Alitalia, il punto della situazione 8 mesi dopo...

Post n°137 pubblicato il 25 Luglio 2009 da azpia

In questi ultimi mesi ho trascurato il blog ma non ho smesso di seguire la compagnia. La situazione di Alitalia è complessa. Per il momento vedo luci e ombre. MA complessivamente sono ottimista.

LUCI. La compagnia ha deciso di assumere altri lavoratori rimasti in mobilità, grazie anche all'arrivo di nuovi aerei Airbus, e questo è positivo perchè più aerei significa più mercato.  Nei post precedenti mi sono scontrato con alcuni visitatori del blog secondo i quali Alitalia aveva pochi dipendenti rispetto ad Aifrance. Ho spiegato che i suoi dipendenti, in senso assoluto, potevano anche essere pochi rispetto alla compagnia francese, ma che diventavano "troppi" in considerazione del fatto che la flotta Alitalia era squilibrata e obsoleta.

Ora che la compagnia ha messo a terra alcuni md80 e sta introducendo gli airbus la situazione migliora. Col passare del tempo ci saranno altre assunzione e probabilmente nel giro di qualche anno verranno riassorbiti tutti i dipendenti.

I viaggiatori si stanno riavvicinando alla compagnia e il coefficiente di rimpeimento sta salendo, lentamente, ma sta salendo. 

OMBRE. Rimangono ancora alcune criticità (smarrimento bagagli, cancellazione dei voli e ritardi) ma non si può pretendere che in 6 mesi si risolvano i problemi di 30 anni di malagestione. probabilmente Cai ha sottostimato il personale necessario per gestire la compagnia. Ma adesso che è una compagnia privata ha tutto l'interesse a migliorare la qualità del servizio. Partiranno nuove assunzioni.

CATTIVA GESTIONE. Ma di chi è la colpa della cattiva gstione Alitalia? Augusto Fantozzi, amministratore straordinario di Alitalia ed ministro di centrosinistra, ha pubblicato una interessante relazione sullo stato di dissesto. Non c'è un solo colpevole ma un intero sistema che non funzionava... Tutta colpa dei privilegi concessi ai dipendenti (almeno fino all'avvento di Cimoli e alla rinegoziazione dei contratti), una cattiva gestione frutto di scelte sbagliate e dell'avvicendarsi vorticoso dei manager, alcuni dei quali forse poco preparati. Alitalia, inoltre, è stata appesantita dall'ingerenza dei sindacati e del regime di quasi-monopolio di cui ha goduto per anni.

Mentre gli altri si aprivano al mercato Alitalia si chiudeva nel suo bozzolo. La farfalla che poteva nascere non è mai nata... è rimasta una crisalide. E alla fine è morta sotto le ceneri dell'amminsitrazione straordinaria. Per tornare a volare (si spera più in alto di prima!) grazie una nuova cordata di imprenbditori italiani.

VENDITA AD AIR FRANCE. E veniamo all'ultimo punto della vicenda. Qualcuno sostiene che Berlusconi abbia svenduto la compagnia di bandiera agli Italiani danneggiando in questo modo gli azionisti. A loro dire sarebbe stato meglio vendere ai Francesi che erano disposti a pagare 0,20 euro ad azione. In questa critica c'è un fondo di verità. Ma i danneggiati principali - gli azionisti - non possono lamentarsi delle scelte governative.

Infatti il nostro premier -  che Santo non è, ma che non è nemmeno uno sprovveduto - ha deciso di pagare agli azionisti della compagnia un rimborso di 0.27 euro per ogni azione. Più di quanto avrebbe offerto Alitalia.

Col risultato che adesso i ricorsi degli azonisti per il risarcimento del danno (ne sono stati presentati parecchi) dovranno essere dichiarati improcedibili per carenza d'interesse (avendo il Governo riconosciuto agli azionisti una somma superiore a quella a cui avrebbero potuto legittimamente aspirare).

Commmenti.

 

 

 
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Alitalia, Matteoli: "basta scioperi o vi denuncio"

Post n°136 pubblicato il 11 Novembre 2008 da azpia
Foto di azpia

La Cai si prepara a perfezionare l'acquisto di Alitalia e - salvo sorprese dell'ultim'ora - a dicembre potrebbe iniziare la nuova gestione. Intanto lo sciopero improvviso dei sindacati di Alitalia mette in difficoltà il Paese. Le norme italiane prevedono che l'astensione dal lavoro nei pubblici servizi debba essere comunicata in anticipo alle autorità competenti e che debba essere attuata in modo da non causare eccessivi disagi. La compagnia di volo eroga un pubblico servizio e quindi è soggetta a queste regole.

Matteoli, ministro dei trasporti, oggi ha minacciato la precettazione dei dipendenti e si è spinto oltre. Ha detto che se la precettazione non dovesse bastare i dipendenti Alitalia "si metteranno nella completa illegalità" e che allora saranno applicabili anche norme penali...

Se una minaccia del genere l'avesse fatta il governo Prodi non ci avrei creduto. Ma non ho difficoltà a credere che il governo Berlusconi passi a breve dalle parole ai fatti, lasciando poi alla magistratura il compito di decidere se il comportamento dei dipendenti è legale o meno. Non intendo criticare (o elogiare) il comportamento del governo Berlusconi, ma solo dire che la sua compagine è più omogenea di quella prodiana e che quindi, volendo, potrebbe decidere di compiere misure impopolari. Sia chiaro che anche Veltroni, malgrado le polemiche, probabilmente si sarebbe comportato allo stesso modo se avesse vinto le elezioni... visto che il Pd di ora non è l'ulivo di una volta. 

Comunque, una cosa è certa: l'atteggiamento dei dipendenti di Az dimostra la difficoltà dei manager precedenti nel ristrutturare l'azienda. Ammettiamo infatti che "lavoratore irrequieto" abbia ragione e che gli euberi siano inesistenti. Ammettiamo pure che sia una mossa del governo e della Cai per vessare i lavoratori, magari per costringerli ad accettare tagli salariali. Ammettiamo tutto ciò. Ebbene non si comprenderebbe, stando così le cose, come mai nelle altre grandi realtà produttive private di questo paese i lavoratori si limitino a forme civili di protesta mentre in Alitalia si debba necessariamente arrivare allo sciopero selvaggio.  Anche in Fiat, Parmalat, Unicredit, Enel, Eni e Tim, per fare qualche nome, ci sono stati problemi tra manager e dipendenti, ma alla fine si è sempre trovato un accordo pacifico. Fa parte delle normali relazioni sindacali.

In Alitalia tutto questo non succede. E allora le spiegazioni sono due: o in Alitalia c'è un accanimento speciale contro i dipendenti (e allora fanno bene a scioperare) oppure i dipendenti sono contrari, per principio, a qualunque forma di cambiamento.

A voi i commenti. 

 Viva Alitalia!

 
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Alitalia, Cai minaccia il ritiro

Post n°135 pubblicato il 30 Ottobre 2008 da azpia

Il tavolo tra l'Ad Sabelli e i sindacati è saltato. Non c'è accordo sul rinnovo dei contratti. Cai, senza un'intesa, è disposta a ritirare le proprie offerte. La telenovela dunque non è ancora conclusa.

Mi permetto di fare una semplice osservazione: in tutte le aziende italiane ci sono scontri tra manager e sindacati. Fa parte delle relazioni sindacali. Tuttavia in Az questa conflittualità è patologica. Le possibilità sono due: o la colpa è dei manager oppure è dei sindacati. Tertium non datur. Scarterei la prima ipotesi perchè non riesco a credere che TUTTI i manager che si sono succeduti negli ultimi 8 anni avevano un atteggiamento pregiudiziale contro i lavoratori...

Resta la seconda: è tutta colpa di alcune sigle sindacali. Le solite. I "duri e puri" della situazione. Sono libere di non firmare quest'accordo ma devono rendersi conto che stanno condannando la compagnia al fallimento e che - in ogni caso - la nuova compagnia sarà libera di scegliere che contratti applicare al termine della procedura fallimentare.

Viva Alitalia.

 
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Blog Alitalia: stop ai commenti anonimi

Post n°134 pubblicato il 29 Ottobre 2008 da azpia
Foto di azpia

Non chiedo ai visitatori di firmarsi nome e cognome ma almeno di rendersi identificabili. Visto che molti commentano in "anonimo" ho deciso che da oggi in poi bisognererà registrarsi.

Voglio chiarire la mia posizione
Perdere il proprio posto di lavoro è una terribile esperienza. Specie se hai la consapevolezza di aver sempre fatto il tuo dovere... come la stragrande maggioranza dei dipendenti Alitalia. E' orribile ritrovarsi in cassa integrazione a 40 anni... il mutuo, i figli da mandare a scuola. Ma non bisogna farsi accecare dalle emozioni.

I fatti sono incontrovertibili:

1) Alitalia, attualmente, più vola più perde

2) Alitalia NON può beneficiare di aiuti di Stato perchè sono proibiti dall'UE

3) L'avvicendamento dei manager non ha risolto i problemi

4) Questo vuol dire che la crisi è strutturale

5) In effetti NESSUNA compagnia occidentale ha un rapporto dipendenti/biglietti svantaggioso come Alitalia. Nessuna compagnia (tranne quelle del terzo mondo) ha una flotta obsoleta come la Alitalia. Nessuna compagnia è sindacalizzata come la Alitalia. Nessuna compagnia, per concludere, ha i costi di Alitalia. Basta spulciare il bilancio per rendersene conto.

Il piano "Fenice"
Il piano Cai è un intervento strutturale per risolvere questi problemi. O almeno per i primi due, visto che il "proliferare" delle sigle sindacali è un fenomeno tipico delle aziende gestite dallo Stato. Cai vuole sostituire gli Md80 con veivoli più moderni. Ci sarà una riduzione delle rotte: è ovvio, per rinnovare l'intera flotta servirebbero capitali che la cordata non possiede. Il piano Cai prevede anche l'ottimizzazione del personale di volo attraverso la ri-dislocazione nel territorio. L'alternativa a questi cambiamenti non è migliore: il fallimento.

E guardate che sarebbe molto peggio per i dipendenti. Offendere, come in alcuni commenti anonimi che sono stati rimossi, serve a poco. I fatti non cambiano.

(Malgrado tutto) viva Alitalia! 

 
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Alitalia: il punto della situazione

Post n°133 pubblicato il 22 Ottobre 2008 da azpia

La vicenda Alitalia è finita nel migliore dei modi possibili. Direi nell'unico modo possibile. La cordata italiana si è materializzata e ha firmato un accordo coi sindacati per rilevare la compagnia di bandiera. i sindacati hanno fatto bene ad accettare perchè diversamente avrebbero dovuto affrontare lo spettro del fallimento... e sarebbe stato anche peggio.  A questo punto possiamo fare alcune considerazioni sul passato e sul futuro di Alitalia.

IL PASSATO

1) L'idea di vendere la compagnia ai privati, come tentato da Padoa Schioppa, era giusta, ma i diktat dell'estrema sinistra, contraria ai licenziamenti, hanno impedito di trovare un buon acquirente

2) Nessuna colpa può essere moss aa Cimoli. ha tentato di risanare la compagnia ma si è dovuto scontrare con lo strapotere dei sindacati. Dispiace solo che se ne sia andata con una buonuscita così alta...

3) Se il Governo Prodi avesse deciso con maggiore determinazione si sarebbero limitati i danni, mentre ora gli azionisti hanno perso tutti i loro risparmi .

4) Gli azionisti hanno fatto male a scommettere su Alitalia. Dovevano immaginare che le resistenze sindacali avrebbero impedito di risanare la compagnia. Hanno giocato d'azzardo e hanno perso clamorosamente. Peggio per loro (ricordo ai lettori che anch'io sono un azionista Alitalia: ma onestamente bisogna ammettere che l'investimento era fortemente speculativo e che le azioni sono per definizione "capitale di rischio")

5) Un plauso al Governo Berlusconi: il decreto legge che ha consentito lo scorporo dei debiti di Alitalia è stata una mossa saggia. Nessuno altrimenti avrebbe comprato la compagnia. La domanda sorge spontanea. Non sarebbe stato meglio agire prima? Certamente, ma a questo punto vale il detto "meglio tardi che mai"...

IL FUTURO

1) La compagnia, priva della zavorra occupazionale, adesso ha le carte in regola per competere con gli avversari. Non me ne vogliano i dipendenti. Non è un problema dei salari (bassi) ma della produttività: nella vecchia Alitalia il rapporto tra biglietti venduti e dipendenti era insostenibile. In Ryanair la produttività è circa 8 volte superiore. Questo perchè gli aerei nella vecchia Alitalia erano sfruttati poco rispetto alla mole di personale.

2) A questo punto, per il rilancio, manca solo il partner straniero. Comunque meglio alleati dei tedeschi che dei francesi. Spinetta ha tirato troppo la corda: voleva trasformare Alitalia in un vettore regionale e trasferire i voli a Parigi. I tedeschi invece sono più ragionevoli e peremetterebbero alla compagnia di investire in collegamenti punto a punto

3) Alitalia sta per perdere il monopolio sulla tratta Roma-Milano... a favore delle ferrovie private. Tra pochi mesi partiranno i treni superveloci della compagnia guidata da Montezemolo. La compagnia dovrà quindi inventare nuove tratte. Ecco perchè la scelta punto a punto è la migliore

4) Piloti e assistenti di volo dovranno essere disposti a trasferirsi in altre città per consentire un abbattimento delle spese per i pernottamenti in hotel. Basta con Alitalia romacentrica...

5) Per il momento non mi vengono altre idee... fate voi nei commenti...

Viva Alitalia!

 
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