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CRIS

Il mio incontro con l'arte.

 

IL COLORE BIANCO NELL'ESTETICA SETTECENTESCA (ALCUNE IPOTESI)

Post n°507 pubblicato il 11 Giugno 2013 da Alcestidgl2
 

 

J. D. Ingres il sogno di Ossian 1813

 

Winckelmann sostiene che il colore mette a repentaglio l’ideale della statua bianca.Il

colore può elevare la bellezza e le sue forme ma non costituisce la bellezza in sé. La

sua visione estetica si rifà all’ argomentazione ottico fisica di Newton; la luce del sole

appare bianca putr contenendo in sé tutti i colori; quindi il  colore bianco e di

conseguenza il marmo bianco è quello che rimanda più raggi di luce ed un corpo quindi

sarà più bello nella misura in cui sarà più bianco. PRIMA TESI: si collega al movimento

partorito dall’indagine di Newton sulla luce solare come tributo all’ideale classicista del

nitore delle immagini.  SECONDA TESI: il sogno estetico presente nella’iconografia di

fine ‘700 inizio ‘800, pone sogni e visioni in bianco (sogno di Ossian di Ingres). Un

sogno estetico è quello che fa Winckelmann  dell’antica Grecia, di colore bianco, nella

dimensione irreale e sollevata dal quotidiano. TERZA TESI: nel rococò il biancore

delle immagini prelude alla distinzione della forma e colore. Schiller vede nel disegno uno

strumento razionale della progettazione mentale il  “disegno virile” di gran lunga

superiore al colore “femminile aggiunta”. Il disegno è superiore e portatore di verità. Il

messaggio di Schiller si incastra perfettamente nell’ideale estetica di Hegel  che

definisce il marmo bianco “strumento di perfezione artistica” che non ha bisogno di

aggiunte;” forma pura” come dice Goethe. Quindi il colore bianco è:

Forma pura

Virile razionalità

Astratto

Senza policromie

Qualità gradite ai classicisti alle quali si opposero i Romantici cercando una nuova unità

delle arti , incluso il colore.

 

 

 

 

 

 
 
 

INGRESSO DI CRISTO IN GERUSALEMME

Post n°506 pubblicato il 24 Marzo 2013 da Alcestidgl2
 

 

Giotto, Ingresso di Cristo in Gerusalemme, 1313 - 1315

 

Padova, Cappella degli Scrovegni

 
 
 

MIRACOLI DELLA CAMPAGNA ELETTORALE

Post n°505 pubblicato il 28 Gennaio 2013 da Alcestidgl2
 

 

 

 

 

Il 25 gennaio 2013, il senatore Mario Monti ha inviato un tweet nel quale esalta a granvoce

la valorizzazione del patrimonio culturale italiano; peccato lo faccia solo in campagna

elettorale!!!!!!!!

 

Mario Monti @SenatoreMonti

"Il patrimonio culturale italiano è ineguagliabile, sarà fondamentale valorizzare le sue eccellenze 2ST #AgendaTweet

 

 

 
 
 

LE DIMISSIONI DI SALVATORE SETTIS DAL CDA

Post n°504 pubblicato il 16 Gennaio 2013 da Alcestidgl2
 

Ilaria Borletti Buitoni

 

Milano. All’entusiasmo del lancio delle Primarie della Cultura, che nei primi due giorni hanno registrato ben 20mila voti, con oltre 46mila visite al sito dedicato, è seguita l’autosospensione della presidentessa Ilaria Borletti Buitoni dalle attività operative e ufficiali della Fondazione, a seguito alla comunicazione della sua candidatura nella lista civica del Presidente Monti. E a stretto giro di posta sono arrivate ledimissioni, immediate e irrevocabili, di Salvatore Settis dal Consiglio di amministrazione del Fondo Ambiente Italiano. «Non posso né comprendere né condividere, spiega Settis nella sua lettera di dimissioni, il fatto che la Presidente in carica del Fai appoggi in modo tanto esplicito un Presidente del Consiglio che in oltre un anno di governo non ha mostrato la minima sensibilità per i problemi dell’ambiente, dei beni culturali, della scuola, dell’università, della ricerca, della cultura. Inoltre, cosa forse perfino più grave, il Presidente Monti non ha mostrato alcuna attenzione a questi problemi nemmeno nella sua Agenda, con ciò confermando che, qualora tornasse alla guida del governo, proseguirebbe l’opera di sistematico smantellamento delle strutture statali della tutela e di privatizzazione del patrimonio pubblico».
Nella lettera di autosospensione del 9 gennaio la Borletti Buitoni esprime la propria visione in merito alle prossime elezioni quale «occasione storica per portare in Parlamento persone capaci di promuovere una fase costituente di riforme strutturali di cui il Paese ha bisogno. Cultura, paesaggio, beni culturali sono ambiti trascurati e maltrattati dall'azione di tutti i precedenti Governi, questo incluso, rendendoli così sempre di più una grande emergenza nazionale».
Una questione di scelte, dunque, ma anche di priorità. E c’è poco da stare tranquilli se, chi dovrebbe giocare la partita a favore della causa, crede che «la cultura sia, naturalmente dopo il lavoro, naturalmente dopo l'emergenza dei nostri conti, naturalmente dopo altre emergenze, una delle grandi priorità del Paese». Come da lei annunciato durante il programma radiofonico condotto da Massimo Valli su Radio Montecar

 

Dal Giornale dell'Arte

 

16 gennaio 2013

 
 
 

IL GIURAMENTO DI PARIDE

Post n°503 pubblicato il 15 Gennaio 2013 da Alcestidgl2
 

 

 

 

   

 CLAUDE GELLEE, detto LORRAIN

 

(Chamagne – Francia 1600-04 --- Roma – Italia 1682)

 

IL GIUDIZIO DI PARIDE

 

1645 – 1646 ca

Olio su tela

112,3 x 149,5 cm.

Washington, National Gallery of Art, Ailsa Mellon Brice Fund.

N° inventario 1969.1.1

Provenienza: commissionato da Francois du Val, marchese de Fontenay – Mareuil (1594 – 1665), Roma e Parigi. Le Danois, Parigi, da c. 1740. Angran visconte de Fonspertuis, dal 1747, Acquistato da Agard o Devins. Urbino Pizzetta, Londra ha aquisito nel 1912 dal padre di Miss V. Price Inghilterra. Venduto il 13/02/1969 alla NGA.

 

ERA (a Paride): “Se tu giudicherai che io son bella o Paride, tu sarai signore di tutta l’Asia”.

ATENA (a Paride): “ Se tu sentenzierai che la bella son io, non sarai mai vinto in battaglia e ne uscirai sempre glorioso: io ti farò pro’ guerriero e vincitore”.

AFRODITE (a Paride): “Io ti prometto di darti Elena in moglie, di accompagnarti a lei e di tornare con entrambi in Ilio; io ci sarò e farò ogni cosa per voi”.

PARIDE: “A questo patto io do a te il pomo; a questo patto prendilo”.

 

Il testo tratto dal “Dialogo” numero 20 di Luciano ben ci introduce in uno degli eventi mitologici più celebri “Il giudizio di Paride”, soggetto del dipinto commissionato a Claude Gellee detto Lorrain dall’ambasciatore Francois  du Val, marchese de Fontenay – Mareuil (1594 – 1655). Oltre a Luciano molti autori classici riportano questo mitico episodio: Omero, Igino, Euripide ed Ovidio.

La mitologia narra che a causa di funeste profezie, Paride secondogenito di Priamo ed Ecuba venne condotto, appena nato, dal servo Agelao sul monte Ida, situato nella Misia non lontano da Troia. Il servo eseguito l’ordine si accorse che il bambino era stato nutrito da un’orsa per cinque giorni; lo accolse perciò nella sua casa e lo chiamò Paride.

 Più tardi divenuto un giovane uomo, egli fu soprannominato Alessandro perché respingeva gli assalti e difendeva le greggi. Paride, scelto da Zeus per giudicare quale tra Era, Atena ed Afrodite fosse la più bella scelse la dea dell’amore che gli aveva promesso in dono Elena, la donna più bella del mondo.

Tra due quinte rocciose si apre uno spazio brullo con numerose variazioni del terreno. In secondo piano, al centro del dipinto, un boschetto divide l’immagine a metà. A sinistra, nella parte inferiore, un’immaginaria linea ellittica racchiude il gruppo dei personaggi: Atena con elmo e giavellotto, Era con il pavone dall’iridescente coda, uccello a lei sacro simbolo di vigilanza e di profezia, Afrodite che tiene per mano il piccolo Cupido e il bel principe-pastore Paride con il suo gregge. I personaggi sono resi in dimensioni minori rispetto al paesaggio, grande protagonista del dipinto.

A sinistra, nella parte superiore, alberi ed arbusti fanno da cornice ad una cascatella d’acqua formando un andamento ellittico che richiama la linea sottostante.

Dal centro del dipinto, verso la parte destra in basso, sono disposte le capre di Paride che sono un misurato strumento che accompagna il lento digradare del terreno verso il mare, dove in lontananza si scorge la cittadella di Troia, teatro di nefaste sciagure.

Tutta la storia del paesaggio ideale da Annibale Carracci, Domenichino, Albani, Poussain appartiene a Lorrain e la sua natura popolata da dolci miti, soprattutto dal 1640 in poi, alimenta la sua classicità. Egli è guidato da un ideale di chiarezza, di ordine e la sua osservazione della natura è lenta, calma, ininterrotta ed investe tutti gli elementi della realtà.

La luce è la nota fondamentale della sua arte, luce studiata nella campagna romana durante tutte le ore del giorno, luce che aggiunge nuove possibilità espressive alla pittura di paesaggio. Nel dipinto, il sole che sta tramontando dietro Troia, determina la visibile alternanza di luci,  ombre e colori in ogni dettaglio naturale, illuminando il cielo sino ad arrivare all’azzurro perlaceo che si fonde con quello dell’acqua.

Dice il Baldinucci “…All’acque marittime diede un colore naturalissimo; e quello, in che intorno alle medesime maggiormente ridusse la sua intelligenza, furono le varie mutazioni dello stesso colore, a seconda delle varie e bellissime osservazioni, che egli fatte aveva nel vero, nel mutarsi e variarsi l’aria e la luce…”

Lorrain ha la capacità di sollecitare ogni senso umano: con gli occhi si può ascoltare il lieve mormorio dell’acqua e udire le lusinghe rivolte a Paride da Era; con gli occhi si può annusare l’odore della terra, con gli occhi si possono toccare i rami frondosi.

Mi ha sorpreso ed incantato il lento, ordinato ed armonico processo di idealizzazione del dipinto: alternanza di linee curve e zigzagate, di simmetrie (Paride ed Atena; Afrodite ed Era),  di rimandi nello spazio (le capre), di bilanciamento di luci ed ombre tra la parte sinistra e destra del dipinto.

 

 
 
 

Lettera di RAFFAELLO A LEONE X

Post n°502 pubblicato il 15 Ottobre 2012 da Alcestidgl2
 

 

 

 

...Essendo io stato assai studioso di queste tali antiquitati et havendo posto una piccola cura

in cercarle minutamente et misurarle con diligentia et leggendo continuo li buoni auctori et

conferendo l'opera con le lor scripture, pensp aver qualche notitia di quell'antica in

architectura. Il che in un punto mi da grandissimo piacere, per la cognitione di tanto

excellente cosa et grandissimo dolore, vedendo quasi il cadavero di quest'ultima nobile

cittade che è stata regina del mondo, così miseramente lacerato. Onde se ad ognuno è

debita la pietade verso li parenti et la patria, mi tengo obbligato di exponere tutte le mie

picciole forze, aciochè più che si piò resti viva qualche tempo dopo e quasi un'ombra di

questa chevero è patria universale di tutti li Christiani...

Roma Anno 1519

Dalla lettera di Raffaello Sanzio a Leone X 

 

Con questo documento nasce il fondamento ideologico del Protezionismo Culturale che

limita e controlla i proprietari dei beni mobili ed immobili.

 

 

 
 
 

S. FRANCESCO D'ASSISI

Post n°501 pubblicato il 04 Ottobre 2012 da Alcestidgl2
 

Giovanni Bellini: Le Stimmate di S. Francesco 1480 - '95

 olio su tavola 120 x 137 cm

New York, Frick Collection

 

S. Francesco è immerso nella Natura rappresentata dettagliatamente , avvolta da una luce

chiara che avvolge e abbraccia ogni cosa. I raggi che causano le stimmate a Francesco non

provengono, come di consueto dal crocifisso - cherubino ma c'è un fiotto di luce, a sinistra

che investe le fronde di un lauro e colpisce l'esilissimo Santo; una luce divina che Francesco

accoglie con una espressione intensa.


Dedicato a mio figlio Francesco

 

 
 
 

THE LAST SUPPER

Post n°500 pubblicato il 03 Ottobre 2012 da Alcestidgl2
 

The last supper by David La Chapelle

Gesù circondato da rappers è seduto ad una mensa dove non appare solo vino ma bibite in

lattina  e patatine. Uno spunto per riflettere sulla vacuità della  società attuale alla luce

della immensa figura di Cristo. 

 
 
 

IL MESE DI OTTOBRE

Post n°499 pubblicato il 02 Ottobre 2012 da Alcestidgl2
 

 

Il mese di Ottobre 

dal codice miniato "Tres ricuse heures du Duc de Berry" 1412 - 1416

 

Fratelli Limbourg

Con il mese di ottobre si apre il ciclo invernale ed è il momento in cui si piantano i semi migliori per un buon

raccolto. In armoniosa tranquillità, due contadini , in primo piano, seminano il terreno mentre gazze e corvi

beccano i semi ancora non sigillati dall'operato del contadino a cavallo. In secondo piano, nel terreno già seminato,

è stato piantato uno spaventapasseri per allontanare eventuali disturbatori.Sullo sfondo svetta il  palais du Louvre,

sede della corte di Carlo V agli inizi del '400 .Lo stile cortese dei fratelli Limbourg è  solare e raffinato; ogni

elemento della natura è degno di essere rappresentato ,nella sua essenza, in ogni dettaglio.


 
 
 

GRANDE MADONNA COWPER

Post n°498 pubblicato il 28 Agosto 2012 da Alcestidgl2
 

 

 

 

 

 

 

Raffaello Sanzio  Urbino 6 aprile 1483 - Roma 1520


GRANDE MADONNA COWPER O MADONNA NICCOLINI

1508

olio su tela

80,7 x 57,5 cm

Washington, National Gallery of Art, Andrew Mellon Collection

n° inventario  1937.1.25


Provenienza: 1677, casa Niccolini, Firenze; 1772 comprato da  Joseph Zoffany; 1775 conte George Cowper, Inghilterra; 1928 Andrew W. Mellon Pittsburgh e Washington; 1930, The AW Mellon Educational and Charitable Trust; 1937 donato alla National Gallery of Art,  Washington

Iscrizioni: firmato e datato sulla scollatura: “MDVIII,/ R:V:PIN./” (?)


Il Bambino Gesù, siede sorridente e sopraelevato su un cuscino bianco, sulla coscia della Madre aggrappandosi alla scollatura del corpetto del Suo abito e guarda l’osservatore coinvolgendolo. Maria è rivolta verso sinistra e guarda il Piccolo Gesù con amorevole eleganza e compostezza.

Con la mano sinistra tiene l’abito, con la mano destra poggia sul corpo del Bambino un velo trasparente, elemento spesso usato nella pittura fiorentina del ‘400 e ritrovato ripetutamente nelle tarde opere raffaellesche.  Il cromatismo fresco e leggero vive del contrasto fra i toni rossi, verdi e azzurri dell’abito di Maria, l’incarnato chiaro del Bambino e il bianco del cuscino.

La Grande Madonna Cowper, opera d’impianto grandioso, è forse la più michelangiolesca delle Vergini dipinte da Raffaello e gareggia con le immagini scolpite per gli effetti di risalto plastico. Le due figure viste dal basso, si stagliano contro l’azzurro del cielo distinte  volumetricamente ma nello stesso tempo allacciate con estrema naturalezza dall’intrecciarsi dei gesti e dei moti.

Il dipinto viene citato per la prima volta da Bocchi e Ginelli che lo citano nel 1677 a casa Niccolini in Firenze. Quindi esso si trova nel Palazzo Corsini e nel 1775 entra in possesso del conte Cowper da cui il nome del dipinto. John Zoffany riproduce il quadro nel suo dipinto “La Tribuna degli Uffizi” (1772-1778) nel quale Raffaello tiene il dipinto della Madonna in mano, una probabile allusione all’acquisto da parte del conte Cowper. Nel 1937, il dipinto finì nella collezione Mellon, le cui opere formarono il nucleo del nascente museo di Washington.

Un problema è sempre stato rappresentato dalla firma dell’artista, posta sulla scollatura dell’abito della Vergine che oggi non è più visibile ad occhio nudo. Esami più recenti hanno fatto sorgere il dubbio che la firma sia stata ridipinta nel XIX secolo ma non  è chiaro in quale misura sia presente una firma originale.

Lo stato di conservazione del quadro è ottimo. Nell’ambito della mostra del 1983, il quadro è stato sottoposto a rilievi tecnici: i raggi X hanno dimostrato che Raffaello ha usato poca biacca per l’incarnato rispetto all’esecuzione del cielo e dell’abito di Maria mentre i raggi infrarossi hanno fatto riconoscere alcune modifiche nell’esecuzione pittorica definitiva nella capigliatura di Maria, nel cuscino e nella posizione del Bambino.

In una lettera di raccomandazione di Giovanna Feltria a Pier Soderini, datata 1504 si legge: “..Raffaello, figlio di Giovanni Santi, avendo buono ingegno nel suo esercizio, ha deliberato stare qualche tempo in Fiorenza per imparare”.

Infatti tra la fine del 1504 e il 1508 l’Urbinate trascorre un soggiorno fiorentino  decisamente importante per il suo percorso artistico nel quale è impegnato nell’imitazione dei “moderni”, da modelli quattrocenteschi come Donatello o Luca Della Robbia a Michelangelo e a Leonardo. “Studiò questo eccellentissimo pittore nella città di Firenze le cose vecchie di Masaccio e quelle che vide nei lavori di Lionardo e di Michelagnolo lo feciono attendere maggiormente agli studi e per conseguenza acquistarne miglioramento straordinario all’arte et alla sua maniera”(dalle Vite di G. Vasari). L’imitazione di Raffaello però non è passiva ma dinamica: ingloba nella sua preesistente  formazione artistica, la definizione anatomica dei corpi e dei movimenti  di Michelangelo e l’espressione intensa dei moti dell’animo di Leonardo plasmando via via il suo linguaggio figurativo basato sulla naturalezza e sulla verità.

Sono numerose, negli anni fiorentini immagini isolate delle Vergini con Bambino, che Raffaello presenta con ricchezza di sottili gradazioni affettive e con varie soluzioni dinamiche (Madonna dei Tempi, Madonna del Granduca, Madonna d’Orleans). La Grande Madonna Cowper è datata 1508, anno in cui termina il soggiorno fiorentino di Raffaello, il quale, in questo periodo ha raggiunto grande maturità  artistica. “La struttura delle grandi Madonne fiorentine dalla volumetria espansa debbono essere assimilate a cupole in grado di ruotare lentamente intorno al proprio asse sino a coinvolgere nel loro moto l’universo che le circonda”(Anna Coliva).

 

Cris, nel mio incontro con l'arte

 

 

 

 
 
 

DONNA ALLO SPECCHIO

Post n°497 pubblicato il 22 Agosto 2012 da Alcestidgl2
 
Tag: Tiziano

Tiziano: Donna allo specchio 1512 - 1515

olio su tela

96 x 76 cm

Parigi, Museo del Louvre

Immagine di raffinato incanto sensuale in un gioco di ombre riflesse.

 
 
 

ILLUSIONE PROSPETICA

Post n°496 pubblicato il 08 Luglio 2012 da Alcestidgl2
 

 

 

Coretto di destra sull'arco trionfale dalla cappella degli  Scrovegni a Padova

Giotto 1303 - 1305


   Le pareti della Capella degli Scrovegni, a Padova, sono state affrescate da Giotto in soli

due anni (1303 – 1305) su quattro registri orizzontali: sui muri della navata e sull’arco

trionfale con STORIE DELLA VERGINE al livello più alto, STORIE DI CRISTO nei due due

nastri intermedi, i VIZI e le VIRTU’ NEL BASAMENTO oltre AL GIUDIZIO UNIVERSALE.

Sull’arco trionfale, a livello del registro inferiore con le STORIE DELLA PASSIONE, sono

simmetricamente affrescate due finte architetture, definite cappelle segrete o “coretti”, con

bifore gotiche e volte a crociera da cui pendono due lampadari metallici di forma cilindrica. I

coretti sono privi di figure e quindi soni privi di significato narrativo; servono solamente a

creare uno SPAZIO ILLUSORIO e in essi possiamo ammirare la grande maestria prospettica

di Giotto.    

 

 
 
 

CHE SENSAZIONE IL GIARDINO!

Post n°495 pubblicato il 26 Giugno 2012 da Alcestidgl2
 

 

   

 

Claude Monet: The White - Lily Ponds 1897- 1899

 

 

 

 

A New York, nel Bronx, è stato ricreato il giardino delle ninfee di Claude Monet

Il giardino di Giverny, in Normandia, è stato fedelmente ricostruito all’interno del New

York Botanical Garden in un percorso che vede inoltre la riproduzione della sua casa e di

alcuni dipinti.

 

Sin dalla metà del’700 il giardino “pittoresco” ricreò al suo interno fabbriche

architettoniche che suscitavano nei visitatori sensazioni dal sapore nostalgico ed

esotico al tempo stesso. Mi fa piacere che il giardino trionfi ancor oggi nella sua sacralità e che  la

riproduzione delle opere d’arte di un artista

come Monet, collocate in percorsi didattici , siano in grado di suscitare emozioni

anche se nell’ambito della riproduzione ; d’altra parte le idee, le sensazioni hanno

bisogno di essere concretizzate per essere godute dalla maggior parte delle persone!    

 

 
 
 

DER IRRENDE RITTER

Post n°494 pubblicato il 10 Giugno 2012 da Alcestidgl2
 

 

 

Questo cavaliere roso dalla salsedine, gettato sugli scogli del mare burrascoso della storia,

testimonia un naufragio senza speranza: quello del mondo aristocratico e del medievalismo.

La prima guerra mondiale aveva aperto un vortice storico nel quale era stato inghiottita la

società aristocratica con la sua eleganza, la sua ritualità, i suoi ideali, la sua estetica; un

mondo ormai obsoleto e addirittura grottesco.

 
 
 

QUALE DISATTENZIONE!!!!!!!!

Post n°493 pubblicato il 05 Giugno 2012 da Alcestidgl2
 

 

        

 

  Raccoglifilo  manuale 

utilizzabile anche ai nostri giorni


 

 

 

 

 

 

Stampa fine '700

 

 

La rivisitazione della “Cenerentola” di Gioacchino Rossini, vista da Andrea Andermann per la

regia di Carlo Verdone in onda su Rai 1 il 3 e il 4 giugno, è stata molto gradevole ed

interessante poiché ha messo in scena la versione della famosa fiaba basata sulle fonti

letterarie del “Cendrillon” e dell’”Agatina.” Genere animato alternato a reali ambientazioni

d’epoca nelle magnifiche residenze sabaude, veri patrimoni artistici , validi artisti del bel

canto, una magnifica orchestra,  hanno confezionato un nobilitante prodotto televisivo per

la rete ammiraglia della RAI (ultimamente degradata), fruibile  in Mondovisione. Mi chiedo

allora come sia possibile che in una scena del terzo atto di quest’opera, ambientata in

cucina, regno della dolce Cenerentola,  sia possibile vedere un arcolaio o  anche solo

 un raccoglifilo di legno d’acero al

posto di uno d’epoca (in questo caso seconda metà '700), facilmente reperibile? Sono

disattenzioni molto gravi per

ricostruzioni di ambientazioni  artistiche!!!!!!!!  

 

 
 
 

ASCENSIONE DI CRISTO

Post n°492 pubblicato il 20 Maggio 2012 da Alcestidgl2
 

Melozzo da Forlì 1438 -1494

Cristo Trionfante 1481 - 1483

affresco su tela

Roma, Palazzo del Quirinale

Cristo reso mirabilmente  dall'artista in prospettiva, dal basso, per rendere all'occhio del fruitore il

movimento ascensionale in atto, sale alla destra del Padre contorniato da angeli in un cielo color

lapislazzulo.

 
 
 

MARIA MADDALENA

Post n°491 pubblicato il 19 Maggio 2012 da Alcestidgl2
 

 Giovanni Girolamo Savoldo, Brescia 1480 - 1548: Maria Maddalena

1535 - 1540

olio su tela

89,1x82,4

National Gallery of London

 

Chi è questa misteriosa fanciulla che ci osserva? Guardando il simbolo iconografico  che si

trova alla sua destra, ovvero un unguentario, capiamo che si tratta di Maria Maddalena.

Infatti la Maddalena, con l'unguento prezioso e profumato, avrebbe unto il corpo di Cristo

nella mattina del sabato dopo la  Sua morte.

Il Savoldo artista bergamasco,nel suo percorso artistico, recepisce stimoli culturali diversi:

quelli dettati dalla cultura leonardesca, uno dei quali  il naturalismo e quelli della cultura

artistica

veneta, luce e colore. Questi stimoli sono assemblati nella resa del personaggio di Maria

Maddalena: il chiaroscuro leonardesco e la luce di seta cangiante del manto che la avvolge e

che lascia intravedere lo scorcio rosso del suo abito. Qui la  Maddalena è nella sua

dimensione mondana ma è già avviata verso la sua conversione. Il Savoldo, artista fedele

alla sua matrice lombarda e quindi naturalistica, fu attivo a Venezia che omaggia nel dipinto

con un piccolo sfondo lagunare.

 
 
 

18 MAGGIO: GIORNATA INTERNAZIONALE DEI MUSEI

Post n°490 pubblicato il 18 Maggio 2012 da Alcestidgl2
 

18 Maggio 2012

GIORNATA INTERNAZIONALE DEI MUSEI

 

MAB Per il rilancio del sistema culturale

mercoledì 09 maggio 2012

MAB 
MUSEI ARCHIVI BIBLIOTECHE
PROFESSIONISTI DEL PATRIMONIO CULTURALE

 

Per il rilancio del sistema culturale italiano

 


 La crisi economica e la conseguente riduzione dei finanziamenti stanno mettendo a dura

prova l'esistenza di molte istituzioni culturali, con gravi conseguenze sull’occupazione, sulle

condizioni di lavoro, sul futuro di molti giovani specificamente preparati, ma senza alcuna

possibilità di riconoscimento professionale. Riteniamo tuttavia che il maggior pericolo, oggi,

sia rappresentato dalla crisi di consenso che colpisce la cultura e l'istruzione, considerate

non elementi essenziali e irrinunciabili di una coscienza civica fondata sui valori

dell'approfondimento, dello studio, della dialettica, ma orpelli, spese non indispensabili a cui

poter rinunciare in tempi di ristrettezze.

Dal sito dell'ICOM comitato nazionale italiano

 
 
 

TINTORETTO: VENERE, VULCANO E MARTE

Post n°489 pubblicato il 14 Maggio 2012 da Alcestidgl2
 

Jacopo Robusti detto Tintoretto: Venere, Vulcano e Marte 1550 - 1555

Olio su tela

134 x 198 cm

Monaco Pinacoteca inv. 9257

Nell’ambito della pittura profana, Tintoretto narra storie di dei, in questo caso di Venere,

Vulcano e Marte con ironia, divertimento, quasi come in una messinscena da commedia

dell’arte. Vulcano, avvisato da Apollo, dio del sole, rappresentato dalla brocca sita sul bordo

della finestra, attraverso la quale filtra la sua  luce, che la moglie lo sta tradendo, si precipita

in casa e corre nella sua camera da letto,  resa dal pittore come la stanza di una cortigiana

del’500.  Mentre Vulcano esamina le parti intime della moglie, un cagnolino sta per

sbugiardare l’amante di Venere, Marte, che per sfuggire all’ira dell’anziano Vulcano si è

infilato sotto un tavolo dal quale fuoriesce la testa. Un piccolo Cupido che finge di dormire,

assiste sornione al divertente episodio. Attraverso lo specchio poggiato sul tavolo, possiamo

osservare la schiena di Vulcano e il profilo corporeo della seducente Venere: anche la

pittura, parimenti alla scultura, può rendere la tridimensionalità.

Cris, nel mio incontro con l'arte

 

 

 
 
 

CASTELLO DI NEUSCHWANSTEIN

Post n°488 pubblicato il 13 Maggio 2012 da Alcestidgl2
 

Castello di Neuschwanstein

A Neuschwanstein, fatto costruire da Ludovico II di Baviera nella seconda metà

del''800, permane il concetto di castello

metastorico, svuotato di ogni elemento artistico- storico-letterario per essere

manifestazione dell'inconscio, dell'eccesso estremo, dell'eclettismo universale. 

 

 
 
 
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