Creato da notterosa2009 il 15/09/2009

una vita fa

storie di tutti i giorni

 

 

a volte i sogni...

Post n°284 pubblicato il 13 Dicembre 2017 da notterosa2009

l'avevo sognato una notte, avevo sognato di ballare con una stella

e stasera la stella mi ha fatto ballare.

Ancora non mi sembra vero ma proprio lui, il ballerino dei miei sogni, il mio maestro mi ha fatto ballare una rumba ....io, la più scarsa del corso, guardandolo negli occhi, sono riuscita a ballare come in quel sogno

E mi sembra un momento così bello da non poterlo affidare alla memoria. Eccolo qui, nero su bianco, stasera é successo quello che succedeva nel mio sogno.

A volte i sogni bisogna farli accadere!!!

 
 
 

giorni no

Post n°283 pubblicato il 28 Ottobre 2017 da notterosa2009

non starò a scriverne il perchè... un giorno rileggendo non mi ricorderò nemmeno ma ho bisogno di sfogare quest'ansia. Sono arrabbiata perchè nonostante gli anni ancora cado nella mio modo di essere viscerale, che mi fa stare male, addirittura pensare di fuggire lontanissima da tutto.

Per fortuna di tutti non mi sono mai sposata... alla prima litigata me ne sarei fuggita. Ho questo carattere che mi fa vedere tutto nero quando mi arrabbio. Non riesco ad abbassare la cresta maiiii. Se fossi entrata in politica avrei litigato non solo con gli altri partiti ma anche con quelli del mio stesso partito. Non sopporto la diplomazia, la trovo falsità assoluta ma vorrei tanto essere diplomatica e saper fare buon viso a cattivo gioco.

Mi farebbe bene un pò di falsità, mi farebbe bene prendere le cose con superficilità.

Se fossi libera di andare via sarei già lontano. Ma nella vita ci sono cose che non puoi cambiare, incombenze da portare a termine, legami che se spezzi spezzi anche te stessa.

 

Insomma vorrei essere a Stintino, o ballare la rumba con un cubano o fare uno spettacolo di flamenco ballando su di un tavolo. Tutto ma non essere qui ora e sentire questa rabbia che mi fa stare male. Allora non potendo fare nulla, questa sera, qui, sul divano, ho deciso di scrivere fino a che si stempera l'ansia.

Lo so ... tra qualche giorno sarà tutto passato come altre volte.

Ma tra qualche giorno non è ora ed ora sono così e basta.

 
 
 

il tempo

Post n°282 pubblicato il 22 Settembre 2017 da notterosa2009

In questi giorni mi capita spesso di stare a coccolare per molto tempo il cane...lui si stende come se fosse in paradiso. Ci vuole così poco per far felice un cane e mi domando perché invece le persone siano tanto più complicate, io per prima.

Mentre lo accarezzavo mi sono ricordata dei primi tempi, quando era un cucciolo ed io avevo un altro cane che amavo tanto e che era il mio alter ego. Mi ricordo che quando portavo da mangiare al mio cane lui cercava di mangiare nella sua ciotola scatenando ovviamente le ire  mie e del mio cane, soprattutto perchè lui aveva il suo cibo e non lo guardava nemmeno.

Poi ho capito l'arcano... era geloso del gesto d'amore che vedeva quando portavo da mangiare al mio cane e non di quello che c'era nella ciotola. Anche a lui portavano da mangiare ma era diverso, era un gesto meccanico mentre il mio portare da mangiare al mio cane era sempre accompagnato da uno sguardo e una carezza.

Così piano piano ho cominciato, quasi forzatamente, a farmelo diventare simpatico, era un tipo un pò scorbutico, facile a mordere e la cosa non la accettavo, per cui abbiamo avuto spesso degli scontri. Non era il mio cane, in teoria era di mio nipote, in pratica quando c'era il temporale ed aveva paura, io me ne stavo fuori a prendere l'acqua per stargli accanto.

Non avrei mai pensato che col tempo le cose sarebbero cambiate così tanto fra di noi, all'inizio io non avevo occhi che per il mio cane e lui spesso era un disturbo alla nostra quiete. Poi il mio cane morì... e lasciamo perdere cosa ho provato in quell'assenza... piano piano il nuovo cane divenne il mio cane. Mi mancava il fatto che non dovessi più portare da mangiare al mio cane e portarlo a lui riempiva quel vuoto. Lui, che prima cercava anche di entrare nella cuccia del mio cane, ora che lo poteva fare non ci entrava, la lasciava vuota e io lo interpretavo come un segno di rispetto.

Oggi lo accarezzavo e pensavo che il tempo è davvero galantuomo: mi ha dato modo di rimediare ad una mancanza verso questo cane che cercava solo amore nonostante il suo essere sgangherato. E posso dire che che le carezze fanno bene al cuore ... suo e mio.

 
 
 

e insomma...

Post n°281 pubblicato il 31 Luglio 2017 da notterosa2009

tutto passa

in una settimana sono accadute cose che al momento mi hanno lasciato come dire... frastornata. La gente muore eh si.. all'improvviso a volte. E io sono sempre stata turbata dalla morte anche delle persone che conoscevo magari poco ma che facevano parte del mio essere qui in questo paese, su questa terra.

Ma ora che sono più grande mi rendo conto che perdo il conto... a volte non ricordo più chi è vivo e chi è morto. Forse perchè fondamentalmente per me sono sempre tutti vivi, forse perchè io proprio la morte non la sopporto come concetto. O forse perchè comincio ad accettare che esiste e che è un passaggio obbligato, ma poi tutto continua anche senza di noi.

Non lo so, so che sono passati solo pochi giorni e già quello che mi ha così amareggiato sembra un vago ricordo, già archiviato come " è successo o non è successo?".

 

 
 
 

la felicità dove abita?

Post n°280 pubblicato il 20 Luglio 2017 da notterosa2009

Ho sempre sognato una casa al mare... una casetta in collina, non di lusso, una specie di casa antica. Ovviamente antica ma con pietre a vista, patio con pergola, terrazza coperta con vista mare. E un cane. E' il mio sogno e non so se mai lo realizzerò ma continuo a sognare imperterrita per concedermi una possibilità-

Però in questi ultimi tempi mi sono capitate delle situazioni che mi hanno fatto nascere delle perplessità. Sono stata in case belle, bellissime, con giardini perfetti e pietre a vista...eppure in queste case belle non si ospita la felicità. La vita ha colpito duro in quelle case; tutto perfetto, la gente passando non può non notare come tutto sia perfetto... ma qualcosa dentro quelle belle mura non era perfetto. Il dolore è entrato, nonostante fosse tutto perfetto, a prendersi quello che voleva: giovani vite travolte dalla vita o dalla malattia, orgoglio e dignità di un uomo che pensava di essere il pilastro della famiglia e che ora è il mattone più vulnerabile a causa di quella malattia che ti fa dimenticare chi sei e chi sono i tuoi familiari.

Per questo ho pensato che forse è meglio che il mio rimanga un sogno e che quella casa rimanga là, sulla collina del mio vorrei ma non posto.

 
 
 
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