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Anna e i suoi fratelli

Post n°147 pubblicato il 12 Novembre 2008 da Gioiasole

Mi raccontano che mia madre, mentre mi aspettava, ha rischiato di perdermi al sesto mese di gravidanza per l’apertura precoce dell’utero. Nacqui, invece, in perfetto tempismo: alle 9.30 del primo giorno dell’anno successivo, “bellissima, tutta bianca e rosa e con tanti capelli scuri”. Il mio primo nome fu, quindi, per ringraziamento alla protettrice delle partorienti, Sant’Anna.
Mi raccontano che, quando mio fratello mi vide per la prima volta, attaccata al seno di nostra madre, le chiese: “Ma è tua?”. Aveva tre anni e la risposta “È nostra” non doveva averlo convinto molto: in seguito glielo chiese spesso, perlomeno quasi ogni volta che mamma mi teneva in braccio e lei era costretta ad accollarsi anche quel pesantone di mio fratello.
Mi raccontano che, invece, mia sorella – la maggiore - si prodigò in un unico “Eccola!”. Per poi fregarsene completamente e tornare a trottare per casa sul triciclo.

Le premesse del nostro rapporto, negli anni a venire, erano già tutte lì.

Con mio fratello ho diviso latte e biscotti e pane e nutella, scatolette di tonno di cui eravamo ghiottissimi, miliardi di miloni di disegni di astronavi e giochi di ruolo ben definiti, in cui lui faceva il ‘soldato viso pallido’ e io il 'pellerossa’. I giochi finivano che io morivo ammazzata e non appena risuscitavo dovevo giocare con mia sorella.
Io, onestamente, avrei preferito giocare da sola con le mie bambole e i miei disegni.
Anche con mia sorella ho diviso latte e biscotti: ma in una strana pappetta che lei mi costringeva a ingurgitare quando giocavamo a ‘mamma e figlie’, anche se di ‘figlia’ ce n’era una sola. Lei stessa, mia sorella, mi ha raccontato che ero “buona buona, tanto buona che non piangevi mai, però non c’era gusto e allora ti dicevo che eri una bambina cattiva, così tu piangevi”.
Quando ero impegnata a fare la figlia di mia sorella, ovviamente mio fratello non aveva nessuno con cui giocare con i suoi camion e i suoi fucili. Allora correva a lamentarsi da mamma: “E io chi uccido, adesso?”

Per quanto mi sforzi, non ricordo di aver mai visto i miei fratelli giocare tra loro, anche se immagino che l’avranno pur fatto. Quanto a me, la mia natura, rivelatasi ben presto troppo accondiscendente, aveva fatto in modo che diventassi il loro giocattolo, più che una vera e propria compagna di giochi. Ricordo che, una volta, andai a piangere da mamma per le loro prepotenze. “Non devi piangere: devi essere più furba”. Questa frase è diventata il corollario su cui poi si è fondata la mia vita; non lo avevo capito, allora, ma in quel modo mia madre aveva fatto sì che, da quel momento in poi, risolvessi le mie beghe da sola.

Mia sorella, la primogenita, è sempre stata la ‘grande’ e ha fatto in modo che questo, noialtri due, lo capissimo sin da subito: ha sempre avuto atteggiamenti da caporale che non ha mai smentito, neanche in seguito. Sicura di sè, egocentrica e indipendente, era molto diversa da noi due. Quanto più lei era desiderosa di affrancarsi al più presto dalla famiglia, tanto noi eravamo invece molto più uniti e legati ai nostri genitori. Lei era come una mongolfiera: più si allontanava e si liberava dei legami familiari, più volava alto. E se penso a lei, penso a una donna libera che ha voluto a tutti i costi esserlo e ci è riuscita. Anche fisicamente, non c’è molto che faccia capire che siamo sorelle: se in lei si ravvisano le caratteristiche più forti della famiglia di mio padre, io ho la fisionomia di mia madre. Mentre io sono piccola e bruna, mia sorella è più alta e chiara di pelle e di capelli. Mio fratello è identico a papà quando era giovane: bruno e con una fila di denti bianchissimi. In molti ci hanno detto che dal sorriso si capisce che noi tre siamo fratelli. Dal sorriso e da certe espressioni.

Mia sorella mi rimprovera spesso di dire “Mio fratello” o “Mia madre, mio padre” anche quando parlo con lei. Lo so, ma non lo faccio apposta. È un’abitudine inconsapevole che mi porto dietro da tempo. Ma lei sa che, nonostante le differenze di carattere e di temperamento, io le ho voluto e le voglio bene davvero. Sa che può contare su di me, qualunque cosa accada, come lo sa anche mio fratello. E sono sicura di non sbagliare, nell'affermare che la cosa è reciproca. Forse, dopotutto, non è un male che ora tutti e tre viviamo in luoghi diversi. Parlarci, ora, vuol dire riscoprirci, aver voglia davvero di sentire l’altro o l’altra anche solo per scambiare due chiacchiere. Come in molti rapporti d’amore, non è facile vivere insieme, soprattutto se non è per scelta. Anche se ci si vuole bene davvero.

Commenti al Post:
upmarine
upmarine il 12/11/08 alle 20:11 via WEB
Certe volte mi accorgo di essere troppo bastardo ed allora capisco che devo frenarmi. Però la storia dell'essere giocattolo di qualcuno ... porca miseria. Secondo me sei una gran bella persona ed è per questo che i tuoi sorelli ne hanno approfittato. Però loro sono sangue del tuo sangue. Un caro saluto al tuo babbo dalla lunga fila di denti bianchi (ma quanti ne ha?).
 
 
Gioiasole
Gioiasole il 12/11/08 alle 20:34 via WEB
Ero (sono) la più piccola dei tre, Up: quella parte del racconto risale al periodo della (mia) scuola materna, in cui loro non è che fossero molto più grandi me. E' facile che i bambini perdano di vista certe 'misure', credo... :-) Spero che traspaia dal post che voglio loro un gran bene e che so che sono più felici dove vivono. E sono contenta di scoprire che è con desiderio autentico che ci cerchiamo. Il babbo ricambia il tuo saluto con tutta la fila di denti bianchi sull'attenti (quell'altra fila è la mia)
 
carpediem56maestral0
carpediem56maestral0 il 12/11/08 alle 20:15 via WEB
Post bellissimo. Scritto magistralmente, che mi ha preso (pur nel mio momento di grave lutto), dalla prima all'ultima riga. Ironico, vero, delizioso.
La parte poi dove si riflette sulla non negatività di vivere in luoghi diversi, oh cara, quanta saggezza....;-) Un grosso bacio!
 
 
Gioiasole
Gioiasole il 12/11/08 alle 20:44 via WEB
Be', quantomeno sono contenta di essere riuscita a distrarti :-) In ogni caso, non mi è facile postare qui certe cose: chi legge non sempre conosce i retroscena e ho sempre paura che certi episodi possano essere travisati, mal interpretati. Scrivo di getto e non pubblico nulla; e mi ritrovo spesso a postare cose che in realtà non dicono nulla d'importante di me, della mia vita. Oggi è andata un po' più (decisamente molto più che un po' di più) sul personale... A ogni modo, sono contenta che ti sia piaciuto. Un grosso bacio a te :-)
 
ilike06
ilike06 il 12/11/08 alle 21:51 via WEB
Noi viviamo nello stesso paese, ma ugualmente si fa fatica a vedersi, per come è concepita la vita oggi... e a volte mi mancano davvero i miei fratellini :)
 
 
Gioiasole
Gioiasole il 12/11/08 alle 22:18 via WEB
Il guaio è che, fintanto che si vive insieme, non ci rende conto della fortuna che si ha, ad avere dei fratelli... E anche a me mancano, quei due fetentoni. Un bacione :-)
 
releardgl
releardgl il 12/11/08 alle 22:52 via WEB
anch'io ho due fratelli e sono il più piccolo....ma con loro non ci ho mai giocato più di tanto...il futuro che già si faceva vedere....
 
 
Gioiasole
Gioiasole il 12/11/08 alle 23:31 via WEB
Aspetta, che ti faccio giocare con i miei... :-)
 
riflessilunaridgl
riflessilunaridgl il 13/11/08 alle 14:46 via WEB
Anch'io sono l'ultima di quattro figli. Due sorelle e un fratello hanno fatto di me quel che volevano quando ero piccina. Gli anni trascorsi con loro rappresentano una miniera di ricordi, alcuni molto belli, altri meno. Con mio fratello era bellissimo giocare perchè facevamo le cose più strane, ad esempio, ci piacevano molto gli scarafaggi che catturavamo e conservavamo nelle bottigliette di coca cola sotti gli occhi inorriditi della mia prima sorella...C'era grande complicità con mio fratello. Lui mi aiutava a finire la bistecca che io prorpio non digerivo, mi accompagnava a vedere il mio primo fidanzato,mi prestava le sue cose...Mi sono lasciata andare ai ricordi. Oggi lo vedo pochissimo perchè vivo lontano, ma ci sentiamo quasi quotidinamente e quando ci ritroviamo il piacere di stare insieme è indescrivibile...Ciao Lù, un bacione, Ale:-)
 
 
Gioiasole
Gioiasole il 14/11/08 alle 10:08 via WEB
E' per questo che sono contenta di non essere figlia unica...! La cosa più bella è ritrovarsi dopo tanto tempo che non ci vediamo, a volte passano anche 2 mesi e a me sembrano tanti. Soprattutto con mia sorella, con la quale ho vissuto per più di vent'anni qui, a Pescara, da quando mi sono iscritta all'università. Poi le cose cambiano e si prendono altre strade. Ma è giusto così. Ciao Ale, un bacio grande anche a te :-)
 
multiramengo
multiramengo il 14/11/08 alle 11:20 via WEB
...che dire...anche io ho una sorella e un fratello più grandi, non viviamo lontani e quindi ci vediamo spesso e il nostro rapporto è molto cementato anche x alcune cose tristi che la vita ci ha "regalato"...al solito gioià riaccendi in me flash di lontana memoria...ma come fai!??!??!??!
 
 
Gioiasole
Gioiasole il 16/11/08 alle 12:06 via WEB
Forse perchè stiamo diventando grandi...? ;-) Un bacione, Pa' :)
 
MARIONeDAMIEL
MARIONeDAMIEL il 14/11/08 alle 17:17 via WEB
L'uscita di tuo fratello è mirabile... quasi quanto la risposta di tua mamma :) Essere il cucciolo di casa non è facile eh.. io sono la primogenita; dopo molti anni mia sorella mi ha confessato di essere stata invidiosa di me perchè pensava che io fossi "la preferita", io allora le ho confessato che pensavo lo stesso di lei perchè lei era "la piccola"!!! Ogni visuale è diversa ma insegna qualcosa.. le prime regole di vita e convivenza si imparano tra fratelli.. potrei poi farti un trattato sulle liti dei miei due gemelli (l'ultima ieri, 'na cosa epica), ma scriverò direttamente un libro prima o poi! :)) ciao Anna cara.
 
 
Gioiasole
Gioiasole il 16/11/08 alle 12:18 via WEB
Adoro i tuoi 'trattati' sulle rane! :) Credo che tutti, bene o male, sin da piccoli mostriamo chiaramente i segni del carattere (definitivo?) futuro; alcuni cambiano anche in meglio, per fortuna: mio fratello, per esempio, era un bambino tirchissimo, oggi è un uomo di una generosità sconfinata. Poi, crescendo, tra i grandi e i piccoli certe rivalità si appianano, forse perché finalmente si comincia a dialogare come si deve (ma anche a togliersi certi sassolini dalle scarpe). La lontananza fa il resto :) Chiamami semplicemente Lu: Anna non mi si addice molto :)) Ciao Marion, un bacione
 
   
MARIONeDAMIEL
MARIONeDAMIEL il 19/11/08 alle 21:43 via WEB
Ah ok: notte Lu! :)
 
odio_via_col_vento
odio_via_col_vento il 15/11/08 alle 08:28 via WEB
non è nemmeno facile vivere in luoghi distanti e doversi reinventare una familiarità che è fatta anche di piccole abitudini familiari. in fondo la lontananza fisica poi rischia di diventare un alibi per le lontananze mentali e affettive. ci si illude che i motivi di tante lacune, di tante estraneità siano quelle fisiche, sia la mancanza di tempo in comune.....bah....pessimismo cosmico.:)
 
 
Gioiasole
Gioiasole il 16/11/08 alle 12:25 via WEB
Nel nostro caso la distanza fisica ci ha resi paradossalmente più vicini, meno estranei di quanto non fossimo vivendo insieme. Le differenze caratteriali hanno il loro peso e su questo non c'è alcun dubbio; ritrovandosi c'è il pregio di voler smussare gli spigoli e cercare una maggiore comprensione. E questa, devo dirlo, è una grande conquista. :)
 
nnsmettodsognare
nnsmettodsognare il 17/11/08 alle 13:34 via WEB
Io sono la grande della "seconda serie", come dice mio padre. Lui, vedovo con tre figli, sposò mia madre in seconde nozze e ne ebbe da lei altri tre. Anche noi due femmine (io e la piccola) e un maschio in mezzo. Credo che lei potrebbe scrivere esattamente le stesse cose che hai scritto tu. Loro due molto legati attraverso gesti quasi morbosi, io sempre più distante. Io passata per essere quella egoista che otteneva tutto ciò che voleva mentre in realtà mi sono sentita sempre la meno amata e la più sensibile. Voglio molto bene a tutta la mia famiglia, ho bisogno di dimostrarlo di più da quando siamo lontani. E trovo molto vera la tua ultima frase:"Come in molti rapporti d’amore, non è facile vivere insieme, soprattutto se non è per scelta. Anche se ci si vuole bene davvero." So che è così per averlo provato sulla mia pelle dopo il trasferimento non condiviso, fatto per il bene di mio marito e dei miei figli.
 
almaplaena
almaplaena il 23/11/08 alle 16:52 via WEB
Uh!
;)
 
carpediem56maestral0
carpediem56maestral0 il 23/12/08 alle 13:01 via WEB
Carissima, un mondo di Auguri a te e a tutta la tua fratria...;-))))))))))))))))))
 
upmarine
upmarine il 02/01/09 alle 01:50 via WEB
Auguri, sorellina
 
ilike06
ilike06 il 05/01/09 alle 09:18 via WEB
ma dove sei? buon 2009... sono ancora in tempo, vero? :)
 
upmarine
upmarine il 21/01/09 alle 01:58 via WEB
mi hanno appena accusato di esprimermi attraverso ululati. Mica veruuuuuuuuuuuu
 
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