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Mondo Jazz

Il Jazz da Armstrong a Zorn. Notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video.

 
 
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IL JAZZ SU RADIOTRE

Radiotre Suite Jazz
 
 
 
24/11/2009
Verona Jazz 2009: Milk & Jade By Dana Leong e Jason Lindner Big Band


Martedi 24 novembre 2009

Ore 20.30

Verona Jazz 2009: Milk & Jade By Dana Leong

Registrato a Verona, Teatro Romano, il 28.6.2009 

Dana Leong, trombone, violoncello, laptop; Core Rhythm, rap, voce; Adam Platt, tastiere;
Aviv Cohen, batteria

Verona Jazz 2009: Jason Lindner Big Band

Registrato a Verona, Teatro Romano, il 28.6.2009 

Jason Lindner, pianoforte, tastiere; Mike Rodriguez, tromba;
Duane Eubanks, tromba; Joe Fiedler, trombone; Rafi Malkiel, trombone;
Yosvany Terry, sax contralto, chekere; Jay Collins, sax tenore, sax soprano, flauto, voce;
Jorge Continentino, sax tenore, flauto; Chris Karlic, sax baritono; Omer Avital, basso; 
Eric McPherson, batteria

 
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JAZZ DAY BY DAY

 

L'agenda quotidiana di concerti, rassegne e festival in Italia e non solo,  cliccando qui

 

I PODCAST DELLA RAI

Dall'immenso archivio di Radiotre è possibile scaricare i podcast di alcune trasmissioni particolarmente interessanti per gli appassionati di musica nero-americana. On line le puntate del Dottor Djembè di David Riondino e Stefano Bollani. Da poco è possibile anche scaricare le puntate di Battiti, la trasmissione notturna dedicata al jazz , alle musiche nere e a quelle colte. Il tutto cliccando  qui
 

CITAZIONI

  • "La musica non è separata dal mondo; può aiutarci a dimenticarci di noi e al tempo stesso a capirci. In un dialogo fra due persone, si aspetta che l'altro abbia finito di dire quello che ha da dire prima di rispondere o commentare. In musica, due voci dialogano simultaneamente, ognuna si esprime nella forma più piena, e al tempo stesso ascolta l'altra. Da ciò nasce la possibilità di imparare non solo la musica ma dalla musica..."
    Daniel Barenboim (La Musica sveglia il tempo)
  •  

    RASSEGNA STAMPA

    Steve Coleman Mp3 Diversi album scaricabili gratuitamente (e legalmente !)

    UbuWeb Rari filmati, anche scaricabili, dell'avanguardia artistica in ogni campo

    Point of departure a on-line musical journal

    New York Jazz Guide

    Jazz Colours una e mail-zine di jazz italiana !

    Bells

    My name is AlbertAyler  Recensione del film sul New York Times 

     

    HO LETTO E AMATO : CECITÀ DI JOSÈ SARAMAGO

     
    “La cecità di cui parlo in questo libro in realtà non esiste, è metaforica. A me interessano gli uomini che si comportano da ciechi. Volevo raccontare la difficoltà che abbiamo a comportarci come esseri razionali, collocando un gruppo umano in una situazione di crisi assoluta. La privazione della vista è in un certo senso la privazione della ragione []. Quello che racconto in questo libro sta succedendo in qualunque parte del mondo in questo momento.” (J.Saramago)
    Cecità è certamente uno dei libri più profondi che ho letto ultimamente. Alla stregua di La Strada di Cormac McCarthy è ambientato in un non luogo, alle prese con una situazione non convenzionale e con tutti i protagonisti conosciuti e raccontati senza mai rivelarne il nome. In più lo scrittore portoghese fa un uso libero e inusuale della punteggiatura, praticamente eliminandola se non per la chiusura dei periodi. Se il romanzo di McCarthy è angosciante e crepuscolare, il racconto di Saramago è impregnato della stessa oscurità che pervade tutti i personaggi , con la luminosa eccezione della protagonista.
     Il significato è palese, tutti noi siamo immersi nella cecità della ragione e dello spirito e solo poche persone eccezionali in situazioni al limite sanno ritrovare la luce, ridare la speranza e fortificare le coscienze. Lo scrittore sa scandagliare in profondità l'animo umano, capace di raggiungere abissi di orrore e violenza ma anche di ritrovare la solidarietà, l'amore, il rispetto, la tenerezza. La riflessione  implicita nel racconto è semplice e devastante: basta poco, un evento straordinario ed imprevisto che faccia cadere le regole e le barriere sulle quali si poggia il vivere comune e la regressione dell'uomo è inevitabile, animalesca, ineludibile. Passare dalla società dei consumi alla legge della jungla è affare di un attimo. La perdita della capacità di compassione e solidarietà porta alla devastazione di ogni convivenza pacifica, alla disumanizzazione e alla violenza del più forte. Le pagine in cui Saramago descrive la lotta per la sopravvivenza sono permeate di un pathos  angosciato e lucido e trasmettono una emozione profonda. Il libro è uscito nel 1995 e rappresenta sicuramente il vertice assoluto raggiunto dallo scrittore premio Nobel per la letteratura nel 1998. E' un romanzo appassionante e bellissimo che cattura fin dalla prima pagina il lettore, accompagnandolo passo passo negli antri bui della disumanizzazione e dell'indifferenza e poi, lentamente, in un susseguirsi di spiragli di luce fino all'inatteso finale.   
     

     

    GIANLUCA PETRELLA COSMIC BAND - COMING TOMORROW PART 1 (SPACEBONE RECORDS) 2009

    Post n°1369 pubblicato il 19 Novembre 2009 da pierrde
     

    Elenco dei brani: 
    01.Space Is the Place (Sun Ra) - 4:29; 02.Flexible (The Forest Version) - 3:37; 03.Saturn (Sun Ra) - 10:33; 04.Speaking: "Space Is the Place" - 0:50; 05.A Little Beat Waltz - 5:20; 06.Bassism (Sun Ra) - 7:15; 07.We Travel the Spaceways (Sun Ra) - 6:19; 08.Orbital Perc. - 2:16; 09.Three Undisciplined Satellites - 3:31; 10.The Second Star to the Right - 6:01; 11.Coming Tomorrow - 5:46.

    Tutti i brani sono di Gianluca Petrella, eccetto dove indicato.

    Musicisti: 
    Mirko Rubegni (tromba) Gianluca Petrella (trombone, efx, elettronica); Francesco Bigoni (sax tenore e clarinetto); Beppe Scardino (sax baritono); Gabrio Baldacci (chitarra elettrica); Alfonso Santimone (tastiere, elettronica); Giovanni Guidi (pianoforte); Francesco Ponticelli (contrabbasso); Federico Scettri (batteria). Simone Padovani (percussioni).

    Approda finalmente su disco il progetto che Gianluca ed i suoi patners da qualche anno portavano nei festivals, e fin dal primo ascolto vi si ritrovano lo stesso feeling, la carica e l'entusiasmo che ogni concerto del gruppo sa riversare sul pubblico. Nato come omaggio alla musica di Sun Ra, del quale sono presenti 4 brani, il gruppo è via via cresciuto affrancandosi immediatamente dal modello originale per approdare su strade più originali e personali. Della mitica Arkestra è rimasto lo spirito, i momenti più furibondi e aperti di scambio, ed il profondo rispetto per le composizioni di Sun Ra che hanno segnato un epoca e più generazioni. L'orchestra assemblata da Petrella si muove però su coordinate più contemporanee, dove l'uso dell'elettronica ben si amalgama ad un disinibito rapporto con il ritmo e con le influenze più disparate. Accanto al leader, cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni anche come compositore, arrangiatore e organizzatore di materiali sonori, spiccano le forti personalità di Francesco Bigoni al sax tenore e Beppe Scardino al baritono, ma è tutto l'ensemble che si muove con perfetta sincronicità ed esplosiva dinamicità ed entusiasmo. L'album non fa rimpiangere il concerto live, alternando sapientemente costruzioni più astratte (Flexible, Three undisciplined satellites, Saturn) a brani dal forte impatto ritmico (Space is the place, Bassism, A little beat waltz) , momenti di liberatorio ed evocativo canto (We travel  the spaceways ) fino al purissimo jazz  di The second star to the right con un sassofono tenore che sparge aromi e ricami in perfetta matrice websteriana.
     
    V A L U T A Z I O N E :  * * * *


     
     
     

    GIOCO AL MASSACRO

    Post n°1368 pubblicato il 18 Novembre 2009 da pierrde

    Ogni tanto qualcuno ci riprova. E regolarmente viene massacrato. Stavolta è toccato a Martin Gayford, critico e giornalista del quotidiano inglese Telegraph.  Di cosa sto parlando ?

    Ma è ovvio, l'incauto Martin ha osato proporre la classica lista dei 100 migliori album di sempre della musica jazz. Le reazioni sono state immediate ed estremamente contrastanti tra loro. Proveniendo da un pubblico inglese molte delle rimostranze vertono sul fatto che nell'elenco non compaiono molti nomi britannici prestigiosi, stranamente però nessuno lamenta la mancanza di Mike Westbrook o John Surman, pochi ricordano Derek Bailey o Evan Parker. 
    Alcuni fanno proposte indecenti, del tipo Norah Jones, Al Di Meola, Eric Gale  e via farfalleggiando. 
    Qualcuno più seriamente contesta la presenza di Wynton Marsalis contrapposta all'assenza di Dizzy Gillespie. Ma mancano molti altri grandi nomi del passato, da Oscar Peterson a Carmen McRae, Betty Carter e Dexter Gordon. 
    Altri fanno osservare giustamente l'assenza totale dei protagonisti dell'ultimo trentennio, dai grandi nomi della AACM di Chicago a Sun Ra, Don Cherry e Cecil Taylor, Roland Kirk e Carla Bley, Charlie Haden, Bill Frisell per finire con John Zorn. 
    In compenso ci sono protagonisti che potrebbero essere considerati minori, tipo Cassandra Wilson, Scott Hamilton, Dick Wellstood, Ruby Braff, Warren Vachè, nonchè Marty Grosz , per quanto a me completamente ignoto certamente un pilastro della musica afro-americana.
    A questo punto lascio che a divertirsi siano gli interessati, potete leggere l'elenco cliccando 

      qui    

     

     
     
     

    SFORTUNA

    Post n°1367 pubblicato il 17 Novembre 2009 da pierrde

    Una sfortuna incredibile si è accanita contro Joe Lovano. Il musicista, in Europa contemporaneamente con il nonetto a proprio nome e come sassofonista nel leggendario Masada, nel progetto Stolas, è caduto il 30 ottobre dopo un concerto a Losanna. Il responso medico è stato di tre piccole fratture al braccio sinistro. Joe ha deciso di continuare la tournè con il braccio al collo, ma la mattina del 2 novembre a Barcellona è di nuovo inciampato, e per evitare ulteriori danni al braccio sinistro ha cercato di minimizzare il danno proteggendosi con il destro. Risultato: fratture simili ad entrambe le braccia, rientro negli Stati Uniti dove già è stato operato per la riduzione delle fratture e prognosi di almeno 5 settimane. A Milano ieri sera per Aperitivo in Concerto, nell'ambito del concerto dei Masada è stato sostituito da Chris Potter. Credo con ottimo risultato dato il livello artistico di Chris, non ho però potuto verificarlo di persona: il lunedi' sera per chi lavora e vive lontano dalla città non è certo il giorno migliore per andare a concerto....

     
     
     

    JAZZ ITALIANO LIVE 2009: ENRICO RAVA

    Post n°1366 pubblicato il 16 Novembre 2009 da pierrde
     



    TRACKLIST:

    1. AUTOBIOGRAFIA
    2. SERPENT
    3. INTERIORS
    4. ALGIR DALBUGHI
    5. TODAMOR
    6. LAVORI CASALINGHI The Fearless

    ENRICO RAVA tromba MAURO OTTOLINI trombone, tuba
    DAN KINZELMAN
    sax tenore DANIELE TITTARELLI sax alto 
    MARCELLO GIANNINI chitarra GIOVANNI GUIDI pianoforte STEFANO SENNI contrabbasso ZENO DE ROSSI BATTERIA

    Diciamo subito che la prima uscita di questa nuova collana è oltremodo convincente. L'ottetto assemblato da Rava suona compatto, con una complessità orchestrale che è propria di ensemble più numerosi e con individualità di spicco. Il leader da anni ha raggiunto uno stato di grazia invidiabile, i suoi ultimi album sono uno più bello dell'altro e da ogni gruppo che forma riescere a spremere il meglio. Non fa eccezione questo concerto registrato il 9 settembre alla Casa del Jazz. I brani, tutti di Rava, spaziano da album del 1978 fino all'ultimissimo, con un inedito molto appropriato dal titolo Autobiografia che apre il disco. Le riletture risultano particolarmente riuscite, frutto di una accurata operazione di arrangiamento, e la freschezza dei giovani patners spicca in coloriture di fondo e assoli pregnanti, con il trombone di Ottolini ed il tenore di Kinzelman in grande spolvero. Luminoso, intrigante, armonicamente complesso, con momenti di intimismo poetico e squarci di profonda bellezza orchestrale.  

     
     
     

    PAOLO FRESU INCONTRA BOJAN Z - LAMPI

    Post n°1365 pubblicato il 15 Novembre 2009 da pierrde
     

    Serata di indubbio fascino a Monza con l'appuntamento per la rassegna Lampi  tra due protagonisti europei tra i più quotati. Bojan Zulfikarpasic, serbo da molti anni residente a Parigi, è uno dei pianisti più interessanti per la notevole cifra stilistica e l'indubbia capacità swingante. Di Paolo si è detto oramai tutto, se mai sorprende ancora la sua capacità di mutare continuamente patner e situazione, rimanendo nello stesso tempo ben ancorato ai valori di semplicità, integrità e naturalezza. Questa formazione è nata nel 2001 a Parigi, quando il New Morning (uno dei club più prestigiosi) diede una Carte Blanche a Fresu. Il duo riscosse un immediato consenso, rimanendo però episodio sporadico (sopratutto in Italia) e per ora senza sbocco discografico. Il concerto di ieri sera si è svolto su binari di grande freschezza ispirativa e forte senso del ritmo. Un incontro tra l'elemento terra, Bojan, in grado di ancorare con un ritmo possente e tempi dispari, e l'elemento aria, Fresu, capace di volare in alto con la sua finissima ricerca melodica. Il pianista ha usato anche una tastiera elettronica, duplicando tempi e sviluppando una serie di composizioni ritmicamente intriganti. Paolo, nella sua consueta impossibile posizione sulla sedia, ha cercato melodie e ispirazione contorcendosi e avvicinando spesso la campana del flicorno al pavimento del palco. Un duo apparso immediatamente rodato e complice, con moltissime affinità ed un innato senso di interscambio. Brani swinganti (Full half moon, The Joker) si sono alternati a ballate rarefatte (Ninna nanna per Andrea) fino a Fellini, primo di tre bis richiesti a gran voce da un pubblico caldo e ammaliato.

    Il video che propongo ha immagini di cattiva qualità  ma in compenso c'è una buona resa audio. 

     
     
     

    MISTERIOSO

    Post n°1364 pubblicato il 13 Novembre 2009 da pierrde

    Qualche sera fa la biblioteca della mia cittadina ha organizzato una serata di reading con musica di accompagnamento. Il libro prescelto era Natura morta con custodia di Sax di Geoff Dyer, edito nel 1993 dalla Instar Libri. Composto da sette storie, non necessariamente filologiche, il libro narra la vita di sette grandi personaggi del jazz. Lo spettacolo contemplava la lettura del capitolo riguardante la vita di Lester Young. Il trio musicale, composto da tromba, tastiere e batteria, ha introdotto, accompagnato e sottolineato il testo recitato da un bravo lettore. Standards del periodo bop, tra cui la splendida Round About Midnight, a sottolineare i passaggi forti o le atmosfere allucinate. Poco più di un'ora di spettacolo teso, lucido e ben confezionato. Una esperienza interessante.

    Il progetto più famoso a riguardo rimane Misterioso, il testo scritto da Stefano Benni sulla vita di Thelonious Monk e originariamente portato in teatro in più di venti città
     italiane con l'accompagnamento  di Umberto Petrin. 
    Il pianoforte si infila tra le parole, esplora gli spazi obliqui della musica di Monk, reinterpretando e contaminando quelle pagine immortali. Al centro c'è la riflessione sull'artista  e la sua follia, i suoi fantasmi ,il suo silenzio. Al termine della stagione teatrale era uscito per Feltrinelli un libro con i testi di Benni accompagnato dal dvd dello spettacolo . Nel 2006 il progetto era approdato a Londra grazie ad una cantante, attrice e regista italiana, Filomena Campus. Ora lo spettacolo, visto il buon riscontro di pubblico, viene riproposto nella stagione teatrale londinese al Riverside Studios. La Campus ne ha elaborato una traduzione in inglese, e lo spettacolo che originariamente durava poco meno di un'ora è stato praticamente raddoppiato grazie ad una robusta compagine di musicisti inglesi .

     

     
     
     

    VICTOIRE DU JAZZ 2009 : ONJ about ROBERT WYATT

    Post n°1363 pubblicato il 12 Novembre 2009 da pierrde
     
    Tag: NEWS


     
    Si avvicina la fine d'anno e con essa cominciano i bilanci e le classifiche sui migliori supporti discografici. In Francia l'album strumentale jazz del 2009 per Victoire du Jazz è il progetto dell'Orchestre National du Jazz dedicato alle musiche di Robert Wyatt. Ecco un estratto della premiazione con l'esecuzione dal vivo di uno dei brani più significativi, Just as you are.  

     
     
     

    KAZUO ISHIGURO - NOTTURNI (EINAUDI) 2009 EURO 19

    Post n°1362 pubblicato il 11 Novembre 2009 da pierrde
     

    Un libro azzannato e divorato in una serata. Cinque storie con la musica come piatto principale, con contorno di disincanti ed amori, illusioni e malintesi, incontri ed abbandoni. Una scrittura lieve e penetrante, intrisa di comicità stralunata e malinconia soffusa. Diversi personaggi e tante storie che alla fine confluiscono verso un unico affresco dipinto come pochi grandi scrittori sanno fare: la dificoltà, l'angoscia, la divertente e straniante fatica del vivere quotidiano.

    Parlando di Notturni a Leonetta Bentivoglio su Repubblica Kazuo Ishiguro ha detto: «È come un album musicale con cinque brani. Alcuni malinconici e altri spassosi, come una sorta di interludio comico. A tratti sono piccole commedie amare, un po' come certi vecchi film di Woody Allen. Il tipo di storie dove non sai se ridere o piangere. Mi è sempre piaciuto quello speciale humor ambivalente dove la tristezza preme sotto la superficie del riso».

    E il nuovo libro dell'autore di Quel che resta del giorno e di Non lasciarmi risponde esattamente a questa descrizione. Le cinque storie tematicamente connesse che compongono Notturni hanno come comune denominatore la musica. Racconta Ishiguro: «La musica è una passione antica e coltivata. Fin da bambino suono il pianoforte e fin da adolescente la chitarra, e quando ero giovane sognavo di essere un cantautore come Bob Dylan o Leonard Cohen o il vostro Fabrizio de André».

    Ishiguro ha anche recentemente composto alcuni testi per l'album della cantante jazz Stacey Kent (qui si può ascoltare la canzone The Ice Hotel Web Fade tratta dall'album Breakfast on the Morning Tram). «Subito dopo aver composto quei testi - racconta ancora Ishiguro a Repubblica - mi sono messo a scrivere questi racconti, e lo stile è lo stesso, come confluito da un territorio all'altro: leggerezza, parsimonia di parole, significato che si cela tra le righe, bando all'autobiografia e alla prosa ricercata. Nelle canzoni si lavora di sottrazione, delegando alla musica gli aspetti emozionali. Così nel flusso dei racconti, dove il significato respira tra le righe».

     
     
     

    PAT METHENY ORCHESTRION PROJECT

    Post n°1361 pubblicato il 10 Novembre 2009 da pierrde
     
    Tag: NEWS

    Pat Metheny annuncia sul proprio sito l'uscita di un nuovo album. Si tratta di un progetto di assoluta originalità, in quanto la formazione prevede il leader accompagnato da strumenti meccanici. Il progetto si chiama Orchestrion e riprende e sviluppa tecnologicamente il principio del pianoforte a rullo della fine dell'800. Rulli di metallo, poi soppiantati dalla carta perforata, che consentivano ad un pianoforte di eseguire un brano musicale. Metheny ha messo al lavoro una squadra di tecnici e di inventori per riuscire ad adattare con lo stesso principio una serie di strumenti orchestrali, percussioni comprese. Difficile immaginare il risultato fino all'uscita dell'album, che, come sempre sarà accompagnato da un tour mondiale. Le date previste per l'Italia sono concentrate nel marzo 2010. Ecco la locandina:

    Pat Metheny "The Orchestrion Tour"

                       Pat Metheny solo

                       "Orchestrionics è il termine che uso per descrivere un nuovo metodo

                       di performance per presentare la musica da solo sul palco usando

                       strumenti acustici e elettroacustici controllati meccanicamente sfruttando

                      la forza delle tecnologie moderne"

                       Marzo 2010

                       15 Milano                   16 Firenze

                       17 Roma                   18 Napoli

                       19 Bari                   21 Palermo

                       22 Catania

    www.patmetheny.com

     
     
     

    LA MUSICA NEI LIBRI

    Post n°1360 pubblicato il 09 Novembre 2009 da pierrde
     

    Non necessariamente la musica su libro appartiene alla saggistica: spesso è possibile leggere romanzi, anche noir, dove il jazz o la musica classica hanno un ruolo importante se non decisivo. E' il caso dei miei ultimi due acquisti, autori molto diversi tra loro ma egualmente intriganti. Comincio da Arne Dahl, giallista svedese, e autore di questo Misterioso. Dopo l'enorme successo di Millennium di Larsson ora gli scrittori noir svedesi godono di una forte promozione. Naturalmente, pur avendo letto il primo episodio della saga, il motivo che mi ha avvicinato a Dahl è squisitamente musicale: "Il primo barlume di luce arriva da una prova che l’assassino lascia su una delle scene del delitto. Si tratta di un’audiocassetta (il romanzo dello svedese Dahl è datato 1999, una decina di anni fa i nastri non erano ancora un ricordo) con inciso Misterioso, un brano jazz del Thelonious Monk Quartet, considerato un classico da almeno due poliziotti che fanno parte del gruppo A. Sulle tracce di questa registrazione, che dà il titolo al noir e ha la particolarità di essere un unicum perché accompagnata da un’improvvisazione di cui pochi conoscono l’esistenza, a poco a poco i baldi rappresentanti della legge riescono a trovare la soluzione di un caso che rischiava di emulare il caso Palme, tristemente noto e – soprattutto – insoluto. Nel corso delle indagini sono messe a nudo molte delle debolezze del sistema economico occidentale e delle sue molte connivenze con la malavita organizzata. La denuncia della società è uno dei leit motiv del giallo scandinavo e Dahl non fa eccezione. “Misterioso – dice Kerstin. È un tipico gioco di parole alla Monk. C’è una nebbia nascosta, nel titolo, non te ne accorgi subito. Ma dietro a mystery, mistero, c’è mist, nebbia. C’è, e influenza tutto il pezzo. Il mistero è lì immediato, inafferrabile, è vero, ma evidente, palpabile. La nebbia dentro è più difficile da distinguere. Ma è proprio nella nebbia che ci perdiamo”. Fonte : http://www.ilcritico.com/modules.php?name=News&file=article&sid=414

    Arne Dahl è lo pseudonimo di Jan Arnald (1963), scrittore, editor, critico letterario di Stoccolma, che ha conquistato le classifiche internazionali con la serie del Gruppo A. “Misterioso” è il suo secondo romanzo pubblicato in Italia dopo “La linea del male”.

    Arne Dhal, “Misterioso”, 2009, traduzione di Carmen Giorgetti Cima, Marsilio editori

    Jean Claude Izzo era uno scrittore marsigliese di discendenza irpina, è autore di diverse opere interessanti: avendo già letto i primi due volumi della sua celebre trilogia (Casino totale, Chourmo) ho ora acquistato il terzo tomo, Solea. Già dal titolo è evidente il collegamento, presente anche negli altri romanzi, con il jazz e con la musica di Miles Davis. Izzo non è solo un autore di storie noir, i suoi libri appartengono a mio parere alla letteratura più colta e raffinata del nostro squarcio di secolo.

    Questo non è proprio un libro adatto a tutti, facile e immediato, è un libro per chi mastica abitualmente la letteratura. Con questo lavoro si chiude una trilogia su Marsiglia che vede come protagonista Fabio Montale, un ex sbirro disincantato della vita (il nome del protagonista non è casuale, riflette le origini Italiane dell’autore e la sua passione per l’omonimo poeta). Ciò che maggiormente caratterizza la lettura è il senso di soffocamento, la percezione di un’atmosfera pregna di un’aria malsana e carica di pessimismo, un pessimismo che penetra in tutte le righe del romanzo, non concedendo spazio per nessun barlume di speranzaQuesta morsa che attanaglia la sua esistenza è allentata solamente dal suo amore viscerale per la cucina e i cibi che consuma con avidità e passione, così come i vini e gli altri alcolici di cui è un fine intenditore. Anche la musica, una musica “raffinata e colta”, gli serve per non perdere il contatto con la realtà (non a caso il titolo del libro è un omonima canzone di Miles Davis) ed anche il mare, il meraviglioso elemento di cui è innamorato, ha una funzione analoga nella sua vita. Viste le premesse non c’è da aspettarsi un finale diverso da quello che le ultime parole di questo libro ci lasciano, anche se in mezzo a tanta malinconia si riesce comunque a cogliere una poetica della vita che è ben sintetizzata dalle brevi frasi con cui si apre ogni capitolo di questo lavoro.

    Jean-claude Izzo nasce nel 1945 a Marsiglia dove muore nel 2000 stroncato da un tumore. Ha conosciuto tardi il successo come scrittore, soprattutto grazie alla trilogia noir-marsigliese Casino Totale, Chourmo e Solea. Ha inoltre scritto Marinai Perduti, Il sole dei morenti e la raccolta di racconti Vivere stanca

    Fonte : http://www.mescalina.it/libri/recensioni-libri.php?id=82

     
     
     

    JAZZ ITALIANO LIVE 2009

    Post n°1359 pubblicato il 07 Novembre 2009 da pierrde
     
    Tag: NEWS


    Da venerdi' 13 novembre, e per il quarto anno consecutivo, ecco tornare i concerti registrati alla Casa del Jazz di Roma in esclusiva per i lettori de L'Espresso e La Repubblica. Dieci uscite, dieci grandi nomi: si inizia con Enrico Rava, poi a seguire Roberto Gatto, Rita Marcotulli, Fabrizio Bosso, Javier Girotto, Paolo Fresu, Danilo Rea, Stefano Di Battista, Pietro Tonolo e Flavio Boltro. 
    Praticamente quasi tutto il Gotha del jazz nazionale, e come sempre, grande musica registrata in presa diretta negli ultimi mesi alla Casa del Jazz di Roma e a prezzo assolutamente accessibile. Per le edizioni scorse avevo manifestato le mie perplessità, che rimangono intatte, sulla scelta dei musicisti. In fondo si tratta sempre degli stessi, senza nessuno sforzo di promozione verso i più giovani o i meno conosciuti . 
    Altri protagonisti certo non mancano, cosi' come non mancano le occasioni di visibiltà ai vari Rava e Fresu. Mi rendo conto che una iniziativa editoriale debba contare su nomi che possano vendere, ma un pò più di coraggio non avrebbe guastato. 

     
     
     

    IL MEGLIO A CARTONI ANIMATI

    Post n°1358 pubblicato il 06 Novembre 2009 da pierrde
     

    Il disegno unito alla musica mi ha sempre affascinato. E' il segreto di un film come Fantasia: Walt Disney aveva capito molti decenni fa la meravigliosa sintonia creata dalla musica abbinata al cartoon. Spesso sul blog ho proposto brevi video, sia classici disneyani che concept movie con il jazz come protagonista musicale. Ecco allora una breve rassegna di vecchi e "nuovi" filmati da gustare.

    ALL THE CATS JOIN IN - Tratto dal film Disney MAKE
    MINE MUSIC (1946) - (Lo scrigno delle sette perle)
    Altro bellissimo episodio , con un gruppo di teenagers che ballano a ritmo di swing sulla musica dell'orchestra di Benny Goodman.


    AFTER YOU'VE GONE - Ancora dal film Disney MAKE MINE MUSIC
    (1946) - (Lo scrigno delle sette perle)
    Rappresentazione animata del quartetto di Benny Goodman con una splendida sequenza degli strumenti come personaggi,perfettamente sincronizzati con la musica.

    THE THREE LITTLE BOPS - cartone animato della serie Looney
    Tunes - Warner Brothers (1957) . Variante della tradizionale storia
    del lupo cattivo e dei tre porcellini. In questa storia, i tre
    porcellini suonano jazz nelle discoteche, ma il lupo li disturba
    continuamente, suonando malissimo la tromba, e loro sono costretti piu'
    volte a cacciarlo fuori, fino a quando il lupo non salta per aria con
    una bomba, e finisce all'inferno.Ma qui impara a suonare veramente la
    tromba, e il suo fantasma ritorna a suonare, questa volta bene, con i
    tre porcellini. Il video è in italiano, la musica del trombettista Shorty Rogers.

    KATNIP KOLLEGE - Cartone animato della serie Merrie Melodies -
    Warner Brothers (1938)
    Nella scuola di "Swingologia" dove si insegna a cantare e ballare a
    ritmo di Jazz, il maestro interroga gli scolari.Ma uno di
    loro non ha studiato e non riesce a cantare e ballare, e viene messo in
    castigo, mentre tutti gli altri vanno ad una
    festa.Finalmente anche lui riesce ad imparare e si unisce ai compagni
    per festeggiare.

    Questa divertente animazione in 3D è il frutto di un gruppo di studenti neozelandesi. La musica è ancora di Benny Goodman, ed il brano è Sing Sing Sing

    Veramente ben fatto e molto divertente è questo For the birds della Pixar. La colonna sonora è il celebrato Take Five di Dave Brubeck e Paul Desmond. Il video l'ho "rubato" all'amico Sergio Pasquandrea che ringrazio per la segnalazione sul suo blog Ruminazioni.

    Non mi rimane che chiudere la breve panoramica con un classico: Rhapsody in Blue di George Gershwin tratto dal film Fantasia 2000,  stupenda
    trasposizione in cartoons con le storie che si intrecciano di un aspirante musicista, un disoccupato, una bimba ricca ma triste, un maturo
    signore con l'animo di un bimbo, e che, come in tutte le favole, termina con un lieto fine

    Buon divertimento e a risentirci la prossima settimana.

     
     
     

    JOHN ZORN - FEMINA (TZADIK) 2009

    Post n°1357 pubblicato il 05 Novembre 2009 da pierrde
     

    Personnel:
    Jennifer Choi: Violin
    Sylvie Courvoisier: Piano
    Carol Emanuel: Harp
    Okkyung Lee: Cello
    Ikue Mori: Electronics
    Shayna Dunkelman: Percussion

    Special Guest
    Laurie Anderson: Opening Narration

    Track Listing: Femina part 1 -2 3/End Titles

    L'ipertrofica produzione zorniana si arricchisce di un nuovo capitolo, che vede il nostro in veste di compositore di una suite piuttosto breve, poco più di trentacinque minuti, in cui il protagonista è l'universo femminile. Composizioni dedicate ed ispirate ad alcune figure storiche nel campo delle arti più disparate, da Simone de Beauvoir a Frida Kahlo, Hildegard Von Bingen e Isadora Duncan, Meredith Monk e Sylvia Plath e l'elenco continua a lungo nelle note di copertina. Personaggi di riferimento dell'altra metà del cielo, e per rendere coerente e significativa l'ispirazione Zorn ha chiamato a registrare le sue musiche un gruppo di straordinarie professioniste tutte impegnate nel settore più radicale e sperimentale sia della musica jazz che contemporanea. Il libretto contiene inoltre molte riproduzioni, copertina compresa, di una artista newyorkese, Kiki Smith, tra le più creative e visionarie oggi sulla scena. La musica è una sequenza praticamente ininterrotta di bozzetti, alcuni appena accennati altri più sviluppati, con una forte matrice visiva, quasi fossero composizioni destinate a commentare immagini . Una atmosfera prevalentemente da camera, con frequenti break in puro stile hard-core o free che destabilizzano e rovesciano le certezze apparentemente consolidate dalla sequenza precedente. Nessuna matrice jazzistica è presente, se non nei rari momenti astratti e liberi. Predomina il compositore, la sua mano sicura nel creare e distruggere, le perfette cuciture tra momenti di ampio respiro, con un pianoforte quasi minimalista, e gli interventi brucianti e spiazzanti delle elettroniche di Ikue Mori.  

    V A L U T A Z I O N E : * * *

     
     
     

    OSSA DI CRISTALLO

    Post n°1356 pubblicato il 04 Novembre 2009 da pierrde
     

    Il nuovo libro di Roberto Saviano si chiama La Bellezza e L'Inferno, poli opposti che richiamano il pensiero di Albert Camus, e raccoglie una serie di articoli scritti per quotidiani e riviste di tutto il mondo. 
    Ci racconta di un campione come Lionel Messi, che ha vinto la sfida più grande, quella contro il suo stesso corpo; di Anna Politkovskaja, uccisa perché non c'era altro modo per tapparle la bocca; dei pugili di Marcianise, per cui il sudore del ring odora di rabbia e di riscatto; di Miriam Makeba, venuta a Castel Volturno per portare il suo saluto a sei fratelli africani caduti per mano camorrista; di Enzo Biagi, che lo intervistò nella sua ultima trasmissione; di Felicia, la madre di Peppino Impastato, che per vent'anni ha dovuto guardare in faccia l'assassino di suo figlio prima di ottenere giustizia; e di tanti altri personaggi incontrati nella 
    vita o tra le pagine dei libri, nelle terre sofferenti e inquinate degli uomini o in quelle libere e vaste della letteratura. 
    Ma, in un capitolo inedito, ci parla di un piccolo grande eroe dalle ossa di cristallo: Michel Petrucciani. Il ritratto che ne fa Saviano è appassionante e rende la lettura di questo bel libro ancora più avvincente per un amante della musica jazz. Ho trovato in rete alcuni passaggi del pezzo scritto da Saviano e li riporto per ingolosire tutti coloro ai quali è sfuggito :

    La prima volta che tutte le sue ossa si rompono è il 28 dicembre 1962, ovvero il giorno della sua nascita. Le mani di Michel Petrucciani sono portate per la musica, ma il resto del corpo è fragile, fragilissimo. Osteogenesi imperfetta, meglio conosciuta come “ossa di cristallo”.

    Il nome è terribilmente chiaro: le ossa ti si rompono come fossero di cristallo. (…) Petrucciani, l’unico pianista europeo mai entrato nelle classifiche jazz americane, non arriva ai pedali, non può aprire le braccia: deve inventarsi un modo di suonare completamente nuovo, impossibile per tutti gli altri pianisti “normali”.

    Zompetta sul seggiolino e le sue dita sembrano pizzicare direttamente le corde e non che stiano suonando su una tastiera. E il miracolo avviene: il suo limite fisico gli fa superare un limite universale.(…)

    Il problema alle ossa lo costringe, quando suona a una postura quasi mistica, non perché sia estasiato, ma perché ha bisogno di respirare. Nel ’93, in Umbria, era talmente in affanno mentre suonava che si interrupe e al pubblico che sembrava preoccupato chiese: “State bene?”, sciogliendo così la tensione.

    Era quello il suo modo di respirare, di suonare, di vivere. Per Michel Petrucciani non c’era nota che non fosse sacrificio ma allo stesso tempo un invito a campare, un invito a vivere a pieno. 
     
     
     

    THE COMPLETE MILES DAVIS COLUMBIA ALBUM COLLECTION: 70 CD

    Post n°1355 pubblicato il 03 Novembre 2009 da pierrde
     
    Tag: NEWS

     

    Esce il 24 novembre esclusivamente presso Amazon questo elefantiaco cofanetto di ben 70 cd che riporta editi ed inediti del grande Miles nei trent'anni che intercorrono dal 1955 al 1985. I compact saranno confezionati in stile giapponese, cioè mini-LP CD con doppia copertina formato 33 giri, replicando l'aspetto originale degli album. Il cofanetto comprende materiale bonus sotto forma di un DVD del 1967 con il quintetto storico. Quattro dei CD inoltre includono tracce rare o inedite

    C'è anche un CD dello storico concerto dell'Isola di Wight nel 1970, immortalato nel DVD Different Kind of Blue. Una registrazione di 50 minuti con Keith Jarrett, Chick Corea, Dave Holland, Jack DeJohnette e Gary Bartz.

    Se ancora non basta ecco un ricchissimo libretto con qualcosa come 11000 parole scritte da Frederic Goaty, in più note a cura di Frank Bergerot che analizzano ogni singolo dischetto e naturalmente il DVD, e moltissime fotografie rare, memorabilia, note discografiche ed un indice completo dei brani.

    Il prezzo ? 364,98 dollari.

     
     
     
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    PARLIAMO DI JAZZ: I BLOG ITALIANI

     

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    il 20/11/2009 alle 16:02
     
    E bravo Petrella! Penso che tutti i musicisti quando...
    Inviato da: babs
    il 20/11/2009 alle 15:44
     
    E' una storia che avevo sentito anch'io, credo...
    Inviato da: pierrde
    il 20/11/2009 alle 11:48
     
    Volentieri, grazie !
    Inviato da: pierrde
    il 20/11/2009 alle 11:19
     
    Il disco doveva uscire per la Blue Note, come i precedenti...
    Inviato da: sergio pasquandrea
    il 19/11/2009 alle 21:54
     
     

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    UN FILM CHE HO AMATO

     OGNI COSA E' ILLUMINATA

    Un film di Liev Schreiber con Elijah Wood, Boris Leskin, Eugene Hutz, Laryssa Lauret. Genere: Avventura produzione USA, 2005 Durata 106 minuti circa.

    Trasporre in immagini un libro che ha avuto vasta eco è da sempre impresa improba e faticosa. Al contrario, questo film che costituisce anche l’esordio del regista Liev Schreiber, riesce a tradire il testo costruendo una storia colma di tenerezza, permeata da una sottile vena di follia divertente e contagiosa. L’eterno tema del viaggio è qui dispiegato in maniera sapiente e lenta, facendo si’ che diventi un’esperienza anche interiore. E quando la storia porta diritta alla Shoa il regista riesce a mantenere la barra dritta, commovendo senza retorica, con lievità e innocenza. L’opera prima dello scrittore Jonathan Safran Foer è un testo particolare, non si situa in terre di mezzo, o lo si apprezza o lo si lascia. La storia che il regista ha tratto dal libro non è fedele negli avvenimenti ma lo è nello spirito. Le immagini della campagna ceca (il sostituto cinematografico dell’Ucraina ) sono abbaglianti di bellezza, i protagonisti tanto disomogenei tra loro per storia e background quanto perfettamente inseriti nella narrazione. Elijah Wood, il Frodo del Signore degli Anelli, è qui uno stralunato ebreo americano alla ricerca delle radici della sua famiglia. Eugene Hutz recita se stesso, ucraino innamorato dell'America e leader dei Gogol Bordello. Alter ego per età di Wood, nel corso della storia vede accorciarsi le differenze con il ricco ebreo americano. Lo sguardo dapprima cinico e disincantato si fa stupito e partecipe. Lo stesso percorso del nonno, il bravissimo Boris Leskin, che alla fine riesce addirittura a rubare il ruolo di protagonista finale della storia anche alla soave Laryssa Lauret, la donna che scioglierà gli enigmi del film. Una storia leggera, commovente, folle. Con una colonna sonora altrettanto complice e visionaria, grazie alla prodigiosa chitarra acustica di Marc Ribot. Non un capolavoro ma, di questi tempi una rarità, un film intenso e riuscito. Da vedere. E il libro, da leggere.

     
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