Un blog creato da lorifu il 31/12/2009

la memoria dispersa

un mondo di affetti perduto (ricordi, pensieri, riflessioni)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

FELICITÀ

 
 
 
 
 
 
 

SULL'ONDA DEI RICORDI

 
 
 
 
 
 
 

I MIEI BLOG

LA MEMORIA DISPERSA

 

VITA E DINTORNI

GRAPPOLI DI EMOZIONI

 

IN PUNTA DI PENNA


 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

woodenshipazzurrotralecimasekarma580RosecestlavielorifuSEMPLICE.E.DOLCEsocrate52isolde6Vince198MadameNoireottavia4gigliodagostoMariolinalunaundolceintrigo24robanfran
 
 
 
 
 
 
 

AREA PERSONALE

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Gennaio 2019 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 64
 
 
 
 
 
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 

siti web

 
 
 
 
 
 
 




 
 
 
 
 
 
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Gennaio 2019 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

Vivere

Post n°601 pubblicato il 18 Gennaio 2019 da lorifu
 

 

"Ogni anno, se puoi, vai in almeno un luogo dove non sei mai stato, e torna in un luogo dove vai da tutta la vita"
(Michael Pollan)

È un giornalista americano l'autore di questo splendido spunto. Mi sono ritrovata, pensavo fosse indirizzato a me, l'ho coccolato e mi sento pronta a restituirvelo. 
Credetemi è una vera terapia ossigenante, un elisir di lunga vita, un motivo per non rattrappirsi in pensieri negativi e tristezze varie.
Lo sperimento da tempo, c'è in me il bisogno di andare con lo spirito suggerito da Pollan aprendomi al nuovo con occhi avidi, gli stessi che però mi riconducono immancabilmente al luogo dell'anima, quello che mi abita da sempre. 

 
 
 

Bertolucci e Pasolini

Post n°600 pubblicato il 26 Novembre 2018 da lorifu
 

 


È morto Bernardo Bertolucci e io sento una gran pena.


Bertolucci, il figlio di Attilio, quel grande poeta del primo '900, amico di Pasolini che lo aiutò in quei primi anni romani a ritrovare se stesso e la sua strada e che spesso appare nei versi del Poeta.

 

Mi disse ansioso e mite la notizia.
Ma fu più umana, Attilio, l'umana ingiustizia
se prima di ferirmi è passata per te...
Le ceneri di Gramsci - Garzanti 1957

 

Si riferiva alla stroncatura e alla censura del suo primo romanzo romano "Ragazzi di vita" ma Attilio comparirà ancora nelle "Ceneri" e anche Bernardo, a cui Pasolini dedicherà

A un ragazzo 
da La religione del mio tempo (1961)

[...]
Col sorriso confuso di chi la timidezza
e l'acerbità sopporta con allegrezza,
vieni tra gli amici adulti e fieramente
umile, ardentemente muto, siedi attento
alle nostre ironie, alle nostre passioni.
Ad imitarci, e a esserci lontano, ti disponi,
vergognandoti quasi del tuo cuore festoso...
Ti piace, questo mondo! Non forse perché è nuovo,
ma perché esiste: per te, perché tu sia
nuovo testimone, dolce-contento al quia...
Rimani tra noi, discreto per pochi minuti
e, benché timido, parli, con i modi già acuti
dell'ilare, paterna e precoce saggezza.


All'inizio Bernardo non ha ben chiara la sua vocazione anche se inizierà con la poesia vincendo nel 1962 il Premio Viareggio Opera Prima con il poemetto "In cerca del mistero."

Sarà proprio Pasolini ad avviarlo verso la carriera cinematografica facendone il suo aiuto regista in 'Accattone' e poi nel 1962 regista di 'La commare secca' trattto da un racconto dello stesso Pasolini che sarà lo sceneggiatore.

Poi per Bertolucci si schiarirà la via e diventerà il regista internazionale che conosciamo ma in cuor suo la poesia era dentro di sé e la trasferì nel cinema, mai dimenticando gli anni in cui timidamente si apriva al mondo grazie a Pasolini che gli restituiva quanto aveva ricevuto dal padre.

Nel '59 la famiglia Pasolini (Pier Paolo, Susanna e Graziella Chiarcossi) si trasferisce in via Carini 45. Noi abitiamo al quinto piano, loro al primo. Ricominciai a scrivere poesie per poter bussare alla porta di Pier Paolo e fargliele leggere. Appena ne avevo scritta una scendevo le scale a grandi balzi con il foglio in mano. Lui era rapidissimo nella lettura e nel giudizio. Il tutto non durava più di cinque minuti. Quegli incontri cominciai a chiamarli dentro di me momenti privilegiati. Ne uscì un mucchietto di poesie che Pier Paolo, tre anni dopo, mi incoraggiò a pubblicare. Chissà cosa pensò mio padre, degradato senza spiegazione a lettore numero due. Arriva la primavera del '61 e Pasolini, incontrato sul portone, mi annuncia che dirigerà un film. Mi dici sempre che ti piace tanto il cinema, sarai il mio aiuto regista. Non ne sono capace, non ho mai fatto l'aiuto. Neanch'io ho mai fatto un film, tagliò corto. Da Per il cinema. Pier Paolo Pasolini, a cura di Walter Siti e Fran¬co Zabagli, Mondadori, Milano 2001- Centro Studi PPP


 

 
 
 

Convenevoli

Post n°599 pubblicato il 11 Luglio 2018 da lorifu
 

 

 

«Non faccio che dire "piacere d'averla conosciuta" a gente che non ho affatto piacere d'aver conosciuto. Ma se volete sopravvivere, bisogna che diciate certe cose».
John D. Salinger, "Il giovane Holden".


Così mi avevano insegnato i miei genitori e io sin da piccola mi rifiutavo di farmi piacere persone che rigettavo a pelle.
Mi si leggeva in viso la mia contrarietà e dovevo subire i sermoni dei miei che mi accusavano di essere troppo superba, troppo maleducata, troppo supponente. 
La vita mi insegnò sin da subito che sì...così funzionavano le cose e che se volevi sopravvivere in un mondo fatto di interdipendenze e subordinazioni dovevi ingoiare rospi e subire imposizioni, a volte ammantate di apparente bonomia.
Fu il periodo dell'ipocrisia "costretta" fatto di mediazioni possibili, vivibilità, sempre allineate ai miei principi e valori.
Oggi ho finalmente riguadagnato il piacere di poter sottrarmi alle conoscenze imposte, suggerite, pontificate...
Sono tornata a riappropriarmi della mia libertà di scelta ed è una magnifica sensazione.

 

 
 
 

Quella che non fui

Post n°598 pubblicato il 04 Luglio 2018 da lorifu
 

 

foto - Vivian Maier

 

Non rimpiango nulla se non quella che non fui.

È un sottile dispiacere, affiora nei momenti di maggior introspezione, un non so che di sospeso che arriva da lontano. Sono un fiore non sbocciato, una crisalide, un anatroccolo fermi sul punto di divenire, inerti, spaventati dal processo di trasformazione.
Quella che non fui è la mia ombra che m'insegue, incollata al terreno, rasente muro, ora ambigua e sarcastica, ora pietosa e amica. 
Quella che non fui è la prigione immaginaria, l'alibi dei miei non volli.


 
 
 

Il senso di sé

Post n°597 pubblicato il 01 Luglio 2018 da lorifu
 

The Lovers (IV), René Magritte, 1928, olio su tela

 

 

Dietro una delusione c'è sempre un'aspettativa. Ma l'aspettativa riguarda solo noi?

La delusione è direttamente proporzionale a quanto abbiamo investito in un'amicizia, un amore ma quando ne siamo toccati non pensiamo mai che possa essere reciproca e investire con la stessa intensità e portata anche l'altro/a.   Ci cristallizziamo sulle nostre convinzioni senza pensare quanto possiamo aver contribuito a determinare una reazione, una rottura e rimaniamo fossilizzati nella nostra corazza di orgoglio ferito e sensibilità  offesa.

In questo modo perdiamo pezzi della nostra vita, ci riesce più facile rinunciare a un amore, un'amicizia importante che perdere il senso di noi.

Ma cos'è il senso di sé?

E' per caso pensare che la coerenza, l'essere se stessi, sempre e comunque, sia tutto nella vita?

O che non ci sia cosa così importante per la quale valga la pena di lottare?

E' per caso pensare che le cose iniziano e finiscono inevitabilmente?

O che l'abitudine alla sofferenza crei estraneità e assuefazione alla stessa?

O ancora che nella vita giocare con i sentimenti sia un esercizio virtuoso?

E gli arzigogoli mentali possono sostituire l'onesto semplice pensiero?

E' pensare che le proprie ragioni siano sempre quelle "vere" e quelle dell'altro/altra assolutamente sbagliate?

E le motivazioni sono sempre così profonde per cancellare e chiudere definitivamente con qualcuno o qualcosa?

E' pensare che non ci sia niente di più importante che le nostre convinzioni anche quando queste ci portano al di là del confine delle nostre stesse intenzioni?

Questi interrogativi potrebbero essere  il terreno sul quale confrontarci se i nostri comportamenti non fossero viziati da preconcetti  e granitiche errate convinzioni.

Quanto male facciamo a noi stessi e agli altri quando nei conflitti interpersonali facciamo parlare solo il nostro egoismo, il nostro credo, ergendo un muro invalicabile tra noi e chi amiamo.

 

 

 
 
 
Successivi »
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

3 GIUGNO 2016

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 

 


Tu credi di incontrare l’amore,

in realtà è l’amore che incontra te

nei modi più strani,

inaspettati, involontari, casuali.

A volte lo confondiamo col bene

e lo surroghiamo.

Spesso siamo convinti sia amore,

fingiamo sia amore,

e leghiamo noi stessi

a una indistruttibile catena

frutto dei nostri desideri mancati

dei nostri sogni sopiti

delle nostre abitudini

delle nostre paure

delle nostre comodità

delle nostre viltà

dei nostri calcoli

della nostra apatia

dei nostri falsi moralismi.

Ma quando arriva, se arriva,

lo riconosci,

come  “il sole all’improvviso”

sconvolgente, coinvolgente,

totalizzante, esclusivo,

fusione di corpo e anima

osmosi perfetta.

Se finisce,

un dolore muto, senza fine.

loretta