Un blog creato da lorifu il 31/12/2009

la memoria dispersa

un mondo di affetti perduto (ricordi, pensieri, riflessioni)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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É un male spesso subdolo e, per sradicarlo, bisogna mettere...
Inviato da: Vince198
il 25/11/2020 alle 19:43
 
.. Libera, nell'euforia alcolica, la mia loquacità...
Inviato da: Vince198
il 25/11/2020 alle 19:37
 
Grazie!
Inviato da: lorifu
il 25/11/2020 alle 18:51
 
Bellissime parole, invitano a riflettere.
Inviato da: Tele_novelas
il 21/11/2020 alle 11:33
 
Dici bene Wooden. La storia parla per noi. Un abbraccio,...
Inviato da: lorifu
il 13/11/2020 alle 12:04
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 

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Oggi come ieri...

Post n°673 pubblicato il 25 Novembre 2020 da lorifu
 

Anita Burnaz art


Ho parlato di violenza di genere in tutti i modi. Ho scritto poesie, racconti, un romanzo, ma dopo anni in cui nel giorno internazionale contro la violenza sulle donne si sciorinano i soliti dati, senza che si sia fatto un solo passo avanti nella direzione di un vero cambiamento, occorre gridare ad alta voce che NO, non basta quello che si è fatto e che si sta facendo, ci vogliono altre regole, altri arginamenti del fenomeno ma soprattutto ci vuole una volontà vera di volere cambiare le cose.
Il problema è grave e indifferibile ma è un problema innanzitutto culturale, una battaglia da condurre INSIEME AGLI UOMINI, NON CONTRO GLI UOMINI. Il problema oggi non è liberarsi del maschio ma affermare la propria uguaglianza nella diversità perché se è vero che la condizione fisica e sociologica tra i due sessi è diversa, è altrettanto vero che questa non può essere una discriminante.
L'educazione alla parità deve nascere in famiglia, poi nella scuola, sono questi i primi istituti dove deve avvenire il cambiamento, l'unico modo per sradicare la cultura maschilista che ancora permea una buona parte della società civile, dove la donna rappresenta l'anello debole.

 
 
 

Ebbrezza

Post n°672 pubblicato il 25 Novembre 2020 da lorifu
 

 

Ebbrezza

Esco sempre brilla
dall'osteria dei miei pensieri,
cammino nella notte senza tacchi
per non claudicare.
Per un attimo
ho affidato ansie nascoste
alla generosità del bicchiere,
al rosso corposo,
alla fragilità vitrea
e allo specchio deformante
privo di censure.
Libera, nell'euforia alcolica,
la mia loquacità si fa pianto,
si mescola al riso
e si dissolve
in chiacchiere inconsistenti
di un'anonima serata.
lf @tdr

 
 
 

Parigi anno zero

Post n°671 pubblicato il 13 Novembre 2020 da lorifu
 

 

13 novembre 2015
Attentato al Bataclan a Parigi

Parigi anno zero

Chi potrà spiegare mai
ai padri,
madri,
figli,
compagni,
che quella mano
che solo qualche istante,
un'ora, un giorno prima
salutava,
accarezzava,
abbracciava,
stava per essere
raggelata
dalla follia omicida
che di lì a poco
avrebbe spento
intenzioni e sorrisi
dei tanti Germain,
Fanny, Mathieu, Valeria...
passati dalla luce al buio,
dalla vitalità accesa
all'oscurità
di abissi non voluti.
Scherzavano, ridevano
nella freschezza giovanile,
erano tra quelli che avevano scandito
in giorni non lontani
‘Je suis Charlie'
e quante volte l'avranno ripetuto
a fior di labbra,
come un mantra
per esorcizzare la paura,
dire sì alla vita,
alla libertà,
all'amore,
lo sguardo teso verso l'alto
ad afferrare il cielo,
un cielo che si è oscurato all'improvviso
trasformato in notte permanente.
Riversati in strada e nei locali,
ignari del destino avverso,
vittime predestinate,
i primi scoppi non li allarmarono,
ma il riso ben presto
si trasformò in terrore.
Urlavano, scappavano
da quell'inferno improvvisato,
una scomposta fuga
spezzata da
Caligola moderni.
Non sapremo mai cosa avvenne realmente
in quei momenti
a tu per tu coi boia assassini
che a volto scoperto,
kalashnikov in mano
spazzavano via,
colpendoli uno ad uno
i sogni del futuro.
"Un'Altra Luce"

 
 
 

Vittime e carnefici

Post n°670 pubblicato il 23 Ottobre 2020 da lorifu
 

E poi capisci che non finisce mica il cielo...

Sei lì impantanato in pensieri tossici alternati a sprazzi di lucidità e di sano amor proprio.
Non riesci a smaltire i tanti accadimenti negativi, le bordate ingiuste, gli attacchi inaspettati e assurdi, le infamie gratuite, la perdita di affetti, così tutto insieme, roba da demolire un elefante.
E allora pensi... congetturi...elabori...

 

 

foto - dal web

 

Ti chiedi perché e realizzi che forse non sei quello che hai sempre creduto di essere, che forse gli altri hanno ragione, che la tua eccessiva schiettezza non funziona, l'eccessiva sicurezza si paga, e la felicità pure, che credere in certi valori, paradossalmente ti si ritorce contro, che se sei moderato come minimo sei un qualunquista, se non infarcisci i tuoi discorsi di qualche cazzo e vaffanculo non sei vero, se non hai fatto esperienze esaltanti e dure non sai cosa sia la vita, se hai un lavoro e una sicurezza economica non hai di che lamentarti.
Stereotipi! Stereotipi! Stereotipi! di chi sentenziando si comporta come il peggiore conformista dal quale vuole distanziarsi.
Il punto è che nessuno è tanto giusto o tanto sbagliato quanto crede di essere, nessuno può dire con certezza che l'altro, solo perché così sembra, sia meno sensibile, meno attento, meno innamorato, meno informato, più menefreghista, ladro, buffone, sbruffone, sfruttatore...
Possiamo avere le nostre idee, i nostri stili di vita, i nostri obiettivi, le nostre priorità ma nessuno è esente da difetti e vantarsene di averne tanti o che sregolatezza sia sinonimo di autenticità è solo un modo risibile per marcare le differenze e sentirsi orgogliosamente diversi.
Siamo tutti vittime e carnefici al contempo.
Dovremmo avere l'umiltà di ammetterlo...forse soffriremmo meno.

 

 
 
 

ASCOLTA COME MI BATTE FORTE IL TUO CUORE

Post n°669 pubblicato il 20 Ottobre 2020 da lorifu
 

 

È l'ultimo verso della splendida poesia "Ogni caso"di Wislawa Szymborska, la poetessa polacca inconfondibile per il suo stile.
Wislawa ha raccontato la vita, soprattutto quella spicciola, quella che ti succede quando neanche te ne accorgi, quando basterebbe soltanto avere occhi per guardare e per sentire: una nube che passa, un gatto rimasto solo, la parola di un amico, una pietra...
Wislawa non vuole insegnare niente a nessuno, non indica strade, non dà consigli. La sua è una poesia dove la leggerezza e l'ironia sono le chiavi per interpretare la vita e scoprire le sue meraviglie attraverso una lettura dentro e fuori se stessi.

 

Ogni caso
Poteva accadere.
Doveva accadere.
È accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E'accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l'ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un'ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c'era un bosco.
Per fortuna non c'erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull'acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall'animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì?

Non c'è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.
W. Szymborska

 

 
 
 
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BURANO 2020

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 

 


Tu credi di incontrare l’amore,

in realtà è l’amore che incontra te

nei modi più strani,

inaspettati, involontari, casuali.

A volte lo confondiamo col bene

e lo surroghiamo.

Spesso siamo convinti sia amore,

fingiamo sia amore,

e leghiamo noi stessi

a una indistruttibile catena

frutto dei nostri desideri mancati

dei nostri sogni sopiti

delle nostre abitudini

delle nostre paure

delle nostre comodità

delle nostre viltà

dei nostri calcoli

della nostra apatia

dei nostri falsi moralismi.

Ma quando arriva, se arriva,

lo riconosci,

come  “il sole all’improvviso”

sconvolgente, coinvolgente,

totalizzante, esclusivo,

fusione di corpo e anima

osmosi perfetta.

Se finisce,

un dolore muto, senza fine.

loretta