Claudio Baglioni

La musica è vita

 
 

STRADA FACENDO VEDRAI...CHE NON SEI PIÙ DA SOLO

 

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UN ATTIMO...

 

UNO SGUARDO AL CIELO...

 

PER INCANTO E PER AMORE

fa' che il tempo di un uomo non sia
un istante e poi via
che non lascia mai niente di sé
nella storia di tutta la povera gente
e che un timido abbraccio non sia
solo un frutto di inverno
ma un seme d'eterno
fa' che sia così
come un canto del cuore
come per incanto e per amore

fa' che il senso di un uomo non sia
la paura di amare o la scia
di una barca legata
che non prende il mare
e che questa già vecchia ribelle speranza non sia
più l'assurda distanza
tra gli occhi e le stelle
fa' che sia così

come un canto del cuore
come per incanto e per amore

fa' che il viaggio di un uomo non sia
la bugia di una meta
ma la verità della strada
che è lunga e segreta
e che un pugno di riso non sia
solo un altro abbandono
ma almeno la via
di un sorriso e un perdono
fa' che sia così

per incanto e per amore

fa' che il cielo dì un uomo non sia
questa notte infinita
ma un'alba di vita
su tutta la terra
e che l'ultima guerra è finita
in un mondo con meno ingiustizia
capace di un gesto di pace e amicizia
fa' che sia così

come un canto del cuore
come per incanto e per amore

fa' che il tuo prossimo sia
non soltanto chi ti è accanto
ma anche il prossimo che verrà qui
per incanto fa' che sia così
per amore fa' che sia così

 
 

UOMINI PERSI

 

ORA CHE HO TE

 

 

Sorridere

Post n°22 pubblicato il 15 Marzo 2011 da riccardo_clabber

Vivi...sorridi....la vita è piena di felicità....siamo nati per essere felici....

 
 
 

E' arrivato il momento che tutti aspettavamo...

Post n°21 pubblicato il 21 Febbraio 2008 da riccardo_clabber
 
Tag: Novita'

Dopo lunga e penosa attesa,
finalmente è arrivato il comunicato
della data del raduno....

Devo dire che ClaB lavora davvero
molto bene...........

 
 
 
 
 

Che spettacolo!!!

Post n°19 pubblicato il 08 Novembre 2007 da riccardo_clabber
 
Tag: Attimi

Non Occorrono Commenti.....

 
 
 

Edizione Straordinaria

Post n°18 pubblicato il 08 Novembre 2007 da riccardo_clabber
 
Tag: Novita'

Roma, 8 nov. - Tutto Claudio Baglioni in sette ore e mezzo di musica e immagini contenute in ben quattro Dvd inediti dal titolo "Tutto qui" che contengono il film integrale del tour "Tutti qui" (per la prima volta in Italia anche nell'alta definizione del sistema Blu-ray), due ore di contenuti speciali e tutti i video-clip dal 1985 a oggi. Nei negozi da domani.

I primi due dvd del cofanetto, "Concerto", per la regia di Duccio Forzano, sono tratti dalle date di Roma, Milano, Genova e Caserta del tour "Tutti qui": quasi tre ore di musica dal vivo, con 48 tra i piu' grandi successi del repertorio di Baglioni: diciotto brani in versione integrale e trenta missati in cinque nuovi medley: "Je-Je", "Atmo", "Folk", "Rock" e "Song". Il terzo dvd, "Speciale", raccoglie due ore di immagini inedite, tra le quali il concerto a sorpresa dalla terrazza della prima casa romana di Baglioni, nel quartiere Centocelle, il gran finale di "Tutti qui", interviste, dietro le quinte, canzoni improvvisate, aneddoti e racconti, i segreti del backstage, prove e brani mai inseriti in scaletta.

 
 
 

Fratello Sole Sorella Luna

Post n°16 pubblicato il 26 Luglio 2007 da riccardo_clabber
 
Tag: Poesia



  

Dolce è sentire
come nel mio cuore
ora umilmente
sta nascendo amore
dolce è capire
che non son più solo
ma che son parte di una immensa vita
che generosa
risplende intorno a me
dono di Lui
del Suo immenso amore
Ci ha dato il Cielo
e le chiare Stelle
Fratello Sole
e Sorella Luna
La Madre Terra
con Frutti, Prati e Fiori
il Fuoco, il Vento
l'Aria e l'Acqua pura
fonte di Vita
per le Sue Creature
dono di Lui
del suo immenso amore
dono di Lui
del suo immenso amore

 
 
 

Quei Due

Post n°15 pubblicato il 25 Luglio 2007 da riccardo_clabber
 


non è niente
e tutto sta in quel niente

e tutto sembra uguale a sempre
intanto i due lì accanto
sono quasi al conto
lui non parla tanto e spiega
come un maschio alla deriva
con il raschio che gli annega
giù nella saliva

lei ha un'aria persa
da uscita di scuola
e ogni tanto si versa
una mezza parola

lui si sofferma
a guardare l'orario
ma la vita ferma
su un altro binario


cuore e amore
qui non fanno rima
non è come un quiz
e quella giusta è l'ultima risposta
non la prima

lei che fa una faccia apposta
e sbraccia nella luce brutta
che si butta sul vestito
che la tocca tutta

lui con la ruga
di quando è un po' tardi
la linea di fuga
di tutti ì suoi sguardi

lei è già quell'altra
che ha la stessa voce
ma un po' meno scaltra
e un po' più feroce

lui vede sé dentro un riflesso
lei che non c'è sempre più spesso

ma che cosa è mai
è splendore per pochi angeli
è dolore per tanti diavoli
e per gli uomini è amore
specchio degli dei
che a sorprendersi lì dà i brividi
fino a prendersi graffi e lividi
ed arrendersi come quei due

e sono aghi di pino
al vento che ha soffiato su
un momento
per buttarli lì vicino
e illuderli di aver volato

lui ha un sorriso più smagliato
e si specchia e taglia
strade di tovaglia
e quella storia vecchia
che già impaglia

lei che s'appoggia
e si riempie il seno
e su guance di pioggia
occhi d'arcobaleno

lui l'accarezza
col dorso di una mano
e quanta bellezza
che cade lontano


lei a mento in su e un lato solo
lui a testa in giù caduto in volo

ma che cosa è mai
è un rumore di quanti battiti
è un rancore di troppi fremiti
e per tutti è l'amore
favola da eroi
che pretendersi lì è da stupidi
per nascondersi poi da pavidi
e perdersi come quei due

non è niente
e tutto sta in quel niente
e tutto sembra come sempre
non è niente
e intanto i due lì accanto
sono al conto

ma che cosa è mai
è il bagliore di alcuni attimi
è l'errore di mille secoli
e per sempre è l'amore
amore e muore prima o poi
con lo svendersi il cuore e l'anima
con lo spendersi ogni lacrima
e rendersi conto che "siamo noi
quei due"

 
 
 

Tamburi Lontani

Post n°14 pubblicato il 24 Luglio 2007 da riccardo_clabber
 
Tag: Poesia

ognuno ha il suo tamburo
un solo ritmo
un canto
della comune solitudine
che noi mettemmo insieme
a starci un poco accanto
su questa via dell'abitudine
il tempo vince sempre
il tempo lui soltanto
si muove e noi restiamo immobili
finché ci porta un suono
atteso chissà quanto
e ci promettiamo indivisibili
alberi che sfilano come persone care
fantasmi della strada
devi prendere o lasciare
si comunque vada non come volevi
battono i tamburi battono più lontani
è giusto così
non chiesi mai qualcuno che comprasse la mia
infelicità
(tam tam tam)
non piansi mai davanti alla tristezza ma versi
l'onestà
(tam tam tam)
dimmelo anche tu
che il tempo non ci ha sconosciuto
male e bene mio
che dopo ti hanno amato meglio
si ma non di più
di tutto il poco che ho potuto io
vieni padre mio
usciamo a fare un giro e guida tu
e guarda avanti e non parliamo più
albero padre con un ramo solo
e come tutto torna e come tutto passa
le cose cambiano per vivere
e vivono per cambiare
il mare s'alza e abbassa
ed ogni giorno siamo dietro ad una cassa
a dare il resto e poi sorridere
un ballo senza fiato se la banda passa
e finché non smetti di rincorrere
le storie muoiono quando c'è più paura
di perdersi che voglia di tenersi e com'è dura
quella soglia e come siamo noi i diversi
cambiano le scene cambiano le battute
e anche i battuti
io non potrò incontrarvi in nessun luogo
in nessun'altra età
(tam tam tam)
fermar l'urgenza del mio cuore
il cuore di un uomo a metà
(tam tam tam)
pensa amore mio
che t'insegnai mille altri cieli
e non seppi mai
soffiarti il vento sulle ali
aspettai un addio
e il giorno di lasciarmi ti lasciai
credi figlio mio
mi mancano i tuoi baci che non ho
e sono i soli baci che io so
piccolo figlio
e tu compagno dalle orecchie a punta
io ti parlai di me
come a un fratello a cui ci si racconta
io non ne avevo e allora presi te
e quella tua sgomenta
e nostra malattia di vivere
giura amico mio
che glielo metteremo ancora lì
a questa vita che va via così
senza aspettarci
tam tam tam
tam tam tam

Per molti il suono di un tamburo
è semplicemente un rumore assordante,
per altri rappresenta....
....il battito del Cuore,
il ritmo della Vita,
l'emozione di un Incontro,
la nascita di un Amore,
la Musica che ti batte nelle vene....

Tutto questo è per te,
che trasformi in suono di Tamburi
tutto quello che trovi sulla tua strada!!!
Riccardo_Clabber

 

 
 
 

Stai su...

Post n°13 pubblicato il 24 Luglio 2007 da riccardo_clabber
 
Tag: Attimi

...se anche tu vedi
la stessa luna
non siamo poi così lontani
...

 
 
 

IL CONCERTO PERFETTO

Post n°12 pubblicato il 23 Luglio 2007 da riccardo_clabber
 

Quello del concerto perfetto è un tema affascinante quanto difficile.
Più ci penso e più mi rendo conto che ricorda molto da vicino un altro tema che ha intrigato (e ossessionato) generazioni di autori: il delitto perfetto.
Delitto e concerto in questo si assomigliano (oltre nel fatto che assistere a certi concerti è proprio un delitto): sono battaglie perse in partenza, che appassionano le menti che non si arrendono all'evidenza e, più di qualche volta, fanno fare la figura dell'ingeneroso Don Quijote de la Mancha. Ma è un tema affascinante, al cui richiamo è difficile resistere. Ed eccomi, quindi, volentieri in pasto alle fiere che mi mettono al centro dell'arena (che è poi, più o meno, quello che accade a chi fa questo mestiere ogni volta che sale sul palco, anche se il risultato finale non è poi disastroso come lo si dipinge), a dare il via a questo semiserio decalogo, guidato dall'unica logica che possa assisterci nell'affrontare un tema inaffrontabile: quella di Monsieur de Lapalisse.
PRIMO. "Il concerto perfetto non esiste, ma se ci fosse qualcuno in grado di idearlo, produrlo e realizzarlo, quel qualcuno potresti essere soltanto tu !" (un pizzico di modestia, si sa, è l'ingrediente fondamentale in ogni artista che si rispetti). Da questa prima legge discende un evidente corollario: "Il concerto perfetto è (naturalmente) quello che stai portando in tour", il quale potrà essere superato solo da un tuo altro concerto: quale? Ma è chiaro: quello che porterai nel prossimo tour (il concerto che verrà è sempre "un po' più perfetto "del concerto che c'è), mentre il "più che perfetto "è, evidentemente, quello conservato in qualche cassetto riparato della memoria: ha un fascino inarrivabile, visto che, come sempre succede, tendiamo a rimuovere ciò che non ci piace e tratteniamo al contrario tutto ciò che ci esalta (ma, si sa, "Tutto in lontananza, diventa poesia").
SECONDO. "Il concerto perfetto è quello di un tuo collega", uno qualunque, non ha importanza, "al quale tu assisti", ma solo per dire: "Perfetto, assolutamente perfetto, a parte... "e lasciar scivolare un interminabile elenco di difetti.
TERZO. "Il concerto perfetto è quello del quale tutti parlano bene, anche se... nessuno l'ha mai visto", dal quale il corollario: "E' quello per il quale, la mattina dopo, i giornali ritardano l'uscita quel tanto che serve per consentire ai giornalisti di scrivere la recensione di un concerto che sono (finalmente) riusciti a vedere fino in fondo !".
QUARTO. "Il concerto perfetto è quello dove i bagarini regalano biglietti, i portoghesi entrano, sì, ma solo in Portogallo!, e gli spettatori sono così tanti che nessuno li può contare, ma tutti, nessuno escluso, vedono e sentono benissimo".
QUINTO. "Il concerto perfetto è quello nel quale tu canti per uno solo, ma ciascuno dei presenti sa di essere quell'unico spettatore", e nell'aria c'è così tanta adrenalina che ti spinge fino a un punto nel quale non avresti mai pensato di riuscire ad arrivare. Naturalmente "tutti rimangono fino alla fine", che arriva solo dopo 3 ore e 20 minuti, (che sono, effettivamente, sembrate 3 ore e 20 minuti, ma hanno pesato solo come 20 minuti), "quando hai dato davvero tutto e non puoi rimproverarti niente".
SESTO. "Il concerto perfetto è quello nel quale tutti battono le mani a tempo, si accendono le vecchie. adorabili fiammelle degli accendini e - possibilmente - il pubblico non canta sempre-sempre e, se proprio non riesce a non cantare, lo fa almeno nella stessa tonalità del musicista!".
SETTIMO. "Alla fine del concerto perfetto ci sono applausi senza fine.
Ma solo applausi, sentiti, mai di circostanza e, soprattutto, non ci sono fischi" (a questa regola è ammessa un'unica eccezione: che siano esaltanti fischi di consenso, i fischi all'americana).
OTTAVO. "Il concerto perfetto è quello nel quale tutte le chitarre sono sempre accordate" (legge, questa, in totale contrasto con la prima legge in vigore sul pianeta chitarra, che recita così: "La chitarra è uno strumento che si passa metà della vita ad accordare e l'altra metà a suonare scordata"), e "non si deve ami fare alcun cenno al fonico di palco", perché si sente tutto così bene che non c'è bisogno di ritoccare niente.
NONO. "Nel concerto perfetto non ci sono barriere, steccati, trincee, fili spinati, recinzioni, reti ad alta tensione": nulla che separa, ma solo la forza della musica ad annullare ogni distanza. Il corollario naturale non può che essere: "Nel concerto perfetto, la sicurezza non ha niente da fare".
DECIMO. "Il concerto perfetto è quello che finisce con la stessa, incontenibile emozione con la quale è cominciato, ma ti lascia ancora più ricco dentro, con più festa, più forza, più energia". Dal concerto perfetto ci si allontana felici e pieni, ma anche un po' malinconici, con la nostalgia che comincia a farsi largo e la voglia di ricominciare. Voglia che è la spinta fondamentale che ci condurrà tra le note e le parole del prossimo "concerto perfetto".

 
 
 

Baglioni suona in Borsa per Rcf

Post n°11 pubblicato il 18 Luglio 2007 da riccardo_clabber
 
Tag: Flash

Ennesima incursione del grande Claudio Baglioni. La musica leggera entra nel tempio della finanza con una sua esibizione a Palazzo Mezzanotte per il roadshow di Rcf. L'artista romano ha suonato ieri mattina, da solo al pianoforte, dinanzi a una discreta platea.  L'occasione e' stata il roadshow in vista dello sbarco in Borsa di Rcf, azienda che produce casse foniche per concerto ma anche per casa e auto.

 
 
 

Materiale ClaB

Post n°10 pubblicato il 04 Luglio 2007 da riccardo_clabber
 
Tag: Flash

E' finalmente arrivato il materiale ClaB 2007....

....semplicemente MERAVIGLIOSO!!!

Contenuto:

Pass 2007

Un Dvd che merita tutto il tempo atteso!!!

Grazie

 
 
 

Fammi andar via

Post n°9 pubblicato il 03 Luglio 2007 da riccardo_clabber
 
Tag: Poesia

fammi andar via
liberami
da questa prigionia
fammi andar via
risparmiami
un'altra litania
non serve a niente
dire che mi ami
ma tanto chi ci sente
se per noi
si parleranno d'ora in poi
i legami
un minuto di raccoglimento
oggi si è spento un sogno
conti fino a cento
e torni a vivere
perché hai bisogno
e se andrai lontano fa' che non sia troppo fuori
mano
o trova un posto irraggiungibile
e calerà la fine
in questo cine senza schermo
io e te come in un fermo immagine
attori e spettatori
chiama la polizia
che ho appena fatto fuori
la tua bella allegria
per risparmiarle ancora dei dolori
non la potevo più soffrire
non dovrà soffrire più
ci amammo alla follia
poi siamo rinsaviti
per quella malattia di noi guariti
dal quel fottuto medico del tempo
al crocevia di una via crucis
via la croce e cosi' sia
fammi andar via
aiutami
in questa eutanasia
non ci ameremo più qui ma attraverso
ciò che in altri giorni avremo perso
e nei ritorni della gelosia
ce lo divideremo
quel pagheremo al boia
per crepare poi di noia o nostalgia
ma che sia morte e mai ferita
quando tu chiederai
i baci e un'altra vita
agli uomini usurai
diglielo che tra noi non è finita
che ti ho fregato tutto che sei in lutto
che sei roba mia
l'avrebbero chiamato poi
il nostro numeretto
e tocca pure a noi noi dentro il sacchetto
di questa sporta tombola del mondo
che vuoi che sia sia che sia
si' sia che sia no lascia che sia cosi'
poi sia poesia
fammi andar via
perdonati
questa vigliaccheria
fammi andar via
fallo per me
fammi andar via da te...

Grazie di averci donato una poesia....e non una semplice canzone!!!

 
 
 

Il viaggio continua...

Post n°8 pubblicato il 02 Luglio 2007 da riccardo_clabber
 
Tag: Novita'

29/06/2007
Esce "Buon viaggio della vita"

Triplo album con un brano inedito che da il nome all'opera.

Buon viaggio della vita è una poesia ricca di emozioni, da quando ho acquistato l'album non faccio altro che ascoltare il nuovo pezzo.

Bellissime anche le ben conosciute canzoni che fanno parte dell'opera rielaborate musicalmente, numerosi sono i Medley che ci fanno rivivere momenti passati e dei quali non si puo' far altro che avere nostalgia.

L'album apre con l'ormai famosa "Tutti qui", e va avanti con pezzi come "Quante volte", "Buona fortuna", "'51 Montesacro" e "Fratello sole, sorella luna".

Bellissima è l'esecuzione di "Dov'è dov'è" e "Signora delle ore scure", per non parlare poi di "Pace", che a mio avviso è un capolavoro di poesia.

E' da poco terminato un Tour, Claudio ci ha regalato come sempre emozioni uniche, mi auguro che torni tra noi al più presto, mai come ora la sua carriera sembra essere all'apice del successo, grazie Claudio.......
ti auguro di tutto cuore un...

Buon viaggio della vita!

 
 
 

Dal Balcone di "Sora Teresa" per non dimenticare

Post n°7 pubblicato il 29 Giugno 2007 da riccardo_clabber
 
Tag: Attimi

Baglioni: «Da allora ogni volta che salgo su un palco, stadio,
palasport o teatro che sia, penso al ragazzo che ero,
a quanto di lui abita ancora dentro di me,
al balcone di via dei Noci, chiudo gli occhi,
spalanco le braccia e mi lancio, senza rete, nel cuore della musica».

Una esibizione dal balcone di quella che era stata la sua casa a
Centocelle che aveva ospitato, nel 1966, la sua prima, altrettanto inaspettata e insolita, esibizione live.
«Le mani sudavano -ha ricordato Baglioni- il cuore era sul punto
di esplodere, mentre la voce sembrava non volerne sapere di uscire.
Ricordo che tenevo le dita inchiodate sul primo accordo,
perchè temevo che, se avessi mollato la presa,
non sarei più stato in grado di cominciare a suonare.
Ma poi, con le prime note, ho sentito che il sangue
ritornava a circolare e la musica cominciava
a riempire strade e pensieri».
Un caldo estivo e migliaia di persone a condividere l'emozione
di «quella prima volta».
Solo chi era presente può comprendere l'emozione
di quel momento unico...e che dire...
eravamo davvero in tanti...

 
 
 

2003 - Premio Lunezia

Post n°6 pubblicato il 29 Giugno 2007 da riccardo_clabber
 

Il Premio Lunezia è un concorso riservato ad autori musicali. La sua particolarità sta nel fatto che i testi delle canzoni vengono giudicati esclusivamente per il loro valore letterario e poetico.
L'edizione 2003 di questa singolare manifestazione è stata vinta da uno dei miti della musica italiana: Claudio Baglioni.
In una Piazza Gramsci gremita fino all'inverosimile (quasi 5000 persone), Baglioni ha raccontato che, agli inizi della sua carriera ed ancora sconosciuto al grande pubblico, aveva cantato in un locale di Aulla. Era il 1974.
Oggi, al Premio Lunezia, appena arrivato sul palco era visibilmente emozionato per  tutta l'attenzione che c'era nei suoi confronti. Notoriamente è un personaggio abbastanza riservato. Ma quando dal pubblico presente si è levato un "Sei grandeeee!" solitario, che è stato ascoltato in tutta la Lunigiana, l'atmosfera si è stemperata e Claudio è partito a ruota libera....

Claudio Baglioni ha parlato a lungo sul palco del Lunezia. Poi, incalzato dal numeroso pubblico presente, si è messo al pianoforte per eseguire i brani più famosi del suo repertorio.
Le note di "Mille giorni di te e di me" e "Tutto in un abbraccio", che erano testi candidati a questo premio, sono risuonate per prime in Piazza Gramsci. Poi un medley di brani mozzafiato ( "E tu", "Sabato pomeriggio", "Questo piccolo grande amore"....) per i numerosissimi fans, che erano confluiti in Aulla anche da varie parti d'Italia. Quasi trenta minuti di "poesia e musica" che hanno visto visibilmente compiaciuti il patron della manifestazione lunigianese Stefano De Martino ed il Sindaco di Aulla il Dott. Lucio Barani.

In "Quante volte" Claudio scrive:
" Non avrei voluto mai portare gli occhiali... ".
Nel suo libro "Notti di note", scritto con la collaborazione del fotografo milanese Guido Harari, racconta:
"Quando l'ottico me li consegnò, con in regalo la custodia ed una pezzetta per pulirli, fu come morire un pò, perchè da quel giorno sarei stato <<Quattr'occhi e mezzo naso>>! La prima volta che sopportai l'idea di portare gli occhiali fù quando venni preso da un'improvvisa e sconvolgente passione per Ray Charles. Sapevo poco di lui e quando mi capitò di ascoltare la sua Yesterday, cominciai a cercare di cantare alla stessa maniera, utilizzando l'handicap degli occhiali a mio vantaggio! Pensai così che in fondo, prendendo degli occhiali più grossi e scuri, mettendomi un maglione nero, invece di creare una barriera tra me ed il mondo, mi sarei posto al centro dell'attenzione, avrei trovato il <<mio personaggio>>".

 
 
 

Claudio Baglioni, senza musica

Post n°5 pubblicato il 28 Giugno 2007 da riccardo_clabber
 
Tag: Appunti

20-7-05 – Forse non lo avrebbe detto neanche lui. Per raccontarsi, Baglioni ha scoperto di non avere bisogno della musica e così ha scritto un libro, “Senza Musica” appunto, un’antologia di appunti e memorie scritte dal 1974 in poi.

Il noto cantautore romano parla di sé, delle emozioni dell’inizio, del successo, i viaggi, della bellezza di diventare improvvisamente “visibile” agli altri, anche semplicemente ai ragazzi del suo quartiere, uscendo dall’anonimato cui la timidezza, spesso, relega l’adolescenza.

Ma parla anche della paura di quel successo, del sentirsi e diventare diversi, del crescere in un orizzonte che non si percepisce come proprio ed in un corpo che, a volte, si stenta a riconoscere nello specchio.

Ecco il perché di tante “pause” tra un disco e l’altro. Baglioni ha bisogno di capire ciò che vive e lo trasforma – e frastorna – per poi metabolizzarlo attraverso la musica.

Più che altro un musicista, ecco come dice di sentirsi. Cosa sia la poesia non saprebbe dirlo, malgrado molti suoi fans lo considerino di diritto un poeta. Ma sa bene cosa significhi la vita senza poesia. Così Baglioni esce da se stesso per diventare non più oggetto o soggetto di narrazione, ma “filtro” attraverso cui guardare il mondo. “A volte – scrive – più che di un mondo nuovo, c’è bisogno di occhi nuovi per guardare il mondo”.

E Baglioni parla di guerra e pace, di carestie, di squilibri, di aiuti allo sviluppo, di mondo e del suo futuro. Un libro interessante che svela un nuovo modo di essere del cantante, o più semplicemente, da una veste unitaria al suo percorso artistico. Dalle storie d’amore degli inizi alle “stranezze” degli ultimi album, Baglioni canta se stesso. In piena libertà. Indipendente da tutto, ma non dall’ispirazione.

 
 
 

Buon viaggio della vita

Post n°4 pubblicato il 27 Giugno 2007 da riccardo_clabber
 
Tag: Novita'

Buon viaggio della vita

C'è chi va via col vento
per non partir da solo
chi si allontana col passo lento
di un sogno preso a nolo.
C'è chi promette stelle
per darsi un po' d'aiuto
chi cerca invano bugie più belle
che frasi di un saluto
che sono sempre quelle.

Fai buon viaggio amore mio
fai buon viaggio della vita
finché c'è una strada e vai
non è finita.

Fai buon viaggio cielo mio
nel passaggio di ogni giorno
sia un incontro sia un addio
un'andata od un ritorno.
C'è chi prende la via dal retro
così non vede gente
chi s'incammina a testa indietro
per non scordare niente.
C'è chi si dà le mani
per trattenersi ancora
chi ha già la pena di star lontani
e ti comincia allora
e non passerà domani.

Fai buon viaggio amore mio
fai buon viaggio della vita
finché c'è una strada e vai
non è mai finita.
Fai buon viaggio sogno mio
nel miraggio di ogni giorno
sia un incontro sia un addio
un'andata od un ritorno.

Ma vivere è un mestiere duro
senza ferie è un lavoro scuro
senza radio senza salario
alle intemperie di ogni tempo
e un futuro di perchè

vivere è andare sempre avanti
senza sosta tutti gli istanti
senza fiato senza passato
e quale posta in gioco
è un'altra risposta che non c'è
quando ci chiederemo se
siamo esistiti per davvero.
 

Fai buon viaggio tu
fai buon viaggio della vita
finché c'è una strada e vai
non è non è mai finita.
Fai buon viaggio cuore mio
nel coraggio di ogni giorno
se un incontro è già un addio
un'andata è già un ritorno
c'è tutta una vita intorno a noi.

 
 
 

A volte superiamo noi stessi...

Post n°3 pubblicato il 27 Giugno 2007 da riccardo_clabber
 

In una tua canzone hai scritto:

VOLEVO ESSERE UN GRANDE MAGO, INCANTARE LE RAGAZZE ED I SERPENTI....

Ed invece hai incantato intere generazioni, la tua musica, le tue parole entrano nei cuori di milioni di persone che fanno di te un GRAND'UOMO.

NON SMETTERE DI TRASMETTERE, sono parole tue, non puoi tradire coloro che ti hanno sempre amato e sostenuto.

Per te non esisteranno mai i cosidetti TITOLI DI CODA.

Non pronunciare mai parole del tipo....SIGNORI SI CHIUDE.

Ascolta l'eco dei TAMBURI LONTANI, non scoraggiarti...

...e STRADA FACENDO vedrai che siamo TUTTI QUI e che non sei mai stato SOLO.

 
 
 

Tienimi con te...

Post n°2 pubblicato il 27 Giugno 2007 da riccardo_clabber
 
Tag: Flash

 
 
 
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Un blog di: riccardo_clabber
Data di creazione: 26/06/2007
 

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TIENIMI CON TE

tienimi con te
dentro questa vita
chiudi ogni via d'uscita
per restarmi più vicina
e tienimi con te
quand'è presto la mattina
mentre il cuore sta in sordina
dietro a una ferita
quanti raggi ha il sole
per dar luce ovunque
quando e come vuole
e noi siamo due qualunque

quante stelle ha il cielo
file di miliardi
su ogni parallelo
e noi le vediamo troppo tardi

tienimi con te
in un pomeriggio
quando piove giù un litigio
ed un giorno sembra eterno
e tienimi con te
se è già quasi sera e inverno
tra le righe di un quaderno
e un inchiostro grigio

quante rive ha il fiume
senza mai legami
fugge tra le schiume
e noi presi in mezzo ai rami

quanti anni ha il mondo
che ne ha visti tanti
lenti sullo sfondo
e noi siamo solo istanti
almeno per un secondo
un po' meno distanti

fino alla fine
fino ci che si può
e fino al confine
fino all'ultimo
fino alla fine del tempo
fino a che ce n'è ancora un po'
e fino alla fine di tutto
fino allora tu

tienimi con te
sotto il buio aperto
della notte di un deserto
tra le dune del tuo petto
e tienimi con te
così al tuo sonno stretto
niente è triste più di un letto
vuoto e già sofferto

quante foglie ha il vento
nei viali soli
quando ha il sopravvento
su noi persi in altri voli

quante onde ha il mare
come belve in gabbia
sempre lì a scappare
e noi siamo solo sabbia
e che pena poter bagnare
appena le labbra

fino alla fine
fino a che si può
e fino al confine
fino all'ultimo
fino alla fine del tempo
fino a che ce n'è ancora un po'
e fino alla fine di tutto
fino allora tu
tienimi con te