Un blog creato da loscrittoremascherat il 31/12/2010

Scrittore Mascherato

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Ufficio

Post n°544 pubblicato il 30 Settembre 2014 da loscrittoremascherat

Seduto alla scrivania del mio ufficio con la mente che vaga nei meandri dei miei pensieri cerco di mettere ordine alla mia giornata con scarsi risultati.

Provo con un caffè, provo con una spruzzata di acqua in faccia, ma ho voglia di altro.

La gamba sotto la scrivania batte ritmica un tempo che sento solo io, quello della mia agitazione e non è certo un minuetto od un valzer forse più un pezzo rap di Fedez (si lo confesso qualche volta intravedo x-factor).

Devo leggere delle mail, firmare delle cose, ma tutto mi passa sotto le mani un pò sfocato.

Ho solo voglia di fuggire, lontano, quanto più lontano possibile, togliere la cravatta ed il vestito e slacciare l'ultimo bottone della camicia quello che stringe il collo (avrò un avo corsaro che è stato impiccato?)

Che dite oggi mi passa?

 

 

 
 
 

Mio nonno

Post n°543 pubblicato il 26 Settembre 2014 da loscrittoremascherat

Dalla sua poltrona mi guardava con quegli occhi che nel tempo mi avevano seguito, con cui mi aveva visto crescere e giocare e poi diventare un uomo; occhi grigi, sopracciglie folte fronte amplia un naso che si nota.

Si era un po rimpicciolito e di fianco aveva i suoi bastoni, ma da qualche tempo la fatica del camminare era diventata troppo grande.

Mi aveva insegnato mille cose, mi aveva portato in spalla facendo la gara con mia nonna che portava mio fratello, mi aveva fatto il purè centinaia di volte perchè sapeva che lo amavo, mi aveva portato all'estero in tempi in cui non era così immediato come adesso, mi aveva amato di quell'amore che non richiede nulla se non la presenza.

Mi guardò e mi disse adesso tu vai per la tua strada, sei pronto io invece non ce la faccio più non posso stare più qui.

Glielo vidi negli occhi, non era una resa era solo prendere atto che le cose finiscono, hanno un loro tempo, compresi noi.

Gli diedi un bacio sulla fronte, gli dissi che c'erano ancora delle cose da fare e da vedere e lui mi rispose che avevo ragione.

Mi ha lasciato dopo un mese.

Ciao nonno.

 

 
 
 

Sogni

Post n°542 pubblicato il 25 Settembre 2014 da loscrittoremascherat

La mia dimensiona onirica in questo periodo è cresciuta a dismisura, dal momento che sono tre notti che sogno ma che soprattutto ricordo lucidamente i sogni fatti; oddio forse lucidamente non è la parola giusta perchè come sempre se in quel momento tutto sembra logicamente consequenziale quando li ricordi da sveglio assumuno una patina di irrealtà.

Quello che nel sogno è perfettamente naturale nella realtà non lo è.

Pur non essendo quelli fatti in queste notti io ho quattro sogni ricorrenti:

1. Sciare su una lunga pista ondulata molto ben battuta in discesa libera sentendo ogni volta il terreno che si alza e si abbassa sotto di me.

2. Combattere e fuggire da zombie famelici che mi vigliono mangiare.

3. Volare su un deltaplano o fluttuando per andare in luoghi conosciuti della città in cui vivo (a volte all'aperitivo)

4. Guidare su una scogliera a curve con un'auto veloce e mancare una curva cadendo verso il mare.

Ecco poi faccio anche altri sogni ma quelli magari non li racconto.

 

 
 
 

Città notturna

Post n°541 pubblicato il 23 Settembre 2014 da loscrittoremascherat

Camminavo lentamente per le vie deserte della mia città, illuminate di quella luce giallina dei lampioni che danno una sensazione di sogno specialmente quando è molto tardi e non c'è anima viva.

I miei passi creavano un eco sorda contra le pareti dei palazzi intorno ed il silenzio mi inghiottiva come la balena con Giona.

Avevo le mani in tasca e le spalle un pò curve come a rannicchiarmi per proteggermi dal vento tagliente che soffiava a portare il primo freddo.

Alzai gli occhi al cielo per vedere qualche stella ma le luci le oscuravano (che ossimoro).

Riportai gli occhi a terra pensando a quanto ci perdiamo guardando la punta delle scarpe o coloro che incrociamo cercando un qualche segnale della nostra esistenza.

Il silenzio era assordante e in quello mi crogiolavo dando intensità mostruosa ai miei pensieri che parlavano di amore, solitudine, errori e fierezza.

Era tardi, avevo sonno ma ero anche lucidissimo, di quella lucidità che è data da particolari momenti.

Poi un lampione si spense e il buio riprese per un attimo il sopravvento ed anche i pensieri come interrotti improvvisamente da un pulsante si chetarono lasciandomi come svuotato.

Era ora di rientrare.

 

 
 
 

:-(

Post n°540 pubblicato il 22 Settembre 2014 da loscrittoremascherat

Questo Lunedì viaggia senza capo ne coda, mentre mi arrabbatto senza mordente nei problemi di lavoro.

Non sto bene e l'umore ne risente.

Eppure fuori un sole accecante accompagnato da una brezza quasi primaverile dovrebbe giovare al mio animo metereopatico.

Oggi mi sembra che tutto sia leggermente offuscato da un'ombra, come se ci fosse qualcosa che non va.

Magari il pranzo mi rimetterà al mondo.

 

 
 
 
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