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Post n°535 pubblicato il 23 Maggio 2012 da mina_1954
TEGAME DI PANE CARASAU E PECORINO Ingredienti: - 250 gr di pane carasau - 400 gr di pecorino sardo fresco - 300 gr di pecorino sardo stagionato - 2 litri di brodo di pecora; in alternativa brodo ristretto di carni miste o di manzo
Filtrate e sgrassate il brodo. Grattugiate i due formaggi: finemente il pecorino stagionato, a scaglie pecorino fresco. Ammorbidite un foglio di pane carasau con il brodo e sistematelo sul fondo di una pirofila. Ricoprite con uno strato di pecorino fresco ed uno strato di pecorino stagionato. Alternate gli ingredienti e terminate con uno strato di pane carasau. Versate, su quest'ultimo strato, qualche mestolo di brodo. Distribuite il brodo su tutta la superficie e sui bordi. Ricoprite con abbondante pecorino grattugiato. Mettete in forno caldo a 180° per 30 minuti circa. Fate gratinare con il grill durante gli ultimi 5 minuti di cottura Prima di servire, fate riposare per almeno 15 minuti.
Ricetta del pane carasau, tipico della Sardegna 900 gr di farina bianca 00, 60 gr lievito di birra, acqua qb. e sale. preparazione: sciogliere il lievito su poca acqua tiepida con un pizzico di sale (non calda altrimenti annulla l'effetto) e sulla spianatoia versare la farina a fontana. versare il lievito e mescolare, aggiungere l'acqua pian piano finché il composto non diventa liscio e compatto. coprire bene con dei tovaglioli e lasciare lievitare un ora o poco più. trascorso questo tempo riprendere la pasta e rilavorarla per un poi. fare poi delle palline da 150 gr e tirarle con il mattarello, fare delle sfoglie tonde e sottili, il più possibile che potete. come un foglio di giornale! infornarle in forno caldissimo...dopo poco si gonfia come un palloncino, a questo punto potete tirarlo e dividendo i 2 emisferi (schiacciandoli piano) dovete rinfornare fino a quando il "foglio" non risulta croccante e ben abbrustolito.
Post n°534 pubblicato il 18 Maggio 2012 da KeyLeague
Il prosciutto di Praga è un prodotto tipico della salumeria mitteleuropea ed affonda le sue radici all'epoca dell'impero austro - ungarico
Oggi, il prosciutto Praga viene prodotto anche in altre nazioni, con risultati però discordanti a seconda del tipo di lavorazione adottato. Buono se non ottimo nella versione artigianale. Trascorso tale periodo, le cosce vengono sgocciolate ed asciuga-te, quindi appese in un luogo ben arieggiato. In locali appositi si inizia il processo di affumicatura: trucioli provenienti da legno non resinoso vengono fatti bruciare lentamente fino a riempire completamente di fumo le stanze dove in seguito verranno appese le cosce.
Non esiste un legno particolare da utilizzare; certo è che l'impiego di legni aromatici permette di acquisire un maggior ventaglio di profumi, che si trasferiranno poi, con effetto benefico, alle carni Il prosciutto di Praga si abbina al meglio con un vino rosso leggero come il Merlot friulano. Il prosciutto di Praga è un alimento ad alto contenuto di proteine, nutrienti essenziali alla crescita VALORI NUTRIZIONALI MEDI per 100 g di parte magra: valore energetico proteine carboidrati grassi 115,0 Kcal-485,0 kJ - 21,0 g - 1,0g - 3,0g ORA GUSTIAMOLO ....
Quiche fontina e prosciutto di Praga
Crepes con pecorino affumicato e prosciutto di praga gratinate
per le crepes preparare la pastella per le crepes coi suindicati ingredienti: preparare ora la bechamel.
Focaccia farcita con lattuga prosciutto di praga 500 gr di farina tipo 0 Trascorso il tempo di lievitazione, lavorate nuovamente l’impasto per una decina di minuti, quindi stendetelo in modo da ottenere un rettangolo dello spessore di circa 1 cm, che disporrete su una placca ben unta di olio. Lasciate che la pasta riposi ancora per una mezz’ora, poi passatela in forno per 30 minuti a 200 °C. In una ciotola incorporate alla maionese la senape e qualche goccia di angostura, mescolando delicatamente. Lavate e mondate la lattuga; eliminate le costole centrali, conservando solo la parte tenera delle foglie. Tagliate nel senso della larghezza la focaccia ancora tiepida; spalmate lo strato inferiore con la salsa a base di maionese, quindi distribuitevi uniformemente l’insalata e le fette di prosciutto e ricoprite con l’altro strato. Tagliate la focaccia in sei trance rettangolari che servirete su un piatto da portata, decorando con un ciuffetto di cerfoglio
Insalata con prosciutto di Praga 2 cespi di indivia belga dal web
ALLA PROSSIMA .... UN KISS CIAOOO DA BLUEBABY
Post n°533 pubblicato il 15 Maggio 2012 da mina_1954
La ricotta non può essere considerata un formaggio, poiché non è ottenuta dal latte, bensì dal sottoprodotto della produzione del formaggio, il siero del latte. Come vedremo la ricotta è un prodotto molto incerto come caratteristiche e valori nutrizionali perché può essere preparata con aggiunta di latte o panna…. Ma che cos'è il siero di latte esattamente e come viene preparata la ricotta? Le proteine del latte si presentano sotto due forma distinte: la caseina (80%) e le proteine del siero (20%). La caseina viene separata insieme alla maggior parte dei grassi e va a formare la cagliata….Le proteine che rimangono nel siero (da cui prendono il nome) si separano dal resto (coagulano) a una temperatura di 75-80 gradi. Il processo è facilitato dall'aggiunta di un acidificante, come l'aceto o il limone….Il siero viene salato e scaldato fino a che si formano i fiocchi bianchi composti da proteine del siero, grasso residuo, lattosio e sali minerali. Questa massa viene estratta con la spannarola e raccolta in appositi contenitori che ne consentono lo spurgo. Ciò che rimane del siero è la scotta, che viene utilizzata per alimentare il bestiame o per ricavare lattosio…..La resa è piuttosto bassa, del 2-3%. Può essere aumentata notevolmente aggiungendo al siero una certa percentuale di latte o panna. In questo caso si produce la ricotta al latte, più cremosa e saporita a causa della maggior quantità di grassi….La ricotta è un alimento variabile: il contenuto di macronutrienti e calorie varia di molto, a seconda del metodo di produzione e del latte di partenza…..Il metodo di produzione influenza il contenuto di grasso del siero…..Per esempio la ricotta romana, prodotta dal siero residuo della lavorazione del pecorino romano, è molto saporita poiché in grasso residuo in questo siero raggiunge il 2,1 % contro il 0,30, per esempio, del siero del Parmigiano Reggiano.
Per evitare confusione, distinguiamo due casi…..Le calorie della ricotta "pura", senza l'aggiunta di latte o panna al siero di partenza, dipendono dal contenuto di macronutrienti di quest'ultimo, che dipende soprattutto dalle caratteristiche del latte di partenza…..Durante la produzione del formaggio, una parte dei grassi passa attraverso le maglie dei setacci utilizzati per separare la cagliata dal siero. Il globuli di grasso del latte di pecora e capra sono più piccoli rispetto al latte di mucca: tendono con più facilità a rimanere nel siero producendo una ricotta più grassa e saporita, ma con più calorie…..La ricotta di solo siero presenta valori nutrizionali abbastanza costanti, per cui ci si può riferire con buona approssimazione ai dati delle tabelle nutrizionali generiche (circa 150 calorie per 100 g per quella di vacca, 170 calorie per 100 g per quella di pecora)
Questo è uno di quei piatti che si preparano in pochissimo tempo per un pranzo o una cena dell’ultimo minuto…basta avere della ricotta ed il gioco è fatto… 300 gr di pasta tipo penne…. 1 ricotta… un po’ di margarina (o panna da cucina)…..formaggio grattugiato. Prima di tutto mettete a cuocere la pasta…..contemporaneamente ponete la ricotta in un piatto, aggiungere un po’ di margarina, (oppure se non vi piace della panna da cucina), del formaggio grattugiato e un po’ di acqua di cottura della pasta…schiacciate la ricotta con una forchetta e mescolate fino ad ottenere una crema…..quando la pasta è cotta mescolarla alla ricotta e servire….fumante !!!
Post n°532 pubblicato il 11 Maggio 2012 da KeyLeague
La caponata è uno dei più noti e gustosi antipasti siciliani, composto da verdure fritte e condite con salsa agrodolce. Esiste una ricetta base e molte varianti a seconda della località in cui si cucina
Alcuni studiosi ritengono che la parola caponata deriverebbe dalla parola caupone, che si riferisce alle taverne dei marinai, o ai termini iberici di capirottata, capirotada o capironades. Ma il termine potrebbe derivare dal latino caupona, ossia taverna. Seguendo quest’ultima interpretazione si può dire che la caponata è fatta da cose varie. 3 melenzae sciliane lunghe Lavare i pomodori e tagliarli a cubbetti con tutta la pelle, lavare spellare e tagliare la carota. Lavare il sedano, prendere 4 gambi teneri e tagliarli a tocchetti tutti uguali. Mettere i tocchetti di sedano in un tegame, con un po' di acqua e sale, fare cuocere lentamente per 10 minuti. Dopo 30 minuti, le melenzane, si asciugano con un panno di cotone, e si friggono in abbondante olio d'oliva caldo, facedendo attenzione nel girarle. Il fuoco non deve essere troppo vivace.
La caponata catanese
La caponata agrigentina
CAPONATA AL FORNO
Dopo aver sciacquato le melanzane, preparare una teglia con della carta da forno e disporre tutte le verdure ben mescolate aggiungendo un filo d'olio e un po' di sale. Importantissimo per la buona riuscita della caponata : coprire la teglia con della carta d'alluminio
CAPONATA EOLIE
OLTRE ALLE CLASSICHE ... La caponata di patate è un contorno sfizioso da preparare con pochi facili ingredienti. Al contrario delle altre caponate, come quella di verdure light che vi abbiamo proposto qualche tempo fa, questo piatto non presenta né melanzane, né peperoni ma solo patate tagliate a dadini, insieme a pomodori, sedano, cipolla, arricchiti da olive e capperi. Tutte le verdure vanno tagliate a dadini o cubetti e poi amalgamati insieme. La preparazione è alquanto veloce: se usate i pomodori pelati farete prima ma ne penalizzerete la “freschezza”. Preparazione:
Caponata diversa dalla solita
CAPONATA AI CARCIOFI 15 carciofi, 3 etti di olive bianche denocciolate e dissalate, 4 cipolle, 1 barattolo di concentrato di pomodoro (ma si può usare il pelato o la passata di pomodoro) 1 testa di sedano, una manciatona di capperi. aceto 1 tazzina e 2 cucchiai e mezzo di zucchero.
Post n°531 pubblicato il 09 Maggio 2012 da mina_1954
Un sandwich (in italiano panino) non lo sapete ?.... ve lo spiego io..(chi lo sa confronterà se è giusto quello che dico….) allora è un preparato gastronomico di origine britannica costituito da due fette di pane, talvolta imburrate, che contengono carne, salumi, formaggio o altro…. Da non confondere con il tramezzino inventato nel 1925 a Torino nel Caffè Mulassano di Piazza Castello, che si caratterizza per l'uso esclusivo di pancarré….Prende il nome dal politico inglese del XVIII secolo John Montagu, 4º conte di Sandwich, che secondo la tradizione, durante le partite a carte o le gare di golf, se li faceva servire al tavolo da gioco o sul campo per poter mangiare pur continuando a giocare…….In Italia il Sandwich fu introdotto dal poeta Gabriele D'Annunzio e fu lui a dare a questo il nome di tramezzino.
…….ma ora passiamo alle varietà di panini o come vogliamo chiamarli … sandwich….oltre le ricette vi do ancora una chicca….. Il ClubHouse Sandwich, più conosciuto con il diminutivo di Club Sandwich, è uno dei panini più universalmente conosciuti…….Il suo nome significa letteralmente “panino condominio” perché la sua peculiarità è proprio quella di essere composto da diversi strati che ricordano appunto i piani di un condominio. Le origini del ClubHouse Sandwich sono da ricollegare al mondo anglosassone che ne detiene la paternità: pare che la prima comparsa del ClubHouse Sanwich si ebbe nel 1899 a cura di Danny Mears, chef nel celebre Saratoga Club-house di Saratoga Springs, locale di gioco d’azzardo per soli uomini a New York…..In ogni caso, questo panino multistrato fu molto pubblicizzato dall’ex sovrano d’Inghilterra Enrico VIII, il quale lo riteneva il suo piatto preferito e soleva farselo preparare solo dalla moglie, Wallis Simpson, per la grande bravura dimostrata in questa preparazione. ll ClubHouse Sandwich è una sorta di tramezzino “doppio” cioè realizzato con tre fette di pane tostato ripiene di bacon e petto di tacchino croccanti, fette di pomodoro, insalata verde e maionese. Ideale come cena veloce da consumare davanti alla tv o, ancora meglio, come spuntino da picnic.
Mettere a scaldare i panini in forno a 180° per quattro minuti fino a renderli croccanti……Contemporaneamente si prepara una frittatina con erbe aromatiche tritate al coltello e cipollotto fresco tagliato molto sottile. Fare attenzione che la frittata abbia uno spessore di pochi millimetri….Lasciarla dorare per qualche secondo in una padella antiaderente. In un’altra padella si fa rosolare una fetta di pancetta alta un paio di mm da entrambi i lati….Ancora si fanno saltare in padella, con un filo di olio all’aglio, le foglie di borragine precedentemente lavate. A questo punto si compone il panino. La pancetta si mette sulla base, si taglia la frittatina quadrata a misura del panino e si mettono sopra le foglie di borragine e qualche pezzo di cipollotto fresco……consiglia di scaldare leggermente il panino.
Viaggiamo con il prosciutto dentro un panino o sandwich Tagliare a fette le melanzane, passarle al grill e marinarle con olio extra vergine d’oliva, sale, pepe e aglio. Successivamente ripassarle in forno per 56 minuti aggiungendovi la menta. Battere le melanzane al coltello fino ad ottenere l’aspetto di una composta….In un recipiente amalgamare lo yogurt alle erbe aromatiche secche, salare e pepare….Riporre il composto in una stamina in frigo per 24 ore così da farlo sgocciolare. Trascorso il tempo necessario, si otterrà un formaggio denso e cremoso………Una volta che gli ingredienti sono pronti, tagliare i panini a metà, tostarli in forno, aggiungere una cucchiaiata di battuto di melanzane, poi il Prosciutto Parma stagionato 20 mesi e ancora, a terminare, una cucchiaiata di formaggio di yogurt con un filo di olio extra vergine di oliva……Chiudere infine il panino e arrotolarlo con della carta da forno dandogli la forma di una caramella. Legare stretti i due giri della carta con del filo da cucina. Con un coltello elettrico tagliare il panino trasversalmente in due e servirlo in cartoccio
Ed ora una ricetta di panini soffici …..soffici….Da utilizzarli anche come stuzzichini… INGREDIENTI 1 kg di farina 0 110 gr di strutto (o burro) 500 gr di acqua (o latte) 50 gr di lievito di birra fresco (2 cubetti) 30 gr di malto d'orzo (o zucchero semolato) 25 gr di sale fino 1 uovo per spennellare PROCEDIMENTO Fare la fontana con la farina, unire il lievito e impastare leggermente con poca acqua, unire lo strutto, il malto, il sale e impastare con l'acqua fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Formare una palla, metterla in una ciotola e coprirla con pellicola per alimenti, poi con un canovaccio. Far lievitare 25 minuti a temperatura ambiente. Ricavare dei pezzetti di impasto di circa 60 gr l'uno, dare la forma caratteristica dei panini (a pallina o a filoncino), disporli ben distanziati su carta da forno, coprirli con un telo di nylon e farli lievitare 30 minuti a temperatura ambiente. Cuocerli per circa 1 ora a 210°C e, a cottura quasi ultimata, spennellare con l'uovo sbattuto e, a piacere, cospargere con semi di papavero o sesamo e ultimare la cottura. Sfornare, far raffreddare su una gratella per dolci e servire tagliati a metà e farciti con salumi, formaggi, maionese o patè. Una variante consiste nel mettere nell'impasto già lievitato noci sgusciate e tagliuzzate grossolanamente (150 gr di noci per 1 kg di pasta già lievitata). per terminare...una visione completa di.....
Post n°530 pubblicato il 05 Maggio 2012 da KeyLeague
Nei tempi antichi gli uomini degustavano il "dolce" sopratutto attraverso la frutta matura, che poi impararono anche a conservare.
Le prime elementari elaborazioni dolci furono per lungo tempo riservate esclusivamente alle grandi solennità, e venivano spesso modellate a forma di animale, quali offerte votive per gli dei. Miele, uova, farina di grano o avena, latte e vino furono i primi ingredienti dei dolci, arricchiti a seconda delle aree geografiche con frutta secca, datteri, fichi, mele cotogne o formaggio....
DUE CURIOSITA'... Il dolce nasce, alle origini, quale "pane speciale", diverso da quello giornaliero. Il dolce piacevole e gradito (la Scuola Salernitana riteneva che il dolce purificasse il senso del gusto), pian piano ha assunto il ruolo simbolico di magnificatore di un'occasione, di una cerimonia, di una festa, e il suo consumo ha finito per scandire le ricorrenze di calendario. E’ interessante esaminare i dolciumi in base alle forme geometriche che hanno.
ORA DELIZIAMOCI UN POCHINO... DOLCE AI FORMAGGI
Tiramisu alle fragole 1 pacco di pavesini Preparare la sera prima le fragole e condirle con zucchero 1 limone
Bicchierini di Panna Cotta alla Fragola ricoperta di Salsa al Kiwi e Ciliegie
NON POTEVA MANCARE UN DOLCETTO ALLA CIOCCOLATA... DOLCE FREDDO AL CIOCCOLATO Ingredienti:
brownies
..... ALLA PROSSIMA .... UN KISS DOLCE DOLCE ... BLUEBABY
DAL WEB
Post n°529 pubblicato il 02 Maggio 2012 da KeyLeague
Aristofane nella sua commedia Le Rane ci racconta di Ercole, il figlio di Giove, che dopo aver fatto un adeguato pasto col suo piatto preferito, i pugliesi sostengono addirittura che si trattava ‘Ncapriata (nome pugliese di fave e foglie poi italianizzato in Capriata), fece cambiare di stato più di diecimila vergini.... Una leggenda arcade riferisce che le fave –kúamoi in greco- furono gli unici legumi che Demetra non donò ai Fenati quando giunse nella loro città. (Pausania, Guida della Grecia, VIII, 15)
Proprietà: ORA GUSTIAMOLE ...
Una ricetta gustosa con le fave fresche Ingredienti:
(se necessario aggiungere poca acqua).
FAVE, PATATE, CARCIOFI
SPAGHETTI CON GAMBERONI E FAVE Pasta: 160 gr
Mettete le fave nel mixer, tenendone qualcuna intera, mettete nel mixer anche 2 cucchiaiate di acqua, l’olio e l’aglio, frullate per 3 minuti. Rosolate il cipollotto in una padella antiaderente con un pò di olio per 5 minuti, poi mettete i gamberoni e insaporite con il sale, spruzzatevi il vino bianco e fatelo evaporare. Scolate la pasta e versatela in padella, mescolate e poi aggiungete la crema di fave, fate saltare a fuoco vivace per 1 minuto e servite.
DUE PAROLE SULLE FAVE SECCHE ... Le fave secche private del tegumento possono essere bollite senza ammollo preventivo e rammolliscono fino a diventare un purè; si consumano solitamente con verdure amarognole come la cicoria (ricetta tipica pugliese). Le fave secche con il guscio vanno invece cotte dopo un ammollo di parecchie ore, come per i fagioli e i ceci. UNA RICETTA CON LE FAVE SECCHE PASSATA DI FAVE Ingredienti per quattro persone 300 g di fave secche Lasciate in ammollo per una notte le fave secche Introducetele in una pentola insieme a due litri di acqua, circa e all’aglio.
UN MIO CONSIGLIO Ovidio nel V° libro dei " Fasti " ci riporta : «....mangiavano fave sulle tombe dei loro morti ed i padri di famiglia, a piedi nudi, verso la mezzanotte si lavavano tre volte nell'acqua di una fontana e per nove volte si cospargevano il capo di fave nere. Chiedevano ai loro morti il riscatto per sé e per i congiunti, certi che questi, seguendoli, avrebbero raccolto le fave e li avrebbero esauditi...." dal web
Post n°528 pubblicato il 27 Aprile 2012 da mina_1954
Festa del lavoro o Festa dei lavoratori ??? E’ una festività mondiale celebrata il 1º maggio di ogni anno con essa si intendono ricordare le battaglie operaie….. …. nel lontano 1903 Ettore Ciccotti aveva colto il vero spirito della Festa… "Un giorno di riposo diventa naturalmente un giorno di festa, l'interruzione volontaria del lavoro cerca la sua corrispondenza in una festa dei sensi…. e un'accolta di gente, chiamata ad acquistare la coscienza delle proprie forze, a gioire delle prospettive dell'avvenire, naturalmente è portata a quell'esuberanza di sentimento e a quel bisogno di gioire, che è causa ed effetto al tempo stesso di una festa"
E allora…….GITA FUORI PORTA ???….O UN SIMPATICO PICNIC ….??? Buttiamoci così tra la natura…… fuori dalle nostre porte di casa….. a respirare tutti insieme i primi umori della primavera…..(tempo permettendo) ricerchiamo trattorie genuine….. dove il menù ci riporta ad antichi sapori e con essi anche la voglia di piatti freschi e colorati…. un bel cesto di fave…..salame e pecorino… ci invita alla Festa senza tante pretese…… infatti quando ho visto nel mio supermercato le fave…… la mente è volata subito ad una insalatina velocissima da fare e piacevole a tutti insomma una ricetta e non ricetta……. nel senso che le dosi variano dalla quantità di persone e dalla fame che avete……io vado ad occhi….anzi a chili…… una certa quantità di fave…sbucciatele ….tagliate a cubetti….il pecorino ed il salame.....mettete tutto in una insalatiera… un po’ di ottimo olio ..un pizzico di sale ed ecco è fatto…. Ma direi che è più piacevole sbucciare le fave… da soli ….una fetta di pane e salame….
….fiore all'occhiello è, appunto, il salame di Sant'Olcese, prodotto con carni di suino e bovino insaccate in budello naturale, asciugato al fuoco di legna e stagionato da due a tre mesi… quindi un pezzo di pecorino addentato……così alla buona… e la felicità di stare tutti riuniti sopra ad una bella tovaglia quadrettata…..tra le formiche che fan la fila per prendere le briciole che cadono dalle mani….. vedere bicchieri di plastica che s’incrociano nel simpatico cin cin…. mentre le barzellette fan da padrone in questa particolare giornata !!!!
………ma voglio darvi un’altra piccola ricettina che si può gustare con verdure crude (finocchi, cipollotti, ravanelli, coste di sedano, pomodorini, e foglie di cicoria e rucola) Allora ora vi chiederete cos’è……..ebbene si SFOGLIA CON SALAME, PECORINO E FAVE
INGREDIENTI PER 8 PERSONE 2 dischi di pasta sfoglia già stesa, 300 g di salame tipo Milano a fettine, 2 cucchiai di cipolla, 3 cucchiai di olio, 800 g di fave da sgranare, 2 tuorli, 150 g di pecorino non troppo stagionato in un solo pezzo, 2 cucchiai di latte, 3 cucchiai di pecorino grattugiato, 2 cucchiai di pepe nero in grani, una macinata abbondante di pepe nero, 2 cucchiai di sale grosso, sale fino. Sgranate le fave e versate i legumi nell'acqua bollente (lasciatene una decina crudi per decorare). Lessate le fave 5 minuti, scolatele e fatele intiepidire. Premete ogni legume con due dita, facendolo uscire dalla pellicola che lo ricopre. Rosolate la cipolla nell'olio ben caldo in un tegame con rivestimento antiaderente. Aggiungete le fave e insaporitele 30 secondi, mescolando con il cucchiaio di legno.Salatele, abbassate il fuoco al minimo e mettete il coperchio. Cuocete 5 minuti, mescolando spesso. Togliete i dischi di pasta dalle loro confezioni e lasciateli riposare a temperatura ambiente 10 minuti. Foderate la placca con un pezzo di carta da forno. Aprite un rotolo di sfoglia e stendetelo sulla placca. Bucherellatelo con i rebbi di una forchetta. Mescolate i tuorli e il latte in una ciotolina e spennellatevi un cm di pasta intorno al bordo. Se volete evitare che la sfoglia si attacchi alla carta, durante la cottura, bagnate la carta con acqua fredda, strizzatela con le mani e allargatela sulla placca, prima di stendervi il disco di pasta. L'umidità conservata dalla carta permetterà, di far gonfiare meglio la sfoglia. Distribuite sul disco di sfoglia le fettine di salame in un solo strato, ma sovrapponendole leggermente e lasciando libero il bordo spennellato (tenete da parte alcune fette per decorare). Distribuite le fave e il loro condimento sul salame e spolverizzate con il pecorino ridotto a lamelle con un pelapatate (conservatene circa un cucchiaio per decorare). Mettete i grani di pepe fra due fogli di carta da forno e schiacciateli grossolanamente con un batticarne e distribuiteli sopra il ripieno. Chiudete il ripieno con il secondo disco di sfoglia, facendolo aderire al bordo spennellato. Spennellate poi il secondo disco con il composto di uova e latte. Cospargete il tutto con il pepe macinato, un pizzico di sale e con il pecorino grattugiato. Dividete la preparazione in otto spicchi, con la punta di un coltello, lasciandoli al loro posto, incidendo sia il disco superiore che il disco inferiore. Infornate nel forno già caldo a 220°, cuocete 15 minuti a abbassate la temperatura a 200° Proseguite la cottura per altri 10 minuti, finché la sfoglia è gonfia e dorata. Spegnete il forno, aprite lo sportello e lasciate riposare la sfogliata 5 minuti. Trasferitela su un piatto da portata, decoratela con le fette di salame rimaste, le fave crude e le scaglie di pecorino tenute da parte.
Un caro saluto.......e un carissimo ringraziamento a chi mi ha mandato i saluti... (attraverso BlueBaby) da chi non dimentica Le e Gli AMICI Mina.....kisssss
Post n°527 pubblicato il 24 Aprile 2012 da KeyLeague
Le cime di rapa sono ricche di calcio, ferro, fosforo, vitamina C, A, B2. Hanno anche un buon contenuto proteico. Sono un naturale disintossicante per l'organismo Per quanto riguarda le varietà, le cime di rapa si possono classificare in base alla località in cui vengono coltivate (Cima di Castrovillari), in base alla lunghezza del ciclo vegetativo (cima Natalina o cima Marzatica), oppure in base alla varietà precoce o varietà tardiva Le variet¨¤ in base alla lunghezza del ciclo sono: Quarantina, Sessantina, Novantina, Centoventina, o 120 giorni o Gennarese. Nelle regioni settentrionali è consigliato adottare quelle più precoci (Quarantina, Sessantina) per poter raccogliere prima delle forti gelate invernali.
Cotta in padella: se le foglie e le infiorescenze sono piccole e tenere, metterle in una capace pentola senza altra acqua che non quella che resta sulle foglie dopo il lavaggio. Portare sul fuoco e far bollire a fuoco moderato per 15 minuti. Salare a metà cottura. La cima di rapa è indicata per accompagnare alimenti poco saporiti, come le patate o il tofu, infatti, grazie al suo particolare sapore, conferisce una piccola nota piccante. ORA GUSTIAMOLE ...
Orecchiette con cime di rapa
Involtini di fesa di tacchino ripieni di cime di rapa Ingredienti (4 Porzioni): Preparazione ricetta:
Cime di rapa piccanti 6 n Acciughe O Alici Sott'olio peperoncino fresco tagliato a fettine e 6 filetti d'acciuga sott'olio; unite le cime di rapa tagliuzzate, regolate di sale e cuocete per 5 minuti a fuoco basso, mescolando ogni tanto.
SFORMATINO RUSTICO DI CIME DI RAPA CON SALSA ALLA 'NDUJA
Spennellate con olio degli stampini monoporzione, rimpiteli con la crema di cime di rapa e cuoceteli a bagnomaria in forno a 170° per 30/35 minuti.
Post n°526 pubblicato il 20 Aprile 2012 da KeyLeague
CIAOOO VI PROPONGO ...
IL CARPACCIO DI CARNE E IL CARPACCIO DI PESCE ...
Il carpaccio a base di carne cruda, proposto con questo nome a Venezia in onore del pittore Vittore Carpaccio nel periodo di una mostra a lui dedicata svoltasi nel 1963.
Carpaccio di pesce : Nemmeno a dirlo il pesce dev'essere freschissimo...Si puo' usare il pescespada, la ricciola, il tonno (ma viene meno delicato perchè c'è troppo sangue)... salmone... spigola ... .... METTIAMO IL CARPACCIO NEL PIATTO...
CARPACCIO DI CARNE Preparare il carpaccio di manzo sarà semplice e decisamente veloce, visto che richiede soltanto un quarto d’ora del vostro tempo, facendovi ottenere dei risultati davvero apprezzabili
Carne all’albese con topinambur e olio di nocciola.
300 grammi di rotondino o girello affettato molto sottile
Carpaccio di manzo al granchio 6 grosse chele di granchio bollite Spremete il limone e versatene qualche goccia sulla carne. Aggiungete un filo d'olio. Salate e pepate q. b. Rompete le chele con lo schiaccianoci e ponetele sul carpaccio, decorate con il basilico tritato.
Carpaccio di pesce bianco ai profumi mediterranei Ingredienti per 4 persone il succo e la scorza grattugiata di un limone sale grosso marino q.b.
Carpaccio di pesce spada Ingredienti della ricetta:PER 1 PERSONA In una ciotolina fate un’emulsione di olio extra vergine d’oliva, succo di limone, aceto, pepe e un pizzico di sale. Mescolate bene e usate questo intingolo per condire le fettine di pesce spada che avrete adagiato in un contenitore con le sponde alte in modo da poterne ricoprire interamente le fette. Aggiungete le bacche di ginepro e lasciate marinare il pesce per 3 ore in frigo affinché assorba bene il condimento (ve ne accorgerete dal colore che assume il pesce spada).
Carpaccio di gamberi gamberi crudi, olio, prezzemolo, pepe Preparare il carpaccio e' molto semplice. Una volta sgusciati i gamberi dovete metterli su una pellicola trasparente. DAL WEB ..
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Inviato da: DgVoice
il 25/05/2012 alle 16:36
Inviato da: SEMPLICE.E.DOLCE
il 25/05/2012 alle 16:01
Inviato da: francoroiter
il 25/05/2012 alle 14:16
Inviato da: mina_1954
il 24/05/2012 alle 16:42
Inviato da: mina_1954
il 24/05/2012 alle 16:40