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Creato da Alcestidgl2 il 02/04/2009

CRIS

Il mio incontro con l'arte.

 

IN ARRIVO UN FILM SUL GRANDE PITTORE TURNER

Post n°518 pubblicato il 20 Giugno 2014 da Alcestidgl2
 

 

A settembre, nelle sale cinematografiche, uscirà un film sulla vita di Joseph Mallord William

Turner (Londra 23 aprile 1775 - Chelsea 19 dicembre 1851), grande paesaggista

dell'Inghilterra Romantica.

 
 
 

LA NOTTE DEI MUSEI 2014

Post n°517 pubblicato il 10 Maggio 2014 da Alcestidgl2

 
 
 

ILLUSTRE RIMA

Post n°516 pubblicato il 14 Marzo 2014 da Alcestidgl2
 

Elenco rimato di grandi maestri della pittura del XV secolo, composto da Giovanni Santi

 

 

Nela cui arte splendida e gentile/nel secol nostro tanti chiar son stati,/che ciescuno altro far

paren pon vile.

A Brugia fu fra gli altri più lodato/il gran Joannes: el discepul Ruggero/con tanti d’alto merto

dotati,

Della cui arte et alto magistero/di colorire furno si excellenti/che han superato spesse volte

el vero.

Ma nell’Italia in questa età presente/vi fu el degno Gentil da Fabriano,/Giovan da Fiesol frate

al ben ardente,

E in medaglie ed in pictura el Pisano,/frate Filippo et Francesco Pesselli,/Domenico chiamato

il Veneziano,

Massaccio e l’Andrian, Paolo Ocelli,/ Antonio e Pier sì gran disegnatori,/Pier del Borgo antico

più di quelli.

Due giovin par d’etati e par d’amori,/Leonardo da Vinci, e ’l Perusino,/Pier della Pieve, che

son divin pictore.

E ’I Ghirlandaja e ’l giovin Filippino,/Sandro da Botticello; e ’l Cortonese/Luca d’ingegno e

spirto pellegrino.

Or lasciando d’Etruria il bel paese/Antonel da Sicilia uom così chiaro,/Giovan Bellin che sue

lodi distese,

Gentil suo fratre e Cosmo gli sta al paro./Ercule ancora e molti ch’io trapasso,Non lasciando

Melozzo a me sì caro che in prospettiva ha steso tanto el passo.

 

 
 
 

PRESENTAZIONE GESU' AL TEMPIO DI GIOVANNI BELLINI

Post n°515 pubblicato il 02 Febbraio 2014 da Alcestidgl2
 

Giovanni Bellini  (1433 - 1516)

Presentazione Gesù al Tempio 1469 ca.

tempera su tavola

80 x 105 cm.

Venezia,  Museo della Fondazione Querini Stampalia

 

Rielaborazione personale di Bellini dall'opera del cognato Mantegna , del 1455, 

conservata alla Gemaldegalerie di Berlino. Giuseppe, in secondo piano, assiste al passaggio

di Gesù dalle mani della Vergine a quelle di Simeone. Il Bimbo poggia i piedini su un cuscino

posto a sua volta su uno spesso parapetto che separa lo spazio reale da quello dipinto.

Elemento, il parapetto,  di natura fiammminga molto caro all'artista, riproposto ad

esempio, anche nella Pietà di Brera.


 
 
 

NAVE DI SCHIAVI

Post n°514 pubblicato il 29 Gennaio 2014 da Alcestidgl2
 

J. M.William Turner (Londra 1775 - Chelsea 1851)

Nave di schiavi  (1840)

(Mercanti di schiavi che gettano in mare i morti e i moribondi -Tifone in arrivo)

olio su tela

91 x 138 cm

Boston, Museum of Fine Arts

Turner denuncia il cosiddetto "commercio in legno d'ebano" , eufemismo per evitare di

parlare di commercio di schiavi neri. Secondo un opuscolo del 1740 , la schiavitù era un

vantaggio per gli schiavi stessi  perchè sotto la dolce influenza della legge e del Vangelo, essi

avanzavano di molti gradi nella felicità, anche se non in un'assoluta libertà. L' artista,

attento alle problematiche sociali, sullo sfondo di un un cielo di molteplici bagliori, raffigura

un vascello che lascia dietro di sè una scia di corpi umani in balia di una triste sorte. Se,

durante  l'attraversamento dell'oceano il viaggio si prolungava più del previsto e

scarseggiava l'acqua potabile da distribuire agli schiavi, quest'ultimi venivano gettati in

mare, poichè gli schiavi neri non erano riconosciuti come esseri umani. In un caso come

questo, fu intentato un processo per il danno economico creatosi e  non certo per l'omicidio

collettivo.

 
 
 

GLUCKEL HAMELN

Post n°513 pubblicato il 27 Gennaio 2014 da Alcestidgl2
 
Tag: '600, ebrei

Gluckel Hameln donna ebrea, nata nell'anno 1646 dalla nascita di Cristo, per lei e il suo

popolo l'anno 5407 dala creazione del mondo. Viveva ad Amburgo e si spostava tra Altona e

la Danimarca fuggendo davanti alle minacce delle incursioni svedesi, facendo i conti con

l'ostilità che la popolazione nutriva contro gl ebrei. Ne 1687 un ebreo, appena uscito dalla

borsa di Amburgo, fu attirato in un tranello, rapinato ed ucciso. Gli ebrei trovarono i

colpevoli e li accusarono in giudizio ma corsero rischi gravissimi perchè una folla

innumerevole li radunò per farli a pezzi. Gluckel, che ci ha lasciato molte tesimonianze

dell'epoca nei suoi diari, dice a proposito:"Questa gente è cattiva e ci fa soffrire".

 
 
 

BANCHETTO NUZIALE

Post n°512 pubblicato il 14 Gennaio 2014 da Alcestidgl2
 

Banchetto nuziale 1568

Pieter Brueghel il Vecchio (Breda 1525/1530 ca. - Bruxelles 1569)

olio su tavola

114 x 163 cm

Vienna, Kunsthistorisces Museum

Un conveniente banchetto offerto da padre della sposa nel giorno della solennizzazione degli

sponsali: carne, bevande per alleati, amici e parenti dello sposo e di suo padre. Nel

Medioevo, gli sponsali erano un contratto giuridico tra i futuri padri degli sposi. Come

afferma lo storico Bossi, il matrimonio medievale era una "commistione di sacro e di

profano"che poteva avere luogo senza la presenza del prete che comparira' più avanti nel

tempo e non per motivi religiosi.

Nel dipinto, gli invitati banchettano festosamente; la sposa siede dinnanzi al drappo verde,

steso sulla parete, accanto ai genitori. Lo sposo, poichè era tradizione che servisse ai tavoli, 

 è da identificarsi con il giovane, sulla sinistra, che versa il vino nelle brocche oppure con 

colui che prende un piatto dagli inservienti. Scena di genere, dettagliatamente curata nei

particolari dall'artista.

 
 
 

ADORAZIONE DEI MAGI

Post n°511 pubblicato il 05 Gennaio 2014 da Alcestidgl2
 

Sandro Botticelli

(Firenze 1445 - Firenze 1510)

Adorazione dei magi

1475 ca.

70x130 cm

Firenze, Galleria degli Uffizi

Il dipinto di Botticelli, costituisce un precedente per "l'Adorazione dei Magi" di Leonardo

del 1481 ca. Il corteo degli adoranti di Gesù Bambino, prevede , tra gli altri, eminenti

rappresentanti della famiglia Medici: Cosimo il vecchio, i suoi figli Piero e Giovanni, Lorenzo il

Magnifico e Giuliano. Durante il XV secolo, il tema dell'Adorazione dei Magi era

rappresentato  frequentemente per la simbolica identificazione de Medici con i tre saggi

guidati dalla stella alla capanna della natività di Gesù. La Sacra Famiglia è rappresentata in

un edificio diroccato al centro del dipinto e non di lato come accadeva prima al fine di dar

risalto alla descrizione del corteo; basti pensare alla tavola dipinta da Gentile da Fabriano per

la cappella Strozzi in S. Trinita  oppure a quella dipinta da Benozzo Gozzoli per la cappella di

Palazzo Medici Riccardi.    

 

 
 
 

NATIVITA' ALLENDALE DI GIORGIONE

Post n°510 pubblicato il 24 Dicembre 2013 da Alcestidgl2
 

 
 
 

IMMMACOLATA CONCEZIONE DEL PRADO

Post n°509 pubblicato il 07 Dicembre 2013 da Alcestidgl2
 

Giambattista Tiepolo

Immacolata Concezione

olio su tela

cm 279 x 152

Madrid, Museo Nacional del Prado

 

Meravigliosa Vergine attorniata da vivacissimi putti e  attorniata dagli attributi

iconografici  di  

Maria, Immacolata Concezione. Tiepolo, artista che rivendicò sempre la sua libertà di

espressione, in

quest'opera semplifica il suo linguaggio pittorico ormai aderente alla nuova poetica

neoclassica.

 
 
 

L'ARENA DI VERONA COMPIE CENTO ANNI

Post n°508 pubblicato il 24 Giugno 2013 da Alcestidgl2
 

 

 

L’Arena di Verona compie quest’anno CENT’ANNI.


L’Arena fu utilizzata, al pari del Colosseo, per offrire ai cittadini veronesi svariate tipologie di

ludi e di spettacoli, tra i quali anche lo scontro tra gladiatori.

Restaurata da Teodorico, re dei Goti, la sua cavea fu adoperata come cava di pietre di

marmo per la costruzione di edifici e case attigue, tutt’ora visibili.

Dal 1600 sede di giostre e spettacoli come la caccia dei tori, l’Arena di Verona dal 1800

ospitò una serie di opere liriche, prima fra tutte La Santa Alleanza, con le musiche di

Gioacchino Rossini. Pur tuttavia la prima stagione lirica fu nel 1913. Da quell’anno,

anfiteatro veronese  divenne il più grande teatro lirico all’aperto al mondo.

 

 

                       

Marco Marcola

Verona, 1740 - 1793  

Commedia dell’Arte in Arena

1772

olio su tela, 115 x 84,2 cm

Chicago, The Art Institute of Chicago

Gift of Emily Crane Chadbourne

Iscrizioni: siglato “M M”

e datato al centro a destra 1772

Questo dipinto, concepito en pendant con “Spettacoli di Strada”, conservato oggi alla

galleria Previtali di Bergamo, faceva parte, nell’Ottocento, della collezione veronese del

conte Enrico Murari Bra. Ora esso si trova a Chicago ed è stato donato nel 1922 all’Art

Institute of Chicago da Mrs Emily Crane Chadbourne che lo aveva presumibilmente

ereditato dal padre Richard T. Crane, industriale americano e avido collezionista d’arte. La

Mostra “Il Settecento a Verona, Tiepolo, Cignaroli, Rotari, la nobiltà della pittura” che ha

avuto luogo al Palazzo della Gran Guardia a Verona  dal 26 novembre 2011 al 9 aprile

2012, ha offerto per la prima volta la possibilità di vedere questo dipinto  in coppia a

Spettacoli di Strada”.


Marco Marcola, famoso per le sue tele con pitture di genere e artista di una  vasta

produzione diffusa principalmente in area veneto – lombarda, raffigura una

rappresentazione teatrale eseguita all’interno dell’Arena di Verona in un teatrino effimero.

Ai piedi del palcoscenico c’è una folla pittoresca e varia dove si mescolano aristocratici,

teatranti, contadini ognuno definito nella sua personalità.

 

Un piccolo omaggio all’Arena di Verona, dalla quale ho udito spesse volte arie e romanze

meravigliose.

 

 

 

 
 
 

IL COLORE BIANCO NELL'ESTETICA SETTECENTESCA (ALCUNE IPOTESI)

Post n°507 pubblicato il 11 Giugno 2013 da Alcestidgl2
 

 

J. D. Ingres il sogno di Ossian 1813

 

Winckelmann sostiene che il colore mette a repentaglio l’ideale della statua bianca.Il

colore può elevare la bellezza e le sue forme ma non costituisce la bellezza in sé. La

sua visione estetica si rifà all’ argomentazione ottico fisica di Newton; la luce del sole

appare bianca pur contenendo in sé tutti i colori; quindi il  colore bianco e di

conseguenza il marmo bianco è quello che rimanda più raggi di luce ed un corpo quindi

sarà più bello nella misura in cui sarà più bianco. PRIMA TESI: si collega al movimento

partorito dall’indagine di Newton sulla luce solare come tributo all’ideale classicista del

nitore delle immagini.  SECONDA TESI: il sogno estetico presente nella’iconografia di

fine ‘700 inizio ‘800, pone sogni e visioni in bianco (sogno di Ossian di Ingres). Un

sogno estetico è quello che fa Winckelmann  dell’antica Grecia, di colore bianco, nella

dimensione irreale e sollevata dal quotidiano. TERZA TESI: nel rococò il biancore

delle immagini prelude alla distinzione della forma e colore. Schiller vede nel disegno uno

strumento razionale della progettazione mentale il  “disegno virile” di gran lunga

superiore al colore “femminile aggiunta”. Il disegno è superiore e portatore di verità. Il

messaggio di Schiller si incastra perfettamente nell’ideale estetica di Hegel  che

definisce il marmo bianco “strumento di perfezione artistica” che non ha bisogno di

aggiunte;” forma pura” come dice Goethe. Quindi il colore bianco è:

Forma pura

Virile razionalità

Astratto

Senza policromie

Qualità gradite ai classicisti alle quali si opposero i Romantici cercando una nuova unità

delle arti , incluso il colore.

 

 

 

 

 

 
 
 

INGRESSO DI CRISTO IN GERUSALEMME

Post n°506 pubblicato il 24 Marzo 2013 da Alcestidgl2
 

 

Giotto, Ingresso di Cristo in Gerusalemme, 1313 - 1315

 

Padova, Cappella degli Scrovegni

 
 
 

MIRACOLI DELLA CAMPAGNA ELETTORALE

Post n°505 pubblicato il 28 Gennaio 2013 da Alcestidgl2
 

 

 

 

 

Il 25 gennaio 2013, il senatore Mario Monti ha inviato un tweet nel quale esalta a granvoce

la valorizzazione del patrimonio culturale italiano; peccato lo faccia solo in campagna

elettorale!!!!!!!!

 

Mario Monti @SenatoreMonti

"Il patrimonio culturale italiano è ineguagliabile, sarà fondamentale valorizzare le sue eccellenze 2ST #AgendaTweet

 

 

 
 
 

LE DIMISSIONI DI SALVATORE SETTIS DAL CDA

Post n°504 pubblicato il 16 Gennaio 2013 da Alcestidgl2
 

Ilaria Borletti Buitoni

 

Milano. All’entusiasmo del lancio delle Primarie della Cultura, che nei primi due giorni hanno registrato ben 20mila voti, con oltre 46mila visite al sito dedicato, è seguita l’autosospensione della presidentessa Ilaria Borletti Buitoni dalle attività operative e ufficiali della Fondazione, a seguito alla comunicazione della sua candidatura nella lista civica del Presidente Monti. E a stretto giro di posta sono arrivate ledimissioni, immediate e irrevocabili, di Salvatore Settis dal Consiglio di amministrazione del Fondo Ambiente Italiano. «Non posso né comprendere né condividere, spiega Settis nella sua lettera di dimissioni, il fatto che la Presidente in carica del Fai appoggi in modo tanto esplicito un Presidente del Consiglio che in oltre un anno di governo non ha mostrato la minima sensibilità per i problemi dell’ambiente, dei beni culturali, della scuola, dell’università, della ricerca, della cultura. Inoltre, cosa forse perfino più grave, il Presidente Monti non ha mostrato alcuna attenzione a questi problemi nemmeno nella sua Agenda, con ciò confermando che, qualora tornasse alla guida del governo, proseguirebbe l’opera di sistematico smantellamento delle strutture statali della tutela e di privatizzazione del patrimonio pubblico».
Nella lettera di autosospensione del 9 gennaio la Borletti Buitoni esprime la propria visione in merito alle prossime elezioni quale «occasione storica per portare in Parlamento persone capaci di promuovere una fase costituente di riforme strutturali di cui il Paese ha bisogno. Cultura, paesaggio, beni culturali sono ambiti trascurati e maltrattati dall'azione di tutti i precedenti Governi, questo incluso, rendendoli così sempre di più una grande emergenza nazionale».
Una questione di scelte, dunque, ma anche di priorità. E c’è poco da stare tranquilli se, chi dovrebbe giocare la partita a favore della causa, crede che «la cultura sia, naturalmente dopo il lavoro, naturalmente dopo l'emergenza dei nostri conti, naturalmente dopo altre emergenze, una delle grandi priorità del Paese». Come da lei annunciato durante il programma radiofonico condotto da Massimo Valli su Radio Montecar

 

Dal Giornale dell'Arte

 

16 gennaio 2013

 
 
 

IL GIUDIZIO DI PARIDE

Post n°503 pubblicato il 15 Gennaio 2013 da Alcestidgl2
 

 

 CLAUDE GELLEE, detto LORRAIN

 

(Chamagne – Francia 1600-04 --- Roma – Italia 1682)

 

IL GIUDIZIO DI PARIDE

 

1645 – 1646 ca

Olio su tela

112,3 x 149,5 cm.

Washington, National Gallery of Art, Ailsa Mellon Brice Fund.

N° inventario 1969.1.1

Provenienza: commissionato da Francois du Val, marchese de Fontenay – Mareuil (1594 – 1665), Roma e Parigi. Le Danois, Parigi, da c. 1740. Angran visconte de Fonspertuis, dal 1747, Acquistato da Agard o Devins. Urbino Pizzetta, Londra ha aquisito nel 1912 dal padre di Miss V. Price Inghilterra. Venduto il 13/02/1969 alla NGA.

 

ERA (a Paride): “Se tu giudicherai che io son bella o Paride, tu sarai signore di tutta l’Asia”.

ATENA (a Paride): “ Se tu sentenzierai che la bella son io, non sarai mai vinto in battaglia e ne uscirai sempre glorioso: io ti farò pro’ guerriero e vincitore”.

AFRODITE (a Paride): “Io ti prometto di darti Elena in moglie, di accompagnarti a lei e di tornare con entrambi in Ilio; io ci sarò e farò ogni cosa per voi”.

PARIDE: “A questo patto io do a te il pomo; a questo patto prendilo”.

 

Il testo tratto dal “Dialogo” numero 20 di Luciano ben ci introduce in uno degli eventi mitologici più celebri “Il giudizio di Paride”, soggetto del dipinto commissionato a Claude Gellee detto Lorrain dall’ambasciatore Francois  du Val, marchese de Fontenay – Mareuil (1594 – 1655). Oltre a Luciano molti autori classici riportano questo mitico episodio: Omero, Igino, Euripide ed Ovidio.

La mitologia narra che a causa di funeste profezie, Paride secondogenito di Priamo ed Ecuba venne condotto, appena nato, dal servo Agelao sul monte Ida, situato nella Misia non lontano da Troia. Il servo eseguito l’ordine si accorse che il bambino era stato nutrito da un’orsa per cinque giorni; lo accolse perciò nella sua casa e lo chiamò Paride.

 Più tardi divenuto un giovane uomo, egli fu soprannominato Alessandro perché respingeva gli assalti e difendeva le greggi. Paride, scelto da Zeus per giudicare quale tra Era, Atena ed Afrodite fosse la più bella scelse la dea dell’amore che gli aveva promesso in dono Elena, la donna più bella del mondo.

Tra due quinte rocciose si apre uno spazio brullo con numerose variazioni del terreno. In secondo piano, al centro del dipinto, un boschetto divide l’immagine a metà. A sinistra, nella parte inferiore, un’immaginaria linea ellittica racchiude il gruppo dei personaggi: Atena con elmo e giavellotto, Era con il pavone dall’iridescente coda, uccello a lei sacro simbolo di vigilanza e di profezia, Afrodite che tiene per mano il piccolo Cupido e il bel principe-pastore Paride con il suo gregge. I personaggi sono resi in dimensioni minori rispetto al paesaggio, grande protagonista del dipinto.

A sinistra, nella parte superiore, alberi ed arbusti fanno da cornice ad una cascatella d’acqua formando un andamento ellittico che richiama la linea sottostante.

Dal centro del dipinto, verso la parte destra in basso, sono disposte le capre di Paride che sono un misurato strumento che accompagna il lento digradare del terreno verso il mare, dove in lontananza si scorge la cittadella di Troia, teatro di nefaste sciagure.

Tutta la storia del paesaggio ideale da Annibale Carracci, Domenichino, Albani, Poussain appartiene a Lorrain e la sua natura popolata da dolci miti, soprattutto dal 1640 in poi, alimenta la sua classicità. Egli è guidato da un ideale di chiarezza, di ordine e la sua osservazione della natura è lenta, calma, ininterrotta ed investe tutti gli elementi della realtà.

La luce è la nota fondamentale della sua arte, luce studiata nella campagna romana durante tutte le ore del giorno, luce che aggiunge nuove possibilità espressive alla pittura di paesaggio. Nel dipinto, il sole che sta tramontando dietro Troia, determina la visibile alternanza di luci,  ombre e colori in ogni dettaglio naturale, illuminando il cielo sino ad arrivare all’azzurro perlaceo che si fonde con quello dell’acqua.

Dice il Baldinucci “…All’acque marittime diede un colore naturalissimo; e quello, in che intorno alle medesime maggiormente ridusse la sua intelligenza, furono le varie mutazioni dello stesso colore, a seconda delle varie e bellissime osservazioni, che egli fatte aveva nel vero, nel mutarsi e variarsi l’aria e la luce…”

Lorrain ha la capacità di sollecitare ogni senso umano: con gli occhi si può ascoltare il lieve mormorio dell’acqua e udire le lusinghe rivolte a Paride da Era; con gli occhi si può annusare l’odore della terra, con gli occhi si possono toccare i rami frondosi.

Mi ha sorpreso ed incantato il lento, ordinato ed armonico processo di idealizzazione del dipinto: alternanza di linee curve e zigzagate, di simmetrie (Paride ed Atena; Afrodite ed Era),  di rimandi nello spazio (le capre), di bilanciamento di luci ed ombre tra la parte sinistra e destra del dipinto.

 

 
 
 

Lettera di RAFFAELLO A LEONE X

Post n°502 pubblicato il 15 Ottobre 2012 da Alcestidgl2
 

 

 

 

...Essendo io stato assai studioso di queste tali antiquitati et havendo posto una piccola cura

in cercarle minutamente et misurarle con diligentia et leggendo continuo li buoni auctori et

conferendo l'opera con le lor scripture, pensp aver qualche notitia di quell'antica in

architectura. Il che in un punto mi da grandissimo piacere, per la cognitione di tanto

excellente cosa et grandissimo dolore, vedendo quasi il cadavero di quest'ultima nobile

cittade che è stata regina del mondo, così miseramente lacerato. Onde se ad ognuno è

debita la pietade verso li parenti et la patria, mi tengo obbligato di exponere tutte le mie

picciole forze, aciochè più che si piò resti viva qualche tempo dopo e quasi un'ombra di

questa chevero è patria universale di tutti li Christiani...

Roma Anno 1519

Dalla lettera di Raffaello Sanzio a Leone X 

 

Con questo documento nasce il fondamento ideologico del Protezionismo Culturale che

limita e controlla i proprietari dei beni mobili ed immobili.

 

 

 
 
 

S. FRANCESCO D'ASSISI

Post n°501 pubblicato il 04 Ottobre 2012 da Alcestidgl2
 

Giovanni Bellini: Le Stimmate di S. Francesco 1480 - '95

 olio su tavola 120 x 137 cm

New York, Frick Collection

 

S. Francesco è immerso nella Natura rappresentata dettagliatamente , avvolta da una luce

chiara che avvolge e abbraccia ogni cosa. I raggi che causano le stimmate a Francesco non

provengono, come di consueto dal crocifisso - cherubino ma c'è un fiotto di luce, a sinistra

che investe le fronde di un lauro e colpisce l'esilissimo Santo; una luce divina che Francesco

accoglie con una espressione intensa.


Dedicato a mio figlio Francesco

 

 
 
 

THE LAST SUPPER

Post n°500 pubblicato il 03 Ottobre 2012 da Alcestidgl2
 

The last supper by David La Chapelle

Gesù circondato da rappers è seduto ad una mensa dove non appare solo vino ma bibite in

lattina  e patatine. Uno spunto per riflettere sulla vacuità della  società attuale alla luce

della immensa figura di Cristo. 

 
 
 

IL MESE DI OTTOBRE

Post n°499 pubblicato il 02 Ottobre 2012 da Alcestidgl2
 

 

Il mese di Ottobre 

dal codice miniato "Tres ricuse heures du Duc de Berry" 1412 - 1416

 

Fratelli Limbourg

Con il mese di ottobre si apre il ciclo invernale ed è il momento in cui si piantano i semi migliori per un buon

raccolto. In armoniosa tranquillità, due contadini , in primo piano, seminano il terreno mentre gazze e corvi

beccano i semi ancora non sigillati dall'operato del contadino a cavallo. In secondo piano, nel terreno già seminato,

è stato piantato uno spaventapasseri per allontanare eventuali disturbatori.Sullo sfondo svetta il  palais du Louvre,

sede della corte di Carlo V agli inizi del '400 .Lo stile cortese dei fratelli Limbourg è  solare e raffinato; ogni

elemento della natura è degno di essere rappresentato ,nella sua essenza, in ogni dettaglio.


 
 
 
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