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Creato da arza1 il 21/02/2007
Le stelle sono buchi nel cielo da cui filtra la luce dell'infinito
 

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BLOG IN PAUSA

Post n°192 pubblicato il 08 Aprile 2012 da arza1

 

 

QUESTO BLOG E' MOMENTANEAMENTE IN PAUSA DI RIFLESSIONE
PROVATE IN UN ALTRO MOMENTO. BUONA VITA A TUTTI!

 
 
 

ESTATE DA FINE DEL MONDO, BRUTTISSIME NOTIZIE SU TUTTI I FRONTI, CROLLO BORSE, CATASTROFE SOCIO-ECONOMICO-POLITICA

Post n°191 pubblicato il 11 Agosto 2011 da arza1

 

MA ALLORA E' VERO CHE ARRIVA LA FINE DEL MONDO ?

Sbircio gli ultimi aggiornamenti da Wall Street e intanto mi chiedo quando mai mi era importato qualcosa di Wall Street, dove di mio non ho investito neanche un hot-dog. Ma non ho tempo per rispondermi: abbiamo un problema a Parigi, scricchiolano i titoli di Stato francesi e capisco che è una bruttissima notizia anche per me, che non sono francese e ignoro come sia fatto un titolo di Stato francese. E Francoforte? Tutto bene lassù, fratelli? Cercate di tenere duro almeno voi. Già che ci sono, mando un sms a un amico di Londra per sincerarmi che i coetanei incappucciati di Harry Potter non gli abbiano ancora devastato il tinello e completo il giro del mondo in ottanta ansie con un pensiero per la Norvegia: il fascista paranoico è sempre sepolto in galera, vero? Rientrato mentalmente a casa, mi precipito sulle immagini dei tg dedicate alla riunione di palazzo Chigi: fanno un po’ meno paura. So che quelle decine di persone stipate in una stanza arroventata mi daranno nei prossimi giorni qualche dispiacere, ma sarà comunque un pizzicotto, rispetto a ciò che potrebbe arrivarmi addosso dal resto del pianeta.

Questa estate Fine di Mondo sta trasformando la globalizzazione da un blabla di banchieri in una realtà che percepisco fin dentro le ossa. Per ora solo come un’esperienza negativa, ma la prima esperienza di qualcosa è spesso negativa. Comincio faticosamente a capire che non vivo più su un alberello isolato e protetto dal filo spinato, ma che sono seduto su uno dei tanti rami di un unico albero sconquassato dai venti. Giuro che proverò a ricordarmene anche quando la tempesta sarà passata.

 
 
 

SELEZIONATI PER VOI IN RASSEGNA STAMPA

Post n°190 pubblicato il 20 Giugno 2011 da arza1

viale del... TREMONTI

 

No, questo è troppo. Anche per chi lo considera il principale responsabile del rimbecillimento televisivo di alcune generazioni di italiani, il trattamento che il vecchio attore a fine carriera Silvio Berlusconi sta riservando a se stesso è quasi straziante. Dopo aver incolpato Crozza per la sconfitta ai referendum, ieri ha telefonato a un convegno di italoamericani in Calabria presieduto dal fido onorevole Nucara. «Pronto?». La sua voce tristemente allegra ha echeggiato nella sala sgombra. Se n’erano già andati via tutti. Rimaneva solo un drappello di tecnici addetti allo smontaggio, che lo hanno sentito predicare il suo verbo berluscottimista in un deserto di sedie vuote, fili penzolanti e luci ormai spente. Richiamati precipitosamente dal buffet, il Nucara e un riccone italoamericano sono andati al telefono per ringraziare il vecchio attore e illuderlo che dietro di loro ci fosse un pubblico adorante in ascolto. Lui di rimando ha salutato le sedie ricoperte di panno bianco: «Viva gli Stati Uniti d’America, viva la Calabria, viva l’Italia!» e mentre un tecnico sghignazzava con scarso ritegno, io davanti alla tv ho sentito una stretta al cuore.

Per scongiurare la malinconia che mi procurano le uscite di scena ritardate (ricordo Maradona in campo col panzone) ho aperto l’Antologia di Spoon River in cerca dei versi giusti. «Andatevene dalla stanza se perdete, andatevene quando il vostro tempo è finito. E’ vile sedersi e brancicare le carte, e maledire le perdite con occhi cerchiati, piagnucolando per tentare ancora».

 
 
 

LA DIETA "MIDDLETON" , CON QUESTA KATE HA SPOSATO IL SUO PRINCIPE AZZURRO,

Post n°189 pubblicato il 14 Giugno 2011 da arza1

COSI' KATE MIDDLETON PIACE AL SUO PRINCIPE

 

La dieta che Kate Middleton ha seguito per presentarsi in forma all’appuntamento nell’Abbazia di Westminster prende il nome dal suo ideatore, Pierre Dukan. Ora, grazie anche al potere del web, la dieta Dukan spopola tra chi ha deciso di perdere peso in modo veloce ma c’è un problema, può essere pericolosa.

I dietologi in genere la osteggiano perché fortemente sbilanciata sulle proteine. Ha quattro fasi: Attacco (o shock), crociera, consolidamento e stabilizzazione.

La prima può essere un vero pericolo per la salute perché consente solo proteine come carne di manzo, pollo, tacchino, pesce, crostacei, uova, latticini senza grassi e molta acqua (l’elenco si limita a 72 alimenti). E’ una fase che può durare tra i 2 ai 7 giorni in cui carboidrati, verdura e frutta non sono contemplati.

Poi si passa alla fase di “crociera” che si divide in “cicli” alimentari, normalmente di 5 giorni ciascuno. Questi “cicli” possono essere di due tipi, uno solo con proteine pure, l’altro prevede sempre proteine con l’aggiunta di 28 tipi di verdure. La fase di crociera termina quando si è raggiunto il peso desiderato.

Nella terza fase si consolida il risultato raggiunto aggiungendo alla dieta piccole porzioni di frutta, di pane e di formaggio. Va portata avanti per un periodo piuttosto preciso: 10 giorni per ogni chilo perso.

La fase conclusiva, quella di “stabilizzazione”, prevede il ritorno ad un regime alimentare normale interrotto un giorno a settimana in cui si torna ad assumere solo proteine.

Per Giovanna Cecchetto, Presidente dell’Associazione Nazionale Dietisti, “La fase iniziale è la più pericolosa e solo chi non ha alcun problema di salute può permettersela”.

Lo sbilanciamento proteico può infatti procurare problemi d’ipertensione e renali, motivo per cui è sconsigliata a chi soffre di questi disturbi.

Non va poi dimenticato che l’eccesso di proteine può affaticare il fegato, far alzare  l’uricemia (responsabile della gotta) e può anche procurare una calcolosi renale.

Insomma, va sfatato il mito delle diete veloci soprattutto quando non hanno nessun fondamento scientifico. Se si vuole perdere peso, la visita e i consigli di un nutrizionista sono sempre più sicuri.

 
 
 

REFERENDUM

Post n°188 pubblicato il 04 Giugno 2011 da arza1

I REFERENDUM TRAPPOLA ASTENSIONISTA

 

CHE cos'e' un paradosso? E' una contraddizione in cui occorre prendere partito: ma per entrambe le parti. Nel senso che ogni meta' del paradosso esclude l'altra, e tuttavia non sta in piedi senza l'altra. Ecco, e' esattamente in questa trappola che oggi vorrebbero cacciarci con la questione dei referendum.  Secondo  me, elettrice scettica si possono verificare 10 possibilità tutte in contraddizione fra di loro. Nell'ordine: 1) c'e' chi non andra' a votare per godersi questo anticipo d'estate; 2) chi invece non crede ai referendum, alla loro logica semplificatrice e al fondo autoritaria, che li rende nemici della DEMOCRAZIA parlamentare; 3) o ci crede eccome, ma proprio per questo si oppone ad ogni referendum; 4) o ancora c'e' chi fa dell'astensione una forma di protesta contro lo spreco di denaro nelle varie tornate elettorali, proprio adesso che la benzina va alle stelle; 5) chi non andra' al seggio perche' tanto poi i politici fanno come gli pare; 6) chi voterebbe no, ma trova piu' utile astenersi, per far mancare il quorum; 7) chi voterebbe si', perche' non ne puo' piu' ma non gli sta bene neanche quello che rimarrebbe in campo dopo la chirurgia referendaria, e allora decide per il «ni»; 8) chi non ha capito bene, e comunque si ribella al tecnicismo dei quesiti; 9) chi si astiene per seguire l'ordine del Capo, e soprattutto perche' cosi' sconfigge i comunisti («resta a casa per mandarli a casa»); 10) chi si astiene per “principio”. Insomma: comunque vada, una cosa e' certa fin da oggi, dopo una campagna referendaria tutta giocata sullo scontro fra le ragioni del voto e quelle del non-voto. E' certo che il non-voto si alimenta di ragioni reciprocamente conflittuali, e che dunque la sua prevalenza toglie significato al referendum, o per meglio dire lo rende ambiguo, oscuro, indecifrabile. IO COMUNQUE, A SCANSO DI EQUIVOCI, VOTO.

 

 
 
 

CATTIVI ESEMPI, CATTIVI MAESTRI, ITALIETTA,

Post n°187 pubblicato il 22 Maggio 2011 da arza1

CATTIVI MAESTRI

Il presidente del colosso dell’energia crollato in Borsa dopo il disastro di Fukushima ha convocato una conferenza stampa per chiedere scusa ai giapponesi. Si è prodotto nel classico inchino e ha lasciato la poltrona per sempre, senza pretendere neppure una busta-paga d’addio. Anche il primo ministro ha rinunciato al suo stipendio fino a quando l’emergenza nucleare non sarà superata. Si tratta di reazioni emotive, tipiche dei Paesi meno evoluti. Da noi, per dire, non potrebbero verificarsi. Il capo di un’azienda sull’orlo del fallimento convocherebbe una conferenza stampa per insultare chiunque osasse muovergli una critica. Si atteggerebbe a vittima di un complotto, a capro espiatorio, a benefattore incompreso dell’umanità. Infine si degnerebbe di rassegnare le dimissioni, ma solo dopo aver trattato con il suo successore una liquidazione miliardaria.

Proprio l’aspetto economico, se vogliamo il più prosaico, è quello che alimenta le mie perplessità di cittadino poco evoluto. Non metto in dubbio che l’aggressività, il vittimismo e la maleducazione siano i requisiti del vero leader. Stento invece a cogliere il nesso fra i risultati fallimentari e i riconoscimenti in denaro, specie quando i soldi appartengono ai contribuenti. Non dico di abbassarci al livello del Giappone. Ma (l’esempio, sia chiaro, è puramente ipotetico) se un programma della tv di Stato venisse chiuso per mancanza di pubblico dopo appena una puntata, non sarebbe un comportamento fin troppo evoluto versare egualmente al protagonista del programma la cifra pattuita di un milione di euro?

 
 
 

CONTROINFORMAZIONE, PAPA E BAMBINI INTERROGANTI, MISTERI DELLA VITA E DELLA MORTE

Post n°186 pubblicato il 25 Aprile 2011 da arza1

MA PERCHE' IL TERREMOTO IN GIAPPONE? PERCHE' DIO HA PERMESSO LA MORTE DI COSI' TANTI BIMBI INNOCENTI?


Chiunque preferisca gli umili agli infallibili sarà rimasto colpito dal dialogo televisivo fra il Papa e la bimba giapponese che gli chiedeva conto del terremoto. «Perché i bambini devono avere tanta tristezza?», domandava la piccola, dando fiato a un tarlo che non trova risposte nella ragione, ma solo in quella che le Chiese chiamano fede e gli psicanalisti junghiani intuizione. Il Papa avrebbe potuto rispondere come quel cattolico saputello e fanatico del Cnr, che a proposito dello tsunami aveva tirato in ballo il castigo di Dio. Invece se n’è uscito con un’ammissione di impotenza dotata di straordinaria potenza: «Non abbiamo le risposte.

Però un giorno potremo capire tutto». Per il niente che vale, la penso (anzi, la sento) come lui. Mi sono sempre immaginato la vita come un film di Woody Allen, dove gli attori recitano le scene senza che il regista mostri loro l’intero copione. Solo al termine delle riprese vengono ammessi in sala montaggio e finalmente comprendono il motivo per cui si erano baciati o presi a schiaffi.

Per tutta la vita ci sentiamo sballottare da eventi che non afferriamo e siamo pervasi da un senso di inadeguatezza, come se ogni cosa sfuggisse al nostro controllo e il cinismo rappresentasse l’unico antidoto allo smarrimento. Ma appena diamo tregua al cervello e inneschiamo il cuore, sentiamo che tutto ciò che d’incomprensibile ci succede contiene un significato. E il fatto di trovarci al buio non significa che la stanza sia vuota, ma solo che bisogna aspettare che si accenda la luce.

 
 
 

le Donne che hanno reso grande l'Italia: MONTALCINI: IN 20MILA SUL WEB PER FESTEGGIARE I 102 ANNI

Post n°185 pubblicato il 23 Aprile 2011 da arza1

MONTALCINI: IN 20MILA SUL WEB PER FESTEGGIARE I 102 ANNI

Buon compleanno Rita Levi Montalcini. Il Nobel ha festeggiato i suoi 102 anni a casa sua, dove ha brindato con i suoi più stretti amici. Tanti gli auguri dal mondo politico, a cominciare dal presidente della Repubblica Napolitano che ha espresso alla senatrice a vita «affettuosi auguri e sincera ammirazione». Ringraziamenti per lo «straordinario impegno dedicato alla ricerca scientifica e al servizio delle istituzioni» sono stati espressi dal presidente del Senato Schifani. Dal presidente della Camera, Fini, apprezzamento «per il suo continuo e costante impegno a favore della ricerca scientifica donando lustro e orgoglio all'Italia».

 
 
 

costume, società, politica, gioventù anziana, enfant, malattie senili,

Post n°184 pubblicato il 12 Aprile 2011 da arza1

DIVERSAMENTE GIOVANE

 

Prematuramente estromesso dal risiko del potere all’alba dei 76 anni, il banchiere Cesare Geronzi marchia i suoi successori col nomignolo irridente di «gioventù anziana». In effetti molti eterni delfini sembrano condividere il destino di Carlo d’Inghilterra, invecchiato in sala d’attesa, o quello di certi «enfant prodige» che col tempo smarriscono il «prodige» e si tengono solo l’«enfant». Se però oggi persino un sessantenne può sembrare un giovanotto arrembante è perché i «diversamente giovani» non mollano la presa. A cominciare dalla politica, dove il bastone del comando è in mano a Berlusconi e Bossi, 75 e 70 anni, e appena un sindaco su sedici ne ha meno di 35. Un’età in cui all’estero diventano già leader, rottamando dei quaranta-cinquantenni che si riciclano in altri mestieri senza farla troppo lunga.

Il problema è che in Italia il narcisismo sta diventando una malattia senile. Altrove il capo di un partito (banca, ospedale, università) si congeda dal palcoscenico e scivola con tutti gli onori dietro le quinte o nella buca del suggeritore. Qui invece rimane aggrappato al proscenio con le unghie e coi denti, se è il caso anche con la dentiera. Gli incarichi consultivi, prerogativa sacrosanta dei vecchi saggi, lo deprimono. Lui vuole esserci, apparire, contare. E così innesca l’effetto-tappo: poiché si rifiuta di scendere dall’autobus, chi gli sta dietro non riesce ad avanzare e quelli ancora più dietro neppure a salire. Deve aver confuso il prolungamento della vita con quello della poltrona. Forse perché per lui solo la poltrona è vita.

 
 
 

cose di questo mondo

Post n°183 pubblicato il 07 Aprile 2011 da arza1

IDIOZIA INSOSTENIBILE

 

 Nonostante la primavera avanzi le sue giuste pretese, molti uffici pubblici del Nord Italia continuano a essere riscaldati come saune, costringendo i loro frequentatori ad aprire le finestre per compensare i termosifoni bollenti. A una studentessa universitaria imperlata di sudore che osava suggerire di spegnerli è stato risposto anche con un certo fastidio che occorreva attendere l’arrivo in Facoltà del tecnico della caldaia: un’entità soprannaturale che si manifesterà in sembianze umane non prima del 15 aprile. Nel frattempo, avanti coi caloriferi roventi e le finestre spalancate, almeno nei luoghi dove la bolletta è pagata dallo Stato, cioè da nessuno in particolare, cioè da tutti noi.

Mentre infuria il dibattito alato sul nucleare, chiedo scusa se oso molestarvi con questi spiccioli di vita quotidiana. Ma qualunque energia del futuro sarà insostenibile, se non si rimediano gli sprechi del presente. Sostituire i vecchi impianti di riscaldamento con modelli auto-regolabili costa parecchio. Come costa cambiare gli infissi sbilenchi degli edifici, che disperdono oltre un terzo del calore. Ma si tratterebbe di soldi ben spesi, perché ridurrebbero il fabbisogno e l’inquinamento. Fra il ritorno all’età della pietra e il consumismo insostenibile, tragicomicamente simboleggiato da quella finestra aperta sopra un termosifone acceso, pare insomma che esista una terza via: il consumenismo. E il consumenista è colui che, prima di decidere quale vino verserà nel bicchiere, si premura di controllare che il bicchiere non sia bucato.

 
 
 
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