica. Secondo ambito : la volontà di derogare Non si può escludere che le novità normative che impongono condotte in qualche modo dispendiose, possano essere viste con disfavore, con fastidio, e che si cerchi di aggirarle. La legge però richiede a tutti gli operatori del settore immobiliare un impegno: l’attenzione al consumo energetico e la valutazione degli interventi migliorativi sugli immobili sono aspetti che coinvolgono un interesse generale, collettivo, di tutti noi, hanno a che vedere con il tema dell’ambiente e della salute, e di un uso intelligente e proporzionato di un bene preziosissimo quale l’energia. Chi cerca di fare a meno della certificazione energetica, avendo di mira una semplificazione miope, agisce contro la legge, che va in una direzione opposta. L’Europa ci richiama a tutelare questi valori. Sono quindi da respingere le iniziative volte ad aggirare la normativa attraverso una “deroga consensuale”. Questa prassi non è prevista dalla vigente normativa. Terzo ambito : le conseguenze delle dichiarazioni generiche o non corrispondenti alla verità Altra ipotesi di tentativo di aggiramento è quella di chi (non avendo fatto nulla) vuol dire al notaio (mentendo) che ha ricevuto la documentazione e le informazioni. Ai fini della validità dell’atto, è formalmente sufficiente la pura e semplice riproduzione delle parole usate dal legislatore: il notaio può inserire nel contratto di compravendita una clausola nella quale l’acquirente dà atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione in ordine alla certificazione energetica degli edifici. Ma quale informazione, quali documenti? Il Consiglio nazionale del notariato ha già richiamato l’attenzione dei notai sull’importanza di un’applicazione della normativa in senso sostanziale. Anche se è valido il trasferimento della proprietà (cioè se non può considerarsi nullo il rogito), esistono profili di contenzioso da prevenire. Può accadere che l’acquirente si rivalga contro il venditore per chiedere un risarcimento o una riduzione del prezzo. Non solo, ma il mediatore, così come il notaio, possono essere chiamati a rispondere di una presunta responsabilità per non aver operato diligentemente nella professione, arrecando un danno al loro cliente (e il danno potrebbe derivare dall’aver omesso comportamenti doverosi, inducendo l’acquirente ad acquistare un bene senza aver ricevuto informazioni importanti sulle caratteristiche del bene stesso). È utile ed apprezzabile l’attività del notaio che chiede di poter inserire nella clausola specifici riferimenti alla documentazione consegnata (numeri di identificazione, data, autore dell’ACE; riferimenti ricognitivi dell’autodichiarazione relativa alla appartenenza alla classe G, se trasmessa all’acquirente in un momento anteriore al rogito). Il modo migliore per prevenire un contenzioso è osservare la legge, non cercare di evitarne l’applicazione. È bene prepararsi ad affrontare, insieme, con coraggio, alla sfida, che diventerà più stringente ancora tra qualche mese. Le nostre categorie professionali non possono che cooperare, e hanno un reciproco interesse a farlo. Un buon rapporto tra mediatore e notaio, nell’esclusivo interesse del venditore e dell’acquirente, aiuta tutti. Se il notaio è informato per tempo dei problemi che presenta una trattativa, può aiutare il mediatore nel suo lavoro. Se il mediatore svolge con professionalità il suo compito, in qualche modo, aiuta il notaio, nel senso che la trattativa avrà più possibilità di concludersi favorevolmente con vantaggio per tutti e innanzitutto per i cittadini. tratto da Mediare Guido De Rosa |
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Post n°91 pubblicato il 17 Settembre 2011 da quarantacost
09/09/2011 - La consolle sulla ceramica invece della ceramica sulla consolle; la nuova serie “Onto” di Matteo Thun per Duravit risolve il tema dell’area lavabo in modo nuovo ed originale. La ceramica non viene più appoggiata sulla consolle, ma i lavabi, squadrati o tondi, fungono da sostegno per le consolle, la cui parte anteriore si piega arrotondandosi verso il basso e creando un arco che riveste la ceramica. Ne scaturisce un nuovo carattere dinamico che garantisce allo stesso tempo un’installazione semplice e rapida e ne riduce i costi. Rispecchia il pensiero del suo designer, Matteo Thun, secondo cui il “cost engineering” è l’estetica del 21° secolo. È un chiaro sostenitore della “beauty of economy” che vuole generare bellezza dall’economia. ![]() ![]() ![]() ![]() |
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Post n°90 pubblicato il 11 Settembre 2011 da quarantacost
La data dell’11 settembre non deve ricordare solo l’attentato terroristico più devastante ed efferato della storia dell’umanità, ma costituisce anche l’anniversario di una vera e propria dichiarazione di guerra alla civiltà occidentale ed ai valori di democrazia e libertà che essa riconosce come imprescindibili. Per difendere il mondo libero da questa strategia dell’odio e del sangue, che vuole oscurare secoli di civiltà, dobbiamo tenere ben presenti le radici della nostra identità ed il lungo cammino che l’umanità ha intrapreso per avere libertà e democrazia. In questo modo, si potranno trovare al nostro interno compattezza ed unione di intenti e non cedere all’infame ricatto del Le cifre dell’attentato: Furono dirottati 4 aerei: due Boeing 767 schiantatisi sul World Trade Center e due Boeing 757 precipitati sul Pentagono e in Pennsylvania. L’attacco provocò 2.595 morti al World Trade Center e 125 morti al Pentagono, cui vanno aggiunti gli equipaggi e i passeggeri, inclusi i dirottatori, degli aerei utilizzati: 92 sul volo 11 e 65 sul volo 175 (WTC), 64 sul volo 77 (Pentagono) e 45 sul volo 93, precipitato su Shanksville, per un totale di 2986 vittime. Inoltre, 24 persone risultano tuttora disperse. Negli anni successivi le polveri, derivate dal crollo delle torri, sono state indicate come causa di gravi malattie e almeno un decesso. L’attentato rappresentò il primo attacco su vasta scala a essere condotto con successo contro il territorio continentale degli Stati Uniti dal 1814 (durante la Guerra Angloamericana del 1812). Con un numero di morti pari a quasi 3.000 persone (2.986), gli attacchi superarono il numero di vittime causato dall’attacco giapponese lanciato contro Pearl Harbor (nel dicembre del 1941) che causò circa 2.400 vittime. L’11 settembre è il 254° giorno del calendario gregoriano (il 255° negli anni bisestili). Mancano 111 giorni alla fine
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Post n°89 pubblicato il 27 Agosto 2011 da quarantacost
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Post n°88 pubblicato il 06 Agosto 2011 da quarantacost
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Piano Tipo
Lo studio del prospetto ipotesi
Vista Nord lato Via Aristotele
Visra Nord punto di osservazione V.le Europa
Prospetto Sud sono da ampliare i balconi
Vista aerea lato Nord - Piano terra con giardino di pertinenza
Il terrazzo sovrastante le due unità immobiliari è pertinenza degli stessi, che vede la presenza di un gazebo e un area da vivere con gli amici .
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Post n°86 pubblicato il 10 Luglio 2011 da quarantacost
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Post n°85 pubblicato il 02 Luglio 2011 da quarantacost
Si sono conclusi a Roma i lavori di ristrutturazione di CASA-O su progetto dello studio di architettura Alvisi Kirimoto + Partners. Situato nel quartiere Villa Bonelli della capitale italiana, l’appartamento dalle tipiche impronte di edilizia anni Settanta è stato rivisitato e ristrutturato in ogni suo dettaglio per renderlo uno spazio da vivere adatto ad una famiglia composta dai genitori e dai due figli piccoli. A dar vita al progetto di ristrutturazione è stata una squadra ‘al femminile’ dello studio Alvisi Kirimoto + Partners, capitanata dagli architetti Junko Kirimoto, Arabella Rocca, Chiara Quadraccia e Carolina Ossandon, che con intuito femminile e con grande professionalità ha saputo interpretare le esigenze dell’intero nucleo familiare. Sviluppata su un unico piano e con una superficie di 150 metri quadrati, CASA-O è caratterizzata dalla divisione degli ambienti notte da quelli della convivialità, socializzazione e living. Il pavimento in rovere sbiancato che si estende in tutto l’appartamento e il color bianco delle pareti e dei controsoffitti così come di gran parte degli arredi, di cui molti realizzati su misura e disegno dello studio Alvisi Kirimoto + Partners, conferiscono continuità estetica a queste due unità. Tutta la zona giorno gira intorno ad un parallelepipedo in Corten, che è il fulcro della casa e si presenta come un volume mutevole sui vari ambienti. Il parallelepipedo lungo 5 metri e largo 1.5 è un contenitore scomponibile: sul lato del salone una grande nicchia in vetro retro verniciato bianco ne svuota un angolo mostrandone l’interno e diventando il luogo che ospita gli elementi tecnologici di quest’area della casa; nella parte che si affaccia sulla sala da pranzo un’anta a scomparsa ospita dei grandi contenitori; dalla parte della cucina, il parallelepipedo fa nuovamente uscire la sua “anima” bianco latte e nasconde tutti gli elettrodomestici dietro ante e cassetti studiati su misura per le varie esigenze; infine sul quarto lato, dalla parte dell’ingresso c’è il bagno per gli ospiti, un piccolo spazio verde che trae ispirazione dal colore dell’ossidazione del ferro, processo accuratamente seguito dal team di architetti per raggiungere la gradazione di tutti i pannelli in corten che rivestono il parallelepipedo. Il corten è inoltre l’elemento contaminante di tutta la casa, anche nella zona notte dove tutte le porte sono bianche e a filo con le pareti, gli architetti hanno previsto un incavo quadrato all’interno del quale alloggia la maniglia in corten a filo con la superficie della porta. L’area giorno è dominata da un grande salone che oltre alla parete attrezzata con contenitori e nicchie per le applicazioni Hifi e video è dotato di librerie sospese che grazie alla loro essenzialità espressiva risultano leggere, enfatizzando il carattere luminoso dell’ambiente. Il salone è collegato direttamente alla sala pranzo con un grande tavolo e una panca sospesa che costeggia tre lati dello spazio. Una grande e capiente credenza bianca, anche essa sospesa, completa l’immagine sobria e dal sapore nipponico dell’ambiente. Dalla sala pranzo si accede alla cucina attraverso delle porte scorrevoli a scomparsa, composte da pannelli in vetro opalino bianco a tutta altezza che quando sono aperte permettono la continuità tra i due ambienti e quando sono chiuse rendono la cucina un volume bianco che si affianca al parallelepipedo in corten. La cucina oltre agli armadi incorporati nel cubo centrale della casa, è dotata di una composizione ad elle con ampio spazio di lavoro. Il blocco della zona notte è composto da una stanza padronale e due stanze per i figli, separati da un disimpegno ottenuto con porte e pareti a filo, in legno laccato bianco, che contiene un mobile scarpiera e lavanderia. Attraverso il disimpegno si raggiunge il primo dei tre bagni della casa, progettati uno diverso dall’altro, per regalare spazi intimi e non convenzionali sia ai suoi abitanti che agli ospiti in visita. Il primo, in condivisione tra i due figli, gioca sul contrasto dei colori bianco e cioccolato ed è dominato dalla presenza di una lingua in DuPont™Corian® che scendendo verticalmente come rivestimento della parete, diventa mensola lavandino e prosegue sinuosamente fino a formare la vasca da bagno. Un grande specchio riveste un’intera parete entrando anche nella zona della vasca da bagno. La fluidità delle forme è stata ripresa anche nella scelta dei sanitari e degli accessori. Il bagno padronale è direttamente accessibile dalla camera da letto dei genitori. Le sue pareti rivestite in Kerlite color bianco snow trovano un interessante contrappunto nel marmo nero d’Africa scelto per la realizzazione della doccia e del lavandino. Il percorso attraverso CASA-O, ristrutturata su progetto di Alvisi Kirimoto + Partners, si chiude con un ritorno al parallelepipedo in corten dove è incorporato il terzo bagno, dedicato agli ospiti, questo si presenta quasi come un bagno da barca, un piccolo spazio interamente rivestito in DuPont™ Corian® verde, il lavandino è stato disegnato su misura e si presenta come un cilindro sospeso generato anche esso in Corian®. Uno specchio tondo e degli accessori divertenti, completano la ricchezza di questo piccolo spazio. Il grande balcone a L che costeggia i lati esterni del salotto e un secondo balcone più piccolo sul quale affaccia la camera padronale sono stati pavimentati con listoni in teak che si intonano perfettamente con la facciata in mattoni. Nei controsoffitti è stata incorporata l’illuminazione, un impianto stereo e l’impianto di videosorveglianza. Per garantire al contempo un massimo di privacy e un buon grado di trasparenza dall’interno verso l’esterno, Alvisi Kirimoto + Partners ha scelto tende bianche leggere a tutta altezza, in grado di nascondere perfino la ringhiera. Una volta chiuse, le tende si nascondono perfettamente nel nuovo controsoffitto. Lo studio Alvisi Kirimoto + Partners ha dedicato grande attenzione alla progettazione di ogni piccolo particolare della CASA-O, riuscendo a trasformarla in un appartamento armonioso e luminoso, fatto di linee e particolari tipici della cultura minimalista giapponese e altri archetipi del vivere all’italiana.
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Post n°84 pubblicato il 27 Maggio 2011 da quarantacost
Felclima ditta specializzata nella realizzazione degli impianti di riscaldamento e raffrescamento suggerisce gli impianti a pavimento ... Felclima Impianti assistenza tecnica caldaie e climatizzatori tel. 099 47 74 887 - 338 9472733
Descrizione generale impianti a pavimento
Il sistema è un impianto per riscaldamento e raffrescamento degli ambienti a pannelli radianti con posa a pavimento. L'impianto è costituito da tubazioni ad alta resistenza termica e meccanica, posate tutte in un pezzo, che vengono installate su pannelli isolanti ad alte prestazioni termiche ed acustiche . L'impianto a pannelli radianti si può abbinare alle innovative caldaie a condensazione , assicurando così un notevole risparmio energetico. E', inoltre, l'impianto di riscaldamento ideale per sfruttare al meglio i pannelli solari come fonte di energia alternativa . Descrizione generale impianti a pavimento
Il sistema è un impianto per riscaldamento e raffrescamento degli ambienti a pannelli radianti con posa a pavimento. L'impianto è costituito da tubazioni ad alta resistenza termica e meccanica, posate tutte in un pezzo, che vengono installate su pannelli isolanti ad alte prestazioni termiche ed acustiche . L'impianto a pannelli radianti si può abbinare alle innovative caldaie a condensazione , assicurando così un notevole risparmio energetico. E', inoltre, l'impianto di riscaldamento ideale per sfruttare al meglio i pannelli solari come fonte di energia alternativa . Funzionamento riscaldamento a pavimento
Gli impianti a pavimento garantiscono un elevato comfort negli ambienti grazie all'uniforme diffusione del calore su tutta la superficie della casa: l'impianto, infatti, lavora a 30-40°C evitando malsani moti convettivi dell'aria, che sono spesso causa di allergie. L'impianto a pannelli radianti a pavimento , inoltre, facendo scorrere nelle serpentine acqua refrigerata a 15-18°C, diventa anche un impianto di climatizzazione estiva creando negli ambienti le naturali condizioni di benessere, come in una casa di montagna in una giornata estiva.
Applicazioni del riscaldamento a pavimento
Il riscaldamento a pavimento è un impianto molto sicuro poiché utilizza tubazioni di alta qualità e con alta resistenza sia alla temperatura che alle sollecitazioni meccaniche L'impianto a pavimento evita l'utilizzo dei radiatori per il riscaldamento, garantendo una piena libertà per l'arredamento. L'impianto di riscaldamento a pavimento è molto indicato anche per i luoghi di lavoro, per gli stabilimenti produttivi, per magazzini e per luoghi di culto come chiese. In questi casi il risparmio energetico raggiunge livelli ancora più alti rispetto ai sistemi di riscaldamento convenzionali e garantisce un livello di comfort nettamente più alto soprattutto se paragonato ai sistemi di riscaldamento ad aria. Quando si sceglie un'azienda che fornirà l'impianto è bene assicurarsi che questa offra, direttamente o indirettamente, un progetto per la posa in opera e il dimensionamento dell'impianto . Versioni ribassate per impianti a pavimento
In casi dove lo spazio a disposizione è esiguo, esistono anche impianti a pannelli radianti in versione ribassata che hanno anche una bassa inerzia termica: le serpentine sono annegate in un massetto di soli 30 mm di spessore, quindi l'impianto si scalda subito e comincia a far sentire i benefici dopo appena un'ora dell'accensione E' molto vantaggioso per i seguenti motivi: Il riscaldamento a pavimento offre assoluta libertà nell'architettura interna e dà così la possibilità di spaziare con il nostro arredamento. |
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