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HO LETTO E AMATO : CECITÀ DI JOSÈ SARAMAGO
Cecità è certamente uno dei libri più profondi che ho letto ultimamente. Alla stregua di La Strada di Cormac McCarthy è ambientato in un non luogo, alle prese con una situazione non convenzionale e con tutti i protagonisti conosciuti e raccontati senza mai rivelarne il nome. In più lo scrittore portoghese fa un uso libero e inusuale della punteggiatura, praticamente eliminandola se non per la chiusura dei periodi. Se il romanzo di McCarthy è angosciante e crepuscolare, il racconto di Saramago è impregnato della stessa oscurità che pervade tutti i personaggi , con la luminosa eccezione della protagonista.
Il significato è palese, tutti noi siamo immersi nella cecità della ragione e dello spirito e solo poche persone eccezionali in situazioni al limite sanno ritrovare la luce, ridare la speranza e fortificare le coscienze. Lo scrittore sa scandagliare in profondità l'animo umano, capace di raggiungere abissi di orrore e violenza ma anche di ritrovare la solidarietà, l'amore, il rispetto, la tenerezza. La riflessione implicita nel racconto è semplice e devastante: basta poco, un evento straordinario ed imprevisto che faccia cadere le regole e le barriere sulle quali si poggia il vivere comune e la regressione dell'uomo è inevitabile, animalesca, ineludibile. Passare dalla società dei consumi alla legge della jungla è affare di un attimo. La perdita della capacità di compassione e solidarietà porta alla devastazione di ogni convivenza pacifica, alla disumanizzazione e alla violenza del più forte. Le pagine in cui Saramago descrive la lotta per la sopravvivenza sono permeate di un pathos angosciato e lucido e trasmettono una emozione profonda. Il libro è uscito nel 1995 e rappresenta sicuramente il vertice assoluto raggiunto dallo scrittore premio Nobel per la letteratura nel 1998. E' un romanzo appassionante e bellissimo che cattura fin dalla prima pagina il lettore, accompagnandolo passo passo negli antri bui della disumanizzazione e dell'indifferenza e poi, lentamente, in un susseguirsi di spiragli di luce fino all'inatteso finale.
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Post n°1368 pubblicato il 18 Novembre 2009 da pierrde
Ma è ovvio, l'incauto Martin ha osato proporre la classica lista dei 100 migliori album di sempre della musica jazz. Le reazioni sono state immediate ed estremamente contrastanti tra loro. Proveniendo da un pubblico inglese molte delle rimostranze vertono sul fatto che nell'elenco non compaiono molti nomi britannici prestigiosi, stranamente però nessuno lamenta la mancanza di Mike Westbrook o John Surman, pochi ricordano Derek Bailey o Evan Parker. Alcuni fanno proposte indecenti, del tipo Norah Jones, Al Di Meola, Eric Gale e via farfalleggiando. Qualcuno più seriamente contesta la presenza di Wynton Marsalis contrapposta all'assenza di Dizzy Gillespie. Ma mancano molti altri grandi nomi del passato, da Oscar Peterson a Carmen McRae, Betty Carter e Dexter Gordon. Altri fanno osservare giustamente l'assenza totale dei protagonisti dell'ultimo trentennio, dai grandi nomi della AACM di Chicago a Sun Ra, Don Cherry e Cecil Taylor, Roland Kirk e Carla Bley, Charlie Haden, Bill Frisell per finire con John Zorn. In compenso ci sono protagonisti che potrebbero essere considerati minori, tipo Cassandra Wilson, Scott Hamilton, Dick Wellstood, Ruby Braff, Warren Vachè, nonchè Marty Grosz , per quanto a me completamente ignoto certamente un pilastro della musica afro-americana. A questo punto lascio che a divertirsi siano gli interessati, potete leggere l'elenco cliccando qui |
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Post n°1367 pubblicato il 17 Novembre 2009 da pierrde
Una sfortuna incredibile si è accanita contro Joe Lovano. Il musicista, in Europa contemporaneamente con il nonetto a proprio nome e come sassofonista nel leggendario Masada, nel progetto Stolas, è caduto il 30 ottobre dopo un concerto a Losanna. Il responso medico è stato di tre piccole fratture al braccio sinistro. Joe ha deciso di continuare la tournè con il braccio al collo, ma la mattina del 2 novembre a Barcellona è di nuovo inciampato, e per evitare ulteriori danni al braccio sinistro ha cercato di minimizzare il danno proteggendosi con il destro. Risultato: fratture simili ad entrambe le braccia, rientro negli Stati Uniti dove già è stato operato per la riduzione delle fratture e prognosi di almeno 5 settimane. A Milano ieri sera per Aperitivo in Concerto, nell'ambito del concerto dei Masada è stato sostituito da Chris Potter. Credo con ottimo risultato dato il livello artistico di Chris, non ho però potuto verificarlo di persona: il lunedi' sera per chi lavora e vive lontano dalla città non è certo il giorno migliore per andare a concerto.... |
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Serata di indubbio fascino a Monza con l'appuntamento per la rassegna Lampi tra due protagonisti europei tra i più quotati. Bojan Zulfikarpasic, serbo da molti anni residente a Parigi, è uno dei pianisti più interessanti per la notevole cifra stilistica e l'indubbia capacità swingante. Di Paolo si è detto oramai tutto, se mai sorprende ancora la sua capacità di mutare continuamente patner e situazione, rimanendo nello stesso tempo ben ancorato ai valori di semplicità, integrità e naturalezza. Questa formazione è nata nel 2001 a Parigi, quando il New Morning (uno dei club più prestigiosi) diede una Carte Blanche a Fresu. Il duo riscosse un immediato consenso, rimanendo però episodio sporadico (sopratutto in Italia) e per ora senza sbocco discografico. Il concerto di ieri sera si è svolto su binari di grande freschezza ispirativa e forte senso del ritmo. Un incontro tra l'elemento terra, Bojan, in grado di ancorare con un ritmo possente e tempi dispari, e l'elemento aria, Fresu, capace di volare in alto con la sua finissima ricerca melodica. Il pianista ha usato anche una tastiera elettronica, duplicando tempi e sviluppando una serie di composizioni ritmicamente intriganti. Paolo, nella sua consueta impossibile posizione sulla sedia, ha cercato melodie e ispirazione contorcendosi e avvicinando spesso la campana del flicorno al pavimento del palco. Un duo apparso immediatamente rodato e complice, con moltissime affinità ed un innato senso di interscambio. Brani swinganti (Full half moon, The Joker) si sono alternati a ballate rarefatte (Ninna nanna per Andrea) fino a Fellini, primo di tre bis richiesti a gran voce da un pubblico caldo e ammaliato. Il video che propongo ha immagini di cattiva qualità ma in compenso c'è una buona resa audio. |
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Post n°1364 pubblicato il 13 Novembre 2009 da pierrde
Qualche sera fa la biblioteca della mia cittadina ha organizzato una serata di reading con musica di accompagnamento. Il libro prescelto era Natura morta con custodia di Sax di Geoff Il progetto più famoso a riguardo rimane Misterioso, il testo scritto da Stefano Benni sulla vita di Thelonious Monk e originariamente portato in teatro in più di venti città ![]() italiane con l'accompagnamento di Umberto Petrin. Il pianoforte si infila tra le parole, esplora gli spazi obliqui della musica di Monk, reinterpretando e contaminando quelle pagine immortali. Al centro c'è la riflessione sull'artista e la sua follia, i suoi fantasmi ,il suo silenzio. Al termine della stagione teatrale era uscito per Feltrinelli un libro con i testi di Benni accompagnato dal dvd dello spettacolo . Nel 2006 il progetto era approdato a Londra grazie ad una cantante, attrice e regista italiana, Filomena Campus. Ora lo spettacolo, visto il buon riscontro di pubblico, viene riproposto nella stagione teatrale londinese al Riverside Studios. La Campus ne ha elaborato una traduzione in inglese, e lo spettacolo che originariamente durava poco meno di un'ora è stato praticamente raddoppiato grazie ad una robusta compagine di musicisti inglesi . |
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Si avvicina la fine d'anno e con essa cominciano i bilanci e le classifiche sui migliori supporti discografici. In Francia l'album strumentale jazz del 2009 per Victoire du Jazz è il progetto dell'Orchestre National du Jazz dedicato alle musiche di Robert Wyatt. Ecco un estratto della premiazione con l'esecuzione dal vivo di uno dei brani più significativi, Just as you are. |
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Parlando di Notturni a Leonetta Bentivoglio su Repubblica Kazuo Ishiguro ha detto: «È come un album musicale con cinque brani. Alcuni malinconici e altri spassosi, come una sorta di interludio comico. A tratti sono piccole commedie amare, un po' come certi vecchi film di Woody Allen. Il tipo di storie dove non sai se ridere o piangere. Mi è sempre piaciuto quello speciale humor ambivalente dove la tristezza preme sotto la superficie del riso». E il nuovo libro dell'autore di Quel che resta del giorno e di Non lasciarmi risponde esattamente a questa descrizione. Le cinque storie tematicamente connesse che compongono Notturni hanno come comune denominatore la musica. Racconta Ishiguro: «La musica è una passione antica e coltivata. Fin da bambino suono il pianoforte e fin da adolescente la chitarra, e quando ero giovane sognavo di essere un cantautore come Bob Dylan o Leonard Cohen o il vostro Fabrizio de André». Ishiguro ha anche recentemente composto alcuni testi per l'album della cantante jazz Stacey Kent (qui si può ascoltare la canzone The Ice Hotel Web Fade tratta dall'album Breakfast on the Morning Tram). «Subito dopo aver composto quei testi - racconta ancora Ishiguro a Repubblica - mi sono messo a scrivere questi racconti, e lo stile è lo stesso, come confluito da un territorio all'altro: leggerezza, parsimonia di parole, significato che si cela tra le righe, bando all'autobiografia e alla prosa ricercata. Nelle canzoni si lavora di sottrazione, delegando alla musica gli aspetti emozionali. Così nel flusso dei racconti, dove il significato respira tra le righe». |
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Pat Metheny annuncia sul proprio sito l'uscita di un nuovo album. Si tratta di un progetto di assoluta originalità, in quanto la formazione prevede il leader accompagnato da strumenti meccanici. Il progetto si chiama Orchestrion e riprende e sviluppa tecnologicamente il principio del pianoforte a rullo della fine dell'800. Rulli di metallo, poi soppiantati dalla carta perforata, che consentivano ad un pianoforte di eseguire un brano musicale. Metheny ha messo al lavoro una squadra di tecnici e di inventori per riuscire ad adattare con lo stesso principio una serie di strumenti orchestrali, percussioni comprese. Difficile immaginare il risultato fino all'uscita dell'album, che, come sempre sarà accompagnato da un tour mondiale. Le date previste per l'Italia sono concentrate nel marzo 2010. Ecco la locandina: Pat Metheny "The Orchestrion Tour" Pat Metheny solo "Orchestrionics è il termine che uso per descrivere un nuovo metodo di performance per presentare la musica da solo sul palco usando strumenti acustici e elettroacustici controllati meccanicamente sfruttando la forza delle tecnologie moderne" Marzo 2010 15 Milano 16 Firenze 17 Roma 18 Napoli 19 Bari 21 Palermo 22 Catania |
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Arne Dahl è lo pseudonimo di Jan Arnald (1963), scrittore, editor, critico letterario di Stoccolma, che ha conquistato le classifiche internazionali con la serie del Gruppo A. “Misterioso” è il suo secondo romanzo pubblicato in Italia dopo “La linea Jean Claude Izzo era uno scrittore marsigliese di discendenza irpina, è autore di diverse opere interessanti: avendo già letto i primi due volumi della sua celebre trilogia (Casino totale, Chourmo) ho ora acquistato il terzo tomo, Solea. Già dal titolo è evidente il collegamento, presente anche negli altri romanzi, con il jazz e con la musica di Miles Davis. Izzo non è solo un autore di storie noir, i suoi libri appartengono a mio parere alla letteratura più colta e raffinata del nostro squarcio di secolo. Questo non è proprio un libro adatto a tutti, facile e immediato, è un libro per chi mastica abitualmente la letteratura. Con questo lavoro si chiude una trilogia su Marsiglia che vede come protagonista Fabio Montale, un ex sbirro disincantato della vita (il nome del protagonista non è casuale, riflette le origini Italiane dell’autore e la sua passione per l’omonimo poeta). Ciò che maggiormente caratterizza la lettura è il senso di soffocamento, la percezione di un’atmosfera pregna di un’aria malsana e carica di pessimismo, un pessimismo che penetra in tutte le righe del romanzo, non concedendo spazio per nessun barlume di speranzaQuesta morsa che attanaglia la sua esistenza è allentata solamente dal suo amore viscerale per la cucina e i cibi che consuma con avidità e passione, così come i vini e gli altri alcolici di cui è un fine intenditore. Anche la musica, una musica “raffinata e colta”, gli serve per non perdere il contatto con la realtà (non a caso il titolo del libro è un omonima canzone di Miles Davis) ed anche il mare, il meraviglioso elemento di cui è innamorato, ha una funzione analoga nella sua vita. Viste le premesse non c’è da aspettarsi un finale diverso da quello che le ultime parole di questo libro ci lasciano, anche se in mezzo a tanta malinconia si riesce comunque a cogliere una poetica della vita che è ben sintetizzata dalle brevi frasi con cui si apre ogni capitolo di questo lavoro. Jean-claude Izzo nasce nel 1945 a Marsiglia dove muore nel 2000 stroncato da un tumore. Ha conosciuto tardi il successo come scrittore, soprattutto grazie alla trilogia noir-marsigliese Casino Totale, Chourmo e Solea. Ha inoltre scritto Marinai Perduti, Il sole dei morenti e la raccolta di racconti Vivere stanca Fonte : http://www.mescalina.it/libri/recensioni-libri.php?id=82 |
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Da venerdi' 13 novembre, e per il quarto anno consecutivo, ecco tornare i concerti registrati alla Casa del Jazz di Roma in esclusiva per i lettori de L'Espresso e La Repubblica. Dieci uscite, dieci grandi nomi: si inizia con Enrico Rava, poi a seguire Roberto Gatto, Rita Marcotulli, Fabrizio Bosso, Javier Girotto, Paolo Fresu, Danilo Rea, Stefano Di Battista, Pietro Tonolo e Flavio Boltro. Praticamente quasi tutto il Gotha del jazz nazionale, e come sempre, grande musica registrata in presa diretta negli ultimi mesi alla Casa del Jazz di Roma e a prezzo assolutamente accessibile. Per le edizioni scorse avevo manifestato le mie perplessità, che rimangono intatte, sulla scelta dei musicisti. In fondo si tratta sempre degli stessi, senza nessuno sforzo di promozione verso i più giovani o i meno conosciuti . Altri protagonisti certo non mancano, cosi' come non mancano le occasioni di visibiltà ai vari Rava e Fresu. Mi rendo conto che una iniziativa editoriale debba contare su nomi che possano vendere, ma un pò più di coraggio non avrebbe guastato. |
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Il disegno unito alla musica mi ha sempre affascinato. E' il segreto di un film come Fantasia: Walt Disney aveva capito molti decenni fa la meravigliosa sintonia creata dalla musica abbinata al cartoon. Spesso sul blog ho proposto brevi video, sia classici disneyani che concept movie con il jazz come protagonista musicale. Ecco allora una breve rassegna di vecchi e "nuovi" filmati da gustare. ALL THE CATS JOIN IN - Tratto dal film Disney MAKE AFTER YOU'VE GONE - Ancora dal film Disney MAKE MINE MUSIC THE THREE LITTLE BOPS - cartone animato della serie Looney KATNIP KOLLEGE - Cartone animato della serie Merrie Melodies - Questa divertente animazione in 3D è il frutto di un gruppo di studenti neozelandesi. La musica è ancora di Benny Goodman, ed il brano è Sing Sing Sing Veramente ben fatto e molto divertente è questo For the birds della Pixar. La colonna sonora è il celebrato Take Five di Dave Brubeck e Paul Desmond. Il video l'ho "rubato" all'amico Sergio Pasquandrea che ringrazio per la segnalazione sul suo blog Ruminazioni. Non mi rimane che chiudere la breve panoramica con un classico: Rhapsody in Blue di George Gershwin tratto dal film Fantasia 2000, stupenda Buon divertimento e a risentirci la prossima settimana. |
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Personnel: Track Listing: Femina part 1 -2 3/End Titles L'ipertrofica produzione zorniana si arricchisce di un nuovo capitolo, che vede il nostro in veste di compositore di una suite piuttosto breve, poco più di trentacinque minuti, in cui il protagonista è l'universo femminile. Composizioni dedicate ed ispirate ad alcune figure storiche nel campo delle arti più disparate, da Simone de Beauvoir a Frida Kahlo, Hildegard Von Bingen e Isadora Duncan, Meredith Monk e Sylvia Plath e l'elenco continua a lungo nelle note di copertina. Personaggi di riferimento dell'altra metà del cielo, e per rendere coerente e significativa l'ispirazione Zorn ha chiamato a registrare le sue musiche un gruppo di straordinarie professioniste tutte impegnate nel settore più radicale e sperimentale sia della musica jazz che contemporanea. Il libretto contiene inoltre molte riproduzioni, copertina compresa, di una artista newyorkese, Kiki Smith, tra le più creative e visionarie oggi sulla scena. La musica è una sequenza praticamente ininterrotta di bozzetti, alcuni appena accennati altri più sviluppati, con una forte matrice visiva, quasi fossero composizioni destinate a commentare immagini . Una atmosfera prevalentemente da camera, con frequenti break in puro stile hard-core o free che destabilizzano e rovesciano le certezze apparentemente consolidate dalla sequenza precedente. Nessuna matrice jazzistica è presente, se non nei rari momenti astratti e liberi. Predomina il compositore, la sua mano sicura nel creare e distruggere, le perfette cuciture tra momenti di ampio respiro, con un pianoforte quasi minimalista, e gli interventi brucianti e spiazzanti delle elettroniche di Ikue Mori. V A L U T A Z I O N E : * * * |
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Esce il 24 novembre esclusivamente presso Amazon questo elefantiaco cofanetto di ben 70 cd che riporta editi ed inediti del grande Miles nei trent'anni che intercorrono dal 1955 al 1985. I compact saranno confezionati in stile giapponese, cioè mini-LP CD con doppia copertina formato 33 giri, replicando l'aspetto originale degli album. Il cofanetto comprende materiale bonus sotto forma di un DVD del 1967 con il quintetto storico. Quattro dei CD inoltre includono tracce rare o inedite C'è anche un CD dello storico concerto dell'Isola di Wight nel 1970, immortalato nel DVD Different Kind of Blue. Una registrazione di 50 minuti con Keith Jarrett, Chick Corea, Dave Holland, Jack DeJohnette e Gary Bartz. Se ancora non basta ecco un ricchissimo libretto con qualcosa come 11000 parole scritte da Frederic Goaty, in più note a cura di Frank Bergerot che analizzano ogni singolo dischetto e naturalmente il DVD, e moltissime fotografie rare, memorabilia, note discografiche ed un indice completo dei brani. Il prezzo ? 364,98 dollari. |
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UN FILM CHE HO AMATO
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Trasporre in immagini un libro che ha avuto vasta eco è da sempre impresa improba e faticosa. Al contrario, questo film che costituisce anche l’esordio del regista Liev Schreiber, riesce a tradire il testo costruendo una storia colma di tenerezza, permeata da una sottile vena di follia divertente e contagiosa. L’eterno tema del viaggio è qui dispiegato in maniera sapiente e lenta, facendo si’ che diventi un’esperienza anche interiore. E quando la storia porta diritta alla Shoa il regista riesce a mantenere la barra dritta, commovendo senza retorica, con lievità e innocenza. L’opera prima dello scrittore Jonathan Safran Foer è un testo particolare, non si situa in terre di mezzo, o lo si apprezza o lo si lascia. La storia che il regista ha tratto dal libro non è fedele negli avvenimenti ma lo è nello spirito. Le immagini della campagna ceca (il sostituto cinematografico dell’Ucraina ) sono abbaglianti di bellezza, i protagonisti tanto disomogenei tra loro per storia e background quanto perfettamente inseriti nella narrazione. Elijah Wood, il Frodo del Signore degli Anelli, è qui uno stralunato ebreo americano alla ricerca delle radici della sua famiglia. Eugene Hutz recita se stesso, ucraino innamorato dell'America e leader dei Gogol Bordello. Alter ego per età di Wood, nel corso della storia vede accorciarsi le differenze con il ricco ebreo americano. Lo sguardo dapprima cinico e disincantato si fa stupito e partecipe. Lo stesso percorso del nonno, il bravissimo Boris Leskin, che alla fine riesce addirittura a rubare il ruolo di protagonista finale della storia anche alla soave Laryssa Lauret, la donna che scioglierà gli enigmi del film. Una storia leggera, commovente, folle. Con una colonna sonora altrettanto complice e visionaria, grazie alla prodigiosa chitarra acustica di Marc Ribot. Non un capolavoro ma, di questi tempi una rarità, un film intenso e riuscito. Da vedere. E il libro, da leggere.












Dyer, edito nel 1993 dalla Instar Libri. Composto da sette storie, non necessariamente filologiche, il libro narra la vita di sette grandi personaggi del jazz. Lo spettacolo contemplava la lettura del capitolo riguardante la vita di Lester Young. Il trio musicale, composto da tromba, tastiere e batteria, ha introdotto, accompagnato e sottolineato il testo recitato da un bravo lettore. Standards del periodo bop, tra cui la splendida Round About Midnight, a sottolineare i passaggi forti o le atmosfere allucinate










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