Creato da mariannliberamente00 il 11/01/2010

Poesiando

Pensieri in versi, versi in pensieri- parole nel vento della vita- parole pronunciate quotidianamente dalla natura-emozioni e sentimenti relativi al viere quotidiano con le sue meraviglie e con i suoi respiri foschi-

 

 

Nelle terre del Sud

Post n°103 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da mariannliberamente00
 

 

 

E' breve il sonno della rosa

 nelle terre del Sud

ove il croco sorride ai viandanti

quand'ancora Orione

scorazza per il cielo


E' breve e intenso

come il sonno dei bambini

tra le braccia materne

sollecito a spezzarsi

ad un lieve sussulto nella culla


perché il cuore del Sud è fuoco

-mai sazio-

pasciuto dal calcagno

pesante di retaggio

che fa fatica a cambiare strada

e a buttare via i miasmi del passato



 

 
 
 

Innamorata ancora

Post n°102 pubblicato il 17 Gennaio 2012 da mariannliberamente00
 

 

M'abbaglio al tuo sorriso
e alla luce di quegli occhi
che cominciano a seguire
tracce d'amore voci profumi

Mi perdo in quel gorgheggio d'implume
che naviga nell'aria 

in quel batter di ciglia
soffice come piuma sulla pelle


in quell'armonia di rosa
che s'impasta al grigiore degli anni
da trascinare come catene
attorno alle caviglie stanche

Nell'arrenderti al sonno
zefiro il lieve soffio del respiro
nella rigida mattinata invernale



 
 
 

In rosa

Post n°101 pubblicato il 29 Novembre 2011 da mariannliberamente00
 

 

 

Nuova luce allargò l'orizzonte

in rosa sillabò un nome

e piovvero petali d'amore


A piccoli sorsi  la vecchia quercia

sorbe nuova linfa dalla gioia

le braccia protese ad accogliere

e gli occhi umidi a contemplare

l'ulteriore fioritura del suo tronco

 

Con questi versi desidero comunicarvi, amici cari, la nascita della mia terza nipotina Carla, il 05/11/11.

 

 

 

 

 

 
 
 

La Madre

Post n°100 pubblicato il 29 Ottobre 2011 da mariannliberamente00
 

 


Dal grembo generoso sgusciano fili d'erba, piante e fiori, frutti e fuoco, acqua e nettare che allegra la tavola, dal seno antico lievitano tracce che millenni hanno custodito gelosamente e che parlano ancora, descrivono e insegnano.

Dagli abissi risalgono vita e morte, gioia e dolore, luci e ombre ma la madre  è infinita creatura che si rinnova e si ricicla, vomita e assorbe, sorride e sghignazza , madre e giustiziera inflessibile sopporta le formiche sul suo ventre che corrodono, succhiano linfa, deturpano e con uno scrollone fa pulizia e ristabilisce equilibri.

La madre è montagna che partorisce altre madri, è una piramide che custodisce segreti e continua ad essere decifrata ma mai del tutto compresa, è una fornace che cuoce rocce grezze per trarne fuori oro e pietre preziose, è fragile foglia che vibra nel vento autunnale e s'aggrappa al ramo per non essere spazzata via, è radice che affonda nell'humus della vita e lo trasferisce ad altre radici perché possano tener salde altre piante ed altri frutti.

La madre è un grande piede che lascia la sua orma; come può un piede guardare la sua impronta e non sorridere anche se non è  uguale per forma, come può non provare tenerezza?

E come può l'onda guardare la sua scia e non ubriacarsi di gioia anche se il maestrale la plasma a suo piacimento e la trasforma rendendola diversa da come era stata cesellata?

Come può la notte guardare l'ultima stella del mattino fondersi con la luce e non struggersi di commozione nel lasciarla andar via verso il suo destino?

Come può il sole non ardere di trepidazione e di gioia contemplando un suo raggio scindersi, attraverso una piccola goccia d'acqua, in colori così diversi tra di loro che s'arrampicano lungo la volta a formare un arco le cui frecce sono bellezza ed armonia che vibra e stupisce, cattura e intimorisce lo sguardo che dalla terra si leva verso il cielo?

Come può il manto nero della notte, gravido di pianto, non piegarsi con compassione su schegge calpestate e derise, sfruttate e incomprese, inferme e sfortunate, come può non avvolgerle nell'abbraccio morbido del suo amore?  


 

 
 
 

Attimi di stupore

Post n°99 pubblicato il 01 Settembre 2011 da mariannliberamente00
 

 

v

 

Cerulea  blandisce lo scoglio

di  candidi  schizzi accende iI ferrigno

e stelle di spuma solleva

in preghiera protesa verso il cielo


Vele si flettono sotto l'ala del vento

che  nenie salmodia nel delirio


inquietudini e arsura di pace

plasmate da morbidi umori

riposano in attimi di stupore


 

 
 
 
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