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« La vita solitaria27/01/2008 - Il Giorno d... »

Rimestando

Post n°37 pubblicato il 25 Gennaio 2008 da alfredofiorani
 

Il pioppo

Io sono un pioppo spoglio,
attendo radicato nel dubbio,
la primavera.
Intriso di questa pioggia
senza sosta con brezza
che dilaga tutt’intorno
e risparmia oggi
solo
gli uomini
al sicuro
nelle logge della certezza.

Con questi versi, posti come a suggello di un messaggio incompiuto, Alfredo Fiorani chiude la sua raccolta di poesie dal titolo Rimestando, un opera prima che si può senza dubbio definire più che una bella promessa per la sua ricchezza tematica non meno che per una sua forza espressiva. Walter Mauro, che ha tenuto a battesimo il nuovo poeta con l’avallo di una prefazione di pieno consenso, individua nel polo tematico del “viaggio” il motivo che “sembra governare e guidare la parola poetica… un punto d’incontro e di riferimento verso il quale Fiorani guarda con l’attenzione di un novello Ulisse che non realizza il suo vagabondaggio soltanto nei luoghi di un’ipotetica – e poetica – migrazione, ma più ampiamente nei recessi dell’uomo”.
Certo, sul piano stilistico, si notano qua e là lievi incongruenze e arditezze un po’ improvvisate, ma nell’insieme si può sostenere, d’accordo con lo stesso Mauro, che Fiorani fruisce di “un linguaggio molto singolare, all’apparenza semplice e naturale… ma in realtà penetrante ed esplicito, deprivato di ogni liricità eccessiva”. Più convincente, a tal riguardo, ci sembra la sezione intermedia, che s’intitola Di sera in sera, dove la materia ispiratrice si fa più omogenea e trasparente attorno al vecchio motivo della sera, colto attraverso dieci momenti di emozioni diverse, collocabili tra il sogno e la realtà. Leggiamo

Sera III

Non c’è sera
senza luci artificiali
mitigate dal vento
senza malinconia
del frinire
delle cicale a fine agosto
senza stanchezza della
luce naturale
occupata
da ombre imprecise
da sospiri agitati
che ancora s’appisolano
su di una trama di
sogno suadente.

Più variamente articolate sono la prima e la terza sezione, l’una rivolta a disegnare “diverse memorie”, l’altra “paesaggi d’acqua e stagioni di ritorno”, con un discorso solitamente disteso, spesso quasi a tutta pagina, fitto d’immagini che si snodano secondo una cadenza ritmica vicina alla prosa lirica.

Vittoriano Esposito

in Poesia Non-Poesia Anti-Poesia del ‘900 italiano, Bastogi Editore, Foggia 1992 

 
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