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Post N° 13

Post n°13 pubblicato il 17 Agosto 2008 da L_irrequieto
 

IL PREZZO DEL BARILE?

È SOLTANTO VIRTUALE

Tratto da: Panorama Economy 7 Settembre 2005

PETROLIO

I PARADOSSI DEL CONTRATTO FUTURE

"New York è la capitale dell’oro nero. Ma il suo vero valore si forma tenendo conto della produzione texana. Cioè l’1% delle estrazioni mondiali.

Il barile, questo sconosciuto. Lunedì 29 agosto il prezzo del petrolio ha superato quota 69 dollari raggiungendo i massimi storici, con conseguenti grida dall’allarme. Ma come si forma realmente il prezzo del greggio? Tutto, in realtà si basa sui contratti future, ciascuno del valore di 1.000 barili, scambiati su due sole piazze: l’Ipe di Londra e il Nymex di Wall Street.

Peccato che si tratti di opzioni virtuali di acquisto, e per giunta quasi mai messe in pratica, anche perché il quantitativo trattato non corrisponde alle risorse realmente disponibili; lo scorso 11 agosto, per fare un esempio, sono stati scambiati 295 milioni di barili contro 81 estratti. L’incongruenza più forte, però è rappresentata dal fatto che all’Ipe viene contrattato solo il petrolio Brent (ovvero quello estratto al Polo Nord), mentre al Nymex si quota esclusivamente il greggio texano. Insieme, i due indici , valgono cioè appena 600 mila barili al giorno: meno dell’1% delle estrazioni mondiali. Eppure, quell’1% determina sotanzialmente il prezzo del petrolio a livello mondiale.

Paradosso per paradosso, è come se per calcolare il valore di un’utilitaria si utilizzasse come base l’andamento della domanda (per giunta virtuale) di Ferrari e Maserati."

..............................

A parte qualche perplessità sull'esempio "domanda utilitarie - prezzo Ferrari", direi che c'è molto da riflettere sul prezzo del petrolio e sulle materie prime in generale; qualche   dubbio,era già stato espresso un pò di tempo fa.

 
 
 
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La sicurezza del potere si fonda sull'insicurezza dei cittadini

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Esiste “un rapporto diretto, e anche statisticamente significativo, fra reddito pro capite e livello dei diritti e della libertà politica.”
Jean-Paul Fitoussi - “La democrazia ed il mercato”

Costituzione della Repubblica Italiana
Art. 36.


"Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa..."


Forse, l’articolo 36 della Costituzione era stato pensato e scritto per evitare che redditi e salari da fame portassero ad una regressione della libertà politica e quindi della democrazia.

 
 
 
 
 
 
 

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QUEI DEPUTATI IGNORANTI

(E SCELTI MALE)

“La colpa è di Fini. Non di Fini Giuseppe, Forza Italia, professione dirigente, convinto che il Darfur sia un frenetico stile di vita. Di Fini Gianfranco (An), e poi di Casini Pierferdi (Udc), Fassino Piero (Ds), Rutelli Francesco (Dl) e ovviamente di Berlusconi Silvio e Prodi Romano; più alcuni altri. Perché — ammissione di Goffredo Bettini, senatore Ds molto potente a Roma—la composizione di questo Parlamento è stata decisa da una ventina di persone. La riforma elettorale-proporzionale- berlusconiana ha aiutato parecchio; anzi è stata una tentazione. In cui i leader sono caduti stilando le liste; e molto peccando in omissione di selezione di personale politico decente. O almeno che segua il telegiornale. O anche che legga i giornali e qualche libro, guardi i tiggì, e pazienza se ogni tanto si fa una canna, o peggio….”

Tratto da::«Darfur? Sono cose fatte in fretta» - Corriere della Sera, 12 Ottobre 2006

 
 
 
 
 
 
 

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