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Violentata x 2 settimane.

Post n°136 pubblicato il 17 Agosto 2008 da zeroassoluto57bis
 

Dopo due settimane di vessazioni è riuscita a denunciare il suo aguzzinoSequestrata e violentata: l'incubo di una ragazza ucraina QUARTO OGGIARO (MILANO) 17/08/2008 - Sequestrata, minacciata, picchiata e violentata più volte in casa per due settimane. Un incubo che vede come vittima una ragazza ucraina di 31 anni senza permesso di soggiorno. All'inizio di agosto era stata assunta come colf per metà giornata in un appartamento di Quarto Oggiaro, periferia nord di Milano.

Ma il suo aguzzino, un uomo di 41 anni italiano con precedenti, l'ha rinchiusa in casa. Fino al momento in cui la donna, dopo due settimane di vessazioni, ha trovato il coraggio di denunciare il fatto. L'uomo, che ha giustificato il suo comportamento per la gelosia, non ha esitato a rinchiudere la ragazza in casa arrivando persino a confezionare un rudimentale esplosivo collegato alla porta d'ingresso, per assicurarsi che la donna non tentasse la fuga in sua assenza. Per spaventarla era arrivato a lanciarle petardi tra le gambe, provocandole anche una bruciatura sotto i piedi. E non si era fermato lì. Oltre alle ripetute minacce e alle violenze, diverse volte aveva anche obbligato a a rapporti sessuali la giovane colf ucraina, irregolare in Italia, da lui assunta.

L'uomo denunciato dalla ragazza è Paolo D., milanese di 41 anni, che ieri sera è stato arrestato. Lui, dopo un movimentato arresto, agli agenti, si è giustificato così: "L'ho fatto perchè ero geloso, ero innamorato di lei". All'inizio, secondo la denuncia dell'ucraina, lui si è mostrato educato e cortese, ma presto ha cominciato a minacciare la ragazza dell'Est che, per paura di essere denunciata e rimpatriata come clandestina, ha subito in silenzio le sue proposte, poi diventate vere e proprie angherie. Quando la donna, stanca delle continue vessazioni, ha tentato di andarsene, l'uomo l'ha rinchiusa in casa.E' riuscita a denunciare l'aguzzinoapprofittando di una breve uscita del suo sequestratore, ha preso il cellulare dell'uomo dimenticato nell'appartamento e ha chiamato le forze dell'ordine. In pochi minuti una volante è arrivata sul posto.

Grazie alla descrizione fornita per telefono, gli agenti hanno sorpreso l'uomo mentre scendeva le scale della palazzina. Resosi conto di non avere vie d'uscita, ha tentato l'ultima, disperata reazione, scagliandosi contro gli agenti, che l'hanno bloccato e hanno liberato la ragazza, ancora terrorizzata. Per l'aguzzino si sono così aperte le porte del carcere. Le accuse sono gravi: sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale.

Il Comune si costituirà parte civile
Il Comune di Milano chiederà di costituirsi parte civile nel processo che vedrà imputato l'italiano che ha barbaramente sequestrato e violentato una colf ucraina. E attraverso le proprie strutture di protezione, come il Progetto accoglienza vittime della tratta, che ha permesso di salvare dal 2001 a oggi circa 500 donne dallo sfruttamento, cercherà di aiutarela ragazza, che pur nello stato di clandestinità, ha avuto il coraggio di denunciare il suo aguzzino. A dichiararlo èil vice sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato: "Chiedendo la costituzione come parte civile - spiega De Corato - Milano intende far sentire la sua voce e manifestare solidarietà alle donne vittime di stupri". Scritto da: GM - graziano.masperi@cronacaqui.it 

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