Creato da maresogno67 il 25/11/2007

salsedine del sogno

i pensieri sanno nuotare nella libertà di un mare senza nome

 

Salvaniente

Post n°3364 pubblicato il 02 Marzo 2024 da maresogno67
 

Non è possibile sentirci vivi solo a condizione di salvare qualcuno, qualcosa o noi stessi.

Questa è solo la maledetta dipendenza dal dolore e da quelli che cercano di liberarlo.

Tutto scorre via tutti compresi e allora basta con questa storia del salvare, io salvoniente!

 

 

 

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in fondo...

Post n°3363 pubblicato il 25 Febbraio 2024 da maresogno67
 

Per chi, come me, ama guardare la fotografia, penso che sia una delle strade più fortunate dove indirizzare i propri pensieri. È una fuga probabilmente dalla routine quotidiana, dalle notizie confezionate che vedo e ascolto, dalle cose fatte in modo simile. In fondo, la fotografia è anche la voglia e la realizzazione dell'ironia sulla realtà, e ce n'è tanto bisogno.

la foto è mia su Pinterest

 

 

 

 

 

 
 
 

mi sento umano

Post n°3362 pubblicato il 18 Febbraio 2024 da maresogno67
 

Mi sento umano nel provare rabbia per la morte di Navalny,

mi sento umano provando distanza  incolmabile  se non con la loro fine da dittatori vicini e lontani dall'Italia,

mi sento umano provando riconoscenza e rispetto per chi ha liberato il 25 aprile 1945 l'Italia dai fascisti,

mi sento umano quando ascolto persone affermare che la privazione di qualsiasi libertà, soprattutto se avviene con la tortura, è la morte mentale e poi fisica di chi la subisce e di chi la esercita,

mi sento umano quando saluto una persona e mi ricambia con un saluto.

Qu'est donc devenu Alexeï Navalny?

 

"Qu'est donc devenu Alexeï Navalny?"  questa foto appartiene a 

 
 
 

tra pensieri e sogni

Post n°3361 pubblicato il 14 Febbraio 2024 da maresogno67
 

Le persone non funzionano come un interruttore; sono miscelatori di pensieri e sogni non sempre adatti all'inventario.

 

foto mia da Pinterest

 
 
 

Risolvere o Ascoltare?

Post n°3360 pubblicato il 04 Febbraio 2024 da maresogno67
 

Dare un nome a tutto ciò che ci circonda, alle paure, ai sintomi, alle cose, agli avvenimenti, sembra essere il modo per “risolvere”. Non voglio mettere in discussione questo concetto, che è in certi aspetti anche accreditato dalla psicoanalisi junghiana.

Mi chiedo se ci sia anche un altro modo per “risolvere”, come ad esempio lasciarsi andare dalla prima all’ultima nota di un brano musicale senza interruzioni o distrazioni varie. Preferisco risolvere ascoltando.

 

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