Creato da archetypon il 03/08/2005

Ombre di Luce

Davanti a me fluttua un'immagine, uomo o ombra, più ombra che uomo, più immagine che ombra. (W.B. Yeats)

 

(dis)perso

Post n°1687 pubblicato il 10 Ottobre 2017 da archetypon
 

Discover Magazine
Carissima,

Ho perso tutto eppure tu hai disperso tutto.

Disperso la complicità dell'indescrivibile senso di intuizione reciproca che qualcuno direbbe affinità elettiva. Disperso il senso di felicità che è sempre meteora nelle vite e nella nostra pure. Disperso l'indicibile senso di leggerezza creata dalla presenza contrappeso al peso dell'assenza.

Poiché hai disperso tutto questo ora raccatto nelle cantine dell'anima: folli pezzi di emozioni, anestesie per il passato, sinestesie future oramai perse. Tuo disperso,

AM

 
 
 

passa il passato

Post n°1686 pubblicato il 27 Settembre 2017 da archetypon
 

kathy jones -take-me-with-you
Disse la donna: «Il passato depista il reale.»

Pensò l'uomo, o forse il suo vecchio: « Il reale è il qui e ora che avviene come avviene per ciò che abbiamo passato.»

Continuò la donna: «Depista poiché abbiamo amato quel passato. Depista poiché l'abbiamo sofferto.»

E l'uomo, e il suo vecchio, pensò: «Non cerco l'amore poiché so cosa è l'amore. Non cerco il dolore poiché so cosa è il dolore. Eppure se cercassi e non sapessi cosa sarei ora se non un uomo senza passato?»

 

 
 
 

sonni e i loro aguzzini

Post n°1685 pubblicato il 16 Settembre 2017 da archetypon
 

dimenticare
Dimenticare è un atto involontario. Quanto più si cerca di lasciarsi una cosa alle spalle, più questa ti perseguita.

William Jonas Barclay


[Le notti mi perseguitano. Risvegli di ricordi che tormentano i sonni, nella forma dei loro aguzzini: i sonni. Affamano, percuotono, irretiscono. Emesso il verdetto e comminata la pena, non è stata stabilita la durata. A vita? Lustri oramai, e quanti ancora Signor giudice e aguzzini? Così, quando ogni tentativo di annullamento di sé diventa affermazione di un avvenire del passato, nell'amaro abbandono lascio ogni speranza: il perdono sarebbe dimenticare, ma si perdona col cuore e quel cuore mi perseguita.]

 
 
 

un irriducibile

Post n°1684 pubblicato il 03 Settembre 2017 da archetypon
 

Sacred Geometry - shamanview.blogspot.com
Se osservi bene, chiudendo i tuoi occhi, interrompendo il tuo respiro, non troverai ciò che credevi, per quanto in ciò che non credevi ti sei ricreduto, e osservando meglio, chiudendo ogni senso, troverai il vuoto eppure, per quanto vuoto, qualcosa di irriducibile lo percorre, un suono che colma il vuoto, e non sai se durerà, ma basterà per quanto durerà, resterà, per quanto non durerà, sarà una fede, l'unica che ti accompagnerà. Se osservi bene, l'amore è il suono che colma il vuoto.

 
 
 

senza ricordi

Post n°1683 pubblicato il 21 Agosto 2017 da archetypon
 

stefano-bonazzi-uomo-senza-testa-con-ombrello
marzo 2014

... perdo i ricordi. Perché averne? Sono e diventano, in ogni procurata evocazione, immagini imperfette, corrotte. La loro alterazione è l'unica certezza. D'altronde perché averne di ricordi? Se non (r)esistono i ricordi non esistono quei momenti. Vuoto. Eppure in ogni punto (ri)trovo una persistenza, senza luce senza tempo, e in questo vuoto che si apre (ri)scopro ovunque, in questo spazio e nel freddo tempo, un nome. Lo ricordo. Solo l'apocalisse, che tocca a ognuno, tutto porterà via, compreso, prego, questo foglio carta. E già stanno svanendo davanti ai vostri occhi, come i miei ricordi, le parole delle ombre di luce...

 
 
 

una sola vittoria

Post n°1682 pubblicato il 13 Agosto 2017 da archetypon
 

tempop di sogni
Sogni di non ritorno. In fondo lo è la vita, un continuo non ritorno. Ora è già passato, è il futuro lo sarà.

Sogni di non poter tornare indietro quando la coscienza rimpiange il tempo perduto e lo trascrive in un diario di sogni fatti per dimenticare.

Tutto sembra spezzarci. L'unica vittoria a cui potremmo aspirare è aver vissuto, anche i nostri sogni, intensamente.

 
 
 

morte dell'anima diventare acqua

Post n°1681 pubblicato il 24 Luglio 2017 da archetypon
 

ritorno dell'anima di Endymion By Watts Gee
Morte delle anime diventare acqua, morte dell'acqua diventare terra: ed è dalla terra che si fa l'acqua e dall'acqua l'anima

Eraclito, Frammenti, 53

[Siamo psiche. Siamo carne. Il ciclo della vita è anche un ciclo psichico. Io, noi. E il divenire è psichico come carnale. Come morire nell'anima mia è stato diventare acqua, tornare in un oceano indifferenziato da dove ero nato non molti anni fa. Se non vuoi disperdere la tua acqua portala all'oceano, è noto. Ora sono morto, lo sentite? Tornerò alla terra come sogno, la terra del sogno, come acque che fluiscono verso la riva. Tornerò. Per ora - quanto tempo è ora? -  liquefo la mia psiche nell'oceano dove le anime tutte si raccolgono.]

 

 
 
 

facile non vedere

Post n°1680 pubblicato il 28 Giugno 2017 da archetypon
 

/Daimon-di-Claudia-Giraudo-e-Matthias-Verginer
Preferiamo circondare, isolare, recintare, impedire la violenza piuttosto che guardare, incontrare, dialogare con il demone che l'ha prodotta, sull'abisso del dolore, della disperazione di una sofferenza che pochi sanno come sopportare e farla decantare.

Crediamo che esplorare l'universo ci elevi verso le stelle, ma il fango è ancora dentro di noi; ricordarlo renderebbe l'elevazione non una superbia ma consapevolezza del nostro divenire, della nostra sfida con la nostra natura, non contro la natura. Non abbiamo formule per liberarcene. Non ora almeno.

Dalla parte, quindi, di colei (o di colui) che versa il suo sangue quando un demone sofferente e disperato lo reclama, tuttavia ricordando che è sacrificio reso da uno perché per molti è più facile non vedere la propria, la nostra, molteplicità.

 
 
 

quegli uomini

Post n°1679 pubblicato il 21 Giugno 2017 da archetypon
 

red snow - Pierrick
Sono (di) quegli uomini perduti dietro la follia di un assoluto, di una unicità che è più un accidenti della natura che della natura. Nulla avanti e perduti indietro; nel mezzo, ché ogni giorno è lì nel mezzo, di una lucida perseveranza, irrazionale, quanto lo è la vita.

Sono (di) quegli uomini perduti e ombre di un labirinto, perduti e frazioni di felicità, perduti e attese carcerarie, perduti e senza addii.

Sono (di) quegli uomini colmi di neve rossa.

 

 
 
 

sempre, vale la pena

Post n°1678 pubblicato il 13 Giugno 2017 da archetypon
 

sempre ne vale la pena

 

Carissimo,

Sempre, non si dovrebbe dire. La storia insegna che il sempre è dentro un infinito. E la vita non è che un soffio. E il dire sempre, soffio del soffio nell'infinito. Un nulla. Non si dovrebbe dire sempre. Un nulla. Eppure nulla sarebbe una vita se non si dicesse, non si promettesse, non si provasse. È il denso senso nell'infinito nulla. Non si dovrebbe dire che amerai sempre un'unica persona. Non si dovrebbe.

am

 
 
 

la follia dell'archetipo

Post n°1677 pubblicato il 07 Giugno 2017 da archetypon
 

follie e archetipo

 

La follia e non vedere più dentro di sé quell'albero verde nel mezzo di un bruno campo nudo, non ascoltare il vento debilitante del suo deserto.La follia è non avere più un nome per la corda che stride sul violino, per la donna che stride sulla sua pelle. La follia è la sua morte senza essere morto, e la sua vita senza essere vivo. La folla è il muro, il mare, le scale, le verità che non sa attraversare. La follia di quest'uomo è dimenticarsi di essere la mano, il cuore e la ragione per cui scrive della sua follia.

 
 
 

a piccole dosi

Post n°1676 pubblicato il 31 Maggio 2017 da archetypon
 

uomo pillola

 

Lo assumo due, tre volte al dì. Ma crea dipendenza, e ne aumento il richiamo. Anche ora che ne scrivo, mi impregno. Apparente distacco evocativo eppure umiliazione di una dignità. Se la ruota gira, e sono fortunato, non devo ricordarmene, ma sei tu che mi imbocchi. Ma ora che ne scrivo, è amaro il boccone. Guarda il numero qui sopra, saprai, saprò, quante e quante volte, mi sono pre/scritto una ricetta. Pensavo fosse un vaccino. Ora è droga.  Lo assumo, sempre, e sempre più spesso: il tuo nome.

 
 
 

impregnato

Post n°1675 pubblicato il 22 Maggio 2017 da archetypon
 

Il bacio (V. Maximovich, 1913
alcune primavere fa

... impregnato, cosi tanto che chiudo gli occhi e percepisco la presenza che è stata, nel giorno dopo la notte, in un asintoto di anime, poiché nessuno si tocca, anche bocca su bocca, quel gioco umano di provare ad arrivare, e ora è di nuovo notte dopo il giorno, confuso, così tanto che il giorno è notte, per ricordare di essere stato un'anima, ché nei giorni dimenticherò chi sono stato, almeno fino alla prossima lontana notte di te...

 
 
 

cuore senza mercato

Post n°1674 pubblicato il 10 Maggio 2017 da archetypon
 

cuore e denaro

maggio 2007

... allora misi tutto ciò che avevo - e anche di più - su quelle azioni. Erano in ribasso, eppure del cuore non si dispone. Un sentimento di rivincita all'apparenza, nient'altro che sentimento di cui non c'è mercato. Poi la bolla scoppiò e mi ritrovai, solo, con azioni che erano meno che carta. E' strano, ma conservo ogni pezzo di quelle azioni ché al cuore non si dispone. Nessuna rivincita mi aspetto, non c'è mercato per quelle azioni: se compri e vinci, sai che prima o poi perderai, e se vendi e perdi, sai che sei già perduto...

 
 
 

cerchio del giorno vuoto

Post n°1673 pubblicato il 05 Maggio 2017 da archetypon
 

giorno vuoto
...è brutto il cerchio del giorno vuoto, quando la sera ti si stringe intorno al collo come un cappio.

E. Ferrante, I giorni dell'abbandono


[Ali del vento, anima, sole e luna, amore, cerchi nel grano, amicizia, stormire di foglie, sogno, un improvviso campo di rossi papaveri, desiderio. Un deserto e tutto scivola negli interstizi della terra: il nudo campo, speranza. È solo nel silenzio che si svela la solitudine di solitudini che strappano ricordi di anime, amori, amicizie, sogni e desideri. Restano vuoti. E in quei vuoti, tu, aguzzino, poni il cappio al mio giorno silenzioso.]

 

 

 
 
 

errore dei vuoti

Post n°1672 pubblicato il 28 Aprile 2017 da archetypon
 

Unicum
aprile 1531

... se vuoti l'Unicum non dovrai riempire il vuoto con un altro vuoto, che è apparente pieno, poiché l'Unicum chiede cura e mai può restare senza se stesso. E l'Arte è Regola, e se non applichi la Regola, e ti troverai a riempire il vuoto con un altro vuoto, allora sperimenta il vuoto ché sempre misura dell'Unicum è. Dovrai entrare per uscire, scendere per salire. In ciò troverai i daimones, e se è profondo l'Unicum, ed è profondissimo, il levitano. Potrai lottare ma mai vincere perché non è la regola. Qual è la Regola, chiederai? Essa è l'Amore per l'Unicum, unica sostanza tra le sostanze, per riempire l'Unicum se stessi, il Lapis, congiunzione di Cielo e Terra, dentro di Te...

 
 
 

canta-storie

Post n°1671 pubblicato il 24 Aprile 2017 da archetypon
 

Bruno Munari - cantastorie
Purtroppo ti ho incrociata.

Di amore così ti ho amato. Non avrei dovuto, ma ho potuto e l'ho fatto. Si convincano i più, se già non sanno: niente ha un senso dopo, come non l'ha prima. Ma chi rinuncerebbe per un unico tempo freddo?

Per quel freddo, spazio vuoto, non ci sono medicine, e quale cura del dolore è sufficiente? Raccogli i ricordi - quelli che riscaldano. Se raccogli bene, non sei del corpo, e l'anima trasmuta in altro, l'altro te stesso che ha amato.

Resta un "purtroppo".

 

 

 
 
 

manuale di istruzione per una vita perfetta

Post n°1670 pubblicato il 18 Aprile 2017 da archetypon
 

immagini di vita
aprile 2003

... lo trovai, nel primo cammino, poggiato sul muro che saltavo ogni giorno nella pienezza dell'adolescenza. Una copertina in marocchino rosso. Manuale di istruzione per una vita perfetta. Sorrisi, come ogni giovane sorride alla vita che vuole edificare da sé. Ma mi ingannai, e lo raccolsi. Sembravano buoni consigli, eppure tra consigli e pratica, la vita, passa l'arte. E l'arte si impara tutt'altro che con la perfezione, poiché la coscienza di ciò fai non è consapevolezza di ciò che sarai, e tra superficie e profondità, la vita, passa l'arte. Bel manuale in fondo. Manuale di istruzione della vita di un altro. Ora che non salto più il muro, ché l'ho innalzato troppo in alto, ancora lo sfoglio, con un sorriso amaro, e trascrivo le mie parole per farmi infine ingannare dalle ultime pagine, nella mia imperfetta arte...

 
 
 

dall'altra parte

Post n°1669 pubblicato il 10 Aprile 2017 da archetypon
 

dall'altra parte
Carissima,

come sono finito dall’altra parte, quella parte del fossato che ogni battaglia, guerra traccia nella nostra anima, e così nei corpi, colpito e non guarito, dimmi come sono finito da questa parte dove aspetto, aspetto te voltato dall’altra parte così che tu mai riesca a vedermi, vedere come ho diviso me stesso e nessun pezzo ti ho donato, colpito e forse mai guarito.

Quale ponte o barca o volo per attraversare il solco ché sembra un oceano? Quale voce o pianto o sogno per colmare il solco ché sembra un abisso? Dall'altra parte ho dimenticato il mio nome, ma non il tuo - acqua e fuoco, specchio ed eco - distratto dalle stelle che mentono di bellezza e solcano la tua verità che è lì, un attimo dall'altra parte. Tuo,

AM

 
 
 

brucia la carta

Post n°1668 pubblicato il 31 Marzo 2017 da archetypon
 

Burning Letter - photograph by Dimitra Nikolakopoulou
Carissima,

c'è sempre un'ultima lettera quando nulla guarisce e la vita finisce. Che questa sia l'ultima ora non so, ma nascondersi le ferite vuol dire nasconder(si) (al)le mani che le curano, e le mani parlano, e nascoste tacciono. Cosa direbbero? Che il dolore traccia la carta e segna la carne, ma alla fine nulla resta ché brucia la carta e marcisce la carne.

Cento e cento lettere, cento e cento volte spedite e non aperte. Tant'è: chi scrive ammetta che piegato il foglio tutte le parole non appartengono più alla sua anima, anche se spera che ogni parola non si disperda e ogni parola costruisca nell'altra la medesima sintonia che le ha edificate. Ma tutto diventa altro nel momento esatto che dipartono da noi.

Che sia l'ultima non so, ché la bellezza della vita è d'esser una gran fregatura, soprattutto quando ci immaginiamo di essere qualcuno e scopriamo di non esserlo per qualcuno. Tuo,

AM

 
 
 
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CIÒ CHE ORA LEGGO

A MEMORIA

Si può mancare non solo la propria felicità, ma anche la propria colpa decisiva senza la quale un uomo non raggiunge mai la propria totalità.

- C.G. Jung
 -


Quando uno ha avuto una volta la fortuna di amare intensamente, passa la vita a cercare di nuovo quell'ardore e quella luce.

- A. Camus -



Il serpente aveva appena guardato quella venerabile immagine quando il re prese a parlare e domandò: «Da dove vieni?». «Dai crepacci in cui abita l'oro» rispose il serpente. «Che cosa è più stupendo dell'oro?» domandò il re. «La luce» rispose il serpente. «Che cosa è più vivificante della luce?» domandò il primo. «Il dialogo» rispose il secondo.

- Goethe -


Quando devi scegliere tra due cammini, chiediti quale abbia un cuore. Chi sceglie il cammino del cuore non sbaglia mai.
- Popol Vuh -

 

Chiunque prende la strada sicura è come se fosse morto.

- C.G. Jung -

 

Nel coltivare se stessi non esiste la parola "fine". Chi si ritiene completo, in realtà, ha voltato le spalle alla Via.

- Yamamoto Tsunetomo -


La vita, per compiersi, ha bisogno non della perfezione ma della completezza. Di questa fa parte "la spina nella carne", la tolleranza all'imperfezione, senza la quale non c'è né progresso né ascesa.

- C. G. Jung -


Un uomo che dubiti del suo proprio amore può, o meglio deve dubitare di qualsiasi altra cosa meno importante.

- S. Freud -

 

Io sono, più di ogni altra cosa, quel che non sono riuscito a compiere. La più vera delle vite che indosso, come un fascio di serpenti annodato a un'estremità, è la vita non vissuta. Sono un uomo che ha vissuto immensamente. E che nella stessa misura non ha vissuto.

- V. Vosganian -


Tutto ciò che teniamo dentro di noi senza viverlo cresce contro di noi.

- M.L. von Franz -


E poi ti voglio bene, nel tempo e nel freddo.

- Julio Cortàzar -

 

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