Creato da: NoRiKo564 il 02/02/2011
piccole pieghe e grandi magie....
 
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Un anno perso...

Post n°617 pubblicato il 27 Aprile 2020 da NoRiKo564

...è la sensazione che sento di più in questo periodo.

Perché eravamo abituati a fare,correre, progettare e penso che come me, anche voi abbiate fatto progetti per questo 2020.

Io dovevo mettere in pista molte cose, mi ero programmata dei corsi da fare, una ricerca serena di una nuova opportunità di lavoro, un breve viaggio...

Si è congelato tutto! Un anno in ibernazione e chissà quando arriverà il disgelo...

 

 
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Quell'inragionevole felicitą che a volte ti prende...

Post n°616 pubblicato il 20 Aprile 2020 da NoRiKo564

Sembrerebbe non essere il momento per cui essere felici o per lo meno non ci sono molte ragioni per esserlo.
Nonostante gli altalenanti umori, lo spirito un po' in cielo e un po' in terra, ci sono dei momenti in cui io mi sento felice, non dura molto ovviamente, sono istanti in cui ti senti bene e cerchi di capire che cosa ti ha scatenato la felicità e vai alla ricerca di indizi, di cose accadute, di persone a cui pensi.
Niente di tutto questo però giustifica la tua felicità; ti accorgi allora che tutto nasce da un breve momento in cui ti senti in pace con te stesso, non sei assillato da problemi impellenti, nessuno ti cerca perchè gli devi risolvere un un qualche disastro, fai una cosa e ti riesce bene al primo colpo, cerchi qualcosa di perso e lo trovi subito...
Sono arrivata alla conclusione che si è felici quando si ha la sensazione che il cosmo faccia il tifo per te e ti renda le cose un po' più semplici, magari il tempo di un pomeriggio, ma quel tanto che ti fa dire: oggi è stata una bella giornata!
E' trovi bello anche la pioggia che batte sui vetri, la giornata uggiosa che fa tutto un po' pesante e invece tu ti senti leggera...

Che questa settimana abbia inizio...sotto i migliori auspici!

 
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Cosa resterą...

Post n°615 pubblicato il 07 Aprile 2020 da NoRiKo564

Chissà cosa resterà di questi giorni tra un anno o due, quando forse si inizierà a pensare ad altro, quando le uniche notizie non saranno più la conta dei morti, dei guariti e dei contagiati.
Cosa resterà delle lunghe giornate chiusi in casa, dei pomeriggi silenzioni e delle strade deserte.
Cosa resterà delle nostre ordinate code per entrare in un negozio,  a comprare  il nostro cibo quotidiano.
Cosa resterà dei momenti di canto e ballo sui balconi, delle sirene per le strade, delle bare ammassate perchè non c'è tempo e modo di dare degna sepoltura ai morti.

Cosa resterà a chi ha perso una persona cara e non ha potuto accompagnarla negli ultimi istanti di vita e nemmeno ha potuto darle un ultimo abbraccio, un bacio.
Cosa resterà a chi in questa pandemia avrà perso il lavoro e si ritroverà in un momento economico gravissimo, dove non ci sarà modo di ricollocarsi e dove comunque dovrai cercare di non lasciarti andare alla disperazione.
Cosa resterà ai bambini che non avranno più i loro nonni accanto a raccontare,  con la loro antica saggezza, le cose della vita.

Una cosa è sicura, ognuno di noi ne  uscirà cambiato in bene o in male, dovrà ridimensionare i suoi progetti, rivedere i suoi orizzonti, dare un senso a quello che resta del suo tempo.

Chi resterà dovrà ringraziare mille volte la sorte, per non essersi ammalato o per essere guarito.

E la vità ritornerà a scorrere...come sempre è stato e noi con essa....

 

 
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Non perdiamo l'ironia...

Post n°614 pubblicato il 01 Aprile 2020 da NoRiKo564

Rispondendo al post di un amico mi è venuto in mente che in tutto questa tristezza e preoccupazione, nonostante le situazioni estreme e le tante regole da seguire, volendo ci si può anche ridere su, a guardare con occhi ironici, le cose che succedono.

Ovviamente non mi riferisco ai tanti  (troppi) bollettini di guerra con cui ogni giorno veniamo bombardati dalla tv e dai giornali, per non parlare dei social, Facebook in testa.

Oggi, riflettevo che forse io sono fatta strana, perchè non sto patendo la reclusione, anzi io vado in ansia quando devo uscire!

Fare la spesa.
Una cosa che già non mi faceva morir di piacere prima, a infilarsi in un centrocommerciale riempito come lo stadio di San Siro e cercare di farsi strada negli ingorghi tra gli scaffali, i diavoletti urlanti sui carrelli o peggio tra le corsie, le mamme incazzate che non riescono a tenere i pargoli in riga e i mariti che fan la spesa con il cellulare attaccato all'orecchio (come Ambra Angiolini con Boncompagni suggeritore occulto) dove dall'altra parte si trova la donna di casa che impartisce istruzioni su quale tipo di detersivo per la lana scegliere tra sbiancante, ammorbindente, antinfeltrente e antipelucchi (e se mi metti nella moka ti divento pure caffe'!)

Ora far la spesa è....scendera nella trincea!
Prima ti devi bardare tutto con guanti in lattice, mascherina, tessera del supermercato, lista della spesa in mano e la monetina per il carrello:
perchè non devi far perdere tempo alla fila, perchè prima di te ce ne sono cento e dietro di te duecento, occorre scorrere veloce ovunque, tra le corsie, ai banconi del fresco, alle casse, verso la porta d'uscita. Correre...correre...a volte penso siamo come i nostri nonni o genitori quando partivano le sirene dei bombardamenti e dovevano correre ai rifugi.
La ciliegina sulla torta sono gli speaker del supermercato, che ti ricordano ogni 5 minuti che devi mantenere  le distanze, accellerare gli acquisti, non metterci troppo che fuori la fila di quelli che devono entrare è lunga e ti fanno salire l'ansia,  che già di tuo stai messo bene tra la mascherina che non ti fa respirare e fa condensa sulle lenti degli occhiali e non vedi un tubo, il fiato nella mascherina che provoca vapore acqueo e ti fa gocciolare il naso e poi sti cacchio di guanti in lattice che tutto quello che tocchi ti cade o peggio ti impigli in ogni dove...
Poi magari vorresti soffiarti il naso ma eviti, primo perchè devi procedere a togliere i guanti per non rischiare di contagiarti con il sozzume che si è attaccato ai guanti, secondo perchè di questi tempi tossire o starnutire o soffiarsi il naso, fanno girare tutti gli sguardi accusatori verso te, che rappresenti l'untore di turno.

Vai a spiegargli che tu ti soffi il naso da settembre, che l'umidita della mascherina ti fa starnutire, che a non parlare con nessuno ti viene la gola secca e ti attacca la tosse...
Niente da fare! Ce l'hai addosso il Coronavirus...e tu incosciente vai a fare la spesa!

Ecco perchè io preferisco la clausura nella mia casetta, lontano da ogni vicinanza sociale e se proprio devo far due parole, mi guardo allo specchio e mi saluto!

 
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Fate strada ai furbetti...

Post n°613 pubblicato il 30 Marzo 2020 da NoRiKo564

Come sempre da tutta questa emergenza, da tutti questi aiuti alle imprese, si faranno strada i soliti furbetti, quelli che preferiscono scaricare sulle spalle dell'INPS e dello Stato i costi dei propri dipendenti.
E via a chiedere la cassa integrazione a gogo'(anche aziende che possono tranquillamente affrontare 8 settimane di fermo)!
Chi controllerà?
Le nostre forze dell'ordine, la finanza e l'ispettorato del lavoro, in questo momento hanno altro a cui pensare, almeno quelli che non si sono infettati e possono ancora avere facoltà di lavorare...
Come sempre l'emergenza costringe a prendere provvedimenti, senza valutare bene i casi e non c'è modo di poter fare verifiche...

Occorre tornare alla normalità al più presto o come al solito chi pagherà il prezzo più alto saranno sempre le classi più deboli e i lavoratori.

 
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