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Agonia dell'IDI, dei suoi lavoratori e della sanita’

Post n°69 pubblicato il 29 Novembre 2012 da antonio.facchiano
 
Tag: IDI, sanità

 

Agonia dell'IDI,  dei suoi lavoratori e della sanita

29 novembre 2012

Sei lavoratori sono sul tetto di un ospedale, in sciopero della fame.

L’IDI di Roma e’ il piu’ grande ospedale dermatologico italiano e centro di eccellenza internazionale per tutte le patologie dermatologiche e per la ricerca di nuove terapie e modalità di diagnosi. I 1500 dipendenti non vengono pagati da tre mesi (settembre, ottobre, novembre). Paradossalmente questo avviene mentre milioni di euro assegnati all’IDI dal Ministero della Sanita’ e dal MIUR sono bloccati, o fermi su conti pignorati, o in attesa nelle casse della regione Lazio. Questa grave crisi, che dura da ben piu’ di tre mesi e’ stata innescata da inchieste della magistratura su ammanchi di centinaia di milioni di euro, che hanno determinato, attraverso un perverso meccanismo amministrativo e giuridico, il blocco dei fondi per il pagamento dello stipendio dei dipendenti. Con tutto questo la crisi economica non c’entra; nemmeno la globalizzazione dei mercati e neppure lo spread. Questa e’ una storia di burocrazia sorda e insensibile, che fa pagare un gravissimo prezzo di ingiustizia, di incertezza e di sofferenza alle famiglie di 1500 dipendenti incolpevoli che, malgrado tutto, continuano a offrire ogni giorno assistenza e cura ai malati, e a pubblicare ricerche biomediche su riviste internazionali. Uno Stato civile che e’ tra i grandi dell’occidente, non puo’ tollerare questa palese ingiustizia e inefficienza del sistema. Nei giorni scorsi hanno fatto visita ai dipendenti dell’IDI il Presidente Napolitano, il Sindaco di Roma Alemanno, il Presidente della Provincia di Roma Zingaretti, l’onorevole Bersani, il senatore Marino. Tutti alla ricerca di una via giuridicamente corretta, per risolvere lo stallo in cui si trovano i dipendenti dell’IDI, che sono gli autori della eccellenza di questo ospedale e non hanno alcuna responsabilita’ degli ammanchi sotto inchiesta.

 

 
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L’ora di rompere le scatole

Post n°68 pubblicato il 07 Febbraio 2012 da antonio.facchiano
 

 

L’ora di rompere le scatole

 

Pagare il canone RAI è obbligatorio, ma siamo obbligati a pagare comprando a scatola chiusa. Rompiamo queste scatole una volta per tutte e pretendiamo di decidere noi per quali programmi televisivi paghiamo.

 

“Paga il canone RAI”; “Pagalo prima di incorrere in sanzioni”; “Pagalo perché è un tributo come tutti gli altri”; “Fallo perché devi farlo”;  “Fallo perché RAI è bello” ……

Io l’ho pagato, come ogni anno; in tempo per evitare anche la sanzione per i ritardatari; ma certo, la voglia un po’ mi passa quando vedo che con i miei soldi si paga la produzione de ”L’isola dei famosi”.

L’entusiasmo di pagare questo canone mi passa  completamente quando vedo pubblicizzato in prima serata il gioco d’azzardo del poker via internet, ipocritamente chiosato dal messaggio “Gioca con cautela”.

L’entusiasmo mi rimonta quando sento trasmissioni come “Il ruggito del coniglio” o quando vedo “Quelli che il calcio”.

Ma se ne torna via quando a “Ballando sotto le stelle”, trasmissione di punta della prima serata, si fa una gara di spogliarello, che col valzer, col quick-step e col tango ha ben poco a che fare. Squallido espediente per tenere su l’audience; espediente che con lo spirito familiare di questa trasmissione c’entra veramente poco.

La voglia di pagare il canone mi risale quando vedo Saviano a “Che tempo che fa” o il “Letterman Show” su RAI 5 .

Mi passa quando vedo e sento molte trasmissioni RAI televisive e radiofoniche che discutono quotidianamente l’oroscopo; mi passa  sapendo che io sto pagando quei professionisti che discutono con serietà del fatto che il capricorno oggi dopo pranzo non deve farsi trascinare in operazioni economiche spericolate e che solo dopo le 3 del pomeriggio gli tornerà la potenza sessuale temporaneamente smarrita, sempre ammesso che la luna non litighi con Giove.

I miei soldi di contribuente RAI vanno a finanziare anche questo, tutti i giorni, ogni giorno.

Beninteso, ognuno è libero di credere o non credere all’oroscopo, e non voglio certo impedire  a chiunque di esprimere le proprie opinioni; ma vorrei tanto sapere se questi maghi e cartomanti vanno alla RAI gratis o se sono pagati anche con i miei soldi.

 

Io ho pagato il tributo alla RAI perché mi piace che sia garantito il pluralismo delle voci nell’approfondimento giornalistico; perché mi piacciono i programmi d’intrattenimento fatti con intelligenza e perché è giusto sostenere un sistema televisivo pubblico, ma non voglio pagare il pessimo gusto o l’incentivazione dell’ignoranza o la volgarità, almeno non in prima serata.

Propongo che a chi paga il canone venga data la possibilità di  esprimere le proprie preferenze nei confronti delle trasmissioni RAI andate in onda l’anno precedente, liberandoci così dal perverso meccanismo dell’auditel, che ha una validità solo commerciale, e non è affatto un indice di qualità.

Se devo essere offeso dalla stupidità o dallo squallido calcolo commerciale della pubblicità fatta a qualunque cosa e a chiunque paghi, preferisco farmelo fare gratis da una televisione commerciale.

 
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Questioni di materia grigia

Post n°67 pubblicato il 20 Gennaio 2012 da antonio.facchiano
 

Questioni di materia grigia

Già qualcuno dice che le liberalizzazioni appena decretate rappresentino una svolta storica per il paese… Vedremo, non me ne intendo abbastanza. Per il momento avvocati, farmacisti, benzinai e tassisti sembrano davvero incavolati.

Però appare chiaro che sul fondo di questo barile ormai vuoto, raschiando raschiando qualche altra crosta si riuscirebbe ancora a tirar via. Mi riferisco per esempio alla sospensione del beauty-contest, cioè alla possibilità ancora tutta teorica, di assegnare a pagamento l’uso delle frequenze televisive digitali, che fino ad ora misteriosamente erano date in uso gratuito.

 

(vedi http://www.tvdigitaldivide.it/tag/beauty-contest-digitale-terrestre/ )

 

Qualche miliardo da lì si potrebbe senz’altro ricavare, evitando di prenderlo dall’IVA o dalla benzina. Sembrerebbe una cosa così ovvia e sensata, eppure è una materia difficile, controversa, né bianca né nera, ma decisamente grigia.

Vedremo.

E’ soprattutto questione di materia grigia cerebrale, e di volontà di usarla, questa materia cerebrale dono divino e dell’evoluzione.

 

Materia grigia che i ricercatori usano per cercare di arrestare il riscaldamento terrestre, per il quale avrebbero trovato la soluzione più ovvia. Per arrestare il riscaldamento della terra basterebbe raffreddarla.  Ora avrebbero capito come si può fare.

Geniale direi, assolutamente geniale
http://it.notizie.yahoo.com/blog/focus/la-molecola-che-raffredda-la-terra-074503749.html?nc

 

Materia grigia che deve essersi evaporata non tanto nella testa del comandante della Costa Concordia, ma piuttosto nella calotta cranica di chi ha preparato i piani di controllo e di sicurezza di quella nave, nelle mani di un unico uomo che ha potuto decidere indisturbato “l’inchino” all’isola del Giglio alla velocità doppia del normale e anche di notte.
http://it.notizie.yahoo.com/costa-concordia-troppo-veloce.html?nc

 

Possibile che su navi di questa portata non esistano controlli automatici che impediscano certe pazzie?

 

Che spreco di dolore e di lacrime!

Che spreco di soldi e di materia grigia, per le difficili operazioni di recupero e per prevenire un ulteriore disastro ecologico!

 

La Costa Concordia è stata al centro di molte altre sfortunate vicende come la mancata rottura della bottiglia al varo (brutto segno nell’ambiente), lo squarcio all’entrata del porto di Palermo, un passeggero caduto fuori bordo http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplRubriche/obliquamente/grubrica.asp?ID_blog=347&ID_articolo=46&ID_sezione=752

 

e altro http://www.youtube.com/watch?v=y55F2Gyw7Eg

Ma qui non si può parlare di sfortuna; il suo naufragio e i tanti morti sono il frutto di mancanza di controlli, insufficiente programmazione delle procedure di sicurezza, e sistematica dissennata inosservanza delle regole.  

 

 

 
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Appello dei piccoli ai grandi del mondo

Post n°66 pubblicato il 26 Marzo 2011 da antonio.facchiano
 

Appello dei bambini ai grandi del mondo

 

Appello dei bambini ai potenti; in un mondo nel quale i piccoli mostrano una maturità disarmante e ci richiamano esplicitamente e apertamente alle nostre responsabilità.

 

In rete si trova il video dell’intervento della dodicenne Severn Suzuki alla Conferenza ONU sull’ambiente e lo sviluppo di Rio de Janeiro (giugno 1992). Ne esistono molte copie; una è consultabile all'indirizzo

http://video.libero.it/app/play?id=96a6f95240469bdbed08f833dbc08b25

 

Severn legge per sei minuti  un messaggio nel quale fa un'analisi lucidissima dello scempio che noi grandi stiamo facendo del suo futuro.

Queste parole si scolpiscono nella mente di chi le ascolta, parole pronunciate pochi anni dopo Chernobyl, tragicamente attuali ancora adesso e drammaticamente profetiche, poiché pronunciate da una bambina canadese di origine giapponese.

Di questa ragazzina parlano almeno duecentomila pagine internet. Oggi più che mai quelle sue parole meritano di essere riascoltate, scandite allora con un coraggio commuovente, lanciate come aperta sfida sui visi impietriti dei delegati ONU;  parole che culminano nella frase “Voi state decidendo in quale mondo NOI dovremo crescere” (minuto 5.34 del discorso). Il corrispondente video su youtube 

http://www.youtube.com/watch?v=IC8zH5dkslY&feature=player_embedded

risulta visto quasi 500mila volte.

Troppo poche, evidentemente.

Antonio Facchiano

da www.agoramagazine.it

... a ben vedere, le visualizzazioni  di questo video sono molto piu' di 500 mila; ma ancora non abbastanza

 
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Nuvole radioattive: ma un rischio c’è.

Post n°65 pubblicato il 24 Marzo 2011 da antonio.facchiano
 

Nuvole radioattive: ma un rischio c’è.

Sta giungendo nei cieli europei la nuvola che trasporta, sebbene diluita, la radioattività da Fukushima. Niente allarmismi, tuttavia la sua presenza pone degli interrogativi sulla salute pubblica, ai quali bisogna dare risposte oneste.

Su Internet centinaia di pagine sono dedicate alla nuvola radioattiva che dal Giappone si allarga sull’intero globo.

Alcune pagine ne parlano in maniera equilibrata  (http://gogreen.virgilio.it/news/ambiente-energia/nube-radioattiva-arriva-italia-nessun-rischio-esperti.html) ;

 

altre minimizzano la cosa  (http://www.focus.it/Scienza/news/la-nube-radioattiva-di-fukushima-arriva-in-italia-le-cose-da-sapere_22032011_2355.aspx);

altre ancora ne parlano con toni pacati e rassicuranti   (http://www.notiziae.com/nube-radioattiva-in-arrivo-sullitalia-le-radiazioni-saranno-minime_3631/;  http://magazine.quotidiano.net/ecquo/ecquo/2011/03/23/oggi-nube-radioattiva-sullitalia-ma-la-dose-di-radioattivita-e-irrilevante/ ).

 

Qualcuno, smentito ora clamorosamente, 5 giorni fa aveva categoricamente escluso la possibilità che la nuvola arrivasse fino a noi  (http://meteolive.leonardo.it/news/In-primo-piano/2/Nube-radioattiva-in-Giappone-nessun-rischio-per-l-Italia-/32145/ ).

 

Certamente non bisogna generare allarmismi, però una riflessione è necessaria: per esempio, nessuno dice (e forse nessuno sa) per quanto tempo la nuvola radioattiva resterà in circolazione. C’è da credere che almeno finché le centrali a Fukushima continueranno a fumare, la radioattività continuerà a riversarsi nell’ambiente e la nuvola continuerà ad aggirasi, più o meno diluita, sulle teste di tutti gli abitanti del mondo, continuerà a scaricare ioni molto radioattivi (seppur pochi) nel ciclo della catena alimentare inquinando tutti gli uomini, tutti gli animali, tutti i pesci, tutti i vegetali, tutta l’acqua e tutta l ‘aria. Dunque la nuvola è diluita, ma girerà sulle nostre teste per almeno due-tre settimane, forse più. Niente allarmismi, d’accordo, ma presentare questa nuvola come se trasportasse solo un temporale primaverile passeggero è sbagliato e può generare assuefazione, può abbassare i livelli di guardia rischiando di far credere che l’inquinamento radioattivo si possa tollerare e che non sia di per sé un fatto molto grave, che non abbia ripercussioni a lungo termine sulla salute di tutti, inducendo tumori e malformazioni genetiche, per le quali non esistono cure.

Un rischio di questa nuvola radioattiva è che l’ignoranza genuina o quella ideologica, l’ignoranza di buona o quella di cattiva fede, faccia presto dimenticare questo incidente e faccia diluire, oltre alla radioattività, anche la consapevolezza che terremoti e tsunami non si potranno mai evitare, ma molti morti, molti tumori e molte sofferenze si potrebbero evitare rinunciando al rischio nucleare e controllando con più convinzione tutte le altre fonti di inquinamento.

Il rischio è che non si abbia la buona volontà di imparare dagli errori del passato e non si faccia nulla per costruire un futuro migliore, continuando bovinamente a testa bassa a sversare veleni, sordi e ciechi ai segnali dei tempi.

 

da  www.agoramagazine.it

 
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I bambini che salveranno l’Italia

Post n°64 pubblicato il 13 Dicembre 2010 da antonio.facchiano
 

I bambini che salveranno  l’Italia

 

Le sorti si capovolgono: nel  paradosso che ci siamo costruiti, saranno i bambini di oggi a salvarci fra 30 anni.

 I bambini che salveranno l’Italia potrebbero non essere solo quelli che stanno per nascere in queste ore e che, nel caso decidessero di ritardare  di qualche ora, consentirebbero alle tre deputate Giulia Bongiorno, Giulia Cosenza e Federica Mogherini di votare la sfiducia al governo Berlusconi il 14 dicembre 2010, aprendo forse la nuova era politica che sembra non più procrastinabile.

Le sorti dell’Italia, ma certamente anche le sorti del mondo intero, sono davvero legate ai bambini che nascono ogni giorno e che si accolleranno fra 30 anni, loro malgrado, l’onere di ripulire il mondo e il mare avvelenati dai rifiuti tossici e dai pesticidi, e malediranno in cuor loro la miopia e la dissennatezza dei loro padri.

La nostra vecchiaia  sarà sostenuta dai piccoli che nascono, loro malgrado,  in questi mesi e in questi anni di  crisi, di precariato, di doveri disattesi, di diritti ignorati, di affarismo politico.

Speriamo che questa crisi dia ai nostri piccoli più saggezza di quella che abbiamo ricevuto noi; preghiamo perché a noi, ormai innocui e inutili vecchi,  non stacchino la spina troppo presto, per liberarsi di noi e della nostra infinita stupidità.

 
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PRESI ALLA GOLA

Post n°63 pubblicato il 24 Ottobre 2010 da antonio.facchiano
 

Cos’altro è necessario vedere per convincersi che gli amministratori di tutti i colori che si sono avvicendati, sono incapaci di gestire il problema rifiuti a Napoli?  Cos’altro è necessario vedere per convincerci di questo?

 

Non bastavano le montagne di rifiuti che hanno sbattuto il peggio di Napoli e dell’Italia in prima pagina sui quotidiani di tutto il mondo.

Non bastava il maleodorante disagio.

Non bastava lo sguardo dei piccoli che chiedono  perché ai quali i grandi non sanno rispondere.

Non bastava il danno incalcolabile alla salute, il danno economico, il danno di immagine che offende la dignità di un popolo intero.

Non bastavano gli scontri,  i feriti e gli arresti, inimmaginabile esito di una guerra surreale, nata su-  e per- la  spazzatura.

Non bastava lo spreco di volontà , di lacrime, di grida, di sangue anche, spesi per le montagne di spazzatura che altrove, a poche centinaia di chilometri di distanza, rivivono riciclate o silenziosamente  spariscono in maniera pulita diventando energia pulita.

Non bastava tutto questo.

Ora, dopo il danno, anche la beffa. La presidente della Commissione d'inchiesta parlamentare europea, Judith Merkies, dichiara che l’Italia non avrà accesso ai 145 milioni di euro promessi, visto il modo di gestire il problema rifiuti e vista l’intenzione di aprire una discarica nel parco del Vesuvio  http://temporeale.libero.it/libero/news/2010-10-22_122566398.html     http://www.apcom.net/newspolitica/20101022_181034_17b769f_100776.html

 

Il Presidente Berlusconi ha deciso legittimamente di chiedere i danni alla giornalista Milena Gabanelli per le affermazioni riportate nella trasmissione Report del 16 ottobre 2010 (http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2010/10/22/rai_berlusconi_cita_report_per_danni.html). Lo Stato  che garantisce i doveri e difende i diritti è esattamente questo.

Ma c’è qualcuno che sappia indicare il nome delle persone alle quali chiedere una qualche forma di risarcimento per questi danni materiali e morali, collegati alla manifesta incapacità di gestire il problema rifiuti a Napoli?

In questo girone infernale nel quale la responsabilità è di tutti e dunque è di nessuno, il problema non si risolverà, finché non si identificherà il/i responsabile/i a cui chiederne conto.

 
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Ovvie ipocrisie

Post n°62 pubblicato il 11 Giugno 2010 da antonio.facchiano
 

Ovvie ipocrisie

Propongo una lista delle ipocrisie più oggettive e indiscutibili, su cui penso possiamo essere tutti d'accordo al di là delle personali convinzioni politiche, e che saltano agli occhi. E’ una lista sicuramente incompleta…

 -1)  Ipocrisie sono le automobili costruite per andare a 200 km all’ora quando su nessuna strada è  consentito superare i 130 km all’ora.

-2)   Ipocrisie sono i limiti di velocità quando non c’è alcun modo per fermare chi li supera, e i vigili si stringono nelle spalle, impotenti.

- 3)  Ipocrisie sono le sigarette che uccidono, vendute anche dallo stato, per fare soldi.

-4)   Ipocrisie sono le belle parole in televisione, mentre la nazione va a rotoli per manifesta incapacità della classe dirigente.

-5)   Ipocrisie sono i tagli ai servizi per risparmiare, mentre basterebbe eliminare le 600 mila auto blu che ci costano 20 miliardi all’anno, eliminare le amministrazioni provinciali e le migliaia di assessori e consiglieri comunali inutili, arginare la corruzione  e il sottogoverno.

-6)   Ipocrisie sono le parole a favore della giustizia, declamate in televisione da persone sotto processo e dette come poesie imparate a memoria.

-7)   Ipocrisie sono le parole contro le stragi del sabato sera, che si potrebbero prevenire.

-8)   Ipocrisie sono i crolli isterici delle borse mondiali, pronte a risalire euforiche dopo 48 ore.

-9)   Ipocrisie sono le tasse da pagare, se gli evasori restano impuniti.

-10) Ipocrisie sono il sostegno alla scuola, i cui edifici poi crollano a pezzi.

-11) Ipocrisie assassine sono le politiche che non aiutano la prevenzione e la diagnosi precoce delle malattie.

-12) Ipocrisie sono le energie nucleari senza le rinnovabili. 

-13) Ipocrisie sono gli ospedali che ricoverano i pazienti nei corridoi.

-14) Ipocrisie sono le leggi che non vietano il sale aggiunto, lo zucchero aggiunto, i grassi aggiunti, i pesticidi che avvelenano le falde acquifere.

-15) Ipocrisie sono le pubblicità menzognere.

-16) Ipocrisie sono la conoscenza e la formazione, affidate alla pubblicità.

-17) Ipocrisie sono tutte le strumentalizzazioni e le lacrime di coccodrillo dei potenti immobili.

-18) Ipocrisie sono i condoni.

-19) Ipocrisie sono i sindaci con la fascia tricolore, ai funerali di stato di chi muore per la disonestà o la strafottenza di chi dovrebbe controllare e prevenire.

-20) Ipocriti sono gli aiuti ai paesi del terzo mondo.  Sono solo menzogne consapevoli, che  servono a sciacquare la coscienza  dei paesi ricchi che cono poco sforzo potrebbero fare  molto di più. E l'anestesia delle menti sopisce i sensi di colpa.
-21) Ipocrite sono le promesse di trasparenza, fino ad ora solo chiacchiere.
-22) Ipocrisie sono gli acquedotti bucati.


 
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FIGO SPAZIALE

Post n°61 pubblicato il 06 Maggio 2010 da antonio.facchiano
 

Figo spaziale

 

Lo so, non ho più l’età per queste cose, ma l’età è un affare soggettivo. L'età che si ha è quella che si sente.

E  a me stasera mi va di vestirmi così.

Ho comprato un pantalone di pelle verde. L’ho trovato usato,  a 5 euro su una bancarella di Porta Portese.

Fighissimo, ma di due taglie più piccolo. Pazienza, starò con la pancia retratta. E poi può essere un buon incentivo a perdere qualche chilo. Sarà attillato quanto basta nei punti giusti.

Sulla stessa bancarella per 2 euro ho trovato anche una camicia leopardata.

Praticamente è di plastica, ma la fantasia è stupenda. Suderò come una capra. Pazienza

Completano l’opera un paio di scarponi neri con la para, occhiali scuri, al collo una catena di peltro di mia moglie,  e gel, tanto tanto gel nei capelli.

Mi guardo allo specchio. Abbasso un po’ gli occhiali sulla punta del naso e incrocio lo sguardo con un avanzo di galera che mi squadra con strafottenza, senza avere il fisico per farlo.

Perfetto.

Mi copro con un impermeabile. Non voglio dare nell’occhio.

E salgo in macchina.

30 minuti; le strade sono semideserte, è tardi e piove, fortunatamente  non c’è nessuno in giro.

Salgo al terzo piano; dietro alla porta chiusa si sentono delle voci. Suono con impazienza. Mi viene ad aprire Marylin; stenta qualche secondo a riconoscermi, poi mi dice:

Entra figo spaziale!

Dentro, la festa è appena iniziata.

 

 

 
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Gli esperti del campo

Post n°60 pubblicato il 28 Febbraio 2010 da antonio.facchiano
 

Gli esperti del campo

Terremoti, economia... le cronache dimostrano che gli esperti non bastano.

 

Il 3 febbraio 2010, dopo la scossa che ha devastato Haiti, qualcuno aveva elencato le zone  nelle quali avverrà la prossima grande scossa, dimenticando di citare la regione a ovest del Cile (http://it.notizie.yahoo.com/blog/cronaca/articolo/21735/2/#top-comments-nav), vittima in questi giorni di uno dei terremoti più catastrofici  mai registrati…...

Gli esperti economisti che reggono le sorti dell’economia mondiale …. proprio quelli che  non hanno saputo o voluto fare nulla per evitare questa crisi economica (prevedibile ed evitabile) sono ancora tutti lì ad analizzare, discutere, dibattere, trovando termini tecnici per giustificare la loro inappropriatezza  …..

Gli esperti parlano e discutono molto di tutto quello che non va,  e lo fanno  con passione a tutte le ore, su tutti i canali televisivi e su tutte le testate giornalistiche, persino in Parlamento; ma poi tutto resta uguale e le denunce giornalistiche rimbalzano tornando mestamente al mittente, come palline da ping-pong.

Gli esperti,quelli responsabili delle politiche della sicurezza e della giustizia dello Stato, tollerano centinaia di miliardi all’anno di corruzione e  di evasione. Poi però lavano la coscienza dello Stato pompando il legittimo orgoglio per la inaugurazione in Italia di  un centro oncologico (il quarto nel mondo) che pratica la adroterapia, nuova arma di frontiera contro i tumori,  nuova speranza per migliaia di pazienti (http://www.ilgiornaledelfriuli.net/2010/02/16/un-raggio-brucera-i-tumori-si-chiama-adroterapia-a-pavia-primo-centro-italiano/). Questo centro è costato davvero poche misere briciole rispetto all’enormità della corruttela e dell’evasione. Ne siamo tutti orgogliosi, ma purtroppo non redime tutto il resto …

… e poi senti Gino Strada, fondatore di Emergency, che dice cose del tutto sensate e profondamente umane (come la sua difesa senza tentennamenti della salute e della sanità gratuita come diritti universali della persona) che però suonano scomode e che nessun governo centrale condividerà mai. E non le dice solo con la bocca ma con tutto il suo corpo incurvato dalla fatica giornaliera che gli si legge sul volto  … e ti senti piccolo e soprattutto inutile.

 
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Forse ci dovremmo un po' incazzare

Post n°59 pubblicato il 15 Febbraio 2010 da antonio.facchiano
 

Forse ci dovremmo un po’ incazzare  


I cittadini de L’Aquila protestano con cartelli al collo (http://ilcentro.gelocal.it/multimedia/home/23055944/1/3) con su scritto: ”Io alle 3 e 22 non ridevo" ( vedi altre news  http://it.notizie.yahoo.com/7/20100214/tts-l-aquila-in-piazza-nella-zona-rossa-c8abaed.html).

E’ nato anche un gruppo su facebook  (http://www.facebook.com/group.php?v=wall&ref=search&gid=302288078330) intitolato “Quelli che alle 3.32 non ridevano” (http://www.corriere.it/cronache/10_febbraio_15/caccia-protesta-contro-sciacalli_ec71a872-19ff-11df-8cad-00144f02aabe.shtml )

Queste sono notizie col sapore amaro della sconfitta della civiltà; notizie che fanno male a chi crede nella democrazia, nella giustizia e nella solidarietà.
Gli scandali sessuali di personaggi influenti, pur clamorosi, sono aspetti secondari, tutto sommato; ma le intercettazioni che svelano il cinismo delle iene ridens, degli sciacalli che ridono sulle sventure del prossimo, sbavando  e affilando i propri denti  (
http://www.agi.it/news/notizie/201002111924-cro-rt10303-g8_maddalena_intercettazioni_imprenditori_ridono_del_terremoto) pronti ad approfittarne, aprono uno squarcio fetido sugli appetiti di imprenditori senza scrupoli e sul rischio di corruzioni e clientele. Questi rischi ridicolizzano la favola della mancanza delle risorse economiche per combattere precarietà, povertà, ingiustizia, malasanità.  Favoletta raccontata da tutti i governi e alla quale, francamente, non crede più nessuno. Secondo il Sole24ore del 12 febbraio ( http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2008/02/corruzione-italia-brucia--miliardi.shtml?uuid=5994a372-d93f-11dc-864a-00000e251029&DocRulesView=Libero ) la corruzione in Italia costa circa 50 miliardi di euro all’anno, pagati dai cittadini onesti che pagano le tasse. 50 miliardi  all’anno sarebbero sufficienti a risanare i bilanci della scuola pubblica e della giustizia, e a dare una boccata di ossigeno alla sanità pubblica mortificata, ai servizi sociali, ai trasporti dei pendolari spesso ammassati nei treni e nelle metro come bestiame da macello.
Forse ci dovremmo  incazzare un po’ di più quando fatti come questi (che pure avvengono tutti i giorni a tutte le latitudini) vengono smascherati e diventano pubblici. Ma qui si arrabbiano solo i cittadini perbene, che sono senza alcun dubbio la stragrande maggioranza, ma non hanno più alcun potere di decisione, di veto, di indirizzo.
Qualcuno alza un po' la voce, ma l'unico risultato è la vendita di qualche copia in più dei quotidiani e l'aumento dell'audience di telegiornali e altre trasmissioni televisive, ma poi, dopo qualche sfuriata, tutto torna nella quieta e muta tranquillità melmosa nella quale sguazzano i coccodrilli.
Dovremmo certamente incazzarci di più di fronte a tutto questo, ma è pur vero che ognuno ha i suoi problemi di sopravvivenza quotidiana, e perciò domina ovunque una sorta di fatalismo nel quale a sera ognuno è soddisfatto se è riuscito almeno a sopravvivere. E come dargli torto?
Ecco perché davanti a questo scempio dovrebbe incazzarsi soprattutto e innanzitutto lo Stato, con le sue istituzioni, i suoi uomini, la sua forza, la sua credibilità.
Con le sue leggi, quelle giuste e condivise; quelle che azzerano i furbi e disinnescano le loro trappole.

 
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La democrazia dei furbi e la saggezza dei giovani

Post n°58 pubblicato il 12 Febbraio 2010 da antonio.facchiano
 

La democrazia dei furbi e la saggezza dei giovani

Questa crisi globale e locale avrebbe potuto e dovuto giustificare severe sanzioni nei confronti dei responsabili di inefficienza, inettitudine e interesse privato; avrebbe richiesto un maggiore impegno nella lotta contro la evasione fiscale (in Italia); avrebbe potuto giustificare una lotta finalmente seria ai traffici illeciti planetari che ingoiano miliardi di dollari e milioni di vite; avrebbe richiesto coraggio legislativo e istituzionale che nessun parlamento ha dimostrato. Avrebbe potuto giustificare il ricambio della classe dirigente e politica italiana. Avrebbe richiesto fermezza, lungimiranza e unità di intenti da parte dei sette o otto o venti grandi della terra. Questa crisi avrebbe potuto essere la migliore occasione per rinascere, e costruire nuove regole globali, e passare magari, qui in Italia,  finalmente alla terza repubblica. Una crisi così grave poteva essere l'occasione per declassare i furbi, in nome di una urgenza di pulizia non più procrastinabile.  Avrebbe potuto fare piazza pulita dei disonesti, sempre pronti a lucrare  sugli appalti, perfino di quelli della protezione civile (http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Appalti-G8-gip-Firenze-Una-storia-di-ordinaria-corruzione_4330247.html )

 E invece stiamo qui a sperare almeno nella saggezza dei giovani.

 
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I brividi della terra di Haiti

Post n°57 pubblicato il 14 Gennaio 2010 da antonio.facchiano
 

I brividi della terra di Haiti

I brividi della terra che trema ad Haiti come a L'Aquila  lasciano sangue, macerie, puzzo di morte... e seminano la paura in chi è sopravvissuto. 

Di fronte alle immagini che arrivano da Haiti, di fronte alle stime apocalittiche  sul numero  di morti, nella mente di chi come me guarda da lontano, seduto davanti al televisore, si fa strada una domanda, sempre la solita:

cosa posso fare io?

C'e' chi salta sull'aereo e con Emergency, Croce Rossa, Medici Senza Fontiere e tanti altri  va li' a dare una mano. Ma per la maggior parte restiamo muti, a guardare. Aiutare con qualche soldo sì, certo, ma i soldi non possono bastare. Cosa possiamo fare per dare una mano ora e per evitare che altri uragani, altri terremoti, altri tsunami facciano tanto male ?

Non lo so. Questo è un caso tipico che ci mette davanti, con tragica crudeltà, l'immagine del nostro effimero potere, della nostra totale, cosmica impotenza. Una impotenza che oltreche "tecnica" , forse è anche culturale e mentale. Altrove (in Giappone forse)  questo terremoto non avrebbe fatto vittime, forse; ulteriore conferma della nostra impotenza nel cambiare i piani del destino.

Non mi piace autocitarmi, ma mi viene in mente una mia poesia da "Voli di linea":

Quel dolore

Questo dolore / che ti taglia e spezza le punte dell'anima/ e vorresti proprio non averla/ e non sentire / i pezzi lacerati. / E questo martello / che batte i suoi colpi / campana di morte e di letizia / e spento lo vorresti / nel petto. / E questa vita / che piano piano sfuma / e non hai fatto in tempo

 

 

 
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Eco-grafie - Nucleare: la polpetta avvelenata

Post n°56 pubblicato il 09 Dicembre 2009 da antonio.facchiano
 

Eco-grafie -  Nucleare: la polpetta avvelenata

 

In quale mondo vogliamo che vivano in nostri figli? Qualunque esso sia, non illudiamoci: è quello che oggi stiamo costruendo noi


Da tempo si parla ormai apertamente di rinascita dei piani per il nucleare civile in Italia (http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/debiti-enel-nucleare.pdf; ) e del ritorno del nucleare sul suolo italiano (http://www.ilgiornale.it/esteri/le_centrali_nucleari_sabotiamole/09-12-2009/articolo-id=405490-page=0-comments=1 ). 
Si parla del ritorno di un nucleare di generazione  più  sicura di quella di Chernobyl, ma pur sempre di un nucleare non ancora del tutto privo di rischi; di un nucleare che produce ancora troppe scorie che non sappiamo come trattare  e dove accumulare; di un nucleare  che comunque non ci darebbe la necessaria autonomia energetica, visto che sul suolo italiano non esistono miniere di uranio o di altri combustibili nucleari; di un nucleare che appare più come una condanna inevitabile che non piuttosto una libera scelta.
Su temi così delicati le convenienze economiche spicciole devono essere lasciate da parte; su questi temi, guardare al vicino futuro, quello che sarà tra 10 o 20 anni, è solo un atteggiamento colpevole e miope. 
E qui non c'entra il fatto di essere di sinistra o di destra, pro- o anti- Berlusconi, verdi o non-verdi, liberisti o non-liberisti, democratici o non-democratici.
Con la salute e la vita delle persone non si può scherzare, soprattutto con la salute e la vita di chi non c'è ancora e sarà su questa terra quando noi ce ne saremo andati.  Il discorso equivale un po' a quello sulle mine anti-uomo e sulle cluster-bomb, lasciate inesplose nel terreno, in ex-Jugoslavia, Cambogia, Iraq,  Libano, che
continuano a fare vittime a tanti anni di distanza dalla fine delle varie guerre (http://www.senzasoste.it/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=4336 ) e che si aggirerebbero intorno alle 100 milioni di unità in 62 paesi, secondo stime  ONU (http://www.volint.it/scuolevis/commercio%20armi/mine.htm#Un%20problema%20ancora%20aperto ).
Costruire centrali nucleari  adesso è un po' come lasciare polpette avvelenate alle generazioni future; è una rogna da risolvere (anche per quanto riguarda il costosissimo smantellamento) che lasciamo nelle incolpevoli mani dei nostri figli; è un atto incomprensibile; sopratutto quando tutto questo avviene in aperto contrasto con la dichiarata volontà del popolo rispetto al nucleare (vedi
referendum del 1997   http://www.zonanucleare.com/questione_scorie_italia/referendum_nucleare_1987.htm ).
Il ritorno del nucleare può avvenire solo se viene sancito da un nuovo referendum e se questo avvenisse ce ne faremmo democraticamente una ragione. Ma adesso mi piacerebbe conoscere  quali siano i vincoli costituzionali che impongono al legislatore di attenersi all'esito referendario. Non so se ci siano scappatoie che diano la possibilità di aggirare il verdetto, ma è innegabile che è questo ciò che sta accadendo. Sotto gli occhi impotenti della intera comunità.
Certo è che appare surreale che mentre il resto del mondo pensa ad una rivoluzione verde,  mentre tutte le nuove tecnologie sono rivolte all'aumento della efficienza energetica, alla produzione di energie da fonti rinnovabili, ad uno sviluppo che non inquini e non lasci scorie che i nostri figli dovranno gestire .... , è surreale che il nostro paese pensi di nuovo al nucleare,  non  avendo neppure una sua propria tecnologia e una sua propria proposta e dunque che pianifichi di affrancarsi dalla schiavitù del petrolio per diventare dipendente dall'uranio e dalla tecnologia di altri.
Il nucleare che si svilupperà fra 30 anni magari sarà diverso, ma quello attuale  è sporco, attinge a riserve di combustibili tutto sommato limitate, è costoso, inquinante, non ci dà autonomia energetica, è molto rischioso per la salute. 
E' nel presente che si costruisce  il futuro; lo sviluppo, la civiltà, l'economica, la ricchezza non possono essere obiettivi da raggiungere a "qualunque" costo.  C'è un limite al costo che siamo disposti a pagare e poiché lo pagheremo noi e i nostri figli, siamo solo noi che possiamo decidere.
In quale mondo vogliamo che vivano in nostri figli? Qualunque esso sia, non illudiamoci: è quello che oggi stiamo costruendo noi.

 
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Processo breve e altre cambiali firmate in bianco.

Post n°55 pubblicato il 29 Novembre 2009 da antonio.facchiano

Processo breve e altre cambiali firmate in bianco.

Ma la democrazia non è una cambiale firmata in bianco.

 

 

Sarebbe bello e anche molto democratico poter comunicare direttamente ai politici il prezzo che siamo disposti a pagare.

Lo sappiamo bene; ogni cosa ha un costo. Persino le operazioni chirurgiche hanno un rischio intrinseco imponderabile e inevitabile. Però mi chiedo:  chi deve decidere la soglia di accettabilità?

L’intervento chirurgico non si fa se il rischio associato è troppo alto. E l’ultima parola non ce l’ha il chirurgo (cioè chi fa l’operazione) ma il paziente; cioè, decide colui che subisce l’operazione, colui che in prima persona paga il prezzo che lui stesso ha deciso di definire accettabile. Ormai nessuna terapia può essere praticata senza il consenso informato del paziente. 

Invece nelle dinamiche politiche e sociali invece succede che il legislatore applichi le terapie senza alcun consenso informato, e  decida il "costo accettabile" di ogni legge che approva senza poi condividerne alcun tipo di costo, se non quello di una generica “responsabilità politica”. Esempi ce ne sono a centinaia, inclusi quelli dei tagli ai finanziamenti dei servizi pubblici, tagli che ai parlamentari legislatori creano forse pochi disagi perché il legislatore usufruisce probabilmente molto poco dei servizi pubblici (asili pubblici, trasporto pubblico, sanità pubblica, scuola pubblica, edilizia pubblica, sicurezza pubblica, verde pubblico, sport in strutture pubbliche etc).  Per qualche motivo, prendere decisioni gravi è molto più semplice se non se ne devono pagare le conseguenze. Alcuni pensano che bravi politici siano quelli con le palle, quelli che hanno il coraggio di fare scelte impopolari. Io credo che i bravi politici siano quelli che, senza mistificazioni, rendono condivise le scelte che sono necessarie ma impopolari.

In un tempo super tecnologico come il nostro, il potere dato dagli elettori agli eletti non può essere una cambiale firmata in bianco. Almeno per le leggi più importanti, il parere popolare (quello di milioni di persone, non quello sfiatato di un esiguo campione rappresentativo) dovrebbe essere richiesto spesso, diciamo mensilmente, magari attraverso un SMS, e tenuto in qualche considerazione.

Se ci fosse stato chiesto, forse avremmo comunicato che del digitale terrestre nessuno sentiva il bisogno (nessuno tranne le agenzie di pubblicità, le televisioni e i fabbricanti di televisori); forse avremmo anche comunicato che non eravamo disposti a pagare il prezzo dell’indulto mentre avremmo pagato volentieri il prezzo per la costruzione di nuove carceri e di più moderni programmi riabilitativi; forse avremmo comunicato il nostro dissenso a pagare il salvataggio dell’Alitalia con i soldi sottratti a progetti di ricerca scientifica   ref 1 ,   Ref 2 , Ref 3 ; forse l’Alitalia poteva essere salvata con i soldi  ricavati dal recupero dell’evasione fiscale; se ce lo chiedessero  forse diremmo che ci piacerebbe investire il costo del ponte di Messina in edilizia antisismica, energia pulita e difesa dell’ambiente. Forse avremmo indicato già da molti anni il taglio delle poltrone come un modo per evitare sprechi e clientele, recuperare fondi e migliorare la efficienza della pubblica amministrazione.

Se ce lo chiedessero diremmo cosa pensiamo della giustizia e della assoluta necessità di garantirla a tutti.

 
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Qualcosa mi dice che non riusciremo a volare

Post n°54 pubblicato il 18 Novembre 2009 da antonio.facchiano
 

Qualcosa mi dice che non riusciremo a volare  (da “Muoviti” di Renato Zero)

 

Renato Zero nella sua canzone “Muoviti”  dice “Qualcosa mi dice che non riusciremo a volare più” .

Io invece ci provo ad alzarmi in volo e  galleggiare nell’aria a 500 metri  sulla mia testa, sopra tutti i fumi e i veleni che ci uccidono lentamente, sopra i rumori che agitano i nostri nervi.

Da quassù vedo una Italia surreale nella quale invece di sostenere fieramente il “merito” si scudano i capitali  detenuti illegalmente all’estero, si “indultano” gravi crimini di sangue, si vorrebbe mandare  in prescrizione  i reati invece di dare certezza di giudizio in tempi ragionevoli, si vorrebbe cambiare le regole senza ampi consensi; una Italia nella quale si muore di spazzatura per colpa di tutti e di nessuno; una Italia nella quale la maggioranza al governo ha le idee fin troppo chiare su cosa fare, e la opposizione strepita in preda ad  agitazione inconcludente.

In questa Italia siamo costretti nostro malgrado a “scudare” e “indultare”, siamo costretti a fare il test antidroga ai nostri parlamentari; il Presidente della Repubblica ripete fino alla nausea che la ricerca e i ricercatori sono trainanti e poi il governo taglia 80 milioni di fondi già destinati alla ricerca  , ….

La vita quotidiana in Italia rassomiglia sempre di più ad una  trama Pirandelliana, nella quale si confonde la ricchezza (che ci mette al sesto posto tra i paesi più ricchi  )  con il benessere e la qualità della vita, che non hanno nulla che fare con la ricchezza .

Questa Italia ha ospitato in questi giorni  un vertice FAO contro la fame,  amaro e clamoroso fiasco politico che ha  dimostrato una volta di più la totale insensibilità di tutto il mondo cosiddetto ricco verso la morte e la povertà del terzo mondo.

Da qui, a 500 metri di altezza provo a guardare un po’ avanti, con la speranza di vedere qualche schiarita prima o poi, forse una c’è,  ma c’è anche tanta nebbia, tanta nebbia…

Davvero a Pirandello gli facciamo un baffo !

 
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Cercasi cocaina in Parlamento

Post n°53 pubblicato il 06 Novembre 2009 da antonio.facchiano
 

Cercasi cocaina in Parlamento.

 

La notizia oggi NON è che la cocaina ci sia o non ci sia nel parlamento italiano. Questa notizia la leggeremo fra qualche tempo, forse.

La notizia oggi è che ormai si ritiene necessario o utile  sottoporre i parlamentari a un prelievo (volontario) per poter difendere la onorabilità dell’Istituzione Parlamento, sulla quale pesa, evidentemente, qualche sospetto.

Lo fa capire esplicitamente il sottosegretario Giovanardi  (Adnkronos, 5 novembre 2009) (http://it.notizie.yahoo.com/7/20091105/tts-test-anti-droga-ai-politici-senatori-c8abaed.html), annunciando che presto inizierà una campagna di prelievi volontari tesi a  verificare se ci sia  consumo di cocaina tra i parlamentari italiani.

Io penso che sia una buona idea; tuttavia questi  esami, anche se volontari, dovrebbero almeno essere proposti senza preavviso, all’ingresso del Parlamento, una mattina qualunque, e non certo preannunciati con giorni  di anticipo in una conferenza stampa. E’ vero che l’esame dei capelli  rivela l’uso nei 30 giorni precedenti al prelievo, ma l’effetto sorpresa sarebbe sicuramente più efficace.

Certamente, se non si commette alcun reato ognuno è libero di divertirsi come vuole. Ma dopo alcuni gravi incidenti finiti sulle prime pagine dei giornali, da tempo (almeno dal 2007)  (http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/cronaca/droga/droga/droga.html) si discute se rendere obbligatorio il test del consumo di droga  per gli autisti di treni o autobus o per i piloti degli aerei,  perché queste categorie professionali  potrebbero causare lesioni gravissime ai passeggeri se guidano sotto l’effetto della droga. Sembrerebbe che tutti siano d’accordo, ma al momento non ho capito se questa legge sia stata approvata  (http://vitaeurope.org/news/view/92915) e sia ora attiva in tutta Italia (http://iltirreno.gelocal.it/dettaglio/autisti-da-gennaio-i-test-anti-droga/1566205).

L’impressione è che questa regola si dovrebbe estendere anche agli amministratori pubblici e ai  parlamentari. Anche i parlamentari sono degli autisti; guidano l’intero paese!

Viste le minoranze risicate con le quali a volte si approvano leggi anche molto importanti, se una parte anche piccola di parlamentari legiferasse sotto l’effetto della cocaina, si potrebbero causare lesioni gravissime all’intero paese, rischiando di farlo andare fuori carreggiata.

Obbligatorio, obbligatorio. Il test sui parlamentari io lo vorrei obbligatorio.

 

 

 
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Vaccinazione H1N1: Tra squali e squalene

Post n°52 pubblicato il 03 Novembre 2009 da antonio.facchiano
 

Vaccinazione H1N1: Tra squali e squalene.

 

Nessuno conosce la verità sui rischi effettivi del vaccino anti H1N1.

In fondo il fatto grave è proprio questo. Ognuno dice la sua e nessuno ha un credibilità tale da poter affermare qualcosa senza che qualcun altro possa dire il contrario con altrettanta  credibilità.

Se si fa un giro in internet, digitando le parole chiave “vaccinazione”, “squalene”, “H1N1”, si trovano migliaia di siti  che parlano e sparlano del vaccino.

In rete si dice che uno degli adiuvanti presenti nel vaccino che si vende in Italia sia lo squalene , l’adiuvante  che, in base ad attendibili studi , sarebbe responsabile della Sindrome del Golfo nei militari americani, anche se non tutti sono d’accordo.

In rete si dice che lo squalene non e’ presente nei vaccini venduti negli USA e ci si chiede come mai l’Italia abbia acquistato quello con lo squalene. Si dice che in Germania  ci siano addirittura due forniture diverse: una per la popolazione, contenente squalene, e una per politici e alti funzionari, priva di squalene  (fonte Adnkronos  e altre , che citano 'Der Spiegel online' )

In rete si dice che nel vaccino in uso in Italia ci sia il thiomersal, noto per  la sua composizione a base di mercurio e al centro di mille polemiche. Sebbene credibili pubblicazioni  ne sostengano la innocuità, ciò non toglie che esso sia stato alla fine eliminato dai vaccini per l’infanzia, almeno nei paesi occidentali, dove maggiore è la diffidenza.

Al pastrocchio aggiungete i servizi giornalistici  che da un lato sparano a zero sul vaccino e dall’altro intervistano esperti  tranquillizzanti.

Aggiungete il fatto che il picco della pandemia, originariamente previsto per Natale, è anticipato di circa un mese e dunque il vaccino sarà disponibile quando  forse la maggior parte della popolazione avrà già contratto la influenza.

Io ho le idee completamente confuse, e non so davvero cosa fare, e finirò probabilmente col prendere grammi di vitamina C e chili di arance e kiwi ……….. hai visto mai! 

Del kiwi non ha mai parlato male nessuno. Non ancora 

 

 
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Le scorte transitorie ,ovvero L escort e trans itorie

Post n°51 pubblicato il 29 Ottobre 2009 da antonio.facchiano
 

Le scorte transitorie
ovvero
L escort e trans itorie

 

Nell'Italia ossessionata dall'idea della par-condicio, la vicenda Marrazzo non poteva non bilanciare, in qualche modo, le vicende precedenti delle escort del premier. Si sa, l'Italia affonda le sue radici nella democrazia della antica Roma  e nelle ancor più antiche tradizioni delle civiltà greca e  mediterranee e perciò interpreta in modo molto italico il concetto della democrazia avanzata: le debolezze del comune cittadino (quelle innocenti e quelle con rilevanza penale) non soltanto "sono" ma addirittura "debbono essere"  le stesse debolezze della classe politica dirigente.

Questa sì che è vera democrazia rappresentativa!

..... e qualunque altra ironia su queste vicende a questo punto non fa più ridere nessuno ma affonda solo il coltello nella piaga. Perciò  io le ironie le chiudo qui ma suggerisco che ognuno (politico e non politico) per quello che pensa gli competa, si ritiri anche solo per mezz'ora in un posto solitario, che sia una chiesa, o un convento, o una panchina appartata nel parco, o il capannone silenzioso di una industria chiusa per la crisi, o una cima eremita, o un bosco di castagni, o una spiaggia che non sia l'ultima, e ritrovi, ciascuno, un equilibrio, un metro di misura, un muro su cui appoggiare la fronte, un totem ai piedi del quale seppellire la propria ascia,  una lista di desideri da soddisfare, e di cose buone per cui vale la pena di vivere, di combattere e di essere coerenti.

E così ognuno spenda se stesso nel suo lavoro e nella sua vita come ad un discount, comprando a buon prezzo, ma badando anche alla qualità della merce.

E la speranza è che ognuno ricominci dal suo zero.

 

 
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IL MAGO DELL'AGO

Post n°50 pubblicato il 19 Ottobre 2009 da antonio.facchiano

Il mago dell’ago

 

Nell’ambito dei normali controlli periodici, oggi ho fatto un prelievo di sangue.

Già da qualche anno ho trovato un angelo dei prelievi che (sarà forse per la sua mano di velluto, sarà  per il suo fare affabile e scherzoso, sarà che ognuno ha un dono e lui ha trovato il suo) è noto per essere il mago dell’ago.

Ma i bambini di 4-5-6 anni tutto questo non lo sanno e oggi ce ne erano due che si disperavano, chiedendo aiuto al proprio papà per difenderli da quella punta terribile. Si aggrappavano al papà con la fiducia di chi è disperato e crede che il papà possa fare qualunque cosa. Tentavano con tutte le loro forze di evitare quella punturina che per loro è una tortura vera e propria. La disperazione di quei bambini  si sentiva nel corridoio, bucava  le due porte chiuse; quelle grida di paura laceravano il silenzio dell’attesa e noi lì fuori in piedi eravamo tutti con il cuore gonfio di una tenerezza  infinta verso quei bimbetti che mostravano senza remore tutto il loro terrore.

Una ragazza aveva le lagrime agli occhi.

Alla fine il mago dell’ago li ha convinti e sono usciti entrambi singhiozzando ma ormai sereni, con in mano il diploma a colori di “bimbo coraggioso”  sottoscritto nientedimeno che dal capo dei Gormiti in persona.

La impotenza del mago dell’ago  di fronte a tanto terrore è la metafora dell’impotenza dell’uomo di fronte al dolore, alla paura, al male che si allarga come una macchia d’olio nero, che si argina da un lato ma trova sempre un’altra via per farsi strada.

Urge qualcuno che inventi  un aggeggio senza ago, per i prelievi di sangue e per le terapie endovena!

Urge per l'amore che abbiamo per i nostri piccoli; urge per la necessità di terapie semplici ed efficaci nei paesi del terzo mondo. Urge, per i nostri vecchi. Urge. 

Un mondo senza aghi sarebbe un mondo sicuramente più semplice.

Forza!! Non sarà mica più difficile che andare sulla Luna!!!! Ci sarà pure un modo ...

Antonio Facchiano

 
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