Primavera ed estate offrono sulla tavola quanto di meglio si possa sperare per supportare le diete in vista della remise en forme senza trascurare golosità e proprietà nutrizionali che vanno al di là della ricerca della forma fisica. Le nespole sono tra i primissimi frutti estivi già sulle nostre tavole....
La nespola era già nota ai tempi dell'Impero romano, e poi nel Medioevo quando divenne ancora più nota per la scoperta delle proprietà curative Il loro grande contenuto d’acqua e un moderato contenuto di fibre rendono questi frutti anche poco calorici ma allo stesso tempo gustosi per il loro sapore zuccherino. Solo 47 le calorie per 100 gr. di prodotto e in più vitamine e sali minerali in quantità, soprattutto vitamine C, B e folati insieme a potassio, fosforo, magnesio e calcio. La nespola contiene anche ottime quantità di acido formico, acetico, che determinano il gusto acidulo, oltre a fibra alimentare solubile che distende le pareti dello stomaco riempiendolo d'acqua per un maggior senso di sazietà. Proprio per le sue proprietà la nespola non va dimenticata, anzi esige rispetto e anche.... pazienza, visto che si parla di un frutto che si raccoglie ancora acerbo e ha bisogno di tempo per maturare.
Nel frenetico mondo contemporaneo andrebbero riscoperte le nespole della saggezza, legate a un adagio popolare che ci suggerisce di saper attendere per ogni cosa il momento opportuno, nella filosofica virtù della pazienza........”con il tempo e con la paglia maturano le nespole”... Due sono le qualità di nespole ben diverse fra loro: la nespola comune e la nespola del Giappone. Il Nespolo (Mespilus germanica) e' una pianta arborea o arbustiva delle rosacee, spinosa allo stato selvatico, può raggiungere gli otto metri di altezza con rami contorti e foglie lanceolate, fiori bianchi e frutti commestibili (nespole). e' facile vederla nei giardini perché molto decorativa, e viene coltivata in tutti i paesi a clima continentale.
Normalmente quella che compare sulle nostre tavole e' la nespola comune, più saporita e più dolce Al momento dell'acquisto: notate che le estremità non siano secche, che la buccia abbia un odore fiorito. Scegliete la frutta con la buccia dal colore più intenso e priva di macchie o ammaccature. Il decotto di nespole è un buon rimedio per facilitare la diuresi e aiutare l’intestino. Si prepara facendo bollire 50 grammi di polpa e bucce in 200 ml di acqua per circa 20 minuti, e se ne bevono almeno 3 bicchieri al giorno..
Per mostrare ai bambini il processo di crescita delle piante, vi basterà mettere uno dei grossi noccioli di questa nespola nell'ovatta, ricordandosi di lasciarla sempre umida. Così facendo il nocciolo germoglierà presto e potrete a quel punto trapiantarlo in un piccolo vaso con del terriccio universale, aspettando che cresca fino a diventare un vero e proprio albero..
Nell'antichità ogni abitazione di campagna aveva almeno un nespolo comune in cortile, perché si credeva che possederne uno tenesse lontane le streghe e la sfortuna. Secondo una leggenda, streghe e stregoni potevano privare il nespolo delle sue foglie rendendolo sterile ma solo se la pianta non era stata benedetta il primo giorno di maggio. I contadini, oltre a utilizzare il suo legno duro e nodoso per lavori d'intaglio, erano soliti tramandarsi di generazione in generazione le ricette per produrre il liquore di nespole. Inoltre si servivano della pianta per scandire il passare delle stagioni, essendo il nespolo comune il primo albero a fiorire e l'ultimo a maturare i suoi frutti, e una buona fioritura veniva considerata come premonitrice di un ricco e abbondante raccolto...
CHE DIRE?... GUSTIAMOLE...IN VARI MODI...
Occorrente per 1 teglia da 18 cm....nespole, sbucciate, ripulite della pellicola dura che racchiude i semi, tagliate in 4 pezzi.....3 tuorli piccoli.....75 g di farina....50 g di fruttosio....80 cl di panna di soia. Ora passiamo alla confezione del dolce....preriscaldare il forno a 180° C. Dopo aver preparato le nespole, foderare la vostra teglia con carta forno, adagiare le nespole in maniera da ricoprirne abbondantemente il fondo,montare i tuorli con il fruttosio, aggiungere la farina e la panna di soia, ottenuto un composto fluido versatelo sulle nespole. Infornare per 40 minuti. Ottimo da gustare dopo la piscina sorseggiando un buon bicchiere di latte di capra
Ingredienti...nespole: 600 gr....meringhe: 80 gr....2 uova....mascarpone 200 gr ...zucchero: 100 gr ... mezzo bicchiere di rum....burro 30 gr ...: 1 pizzico di sale Ora seguite le istruzioni....Lavate le nespole, sbucciatele e tagliatele a spicchi, mettetele in una ciotola con il rum e mescolate di tanto in tanto. Sbriciolate le meringhe e tenetele da parte. Sgusciate le uova e separate i tuorli dagli albumi....Montate i tuorli con 40 gr di zucchero e poi aggiungete il mascarpone. Montate gli albumi con un pizzico di sale e poi incorporateli al composto con i tuorli. Scolate le nespole e poi saltatele in padella con il burro e lo zucchero rimasto....Prendete 4 bicchierini e mettete un cucchiaio di crema, sopra mettete le meringhe e poi le nespole alternate questi strati fino ad esaurimento degli ingredienti...un piccolo Consiglio mettete i bicchierini in frigo fino al momento di servire.
per la frolla: ...250g farina...80g burro ammorbidito...50g zucchero ...3 cucchiai di grappa alle mele....2 cucchiai di acqua fredda...essenza di vaniglia...1 cucchiaino di lievito....un pizzico di sale ..per il ripieno: una scodella di confettura di nespole...mandorle a scagliette, leggermente tostate (sempre quel che avevo per casa..ma potete anche fare a meno di metterle, o usare altri tipi di noci) ...per lo zabaione:....2 tuorli....60g di zucchero....1 bicchierino di vino bianco secco ORA....versate la farina mescolata allo zucchero e al lievito sulla spianatoia e al centro mettete i tuorli, il burro, la grappa, l'acqua, l'essenza di vaniglia e il sale e iniziate a lavorare il tutto fino ad ottenere un impasto bello liscio, avvolgetelo nel cellophane e tenete al fresco per una mezz'oretta. Trascorso questo tempo stendete la pasta molto sottile, tagliatela a quadri di 10-11cm ca. di lato e al centro di ogni quadro mettete un paio di cucchiaini di confettura che avrete mescolato in precedenza alle mandorle. Richiudete i quadrati lungo la diagonale, formando dei triangoloni ripieni e giratene le punte verso il lato più lungo, formando i vostri tortelloni. Infornateli a 180°C per 10-12' e cospargeteli di zucchero a velo
Ma da dove nasce la festa della mamma?.... Ci sono diverse ricorrenze che si collegano alla festa della mamma: Mother’s Day for Peace: Negli Stati Uniti nel maggio 1870, Julia Ward Howe, attivista pacifista e abolizionista, propose l’istituzione della festa della mamma Mother’s Day: Anna Jarvis ha celebrato la festa della mamma per la prima volta nel 1908, è stato un memoriale in onore di sua madre. La festa si è diffusa in molti Paesi del mondo, ma cambiano le date in cui è festeggiata. Con l’andare del tempo questa festività si è evoluta in una festa commerciale.
Festa della mamma in Italia: è stata introdotta negli anni 50 da Raul Zaccari, Senatore e Sindaco di Bordighera, su iniziativa del quale venne celebrata a Bordighera la seconda domenica di maggio del 1956, e da don Otello Migliosi in Umbria, a Tordibetto di Assisi, nel 1957
Domenica ricorre la festa della mamma e come ogni anno si moltiplicano le iniziative a lei dedicate, un’ampia proposta di eventi cui partecipare con tutta la famiglia e trascorrere una giornata davvero speciale... “Con Te posso fare…” Una tela lunga come una storia, dove ciascuno potrà tracciare segni, linee e colori insieme alla propria mamma, dove non ci saranno limiti di spazio né paura di sporcarsi, tra un’infinità di pennelli e colori pronti per l’uso
Al Monastero di Torba a Gornate Olona e a Villa della Porta Bozzolo a Casalzuigno, la Festa della Mamma diventa una grande festa della creatività, capace di ricordare a ogni mamma che con l’aiuto dei suoi piccoli può fare grandi cose....
appuntamento alla Casa di Giulietta: alle ore 15 “La mia mamma è una diva!” e dalle 16.30 “Son tutte belle le mamme del mondo”, tra corsetti, chiffon e perline, si andrà alla riscoperta dell’abbigliamento e dell’eleganza femminile del passato.
Ci spostiamo poi a Roma, dove, fino all’ 8 giugno, è in scena il Mom Festival! Un progetto nato dall’esigenza di creare iniziative musicali e culturali che riconoscano spazio alla donna non solo come artista, ma anche come madre e fruitrice. Un festival al femminile family friendly, articolato su incontri periodici a cadenza mensile e incentrati sull’attenzione alla condizione materna/genitoriale e sulla cura dei tempi e degli spazi resi accessibili e fruibili da genitori con figli piccoli e non..
Dai dolci alle verdure, a Napoli, andrà invece in scena la Festa della mamma con i Friarielli Ribelli, il Gruppo partenopeo di Guerrilla Gardening, che dedica questa giornata alla cura ed il rispetto di madre terra. L’appuntamento è domenica mattina, presso l’orto urbano cittadino Ortigami, per partecipare ad una serie di attività da passare in condivisione, come la creazione di un orto sinergico che fungerà da laboratorio e darà a tutti l’occasione di fare pratica e di imparare a coltivare i propri ortaggi. Dulcis in fundo, il pranzo organizzato da Ortigami, al quale sono ovviamente invitati tutti i partecipanti.
Insomma, tanti simpatici, divertenti, appassionanti e golosi eventi per regalare ad ogni mamma una giornata speciale, da trascorrere, naturalmente, insieme ai propri figli domenica 12 maggio! ... E PER CHI RIMANE A CASA? SI CORRE TRA I FORNELLI...
Uno dei modi migliori per festeggiare questa festa è di fare trascorrere alla mamma una giornata in completo ozio. Incominciamo portandole la colazione a letto... E POI
Per 6 persone 125 gr formaggio grattugiato spiedini di legno Rivestite una teglia con carta da forno. Con l’aiuto di un anello del diametro di circa 5 cm formate dei cerchi di formaggio grattugiato di circa 3 mm. di spessore. Adagiate, schiacciando leggermente, in ogni cerchio uno spiedino di legno per formare il lecca lecca. Infornate a 150° per pochi minuti, fino a quando il formaggio si è sciolto. Fare raffreddare e servire
INGREDIENTI farina di semola 500 gr sale fino funghi champignon 500 gr besciamella 1 litro prosciutto cotto 200 gr formaggio grana 100 gr sottilette 6 pepe RICETTA Pulite i funghi, tagliateli a fettine e trifolateli in un tegame con un goccio di olio, un pizzico di sale e lasciateli cuocere per 10 minuti. Nel frattempo preparate la pasta con farina, un pizzico di sale e acqua. Dividete la pasta in due parti e preparate la sfoglia stendendola finemente, sistematela su carta da forno e ungetela prima con un pò di besciamella poi coprite con fette di prosciutto, metà di funghi trifolati, 3 fettine di sottilette a pezzi, cospargete di formaggio e un pizzico di pepe. Arrotolate il tutto aiutandovi con la carta da forno e chiudete. Procedete con l' altra metà della pasta facendo allo stesso modo, sistemateli in una teglia e metteteli in frigo per 10 minuti. Uscite i rotoli di pasta dal frigo e srotolateli dalla carta, tagliate il rotolo in parti uguali di circa 4 cm. Sistemate i nidi verticalmente in una teglia unta con un pò di olio e besciamella, molto vicini uno con l'altro, cospargete di formaggio e la restante besciamella. Infornate a 160° per 40 minuti.
4 uova 185 ml di latte 8 fette di pane in cassetta 4 cucchiaini di senape di Digione 4 fette di prosciutto cotto (io utilizzo il Praga) 8 fette di edammer tagliato a macchina 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva sale pepe Scaldate il forno a 180° Sbattete in una ciotola le uova, con il latte, sale e pepe. Spalmate la senape su 4 fette di pane, sovrapponete 1 fetta di formaggio, poi il prosciutto e di nuovo il formaggio. Coprite con le altre fette di pane, distribuite i panini in un piatto piano e coprite con il composto di uova. Fate riposare per qualche minuto e rigiratele una volta. Scaldate un mezzo cucchiaio d'olio in una padella antiaderente, quindi cuocete 2 toast, facendoli rosolate un minuto per lato. Toglieteli dallla padella e appoggiateli su una teglia da forno. Cuocete i due toast rimanenti utlizzando l'olio rimasto. A questo punto mettete tutti e 4 i toast in forno per 10 minuti circa, fino a che si gonfieranno un po' e risulteranno ben cotti.
Un'alternativa al prosciutto: zucchina grigliata e formaggio brie
Con l’arrivo dell’estate la popolazione romana si sposta inevitabilmente presso i castelli romani. Tradizione vuole che i comuni di Ariccia, Frascati e limitrofi siano improvvisamente presi d’assalto da orde di romani affamati dediti a saziare i loro appetiti al fresco dei castelli.
Luoghi adeguati a soddisfare tale bisogno sono le cosidette “fraschette” che hanno il loro momento di gloria proprio durante il periodo estivo..
Le fraschette hanno un'origine antichissima, sicuramente medioevale, ma che in altre forme addirittura risalgono all'antica Roma, quando i contadini delle campagne romane in viaggio verso la capitale per vendere i propri prodotti necessitavano di punti occasionali di ristoro durante il tragitto.
Le origini della denominazione “fraschetta” sono riconducibili all'antico borgo di Frascata (l'odierna Frascati), chiamato così poiché in epoca medioevale i boscaioli dell'allora Tusculum erano soliti costruire e vivere in capanne di frasche, probabilmente per costruire ripari di fortuna dopo la distruzione di Tusculum (Tuscolo) nel 1191...
'Na gita a li Castelli Guarda che sole ch'è sortito Nannì che profumo de rose de garofani e pansè. Come tutto un paradiso li Castelli so' accosì. Guarda Frascati ch'è tutto un sorriso 'na delizia, n'amore, 'na bellezza da incanta'. Lo vedi, ecco Marino la sagra c'è dell'uva fontane che danno vino quant'abbondanza c'è. Appresso vi è Genzano cor pittoresco Albano su viett'a diverti' Nannì Nannì. Là c'è l'Ariccia più giù c'è Castello ch'è davvero un goiello co' quel lago da incanta'. E de fravole 'n profumo solo a Nemi poi senti'. Sotto quel lago un mistero ce sta de Tibberio le navi con l'antica civiltà. So meyo de la sciampagna li vini de 'ste vigne ce fanno la cuccagna dar tempo de Noè. Li prati a tutto spiano so' frutte, vigne e grano s'annamo a mette lì Nannì, Nannì. È sera e già le stelle te fanno un manto d'oro e le velletranelle se mettono a canta' se sente 'no stornello risponde un ritornello che coro vie' a senti' Nannì, Nannì...
Solo in epoca moderna all'interno delle fraschette stesse è possibile acquistare generi alimentari e quindi effettuare un pasto completo. Con questa evoluzione si è persa certamente la componente originale che avevano questi luoghi nel passato e si è data origine alla loro commercializzazione, anche se in alcuni casi è ancora possibile giovare dell'ospitalità di questi locali alla vecchia maniera.
Ad ogni modo le fraschette ancora oggi sono rivendite di antica origine dove ancora si può degustare il vino “sciolto”, venduto in caraffe di varie dimensioni. Tradizionalmente ogni caraffa aveva un suo nome: quella da 2 litri "Boccale" o "Barzilai", dal nome di un uomo politico romano di fine 800 uso a offrire vino in grandi quantità ai suoi elettori; quella da un litro "Mezzo Boccale" o "Tubbo"; quella da mezzo litro "Fojetta" e quella da un quarto, naturalmente, "Quartino". Di particolare tipicità e di rilevante diffusione è la "Romanella", un vino rosso leggermente frizzante e beverino. Tavolate lunghissime, avventori alticci e spesso canterecci, tovaglie di carta e tanto casino. Specialità del luogo sono le coppiette, la porchetta, i salumi locali, mozzarella e ricotta di bufala, e varie preparazioni sott’olio e sott’aceto. Seguono gli abbondanti primi e gli eventuali secondi e contorni, rigorosamente con ricette della cucina romana di un tempo.
Avete mai mangiato le “coppiette”.? Per chi non ne avesse mai sentito parlare ecco una breve descrizione...
Le coppiette sono delle strisce di carne, tagliate con speciali lame, che vengono condite con sale e spezie naturali, e fatte stagionare per sessanta giorni circa. Originariamente venivano vendute nelle osterie romane per incrementare la sete degli avventori, ed erano fatte con la carne di cavallo. Attualmente, invece, sono fatte con carne suina (coscia del maiale)
Potrete assaggiare i primi piatti caratteristici della cucina romana, bruschette con il pane casereccio di Genzano, la porchetta di Ariccia, salumi, olive, formaggi, salsicce di cinghiale, coppiette di maiale e l’inimitabile vino delle “fraschette”, spesso accompagnato dalle deliziose ciambelline al vino o dalla “Pupazza frascatana”.
La “pupazza”, è un semplice biscotto a base di miele, farina e acqua. La sua peculiarità è quella di avere tre seni! Il terzo seno non produce latte, bensì vino. Si dice che rappresenti una curiosa reminescenza iconografica della dea dell’abbondanza. Anticamente si pensava che i bambini che nascevano qui, venissero allattati anche con il vino.
QUALCHE IDEA PER LA VOSTRA TAVOLA...
I bucatini all’amatriciana sono uno dei piatti della cucina laziale più conosciuti e apprezzati RICETTA X 2 PERSONE
200 grammi di bucatini 200 gr di pomodoro 50 gr di guanciale (stagionato) 30 gr di pecorino (stagionato) 1 bicchierino di Vino bianco (secco) Sale e Pepe nero q.b. Peperoncino Olio d’Oliva
Per la preparazione, per prima cosa fate bollire in una pentola in abbondante acqua salata i bucatini.
In una pentola anti aderente di adeguate dimensioni soffriggete in olio d’oliva i cubetti di guanciale fino a quando non saranno diventati “trasparenti” (attenzione a non farlo diventare troppo croccante), successivamente sfumateli con un bicchierino di vino bianco. Fatto questo, introducete nella padella anche la polpa di pomodoro ed un peperoncino. Fate cuocere qualche minuto fino a quando il sugo non si sarà un pò addensato.
Scolate la pasta e saltatela nella padella con il resto degli ingredienti fino a quando non risulterà tutto ben amalgamato.
Spolverate con un pò di pepe e il pecorino.
PORCHETTA FATTA IN CASA....
per 6 persone: carrè di maiale gr 1200 (dal macellaio fatevi portare via le ossa della costole) ; una cotica di maiale grande quanto basta per ricoprire completamente il carrè; vino bianco secco cc 100; spago da cucina; olio extra vergine d'oliva 4 cucchiai; aglio italiano 3 spicchi; sale fino; pepe una decina di grani; bacche di ginepro una dozzina; rosmarino 1 rametto; finocchietto selvatico un paio di rametti (il finocchietto cresce dalla primavera inoltrata fino all'autunno, sui cigli delle strade di campagna. I buoni gourmet si fermano con l'auto e lo raccolgono, conservandolo poi quando si è seccato. Se non lo avete mai raccolto potete ovviare acquistando dei semi di finocchio - di solito utilizzati nell'impasto delle carni della salsiccia - che si comprano nei negozi di alimentari, come una qualsiasi erba o aroma per cucinare, insieme alle bacche di ginepro).
PROCEDIMENTO: tritare insieme l'aglio, le foglioline del rosmarino, le bacche di ginepro, e mescolare in una terrina con sale fino, pepe macinato, semi di finocchietto, olio d'oliva 2 cucchiai. Con un coltello a lama sottile praticare una serie di tagli a croce sulla carne, uno vicino l'altro, per poter inserire dentro ogni taglio un poco della mistura di aromi ed insaporire il carrè. Bisogna prima divaricare il buco infilandoci dentro con forza un dito e quindi inserire gli aromi, spingendoli bene dentro. Oliare, spalmandovi sopra dell'olio, tutto il carré e quindi salare e pepare l'esterno. Se avete ancora un rametto di rosmarino e/o di finocchietto adagiatelo sopra, quindi avvolgete la carne nella cotica. Legare ben strettamente con la refe da cucina, abbondando nei nodi per evitare che diminuendo il volume, mano a mano che si cuoce, possa svolgersi lo spago. Insomma legarlo, come si dice di solito, proprio come un "salame" !
Metterlo in un tegame da forno abbastanza alto di bordo per evitare che gli schizzi di grasso fuoriescano, sporcando il forno. Versarvi intorno un bicchiere d'acqua ed il restante olio. Cuocere nel forno a 200° per 15 minuti, poi irrorarlo con il vino ed abbassare la temperatura a 180°, cuocendo per altri 60 minuti. Trascorso il tempo tiratelo fuori, tagliate ed eliminate lo spago, irrorate la carne del carré con il suo fondo di cottura e continuate la cottura per altri 30 minuti. Potete servirlo anche tiepido o freddo.
La cotica, molto saporita perché avrà assorbito tutti gli aromi ed i sapori
Le ciambelline al vino sono un biscotto semplice, dal sapore di una volta. Pochi ingredienti combinati tra loro per dare un gusto inconfondibile a questo biscotto della nonna.
1 bicchiere di vino rosso o bianco | 1 bicchiere di zucchero | 2/3 di bicchiere di olio
| 1 cucchiaino di lievito | farina q.b. Per la copertura: zucchero semolato q.b.
Preparazione
In una terrina versate il vino, l’olio, lo zucchero ed il lievito. Mescolate poi aggiungete poco alla volta la farina, tanta quanta ne basta per rendere l’impasto lavorabile. Prendete pezzetti di pasta, ricavatene dei rotolini e congiungete le due estremità. Immergete le ciambelle da un solo lato nello zucchero e adagiatele su una teglia foderata con carta da forno. cuocere in forno preriscaldato a 180° per 10/15 minuti.
Non preoccupatevi se appena sfornate le ciambelline sembreranno ancora morbide. Appena fredde si induriranno.
La pupazza frascatana
Cosa serve per circa 5/6 pupazze da 25 cm 500 grammi di miele di acacia 250 ml di olio di oliva 1/2 cucchiaino di aroma d’arancio farina 00
Come si fa 1. Prendere una pentola capiente versare il miele e amalgamarlo con l’olio di oliva a fuoco molto basso. Togliere dal fuoco e aggiungere l’aroma di arancio e farina in quantità tale da ottenere un composto abbastanza duro da lavorare con le mani fin quando non si spacca più. 2. Spianare l’impasto su un piano infarinato ad uno spessore di mezzo centimetro quindi a mano libera ritagliare le pupazze e disegnare i vari “accessori” ovvero gonna, braccia, etc. 3. Aggiungere i tre seni creando tre palline da applicare all’altezza del seno e disegnare con un coltello anche i capelli e tutte le parti più piccole della pupazza. 4. Cuocere in forno a 150°-160° su carta forno per 15 minuti o fin quando non diventa dorata. Sfornare, lasciar riposare le pupazze a temperatura ambiente quindi servirle fredde. Appena cotte le pupazze sono morbide, poi induriscono poi piano piano si ammorbidiscono di nuovo a contatto con l’esterno. Si conservano nei sacchetti di carta o in contenitori ermetici e durano bene per 6-7 giorni
PER FINIRE ...
CANTIAMO INSIEME...CON UN BICCHIERE DI ROMANELLA
OSTERIA NUMERO...
BIPPPP CENSURA...nooooo vi diamo i link per leggervele Voi ......
La taccola è una varietà di pisello della quale si consuma il baccello intero, particolarmente tenero. I baccelli, larghi e piatti, lunghi circa 10 cm, contengono semi molto piccoli e possono essere di colore bianco o verde.
Per pulirle è sufficiente eliminare le due estremità, tirando verso iI basso la parte spezzata per togliere anche l'eventuale filo che si forma lungo il baccello nelle taccole non molto giovani (come si fa per i fagiolini) e lavare bene sotto l'acqua corrente.
A differenza dei piselli sono utilizzate meno in cucina ma sono molto buoni.
Le taccole sono note anche come piselli cinesi oppure come "mangiatutto" poichè si mangiano con l'intero baccello, in quanto la membrana posta all'interno delle pareti è sottilissima. Proprio questa caratteristica, ovvero che di loro si mangi tutto, moltiplica la loro efficacia, rendendone più che mai valido l'effetto rimineralizzante. Più dei piselli, le taccole sono ricche di caroteni, vitamina C e fibra alimentare, contengono buone dosi di vitamina B9 e discrete quantità di ferro. Possedendo fibre vegetali delicate ma molto attive, le taccole sono adattissime per chi ha bisogno di regolare l' intestino, dunque sia per chi ha problemi cronici di stitichezza accompagnata da gonfiori intestinali, così come per chi soffre di colite
Dal punto di vista nutrizionale le taccole hanno una discreta quantità di proteine, per cui possono essere consumate anche come piatto unico. Le taccole sono una verdura saporita, adattissima a ricette particolarmente semplici (ad esempio associate al formaggio o ad altri ortaggi). Affinché mantengano intatte le loro virtù il segreto è di non cuocerle troppo.
Taccole burro e parmigiano - Ingredienti: 800 g di taccole, 100 g di burro, 100 g di parmigiano, sale q.b., 4 tomini, 4 fette di speck - Lessate in acqua bollente salate le taccole per 8-10 minuti. In una padella sciogliere il burro quindi fateci mantecare le taccole per qualche minuto, cospargetele di parmigiano e spegnete il fuoco. Prendete un formaggio tomino ed avvolgetelo nella fette di speck. Scaldate una bistecchiera ed appoggiarci sopra i tomini 3 minuti per lato (in alternativa infornate per 7 minuti a 170°C). Serviteli accanto ai tomini. Tempo di preparazione 10 minuti ..
2 grosse carote, tagliare in diagonale a fette molto sottili 300 gr di taccole, tagliate a metà 1/2 tazza di erba cipollina tritata 3 cucchiai di coriandolo fresco tritato 2 cucchiai di semi di sesamo
Per il condimento: 2 cucchiai di aceto di riso 1 cucchiaino di tamari (salsa di soia)
succo di limone (1 cucchiaio) 1/4 di tazza di olio d’oliva 1 cucchiaio di semi di girasole pepe nero appena macinato q.b. peperoncino tritato q.b.
Preparazione Frullare insieme gli ingredienti per il condimento e mescolare tutti gli altri ingredienti insieme al condimento.
taccole lesse g 350 - prosciutto cotto, a fettine, g 200 - un mazzetto di erbette - 2 mazzi di cipollotti - un uovo - burro - grana padano grattugiato - noce moscata - panna liquida - sale - pepe
Preparazione Sbollentate le erbette, quindi scolatele, raffreddatele e allargatele su un doppio foglio di carta assorbente. Spuntate e lessate i cipollotti, poi tagliateli per il lungo. Imburrate una terrina rettangolare e rivestitela con le fettine di prosciutto cotto lasciandole debordare; coprite il prosciutto con le foglie di erbette, facendo debordare anch'esse; riempite la terrina con strati alternati di cipollotti,e taccole, condendo ogni strato con un pizzico di sale e formaggio grattugiato. Sbattete in una ciotola un uovo insieme con g 100 di panna, sale, pepe, noce moscata grattugiata, quindi versate il composto sulle verdure nella terrina. Chiudete quest'ultima con il suo coperchio (oppure con un foglio di alluminio imburrato) immergetela poi in un bagnomaria caldo e passatela in forno a 200° per 45' circa; scoperchiate quindi la terrina, toglietela dal bagnomaria e infornatela di nuovo ancora per 15'; sformatela e servitela tiepida.
Ingredienti scalogno: 1 olio: qb rosmarino: 1 rametto peperoncino: mezzo patate novelle: 400 gr taccole: 300 gr sale: qb
Tritate lo scalogno e soffriggetelo con un po’ di olio, rosmarino, peperocino e sale, cuocete per una decina di minuti, poi togliete il peperoncino e aggiungete le patate novelle tagliate a fettine.
Cuocete per altri 10 minuti aggiungendo acqua calda quando occorre, poi mettete anche le taccole lessate precedentemente e poi sciacquate sotto l’acqua fredda. Cuocete insieme altri 10/15 minuti e servite.
20 alici
20 taccole
gr. 100 di pangrattato
un uovo sodo
un albume
4 fette di pancarre
un mazzetto di prezzemolo
un vasetto di gr. 100 di capperi sott'aceto
olio extravergine di oliva
sale marino integrale fino
pepe nero
COME SI PREPARA Eliminate il picciolo
delle taccole e bollitele in acqua salata, poi scolatele molto al dente e lasciatele raffreddare su un telo pulito.
Incidete le acciughe lungo il ventre, quindi staccate la testa e tiratela delicatamente verso la coda eliminando
contemporaneamente anche le lische. Sciacquatele, lasciatele sgocciolare in uno scolapasta e asciugatele con carta
assorbente da cucina. Fate rinvenire il pancarre privato della crosta nell'aceto di conservazione dei capperi mescolato
con un decilitro d'acqua fredda, quindi strizzatelo e frullatelo con il prezzemolo, i capperi, l'uovo sodo, sale, pepe
e olio sufficiente a ottenere una salsa fluida. Farcite le alici con una taccola, legatele con refe incolore da cucina,
immergetele parzialmente nell'albume leggermente sbattuto e passatele quindi nel pangrattato. Friggetele in abbondante
olio bollente, estraetele con un mestolo forato e ponetele su carta assorbente da cucina a perdere l'unto in eccesso.
Versate la salsa di capperi in 4 ciotoline individuali e servite a parte le alici.
Ingredienti per la meringa: •70 g di albumi (circa 2 uova medie) •60 g di zucchero a velo Ingredienti per la crema e la decorazione: •300 g di ricotta di pecora freschissima •75 g di zucchero semolato •40 g di albumi (circa 1 medio o 2 piccoli) •300 g di panna •20 g di zucchero a velo •6 g di colla di pesce •400 g di fragole •1 bustina di gelatina per la copertura di torte Preparate la meringa. Montate gli albumi con un pizzico di sale e lo zucchero a velo fino a ottenere un composto molto compatto. Con una matita disegnate su un foglio di carta da forno un cerchio seguendo il contorno della base di una tortiera a cerniera da 24 centimetri. Infarinate e imburrate il cerchio e copritelo con la meringa livellandolo bene. Appoggiate la carta su una placca da forno e cuocete a 120 °C per un’ora e mezza. Togliete il disco dal forno e staccate immediatamente la carta. Controllate che il disco entri nella tortiera, eventualmente tagliate la parte in eccesso quando la meringa è ancora calda e facile da maneggiare. Preparate la crema. Fate sciogliere completamente lo zucchero semolato con 30 g di acqua, montate gli albumi a neve ben ferma versando nel frattempo lo sciroppo a filo. Lavorate la ricotta con un cucchiaio rendendola cremosa, aggiungete gli albumi montati, la colla di pesce (precedentemente ammollata in acqua fredda e sciolta in un pentolino) e, infine, la panna montata insieme allo zucchero a velo. Componete la torta. Mettete il disco sul fondo di una tortiera a cerniera da 24 centimetri, coprite con metà delle fragole tagliate a pezzi, versate la crema sulle fragole e mettete in frigo a solidificare per un’oretta.
Tagliate in due per la lunghezza le restanti fragole e disponetele sopra la torta. Preparate la gelatina come indicato nelle istruzioni e spennellatela sopra le fragole. Lasciate in frigorifero a per almeno un’ora prima di servire.
GELATINA DI VINO SPUMANTE
3 dl. di acqua bollente 55 g. di zucchero superfine (tipo lo Zefiro di Eridania) 1/2 litro di vino spumante, possibilmente rosato 4 foglietti di gelatina (colla di pesce) 150 g. di piccoli frutti a piacere (ad esempio lamponi, fragole, mirtilli, ribes nero o rosso, uva)
Preparazione
Mettete acqua e zucchero in un pentolino su fuoco medio, portate a bollore mescolando; poi abbassate la fiamma e fate sobbollire per 5 minuti, infine togliete dal fuoco.
Versate lo spumante in una ciotola resistente al calore, metteteci dentro i foglietti di gelatina. Lasciate riposare per 5 minuti o fino a quando non saranno diventati morbidi.
Togliete la gelatina dal vino, strizzatela e gettatela nello sciroppo. Sbattete energicamente con una frusta fino a quando non sarà completamente dissolta.
Unite lo sciroppo con la gelatina al vino e mescolate per amalgamare bene.
Lasciate raffreddare completamente, poi mettete in frigorifero per un’ora.
Appena la gelatina inizia a rassodarsi, unite la frutta di vostra scelta (lavata ed asciugata).
Dividete il composto tra sei bicchieri o coppe e copriteli con la pellicola alimentare.
Lasciate solidificare in frigorifero per almeno sei ore.
A piacere al momento di servir potete decorare con altra frutta, o con frammenti di foglia d’oro
E ORA BRINDIAMO ......
BELLINI
PER 1 PERSONA
7/10 di spumante brut o prosecco • 3/10 di succo ricavato da 1 pesca bianca • 1 rametto di ribes rosso • la buccia di 1/2 lime non trattato • zucchero Per ottenere il succo di pesca bianca lavate accuratamente il frutto, tagliatelo a spicchi che priverete della buccia e passatelo nel frullatore insieme con il ghiaccio tritato o spezzettato. Filtrate il succo con un colino a maglia fine e versatelo in una flûte. Aggiungete lo spumante ben freddo e mescolate delicatamente con lo stir. Guarnite con il rametto di ribes rosso ben lavato, passato nello zucchero e disposto a cavallo dell’orlo del bicchiere; completate con la zeste ricavata con un coltellino arcuato dalla buccia di lime, anch’essa lavata e asciugata con cura, e servite.
COCKTAIL "MIMOSA"
4/10 di spremuta d'arancia 6/10 di vino Prosecco, o di Champagne, o di Spumante Brut Versare gli ingredienti direttamente nel bicchiere ed unirvi del ghiaccio.
........quante volte abbiamo fatto venire a pranzo o cena degli amici o parenti cercando in ogni modo di unire il piacevole con il costo....ma ogni volta che terminato il pranzo o la cena...o anche un semplice buffet o cocktail ... (Vogliamo ricordarvi una cosa...il buffet costa meno di un pranzo o di una cena seduta e molti ospiti si sentiranno sollevati dall’impegno di lunghe ore seduti ad un pranzo estenuante.
Inoltre la festa sarà più divertente, più giovane e vivace e molto meno monotona.) .....le rimanenze del cibo erano sempre abbondanti molte volte unte e bisunte da salse o maionese oppure tartine con affettati e pan carré rinsecchiti o attorcigliati su sé stessi .........quindi ognuno di Noi facendo un esame di coscienza e ricercando nelle nostre memorie .....ricordiamo benissimo quanto è rimasto dentro i piatti di portata...... e il giorno dopo ???....
A pranzo si ritorna a riciclare quelle tartine o salumi ormai sudati e rinsecchiti abbinandoli a pasta ultra_condita ... o a secondi che a loro volta ritornano svariate volte...sino a finire nella ciottola del cane......ma ora in tempo di crisi anche i poveri cagnolini fanno dieta... ultimamente una nuova ricerca ha evidenziato che negli ultimi anni molte persone adottano dei comportamenti “a rischio” nel consumo del cibo con l’intento di risparmiare. ....la ricerca ha dimostrato come la maggior di persone ritiene che il costo del loro “spesa tipica” è salito in modo significativo negli ultimi tre anni, tre quarti di loro cerca negli acquisti alimentari le offerte, oppure le marche più economiche, e molti cerca quindi di utilizzare al meglio gli avanzi di cibo, rimasugli, residui, resti, rifiuti......scarti.....fondo di frigo...o anche semplicemente ritagli di cibo
.....cerchiamo quindi di utilizzare al meglio gli alimenti.......tuttavia bisogna tenere conto delle indicazioni del produttore riguardo alla conservazione, e di tenere in frigorifero gli avanzi per periodi superiori a quelli raccomandati...facilitando il rischio di incorrere in un’intossicazione alimentare, soprattutto nei mesi estivi. .....l’aumento delle temperature e la gestione non corretta degli alimenti può favorire più facilmente la crescita di germi potenzialmente pericolosi e favorire l’incremento di tossinfezioni alimentari....
....le classiche rimanenze sono pezzi di carne o pollo(crudi o cotti).....verdure miste.......formaggi......salumi vari ....pan carré...uova....frutta varia
INGREDIENTI 1 Uovo, 1 Patata, Aceto, Olio, Sale, Gambi di Prezzemolo PREPARAZIONE Cominciate preparando il Rosti: grattugiate la patata, datele la forma di una frittella e con l'aiuto di una spatolina mettetela in una padella dove avrete fatto scaldare un cucchiaio di olio. Fate cuocere per circa 5 minuti, alzatelo leggermente con una spatolina per vedere il colore e non appena sarà dorato, giratelo e fate cuocere per altri 5 minuti. Salate. Invece per preparare l'uovo in camicia cominciate col far bollire l'acqua ( circa 10 cm ) in una casseruola con un cucchiaio di aceto ogni litro d'acqua....rompete una delle uova e tendendola quanto più vicina all'acqua lasciatela cadere. Mantenete l'acqua a lento bollore........dopo 4 minuti, togliete l'uovo con la schiumarola e tastatelo con il dito. Il bianco dovrebbe essersi assestato, il rosso ben morbido al tatto. Mettete l'uovo nell'acqua fredda; ciò servirà ad eliminare l'aceto e a fermare la cottura. Servite appoggiando l'uovo sopra il rosti, decorate con un pizzico di sale nero e gambi di prezzemolo ( oppure erba cipollina ).
L'uovo può essere sostituito con affettato....o formaggio che poi riposizionerete nel forno per farlo fondere......oppure potete utilizzare questi rostì anche da mettere in in padella con polpettine e il classico sughetto (che sia in bianco o col pomodoro)
Sapete qual è la cosa più bella di questi piatti ? Beh, il fatto che riescano a fondere in una sola portata tutto il pasto! Di solito sono composti da una base di riso o pasta e arricchiti con tante verdure, carne e salse saporitissime. Diventerà davvero una cucina straordinaria, ricca di gusto e di salute....vi proponiamo oggi una pasta molto speciale, molto sana e davvero completa. Consiglio: più verdure mettete e più sapore avrà questa ricetta. Potete usare qualunque tipo di carne purchè sia magra. Noi abbiamo utilizzato dei classici spaghetti, ma potete anche decidere di utilizzare della pasta di soia o di riso.........insomma.. ...un bel piatto ricco e appagante!
INGREDIENTI 200gr di Spaghetti, 1 Carota, 1 Zucchina, 6 Foglie di Verza, una manciata di fagioli o fagiolini, 300gr di Petto di Pollo, 2 Uova, 1 Cipolla Rossa, 1 Spicchio d'Aglio, Olio di Semi, Salsa di Soia PREPARAZIONE Tagliate il petto di pollo a cubetti; affettate finemente la verza; tagliate a bastoncini le zucchine e le carote.
Affettate la cipolla e fatela soffriggere in 3 cucchiai di olio di semi.....adagiate poi i cubetti di pollo, fateli rosolare e aggiungete 1 cucchiaio di salsa di soia....aggiungete poi tutte le verdure e fatele saltare a fuoco vivo per circa 5 minuti, non di più, altrimenti perderanno la loro croccantezza
In una terrina sbattete le due uova con un cucchiaio di salsa di soia......intanto cuocete la pasta, scolatela e saltatela con le verdure per almeno un paio di minuti.......aggiungete poi le uova alla pasta mantenendo il fuoco acceso. (a differenza di una carbonara, qui le uova devono cuocere e dare l''effetto frittata) Servite guarnendo con salsa di soia a piacere
Un'amica mi dice...domenica eravamo ad una merenda con amici alla quale ognuno portava qualcosa, noi abbiamo portato affettati vari ma il marito ha esagerato sulle quantità... ieri sera piadinata con amici per cercare di smaltire un po' di affettati avanzati, mangia mangia mi sono rimasti circa 2 etti di mortadella con la quale farò un bel polpettone che poi se mai congelerò ....ma cosa faccio con due etti di prosciutto crudo affettato?? .... è quello toscano salato e se non lo uso entro stasera sarà da buttare......
Cara Amica ....puoi farci degli involtini, bistecchine di pollo e dentro li farcisci con il crudo.....oppure una sorta di carbonara,al posto della pancetta usi il crudo
Prendi un rotolo di pasta sfoglia, ci spalmi 250g.di ricotta (philadelphia, stracchino), metti il crudo, se vuoi anche spinaci o biete ......arrotoli, spennelli con il latte e cuoci in forno a 200° fino a doratura.
vi sono rimasti dei salumi vari tipo salame, prosciutto cotto e coppa d'estate come posso utilizzarli senza doverli mangiare così ?
Vi consigliamo di preparare sformati,polpettoni, tortini, gateux e tutto cio' che preferite con il prosciutto cotto, ma la coppa e il salame non usateli per preparazioni da cuocere....li rovineresti!!....Con coppa e salame puoi fare tartine o rotolini di pancarre'...
Ma il modo migliore per gustarli, secondo me, e' con una fetta di pane e basta....per i formaggi si può fare ..........questo un bel sformato di patate e ce li metti dentro (se non sono troppi) senno ci fai una torta al formaggio con i salumi....3 uova, 300 gr farina, 200 gr formaggi misti (quello che hai, purchè si sciolgano che so fontina provolone emmenthal asiago caciottina...), 1 bustina di lievito, latte q.b. ad amalgamare il composto, salumi a cubetti o pezzettini ......quindi sbatti le uova,unisci la farina il latte fino a formare un composto abbastanza denso ma non duro (tipo una crema rappresa come consistenza, spero di essermi spiegata) e il lievito.....metti il formaggio a cubetti,i salumi e un pizzico di sale....amalgami metti in una tortiera imburrata e foderata con pangrattato con la carta forno, io la faccio nello stampo del ciambellone e lo metto in forno....non mi ricordo x quanto tempo, circa una mezzoretta ma lo stecchino non mente! Direi che è molto molto appetitosa...!!!!
seguite la successione delle foto......ed è presto fatto ( e ben spiegato !)
........Con gli avanzi di torte secche - panettoni o biscotti si possono fare diverse ricette....non serve mettere tutto nel mixer e frullare tutto........ esempio mescolare a panna montata, spolverarci il tiramisù, mescolare ad una crema abbastanza liquida (a rassodarla ci penserà la tua farina) per farcire crepes dolci o crostate, usarla per infarinare le tortiere, usare questa farina al posto di una parte di farina normale, in ricette di torte (chessò una ricetta per torta di mele, e magari ci metti le pere che col cioccolato ci stanno meglio), dentro allo strudel per assorbire il liquido della frutta (al posto del pangrattato).... Se hai figli denutriti e collaborativi gli ci fai fare un pappone col latte per colazione ........aahhahha
Con la cioccolata delle uova.......scioglietela con un poco di latte....e mettetela nel contenitore dei cubetti del ghiaccio.....saranno ottimi cioccolatini !!!!
e la frutta.......ancora più semplice....fai una "TORRE DI SVARIATA FRUTTA".
....oppure una " BELLA MACEDONIA" o meglio ancora disponila su una pasta frolla per una "CROSTATA" diversa o per una stranezza su pasta sfoglia per delle " SFOGLIATINE ALLA FRUTTA"
La pianta della melanzana, nome scientifico Solanum Melongena, appartiene alla famiglia delle Solanaceae ed è originaria dell'India dove cresceva spontanea già più di 4.000 anni fa. In Italia la melanzana cominciò a diffondersi intorno al 400 d.C. ad opera degli arabi. Ad oggi l'Italia rappresenta uno dei maggiori paesi europei esportatore di tale ortaggio
E’ delicatamente lassativa, ricca di calcio, fosforo, vitamine A e C e potassio. Stimola l’attività dei reni, grazie al consistente contenuto d’acqua e fibre. La ricchezza in tannini è utile per stimolare la produzione di bile abbassando il colesterolo. Amata dai vegetariani che la usano anche come dentifricio ...
Il consumo di melanzane è particolarmente consigliato nelle diete ipocaloriche, in caso di anemia, aterosclerosi, oliguria e gotta Esistono più varietà di melanzane, differenziate sia per la forma del frutto (allungata, tonda od ovoidale), sia per il colore, che può andare dal viola chiaro, al lilla, al viola scuro, fin quasi al nero. Fra le varietà più comuni troviamo: la violetta lunga palermitana, la melanzana di Murcia, la violetta lunga delle cascine, la violetta nana, la mostruosa o gigante di New York, la Black Beauty, la tonda comune di Firenze.
ORA GUSTIAMOLA...
Conserva di melanzane sott'olio
Ingredienti: •1 kg di melanzane •1 litro d’acqua •500 ml di vino secco •500 ml di aceto di vino o di mele •2 spicchi d’aglio •prezzemolo e basilico •origano in polvere •olio extra vergine d’oliva •sale grosso
Procedimento: •Lavate bene le melanzane. Tagliatele della forma che preferite: a listelli, a fette, a tocchetti. •Disponetele in uno scolapasta, copritele di sale grosso e lasciatele a cedere l’amaro coperte da un piatto e un peso sopra, per l’intera mattinata. •Riprendete le melanzane, sciacquatele bene sotto il getto dell’acqua, strizzatele delicatamente. •A questo punto potete procedere in due modi: grigliare le melanzane in forno e poi metterle nell’aceto, oppure cuocerle direttamente in acqua e aceto. •In entrambi i casi mettete l’acqua, il vino e l’aceto in una pentola bassa e portate ad ebollizione. Quando inizia a bollire unite le melanzane e mescolate delicatamente. •Fate cuocere per 5 minuti poi togliete dalla pentola e disponete su un telo pulitissimo. Lasciate coperte con un altro telo ad asciugare per qualche ora. •Trascorso il tempo disponete le melanzane nei barattoli intervallando basilico, prezzemolo, origano e pezzetti d’aglio. Premete bene gli strati e sull’ultimo mettete ancora una foglia di basilico, un ciuffo di prezzemolo e un pezzettino d’aglio. •Versate olio abbondante a coprite. Chiudete i barattoli ermeticamente. •Disponete i barattoli in una pentola alta riempita d’acqua per 2/3 e fate bollire per circa 25/30 minuti. •Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare completamente i barattoli nella pentola. •Quando saranno freddi toglieteli, asciugateli e attaccate le etichette con gli ingredienti e la data di preparazione. •Conservate i barattoli in un luogo fresco, asciutto e al buio. Un’attenzione particolare va posta in tutti i preparati in olio, perché come sappiamo sono a rischio di formazione di batteri, ma uno in particolare è piu’ pericoloso degli altri : il botulino.
Con alcune accortezze possiamo stare abbastanza tranquille, ma se notate la formazione di piccole muffe o se i barattoli non sono perfettamente chiusi, buttate senza esitazioni e non consumatele. Le melanzane sott’olio hanno un sapore forte e deciso, una maniera decisamente sfiziosa per iniziare un pasto tradizionale.
DAL VASETTO ..E.. DALLA NATURA ....NEL PIATTO...
Melanzane aromatizzate sott’olio
Ingredienti: 1 melanzana prezzemolo 2 spicchi di aglio peperoncino olio evo
Procedimento: Tagliare la melanzana a fette non più alte di 1/2 cm e grigliarle. Prendere un contenitore di plastica o vetro che abbia un coperchio a chiusura ermetica, e una volta che le fette sono fredde, si comincia a disporle per bene, in modo che non stiano troppo una sull’altra. Cospargerle con un po’ di sale , peperoncino in polvere, aglio sminuzzato e prezzemolo fresco. Continuare così fino a terminare le fette di melanzana. Ricoprirle per bene con olio evo. Mettere il contenitore in frigo e dopo 24 ore sono pronte per essere gustate
Le melanzane fatte in questo modo sono un’ottimo contorno Si conservano per 1 settimana massimo in frigorifero, facendo attenzione ad aggiungere olio se vedete che piano piano tendono a scoprirsi
UNA RICETTA CON LE MELANZANE SOTT'OLIO
250 g di pasta fresca 6 fettine di melanzane sott’olio 2 pomodori san marzano maturi 1 spicchio di aglio 2 cucchiai di olio sale
Preparazione: X 2P
Mettere a bollire l’acqua.
Lavare i pomodori e tagliarli a cubettini. Soffriggere leggermente l’aglio in una padella antiaderente con due cucchiai di olio. Prima che imbiondisca versare i pomodorini tagliati e lasciar cuocere.
Tagliare a tocchetti le fettine di melanzana sott’olio ed amalgamarle ai pomodorini.
Non appena l’acqua bolle salarla e versare la pasta.
Regolare il sughetto con l’acqua di cottura della pasta e non appena quest’ultima sarà pronta versarla nella padella ed amalgamare il tutto.
Servire caldo
DUE RICETTE PARTICOLARI....
Le melanzane al cioccolato sono una pietanza tipica della Campania, un piatto dall’accostamento molto particolare e azzeccato.
1 kg di melanzane zucchero farina 2 o 3 uova sale olio di semi Ingredienti per la crema:
50 g di cacao 80 g di zucchero 500 g di latte 300 g di cioccolato fondente 200 g di amaretti 100 g di mandorle 80 g di canditi (facoltativi) cannella un bicchierino di limoncello
È una tipica preparazione estiva (nonostante non sia proprio leggera) della Campania, l’accostamento fra melanzane e cioccolato può sembrare strano ma in realtà gli ingredienti si sposano perfettamente e questo dolce piacerà sicuramente anche a chi non ama le “stranezze culinarie”.
Preparate le melanzane. Lavate le melanzane e tagliatele in fette di circa mezzo centimetro di spessore. Disponete uno strato di melanzane su un tagliere o un piatto largo e piatto, cospargete con un po’ di zucchero e continuate alternando i due ingredienti fino alla fine delle melanzane. Mettere dei pesi sulle melanzane a lasciate riposare per una o due ore in modo da far perdere tutto il liquido.
Sciacquate le melanzane premendole bene per far uscire tutta l’acqua e asciugatele con un panno pulito; poi passatele prima nella farina e dopo nelle uova sbattute con un pizzico di sale. Scaldate in una padella larga abbondante olio di semi (quello d’oliva sarebbe troppo forte) e friggete le melanzane poche per volta fino a quando si forma una crosta dorata e croccante. Man mano che le melanzane sono cotte mettetele a raffreddare su dei fogli di carta assorbente facendo attenzione ad eliminare tutto l’olio in eccesso.
Peparate la crema Unite cacao e zucchero in una pendola, aggiungete lentamente il latte freddo mescolando sempre in modo che non si formino grumi. Portate il composto a ebollizione e fate cuocere per 10 minuti a fuoco basso. Aggiungete il cioccolato fondente a pezzi e lasciate sul fuoco fino a quando completamente sciolto.
Togliete la crema dal fuoco e aggiungete le mandorle tritate, 150 g di amaretti tritati (gli altri serviranno per decorare), i canditi, la cannella e il limoncello.
Mettete gli amaretti rimasti in un piatto e frantumateli grossolanamente premendo delicatamente con un batticarne.
In una pirofila alternate uno strato di melanzane fritte con uno strato di crema fino alla fine degli ingredienti e decorate con gli amaretti tritati. Conservate in frigo fino al momento di servire.
Lo strudel di melanzane (dolce)
Ingredienti: •1 rotolo di Pasta sfoglia •1 melanzana •80 gr. di frutta secca: mandorle, nocciole, noci, spellate •3 cucchiai di uvetta
•100 gr. di zucchero •1 uovo + 1 tuorlo
•1 limone •1 presa di cannella •2 cucchiai di marmellata di albicocche (o pesche o ciliegia) •4 biscotti secchi (o ai cereali) •zucchero a velo per decorare
Lavate la melanzana e tagliatela a dadolini piccolissimi o passatela con il mixer con la lama tritatutto, cioè senza farne poltiglia.
• Fate rinvenire l'uvetta e strizzatela
• Mescolate la melanzana con la frutta secca, lo zucchero, la scorza grattuggiata del limone, la cannella, l'uovo e amalgamate bene
• Stendete la pasta sfoglia e spianatela se necessario con il mattarello lavorando velocemente in modo che non si scaldi troppo la pasta, per ottenere una base sottile
• Spalmate la sfoglia con la marmellata, sbriciolate sopra i biscotti, coprite con il ripieno di melanzana
• Arrotolate la pasta su se stessa formando un rotolo e chiudendo le punte per evitare la fuoriuscita dell'impasto. Spennellate con il tuorlo d'uovo aiutandovi con un pennello da cucina
• Infornate a 200° per circa 30 minuti e comunque finchè la superficie sarà ben dorata.
• Togliete dal forno e spolverate con zucchero a velo
PROVARE PER CREDERE....!!!
CON QUESTI DUE DOLCI VI SALUTIAMO E ALLA PROSSIMA....DUE KISSINI DA NOI
Post n°581 pubblicato il 26 Marzo 2013 da KeyLeague
In Italia, si sa, le tradizioni culinarie sono molto ricche e diversificate da regione a regione. In particolare, nel caso di feste sentite come la Pasqua, si producono tantissime varianti di piatti tradizionali, dolci e salati, da consumare nel periodo pasquale .
Un’idea originale per il pranzo di Pasqua consiste nel servire portate della tradizione pasquale di diverse regioni italiane...
INIZIAMO CON ...
LOMBARDIA:IL SALAME DI FILZETTA: un salame a grana grossa fatto con la parte magra del maiale..
VALLE D'AOSTA:CRESCIA DI PASQUA è una focaccia ...
TRENTINO ALTO ADIGE :LE POLPETTINE PASQUALI: Ingredienti: 600g di polpa di agnello macinata, scalogno, rosmarino, prezzemolo, rete di maiale, aceto balsamico, vino bianco, brodo di dado, olio, sale e pepe..
FRIULI VENEZIA GIULIA :PINZA PASQUALE TRIESTINA è un dolce ...anche salata
PIEMONTE :BRASATO AL BAROLO:
VENETO:iINSALATA PASQUALINA: è un contorno
EMILIA ROMAGNA:LASAGNE VERDI ALLA BOLOGNESE
LIGURIA:TORTA PASQUALINA
TOSCANA :DOLCE SANT' AGATA
MARCHE:BRODETTO IN BIANCO DI PORTORECANATI
UMBRIA:LA CIARAMICOLA è un dolce
ABRUZZO:CAPRA ALLA NERETESE
LAZIO:ARRSTO D'AGNELLO E CORATELLA
MOLISE:INSALATA BUONA PASQUA
1/2 cespo di lattuga romana
1 mango 3 pomodori rossi e ben sodi 150 g di fagiolini 6 ovetti di quaglia basilico limone olio extravergine d'oliva sale e pepe
CAMPANIA:PASTIERA NAPOLETANA
PUGLIA:CALZONE CON SPONSALI E BACCALA'
BASILICATA:PIZZA DI PASQUA AL FORMAGGIO
CALABRIA:PITTA NIEPITA
SICILIA: ZUCCOTTO PASQUALE
SARDEGNA:PILLUS
ALCUNE RICETTE
Pinza pasquale alla Triestina • 1 kg di farina • 6 uova e 2 albumi • 350 g di zucchero • 250 g di burro • 100 g di lievito di birra • 1/2 litro di latte • Rhum • vaniglia
Preparazione:
Impastare il lievito con un po' di latte tiepido e di farina, lavorare con un cucchiaio di legno finché la pastella sia della giusta consistenza e lasciare lievitare in un luogo tiepido. Nel frattempo, preparare sulla tavola gli altri ingredienti, farina, uova, un pizzico di sale stemperato in acqua appena calda, lo zucchero ammorbidito in un po' di latte tiepido, ed il burro sciolto. Mescolare con un po' di vaniglia ed un bicchierino di Rhum. Quando il panetto di lievito sarà cresciuto abbastanza, unirlo al resto, e mano a mano che si lavora la pasta, aggiungere se serve, del latte. Quando la pasta è pronta, farla lievitare nuovamente, e poi passare al forno caldo.
Calzone con sponsali e baccalà
500 g di farina un cubetto e mezzo di lievito di birra 2 cucchiai d’olio d’oliva e altrettanti di olive nere 500 g di sponsali oppure cipolle bianche 2 cucchiai di uva sultanina 500 g di baccalà ammollato sale e pepe q.b Impastare la farina con poca acqua e 2 cucchiai d'olio. Aggiungere il lievito, sciolto in poca acqua tiepida e salare un poco; regolare la consistenza dell'impasto aggiungendo eventualmente altra acqua ma senza esagerare, fino a quando l'impasto sarà diventato elastico. Lasciare a lievitare per poco più di un'ora. Pulire gli sponsali e tagliarli a rondelle, che vanno cucinate in padella con due cucchiai di olio d'oliva; a metà cottura aggiungere il baccalà in piccoli pezzi, ben ammollato e spinato, e cucinare qualche minuto sbriciolando il pesce. Una volta lievitata la pasta, stenderla in due dischi del diametro del tegame da utilizzare, che preferibilmente dovrà essere di ferro, ma andrà bene in alluminio. Ungere per bene il fondo del tegame con l'olio, quindi disporvi il primo disco di pasta; riempire con il baccalà e gli sponsali, le olive snocciolate e tagliate a pezzetti, l'uva passa, precedentemente rinvenuta in poca acqua, un filo d'olio, sale e pepe. Ricoprire con il secondo disco, chiudendo bene i bordi; per favorire l'evaporazione dei liquidi praticare dei fori sulla superficie con la punta della forchetta, quindi bagnare con olio d'oliva e infornare a 180 gradi per 30 minuti circa.
BRODETTO IN BIANCO DI PORTORECANATI
•2 kg di pesce assortito per zuppa (triglie, sogliole, merluzzi, seppie, palombo, pescatrice, pannocchie) •1 cipolla •1 bicchiere d’olio extra vergine d’oliva •2 bustine di zafferano •2 bicchieri di vino bianco secco •fette di pane casereccio •brodo di pesce •sale •pepe
Preparazione
Pulite bene i pesci e lavateli sotto l’acqua corrente, tagliate i pesci più grandi in più pezzi. Mondate la cipolla e fatela a fettine molto sottili, poi mettetela in un tegame piuttosto grande aggiungete un po’ di olio e fatela soffriggere.
Aggiungete le seppie tagliate a pezzetti e coprite con il brodo di pesce o con l’acqua in cui avrete sciolto lo zafferano.
Unite sale e pepe e poi anche gli altri pesci, cercate di mettere prima quelli che richiedono tempi di cottura più lunghi e poi gli altri.
Aggiungete il vino bianco e fate cuocere per 15 minuti mescolando delicatamente di tanto in tanto. Se occorre aggiustate di sale e regolate di pepe.
Nel frattempo abbrustolite le fette di pane sulla piastra o in forno. Servite il brodetto in bianco di Portorecanati caldissimo accompagnato dalle fette di pane.
PILLUS ...SARDEGNA
500 gr di semolino
uova quanto bastano olio 1 cipolla 1 carota 300 g di carne
brodo vino bianco 100 g di prosciutto prezzemolo 50 g di burro salsa di pomodoro
Prendere il semolino ed aggiungere tante uova quante ne assorbe, e lavorare la pasta finché diventi uniforme e vellutata. Lasciare riposare per più di un'ora e intanto far rosolare una cipolla tritata in olio abbondante, appena diventa dorata, aggiungere la carne tagliata a dadini, la carota tagliuzzata fine e far cuocere lentamente versandovi, di tanto in tanto, il brodo. Quando la carne è cotta, aggiungere il prosciutto tagliato a pezzetti, un po' di prezzemolo tritato, il burro, un cucchiaino di concentrato di pomodoro sciolto in poca acqua tiepida, sale, ed infine aggiungere il vino bianco secco. Lasciare cuocere ancora, lentamente, poi prendere una casseruola, riempirla d'acqua salata e far bollire forte. Nel frattempo stendere la pasta col mattarello e farne delle sfoglie sottilissime, tagliarle a dischi della dimensione di un piatto. Far cuocere i dischi di pasta nell'acqua bollente, uno alla volta, e quando sono al dente scolarli con un mestolo forato, facendo attenzione che non si rompano. Preparare una teglia alta con dentro il sugo, il formaggio dolce grattugiato e disporre a strati i dischi di pasta, il sugo, il formaggio, fino alla fine degli ingredienti. Condire l'ultimo strato di pasta con sugo, formaggio e fiocchetti di burro. Cuocere nel forno da campagna elettrico o a gas, lasciare dorare un poco la superficie e poi servire direttamente nel recipiente, possibilmente di pirofila.
......e allora......siete alla ricerca delle ricette perfette per il vostro menu di Pasqua? Volete fare bella figura coi vostri commensali mettendo in tavola un menu ricercato a base di ingredienti e preparazioni tipiche di questa festa? Siete nel Blog giusto! Qui troverete tante ricette di Pasqua, da quelle più tradizionali (che si consumano nelle varie Regioni) alle più particolari e originali......ricette tipiche regionali per portare in tavola un pizzico d’Italia.......per una FELICE PASQUA
SE volete alcune ricette particolari regionali...chiedetele e avrete le ricette... ancora ...AUGURI DI BUONA PASQUA DA NOI
Pasqua, voglia di tradizioni anche a tavola, di genuinità e abbondanza.
Per questo non possono mancare portate a base di agnello, verdure di stagione e uova, non solo di cioccolato.
Un menu d’eccezione infatti, quello che rende il vostro banchetto davvero memorabile, sfrutta i cibi che hanno un legame antico con la Pasqua e con la primavera...
IN QUESTO POST PARLIAMO DI... AGNELLO... ABBACCHIO....CAPRETTO
L’agnello è simbolo del sacrificio di Gesù, l’”agnello di Dio”, richiama le idee di purezza e di abbondanza, per questo ricorre in numerosi piatti tipici, segnando la fine del digiuno quaresimale e l’inizio della festa...
L’AGNELLO E’ un tipo di carne di facile digestione e di alto valore nutritivo, con basso contenuto calorico.
La sua particolarità è data dal fatto che può essere cucinato in mille modi diversi. Varietà: solitamente si distingue in agnello da latte, detto abbacchio (termine dialettale del Lazio), esemplare che viene nutrito solo con il latte materno e non va oltre le 4 settimane di vita, caratterizzato da carne tenera e delicata.
Poi c’è quello bianco o maturo che non va oltre i 2-6 mesi di vita, che viene nutrito di erba ed è caratterizzato da un sapore forte e aromatico. Ci sono diversi tagli di questo tipo di carne: Il cosciotto - taglio adatto soprattutto per le preparazioni arrosto. Può venire disossato e farcito oppure arrotolato. La spalla - che viene di solito venduta intera, caratterizzata da carne più soda del cosciotto. Si presta a tutte le cotture. Il carré (cioè la schiena con le costole) - si presta a preparazioni d’effetto come la classica corona d’agnello che si ottiene mettendo insieme due carré privati della colonna vertebrale, accostati e legati a corona con le ossa delle costolette che sporgono esternamente. Le costolette, ottenute dal carré che viene tagliato a fette. Il petto - piuttosto grasso, ma saporito. Il collo - venduto intero o disossato, che può essere farcito o ridotto a spezzatino.
Altre parti apprezzate sono la pancetta e la coratella.
IL CAPRETTO Le migliori razza italiane di capretto sono l’Agrigentina, l’Alpina, la Pugliese e la Sarda. Il capretto è un animale che viene macellato quando il suo peso raggiunge tra i 6 e i 12 chili. La sua carne è rosa chiaro se alimentata solo con latte e rosa intenso se alimentata con erba. L’odore è meno intenso rispetto all’agnello perché contiene una minore percentuale di grassi. Simile a quella di agnello quanto a valore nutritivo, la carne di capretto è meno saporita e pertanto richiede più condimento. Per valorizzarla infatti si ricorre spesso ad erbe aromatiche e vino
Tra gli estimatori di queste carni, il poeta Gabriele D'Annunzio, nato in Abruzzo, regione dove la pastorizia era risorsa essenziale.
Da qui arrivano diverse ricette. Ne ricordiamo una: cottura dei pezzi d'agnello in casseruola, con olio d'oliva, aglio e vino bianco, conditi con il sugo di cottura, tuorli d'uovo, pecorino e succo di limone.
La preparazione più antica è arrosto: la carne deve formare una croccante crosticina, rimanendo però ben morbida all'interno.
In Emilia Romagna può essere farcito di mortadella, in Calabria di pasta come i vermicelli. In Campania si fa l'agnello in casseruola con cipolline, patatine e alloro.
Fritto è tipico della Venezia Giulia.
Tra i piatti più rinomati della cucina romana c'è l'abbacchio, l'agnello da latte (il nome sembra derivare dal latino "baculum", bastone: gli agnellini venivano legati dal pastore a un palo, perché non si perdessero).
Da qui anche l'aggettivo abbacchiato, cioè demoralizzato, come può essere un animale legato, non libero di muoversi. La denominazione di "Abbacchio Romano" è riservata esclusivamente agli agnelli, maschi o femmine, nati e allevati allo stato brado e semibrado, di razza Sarda, Comisana, Sopravissana, Massese, Merinizzata Italiana e relativi incroci. La carne dell’Abbacchio Romano, messa in commercio secondo differenti tagli (intero, mezzena, spalla e coscio, costolette, testa e coratella), presenta un colore rosa chiaro con grasso di copertura bianco, tessitura fine, consistenza compatta, leggermente infiltrata di grasso, sapore delicato con odori tipici di una carne giovane e fresca.
Caratteristica distintiva dell'Abbacchio Romano è data dalla scarsa presenza di grasso sia di copertura che infiltrato. A Roma la stagione degli abbacchi comincia in autunno e finisce in primavera.
Quella degli agnelli dura tutta la primavera, comincia a Pasqua e finisce a San Giovanni (24 giugno).
Quando si acquista l'agnello occorre fare attenzione che il colore del muscolo sia vivo ed intenso e l'odore gradevole; il grasso deve essere bianco o giallo paglierino; al tatto la carne deve risultare compatta (se compressa con una nocca deve infossarsi e ridiscendere immediatamente). Una volta acquistato si conserva in frigorifero, coperto con della pellicola trasparente, per non piu' di due giorni, perche' si altera con facilita'; puo' anche essere congelato, purche' privato prima delle parti grasse visibili: in questo caso dura circa sei mesi, e una volta scongelato deve essere consumato entro 12 ore.
La quantita' di carne per persona da considerare e' di circa 250 g. con l'osso.
Per quanto riguarda le proprieta' nutrizionali, l'agnello e' un tipo di carne molto digeribile e di basso contenuto calorico (159 Kcal. per 100 g. di prodotto); se privato del grasso visibile, ha infatti un contenuto lipidico modesto (circa l'8-10%, in prevalenza grassi saturi, percentuale che pero' sale sensibilmente nell'abbacchio).
Ha un buon contenuto proteico (circa il 20%) e contiene sodio, potassio, calcio, fosforo, magnesio, zinco, selenio e vitamine B1, B2 e PP
ALCUNE RICETTE
Abbacchio romano
Agnello (abbacchio romano) 1 Rosmarino 3 rametti Aglio 4 spicchi Limone o aceto 2 Strutto 50 gr Olio extra vergine d'oliva qb Sale qb Pepe macinato qb
Sbattere bene con una forchetta olio, sale, pepe, poco aceto (o succo di limone) e le foglioline di due rametti di rosmarino. Praticare 4 fori nel cosciotto d’agnello con con un coltellino e inserire in ognuno 1/4 di spicchio d'aglio e un ciuffetto di rosmarino, e metterlo a marinare in un recipiente con la salsa preparata per un paio d'ore o anche per una notte in frigorigero, volendo. Scolarlo dalla salsa e cospargerlo di foglioline di rosmarino. Ungere una teglia da forno con lo strutto e posarci il cosciotto con un rametto di rosmarino sopra. Cuocere in forno già caldo per circa 1 ora bagnandolo ogni tanto con la marinata. Il cosciotto deve raggiungere la giusta doratura ma non si deve asciugare troppo. Servire con un contorno a piacere o con le classiche patate arrosto TEMPO 3 ORE X 4 PERSONE
SPEZZATINO D'AGNELLO ALL'UOVO (ricetta abruzzese)
1 kg di agnello
2 cucchiai di olio
1 uovo intero
1 spicchio d'aglio
1/2 limone
rosmarino q.b.
1/2 bicchiere di vino bianco
pepe e sale
Preparazione:
tagliare a pezzi piuttosto piccoli l'agnello, disporlo in una padella antiaderente, aggiungere olio, pepe, sale, rosmarino, aglio e vino; far cuocere lentamente fino a quando la carne non sarà quasi pronta.
Scolare l'eccesso di grasso presente nella padella.
Battere l'uovo con il limone, unire alla carne.
Rimettere la padella sul fuoco mescolando velocemente per un paio di minuti per far sì chela salsa si amalgami intorno alla carne.
COSCIOTTO D'AGNELLO AL VINO BIANCO
La ricetta del cosciotto di agnello al vino bianco è un ottimo modo per preparare l’agnello per il pranzo di Pasqua. Prima preparerete una marinata a base di vino bianco, sale e pepe macinato fresco, aglio e buccia di limone; successivamente procederete a cuocere l’agnello in olio in un tegame, utilizzando la marinata ben filtrata, il succo di limone e menta fresca
2 kg di cosciotto di agnello 1/2 l di vino bianco Foglie di menta fresca 1 spicchio di aglio 100 ml di olio di oliva 1 limone Sale Pepe (X4 PERSONE )
Preparazione: Disossate il cosciotto d’agnello (o acquistatelo già disossato dal macellaio), mettete la carne in una ciotola capiente e cospargetela di sale, pepe macinato fresco. Versatevi il vino bianco, l’aglio e la buccia del limone. Coprite la ciotola e lasciate marinare l’agnello in frigorifero per un giorno.
Trascorso il giorno di marinatura, scolate la carne dalla marinata (che terrete da parte) e fatela rosolare per 10 minuti in un tegame con l’olio d’oliva, a fuoco medio, rigirandola continuamente in modo che si colorisca in modo uniforme. Filtrate la marinata e versatela sull’agnello. Lasciate cuocere a fuoco medio fino a quando il fondo si sarà ridotto della metà e l’agnello sarà tenero.
A questo punto mescolate al fondo di cottura il succo di un limone, poi togliete il tegame dal fuoco e sistemate la carne in una zuppiera da portata, alternandola con le foglie di menta lavate e asciugate.
Agnello allo spiedo dei pastori (SARDEGNA)
Questo è un modo di cuocere la carne d’agnello o di capreto praticato dai pastori da sempre. Oggi lo si fa per accogliere i turisti che sempre più spesso scelgono di trascorrere una giornata in compagnia dei pastori nel loro ambiente. Infilate il mezzo agnello senza la testa nello spiedo per lungo.
(lo spiedo, se non lo avete già, lo potete preparare voi stessi con una stecca di legno d’ulivo cui avrete levato prima la corteccia e aguzzato la punta).
Posizionate lo spiedo tra due mattoni o pietre vicinissime al fuoco in maniera che rimanga sospeso da terra e vicino alla fiamma, di tanto in tanto tirate fuori un po di brace viva e stendetela sotto lo spiedo in modo che la carne prenda calore sia dal lato (il fuoco) cha dal basso (le braci). Girate spesso lo spiedo.
Prendete il panetto di lardo, un pezzetto di stoffa di lino o cotone pulito, praticate un buco nel panetto di lardo e infilateci il panno.
Accendete uno dei lembi del panno, lo stesso comincerà a bruciare grazie al grasso del lardo che col calore comincerà a colare a goccie quindi ad alimentare la combustione.
Le goccie di grasso del lardo devono cadere sulla carne da tutti i lati man mano che girate lo speiedo. fate questa operazione per almeno due volte, la prima verso metà cottura e la seconda verso fine cottura.
Il tempo di cottura dipenderà dal fuoco, cioè dalla distanza dello spiedo dalla fiamma e dalle braci. Tenete presente che all’inizio si dovrà procedere a fuoco lento per evitare che bruci all’esterno e rimanga crudo all’interno.
Sarà cotto quando avrà raggiunto una bella crostina dorata da tutti i lati.
Tagliate a pezzi, disponeteli in un piatto da portata, salate e servite subito
questa pietanza si abbina con Vino Rosso Fermo, corposo, in particolare con vini prodotti in Sardegna.
Preparazione: In una casseruola si mette il capretto in pezzi con lo strutto, il prosciutto e la cipolla tritata.
Si fa imbiondire a fuoco moderato affinchè la cipolla non bruci e il capretto non si colorisca troppo. Si condisce con sale e pepe e quando il capretto si è imbiondito si fa cadere a pioggia mezzo cucchiaio di farina.
Si mescola e dopo un paio di minuti si bagna con mezzo bicchiere di vino bianco.
Quando il vino sarà asciugato si aggiunga dell'acqua fin quasi a coprire il capretto.
Si lascia cuocere fin quando il liquido si consuma (il sughetto che resta dovrà essere piuttosto denso). Dieci minuti prima di andare in tavola, mettere in una scodella 2 o 3 tuorli d'uovo, il succo di un limone, una cucchiaiata di prezzemolo tritato e una generosa pizzicata di foglie di maggiorana. Dopo aver battuto il tutto con la frusta si versa sul capretto e si tiene la casseruola per 5/6 minuti sul fuoco bassissimo, affinchè l'uovo si addensi senza stracciarsi
CONTORNI CONSIGLIATI: PATATE E VERDURE SALTATE IN PADELLA... CARCIOFI.... VINI: la scelta dei vini è ampia e diversificata, con la possibilità di abbinare molte tipologie di vino, dai bianchi fino ai rossi più robusti ed evoluti.
L’Avocado denominata anche “Persea Americana” è un frutto a forma di pera con origine dell’America Centrale. E’ un frutto usato sempre più spesso nella cucina, e usato da secoli per la maggior parte delle pietanze messicane.
La sua consistenza è simile al burro, con un leggero sapore di nocciola.
E’ ricco di grassi e proteine e viene utilizzato anche in campo cosmetico, con ottime proprietà per pelle e capelli. E’ conosciuto fin da 5000 A.C. in cui è diventato l’alimento base per le popolazioni messicane. Ha conquistato l’europa per il suo potere afrodisiaco, e oggi viene coltivato in vari campi sparsi nel mediterraneo
La principale caratteristica nutrizionale di questo frutto è la sua ricchezza di grassi, specialmente insaturi ed Omega – 3.
Il contenuto di grassi dipende però dal tipo di avocado, e varia dal 10% al 30%. Per il popolo sudamericano e sudafricano l’avocado rappresenta il sostituto delle olive per gli Europei.
L’elemento più rilevante per la salute di chi include l’avocado nella sua alimentazione è l’apporto di acido grasso linolenico e Omega – 3, grassi “buoni” in quanto capaci di stimolare la produzione di colesterolo buono (HDL) e frenare il deposito di quello cattivo (LDL).
Con questa proprietà dell’avocado si può diminuire il colesterolo nel sangue (ipercolesterolemia), si può prevenire l’arteriosclerosi e le patologie causate dall’ostruzione del cuore e delle arterie, aggiungendo allo stesso tempo colore e sapore alla nostra alimentazione Ma gli effetti positivi non sono solo per il cuore: l’avocado è anche ricco di fitonutrienti, elementi antiossidanti che aiutano a liberare la cellula dai radicali liberi.
L’Università dello stato dell’Ohio, in USA, ha dimostrato inoltre che l’avocado è in grado di prevenire la formazione di tumori della bocca.
Altre virtù dell’avocado Aiuta a prevenire il morbo di Alzheimer Aiuta a migliorare la depressione Si utilizza nella terapia nutrizionale del paziente con sclerosi multipla Grazie al suo contenuto in Vitamina D, aiuta l’assorbimento di calcio e fosforo, aiutando ad avere ossa e denti più sani e resistenti contro osteoporosi e artrosi Aiuta a diminuire il prurito nelle dermatiti ed altre patologie dermatologiche o allergie della pelle Ha poteri antinfiammatori.
Gli avocado crescono in tutti i paesi tropicali.
In USA crescono più di 20 varietà di avocado piuttosto differenti come forma, grandezza colore e aspetto della buccia.
I più saporiti e ricchi di grasso sono quelli piccoli a forma di pera e con la buccia liscia e scura.
L’avocado, se acquistato maturo e pronto per essere mangiato, può essere conservato in frigorifero per uno o due giorni. Se invece viene acquistato non ancora maturo, va fatto maturare a temperatura ambiente per un periodo che va dai tre a sei giorni anche se è possibile accelerare la maturazione, inserendo l’avocado in un sacchetto di carta insieme ad un pomodoro; in frigorifero non matura. L’Avocado è uno di quei pochi frutti in cui la buccia non è commestibile, per cui ricordiamoci di levarla.
Trattamento idratante, crema per il viso, olio doposole, persino impacco per le unghie: tutto si può fare con l'olio di avocado, straordinario elisir di bellezza..
Ecco qualche ricetta..
Trattamento per il corpo.
Riduci la polpa dell’avocado in purea e applica su viso e corpo massaggiando la pelle con il nocciolo del frutto, con piccoli movimenti circolari. Maschera per capelli.
Prima del lavaggio, sui capelli asciutti, applica un po’ di olio di avocado, lascia agire per 15-20 minuti e poi procedi al lavaggio.
L’olio ammorbidisce, nutre e rinforza la chioma senza ungerla né appesantirla. Impacco per le mani. Pela l’avocado, schiaccialo con una forchetta e unisci un tuorlo d’uovo e qualche goccia di limone. Amalgama bene e applica sulle mani, unghie comprese.
Reintegra l’idratazione, schiarisce le macchie, rende la pelle morbida.
La polpa di avocado può essere utilizzata nelle preparazioni dolci per sostituire il comune burro, con l'effetto di ottenere pietanze decisamente più leggere. Se ne avrete l'occasione, provate dunque ad utilizzare questo ingrediente per la preparazione di torte, crostate o biscotti, iniziando facendo in modo che la polpa di avocado frullata venga adoperata per sostituire almeno la metà del quantitativo di burro (o di margarina) indicato nella ricetta che seguirete.
La consistenza cremosa dell'avocato ed il suo sapore delicato non vi faranno sentire la mancanza del burro.. La polpa di avocado può essere tagliata a cubetti ed aggiunta per arricchire le vostre fresche insalate estive. Esse potranno ad esempio comprendere la presenza di lattuga, rucola, olive verdi e nere, mais, zucchine e carote affettate a julienne. Un insalata di questo tipo può essere condita con olio extravergine d'oliva e succo d'arancia o di limone..
Avocado - Filetti di acciuga marinati - Lattughino - Verdure miste - Succo di limone un avocado 4 filetti di acciuga marinati lattughino verdure miste (carota, verde di zucchina, cipollotto) in tutto g 80 succo di limone olio extravergine d'oliva sale pepe in grani •Spaccate a metà l'avocado e privatelo del nocciolo. •Scavate le 2 metà lasciando un bordo di circa mezzo centimetro e riducete a palline il resto della polpa. •Farcite i mezzi avocado con le palline di polpa, poco lattughino,le verdure miste ridotte a bastoncini, i filetti di acciuga. • Condite con un'emulsione ottenuta frullando g 40 di olio, sale, succo di limone; infine completate con una generosa macinata di pepe fresco
AVOCADO ALLA VINAIGRETTE
•2 avocado •Un limone •Un cucchiaino di senape •4 cucchiai di olio extravergine di oliva •Pepe •Sale
Preparazione Tagliate a metà gli avocado per lungo ed eliminate il grosso nocciolo.
Spremete un po’ di succo di limone fresco sulle superfici dell’avocado per evitare che anneriscano. In una ciotolina mettete la senape e 2 cucchiaini di succo di limone, poi unite goccia a goccia l’olio extravergine di oliva mentre mescolate, aggiungete sale e pepe e mescolate ancora.
Versate questa salsina nell’incavo lasciato dal nocciolo e servite come antipasto.
La bruschetta con avocado e pomodori e mozzarella
•4 fette di pane tostato •40 g di burro •150 g di mozzarella •2 pomodori •1 avocado maturo •1 limone •Sale •Pepe
Preparazione: Imburrate le fette di pane precedentemente tostato, tagliate la mozzarella a fette sottili e adagiatela sulle fette di pane.
Tagliate a dadini i pomodori e l’avocado, spruzzate di succo di limone. Poi cospargete le bruschette con il mix di frutta e pomodoro, salate e pepate, e servite.
Spaghetti alla crema di avocado
400 g di spaghetti integrali 1 avocado bello maturo 1 spicchio di aglio 100 g di noci sgusciate 2 cucchiai di lievito alimentare in scaglie abbondante prezzemolo abbondante salvia sale olio evo qualche goccia di limone semi di sesamo semi di zucca semi di girasole semi di papavero
Procedimento: Mettere in un frullatore le noci e frullarle. Aggiungere l’avocado tagliato a tocchetti, lo spicchio d’aglio, il prezzemolo, la salvia, il lievito, il sale, qualche goccia di limone e l’olio. Frullare bene il tutto fino ad ottenere una bella crema liscia. Cuocere gli spaghetti in acqua salata e condirli con la crema di avocado. Impiattare e cospargere con i semini tritati (una nostra nota potete usare anche classici spaghetti )
Inviato da: briciolabau
il 23/05/2013 alle 13:36
Inviato da: Mariluna
il 21/05/2013 alle 13:19
Inviato da: briciolabau
il 21/05/2013 alle 11:59
Inviato da: xxx_bluebaby_xxx
il 19/05/2013 alle 10:16
Inviato da: ripensoiltuosorriso
il 19/05/2013 alle 09:18