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Creato da pierrde il 17/12/2005

Tracce di Jazz

Mondo Jazz diventa il blog del portale Tracce di Jazz . Il Jazz da Armstrong a Zorn. Notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video.

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I PODCAST DELLA RAI

Dall'immenso archivio di Radiotre č possibile scaricare i podcast di alcune trasmissioni particolarmente interessanti per gli appassionati di musica nero-americana. On line le puntate del Dottor Djembč di David Riondino e Stefano Bollani. Da poco č possibile anche scaricare le puntate di Battiti, la trasmissione notturna dedicata al jazz , alle musiche nere e a quelle colte. Il tutto cliccando  qui
 

 

VACANZE

Post n°3637 pubblicato il 18 Agosto 2014 da pierrde

Qui in un lembo dell'estremo nord l'estate continua a nascondersi dietro le nuvole.

Però domani si parte, e almeno fino alla fine del mese il blog potrebbe non essere aggiornato. 

Arrivederci e buone vacanze a tutti i lettori.

 
 
 

FUR ALINA

Post n°3636 pubblicato il 18 Agosto 2014 da pierrde

La parola è una chiave, ma il silenzio è un grimaldello
Gesualdo Bufalino, Il malpensante, 1987

The resonance. Listen to the resonance between the notes. What makes this piece perfect is the waiting, the pauses, the unconditioned love for every single note, slowly fading into another... You can love music, the emotions that brings with it, but when you actually love what is not even music, what is supposed to be silence, you can be sure that what you're listening to is something more...definitely something more than ordinary music.

 
 
 

QUEL RAMO (JAZZ) DEL LAGO DI COMO

Post n°3635 pubblicato il 17 Agosto 2014 da pierrde

Le sere (un tempo) calde di agosto spesso offrono al turista proposte musicali  intriganti. E' il caso del Tremezzina Music Festival, che dalla scorsa edizione ingloba nel programma anche il jazz festival articolato in due serate.

Ma prima ancora dei concerti al Parco Olivelli di Tremezzo c'è stato modo di riascoltare a Varenna il Percussion Staff, questa volta senza ospiti e senza Gunter Sommer, il mentore e l'ispiratore della band lariana. In una piazza forse troppo grande e dispersiva i cinque percussionisti hanno ripercorso il loro repertorio con voglia di divertire e divertirsi. Obiettivo centrato, ora il gruppo comincia ad essere conosciuto non solo nel proprio territorio ma anche nelle province circostanti: l'unico album all'attivo in 30 anni di attività non aiuta più di tanto, è il passa parola tra gli appassionati che sta creando attenzione intorno ai cinque musicisti lariani.

A Tremezzo quattro concerti in due sere con un unico filo conduttore, la qualità delle proposte e degli interpreti, pur cosi' diverse nella forma e nell'esplorazione delle molteplici sfaccettature del jazz contemporaneo. Ad un iniziale set denso e di non immediata lettura, il brillante duo Bombardieri-Beccalossi, ha fatto seguito un più fruibile e pirotecnico Fabrizio Bosso con il trio Spiritual. Abbinamento riuscito, le asperità del duo sorretto da una invidiabile lucidità del sassofonista, sono ampiamente compensate dal blues jazzato e sanguigno del trombettista piemontese.

Anche la seconda serata è ben amalgamata: inizia il trio di Alessandro Lanzoni, la nuova promessa del jazz italiano premiato con il Top Jazz 2013. Un set gradevole che mette in luce le qualità dei giovanissimi protagonisti ripercorrendo i brani dell'album Dark Flavours.

Se Lanzoni è molto più di una promessa, il tocco raffinatissimo di Huw Warren è concreta bellezza. Il pianista gallese accompagna la voce di Maria Pia De Vito e al duo presto si aggiunge il fuoriclasse del clarinetto Gabriele Mirabassi. Un concerto intenso e variegato che spazia da brani originali a riproposizioni dell'amata musica brasiliana d'autore. Tanto bello quanto raffinato, una vera delizia per le orecchie.

Foto di Fabrizio Bosso ad opera di Marina Magri

 
 
 

IL NUOVO CHE AVANZA....

Post n°3634 pubblicato il 16 Agosto 2014 da pierrde

....in effetti fa paura !

 
 
 

IL FESTIVAL BOICOTTATO

Post n°3633 pubblicato il 15 Agosto 2014 da pierrde

Il mio è un blog a tema musicale e per quanto l'attualità politica e sociale mi interessi e coinvolga, non ho intenzione di scrivere un post su quanto sta succedendo a Gaza. 

Questo breve cappello, per inserire la notizia: Terence Blanchard e Marcus Strickland, invitati al Red Sea  Jazz Festival che si svolge ogni due anni ad Eilat, Israele, hanno rinunciato all'ingaggio aderendo alla petizione rivolta ai musicisti per boicottare il festival.

Giusto ? Sbagliato ? Ognuno cerchi la propria risposta ...

 

https://www.causes.com/posts/923259-terence-blanchard-

and-marcus-strickland-withdraw-from-red-sea-jazz-festival?conversion_request_id=96532025&recruiter_id=17735871&utm

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SOGNO O SON DESTO ?

Post n°3632 pubblicato il 15 Agosto 2014 da pierrde

Dal 25 al 31 agosto 2014 si svolgerà in alcuni splendidi luoghi di Ischia il “Piano & Jazz” festival. L’Arena del Negombo, nella splendida baia di San Montano, ospiterà l’evento più atteso della settima edizione di “Piano & Jazz” con uno speciale concerto di Claudio Baglioni.

L’appuntamento con il cantautore, che torna a Ischia dopo 34 anni, sarà il 27 agosto con un concerto acustico particolare assieme al grande pianoforte jazz di Danilo Rea. Claudio Baglioni interpreterà i suoi più grandi successi al pianoforte nella suggestiva cornice della baia accompagnato dal bravo Danilo Rea, con una contaminazione tra jazz e artisti di primissimo livello cui il festival Piano & Jazz ci ha abituati negli anni.

Fonte: 

http://www.napolidavivere.it/2014/08/08/claudio-baglioni-ed-altri-al-piano-jazz-festival-di-ischia/

 
 
 

FESTIVAL CHE RESUSCITANO E FESTIVAL CHE SCOMPAIONO

Post n°3631 pubblicato il 14 Agosto 2014 da pierrde

Probabilmente il numero di eventi di questa estate è maggiore rispetto agli anni scorsi ma certamente una buona parte di festival ha vita travagliata e difficile.

A Roccella parziale marcia indietro. Il festival, sospeso e rinviato a dicembre per la mancata erogazione del contributo da parte della regione, avrà comunque qualche serata a partire da questa sera. Ecco la notizia: 

http://www.webl0g.net/2014/08/14/roccella-jazz-festival-2014-i-concerti-confermati-per-il-mese-di-agosto/

Barletta invece scompare, e non senza recriminazioni:

(...) ogni anno è sempre stata una scommessa - continua il direttore artistico del fu Barletta Jazz Festival - ma i primi veri segnali di cedimento (non da affaticamento ma da rassegnazione) si sono avvertiti due anni fa, nel 2012, dopo che a fronte dell’ennesima programmazione ricca di artisti importanti e ad attività organizzative già avviate, la politica locale decise che la promessa di finanziamento (un impegno economico che era stato quantificato per quell’edizione in 12.000 euro) non andava mantenuta per la subentrata crisi e il conseguente commissariamento dell’Amministrazione comunale.

Uno «scherzetto» mica da poco. «Ad oggi - prosegue Decorato - siamo ancora in attesa di ricevere quel finanziamento, mentre il festival si è svolto regolarmente. Il budget è stato coperto dagli organizzatori che hanno sempre creduto fermamente che gli impegni presi vadano rispettati. Soprattutto da una pubblica istituzione quale è il Comune».Ma non è finita lì. «Al danno si è aggiunta la beffa. Ho scoperto che nella stessa estate 2012 l’amministrazione, ultimo colpo di tosse prima della sua dipartita politica, ha poi elargito migliaia di euro a pioggia per una Notte Bianca con cover band locali pagate quanto il gruppo di Dave Holland, il bassista di Miles Davis ed Herbie Hancock per intenderci , e che noi abbiamo ospitato.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/homepage/ei-fu-cosi-scomparve-il-barletta-jazz-festival-no742322

 
 
 

HADEN RICORDATO DA A BLOG SUPREME

Post n°3630 pubblicato il 14 Agosto 2014 da pierrde

Ancora un post per ricordare una delle figure maggiori della nostra musica scomparse in questo crudele 2014.

Patrick Jarenwattananon che cura A Blog Supreme dedica un ricordo a base di immagini, musiche e una intervista al critico Fred Kaplan.

Personalmente ho scelto un brano che mi ha catturato da subito alla sua uscita, nel lontano 1976. Si tratta di For Turiya, un duetto con l'arpa di Alice Coltrane.

Leggi l'articolo :

http://www.npr.org/blogs/ablogsupreme/2014/07/11/330772721/remembering-jazz-legend-charlie-haden-who-crafted-his-voice-in-bass

Foto di Roger Ressmeyer, 1978

 
 
 

TORNA A CASA (DEL JAZZ)

Post n°3629 pubblicato il 14 Agosto 2014 da pierrde

Roma, 08 ago – A Ferragosto il jazz torna a Casa. Un pomeriggio e una lunga notte di musica proprio alla Casa del Jazz, in via di Porta Ardeatina 55, con la partecipazione di una ventina di artisti che si esibiranno su tre diversi palchi in una jam session dedicata all’Alexanderplatz.

Il locale che da sempre è stato un punto di riferimento per la musica afroamericana è infatti in difficoltà (problemi di affitti e di scarsi fondi). Per superare questa fase e riprendere pienamente l’attività si sono mobilitati insieme all’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, tantissimi musicisti.

Ed è importante che questo evento si svolga alla Casa del Jazz aperta nel 2005 utilizzando per la collettività un bene confiscato alla mafia e trasformata in un luogo di produzione, di studio, con una sala concerti da 150 posti a disposizione di artisti e cittadini. Si vuole riaffermare così la vocazione pubblica e culturale di uno spazio fondamentale per la città.

Fonte: 

http://www.agenparl.com/?p=82444

Foto Luciano Viti

 
 
 

SOTTRATTO IL PREMIO KYOTO A CECIL TAYLOR

Post n°3628 pubblicato il 13 Agosto 2014 da pierrde

E' di qualche giorno fa la notizia della truffa subita da Cecil Taylor. Il premio Kyoto elargito lo scorso anno dalla Inamori Foundation, 500 mila dollari, è stato sottratto con l'inganno da Noel Muir, un conoscente che ha approfittato della fiducia accordatagli.

Leggi la notizia sul New York Times: 

http://www.nytimes.com/2014/08/13/nyregion/man-accused-of-stealing-prize-money-from-jazz-genius.html?_r=2

 
 
 
 
 

ROLLINS: IT HURT ME

Post n°3626 pubblicato il 12 Agosto 2014 da pierrde

Qualche giorno fa ho parlato dell'articolo "satirico" del New Yorker che attribuiva frasi e concetti del tutto in controtendenza rispetto al pensiero di Sonny Rollins.

La reazione comune è stata di fastidio verso un tentativo assai misero di fare satira, meglio sarebbe dire goliardia, su uno dei grandi patriarchi del jazz ancora viventi.

Ma ecco che, dopo il primo tweet di smentita ad opera dello stesso Rollins, Bret Primack mette in rete due brevi spezzoni con il commento del protagonista involontario.

Alcuni musicisti hanno poi postato il loro commento all'accaduto e sotto segnalo i link per la lettura. C'è anche una lettera aperta al New Yorker del pianista Spike Wilner che nella sua brevità merita di essere riportata: 

 

Sirs:

As a professional jazz musician and owner/manager of Smalls Jazz Club here in Greenwich Village I was appalled by the satire “Sonny Rollins: In His Own Words” by Django Gold (July 31st issue). Not only was it not funny but also vague enough to be construed that it was actually “his own words”. Mr. Rollins is one of the most beloved figures in jazz, renown for his uncompromising artistic integrity.

Why at age 83 after a lifetime dedicated to the music he loves and champions he needs to be the subject of ridicule in your magazine is beyond me. Instead, the New Yorker should publish a profile celebrating the life and accomplishments of this great American artist. Jazz is already a much maligned and misunderstood art form. An article like this does a great disservice to the music and the musicians who spend their lives playing it and is beneath the stature of your magazine.

Spike Wilner

Smalls Jazz Club

New York City

Link:

Nicholas Payton

Marc Myers

Howard Mandel

 

 
 
 

O CAPITANO, MIO CAPITANO

Post n°3625 pubblicato il 12 Agosto 2014 da pierrde

 
 
 

5 DOMANDE A GIOVANNI BUSETTO

Post n°3624 pubblicato il 11 Agosto 2014 da pierrde

Abbiamo incontrato Giovanni Busetto, il direttore artistico di Ambria Jazz, il festival estivo di musica jazz e contemporanea della provincia di Sondrio, giunto alla sua sesta edizione ed appena conclusosi. Migliore definizione sarebbe factotum, perché Giovanni cura praticamente tutti gli aspetti organizzativi, inclusa l'ospitalità dei musicisti.

Giunti alla sesta edizione del festival qualcosa è cambiato: nonostante le condizioni meteorologiche spesso sfavorevoli il successo di pubblico è stato una costante visibile. C'è dunque spazio per il jazz in Valtellina?

GB: In sei anni abbiamo lavorato molto spostando parecchio le proposte che avevo in mente verso sonorità sperimentali, a volte anche molto distanti dal gusto "mainstreem" che tanto piace agli appassionati di jazz. Credo di aver contribuito, come altre realtà prima della nostra, a dimostrare che in valle c'è spazio per il jazz ma anche per tutte quelle forme di musica alternativa che magari non si volevano proporre perchè "troppo colte". Credo che qualsiasi forma artistica possa essere avvicinata alla gente, basta che i contenuti siano di qualità. Un'esempio, verificatosi anche quest'anno, ad Ambria mi avvicinano gli abitanti a ringraziarmi ed ho ancora impresso il volto emozionato con gli occhi lucidi di una signora "valdambrina" che dopo aver visto il concerto "Cime domestiche" in Chiesa mi ha comunicato di essersi emozionata. Vorrei arrivare al cuore di queste persone per capire che il lavoro che stiamo facendo è giusto.

Ambria Jazz è l'unica costante proposta jazzistica, purtroppo solo estiva, in una provincia dove la musica afro americana guadagna qualche sporadico concerto invernale all'interno di rassegne dedicate ad altre musiche. Non è possibile qualche forma di sinergia con altri ambiti e altre organizzazioni per poter proporre un calendario che copra anche in parte le altre stagioni dell'anno?

GB: Noi siamo costantemente aperti a molte sinergie, basta analizzare il nostro programma per confermare quante collaborazioni abbiamo in atto. Purtroppo molte sono con festival fuori provincia, stiamo cominciando a costruire nuove collaborazionipensando proprio ad eventi invernali. Cerco di misurarmi per non essere troppo invadente ma un pensiero ai concerti invernali c'è da tempo, magari distribuendoli sugli spazi in Provincia di Sondrio.

Questa edizione a differenza delle precedenti, non aveva il "nome forte". Eppure ci sono state belle sorprese e ottimi concerti. Cosa ti ha colpito in positivo, e, se è accaduto, in negativo?

GB: La mancanza del nome forte fa si che bisogna lavorare molto di più sull'evento e la ricerca effettuata nell'anno di lavoro preparatorio ha fatto si che gli artisti che si sono esibiti hanno dato valore aggiunto al festival incrementando la fidelizzazione in essere con il pubblico. Un dato che mi ha fatto molto piacere è che tutti gli artisti si sono complimentati per l'alta qualità di attenzione del pubblico presente. Vuol dire che stiamo lavorando bene. Non riesco ad esprimere un dato positivo o negativo, i concerti mi sono piaciuti tutti, so che non tutti sono stati apprezzati ma è giusto così, fa parte del lavoro in essere. Preferisco valutare con più attenzione un parere negativo per non ripetere l'eventuale errore.  

Continua a leggere su 

http://www.traccedijazz.it/index.php/primo-piano/30-sulle-tracce-di/608-sulle-tracce-di-giovanni-busetto

Foto di Pino Ninfa

 
 
 

THE SEAGULLS OF KRISTIANSUND

Post n°3623 pubblicato il 11 Agosto 2014 da pierrde

Mal Waldron era un pianista dai tratti molto caratteristici: asciutto come pochi, maestro del suono combinato al silenzio.

Lacy è una delle voci di sax soprano più limpide e terse di tutto questo scorcio temporale. A differenza di Wayne Shorter, ed anche di Dave Liebman, tuttavia, nulla concede e nulla sembra concedere al proprio strumento ed al proprio virtuosismo tecnico.

Fonte: http://mipiaceiljazz.blogspot.it/2011/12/steve-lacy-e-mal-waldron-i-remember.html

 
 
 
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