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Tracce di Jazz

Mondo Jazz diventa il blog del portale Tracce di Jazz . Il Jazz da Armstrong a Zorn. Notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video.

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Dall'immenso archivio di Radiotre č possibile scaricare i podcast di alcune trasmissioni particolarmente interessanti per gli appassionati di musica nero-americana. On line le puntate del Dottor Djembč di David Riondino e Stefano Bollani. Da poco č possibile anche scaricare le puntate di Battiti, la trasmissione notturna dedicata al jazz , alle musiche nere e a quelle colte. Il tutto cliccando  qui
 

 

RADIOTRE SUITE

Post n°3866 pubblicato il 30 Gennaio 2015 da pierrde
 

Venerdì 30 Gennaio 2015

ore 20.30

IL CARTELLONE

VICENZA JAZZ NEW CONVERSATIONS 2014

Michael Formanek Quartet

Tim Berne sax contralto Craig Taborn pianoforte Gerald Cleaver batteria Michael Formanek contrabbasso

Registrato il 9 maggio 2014 a Vicenza, Teatro Olimpico

Venerdì 30 gennaio a partire dalle 23.00 Roberto Bonati sarà a La Stanza della musica di Radio 3 Suite per presentare Heureux comme avec une femme.

Al suo fianco Diana Torto: musica e parole per raccontare il lavoro di questo musicista che da sempre si muove su un crinale sottile ed equidistante dal jazz e dalla contemporanea, in una sintesi di molteplici linguaggi.

Heureux comme avec une femme è un cd su musiche di Roberto Bonati costruito attorno all’arte della voce di Diana Torto e del contrabbasso dello stesso Bonati. Un contrabbasso, una voce: due corde vibranti. Suoni lievi e profondi in un magico rituale di musica notturna. Primitivo, selvaggio ed incantato.

Diana Torto canta la magia della voce, Roberto Bonati è un virtuoso del suo strumento e ci porta al cuore del contrabbasso. Tecniche vocali e strumentali poliedriche che danno vita ad un’intensa polifonia fra i due musicisti. Ancora una volta Roberto Bonati ci regala un lavoro profondamente contemporaneo in cui la tradizione della musica occidentale e il Novecento si incontrano con l’Africa, la musica popolare con il jazz.

Su tutto aleggia una particolarissima attenzione alla dimensione spirituale che è radicata nel suono e nella musica, dimensione in cui sacro e popolare si incontrano e si confondono. E che trova lontano nel tempo le sue radici: fra suoni profondi e vocalizzi compare una riscrittura di Can vei la lauzeta di Bernart de Ventadorn.

E ancora: fra i brani del disco vi è anche un omaggio a Sensation di Rimbaud da cui è tratto il titolo del cd. I versi di Woman of the Woodlands sono dello stesso Bonati e tratteggiano un brano dall’atmosfera misteriosa e soffusa. Heureux comme avec une femme è il risultato del lavoro di Roberto Bonati e Diana Torto degli ultimi anni: un affascinante ed intimo gioco di specchi.

 
 
 

DOMENICHE AL PARENTI, PER COSTRUIRE UN FESTIVAL A MILANO

Post n°3865 pubblicato il 29 Gennaio 2015 da pierrde

Fedele Confalonieri, Andrée Ruth Shammah, Gianni Gualberto Morelenbaum. Attorno a questi tre nomi potrebbe giocarsi, nel prossimo futuro, il ritorno del grande jazz a Milano. Un sodalizio, quello che si è ufficializzato in questi giorni, che ha tutte le carte in regola per dare vita ad un grande festival internazionale sul «mainstream» musicale assente da decenni in una città come Milano che pure vanta una ricca tradizione e un pubblico appassionato.

Confalonieri e Gualberto rappresentano una garanzia in quanto ideatore e direttore artistico del successo trentennale di Aperitivo in Concerto , il matinée concertistico del Manzoni. La regista Shammah, inesauribile vulcano di idee e cultrice appassionata anche di musica, metterebbe a disposizione del progetto il teatro più attivo e versatile della città, quel Franco Parenti che, per Expo, avrà pronta anche l'area dell'attigua piscina Caimi. L'antipasto del sogno è già una realtà che debutta domenica per cinque matinée proprio nella sala grande del Pierlombardo.

Sarà il pianista newyorkese Kenny Werner , icona del jazz moderno avendo contribuito al fianco dei più importanti musicisti di fine secolo, ad inaugurare la rassegna «Jazz al Parenti». Tre personaggi del mondo della cultura provenienti da realtà private sono pronti a scendere in campo per colmare un vuoto pubblico che potrebbe diventare assordante durante il periodo di Expo, quando Milano sarà una vetrina per tutti i Paesi del mondo. «Milano, che vanta un'offerta sovrabbondante per la musica classica, è decisamente deficitaria sul jazz» dice Gualberto che, durante la sua lunga esperienza al Manzoni, ha portato a Milano i più grandi artisti del panorama mondiale.

«Un festival milanese del jazz che ogni anno ospiti solisti ed ensemble dell'olimpo musicale attirerebbe pubblico da tutto il nord Italia e non solo - aggiunge la Shammah - e sarebbe bello che, in barba ai tagli, potesse autofinanziarsi». Il primo test, dicevamo, sarà domenica con il concerto che battezza il cartellone messo a punto da Gualberto. Dopo Werner, appuntamento a domenica 22 marzo con il quartetto del chitarrista Peter Bernstein .

Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/milano/palco-franco-parenti-vero-festival-jazz-1086961.html

 
 
 

L'INNOMINATO

Post n°3864 pubblicato il 29 Gennaio 2015 da pierrde

Ci sono personaggi la cui popolarità è inversamente proporzionale al loro valore. E’ successo, succede e succederà. Per porre un argine, dunque, non rimane che cercare di ignorarli, non parlarne affatto, fingere che non esistano, oppure cercare di affrontarli con la necessaria dose di ironia.

Mi ero ripromesso di non parlare più dell’innominato, tempo sprecato, ma il web è tentatore e qualche volta, anche senza volerlo, ti porta ad ascoltare cose che gli altri umani non oserebbero. Non ho avuto il coraggio di affrontare il nuovo album , non avrei retto a si dura prova, ma, sostenuto dal buon articolo che per l’occasione ha scritto Enrico Bettinello, ho visto il video trailer.

Ebbene, ho constatato di persona che l’uso dell’ironia è un’arma spuntata: non c’è nulla che può essere più (involontariamente) comico, beffardo, raccapricciante, insensato e urticante del trailer stesso.

L’innominato fa tutto da solo: crea  e  distrugge con invidiabile sprezzo del ridicolo. A noi non resta che chinare il capo attoniti.

P.S. Io non posto il video. Non voglio grane con la mia coscienza. Sappiate che per accedere basta un click qui sotto. E d’altronde il maestro Uto Ughi ci aveva avvertito: “in altri tempi non lo avrebbero nemmeno ammesso al Conservatorio.”

 

http://www.glistatigenerali.com/musica_musica-classica/giovanni-allevi-e-il-tenente-colombo/

 

https://www.youtube.com/watch?v=7WE-kUvx9mw

 
 
 

FLASH MOB

Post n°3863 pubblicato il 28 Gennaio 2015 da pierrde

 

 
 
 

CHIUDE IL GIORNALE DELLA MUSICA

Post n°3862 pubblicato il 28 Gennaio 2015 da pierrde

 

Dopo 31 anni di pubblicazioni chiude il Giornale della Musica, il magazine di tutte le musiche. La crisi colpisce duramente tutto il comparto dei periodici e, nonostante la felice ristrutturazione della rivista, 64 pagine a colori con firme di alto profilo al costo di 5 euro al mese, l'editore ha ritenuto che non ci fossero più le condizioni per andare avanti. Rimangono le attività sul web ma la perdita per la cultura musicale taliana è incalcolabile.

http://www.giornaledellamusica.it/

 
 
 

LA GIORNATA DELLA MEMORIA

Post n°3861 pubblicato il 26 Gennaio 2015 da pierrde

If If… at the sound of wish the summer sun would shine.

And if… just a smile would do to brush all the clouds from the sky.

If… at the blink of an eye the autumn leaves would whirl.

And if… you could sigh a deep sigh to scatter them over the earth.

I’d blink my eyes and wave my arms, I’d wish a wish to stop all harm.

If… at the wave of a hand the winter snows would start.

And if… you could just light a candle to change people’s feelings and hearts.

I’d whisper love In every land to every child, woman and man.

That’s what I’d do If my wishes would come true.

That’s what I’d do If my wishes could come true.

 
 
 

ORNETTE COLEMAN - NEW VOCABOLARY

Post n°3860 pubblicato il 25 Gennaio 2015 da pierrde
 

Track Listing: Baby Food; Sound Chemistry; Alphabet; Bleeding; If It Takes A Hatchet; Value And Knowledge; Population; Wife Life; The Idea Has No Destiny; H2O; What’s Hotter Than The Sun; Gold Is God’s Sex.

Personnel: Ornette Coleman: alto saxophone; Jordan McLean: trumpet, electronics Amir Ziv: drums; Adam Holzman: piano (trk 2, 6, 12).

Record Label: System Dialing Records

V A L U T A Z I O N E : *  *  *  * 1/2

Negli anni scorsi si vociferava della presenza in studio di Coleman con alcuni musicisti giovani, ma il tempo passava e l’episodio sembrava più frutto di mitologia che di verità. Invece, questo "New Vocabolary", uscito per l’etichetta newyorkese System Dialing Records è ghiotta realtà, anche se apparentemente pubblicato in maniera dimessa, ordinabile solo on line o per corrispondenza e senza particolare pubblicità.

Passando all’ascolto e all’analisi musicale l’album si caratterizza in maniera del tutto originale rispetto alla produzione conosciuta di Coleman. Dodici brani, generalmente piuttosto brevi, in cui tromba, elettroniche e batteria dipingono paesaggi sonori sempre in movimento sui quali la voce unica e inconfondibile di Ornette ricama frasi ora liriche ora spigolose e angolari.

Nei tre brani in cui è presente il pianoforte di Holzman il clima non cambia (meraviglioso l’inizio quieto di Gold is God’s Sex) ma va dato pieno riconoscimento ai tre musicisti per aver creato ambientazioni originali e completamente diverse rispetto ai dischi del Prime Time, la formazione di Ornette più vicina per impostazione a New Vocabolary.

Continua a leggere la recensione qui: 

http://www.traccedijazz.it/index.php/recensioni/26-recensioni-discografiche/887-il-ritorno-di-ornette

 

 
 
 

I CONCERTI DEL QUIRINALE

Post n°3859 pubblicato il 24 Gennaio 2015 da pierrde
 

Domenica 25 Gennaio 2015 ore 11.50

I CONCERTI DEL QUIRINALE DI RADIO3

In collaborazione con Rai Quirinale

In diretta dalla Cappella Paolina del Palazzo del Quirinale, Roma

Rita Marcotulli, pianoforte

Luciano Biondini, fisarmonica

Raiz, voce

Concerto per la memoria

Il 27 gennaio si celebra in tutto il mondo il Giorno della Memoria, istituito per ricordare le vittime della Shoah nella ricorrenza del momento in cui, il 27 gennaio 1945, l’Armata Rossa scoprì il campo di concentramento di Auschwitz e lo liberò, dando assistenza ai pochissimi superstiti. Le canzoni cantate da Raiz risalgono a quella corrente della Memoria, attingendo al repertorio della tradizione ebraica. Rita Marcotulli e Luciano Biondini proseguono poi la via della musica con il loro lavoro di scrittura e di improvvisazione che ha dato vita, di recente, al progetto La strada invisibile, titolo del loro nuovo album pubblicato insieme.

 
 
 

DJANGO

Post n°3858 pubblicato il 23 Gennaio 2015 da pierrde

Oggi è il compleanno del genio della chitarra gitana, Django Reinhardt. Un suo ritratto fantasioso per la penna di Cabu, uno dei fumettisti uccisi a Parigi.

«Una signora francese titolata offriva frequenti party a cui invitava persone con opposti percorsi esistenziali. Una sera chiese di suonare a una strana accoppiata: Andres Segovia e Django Reinhardt. Segovia arrivò in orario e impressionò gli ospiti con il suo repertorio. Django arrivò tre ore dopo senza chitarra. Sorrideva; pensava che tutto fosse bello.

Non sapeva mai l’ora, non portava l’orologio. Andava con il sole e la luna. Segovia non volle prestare a Django la sua chitarra, così qualcuno dei presenti riuscì a trovargli una vecchia carcassa con il ponte incrinato. Segovia rimase affascinato da suoni che riusciva a produrre quella vecchia carcassa. «Dove posso trovare una musica come questa?» chiese. «Da nessuna parte, – rise Django – l’ho improvvisata io adesso»

Zwerin M., Musica degenerata. Il jazz sotto il nazismo, Edt, Torino 1993, pp. 126-127.

 
 
 

FAZIL SAY

Post n°3857 pubblicato il 23 Gennaio 2015 da pierrde

Fazil Say è un musicista per molti versi assai interessante. Quarantacinque anni il 15 gennaio, turco, pianista e compositore, suona con la New York Philharmonic, la Filarmonica di Israele, l'Orchestra Sinfonica di Baltimora, la Filarmonica della BBC, l'Orchestre National de France, laFilarmonica di San Pietroburgo.

È ospite regolare del Festival di Lucerna, del Klavierfestival Ruhr, del Rheingau Musikfestival, dei festival di Verbier, Bonn e Salisburgo. Ha tenuto recital nelle più importanti sale da concerto tra le quali il Concertgebouw di Amsterdam, la Philharmonie di Berlino, la Suntory Hall di Tokyo. Ha collaborato con Yuri Bashmet, Shlomo Mintz e Akiko Suwanai e nel 2004 è stato in tournée mondiale con Maxim Vengerov.

La passione per il jazz lo ha portato a fondare il Worldjazz Quartet, con il quale ha suonato a Saint-Denis, Montpellier, Montreux, Istanbul. Al di là del su eclettismo musicale Fazil ha anche un turbolento rapporto con il suo paese e la sua religione: basti ricordare le condanne subite nella Turchia di Erdogan per blasfemia.

Una parola che evoca inquisizioni e crociate, ma che racconta una storia realmente accaduta nel settembre del 2013, allorquando il pianista, ateo dichiarato e su posizioni politiche decisamente progressiste, ha ritwittato ironicamente delle frasi del grande poeta persiano del XII secolo Omar Khayyam: il risultato è stata una condanna a 10 mesi, condonata a patto che il nostro mantenga una buona condotta nei prossimi anni.

In parte per lo stesso articolo del codice penale era stato condannato nel 2006 lo scrittore Orham Pamuk per aver denunciato il genocidio degli armeni. Ai primi di ottobre è uscito un album, Fazil Say plays Say, dove raggruppate insieme per la prima volta, si possono ascoltare le composizioni per pianoforte solo che Fazil ha composto ed eseguito in scena in tutto il mondo: Black Earth, Paganini Jazz, Alla Turca Jazz, ecc ..

Queste piccole miniature sono diventate un marchio di fabbrica e contraddistinguono un pianista che è alla ricerca di un linguaggio musicale unico.

"The program which you are going to hear is composed of pieces that I have performed in concert throughout my life. They are literally "music of a pianist at the piano". You will discover numerous melodies from both Turkey and Anatolia.

In my youth I also enjoyed making jazz arrangements of the great classics and I have included a few of these transcriptions on this album. Over the years I have consistently included these compositions in my concerts, sometimes as an encore, variating and adapting them.

Those who have been following me will surely recognize most of these works. I have always admired a citation of Tarkovski that says "If the artist exists it is because the world is not perfect". An attempt to describe in music one's life... And here you have a few humble examples".

 
 
 

OH, MY GOD

Post n°3856 pubblicato il 22 Gennaio 2015 da pierrde

A parte il titolo idiota che coinvolge l'aggettivo più sputtanato dell'antropologia ... e il mezzo: nientemeno che Oggi, il settimanale del pettegolezzo più devoto e rispettoso (D'Agostino, con Cafonal, è latore, invece, di un gossip 2.0, aggressivo e iperrealista, seppur connivente, come sempre) ... ma qui abbiamo la prefazione di Cesare Cremonini.

Contributi di Jovanotti, Linus, Enrico Ruggeri (e dell'incolpevole Yoko Ono) ... come a dire: non è una cosa seria, solo l'ennesimo bagno nella formalina per la preservazione delle salme rock più redditizie ... e la colonia esegue. E queste son quattro salme di primissimo rispetto: salmoni li chiamerebbe Totò. Il conformismo, il narcotico più potente.

Fonte:

http://isle-of-noises.blogspot.it/2015/01/mummificare-lascoltatore-ovvero-orrore.html?m=1

Parlando invece di orrori nazionali segnalo l'iniziativa di TV Sorrisi e Canzoni: Fabrizio De Andrè-La Collezione. Tutti gli album originali.

Niente di nuovo, è già successo, ma che brutta fine per Faber, finire fianco a fianco con Maria De Filippi e Marco Mengoni.  Per usare il linguaggio del blogger qui sopra, un'altra salma di primo rispetto data in pasto senza scrupoli (ma la famiglia ?).

Vorrà dire che quando verrà il giorno in cui il noto settimanale proporrà l'intera opera dell'Art Ensemble of Chicago sarà per me il segnale che mi rimangono solo due scelte possibili: l'eutanasia o riscoprire lo yodel. 

http://www.spotandweb.it/news/790071/il-percorso-artistico-di-fabrizio-de-andre-edicola-con-tv-sorrisi-e-canzoni.html

 
 
 

ZORN 2014

Post n°3855 pubblicato il 21 Gennaio 2015 da pierrde

 


The Hermetic Organ



Psychomagia


The Alchemist



Alastor
In The Hall Of Mirrors
Myth And Mythopoeia
 
Adramelech 
Book of Angels vol. 22
From Leaves of Grass
The Testament 
Of Solomon
 
The Dream Membrane
Aguares 
Book of Angels vol. 23
Transmigration Of 
The Magus
 
The Last Judgment
 

 

 

Diciassette album in un anno solare, questo il bilancio della produzione Tzadik a nome di John Zorn che ne è anche il fondatore.

E la varietà stilistica è, al solito, accentuata: si passa da album neo cameristici al rock più sfrenato, dalla pura improvvisazione alla solitaria musica per organo o per piccoli ensemble dalla coloritura a metà tra il soundtrack e la musica ambient, per finire ai Book of Angels, una sequenziale catena di composizioni di matrice kletzmer risolta nei contesti più variegati.

Sicuramente c'è ben poco jazz, che nel caso di Zorn si identifica principalmente nel quartetto acustico Masada. Sonic Rivers infatti, inciso in trio con Leo Smith e George Lewis, è più accreditabile nell'ambito della musica contemporanea. Ma in fondo la multiforme personalità di Zorn è meglio ascrivibile ad un neo dadaismo ricco di sfaccettature e di interessi che non un semplificato inserimento nell'alveo della musica jazz.

Tutti questi ragionamenti, a loro volta molto semplificati, non intaccano però il livello medio delle proposte discografiche, spesso anzi di qualità notevole, ed in fondo, etichette o meno, è quello che interessa all'ascoltatore: con Zorn l'imprevedibilità è alta ma il riscontro è sempre assicurato.

 
 
 

SONO PRONTO

Post n°3854 pubblicato il 20 Gennaio 2015 da pierrde

Il 14 gennaio sono entrato in studio da Stefano Amerio con Francesco Diodati, Gabriele Evangelista e Enrico Morello. Non registravo da più di tre anni. Non ne avevo sentito il bisogno, non avevo nessun brano nuovo per cui il tempo è passato rapidissimo, come al solito, e mi sono trovato nel 2015 senza neanche accorgermene.

Questo nuovo quartetto mi ha veramente entusiasmato e mi ha spinto a scrivere del materiale nuovo, e dopo alcuni concerti molto belli ho scritto a Manfred Eicher (che nel frattempo mi aveva proposto di registrare) “Sono pronto”, gli ho scritto e un paio di mesi dopo ci siamo trovati in sala di registrazione nell’Art Suono Studio, il mio preferito.

Ero nervoso, lo confesso. Mi sembrava di non avere le idee abbastanza chiare,non ero sicurissimo dei brani nuovi ecc. Invece: il miracolo, o quasi. I suoni perfetti. Stefano Amerio secondo me non ha rivali. Non ho perso neanche un secondo per fare il suono della tromba e fin dal primo brano tutto ha funzionato al meglio. I musicisti straordinari, attenti, reattivi. Una super concertazione come raramente succede, e tutto ha funzionato alla grande senza il minimo intoppo. In cinque ore abbiamo registrato 7 brani.

Tutti first take. Credo non mi sia mai successo prima. In un clima rilassatissimo ma molto creativo. Il giorno dopo, il 15 è arrivato il nostro special guest, Gianluca Petrella. Tutti sanno quello che penso di Gianluca: per me è un dei più bei regali che il jazz italiano ci abbia dato, in tutta la sua storia. Difatti, dopo un primo inciampo su un tempo che non mi piaceva sul giro armonico di I don’t know what love is, siamo partiti alla grande è in poche ore abbiamo registrato altri 7 brani, anche stavolta tutti first take. Non ricordo di aver mai fatto una registrazione così divertente e così felice.

Forse Easy Living, una decina d’anni fa. Ma no, neanche quello. Questo cd rischia di essere in assoluto il più bel disco che io abbia registrato e non posso che ringraziare i musicisti che hanno suonato in modo più che straordinario. Manfred Eicher, che non è una persona dall’entusiasmo facile, era, come si suol dire al settimo cielo, ed è stato essenziale non solo al missaggio, attività in cui è maestro assoluto, ma anche durante la registrazione ci ha dato un paio di input geniali.

Mi mancano solo i titoli dei miei brani nuovi, come sempre…… che dire, non vedo l’ora che il cd esca, di avere l’oggetto definitivo tra le mani. In linea di massima l’uscita è prevista per Settembre.

Enrico Rava, dal profilo Facebook

 
 
 

PAGAIARE CONTROCORRENTE

Post n°3853 pubblicato il 19 Gennaio 2015 da pierrde

Sul portale Tracce di Jazz c'è la rubrica Controcorrente dove ci si lascia andare a rimbrotti e lazzi, spesso da amanti delusi (il sottotiolo recita: Black out e corto circuiti assortiti dal rutilante mondo dei media, sapide invettive e bonari scapaccioni da scafati jazz-addicted non allineati). Riprendo alcuni post anche qui. Se non posso cambiare il programma di UJ posso almeno farmi una risata.....

Da Socio del Centenario segnalo un grave refuso promozionale nel numero di dicembre 2014 di “TOURING”, tra le maggiori riviste di Turismo italiane; dove si riportano i più importanti appuntamenti artistici e culturali nazionali e all’estero. A pag. 108 dell’Almanacco, segnalando l’unico festival in Italia, nel mese, ed unico jazz festival d’inverno al mondo!, Orvieto non viene mai menzionata ed erroneamente si indica Perugia come luogo dell’evento. Si allegano copia dell’articolo TCI e programma di UJW22.

Ritengo doveroso e necessario, auspicando anche un intervento ufficiale al riguardo da parte dell’Amministrazione Comunale di Orvieto, che il TCI voglia mostrarsi proattivo per onorare la propria secolare leggendaria autorevolezza in materia di Turismo e Promozione Turistica e proporre, a soddisfazione di questo esecrabile (dal punto di vista mediatico e professionale) abbaglio, quantomeno un bell’articolo promozionale sull’antica città rupestre etrusca e medievale sui prossimi numeri del 2015; a titolo gratuito, quale risarcimento morale per quel che è palese danneggiamento d’immagine di una delle Città d’Arte d’Italia.

Fonte: http://orvietosi.it/2014/12/la-rivista-touring-promuove-umbria-jazz-winter-a-perugia/

Spettabile Organizzazione Umbria Jazz

Da semplice appassionato che a lungo ha frequentato il vostro festival anch’io lamento un esecrabile abbaglio dal punto di vista mediatico e professionale che si perpetua da molti anni: sotto le insegne di Umbria Jazz sono passati rocker, dj, cantautori, tarantolati e molta altra fauna di dubbia e varia natura.

Ora, per onorare la leggendaria autorevolezza in campo jazzistico e mostrarsi proattivi, propongo quale risarcimento morale una edizione finalmente libera da prestigiose quanto trombonesche presenze di nani e ballerine ed un ritorno alla musica di qualità, non necessariamente solo jazzistica. Non lo richiedo a titolo gratuito ma vi informo che sicuramente la vostra immagine negli ultimi anni è piuttosto danneggiata (anche se voi palesemente ve ne impippate).

 
 
 

18° CHIASSO JAZZ FESTIVAL

Post n°3852 pubblicato il 18 Gennaio 2015 da pierrde

Accompagnato nei suoi primi anni di vita da giganti del Jazz come Archie Shepp, Anthony Braxton, Gato Barbieri, Joshua Redman, Stefano Bollani e tanti altri, il giovane festival di una piccola città di confine è cresciuto e con la prossima edizione raggiungerà la maggior età festeggiando il suo 18º compleanno.

Lo farà rinnovandosi nella programmazione e nella forma, ma soprattutto, ritornando nella sua sede d’origine e cioè il Cinema Teatro, che sarà baricentro della musica afro americana di un’ipotetica ed insubrica cinquantaduesima strada contagiando nel suo svolgersi anche le sue trasversali che, anche se dedicate a Verdi ed al sommo poeta, nei tre giorni del festival risuoneranno come in una sorta di swinging street, tra variazioni sincopate, riff e ritmiche arrembanti.

Un platea totalmente trasformata, senza le classiche poltroncine ed arredata come un grande jazz club; un carpet black and white tinto dei colori dell’ebano e dell’avorio che collegherà tutte le quattro sale del teatro; un nuovo light design, che segnerà il confine tra l’esterno e l’interno della sala per accogliere lo spettatore ed accompagnarlo dentro quella fascinosa ed unica atmosfera che solo le blue notes sanno creare.

Altra grande novità la terrazza esterna sita al primo piano che verrà trasformata in un accogliente ed elegante lounge bar direttamente collegato con la balconata, la quale, con i suoi 260 posti e la sua straordinaria acustica, sarà perfetta per poter ascoltare comodamente tutti i concerti. Un foyer, elegantemente arredato, con accurato servizio ristorazione collegato in diretta audio-video con il palcoscenico con musica diffusa per cenare prima e dopo le jam sessions, ritrovarsi con gli amici e passare una speciale serata.

Dentro questa rivoluzione strutturale e dinamica, il fulcro centrale e motore della rassegna, sarà impreziosito dal programma che prevede la presenza di grandi e consolidati nomi della scena internazionale insieme a nuove promesse, giovani leve che tengono viva e declinano in maniera moderna la straordinaria e ricchissima tradizione di una musica che ha segnato il Novecento musicale.

Tra i protagonisti principali di un allettante cartellone vi saranno iI grande pianista americano Randy Weston, leggenda vivente del jazz moderno, con il suo African Rhythms Quartet, la geniale cantante portoghese Maria João, di ritorno a Chiasso con un fresco progetto che abbina la sua esuberante vocalità all’uso di ritmi contemporanei e strumenti elettronici, e il virtuoso della chitarra Bireli Lagrene, alla testa di un quartetto che lo riporta alla sue origini zigane.

E ancora, la stella di Broadway e artista acclamata dal grande pubblico americano Shayna Steele, il Nolan Quinn Quintet con il suo jazz moderno, fresco e sgargiante, Craig Taborn, uno dei pianisti più illuminati della scena musicale odierna, con un quartetto “classico” impreziosito dalla presenza di Chris Speed, Kiku, progetto musicale del trombettista e compositore vallesano Yannick Barman e The Apples, il collettivo israeliano formato da ex-studenti della Rubin Academy of Music di Gerusalemme ed esponenti della scena underground di Tel Aviv e Haifa.

Una diciottesima edizione che si connota quindi, oltre che per lo spessore musicale dei suoi protagonisti, anche per l’originale ed inedito contesto nel quale verrà proposta al suo appassionato, sensibile, e speriamo numeroso pubblico.

 

http://www.chiassocultura.ch/fileadmin/user_upload/chiassocultura/Chiasso_Jazz

_Festival/banner/programma_festival_jazz_2015.pdf

 
 
 
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