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Mondo Jazz

Il Jazz da Armstrong a Zorn. Notizie, recensioni, personaggi, immagini, suoni e video.

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IL JAZZ SU RADIOTRE

 

 

 

 

 

 

martedì 22 maggio 2012 20.30

Locandina

IL CARTELLONE

FORMIA JAZZ FLIRT

Eddie Gomez Trio “We Love La Faro”

contrabbasso Eddie Gomez batteria Joe La Barbera pianoforte Salvatore Bonafede

Registrato a Itri il 1° agosto 2011 -----------------------------------

FORMIA JAZZ FLIRT

Paolo Recchia Trio "Ari's Desire"

sax contralto Paolo Recchia contrabbasso Pietro Ciancaglini batteria Nicola Angelucci Registrato a Formia il 17 agosto 2011

 

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I PODCAST DELLA RAI

Dall'immenso archivio di Radiotre è possibile scaricare i podcast di alcune trasmissioni particolarmente interessanti per gli appassionati di musica nero-americana. On line le puntate del Dottor Djembè di David Riondino e Stefano Bollani. Da poco è possibile anche scaricare le puntate di Battiti, la trasmissione notturna dedicata al jazz , alle musiche nere e a quelle colte. Il tutto cliccando  qui
 

CITAZIONI

  • "La musica non è separata dal mondo; può aiutarci a dimenticarci di noi e al tempo stesso a capirci. In un dialogo fra due persone, si aspetta che l'altro abbia finito di dire quello che ha da dire prima di rispondere o commentare. In musica, due voci dialogano simultaneamente, ognuna si esprime nella forma più piena, e al tempo stesso ascolta l'altra. Da ciò nasce la possibilità di imparare non solo la musica ma dalla musica..."
    Daniel Barenboim (La Musica sveglia il tempo)
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    MEGLIO ZUCCHERO ?

    Post n°2272 pubblicato il 26 Maggio 2012 da pierrde

    Devo dire che l'anniversario della nascita di Miles non ha avuto grande eco ne sulla stampa ne su altri media.

    Qualcosa sulla rete, ma nulla di veramente significativo. In genere brevi richiami su Facebook con qualche video annesso.

    L'unico scritto, chiaramente polemico e provocatorio, è l'articolo ad opera di Valerio Mattioli comparso sul sito Vice e dal titolo già esplicito: Un genio del male, uno stronzo, un vero coatto.

    Nulla di nuovo naturalmente, la cruda storia personale di Miles con gli eccessi di cui il trombettista mai ha fatto mistero è oggetto di una analisi più umana che musicale.

    D'altronde alcool, droghe, sesso e perversioni assortite costituiscono il lato oscuro di intere generazioni di jazzisti, per non parlare delle legioni di rockers più o meno maledetti.

    Che Miles fosse cordiale e simpatico credo sia argomento abbastanza irrilevante rispetto al Miles muscista, e la giusta maniera di inquadrare l'uomo nel contesto in cui ha operato e vissuto non è quella di Mattioli ma semmai quella di Ernesto Assante nel suo personale ricordo di Miles scritto nel 2001 su Repubblica nel decimo anniversario della scomparsa.

    Devi dire che lo scritto di Mattioli mi fa sorgere il legittimo sospetto che l'autore, come evidentemente sua mamma, preferisca Zucchero a Miles. Scelta inappuntabile alla quale è doveroso e auspicabile un articolo di egual tenore sui vizi del musicista emiliano.

    Non sapete di cosa sto parlando ? Trovate tutto sui seguenti links:

     

    http://www.vice.com/it/read/un-genio-del-male-uno-stronzo-un-vero-coatto-tanti-auguri-miles

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/07/14/miles-davis-dal-ghetto-alla-ricchezza-america.html

     
     
     

    PROSSIME USCITE E.C.M.

    Post n°2271 pubblicato il 26 Maggio 2012 da pierrde

    John Surman: Saltash Bells (ECM 2266)

    (www.ecmrecords.com/Catalogue/ECM/2200/2266)

    John Surman: soprano, tenor and baritone saxophones, alto, bass and contrabass clarinets, harmonica, synthesizer

    John Surman is an exceptionally versatile musician and his instrumental prowess has been showcased in many contexts. Yet his solo albums may be the best sources for insights into his melodic imagination. If you want to understand the wellsprings of his creativity, the solo albums are the place to go; “Saltash Bells” ranks with the best of them. This time around the compositions were inspired by the West Country of John’s English childhood, memories of special places – and sounds. The title track refers to the echoes of bell ringing from Saltash church resounding around the Tamar River valley, at the border of Cornwall and Devon. “Whistman’s Wood”, meanwhile, evokes the mysterious petrified forest of Dartmoor … And so it goes, ancient haunts inspiring vivid new music.

    ECM Player "Saltash Bells"

     

     

    Louis Sclavis Atlas Trio: Sources (ECM 2282) (www.ecmrecords.com/Catalogue/ECM/2200/2282)

    Louis Sclavis: bass clarinet, clarinet Benjamin Moussay: piano, Fender Rhodes, keyboards Gilles Coronado: electric guitar

    Louis Sclavis’s band of the season is the Atlas Trio, an ensemble with a global reach of reference. Chamber-improvisation, polyrhythmic grooves, minimalistic pulse patterns, enveloping ambience, rhapsodic piano and funky Fender Rhodes, distorted guitar, clarinet soliloquies, contrapuntal themes, free group playing, a bit of everything. An open-form aesthetic applies in multi-facetted music simultaneously exploratory and involving. Recorded in the South of France last September, the album - Louis’s ninth for ECM – features a programme of new Sclavis compositions, and is issued in time for tour dates including a major showcase at the Europa Jazz Festival in Le Mans.

    ECM Player "Sources"

     

     

     

    Arild Andersen: Celebration (ECM 2259)

    (www.ecmrecords.com/Catalogue/ECM/2200/2259)

    Arild Andersen: double-bass Tommy Smith: tenor saxophone Scottish National Jazz Orchestra Tommy Smith: director

    Bassist Arild Andersen shines as the principal soloist in a celebration of music from ECM with specially-commissioned new big-band arrangements of well-known pieces by Dave Holland, Chick Corea, Trygve Seim, Jan Garbarek, and Keith Jarrett. The resourceful Tommy Smith adds powerful tenor solos, arranges Garbarek’s “Molde Canticle”, and directs the Scottish National Jazz Orchestra. Andersen’s composition “Independency” is a 16-minute highlight, in a sensitive and powerful arrangement by Mike Gibbs. Other contributing arrangers are Makoto Ozone, Christian Jacob, Geoff Keezer and Trygve Seim/Øyvind Bræke: all of them contribute sterling work, and their arrangements are likely to enter modern jazz’s big band repertory book. Recorded live at Glasgow’s Royal Conservatory, “Celebration” is a highly attractive album for a broad listenership, and as a statement about music introduced by ECM will be of special interest to long-time followers of the label.

    ECM Player "Celebration"

    Credo che anche questi tre nuovi album dell'etichetta tedesca rapprentino ascolti rilevanti per ogni appassionato e li segnalo con la possibilità di un' anteprima audio grazie al Player che ho linkato. Buon ascolto

     
     
     

    MILES MILES MILES

    Post n°2270 pubblicato il 26 Maggio 2012 da pierrde

    Il 26 maggio del 1926 nasceva ad Alton il trombettista Miles Davis, uno dei musicisti più creativi, influenti e importanti del 20° secolo.

    In rete da qualche tempo è comparso questo film documentario opportunamente sottotitolato in italiano che ne traccia una biografia ed un profilo artistico e che vi propongo.

    Inutile che in un piccolo spazio come questo cerchi di fare un ennesimo ritratto di Miles, qualsiasi appassionato potrebbe farlo come e meglio di me, per gli altri i riferimenti sono questi:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Miles_Davis

    http://www.milesdavis.com/us/home

    http://www.plosin.com/milesAhead/

    http://milesdavisonline.com/

     
     
     

    AUGURI A PAOLO FRESU

    Post n°2269 pubblicato il 25 Maggio 2012 da pierrde

    Da qualche settimama sul web si rincorrevano le voci sullo stato di salute di Paolo Fresu. I concerti annullati non erano un buon segnale ma per fortuna lo stesso Paolo poche ore fa tramite Facebook rasserena gli animi e concede oltre che notizie sulla sua salute anche qualche anticipazione editoriale:

    Ciao a tutti e grazie per gli auguri e per le belle parole di questi giorni. Una broncopolmonite contratta in Europa poco prima del tour tra India e Asia mi ha mandato in ospedale prima a Jakarta (i ragazzi del Quintetto hanno poi tenuto il concerto senza di me a Bangkok) e poi qui a Bologna dove mi trovo dai primi della settimana. Complice di tutto un bacillo indiano e i tanti viaggi, aeroporti, cambi di temperatura ecc. Ora le cose vanno decisamente meglio e il focolaio infettivo si sta ora spegnendo grazie alle cure mediche del reparto specialistico. Naturalmente dovrò poi stare ancora qualche giorno a casa. L'intento è quello di riprendere i concerti l'1 giugno a Locarno con Giorgio Rossi o al massimo il 2 giugno nella bellissima Basilica dei Frari di Venezia con Daniele Di Bonaventura. E poi il via definitivo (senza bacilli al seguito...) per una estate ricchissima in tutta Europa fino ai primi di settembre. Intanto l'otto giugno uscirà con La Repubblica/L'Espresso il primo titolo dei sei (5 cd e un dvd) dedicato a "!50" e il 20 giugno il libro Feltrinelli dal titolo "Paolo Fresu - In Sardegna. Un viaggio musicale". Grazie ancora a tutti per l'affetto e l'augurio è quello di una serena estate. Paolo

     
     
     

    LUGANO E MENDRISIO: IL PROGRAMMA DI ESTIVAL

    Post n°2268 pubblicato il 24 Maggio 2012 da pierrde

     

    Svelato il programma della 34esima edizione di Estival Jazz, appuntamento attesissimo dell'estate ticinese capace di radunare migliaia e appassionati da tutta l'Insubria.

     Si comincerà da Mendrisio, dove al piazzale alla Valle il 29 giugno si esibiranno Djabe, Calima e la Chicago Blues Living History. Sabato 30 ospiterà Youn Shun Nah Dho, il virtuoso della chitarra Al Di Meola insieme ai suoi World Simphonia e all'Orchestra della Svizzera italiana, per finire con Jupiter.

    La settimana seguente lo spettacolo si trasferisce a Lugano. Piazza della Riforma vedrà il 5 luglio Lizz Wright & Raul Midon, Amadou & Mariam e Sheila E. Venerdì 6 luglio toccherà a Dr. John al quale verrà consegnato il Premio alla Carriera Estival Jazz - Corriere del Ticino, quindi la regina del soul Macy Gray accompagnata dalla band di David Murray per finire con Ruben Blades.

     Ultimo appuntamento il 7 luglio con Michel Camilo, Mory Kanté e la conclusione al ritmo degli Chic di Nile Rodgers. Tutto finito? certo che no. Dopo il successo ottenuto lo scorso anno, venerdì 25 e sabato 26 maggio torna Aspettando Estival, la rassegna musicale promossa da Estival Eventi che ruota attorno alla valorizzazione del “Made in Ticino”.

     Una vivace due giorni, totalmente gratuita, che per due sere, trasformerà il centro di Lugano e i suoi locali pubblici in un coloratissimo palcoscenico dove si potranno ascoltare e gustare le sonorità più disparate (dal jazz al rap, dalla musica celtica al blues, dal reggae al rock) in una ventina di concerti a sera ad ingresso gratuito, che raduneranno l’eccellenza e le proposte più innovative della scena locale affiancate da prestigiosi ospiti internazionali

     

    L'Estival Jazz è il festival musicale gratuito più importante d'Europa che si svolge tra le città svizzere del Canton Ticino di Lugano e Mendrisio nei mesi di giugno/luglio. Gli eventi principali si svolgono in Piazza della Valle a Mendrisio e nella Piazza della Riforma di Lugano

    La prima edizione del festival ebbe luogo nel 1979, tra gli artisti di quella edizione si ricordano: Dizzy Gillespie Sextet, Art Ensemble of Chicago, Ambrosetti All Stars, Woody Shaw Quintet, Dexter Gordon Quartet, Joe Henderson Quartet e George Meuwly Trio. La manifestazione era stata inizialmente pensata come vetrina per la musica jazz, ma pian, piano col passare del tempo si è allargata ad altri generi come soul e blues e da alcuni anni viene sperimentato anche il world music con grande successo.

     Grazie al fatto di puntare sempre prima sulla qualità che sulla quantità artistica ed anche in parte al fatto che sia gratuito, è cresciuto molto, guadagnando prestigio e grande popolarità a livello internazionale, diventando appunto il festival gratuito più importante d'Europa. 

     Hanno partecipato numerosi artisti di fama internazionale sia in ambito jazz, rock, blues o world music tra cui Miles Davis, Dizzy Gillespie, Keith Jarrett, Ray Charles, Herbie Hancock, Chick Corea, Buddy Guy, The Manhattan Transfer, B.B. King, Wynton Marsalis, Paco De Lucia, Angelique Kidjo, Cesaria Evora, Solomon Burke, Yes, Steve Hackett e altri ancora.

    Fonte: Wikipedia

    N.B. Per evitare di essere considerato un vecchio brontolone per parlare di Estival mi sono affidato al comunicato ufficiale e a Wikipedia.....

     
     
     

    TOP TEN PER CHI NE CAPISCE UN PIFFERO

    Post n°2267 pubblicato il 23 Maggio 2012 da pierrde

    Quali album scegliereste per avvicinare al jazz persone completamente digiune di qualsiasi nozione musicale ?

    A chiederselo è Sean O'Connell del Los Angeles Weekly, che, a dire il vero, pone la questione in maniera più pepata: 

    I dieci top jazz album per persone che non sanno un piffero (mia versione addomesticata) di jazz.

    Ovviamente ogni appassionato potrebbe stilare un proprio elenco e sicuramente i risultati sarebbero diversissimi e ben poco omogenei.

    Mi accontento quindi di elencare gli album secondo O'Connell, con un unico appunto che riguarda la presenza di Ambrose Akinmusire, unico contemporaneo vivente tra tanti giganti. Vera gloria o infatuazione del giornalista ?

     

    1) Dizzy Gillespie

    At Newport (1957)

    2) Wes Montgomery w/ Wynton Kelly trio

    Smokin' at the Half Note (1965)

    3) Thelonious Monk/John Coltrane

    Thelonious Monk with John Coltrane (1957)

    4) Miles Davis

    A Tribute to Jack Johnson (1971)

    5) Duke Ellington/Charles Mingus/Max Roach

    Money Jungle (1963)

    6) Jaco Pastorius

    Jaco Pastorius (1976)

    7) Ambrose Akinmusire

    When the Heart Emerges Glistening (2009)

    8) Ray Bryant

    Alone with the Blues (1958)

    9) Art Blakey's Jazz Messengers

    Free For All (1964)

    10) Sarah Vaughan

    Live at Mr. Kelly's (1957)

     
     
     

    MARY HALVORSON - BENDING BRIDGES (FIREHOUSE) 2012

    Post n°2266 pubblicato il 21 Maggio 2012 da pierrde
     

    Track Listing: Sinks When She Rounds The Bend (No. 22); Hemorrhaging Smiles (No. 25); Forgotten Men In Silver (No. 24); Love In Eight Colors (No. 21); The Periphery Of Scandal (No. 23); That Old Sound (No. 27); Sea Cut Like Snow (No. 26); Deformed Weight Of Hands (No. 28); All The Clocks (No. 29).

    Personnel: Mary Halvorson: guitar; Jonathan Finlayson: trumpet; Jon Irabagon: alto saxophone; John Hébert: bass; Ches Smith: drums.

    Sono passati oramai diversi anni da quando la chitarrista fece la sua prima comparsa nei diversi gruppi di Anthony Braxton. Da allora di immutato è rimasto solo il suo look da liceale secchiona, mentre il suo stile si è impreziosito di prospettive nuove ed emozionanti e questo nuovo album, parte in quintetto e parte in trio, è la summa di un percorso che si fa man mano sempre più intrigante e personale.

    Rispetto al precedente lavoro in quintetto, Saturn Sings del 2010, le composizioni sono più definite e meglio sviluppate, condensandosi in melodie e riffs di sicuro impatto. Un altro punto chiave è l'indeterminatezza in cui l'intero progetto si muove: molteplici le influenze ma nessuna prevale, cosicchè si passa da un tema post-bop al suo sviluppo in chiave avant-rock per poi chiudere con increspature free, senza peraltro mai trascendere nell'astratto. 

    Notevoli i compagni di avventura scelti dalla leader: Herbert e Smith costituiscono una sezione ritmica sinergica e imprevedibile, mentre Finlayson e Irabagon interagiscono nel progetto della Halvorson apportando colori taglienti e abrasivi e notevole freschezza dinamica.

    Mentre i brani in trio sono più sperimentali e aperti con imprevedibilii e graffianti break della chitarra (su tutti Forgotten Man In Silver N. 24), quelli in quintetto sono più costruiti ma non per questo meno tonici e densamente ispirati (vedi Hemorrhaging Smiles N. 25).

    Tra i molti album che in questi primi mesi del 2012 sono passati dal mio lettore questo è sicuramente uno dei più eccitanti. Mary Halvorson si conferma una delle attuali personalità di riferimento; la sua originalità come strumentista nonchè di arrangiatrice è in continua evoluzione creativa. Bending Bridgest suona spigoloso e profondo, comunicativo e feroce. 

     

    V A L U T A Z I O N E :    *  *  *  *

     

     
     
     

    STANDARDS TRIO IN EUROPA

    Post n°2265 pubblicato il 20 Maggio 2012 da pierrde

    Nove i concerti europei del trio Standards di Keith Jarrett nel mese di luglio. Ecco luoghi e date:

    Jul 8, Vienna

    Jul 10, Baden-Baden

    Jul 13, Zurich

    Jul 18, Istanbul

    Jul 20, Juan-les-Pins

    Jul 23, Genova

    Jul 25, Torino

    Jul 27, Bari

    Jul 29, Roma

    Nel frattempo il pianista ha concluso una mini tournèe in solo in Giappone con due date a Tokyo, il 6 e l'11 maggio.

    Ecco una bella recensione del primo concerto tratta dal quotidiano The Australian: 

    ABOUT 35 years ago a young, idiosyncratic, temperamental genius played a series of solo piano concerts across Japan, setting a new standard for endurance. Keith Jarrett was already known for playing with Miles Davis, but this was something else. At the same time as his jazz career was taking shape, Jarrett had been building a reputation for long-form solo concerts of entirely improvised music. The previous year saw the release of the Koln Concert, a masterpiece that won fans around the world. Next came the Sun Bear concerts, a full record of his Japan tour. Critics mocked the audacity — it was a 10-LP box set — but the music spoke for itself, and endured.

    This week Jarrett returned to Japan for two solo concerts, continuing his relationship with an audience he knows well. Japan has become familiar territory; he’s played there dozens of times since Sun Bear days. Australian promoters watch with envy, unable to convince the notoriously fickle musician to travel here. But long-haul flights aside, can Australia compete? On Sunday night, at the Bunkamura Orchard Hall in Shibuya, Tokyo, it was possible to identify clues to Jarrett’s affection for the country. It’s a few minutes before 7pm, and a bell rings out across the auditorium. The gesture is mostly redundant, as the vast majority of the concert hall is already seated.

    Not only that: they sit in total silence. The house lights are on, Jarrett is nowhere to be seen and a heady expectation hangs in the air. The lights dim and the star steps on to the stage, hands to his temples as though lost in thought. Forty minutes of improvisation rush past. In Jarrett’s early solo concerts, he played pieces that lasted up to 40 minutes each. In recent years these shortened — to the point that on his latest album, Rio, no piece exceeds nine minutes. Jarrett has found a way to refine ideas into rich, emotionally contained morsels that last only as long as they must. All are delivered with flawless virtuosity and the usual Jarrett eccentricities (standing, grunting, singing, hooting, stamping).

    And so it is on Sunday. The first set is broken up into short pieces. It’s thrilling stuff, but he seems to be holding something back. The hall feels tense. At the end of each piece, a man in the crowd moans before applause rushes across the hall. Jarrett bows deeply, and the silence falls again. The second half follows a similar pattern, but the mood feels different. The crowd has been urged to wait a moment before applauding (an announcement surely aimed at the moaning man), but it’s more than that. They wait again in silence for Jarrett to appear, and in the applause that greets him to the stage, both performer and audience seem more at ease. Jarrett, alone and exposed at the piano, is at the top of his game.

    He conjures fully formed compositions with deep wells of beauty: impressionistic melodies, double-handed fireworks, gentle grooves, folky narratives, rapid abstractions. He even plays the strings of the piano, something he rarely does. The crowd gives as much back. And it’s here that one of Jarrett’s secrets can be found. Apart from his debut for ECM and one restorative album of standards, his solo albums have all been recorded in front of a live audience. (This one, like all others, is recorded too, though a release is not guaranteed.) As his head and shoulders dip in a bow, Jarrett seems both drained and exalted. At one point, when the applause falls to silence, he waves his arms. “Energy,” he says, as though that needs no explanation. Several standing ovations and three encores cap an enchanting experience. Jarrett needs an audience, but not for egotistical reasons. He’s the star, but in a concert of improvisation, the audience has a role as well. They are more than witnesses. They are invited to join in the mystery of creation, participants in a creative journey that Jarrett leads better than anyone alive.

    Fonte: 

    http://www.keithjarrett.it/lang/it/jarrett-at-top-of-his-game-in-japan-the-australian/#more-1829

     
     
     

    ORRORI DA GUSTARE: IL NUOVO CAVALIERE

    Post n°2264 pubblicato il 20 Maggio 2012 da pierrde

    "La berlusconorevole Fiorella Ceccacci, già attrice nel film «Corti circuiti erotici» e perciò autorevole membro della commissione Cultura...." (Massimo Gramellini, Una Tassa pelosa)

    Continua a leggere su 

    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=1181

    Notizia che entra di diritto nella mia rubrica Orrori Da Gustare e si insedia senza discussioni al primo posto assoluto. Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano ha conferito al pianista e compositore Giovanni Allevi l'onorificenza della nomina di Cavaliere al Merito della Repubblica. 

    Tapiro d'oro virtuale al Presidente per l'ottima scelta in perfetta sintonia con il concetto di cultura espresso dalla nostra classe politica.

     

    Milano, 19 mag. (TMNews) - Un riconoscimento particolare, diverso da tutti quelli che nella sua carriera da musicista aveva fino a oggi collezionato. Giovanni Allevi è stato insignito della nomina di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, conferita dal presidente Giorgio Napolitano. Il pianista e compositore marchigiano ha ricevuto l'importante onorificenza riservata a chi in Italia si è distinto "per benemerenze acquisite verso il Paese in ambito culturale, economico, sociale, umanitario".

    Dopo le oltre 700mila copie vendute in tutto il mondo e i cinque dischi di platino vinti, Allevi è reduce dal successo della sua prima pubblicazione in Francia, la collection "Secret Love". Si autodefinisce "compositore di musica classica contemporanea", suscitando non poche critiche da colleghi ed esperti del settore.

    fonte: 

    http://www.tmnews.it/web/sezioni/news/PN_20120519_00185.shtml#.T7jBfyLvbNE.facebook

     
     
     

    MONDO CAPOVOLTO ?

    Post n°2263 pubblicato il 19 Maggio 2012 da pierrde

    Interessante intervista a Fabrizio Bosso da parte di Marinella Venegoni su La Stampa del 17 maggio. 

    Eccone alcuni passaggi:

    Nelle crisi epocali come quella che stiamo attraversando, càpita che si rovescino ruoli e aspettative: e capita che un musicista jazz come Fabrizio Bosso si ritrovi più prenotato e osannato che non tanti divi del pop, alle prese - loro - con l'attesa di un'estate che non si annuncia densa di affluenze.

    Bosso, di certo, ci ha messo del suo, come scelte, per diventare quel che è: a 38 anni, militante jazz ancor prima del diploma assai precoce (a 15 anni) al Conservatorio di Torino, con la sua tromba ha suonato con grandi vecchi come George Russell e Carla Bley, e ha impreziosito una miriade di dischi pop, da Cammariere a Celentano, passando per molti Sanremo ormai, fino alla recente apparizione come guest star nel varietà di Panariello su Canale 5.

    Un atteggiamento non schizzinoso nei confronti di alcun genere, al quale si accompagna però il lavoro in proprio con album rigorosissimi: a «Enchantment», omaggio a Nino Rota con la London Symphony Orchestra, seguirà il 22 l'uscita di «Vamos», con il sax di Javier Girotto. Seconda collaborazione dei due sotto il nome di «Latin Mood», è un progetto morbido, elegante, piacevolissimo, di inediti e cover come «A Taste of Honey» o «In a sentimental mood», con profumi di Anni ‘50 e reinvenzioni sonore che riscoprono certa anima latina del jazz rimasta un po' in ombra in questi anni confusi.

    Bosso è anche uno che la fama (meritata) se l'è sudata. Lavora come un matto inseguendo il suo sogno, lascia spesso soli nella casa di Roma la compagna e il piccolo Mathias, di due anni, al quale ha dedicato un brano di «Vamos». Domani debutta in un breve tour giapponese, e per inizio giugno ha organizzato la terza edizione di un suo piccolo festival nella natia Piossasco.

    Il disco è diventato poco più di un biglietto da visita per presentare i concerti. Lei ne incide parecchi, che fine fanno?

    «Ne vendiamo tanti dal vivo, anche 100-150 ogni sera. Ma serve sempre distribuirli nei negozi, soprattutto per farci conoscere all'estero. Anche con numeri bassi, l'importante è esserci».

    Il mondo si è capovolto, il pop è in sofferenza e lei non ha un momento libero.

    «Per chi inizia non è facile, ma se si ha un po' di nome il lavoro è assicurato. Gli spazi non sono tanti, e i musicisti sempre gli stessi perché gli organizzatori voglioni andar sul sicuro: ma nel pop se la passan peggio, vedo che fanno fatica a chiudere i tour, ci sono concerti annullati per mancanza di prevendita».

    Lei ha il piede saldo anche nel pop.

    «Non l'ho cercato, è andata così e l'ho fatto volentieri. Non mi ritengo un purista ma le mie radici sono quelle: eppure non sarei felice di girare solo con un Quartetto, ho bisogno di altri stimoli, ho impostato la mia carriera sulle collaborazioni. Le incursioni nel pop mi divertono, come la tv: a piccole dosi».

    Già, l'abbiamo ascoltata persino da Panariello.

    «Ero ospite fisso, ho fatto interventi con vari cantautori, da Nina Zilli a Renato Zero, e ho accompagnato pure James Taylor nella prima puntata. Ora mi è arrivato il progetto di una grande star italiana, per un disco con orchestra, ma niente nomi».

    Lei canta?

    «Sono intonato ma mi vergogno. So fare lo scat ma non potrei in pubblico, ci vorrebbe una bottiglia di Amarone e non è il caso»

    Il mercato internazionale più appetito?

    «In Giappone almeno fino al terremoto è rimasta la cultura dei dischi. Poi certo ci sono gli Usa, ci ho suonato molto ma non è facile, è un investimento per ora andarci: una vetrina».

    http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=20&ID_articolo=1664&ID_sezione=12

     
     
     

    IL PROGRAMMA DI CLUSONE: IT'S 32 !

    Post n°2262 pubblicato il 18 Maggio 2012 da pierrde

     

    Clusone Jazz giunge quest’anno alla XXXII edizione senza snaturare l’identità che da sempre lo contraddistingue: con un mix di proposte affidate ad artisti di statura internazionale e talenti emergenti il festival avrà luogo dal 22 giugno al 29 luglio 2012.

    Coinvolgendo ben 10 Comuni - Calolziocorte (LC)Castione della Presolana (BG)Clusone (BG)Costa Volpino (BG), Finale Ligure - Finalborgo (SV)Dalmine (BG), Malegno (BS)Onore (BG), Rovetta (BG)Solza (BG) – continua a perseguire l’intento di veicolare il jazz per promuoverne e diffonderne la conoscenza e allargarne la partecipazione.

     

    Ad inaugurare Clusone Jazz 2012 sarà, venerdì 22 giugno nella suggestiva cornice del Castello Colleoni di Solza, il Massa-Bon duo composto dall’esuberante sassofonista Piero Bittolo Bon e dal poliedrico chitarrista Simone Massaron. Il giorno seguente,sabato 23 giugno, il festival sconfinerà in Liguria con l’ormai abituale appuntamento a Finale Ligure - Finalborgo, per proporre il trio del sassofonista Mattia Cigalini, giovane talento del jazz italiano.

     

    Sabato 7 luglio a Costa Volpino si esibirà l’Artchipel Orchestra diretta dal batterista, compositore e direttore d’orchestra Ferdinando Faraò. A seguire, sabato 14 luglio, un appuntamento al Museo Le Fudine di Malegno con il chitarrista Ermanno Maria Signorelli, del quale si è potuto recentemente apprezzare un’appassionante incisione in solo dal titolo Da capo.

    Giovedì 19 luglio il festival farà la consueta tappa al Santuario del Lavello di Calolziocorte dove il trio composto da Fabio Brignoli,Fidel Fogaroli e Stefano Bertoli presenterà la loro recente incisione Filastorta e altri racconti.


     

    Dal 20 al 22 luglio il festival torna a Clusone per il tradizionale weekend di full immersion nel jazz.

    Si inizia venerdì 20 con l’omaggio ad Auand, la straordinaria casa discografica indipendente impegnata da dieci anni a dare voce al jazz meno convenzionale e dunque molto vicina per spirito e impegno militante a Clusone Jazz. La serata vedrà l’avvicendarsi di diversi momenti: l’incontro con Marco Valente, fondatore di Auand Records, la proiezione del video Auand meets N.Y.C. e due concerti nei quali sarà protagonista Francesco Bearzatti, prima con Gabrio Balducci e successivamente in solo con un omaggio a Duke Ellington.

    Il pomeriggio di sabato 21 luglio sarà all’insegna della sperimentazione con l’eccezionale vocalità e l’esuberante creatività di Boris Savoldelli, che potrà essere gustata alle ore 18.00 durante l’Aperitivo in jazz offerto alle ore 17,00 nell’open space dell’Ecoforum di Clusone.

    Alle ore 21.15 doppio concerto al Teatro Tomasini, con due proposte di sicuro interesse: il sodalizio inedito che vedrà protagonisti il pianista Umberto Petrin ed il batterista statunitense Pheeroan AkLaff in un omaggio a Thelonius Monk; a seguire il chitarristaSimone Guiducci a capo di un collaudato ed intrigante settetto che trova fonte d’ispirazione nella mitica figura di Django Reinhardt.

    La giornata di domenica 22 si aprirà alle ore 11.00 con la presentazione del libro di Nicola Gaeta Una preghiera tra due bicchieri di Gin: omaggio ai protagonisti del jazz italiano edito da Caratteri Mobili e proseguirà alle ore 18.00 con il tradizionale appuntamento pomeridiano nella corte della Casa Museo Fantoni di Rovetta con il Re-union trio di Sandro SattaRoberto Bellatalla e Fabrizio Spera.

    Alle ore 21.15, sempre al Teatro Tomasini di Clusone toccherà al Bassdrumbone di Ray AndersonMark Helias e Gerry Hemingwaye in chiusura a Walter Beltrami alla guida di un trascinante quintetto con Francesco BearzattiGiovanni FalzoneJim Black e Stomu Takeishi.

     

    La settimana successiva riserverà un considerevole numero di opportunità a cominciare da giovedì 26 quando, a Dalmine, suonerà ilPost Jazz Mistress con Osvaldo Di DioVincenzo Virgillitto e Antonio Fusco.

    L’appuntamento di venerdì 27 è a Onore con il Giro vago Trio composto dai promettenti Massimiliano MilesiRoberto Frassini Moneta e Filippo Sala.

    Nel pomeriggio di sabato 28, ospiti nel bosco che avvolge il Roccolo di Giannino, oltre alle sculture in legno che fanno del luogo uno spazio espositivo senza eguali, sarà la volta di Paolo Botti e Daniele Degaro.

    Domenica 29 il programma prevede due distinti appuntamenti. Alle ore 11.00 in località Donico al Passo della Presolana, nell’ambito del Festival Internazionale della Cultura di Bergamo si terrà il concerto Alturamente note di mezza estate dell’Orchestra Andrea Salmeggia, diretta da Gabriele Comeglio e arricchita per l’occasione da Gianluigi TrovesiAlberto Mandarini e Veronica Klarova.

    A chiudere la 32^ edizione, Clusone Jazz offre l’imperdibile opportunità di riassaporare il fascino della Piazza dell’Orologio di Clusone, alle ore 21.15, con il vulcanico trombonista Gianluca Petrella (il cui profilo campeggia nel manifesto del festival), molto legato a Clusone Jazz per aver cominciato a frequentare il festival con Enrico Rava quand’era agli esordi di quella che è poi diventata una straordinaria carriera. Qui si esibirà alla guida del Tubolibre quartet con Oren MarshallGabrio Baldacci e Cristiano Calcagnile.

     

     

     

     

     
     
     

    UMBRIA JAZZ: PROGRAMMA E COMMENTI

    Post n°2261 pubblicato il 15 Maggio 2012 da pierrde

    Da lunedi'14 è on-line il programma completo della manifestazione perugina.

    Come sempre accolta da molta stampa incompetente con gli accenti sui nomi sbagliati (Sonny Rollins, Sting e Jack Bruce sono i nomi piu' importanti di Umbria Jazz 2012, Ansa.it), o addiritura storpiando i nomi o i fatti (È sempre ricco il programma dell’Umbria Jazz 2012 , la novità di quest’anno è che la manifestazione ha aperto i suoi orizzonti verso altri sonorità, pop, soul, blues e reggae. Presentato al Fuorisalone di Milano, nell’ambito dello Spazio Umbria, curato dalla Regione, sono stati annunciato i grandi ospiti, alcuni già conosciuti, altri sono una novità, fra cui Sting, Sonny Rollins, Chick Core, Stefano Bollano e Pat Metheny, si aggiungono, fra gli altri, Erykah Badu, Herbie Hancock ed Esperanza Spalding. Mondomusicablog.com).

      Poi ci sono affermazioni di personaggi credibili in materia quanto la nipote di Mubarak ( "Umbria Jazz e' il miglior festival jazz del mondo" Renzo Arbore, AGI.it). Cosa assolutamente non vera e anzi offensiva verso chi con impegno e passione e magari rimettendoci di suo il festival jazz lo organizza per davvero, con programmi molto più stimolanti e budget dieci volte inferiori.

    Infine c'è il comunicato ufficiale che accompagna il programma, molto più equilibrato grammaticalmente e anche credibile:

    Il Festival presenta un cartellone eterogeneo e dalle molte anime, che proverà a sintetizzare i variegati percorsi della musica, presentando al pubblico, oltre che il jazz nelle sue molteplici espressioni, anche pop, soul, reggae, blues e contaminazioni inedite. Sulle scene di Umbria Jazz 12 si alterneranno artisti di culto e giovani emergenti, icone della pop song e monumenti della black music, jazzmen alla prova con progetti assolutamente nuovi e ricchi di fascino. Location principale rimane l’Arena Santa Giuliana, dove avranno spazio i grandi nomi, poi il Teatro Morlacchi, dedicato al jazz più ortodosso. Un programma, quello dell’Arena, che è un vero e proprio festival nel festival: mai come quest’anno tanti generi musicali e artisti in grado di soddisfare i gusti musicali di tutti gli appassionati per quello che è un evento nell’evento. Il tutto sotto il segno della qualità che Umbria Jazz propone al proprio pubblico dal 1973.

    Le mie perplessità non le ho mai nascoste, Umbria Jazz è uno dei tanti festival, non il migliore e assolutamente non più propositivo da diversi anni.

    Forse è il più ricco e questo potrebbe già spiegare molte scelte incomprensibili ad un appassionato. Però è vero che all'interno del vasto programma è possibile ritagliarsi dei percorsi personali.

    Credo che pochissimi possano soggiornare 10 giorni a Perugia: i costi di hotel, pranzi e biglietti sarebbero simili ad una grande vacanza nei posti più belli e lontani del mondo.

    Obbligatorio quindi scegliere, cercando in 3-4 giorni di unire il meglio a seconda dei gusti personali. Se riuscirò ad organizzarmi, anch'io spero in una tre giorni che mi permetta di vedere Shorter, Rollins, Metheny e Gardot. Eppure, dopo aver letto attentamente il programma, la sensazione di un impoverimento generale di qualità ma anche di quantità per me è evidente: meno concerti di jazz al più famoso festival jazz. 

    I concerti gratuiti (a parte le sfilate delle marching band nella via principale) poi sono per me da sempre abbastanza incomprensibili: nessuno, credo, si sposta per andare a Perugia ad ascoltare East Park Reggae Collective (non me ne vogliano, non so chi essi siano e vorrei continuare a rimanere nell'ignoranza).

    Colore ? Contentino per i molti sfaccendati che vagano per la città ? Specchietto per i turisti ? Comunque, musicalmente, soldi sprecati e proposte risibili.

    Le prime serate dedicate alle "contaminazioni inedite" si rivolgono ad un pubblico completamente diverso rispetto a quello che accorre per il jazz. Non lo si fa per nessun'altra ragione che per il profitto.

    Le folle si sa accorrono per Sting e per altri miti più o meno polverosi, è noto che la qualità da noi è appannaggio di pochi e non rende assolutamente denaro.

    Sono stato per molti anni un fedele frequentatore di Umbria Jazz. Da molto oramai ho cambiato lidi, ma al festival umbro va riconosciuta la possibilità di poter ascoltare tanto e buon jazz concentrato in pochi giorni. Ma tutto il resto è noia......

    Il link del programma completo:

    http://www.umbriajazz.com/Mediacenter/FE/CategoriaMedia.aspx?idc=180&explicit=SI

     
     
     

    SOGNI

    Post n°2260 pubblicato il 14 Maggio 2012 da pierrde

     

     

    Ho fatto un sogno.

    Niente di straordinario, nessun eroismo

    nessun mondo salvato, nessun criminale redento ne poveri elevati.

    Ho sognato di essere un ricco, ricchissimo benestante

    (i sogni contengono molta fantasia)

    Con il pallino per la musica

    (con qualche elemento di verità)

    Ho sognato di vivere in un luogo molto bello

    con locations naturali meravigliosamente adatte a eventi

    (poco onirico ma molto reale)

    Ho sognato di dar vita ad un festival, non necessariamente jazz

    in un borgo dove la massima tradizione culturale da sempre

    è costituita dalla banda o dal coro

    Ho sognato di invitare gli artisti che amo

    facendo pagare un biglietto minimo, simbolico ma anti-sfaccendati.

    Carta bianca a Steve Reich, Philip Glass, Kronos Quartet, Anthony Braxton.

    Inviti a Meredith Monk, David Parson's Dance Company, Carolyn Carlson

    Alvin Ailey American Dance Theater, The Necks,  Uri Caine, Bobby McFerrin, Ahmad Jamal.

    Serate e pomeriggi con Brad Mehldau, Nels Cline, il Rova Saxophone Quartet, Wayne Shorter

    Concerti evento con le diverse formazioni di Charlie Haden,  Dave Douglas e John Zorn.

    Progetti speciali affidati a Odwalla, Enten Eller, Gianluca Petrella, Bobby Previte, Gavin Bryars ,

    Riccardo Tesi, Renaud Garcia-Fons, Lars Danielsson, Mario Brunello, Brian Eno, Alessandra

    Celletti, Giovanni Guidi, Pascal Comelade, Renè Aubry, Diamanda Galas, Vijay Iyer.

    Musiche di Bach, film di Kurosawa e Agelopoulos, reading e teatro.

    Tutto sia negli spazi all'aperto del borgo 

    sia in posti che richiedono belle camminate .

    Ho fatto un bel sogno

    Piuttosto costoso, ma sicuramente originale

    poichè nella realtà non esiste nulla che assomigli a tutto questo 

    in nessun posto del mondo.

    Avrò mangiato pesante la sera prima

    Ma che bel sogno........

     

     
     
     

    JACK HIRSCHMAN LIVE QUESTA SERA A MESTRE

    Post n°2259 pubblicato il 14 Maggio 2012 da pierrde

     

    Lunedì 14 maggio alle 21.30 - Centro Culturale Candiani d Mestre.

    Jack Hirschman sarà protagonista, insieme alla poetessa anglo-svedese Agneta Falk, di un reading emozionante, intenso e provocatorio, come nella migliore tradizione statunitense. Il reading di Jack e Agneta sarà accompagnato dal basso acustico di Alessandro Fedrigo

    Il grande poeta ed esponente di rilievo della controcultura americana, Jack Hirschman sarà protagonista, insieme alla poetessa anglo-svedese Agneta Falk, di un reading emozionante, intenso e provocatorio, come nella migliore tradizione statunitense. Il reading di Jack e Agneta sarà accompagnato dal basso acustico di Alessandro Fedrigo.Jack Hirschman e Agneta Falk sono due tra le voci poetiche di maggior impatto e spessore del panorama letterario contemporaneo. Hirschman è da molti considerato il più importante poeta americano vivente, con all'attivo oltre cento libri di poesia, saggi e traduzioni da nove lingue

    .Attivista per i diritti civili, guerriero poetico a favore di poveri ed emarginati (leggendaria la sua battaglia contro la guerra in Vietnam), vicino agli ambienti della Beat Generation, è il simbolo della lotta per la giustizia sociale e la libertà artistica.Nel corso della serata, Jack Hirschman e Agneta Falk, in questi giorni in Italia per un tour, leggeranno alcuni brani, tratti dalle loro principali pubblicazioni, in lingua originale con contemporanea video-proiezione dei testi tradotti in lingua italiana. Un appuntamento da non perdere, dedicato a tutti gli appassionati di poesia, letteratura e musica.

    CENTRO CULTURALE CANDIANI di Mestre ore 21,30

     
     
     

    IN UN TRAGICO INCIDENTE SCOMPARE BERNARDO SASSETTI

    Post n°2258 pubblicato il 13 Maggio 2012 da pierrde

    Era considerato uno dei pianisti portoghesi più creativi della sua generazione. Una caduta da una scogliera è stata fatale a Bernardo Sassetti, pianista e compositore nato a Lisbona il 24 giugno del 1970.

    Secondo le autorità, Sassetti sarebbe caduto mentre stava scattando fotografie in una località balneare a una quarantina di chilometri dalla capitale. Un’inchiesta chiarirà le circostanze esatte della morte.

    Sassetti aveva iniziato a studiare pianoforte all’età di nove anni. Di formazione classica, si era poi orientato al jazz, sotto l’influenza di artisti quali Bill Evans e Keith Jarrett. Ha pubblicato una ventina di dischi e lavorato anche per il cinema.

    Fonte: http://it.euronews.com/2012/05/12/morto-il-pianista-portoghese-bernardo-sassetti/

     

     

     

     

     
     
     
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    I FESTIVAL JAZZ IN EUROPA

     

    25.-28.5. moers jazz festival, Moers, Germany

    Programme in English hre: http://www.moers-festival.de/?L=1

    Carla Bley and the premiere of her new work “La Leçon Française”, James "Blood" Ulmer with Joe Bowie's Defunkt n'EU Soul, Lakecia Benjamin and Soul Squad, Andrew N D'Angelo DNA Big Band, Jozef Dumoulin Trio, Erik Friedlander solo, Gunter Hampel European-New York Quintet, Juan de Marcos Afro Cuban All Stars, The Dorf and many more...

    23.5.-2.6. the 40th Nattjazz Festival, Bergen, Norway

    http://www.nattjazz.no

    Nattjazz (Nightjazz) is the longest jazz festival in Northern Europe and is arranged annually in late May / early June in Bergen, Norway. Nattjazz was founded in 1972 and is despite its age now stronger than ever. Every year more than 60 concerts are presented throughout the festival period. The main festival aerea is an old sardines factory which now contains several concert venues plus exhibitions, theatre, cinema and artists studios. This old factory is named USF Verftet (United Sardines Factory). In addition the festival uses various other venues in Bergen, including a outdoor stage with free concerts in the city centre. The Programme 2012 here: http://www.nattjazz.no/index.php?Program=Oversikt

     

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    Ricevo sempre più spesso richieste di spedizione e recensione di album. Ne sono lusingato e prometto comunque a tutti un attento ascolto. Ovviamente questo non è assolutamente garanzia di pubblicazione sul blog: non sono un critico musicale, svolgo una attività completamente diversa, e il poco tempo libero mi piace dedicarlo si alla musica ma in maniera assolutamente libera e priva di condizionamenti. Non sono quindi uno scrittore di recensioni a gettone, tanto meno di album che poco o niente rientrano nelle mie corde; se queste mie minime ma credo chiare condizioni sono condivise, allora potete contattarmi all'indirizzo mail in calce.

     

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