Creato da IL_CERCHIODELLAVITA il 25/11/2010

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GARDONE RIVIERA "IL VITTORIALE DEGLI ITALIANI"

Questo post nasce da una gita a Gardone durante la quale ho avuto modo di visitare la casa museo  di d'Annunzio ... Il Vittoriale degli Italiani , cittadella monumentale  ideata assieme all'architetto Giancarlo Maroni dal 1921 al 1938 costituita da diversi edifici,  piazzette, perfino un teatro in stile greco , giardini, e corsi d'acqua, eretto per celebrare la vita eccezionale del poeta e le imprese eroiche degli italiani durante la prima guerra mondiale. Una casa museo dove è conservato il MAS della Beffa di Buccari, l'aereo Ansaldo S.V.A. del volo su Vienna,

Aereo volo su vienna


 la prua dell'incrociatore Puglia posto a difesa della città di Fiume e rimontata al vittoriala al centro del parco.



Il mausoleo dove è conservata la tomba del vate è ispirato alle tombe etrusche ed è allo stesso tempo  un monumento ai caduti della prima guerra mondiale; qui sono sepolti il Comandante Gabriele d'Annunzio ed alcuni legionari che parteciparono all'impresa di Fiume. Il Vittoriale chiamata anche Prioria, è costituito da una ventina di ambienti dove troviamo una vasta biblioteca composta da volumi di letteratura italiana francese ,tedesca, storia, libri d'arte e rare edizioni antiche anche cinquecentesche .

mass 96


Le stanze sono caratterizzate dalla penombra, poiché la luce diretta dava fastidio al poeta che soffriva di fotofobia.
Fra le stanze, arredate dal poeta va sicuramente ricordata l'assai suggestiva stanza della Musica che per favorire l'acustica e il raccoglimento ha le pareti rivestite di damaschi neri ed oro , finestre in alabastro, grandi zucche colorate e cesti di frutta in vetro di Murano. In questa sala si tenevano i concerti del “Quartetto” del Vittoriale.
La Zambracca, stanza guardaroba, il cui nome deriva da un antico vocabolo provenzale che significa donna da camera. In questo ambiente egli trascorreva, negli ultimi anni,la maggior parte del tempo; è qui che d'Annunzio morì la sera del 1º marzo 1938.



Sulla scrivania fra gli altri oggetti ci sono un prezioso calamaio di Mario Buccellati, la testa d'aquila in argento di Renato Brozzi ed un gesso che riproduce l'Aurora di Michelangelo. All'interno di un piccolo armadio a muro  ancora oggi si possono notare le numerosissime medicine di cui l'ipocondriaco d'Annunzio faceva abitualmente uso. La stanza della Leda è la camera da letto del poeta. Prende il nome da un gesso raffigurante il mito di Leda amata da Zeus trasformatosi in cigno. Sulla porta il motto Genio et voluptati. Sul soffitto, decorato sono riportati alcuni versi danteschi tra cui: Tre donne intorno al cor mi son venute.
Accanto al letto i volumi degli autori preferiti di d'Annunzio: Shakespeare, Dante, Verlaine, Stendhal. Il bagno blu, suddiviso in ritirata e sala da bagno, assume il duplice ruolo di purificazione e ricerca esasperata del sovrabbondante. Ottima è l'acqua il motto di Pindaro trascritto sul soffitto. In questa stanza circa ottocentocinquanta oggetti alimentano quel senso di horror vacui qui divenuto simbolo di superfluo e accessorio. Forse l'ambiente più suggestivo e carico di significati simbolici della casa è la Stanza del Lebbroso

 

pensata sin dall'inizio come camera ardente  dove il poeta si ritirava a meditare sulla morte e dove il corpo del poeta venne composto per la veglia privata:il letto, posto in posizione dominante, è chiamato letto delle due età, perché nelle sue forme ricorda una culla e una bara: e simboleggia la morte come fine e  inizio di una nuova vita. Al piano superiore è situata l'officina dove si accede da una bassa e stretta porta costringendo il visitatore ad un inchino "all'arte", dov'è l'opera lì è il lavoro, è il motto scritto sulla trave d'ingresso. Colpisce la luminosità della stanza rispetto al resto della casa e la semplicità dei mobili di rovere chiaro. Qui D'Annunzio, operaio della parola, passava gran parte della giornata e della notte a leggere e a creare: era dunque necessario un ambiente luminoso.


La stanza della Cheli è la sala da pranzo; è così chiamata da d'Annunzio per la presenza di una tartaruga a capotavola morta al vittoriala dopo una indigestione di tuberose monito  per i commensali!
Il Vittoriale è un luogo sicuramente suggestivo dove arte e stroria si incontrano lasciando quesi stordito il visitatore dalla ricchezza, dall'opulenza delle sale
Gryllo73

 
 
 
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