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Questo č il video realizzato da Kikko per il compleanno del mitico Sasā! Lo trovo bellissimo!
 
 

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Creato da: LaBruja70 il 29/12/2007
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Stato suicida

Post n°350 pubblicato il 15 Aprile 2012 da adamsmith76
 

Come era facilmente prevedibile ( tranne per i media foraggiati nella quasi totalità da denaro pubblico) la spinta riformatrice del governo Monti si è presto esaurita. Aldilà della riforma delle pensioni ( che ha comunque lasciato strascichi ancora non risolti) è rimasto ben poco: cedendo alla corporazioni ed ai sindacati le liberalizzazioni così tanto pubblicizzate si sono rivelate  ulteriori regolamentazioni, la riforma del lavoro un vero bluff mentre il decreto "salvaitalia" affosserà definitivamente questo sciagurato paese.

Ovviamente le colpe devono essere ricercate in tutti quei governi che si sono succeduti dal dopoguerra fino ai nostri giorni e al conseguimento di quella "pace sociale" a suon di debito pubblico che è durata fino a quando la situazione è divenuta insostenibile. Ci saremmo aspettati dal governo Monti un comportamento di rottura rispetto al passato invece il professorone della Bocconi ha continuato nel solco dei governi  precedenti: agire sul versante delle entrate con una tassazione senza precedenti in tutto l'universo senza aggredire la spesa pubblica. Non ci vuole un genio per capire come andrà a finire...

Eppure nulla sembra smuovere i cittadini ormai rassegnati al peggio e nelle cui coscienze è giornalmente inculcato che la colpa della crisi è della speculazione internazionale e che si pagano tante tasse per via degli evasori fiscali. Finché ci sarà un solo evasore questa classe parassitaria ( sindacati compresi) potrà dormire sonni tranquilli, almeno fino a quando il frutto del lavoro di ognuno di noi sarà in grado di mantenerla.

In questi primi mesi dell'anno i tragici suicidi di coloro che generano ricchezza sembrano segnare un punto di non ritorno; se lo Stato continuerà ad "istigarli" al suicidio alla fine capitolerà anch'esso.

 
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Il liberismo odia la povertā. La sinistra i poveri

Post n°349 pubblicato il 20 Gennaio 2012 da adamsmith76
 

Da sempre alla ricerca di teorie complottiste per spiegare le ingiustizie nelle società capitalistiche, la sinistra soprattutto italiana ( e soprattutto sinistra-sinistra) accecata da un odio ideologico verso ogni forma di libertà economica (a tal punto da vedere un "liberismo selvaggio" in un paese dove non si riesce a liberalizzare  nemmeno i taxi…) non si rende conto che sono proprio le decisioni politiche e non il mercato a generare ed amplificare la forbice tra i ricchi e le “classi” meno abbienti, specialmente quelle che essa stessa prende quando governa o amministra.

Il grimaldello che determina tali sciagure è la cultura per cui “le tasse sono bellissime”. Forte di questa convinzione, ovunque governi, la sinistra mette tasse evidentemente con lo scopo di fare di ciascuno di noi un impiegato dello Stato ( già di per se un orizzonte per nulla rassicurante…) ma che intanto finisce per tartassare i poveri ed il ceto medio. Evidentemente l’eliminazione della povertà consiste nella soppressione dei poveri…

Prima ancora dell’avvento del governo del rigore, della sobrietà e dell’equità ci aveva pensato il governatore più pagato d’Italia ( Vendola) a mettere un ulteriore balzello sui carburanti, tassa tra le più inique perché danneggia maggiormente i redditi bassi; per non parlare dell’aumento della bolletta dell’acqua dopo avere cavalcato strumentalmente gli inutili ( ma utili per la classe politica sempre attenta alla clientela…) referendum. Nell’attesa che trovi qualche soluzione ecco che arriva l’altro campione della sinistra-sinistra Giuliano Pisapia, il simbolo di quella rivoluzione arancione che sempre più tende al rosso con tanto di falce e martello… Questo campione della “giustizia sociale” s’”inventa” l’Area C percorribile solo dalle automobili dei ricconi, quelli che si possono permettere una tassa da 600 euro all’anno. Il fatto che sia stato votato con un referendum da quasi il 90% del 50% che ha votato ( quindi meno della maggioranza assoluta, sicuramente votato da chi ha i soldi) non giustifica questo provvedimento “classista”, specialmente se chi lo prende dice di rappresentare la parte più debole della società…

Ma la cosa più terribile è che nessuno a sinistra abbia contestato questo provvedimento perché come in Unione Sovietica ed in Corea del Nord bisogna “educare” il popolo. Quello povero ovviamente…

Se davvero ci fossero problemi di inquinamento e quindi di salute per la popolazione un provvedimento più equo sarebbe stato il divieto PER TUTTI. Ci sono tanti centri storici dove non si può circolare, non si capisce perché a Milano tale divieto debba valere solo per chi non è in grado di pagare 600 euro all’anno di tassa!

Con una base elettorale così sottomessa ai loro “cari leader” che prendono decisioni assurde ma sempre “per il bene comune” a quei pochi che amano la libertà non resta che espatriare, non solo dall’Italia ma anche dall’Unione Repubbliche Socialiste Europee. Pensare ad un dopo Monti peggio di Monti è purtroppo più che realistico…

 
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Post n°348 pubblicato il 07 Gennaio 2012 da adamsmith76
 
Tag: adam, BRUJA

 
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Popolo sovrano? No, popolo servo...

Post n°347 pubblicato il 11 Dicembre 2011 da adamsmith76
 

Sarà un Natale difficile quello che si appresta a passare la maggior parte degli italiani in virtù della manovra "salvaitalia" che il governo Monti ha lasciato come regalo... Una manovra che difficilmente salverà l'Italia ( visto che la crisi attuale è più che altro legata alla debolezza del'euro) ma che sicuramente metterà in ginocchio la stragrande maggioranza della popolazione. Rigore, crescita ed equità erano le parole d'ordine che avevano accompagnato i primi passi di questo "governo del Presidente" ( fortemente voluto da Napolitano) ma a parte il rigore ( e comunque solo per la parte più debole della società) di crescita ed equità non se ne vede nemmeno l'ombra.

Lasciando da parte termini come "giustizia sociale" che in sé rappresenta il germe di future dittature, non può che lasciare perplessi il fatto che questa manovra venga scaricata pressoché interamente sulle spalle del ceto produttivo del paese e sui pensionati in particolare. In attesa della riforma del lavoro l'unica nota condivisibile della manovra è quella di aver messo mano all'annosa questione della previdenza; certo per dirla come il ministro Fornero lo si è fatto "con l'accetta"ma questo sconta il fatto che nessun precedente governo abbia avuto il coraggio di fare una riforma seria che per forza di cose doveva risultare impopolare. Le piccole riforme fatte da Dini e Maroni sono state pressoché azzerate dalle sciagurate scelte del governo Prodi. Ora gli stessi appoggiano Monti ed il ministro Fornero...

Ma a parte la riforma delle pensioni ( o meglio la loro cancellazione per le future generazioni...) il resto è tutto tasse; perfino il pagamento delle pensioni minime se è vero che tutti dovranno essere dotati di un conto corrente.... Il Prof Monti sarebbe stato più credibile se il decreto lo  avesse chiamato "salvabanche" piuttosto che "salvaitalia". Per non parlare dell'ICI sulla prima casa, una sorta di patrimoniale sui ceti più deboli,  premessa per un futuro esproprio di Stato.

In tutto questo scenario apocalittico quello che colpisce, almeno stando ai sondaggi, è che la maggioranza degli italiani è disposta a fare sacrifici ( sebbene in maniera più equa) per il bene del paese... Ora, come così tanta gente possa ancora fidarsi dello Stato ( che ricordiamo è quello che incassa più di tutti tra gli Stati dell'unione europea!) è qualcosa che lascia esterrefatti. Pare che nessuno riesca a capire che continuando di questo passo perderemo sempre più la nostra libertà. Si potrebbe sintetizzare che la manovra del governo Monti colpisca più di ogni altra cosa la libertà.

Viene in mente una frase di Gianni Rodari: «è inutile parlare di libertà ad uno schiavo che pensa di essere un uomo libero »

 
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Il mercato ha sempre ragione

Post n°346 pubblicato il 13 Novembre 2011 da adamsmith76
 

Alla fine non è stata un'inchiesta giudiziaria, un'alternativa politica dell'opposizione, la solita penosa "piazza" di cui anche ieri sera non se ne sentiva il bisogno, le manifestazioni dei sindacati, degli indignati o dei parassiti di turno né l'azione  del circolo mediatico dei vari Travagli e Santori. A decretare la fine politica di Berlusconi, ironia della sorte, è stato il Mercato. Proprio quel libero mercato considerato dai nemici del Cavaliere il male assoluto, la peste bubbonica, la causa di tutte le sciagure umane...

Certamente il mercato non premia necessariamente i migliori ma coloro che riescono a servire gli altri nel miglior modo possibile cercando di soddisfare le loro esigenze. Questo meccanismo non dovrebbe valere nel caso degli Stati ma non è certo per ordine divino che gli stessi Stati si debbano mettere sul mercato. Se i governi spendessero meno di quello che incassano dalle tasse ( e l'Italia è il paese che ne incassa di più) nessuno imporrebbe loro di chiedere prestiti tramite titoli di stato. Dietro la crisi che sta attraversando il nostro paese non ci sono poteri occulti, manovratori cioè quella "teoria sociale della cospirazione" ( per dirla alla Popper) sempre cara ad una certa sinistra ( e ora pure a destra): è semplicemente un problema tra debitori ( lo Stato) e creditori ( coloro che acquistando i nostri titoli di stato prestano il loro denaro).

Chiarito quindi che la crisi ha origini lontane il fallimento di Berlusconi sta tutto nella famosa lettera della Bce dove erano riportati i punti fondamentali del programma di Forza Italia prima e del Pdl poi; cioè quelle riforme liberali promesse fin dal lontano '94 e mai realizzate! Va bene le azioni giudiziarie, il corporativismo difficile da sconfiggere, i sindacati ancora fermi all'ottocento però in 17 anni ( dalla sua "discesa in campo") e in 10 anni di governo Berlusconi non è riuscito a portare a casa nemmeno una liberalizzazione! Né gli ha giovato l'alleanza con la Lega Nord che da forza federalista è diventata una specie di caricatura del comunismo... L'ultimo errore fatale è stato quello di chiedere sacrifici al paese senza minimamente intaccare i privilegi della casta politica o delle altre varie caste presenti in Italia.

Sono passati 17 anni ed il paese è fermo al punto di partenza e come se non bastasse è ancora più diviso di prima. Oggettivamente è questa l'eredità che lascia. Per uscirne fuori non ci vorrà né l'uomo né tantomeno il collettivo della provvidenza; bisognerebbe ripartire da chi ha messo un punto a questa dolorosa vicenda. Dal mercato.

 
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