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TEGAME DI PANE CARASAU E ....

Post n°535 pubblicato il 23 Maggio 2012 da mina_1954
 

 

 

TEGAME

DI PANE CARASAU E PECORINO

Ingredienti:

- 250 gr di pane carasau

- 400 gr di pecorino sardo fresco

- 300 gr di pecorino sardo stagionato

- 2 litri di brodo di pecora; in alternativa brodo

ristretto di carni miste o di manzo

 

 

Filtrate e sgrassate il brodo.

Grattugiate i due formaggi: finemente il pecorino stagionato, a scaglie pecorino fresco.

 Ammorbidite un foglio di pane carasau con il brodo e sistematelo sul fondo di una pirofila.

 Ricoprite con uno strato di pecorino fresco ed uno strato di pecorino stagionato.

 Alternate gli ingredienti e terminate con uno strato di pane carasau.

 Versate, su quest'ultimo strato, qualche mestolo di brodo. Distribuite il brodo su tutta la superficie e sui bordi.

 Ricoprite con abbondante pecorino grattugiato.

 Mettete in forno caldo a 180° per 30 minuti circa.

 Fate gratinare con il grill durante gli ultimi 5 minuti di cottura

Prima di servire, fate riposare per almeno 15 minuti.

Ricetta del pane carasau, tipico della Sardegna

 

900 gr di farina bianca 00, 60 gr lievito di birra, acqua qb. e sale.

 

preparazione:

 

sciogliere il lievito su poca acqua tiepida con un pizzico di sale (non calda altrimenti annulla l'effetto) e sulla spianatoia versare la farina a fontana.

versare il lievito e mescolare, aggiungere l'acqua pian piano finché il composto non diventa liscio e compatto.

coprire bene con dei tovaglioli e lasciare lievitare un ora o poco più.

trascorso questo tempo riprendere la pasta e rilavorarla per un poi.

fare poi delle palline da 150 gr e tirarle con il mattarello, fare delle sfoglie tonde e sottili, il più possibile che potete. come un foglio di giornale!

infornarle in forno caldissimo...dopo poco si gonfia come un palloncino, a questo punto potete tirarlo e dividendo i 2 emisferi (schiacciandoli piano) dovete rinfornare fino a quando il "foglio" non risulta croccante e ben abbrustolito.

 

 

 

 

 

 

 

 
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...........IL PROSCIUTTO DI PRAGA............

Post n°534 pubblicato il 18 Maggio 2012 da KeyLeague
 

Il prosciutto di Praga è un prodotto tipico della salumeria mitteleuropea ed affonda le sue radici all'epoca dell'impero austro - ungarico

 

Oggi, il prosciutto  Praga viene prodotto anche in altre nazioni, con risultati però discordanti a seconda del tipo di lavorazione adottato. Buono se non ottimo nella versione artigianale.
Le cosce da utilizzare devono avere un peso di circa 10-12 kg. Dopo essere state rifilate, vengono immerse in una salamoia preparata con acqua, sale ed aromi. Il tempo di stazionamento è di circa quaranta giorni, affinché il sale abbia modo di penetrare lentamente all'interno, insaporendo le carni in profondità.

 Trascorso tale periodo, le cosce vengono sgocciolate ed asciuga-te, quindi appese in un luogo ben arieg­giato. In locali appositi si inizia il pro­cesso di affumicatura: trucioli prove­nienti da legno non resinoso vengono fatti bruciare lentamente fino a riempi­re completamente di fumo le stanze dove in seguito verranno appese le cosce.

 

Non esiste un legno particolare da utilizzare; certo è che l'impiego di legni aromatici permette di acquisire un maggior ventaglio di profumi, che si trasferiranno poi, con effetto benefico, alle carni Il prosciutto di Praga si abbina al meglio con un vino rosso leggero come il Merlot friulano.

Il prosciutto di Praga è un alimento ad alto contenuto di proteine, nutrienti essenziali alla crescita

VALORI NUTRIZIONALI MEDI per 100 g di parte magra:

valore energetico proteine carboidrati grassi 115,0 Kcal-485,0 kJ - 21,0 g - 1,0g - 3,0g

ORA GUSTIAMOLO ....

Quiche fontina e prosciutto di Praga

INGREDIENTI (per 6 persone)

200 gr di pasta brisée - 200 gr di prosciutto di Praga - 3 uova - 100 mi di panna - 100 gr di fontina tagliata a dadini Sale, pepe

PREPARAZIONE:

In una terrina sbattete le uova con la panna aiutandovi con una frusta; unitevi la fontina, il prosciutto tritato, sale e pepe. Stendete la pasta con il matterello e foderateci una teglia imburrata ed infarinata. Bucherellate la pasta con i rebbi di una forchetta e versateci il composto di uova. Cuocere in forno già caldo a 200° C per 30 - 40 minuti

Crepes con pecorino affumicato e prosciutto di praga gratinate


per il ripieno
100 gr pecorino fresco affumicato
prosciutto cotto di praga
bechamel preparata con:
1 cucchiaio raso di burro
1 cucchiaio colmo di farina
250 gr latte p.s.
1 pizzico di sale (pochissimo: formaggio e prosciutto sono già saporiti)
1 pizzico di noce moscata.

per le crepes
3 uova intere
2 bicchieri ( quelli di plastica bianchi) di farina 00
2 bicchieri di latte
50 gr di burro fuso
un pizzico di sale

preparare la pastella per le crepes coi suindicati ingredienti:
mettere in frigo a riposare per una mezzora.
preparare quindi le crepes, sottili e appena dorate.
con queste dosi dovreste ottenere una dozzina di crepes del diametro di circa 15 cm.

preparare ora la bechamel.
quando è ancora calda mescolateci dentro il pecorino grattugiato e il prosciutto di praga tagliato a piccoli cubetti
ora farcite ogni crepe con un cucchiaio di ripieno e piegatela in quattro.
quando tutte le crepes saranno pronte, disponetele in una teglia foderata di cartaforno, e mettetele in forno ben caldo, senza aggiunta di altri condimenti, fino a quando diventeranno dorate e croccanti in superficie.
sfornatele e servitele immediatamente.

Focaccia farcita con lattuga prosciutto di praga

500 gr di farina tipo 0
250 gr di prosciutto di Praga
1 bustina di lievito in polvere
1 cespo di lattuga
6 cucchiai di maionese
1 cucchiaio e 1/2 di senape
qualche goccia di angostura
1 ciuffo di cerfoglio
olio extravergine di oliva
sale qb
Versate la farina a fontana sul piano di lavoro; ponete al centro il lievito e un pizzico di sale; incorporate lentamente un poco di acqua tiepida e un filo di olio. Lavorate il tutto fino a ottenere un impasto omogeneo ed elastico, che farete lievitare in una terrina, coperto con un canovaccio, per almeno 1 ora.

Trascorso il tempo di lievitazione, lavorate nuovamente l’impasto per una decina di minuti, quindi stendetelo in modo da ottenere un rettangolo dello spessore di circa 1 cm, che disporrete su una placca ben unta di olio. Lasciate che la pasta riposi ancora per una mezz’ora, poi passatela in forno per 30 minuti a 200 °C.

In una ciotola incorporate alla maionese la senape e qualche goccia di angostura, mescolando delicatamente. Lavate e mondate la lattuga; eliminate le costole centrali, conservando solo la parte tenera delle foglie.

Tagliate nel senso della larghezza la focaccia ancora tiepida; spalmate lo strato inferiore con la salsa a base di maionese, quindi distribuitevi uniformemente l’insalata e le fette di prosciutto e ricoprite con l’altro strato. Tagliate la focaccia in sei trance rettangolari che servirete su un piatto da portata, decorando con un ciuffetto di cerfoglio

Insalata con prosciutto di Praga

 2 cespi di indivia belga
 1 cespo di radicchio di Treviso
 1 cespo di lattuga romana
1 cetriolo piccolo
 12 ravanelli
 200 g di prosciutto di Praga in 2 fette
 150 g di emmentaler a dadini
 50 g di grana in scaglie
 1 cucchiaino di senape dolce
 2 cucchiai di maionese
 2 cucchiai di panna da cucina
1 cucchiaio di succo di limone
 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
 sale
 pepe
Mondate e lavate indivia, lattuga e radicchio; sgocciolateli con cura e tagliateli a listarelle. Mondate i ravanelli, lavateli e tagliateli a rondelle molto sottili. Lavate il cetriolo, spuntatene le estremità e, prima di affettarlo, pelatelo parzialmente nel senso della lunghezza, lasciando alcune strisce di buccia. Tagliate a listarelle le fette di prosciutto di Praga.
In una ciotola preparate un’emulsione con l’olio extravergine di oliva, la senape, la maionese, la panna da cucina e il succo di limone; regolate di sale e pepe. Riunite la verdura e i dadini di emmentaler in un’insalatiera, condite con l’emulsione preparata e mescolate. Aggiungete le listarelle di prosciutto di Praga e le scaglie di grana e servite.

dal web

ALLA PROSSIMA ....

UN KISS CIAOOO

DA

BLUEBABY

 

 
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LA RICOTTA......

Post n°533 pubblicato il 15 Maggio 2012 da mina_1954
 

 

 

 

La ricotta non può essere considerata un formaggio, poiché non è ottenuta dal latte, bensì dal sottoprodotto della produzione del formaggio, il siero del latte. Come vedremo la ricotta è un prodotto molto incerto come caratteristiche e valori nutrizionali perché può essere preparata con aggiunta di latte o panna….

Ma che cos'è il siero di latte esattamente e come viene preparata la ricotta?

Le proteine del latte si presentano sotto due forma distinte: la caseina (80%) e le proteine del siero (20%). La caseina viene separata insieme alla maggior parte dei grassi e va a formare la cagliata….Le proteine che rimangono nel siero (da cui prendono il nome) si separano dal resto (coagulano) a una temperatura di 75-80 gradi. Il processo è facilitato dall'aggiunta di un acidificante, come l'aceto o il limone….Il siero viene salato e scaldato fino a che si formano i fiocchi bianchi composti da proteine del siero, grasso residuo, lattosio e sali minerali. Questa massa viene estratta con la spannarola e raccolta in appositi contenitori che ne consentono lo spurgo. Ciò che rimane del siero è la scotta, che viene utilizzata per alimentare il bestiame o per ricavare lattosio…..La resa è piuttosto bassa, del 2-3%. Può essere aumentata notevolmente aggiungendo al siero una certa percentuale di latte o panna. In questo caso si produce la ricotta al latte, più cremosa e saporita a causa della maggior quantità di grassi….La ricotta è un alimento variabile: il contenuto di macronutrienti e calorie varia di molto, a seconda del metodo di produzione e del latte di partenza…..Il metodo di produzione influenza il contenuto di grasso del siero…..Per esempio la ricotta romana, prodotta dal siero residuo della lavorazione del pecorino romano, è molto saporita poiché in grasso residuo in questo siero raggiunge il 2,1 % contro il 0,30, per esempio, del siero del Parmigiano Reggiano.

 

 

Per evitare confusione, distinguiamo due casi…..Le calorie della ricotta "pura", senza l'aggiunta di latte o panna al siero di partenza, dipendono dal contenuto di macronutrienti di quest'ultimo, che dipende soprattutto dalle caratteristiche del latte di partenza…..Durante la produzione del formaggio, una parte dei grassi passa attraverso le maglie dei setacci utilizzati per separare la cagliata dal siero. Il globuli di grasso del latte di pecora e capra sono più piccoli rispetto al latte di mucca: tendono con più facilità a rimanere nel siero producendo una ricotta più grassa e saporita, ma con più calorie…..La ricotta di solo siero presenta valori nutrizionali abbastanza costanti, per cui ci si può riferire con buona approssimazione ai dati delle tabelle nutrizionali generiche (circa 150 calorie per 100 g per quella di vacca, 170 calorie per 100 g per quella di pecora)

Questo è uno di quei piatti che si preparano in pochissimo tempo per un pranzo o una cena dell’ultimo minuto…basta avere della ricotta ed il gioco è fatto…

300 gr di pasta tipo penne…. 1 ricotta… un po’ di margarina (o panna da cucina)…..formaggio grattugiato.

Prima di tutto mettete a cuocere la pasta…..contemporaneamente ponete la ricotta in un piatto, aggiungere un po’ di margarina, (oppure se non vi piace della panna da cucina), del formaggio grattugiato e un po’ di acqua di cottura della pasta…schiacciate la ricotta con una forchetta e mescolate fino ad ottenere una crema…..quando la pasta è cotta mescolarla alla  ricotta e servire….fumante !!!

 

 

 
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........ LA CAPONATA ...............

Post n°532 pubblicato il 11 Maggio 2012 da KeyLeague
 

 

La caponata è uno dei più noti e gustosi antipasti siciliani, composto da verdure fritte e condite con salsa agrodolce. Esiste una ricetta base e molte varianti a seconda della località in cui si cucina
La caponata, diffusa in tutto il Mar Mediterraneo, è generalmente utilizzata oggi come contorno o antipasto, ma sin dal XVIII secolo costituiva un piatto unico, accompagnata dal pane, la caponata è buona anche per condire la pasta Il suo gusto è maggiore se servito freddo ed è un cibo che si adatta molto bene anche alle diete vegetariane
L’etimologia della parola caponata deriva dal capone, nome che in Sicilia indica la Lampuga, pesce dalle carni pregiate che nelle tavole dei nobili veniva servito accompagnato dalla salsa agrodolce della caponata. Il popolo, non potendosi permettere il pesce, lo sostituì con la melanzana

 

 

 

Alcuni studiosi ritengono che la parola caponata deriverebbe dalla parola caupone, che si riferisce alle taverne dei marinai, o ai termini iberici di capirottata, capirotada o capironades. Ma il termine potrebbe derivare dal latino caupona, ossia taverna. Seguendo quest’ultima interpretazione si può dire che la caponata è fatta da cose varie.

Mille modi per fare una caponata, ma, uno soltanto, per avere la vera caponata siciliana. E' un insieme di odori e sapori che ricordano le belle giornate estive, le tavolate con gli amici. Non e' facilissima da fare ma ne vale la fatica....

3 melenzae sciliane lunghe
1 kg di pomodoro tondo riccio maturo
1 cipolla bianca media
1 carota media grandezza
1 mazzo di basilico
1 pugnetto di capperi di pantelleria salati
200 grammi olive bianche sottolio
1 mazzo di sedano
mezzo bicchere di aceto di vino
2 cucchiai di zucchero
olio d'oliva extravergine
sale e pepe

Lavare i pomodori e tagliarli a cubbetti con tutta la pelle, lavare spellare e tagliare la carota.
Sbucciare e tagliare la cipolla.
Mettere questi ingredienti in una casseruola, a bordi molto alti, accendere il fuoco, agiungere un cucchiaino di sale e 4 foglie di basilico sane.
Fare cuocere per 40 minuti, girando ogni 5 minuti,a fuoco molto lento.
Dopo 40 minuti, versare in un passaverdure e setacciare, fino a quando nel passaverdure rimarrannosoltanto bucce e semi. Finire di cuocere in un altro tegame a fuoco lento,aggiungere 4 cucchiai di olio extravergine d'oliva. Aggiungere altre fogli di basilico sciacquate. Controllare il sale, aggiungere pepe a piacere.

Lavare il sedano, prendere 4 gambi teneri e tagliarli a tocchetti tutti uguali. Mettere i tocchetti di sedano in un tegame, con un po' di acqua e sale, fare cuocere lentamente per 10 minuti.
Tagliare le melenzane a cubbetti grandi quanto una noce, lasciando tutta la buccia della melenzana. Mettere in una ciotola con acqua e abbondante sale per 30minuti.
Mettere i capperi in un contenitore con acqua corrente per togliere tutto il sale.
Tagliare e denocciolare le olive.

Dopo 30 minuti, le melenzane, si asciugano con un panno di cotone, e si friggono in abbondante olio d'oliva caldo, facedendo attenzione nel girarle. Il fuoco non deve essere troppo vivace.
Quando saranno piu' piccole e dorate,si fannno sgocciolare su un foglio di carta assorbente,
ben distanziate.
In un tegame molto capiente, versiamo 4 cucchiai di olio d'oliva extra, le olive tagliate, i capperi e il sedano sgocciolato, girare per 1 minuto. Versiamo le melenzane fritte, ed aggiungiamo poco alla volta la salsa di pomodoro. Prepariamo, mentre tutto ridiventa caldo, mezzo bicchere di aceto con 2 cucchiai colmi di zucchero. Quando nel tegame la temperatura e' molto alta, aggiungiamo aceto e zucchero. Fare attenzione a non rompere le melenzane, spegnere quando l'odore dell'aceto sara' misto a tutti gli altri, coprire e aspettare che rafreddi.


ALTRE VERSIONI ...

 

 

La caponata catanese


Si distingue dalle altre caponate per la presenza dei seguenti ingredienti: melanzane, peperoni, pomodori, cipolle, sedano, aglio, olive bianche, patate, capperi, pinoli, basilico, aceto, olio, sale, pepe

La caponata agrigentina


Gli ingredienti della versione agrigentina sono: melanzane, peperoni arramascati (a Roma i friggitelli), pomodoro, cipolla bianca, sedano, olive verdi, olive nere, capperi, carote, cetrioli, aceto, miele, zucchero, aglio, olio e peperoncino.
A Bivona si usa unire gli ingredienti base della caponata alle pesche locali e alle pere di stagione

 

CAPONATA AL FORNO


2 melanzane | un cuore sedano | 100 gr. olive verdi | un pugnetto capperi | 200 gr. pomodori pelati | 2 spicchi aglio | una grossa cipolla | olio e sale | aceto | 1 cucchiaino zucchero


Tagliare a dadetti le melanzane, aggiungere un po' di sale, perchè perdano l'amaro, e lasciarle riposare per circa mezz'ora. Preparare intanto le altre verdure : tagliare a pezzetti il pomodoro pelato e il sedano, sciacquare i capperi, snocciolare le olive verdi, affettare il sedano e le cipolle, sbucciare l'aglio.

Dopo aver sciacquato le melanzane, preparare una teglia con della carta da forno e disporre tutte le verdure ben mescolate aggiungendo un filo d'olio e un po' di sale. Importantissimo per la buona riuscita della caponata : coprire la teglia con della carta d'alluminio


Infornare a 180°, 200° al massimo, e lasciare cuocere lentamente per circa mezz'ora. Tirare fuori dal forno la teglia, sollevare la carta d'alluminio e rimescolare bene tutte le verdure, controllando con la forchetta la cottura delle melanzane. Rimettere nel forno per un'altra mezz'ora


Quando la cottura sarà ultimata (controllare sempre con la forchetta le melanzane), togliere la carta d'alluminio, irrorare con un po' d'aceto e un cucchiaino di zucchero. Fare evaporare e spegnere il forno.
A fine cottura, per dare il tipico sapore agrodolce ho irrorato le verdure con un pò d’aceto e di zucchero, ho mescolato e servito? Il risultato? Eccellente, poca differenza rispetto alla caponata tradizionale, non fosse altro che quella al forno è decisamente più salutare e più adatta a chi magari deve limitare il consumo di grassi per motivi di salute.

 

CAPONATA EOLIE
Ungere con olio di oliva il fondo di un tegame e porlo sul fuoco. Aggiungere 1 cipolla affettata sottilmente, 4 cucchiai di salsa di pomodoro, due coste di sedano tagliate a pezzetti, 10 olive verdi snocciolate e 50 gr. di capperi al sale, meglio se di Pantelleria.
Fare insaporire per 10 minuti circa e aggiungere 2 melanzane tagliate a dadini; volendo le melanzane si possono aggiungere soffritte.
Le melanzane, prima del loro utilizzo, vanno messe in un colapasta cosparse di sale per togliere l’amaro, per circa 1 ora.
Aggiustare di sale e a metà cottura aggiungere mezzo cucchiaio di zucchero e un cucchiaino di aceto. Lasciare cuocere a fuoco lento e infine servire.

 

OLTRE ALLE CLASSICHE ...

La caponata di patate è un contorno sfizioso da preparare con pochi facili ingredienti. Al contrario delle altre caponate, come quella di verdure light che vi abbiamo proposto qualche tempo fa, questo piatto non presenta né melanzane, né peperoni ma solo patate tagliate a dadini, insieme a pomodori, sedano, cipolla, arricchiti da olive e capperi. Tutte le verdure vanno tagliate a dadini o cubetti e poi amalgamati insieme. La preparazione è alquanto veloce: se usate i pomodori pelati farete prima ma ne penalizzerete la “freschezza”.
•400 g di patate
•200 g di pomodori sodi (o pomodori pelati)
•Una costa di sedano
•2 cucchiai di capperi
•1 cipolla
•100 ml di olio di oliva
•100 ml di aceto di vino bianco
•1 cucchiaio di zucchero
•100 g di olive snocciolate
•Sale
•Pepe

Preparazione:
Pelate le patate, lavatele e tagliatele a cubetti. Dopo averle lasciate in acqua fredda per una decina di minuti, scolatele e asciugatele in un canovaccio.Sbucciate la cipolla e tagliatela a fette. Pulite anche il sedano dai filamenti e tagliatelo a pezzetti. Poi tagliate le olive a metà e dissalate i capperi.Sbollentate i pomodori, spellateli, togliete i semi e tagliateli a dadini (se usate i pelati chiaramente evitate questa fase). Mettete in una padella metà dell’olio insieme alla cipolla e fatela appassire. Poi aggiungete i pomodori e il sedano. Aggiungete sale e pepe e fate cuocere per circa un quarto d’ora.Aggiungete le olive, i capperi, l’aceto e lo zucchero e continuate a far cuocere per 5 minuti.In un’altra padella scaldate l’altro olio e fate cuocere le patate dopo averle salate. Alla fine unite il tutto nella stessa padella e fate amalgamare per un paio di minuti.
Mettete la caponata in un piatto da portata e servite in tavola

Caponata diversa dalla solita
Ingredienti:
1 melanzana media
2 zucchine
2 pomodori San Marzano
10 cl di aceto di lamponi
50 gr di pinoli
50 gr di uvetta
1 cucchiaino di zucchero
5 gamberoni
1 albume
100 gr di farina di mais
Olio
Pepe
Preparazione:
Pulire e lavare i gamberoni, sgusciare solo il corpo mantenendo intatti sia la testa sia la coda, passarli prima nell’albume sbattuto leggermente e poi nella farina di mais. Friggerli in olio di oliva extravergine. È necessario adagiarli su carta assorbente e lasciarli asciugare e intiepidire. In una grossa padella antiaderente unta di olio iniziare la cottura a fuoco vivace con le melanzane tagliate a cubetti private della polpa. A distanza di 5 minuti l’uno dall’altro, aggiungere rispettivamente le zucchine tagliate a cubetti, l’uvetta e i pinoli. Nel frattempo che le verdure cuociano, sciogliere in un pentolino lo zucchero nell’aceto (evitando che diventi uno sciroppo). Versarlo sulle verdure, continuando la cottura per 5 minuti ancora. A questo punto spegnere il fuoco, aggiungere i cubetti di pomodoro e lasciare la preparazione 5 minuti a riposare, dopodiché riempire i bicchierini di alluminio e farli raffreddare per almeno un’ora non in frigorifero. Impiattare rovesciando il bicchierino su un piatto da portata e posizionare sulla caponata il gamberone.

CAPONATA AI CARCIOFI

15 carciofi, 3 etti di olive bianche denocciolate e dissalate, 4 cipolle, 1 barattolo di concentrato di pomodoro (ma si può usare il pelato o la passata di pomodoro) 1 testa di sedano, una manciatona di capperi. aceto 1 tazzina e 2 cucchiai e mezzo di zucchero.
SI puliscono i carciofi togliendo le foglie più dure, tagliando la parte spinosa e riducendoli a fettine non sottili che si metteranno in una bacinella con acqua e farina ( anzichè usare la normale acqua e limone per non annerirli, fate lo stesso con acqua e uno/due cucchiai di farina, i carciofi rimarranno verdi come appena comprati ) Una volta puliti si lasciano stufare in padella con poco olio e poca acqua aggiustando di sale. Pulite il sedano tagliatelo a pezzetti e fatelo lessare lasciandolo al dente.
Si affettano sottilissimamente le cipolle e si lasciano e stufare anch’esse in poco olio, si aggiunge il concentrato di pomodoro da allungare con un paio di tazzine di acqua, si regola di sale e pepe. SI aggiunge,quindi, il sedano lessato, una tazzina di aceto e 2 cucchiai e mezzo di zucchero facendo sobbollire per ancora un paio di minuti.Si spegne e si aggiungono le olive, rimescolando il tutto. Versare a cucchiaiate la salsa agrodolce ottenuta sui carciofi. Rimescolare piano per non rompere i carciofi. Raggiunge il top dopo una notte di riposo…e non vi scordate di metterci vicino un filone di pane
dal web
BUONA CAPONATA A TUTTI...


 
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COS'E' QUESTA ROBINA QUA......???

Post n°531 pubblicato il 09 Maggio 2012 da mina_1954
 

 

 

 

Un sandwich (in italiano panino) non lo sapete ?.... ve lo spiego io..(chi lo sa confronterà se è giusto quello che dico….) allora è un preparato gastronomico di origine britannica costituito da due fette di pane, talvolta imburrate, che contengono carne, salumi, formaggio o altro…. Da non confondere con il tramezzino inventato nel 1925 a Torino nel Caffè Mulassano di Piazza Castello, che si caratterizza per l'uso esclusivo di pancarré….Prende il nome dal politico inglese del XVIII secolo John Montagu, 4º conte di Sandwich, che secondo la tradizione, durante le partite a carte o le gare di golf, se li faceva servire al tavolo da gioco o sul campo per poter mangiare pur continuando a giocare…….In Italia il Sandwich fu introdotto dal poeta Gabriele D'Annunzio e fu lui a dare a questo il nome di tramezzino.

 

 

 

 

…….ma ora passiamo alle varietà di panini o come vogliamo chiamarli … sandwich….oltre le ricette vi do ancora una chicca….. Il ClubHouse Sandwich, più conosciuto con il diminutivo di Club Sandwich, è uno dei panini più universalmente conosciuti…….Il suo nome significa letteralmente “panino condominio” perché la sua peculiarità è proprio quella di essere composto da diversi strati che ricordano appunto i piani di un condominio.

 

Le origini del ClubHouse Sandwich sono da ricollegare al mondo anglosassone che ne detiene la paternità: pare che la prima comparsa del ClubHouse Sanwich si ebbe nel 1899 a cura di Danny Mears, chef nel celebre Saratoga Club-house di Saratoga Springs, locale di gioco d’azzardo per soli uomini a New York…..In ogni caso, questo panino multistrato fu molto pubblicizzato dall’ex sovrano d’Inghilterra Enrico VIII, il quale lo riteneva il suo piatto preferito e soleva farselo preparare solo dalla moglie, Wallis Simpson, per la grande bravura dimostrata in questa preparazione.

 

 

ll ClubHouse Sandwich è una sorta di tramezzino “doppio” cioè realizzato con tre fette di pane tostato ripiene di bacon e petto di tacchino croccanti, fette di pomodoro, insalata verde e maionese. Ideale come cena veloce da consumare davanti alla tv o, ancora meglio, come spuntino da picnic.

 

 

 

Mettere a scaldare i panini in forno a 180° per quattro minuti fino a renderli croccanti……Contemporaneamente si prepara una frittatina con erbe aromatiche tritate al coltello e cipollotto fresco tagliato molto sottile. Fare attenzione che la frittata abbia uno spessore di pochi millimetri….Lasciarla dorare per qualche secondo in una padella antiaderente. In un’altra padella si fa rosolare una fetta di pancetta alta un paio di mm da entrambi i lati….Ancora si fanno saltare in padella, con un filo di olio all’aglio, le foglie di borragine precedentemente lavate. A questo punto si compone il panino. La pancetta si mette sulla base, si taglia la frittatina quadrata a misura del panino e si mettono sopra le foglie di borragine e qualche pezzo di cipollotto fresco……consiglia di scaldare leggermente il panino.

 

Viaggiamo con il prosciutto dentro un panino o sandwich

Tagliare a fette le melanzane, passarle al grill e marinarle con olio extra vergine d’oliva, sale, pepe e aglio. Successivamente ripassarle in forno per 56 minuti aggiungendovi la menta. Battere le melanzane al coltello fino ad ottenere l’aspetto di una composta….In un recipiente amalgamare lo yogurt alle erbe aromatiche secche, salare e pepare….Riporre il composto in una stamina in frigo per 24 ore così da farlo sgocciolare. Trascorso il tempo necessario, si otterrà un formaggio denso e cremoso………Una volta che gli ingredienti sono pronti, tagliare i panini a metà, tostarli in forno, aggiungere una cucchiaiata di battuto di melanzane, poi il Prosciutto Parma stagionato 20 mesi e ancora, a terminare, una cucchiaiata  di formaggio di yogurt con un filo di olio extra vergine di oliva……Chiudere infine il panino e arrotolarlo con della carta da forno dandogli la forma di una caramella. Legare stretti i due giri della carta con del filo da cucina. Con un coltello elettrico tagliare il panino trasversalmente in due e servirlo in cartoccio

Ed ora una ricetta di panini soffici …..soffici….Da utilizzarli anche come stuzzichini…

INGREDIENTI

1 kg di farina 0

110 gr di strutto (o burro)

500 gr di acqua (o latte)

50 gr di lievito di birra fresco (2 cubetti)

30 gr di malto d'orzo (o zucchero semolato)

25 gr di sale fino

1 uovo per spennellare

PROCEDIMENTO

Fare la fontana con la farina, unire il lievito e impastare leggermente con poca acqua, unire lo strutto, il malto, il sale e impastare con l'acqua fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.

Formare una palla, metterla in una ciotola e coprirla con pellicola per alimenti, poi con un canovaccio.

Far lievitare 25 minuti a temperatura ambiente.

Ricavare dei pezzetti di impasto di circa 60 gr l'uno, dare la forma caratteristica dei panini (a pallina o a filoncino), disporli ben distanziati su carta da forno, coprirli con un telo di nylon e farli lievitare 30 minuti a temperatura ambiente.

Cuocerli per circa 1 ora a 210°C e, a cottura quasi ultimata, spennellare con l'uovo sbattuto e, a piacere, cospargere con semi di papavero o sesamo e ultimare la cottura.

Sfornare, far raffreddare su una gratella per dolci e servire tagliati a metà e farciti con salumi, formaggi, maionese o patè.

Una variante consiste nel mettere nell'impasto già lievitato noci sgusciate e tagliuzzate grossolanamente (150 gr di noci per 1 kg di pasta già lievitata).

 

per terminare...una visione completa

di.....

 

 

 
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LASCIATEVI TENTARE ......

Post n°530 pubblicato il 05 Maggio 2012 da KeyLeague
 

Nei tempi antichi gli uomini degustavano il "dolce" sopratutto attraverso la frutta matura, che poi impararono anche a conservare.
La pratica dolciaria di Greci e Romani iniziò affondando le radici nella tradizione panificatoria, e numerose sono le testimonianze che identificano questa commistione.

Le prime elementari elaborazioni dolci furono per lungo tempo riservate esclusivamente alle grandi solennità, e venivano spesso modellate a forma di animale, quali offerte votive per gli dei. Miele, uova, farina di grano o avena, latte e vino furono i primi ingredienti dei dolci, arricchiti a seconda delle aree geografiche con frutta secca, datteri, fichi, mele cotogne o formaggio....

DUE CURIOSITA'...

Quando fu portato lo zucchero dall'estero, il dolce veniva usato come medicina, in quanto mangiandolo tornavano subito le forze, e ci si sentiva bene.
Per questo motivo, lo zucchero e il dolce, inizialmente erano venduti in farmacia.
Per questo c'era la guerra fra la pasticceria e la farmacia, quando, finalmente ha vinto la pasticceria intorno al 1230.
Invece in alcuni paesi europei lo vendevano in farmacia fino a 18 secolo.

Il dolce nasce, alle origini, quale "pane speciale", diverso da quello giornaliero. Il dolce piacevole e gradito (la Scuola Salernitana riteneva che il dolce purificasse il senso del gusto), pian piano ha assunto il ruolo simbolico di magnificatore di un'occasione, di una cerimonia, di una festa, e il suo consumo ha finito per scandire le ricorrenze di calendario. E’ interessante esaminare i dolciumi in base alle forme geometriche che hanno.
MEZZALUNA
La "mezzaluna" o "crescente" fu introdotta in Sicilia dalla cultura araba; gli Arabi attraverso la figura della luna che cresce, adorano la natura.
CERCHIO
Il cerchio, o disco, è simbolo maschile di completezza ed eternità, quindi amuleto di protezione aggregata: disco, circolo e sfera sono da sempre considerati forme e figure perfette.
TRIANGOLO
Questa figura geometrica simboleggia la magia del numero tre, il suo scindersi e ricomporsi nella divinità. Nella simbologia cristiana il triangolo posto sulla testa di Dio rappresenta la bellezza, l'ordine, l'armonia.
CROCE
Si incide una croce a punta di coltello su molti pani e dolciumi per sottoporli alla protezione di Cristo durante la lievitazioni e la cottura.

ORA DELIZIAMOCI UN POCHINO...

DOLCE AI FORMAGGI

 

 

Tiramisu alle fragole

1 pacco di pavesini
250 di mascarpone
200 di panna da montare
1 busta di crema pasticcera paneangeli
150 di zucchero
500gr di fragole
limone,arancia,cocco e rum analcolico
cocco grattugiato

Preparare la sera prima le fragole e condirle con zucchero 1 limone
1 arancia....la mattina prelevare il succo e metterlo da parte..
In una terrina mettere il mascarpone con lo zucchero e lavorarlo un po aggiungere
la crema pasticciera(preparata secondo la ricetta)e la panna montata...iniziare a fare gli
strati inzuppando i pavesini nel succo di fragole e spalmare la crema(volendo si possono aggiungere le fragole a pezzetti utilizzate per il succo)...completare con il cocco disidratato e le fragole.

 

Bicchierini di Panna Cotta alla Fragola ricoperta di Salsa al Kiwi e Ciliegie

Ingredienti per 4 bicchierini

Ingredienti per la Panna Cotta: 250 ml di panna fresca da montare; 100 gr di zucchero; 1 bustina di vanillina; 150 gr di fragole;

Ingredienti per la Salsa al kiwi: 2/3 kiwi; 4 cucchai di zucchero;

Ingredienti per Guarnire: frutta fresca (ciliegie, pesche) oppure biscotti.

Laviamo e puliamo le fragole. Tagliamole a pezzi e frulliamole nel mixer insieme a 50 gr di zucchero.

In un tegame versiamo la panna con la vanillina e portiamola al bollore. Nel frattempo mettiamo la colla di pesce in una ciotola d'acqua affinchè ammorbidisca. Quando la panna sfiora il bollore aggiungiamo i rimanenti 50 gr di zucchero e la colla di pesce ammorbidita ben strizzata. Mescoliamo il tutto affinchè la colla di pesce si sciolga. A questo punto lasciamo raffreddare, poi uniamo il frullato di fragole mescolando bene.

Versiamo il composto nei bicchierini e riponiamo in frigo per circa 4/5 ore.

Intanto frulliamo i kiwi sbucciati e tagliati a pezzetti nel mixer insieme allo zucchero e quando la panna cotta si sarà rassodata, arrichiamo i nostri bicchierini versano in superficie il frullato di kiwi e guarniamo con della frutta fresca o qualche biscottino
MIA NOTA ..POTETE USARE VARI TIPI DI FRUTTA ...

NON POTEVA MANCARE UN DOLCETTO ALLA CIOCCOLATA...

DOLCE FREDDO AL CIOCCOLATO

Ingredienti:

per la mousse al cioccolato fondente:

2 cucchiai di mandorle tritate

300 gr di cioccolato fondente al 70%

200 gr di zucchero

130 gr di burro

5 uova

per la mousse al cioccolato bianco:

200 gr di cioccolato bianco

250 ml di panna

3 tuorli

80 gr di zucchero a velo

12-15 gr di gelatina in fogli

scaglie di cioccolato fondente e bianche per decorare q.b.

Procedimento:

Fate fondere il cioccolato fondente con 120 gr di burro e lo zucchero. Mescolate bene. Su un altra ciotola a bagnomaria montate le uova con le fruste fino a quando saranno spumose e uniteun cucchiaio di mandorle tritate. Fuori dal fuoco unite il cioccolato. Imburrate un cerchio di metallo di 22cm con il burro rimasto e cospargetelo con le mandorle rimaste. Posate il cerchio su una placca foderata di carta da forno. Riempite con la mousse al cioccolato fondente e mettete in forno a 180°C per 30 minuti. Fate raffreddare, togliete il cerchio e mettete su un tagliere coperto di carta da forno. Mettete un anello alto e trasferite in frigorifero. Intanto fate fondere il cioccolato bianco. Ammorbidite la gelatina in acqua fredda, strizzatela e scioglietela con 2 cucchiai di panna calda e lasciate intiepidire. Montate i tuorli con lo zucchero a velo e unite la gelatina e il cioccolato fuso. Unite la panna rimasta precedentemente montata e versate sopra la mousse cotta prima. Rimettete in frigo per almeno 6 ore . Togliete l’anello, mettete la torta su un piatto da portata, cospargete con scaglie di cioccolato bianco e fondente e servite.
CONSIGLIO
GUSTATELO CON UNA SALSA DI FRUTTA FRULLATA CON LO ZUCCHERO ...

 

brownies


INGREDIENTI

160 g. di burro

50 g. di gocce di cioccolato fondente

50 g. di gocce di cioccolato al latte

30 g. di gocce di cioccolato bianco

150 g. di zucchero semolato

130 g. di farina

1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia

1 pizzico di sale

3 uova grandi

Sciogliete il burro, le gocce di cioccolato fondente e metà delle gocce di cioccolato al latte in un pentolino; spegnete e lasciate intiepidire.

Nel frattempo, sbattete le uova con lo zucchero e la vaniglia, fino a quando otterrete un composto spumoso; unite il cioccolato fuso e mescolate delicatamente, aggiungete la farina e il sale, infine le gocce di cioccolato rimanenti.

Versate il composto in una tortiera quadrata di 22cm. di lato e cuocete a 175° per 30 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare, quindi tagliate a quadrotti.

..... ALLA PROSSIMA ....

UN KISS DOLCE DOLCE ...

BLUEBABY

DAL WEB

 
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QUANDO LE FAVE RIMANGONO NEL FRIGO DOPO IL 1 MAGGIO...

Post n°529 pubblicato il 02 Maggio 2012 da KeyLeague
 

 

Aristofane nella sua commedia Le Rane ci racconta di Ercole, il figlio di Giove, che dopo aver fatto un adeguato pasto col suo piatto preferito, i pugliesi sostengono addirittura che si trattava ‘Ncapriata (nome pugliese di fave e foglie poi italianizzato in Capriata), fece cambiare di stato più di diecimila vergini....

Una leggenda arcade riferisce che le fave –kúamoi in greco- furono gli unici legumi che Demetra non donò ai Fenati quando giunse nella loro città. (Pausania, Guida della Grecia, VIII, 15)
La dea ne aveva proibito l’uso ai sacerdoti di Eleusi, come a tutti coloro che partecipavano ai suoi riti.
Il motivo di questo divieto, che ritroviamo anche fra orfici e pitagorici, era un “sacro segreto” come riferito dallo stesso Pausania....
La fava è il frutto di una pianta erbacea (Vicia faba) che appartiene alla famiglia delle Leguminose, e si pensa sia di origini asiatiche; predilige le temperature fresche e cresce in regioni temperate, come quelle mediterranee.
La fava cresce in baccelli di circa 15-25 cm che si presentano con l’estremità appuntita: all’interno del baccello, rivestito da uno strato spugnoso, si trovano i semi grossi e piatti, avvolti da un tegumento (pelle), che a seconda della numerose varietà, può essere di colore verde, rossastro o violaceo.
Una curiostà:
sembra che presso i greci, le fave, non godessero di ottima fama: infatti, ad esse erano legate superstizioni, avvalorate niente meno che da Pitagora, che facevano pensare che dentro le fave si nascondessero le anime dei defunti.

 

Proprietà:
tra i legumi risultano essere le meno caloriche.
Sono ricche di proteine, fibra, vitamine e sali minerali
Fate attenzione!:
in alcuni casi, in soggetti predisposti (perchè privi di un determinato enzima), possono far insorgere una malattia rara, chiamata favismo, che provoca gravi anemie.

ORA GUSTIAMOLE ...
Oltre alle ricette della cara Mina che ha proposto al post per il pic nic del 1 maggio possiamo gustarle in vari modi ...

 

 

Una ricetta gustosa con le fave fresche

Ingredienti:
fave fresche
1 noce di burro
1 cucchiaino colmo di pesto alla genovese
panna da cucina
sale e pepe
formaggio gratuggiato (facoltativo)


Preparazione:
In una padella fate sciogliere il burro con un cucchiaino abbondante di pesto.
Versate le fave e fate cuocere x 6-7 minuti

(se necessario aggiungere poca acqua).
Salate e pepate.
Verso fine cottura unite la panna e mescolate bene il tutto.
Aggiungete una spolverata di formaggio gratuggiato e servire in un vassoio da portata

FAVE, PATATE, CARCIOFI
fave fresche
- patate
- carciofi
- cipolla- sale, pepe, olio, limone
Sgusciate le fave e sciacquarle, pulire i carciofi e immergerli in acqua acidula, pelate le patate. In una padella soffriggere della cipolla nell’olio, aggiungere le fave, le patate tagliate a tocchetti e i carciofi a spicchi… far cuocere aggiungendo un po’ d’acqua per 30 minuti circa, salando e pepando verso fine cottura

SPAGHETTI CON GAMBERONI E FAVE

Pasta: 160 gr
Fave fresche: 400 gr
Gamberoni: 50 gr
Vino bianco: 30 ml
Cipollotti: 1
Aglio: 1
Olio: 2 cucchiai
Sale: qb
Pepe rosa: qb


Sgusciate le fave e pulite i gamberi. Sbucciate l’aglio e fatelo a fettine. Pulite e tritate il cipollotto. In una pentola mettete 1 litro di acqua con il sale, portate a ebollizione e poi lessate le fave per 10 minuti, scolatele con un mestolo forato e nella stessa acqua lessate i gamberoni per 5 minuti, poi prelevateli e nella stessa acqua cuocetevi la pasta

Mettete le fave nel mixer, tenendone qualcuna intera, mettete nel mixer anche 2 cucchiaiate di acqua, l’olio e l’aglio, frullate per 3 minuti. Rosolate il cipollotto in una padella antiaderente con un pò di olio per 5 minuti, poi mettete i gamberoni e insaporite con il sale, spruzzatevi il vino bianco e fatelo evaporare.

Scolate la pasta e versatela in padella, mescolate e poi aggiungete la crema di fave, fate saltare a fuoco vivace per 1 minuto e servite.

DUE PAROLE SULLE FAVE SECCHE ...

Le fave secche private del tegumento possono essere bollite senza ammollo preventivo e rammolliscono fino a diventare un purè; si consumano solitamente con verdure amarognole come la cicoria (ricetta tipica pugliese). Le fave secche con il guscio vanno invece cotte dopo un ammollo di parecchie ore, come per i fagioli e i ceci.

UNA RICETTA CON LE FAVE SECCHE

PASSATA DI FAVE

Ingredienti per quattro persone

300 g di fave secche
tre spicchi di aglio
un paio di peperoncini
olio extra vergine d’oliva
pepe nero
sale

Lasciate in ammollo per una notte le fave secche

Introducetele in una pentola insieme a due litri di acqua, circa e all’aglio.
Coprite la pentola e lasciate cuocere a fuoco moderato per circa cinquanta minuti.
A cottura ultimata private le fave del loro liquido di cottura [che filtrerete e terrete da parte], e passatele dal passaverdure.
Riponete il passato di fave in pentola insieme ad una parte di liquido, decidete voi la consistenza, potete metterne più o meno.
Aggiustate di sale e rimettete sul fuoco.
Servite il passato di fave con un filo di olio extra vergine d’oliva, e pepe nero, magari accompagnato da fette di pane tostato

 

UN MIO CONSIGLIO
se vi viene voglia di mangiare le fave anche se non è il periodo
potete usare anche quelle surgelate o quelle in barattolo...
ugualmente saranno ottime ...

VI LASCIO QUESTA CURIOSITA'

Ovidio nel V° libro dei " Fasti " ci riporta :

«....mangiavano fave sulle tombe dei loro morti ed i padri di famiglia, a piedi nudi, verso la mezzanotte si lavavano tre volte nell'acqua di una fontana e per nove volte si cospargevano il capo di fave nere.

Chiedevano ai loro morti il riscatto per sé e per i congiunti, certi che questi, seguendoli, avrebbero raccolto le fave e li avrebbero esauditi...."

dal web

 

 
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Primo maggio !!!! ........picnic con FAVE SALAME E PECORINO

Post n°528 pubblicato il 27 Aprile 2012 da mina_1954
 

 

Festa del lavoro o Festa dei lavoratori ???

E’ una festività mondiale celebrata il 1º maggio di ogni anno

con essa si intendono ricordare le battaglie operaie…..

…. nel lontano 1903 Ettore Ciccotti   aveva colto il vero spirito della Festa…

"Un giorno di riposo diventa naturalmente un giorno di festa, l'interruzione volontaria del lavoro cerca la sua corrispondenza in una festa dei sensi…. e un'accolta di gente, chiamata ad acquistare la coscienza delle proprie forze, a gioire delle prospettive dell'avvenire, naturalmente è portata a quell'esuberanza di sentimento e a quel bisogno di gioire, che è causa ed effetto al tempo stesso di una festa"

 

 

 

 

E allora…….GITA FUORI PORTA ???….O UN SIMPATICO PICNIC ….???

Buttiamoci così tra la natura…… fuori dalle nostre porte di casa…..

a respirare tutti insieme i primi umori della primavera…..(tempo permettendo)

ricerchiamo trattorie genuine…..

dove il menù ci riporta ad antichi sapori e con essi

anche la voglia di piatti freschi e colorati….

un bel cesto di fave…..salame e pecorino…

ci invita alla Festa senza tante pretese……

infatti quando ho visto nel mio supermercato

le fave……

la mente è volata subito ad una insalatina velocissima da fare

e piacevole a tutti insomma una ricetta e non ricetta…….

nel senso che le dosi variano dalla quantità

di persone e dalla fame che avete……io vado ad occhi….anzi a chili……

una certa quantità di fave…sbucciatele ….tagliate a cubetti….il pecorino

ed il salame.....mettete tutto in una insalatiera…

un po’ di ottimo olio ..un pizzico di sale ed ecco è fatto….

Ma direi che è più piacevole sbucciare le fave… da soli

….una fetta di pane e salame….

….fiore all'occhiello è, appunto, il salame di Sant'Olcese,

prodotto con carni di suino e bovino insaccate in budello naturale,

asciugato al fuoco di legna e stagionato da due a tre mesi…

quindi un pezzo di pecorino addentato……così alla buona…

e la felicità di stare tutti riuniti

sopra ad una bella tovaglia quadrettata…..tra le formiche che fan la fila

per prendere le briciole che cadono dalle mani…..

vedere bicchieri di plastica che s’incrociano nel simpatico cin cin….

mentre le barzellette fan da padrone in questa particolare giornata !!!!

 

 

………ma voglio darvi un’altra piccola ricettina

che si può gustare con verdure crude

(finocchi, cipollotti, ravanelli, coste di sedano, pomodorini,

e foglie di cicoria e rucola)

Allora ora vi chiederete cos’è……..ebbene si

SFOGLIA CON SALAME, PECORINO E FAVE

INGREDIENTI PER 8 PERSONE

2 dischi di pasta sfoglia già stesa, 300 g di salame tipo Milano a fettine, 2 cucchiai di cipolla, 3 cucchiai di olio, 800 g di fave da sgranare, 2 tuorli, 150 g di pecorino non troppo stagionato in un solo pezzo, 2 cucchiai di latte, 3 cucchiai di pecorino grattugiato, 2 cucchiai di pepe nero in grani, una macinata abbondante di pepe nero, 2 cucchiai di sale grosso, sale fino.

Sgranate le fave e versate i legumi nell'acqua bollente

(lasciatene una decina crudi per decorare).

Lessate le fave 5 minuti, scolatele e fatele intiepidire.

Premete ogni legume con due dita, facendolo uscire dalla pellicola che lo ricopre.

Rosolate la cipolla nell'olio ben caldo in un tegame con rivestimento antiaderente.

Aggiungete le fave e insaporitele 30 secondi, mescolando con il cucchiaio di legno.Salatele, abbassate il fuoco al minimo e mettete il coperchio.

Cuocete 5 minuti, mescolando spesso.

Togliete i dischi di pasta dalle loro confezioni e lasciateli riposare a temperatura ambiente 10 minuti.

Foderate la placca con un pezzo di carta da forno.

Aprite un rotolo di sfoglia e stendetelo sulla placca.

Bucherellatelo con i rebbi di una forchetta.

Mescolate i tuorli e il latte in una ciotolina e spennellatevi un cm di pasta intorno al bordo.

Se volete evitare che la sfoglia si attacchi alla carta, durante la cottura, bagnate la carta con acqua fredda, strizzatela con le mani e allargatela sulla placca, prima di stendervi il disco di pasta.

L'umidità conservata dalla carta permetterà, di far gonfiare meglio la sfoglia.

Distribuite sul disco di sfoglia le fettine di salame in un solo strato, ma sovrapponendole leggermente e lasciando libero il bordo spennellato

(tenete da parte alcune fette per decorare).

Distribuite le fave e il loro condimento sul salame e spolverizzate

con il pecorino ridotto a lamelle con un pelapatate

(conservatene circa un cucchiaio per decorare).

Mettete i grani di pepe fra due fogli di carta da forno e schiacciateli grossolanamente con un batticarne e distribuiteli sopra il ripieno.

Chiudete il ripieno con il secondo disco di sfoglia,

facendolo aderire al bordo spennellato.

Spennellate poi il secondo disco con il composto di uova e latte.

Cospargete il tutto con il pepe macinato, un pizzico di sale e con il pecorino grattugiato.

Dividete la preparazione in otto spicchi, con la punta di un coltello, lasciandoli

al loro posto, incidendo sia il disco superiore che il disco inferiore.

Infornate nel forno già caldo a 220°, cuocete 15 minuti a abbassate la temperatura a 200° Proseguite la cottura per altri 10 minuti, finché la sfoglia è gonfia e dorata.

Spegnete il forno, aprite lo sportello e lasciate riposare la sfogliata 5 minuti.

Trasferitela su un piatto da portata, decoratela con le fette di salame rimaste, le fave crude e le scaglie di pecorino tenute da parte.

 

 

Un caro saluto.......e un carissimo ringraziamento

a chi mi ha mandato i saluti...

(attraverso BlueBaby)

da chi non dimentica Le e Gli AMICI

Mina.....kisssss

 
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CIME DI RAPA ............

Post n°527 pubblicato il 24 Aprile 2012 da KeyLeague
 


La cima di rapa è una specie di antica origine mediterranea, è un ortaggio tipicamente italiano ma, introdotta dagli emigranti, si coltiva anche negli Stati Uniti e in Australia

 

 

 

 

Le cime di rapa sono ricche di calcio, ferro, fosforo, vitamina C, A, B2. Hanno anche un buon contenuto proteico. Sono un naturale disintossicante per l'organismo

Per quanto riguarda le varietà, le cime di rapa si possono classificare in base alla località in cui vengono coltivate (Cima di Castrovillari), in base alla lunghezza del ciclo vegetativo (cima Natalina o cima Marzatica), oppure in base alla varietà precoce o varietà tardiva

Le variet¨¤ in base alla lunghezza del ciclo sono: Quarantina, Sessantina, Novantina, Centoventina, o 120 giorni o Gennarese.

Nelle regioni settentrionali è consigliato adottare quelle più precoci (Quarantina, Sessantina) per poter raccogliere prima delle forti gelate invernali.

Inoltre si fa una distinzione tra:

Cima di rapa barese: ha il gambo più duro, ha tante foglie e delle infiorescenze; ottima lessata.

 Cima di rapa napoletana (conosciuta anche come friarielli): ha il gambo più tenero rispetto alla cima di rapa barese e per questo si consuma per intero; ottima lessata.
Le cime di rapa contengono 27 Kcal per 100 gr di parte edibile.
La cima di rapa è consigliata alle donne in gravidanza, infatti contiene molto folato (sale acido folico), che aiuta a prevenire la spina bifida nel neonato
Consigliate anche per chi è celiaco, le cime di rapa sono consigliate perchè non contengono glutine La cima di rapa più essere consumata in svariati modi: è ottima bollita (in abbondante acqua salata per 15 minuti) e condita con la vinaigrette, oppure semplicemente con olio e limone.

Cotta in padella: se le foglie e le infiorescenze sono piccole e tenere, metterle in una capace pentola senza altra acqua che non quella che resta sulle foglie dopo il lavaggio. Portare sul fuoco e far bollire a fuoco moderato per 15 minuti. Salare a metà cottura. La cima di rapa è indicata per accompagnare alimenti poco saporiti, come le patate o il tofu, infatti, grazie al suo particolare sapore, conferisce una piccola nota piccante.

Per essere usate come condimento per la pasta devono essere eliminate totalmente le foglie grandi esterne e bisogna tenere solo le foglie più tenere e il fiore interno

ORA GUSTIAMOLE ...

 

 

Orecchiette con cime di rapa


INGREDIENTI PER 6 PERSONE:gr.500 di orecchiette, gr.di cime di rapa, 1 spicchio d'aglio, 2 peperoncini rossi, olio extravergine d'oliva, sale, pepe, pecorino grattugiato(facoltativo).

PREPARAZIONE:

Pulisci le cime di rapa:eliminando la parte bassa e tenendo la parte alta, (la parte che risulta poi piu tenera per la cottura)lavale bene, metti sul fuoco una pentola con acqua abbondante salata quando bolle metti le cime e fai cuocere per 15 minuti circa, dopo di che unisci la pasta e cuoci tutto insieme.Nel frattempo in una padella capiente, fai soffriggere con l'olio e aglio e il peperoncino. 3/4 minuti prima della cottura della pasta scolala e uniscila alle rape insieme al soffritto, finisci la cottura della pasta saltandola nella padella con tutto il resto, a piacere spolvera con il pecorino.

Involtini di fesa di tacchino ripieni di cime di rapa

Ingredienti (4 Porzioni):

700 g di fesa di tacchino in fette
600 g di cime di rapa
2 spicchi di aglio
6 cucchiai di olio
1/2 bicchiere di vino bianco secco
sale quanto basta
pepe secondo i gusti

Preparazione ricetta:

Pulite per bene e lavate le cime di rapa, eliminando i gambi più grossi, poi mettetele a lessare in acqua bollente per circa 20 minuti. Quindi scolatele e lasciatele intiepidire. Nel frattempo preparate la carne, prima battendola con un batticarne in maniera da assottigliarla (senza esagerare altrimenti si sfalda), poi tagliandola in maniera da ottenete delle fettine lunghe 12 cm e larghe 8 cm. Adagiate su ogni fettina una quantità di cime di rapa (ripiegate con le mani e stretti nel pugno in cilindretti da 8 cm) sufficiente a completare un giro e 1/2 arrotolando la carne. Fissate gli involtini con uno stuzzicadenti. In un'ampia padella con l'olio fate dorare gli spicchi di aglio, unite le cime di rapa rimanenti tagliate grossolanamente con una forbice da cucina ed infine aggiungete gli involtini. Dopo 2 minuti aggiungete il vino bianco e fatelo sfumare continuando la cottura per altri 10 minuti, fino a che la carne risulterà ben cotta, girando frequentemente gli involtini in modo che cuociano uniformemente. Prima di terminare la cottura regolate di sale e di pepe. Eliminate l'aglio e servite gli involtini accompagnandoli con qualche cucchiaio del condimento

Cime di rapa piccanti

6 n Acciughe O Alici Sott'olio
2 sp Aglio
1 kg Cime Di Rapa
3 cu Olio Di Oliva
1 n Peperoncino
qb Sale
Lessate un kg di cime di rapa per 10 minuti. Scaldate in una padella 3 cucchiai di olio con 2 spicchi d'aglio, un

peperoncino fresco tagliato a fettine e 6 filetti d'acciuga sott'olio; unite le cime di rapa tagliuzzate, regolate di

sale e cuocete per 5 minuti a fuoco basso, mescolando ogni tanto.

SFORMATINO RUSTICO DI CIME DI RAPA CON SALSA ALLA 'NDUJA


INGREDIENTI per 4 persone:
700 gr. di cime di rapa
30 gr. di Parmigiano
150 gr. di passata di pomodoro
50 gr. di 'Nduja
1 filetto di acciuga
2 uova
4 fette di pane integrale
1 cucchiaino di olio all'aglio
olio EVO q.b.
sale q.b.


PREPARAZIONE:


Lavate e mondate le cime di rapa, lessatele per 8/10 minuti in acqua salata. Scolatele e fatele insaporire in una padella con un filo di olio all'aglio e l'acciuga per 2/3 minuti; trasferitele nel bicchiere del cutter, unite uova e Parmigiano e frullate fino ad ottenere una crema non troppo liscia; regolate di sale.

Spennellate con olio degli stampini monoporzione, rimpiteli con la crema di cime di rapa e cuoceteli a bagnomaria in forno a 170° per 30/35 minuti.
Nel frattempo, cuocete in un pentolino per 2/3 minuti la salsa di pomodoro alla quale avrete unito un cucchiaio di olio EVO ed un pizzico di sale; aggiungete quindi la 'Nduja ed amalgamatela bene alla salsa. Frullate poi con il minipimer per rendere il tutto omogeneo.
Appena gli sformatini saranno cotti, toglieteli dallo stampo, sistemateli in un piatto e stendete un cucchiaio di salsa alla 'Nduja. Terminate mettendo in cima ad ogni sformatino le fette di pane integrale precedentemente tostate in forno

(la nduja è un tipico salame calabrese morbido e particolarmente piccante. Probabilmente il nome trae origine dal francese andouille, salsiccia fatta di frattaglie ed altre parti povere)


DAL WEB ...

 
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SAPOR DI..............

Post n°526 pubblicato il 20 Aprile 2012 da KeyLeague
 

CIAOOO VI PROPONGO ...

IL CARPACCIO DI CARNE E IL CARPACCIO DI PESCE ...

 

Il carpaccio a base di carne cruda, proposto con questo nome a Venezia in onore del pittore Vittore Carpaccio nel periodo di una mostra a lui dedicata svoltasi nel 1963.
Si deve il "rilancio" di questo piatto tradizionale a Giuseppe Cipriani,[3] fondatore dell'Harry's Bar,[4] che lo preparò appositamente per l'amica, contessa Amalia Nani Mocenigo,[5] quando seppe che i medici le avevano vietato la carne cotta. Questi, ispiratosi a Vittore Carpaccio – il pittore veneziano ricordato anche per le tonalità dei suoi rossi e bianchi - inventò il piatto che tutti conoscono appunto come "carpaccio".

Le preparazioni del carpaccio sono varie, ma abitualmente viene preparato condendo le fettine di carne o pesce con olio e scaglie di formaggio grana.
La carne usata per il carpaccio è il controfiletto di manzo, un taglio molto saporito, più del filetto. Trattandosi di un piatto da servire crudo, la carne deve essere freschissima e mai decongelata. Nelle svariate ricette, troviamo anche il carpaccio fatto con carne macinata

Carpaccio di pesce : Nemmeno a dirlo il pesce dev'essere freschissimo...Si puo' usare il pescespada, la ricciola, il tonno (ma viene meno delicato perchè c'è troppo sangue)... salmone... spigola ...
Il carpaccio non ha bisogno di grandi artefatti: il pesce va tagliato sottilmente, va salato, pepato si puo' usare anche il pepe in grani pestato...( vari tipi di pepe rosa, verde,bianco)
ed irrorato con un liquido acido che, insieme al sale, lo "cuocia" a freddo. Si può optare fra succo di limone, un misto limone arancia o un buon aceto (classico, balsamico, o aromatizzato)
Si lascia riposare qualche ora, rigirando le fettine di tanto in tanto, si scola il tutto e si irrora con olio d'oliva extravergine

.... METTIAMO IL  CARPACCIO NEL PIATTO...

 

CARPACCIO DI CARNE

Preparare il carpaccio di manzo sarà semplice e decisamente veloce, visto che richiede soltanto un quarto d’ora del vostro tempo, facendovi ottenere dei risultati davvero apprezzabili
Non essendo necessario cuocere la carne il carpaccio di manzo viene generalmente presentato sulla tavola estiva, perché è un piatto freddo a base di ingredienti freschi, quali il manzo, la rucola e il formaggio grana padano di cui si dovranno fare le scaglie per cospargere il piatto.

Oltretutto viene impiegato anche il limone per marinare la carne, che dovrà essere adagiata direttamente su un piatto da portata.

Quindi, una volta fatto questo si procederà versando sulle fette sottili di manzo una premuta di limone
Si aggiusta di sale marino quanto basta e si spolvera di pepe nero, possibilmente macinato al momento, quindi si adagiano le foglioline di rucola ed infine le scaglie di grana, un filo di olio extravergine di oliva e il piatto è pronto!

Carne all’albese con topinambur e olio di nocciola.


Ingredienti per due persone:

300 grammi di rotondino o girello affettato molto sottile
due topinambur
olio di nocciola
sale grosso integrale
pepe nero fresco
Pelare, con un pelapatate, i topinambur, quindi sciacquarli sotto acqua corrente e, sempre con il pelapatate, ricavarne delle foglie o chips dir si voglia. Sistemare nei piatti le fettine di carne come se fossero dei petali di un fiore, aggiungere i chips di topinambur, condire con l’olio di nocciola e aggiungere un po’ di sale grosso integrale. Completare con una generosa (a piacere) grattata di pepe nero fresco.
(Il TOPINAMBUR è un vegetale poco conosciuto, eppure è un gustoso alimento ed un utilissimo rimedio naturale per controllare il diabete ed abbassare la glicemia, oltre che per dimagrire e contrastare la ritenzione idrica...)

Carpaccio di manzo al granchio

6 grosse chele di granchio bollite
36 fette di carpaccio di manzo
olio extravergine d'oliva
1 mazzo di basilico
1 limone
sale
pepe macinato
Disponete le fette di carpaccio nei piatti.

Spremete il limone e versatene qualche goccia sulla carne. Aggiungete un filo d'olio. Salate e pepate q. b.

Rompete le chele con lo schiaccianoci e ponetele sul carpaccio, decorate con il basilico tritato.

Carpaccio di pesce bianco ai profumi mediterranei

Ingredienti per 4 persone

4 filetti di pesce bianco da 100 gr. c.u. (sarago, ombrina, spigola, orata, occhiata)
erbette aromatiche (menta, prezzemolo e finocchietto selvatico)
verdure fresche di stagione (radicchio, lattuga romana, indivia, peperone e pomodorino)
100 gr. di mela verde tagliata a cubetti;
olio extravergine di oliva (nocellara in purezza)

il succo e la scorza grattugiata di un limone

sale grosso marino q.b.
pepe rosa appena macinato q.b.
Procedimento
Tagliare i filetti di pesce ricavando delle fettine molto sottili e disporle su un piatto piano.
Preparare una profumata citronette, versando, in una ciotola capiente, un bicchiere di olio extravergine di oliva , il succo di un limone, il pepe rosa, il sale ed emulsionare il tutto con un minipimer.ottenuta una salsa abbastanza densa, condire i filetti e successivamente guarnirli con le verdure, le erbette aromatiche, la mela e la scorza di limone.
Lasciare riposare per una ventina di minuti prima di servire.

Carpaccio di pesce spada

Ingredienti della ricetta:PER 1 PERSONA
300 g di pesce spada tagliato a fettine sottili
1/2 bicchiere di aceto bianco di vino
1 limone
Olio extra vergine d’oliva
Sale e pepe
Bacche di ginepro

In una ciotolina fate un’emulsione di olio extra vergine d’oliva, succo di limone, aceto, pepe e un pizzico di sale. Mescolate bene e usate questo intingolo per condire le fettine di pesce spada che avrete adagiato in un contenitore con le sponde alte in modo da poterne ricoprire interamente le fette. Aggiungete le bacche di ginepro e lasciate marinare il pesce per 3 ore in frigo affinché assorba bene il condimento (ve ne accorgerete dal colore che assume il pesce spada).
Prima di servire trasferire le fettine di pesce spada su un vassoio con il liquido e le bacche

Carpaccio di gamberi

 gamberi crudi, olio, prezzemolo, pepe

Preparare il carpaccio e' molto semplice. Una volta sgusciati i gamberi dovete metterli su una pellicola trasparente.
Mettete su un piano di lavoro tipo una tavola per affettare del pellicola trasparente, adagiarvi tre gamberi distanziati tra loro vari centimetri, coprire con un altro strato di pellicola trasparente e con uno schiaccia carne, schiacciare i gamberi uno ad uno. Il batticarne deve essere di quelli piatti, non dentellato altrimenti fate un pure'..... Quando li schiacciate dovete dare un colpo secco e deciso e tirare un po' verso di voi perche' li dovreste appiattire ed espandere. Questo pacchettino va messo poi nel congelatore. Al momento di servire si apre il pacchetto come se fosse una adesivo, come se aprissimo delle figurine adesive. Si prendono delicatamnte le "tortine" di gamebri ancora congelate e si dispongono nei piatti. Intanto si fa dorare dell'aglio con del pepe, e si condiscono con l'olio bollente e un po' di prezzemolo tritato, salare I gamberi si saranno scongelati a temperatura ambiente e l'olio caldo contribuisce a sciogliere il ghiaccio sottile

DAL WEB ..

 

 
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