Creato da barbara.delpio il 24/05/2007

BLABLABLOG

Pallonerie e un po' di sano zapping (che non fa mai male)

 

 

Il nuovo signore dei vip

Post n°9 pubblicato il 10 Agosto 2007 da barbara.delpio
 
Foto di barbara.delpio

In molti gli hanno chiesto di dire la sua, di farsi intervistare, di prendere posizione. Su Vallettopoli, su Lele Mora, sugli agenti dei vip. Luca Casadei ha sempre declinato l'invito ("Detesto i colleghi che fanno i protagonisti più degli artisti che seguono", ci dice). Lui ha preferito rimanere nell'ombra. Fino a oggi. Una lunga chiacchierata. Sul suo mestiere, sulla tv, su Vallettopoli e sui suoi colleghi. Non li nomina mai uno per uno, ma "chi vuole intendere intenda". Nessun giudizio e tre o quattro concetti espressi con garbo (la "erre" arrotata alla francese fa la sua parte) ma dai quali non prescinde. Casadei non lo dice, un po' per pudore un po' perché evidentemente non è nel suo stile, ma basta scorrere la lista dei suoi protetti e farsi due conti: mezza tv nazional-popolare, come la chiama lui (gente di reality, vallette, tronisti e via dicendo), adesso è roba sua. Poi ci sono gli "ex assistiti di", quelli che fino a qualche mese fa erano di un'altra parrocchia. Un bel po'. Francesca Lodo e Alessia Fabiani, tanto per dirne due. Ma questa è la fine della storia. L'inizio ce lo racconta lui.

Sono arrivato in Italia da Parigi a 17 anni. Ho lavorato con mio nonno che aveva una concessionaria di pubblicità, vendevamo spazi su diverse riviste di settore tra cui una dedicata all'universo delle discoteche. Poi, quasi per gioco, ho creato un'agenzia di sicurezza tutta femminile e ho cominciato a frequentare il mondo della notte. Il passo successivo è stato proporre e vendere spettacoli, di qualunque genere, ai vari locali italiani.

Poi due anni e mezzo fa è arrivata il colpo di fortuna…
Che ha un nome e un cognome: Diego Conte. Ai tempi faceva il corteggiatore di Uomini e Donne. Lui è stato il primo tassello. Gli ho fatto fare vari programmi (tra cui La Talpa, ndr), vari lavori. Ho cominciato ad acquistare credibilità nell'ambiente. E da cosa è nata cosa.

Fabiani, Lodo, Santarelli, Radchenko, Snell, Taricone, Dorigo, Balzo eccetera eccetera. Come sei riuscito ad accaparrarteli?
La mia agenzia è, passami il termine, una famiglia. Chi lavora con me deve convincermi umanamente. Oggi posso permettermi di rifiutare delle persone.

Chiarissimo. Volevo sapere come funziona l'approccio, quali sono le regole del mercato. Vale tutto come in guerra e in amore?
All'inizio, quando ti devi fare ancora un nome, sei tu che devi promuovere la tua agenzia. Poi scatta il passaparola tra artisti. Tante volte scelgo io, tante volte vengono loro da me. Ci sono otto reality all'anno, cento personaggi nuovi sul mercato. Devi selezionare, devi saper guardare avanti.

A chi hai detto no?
Non ci sono regole e non voglio fare nomi. Ma non prescindo dall'umiltà. Se mi trovo davanti un fenomeno, una macchina da soldi che però è capriccioso, ti sembrerà ridicolo, ma gli dico "no, grazie". Voglio lavorare con persone disposte a sacrificarsi. Se tu esci dal Grande Fratello non puoi pretendere domani di fare un film con Muccino. Devi studiare, devi uscire dalla scena per un po', la devi piantare di andare alla feste, devi evitare il trash. I divi non fanno per me. E poi non voglio cloni in agenzia.

Parliamo dei tuoi colleghi…
Dunque. Sicuramente anche se non vado d'accordo con il mio, diciamo… (pausa). Allora, io vado d'accordo con tutti i miei colleghi. Il mondo dello spettacolo è una grande torta, non devi essere ingordo. L'unica persona che non condivide questa politica presumo sia il mio competitor. Io non ho mai interpellato un suo personaggio. Poi se sono loro a venire da me, io faccio il mio interesse.

Un nome vincente per la prossima stagione
Francesca Lodo. Penso che lei abbia vissuto "la faccenda" in maniera molto passiva. Credo sia stata una vittima. Ha le palle e i numeri per fare gran belle cose. Odio i pregiudizi e sono dell’idea che una seconda opportunità vada concessa a tutti.

Tu la chiami "la faccenda", io la chiamo Vallettopoli. Che idea ti sei fatto?
Ti dico questo: quest'estate sono in Sardegna per la prima volta e mi sto divertendo da matti, con i miei amici e con i miei artisti. L'Italia è un Paese troppo estremista. Questo non è un mondo sporco. Se è marcio lo è come tutti gli altri, né più né meno.

Toglimi una curiosità. Perché questa intervista sì?
Perché la prima domanda che mi hai fatto non era su Lele Mora.

 
 
 

L'origine di tutti i mali

Post n°8 pubblicato il 16 Luglio 2007 da barbara.delpio
 
Foto di barbara.delpio

Esattamente un anno fa c'eravamo beccati il titolone "mammoni e parassiti" dai tedeschi (dopodiché era arrivato il doppio wurstel in semifinale servito da Grosso e Del Piero). Stavolta a praticare l'amatissimo sport "dalli all'italiano" sono stati gli inglesi. Per la precisione lo stimatissimo inserto culturale del Financial Times. Che ha dedicato addirittura la copertina alla gravosa questione delle donne nude del BelPaese. Un attacco meno gratuito e molto ben argomentato rispetto al precedente, non c'è che dire. Ma la considerazione, dopo aver letto il titolone (Naked ambition - La nuda mbizione) è sempre la stessa: legittime le premesse, un po' meno le conclusioni.

Perché se è vero e sotto gli occhi di tutti quello che scrive Adrian Michaels, corrispondete dall'Italia del quotidiano londinese, e cioè che la nostra tv, le nostre pubblicità, i giornali e le strade sono tappezzati di belle gnocche in bella mostra, non è necessariamente vero che questa sia l'origine di tutti i mali. Né la necessaria conseguenza. Nel senso che gli sculettamenti delle Schedine non sono per forza inversamente proporzionali alla quantità di ministre nel nostro governo.

Michaels nelle quattro paginone comparse sul FT punta il dito soprattutto contro lo spot estivo della Canalis (un'immagine che deve averlo letteralmente scioccato visto quanto ci ricama su), contro gli stacchetti dell'Eredità, contro Veline e derivati e contro i tubini neri di Ilaria D'Amico (di quest'ultimo appunto, in effetti, ci sfugge la logica. Ma tant'è). Insomma, queste femmine ammiccanti, occhieggianti, imbarazzanti, ingombranti farebbero dell'Italia un Paese arcaico, maschilista e medioevale. Come definire altrimenti quella terra in cui la donna è utile solo, o quasi, a "stuzzicare i genitali dell'uomo"?

e americani, continua Michaels, sono scioccati ogni volta che mettono piede a Fiumicino o Linate. Perché vedere le tette della Canalis che ti fissa dal cartellone pubblicitario è una tortura. E pensare che proprio qualche giorno fa una stimata giornalista della MSNBC ha dato di matto in diretta quando si è trovata di fronte l'ennesima apertura sull'ultimo sturbo di Paris Hilton. Era la MSNBC mica Italia Uno. E pensare che quando Beckham e famiglia hanno lasciato il Regno Unito per spostare baracca, burattini e pettegolezzi a Madrid i sudditi di Sua Maestà si sono quasi strappati i capelli. E pensare che tre anni or sono (mica nel Medioevo) proprio su queste pagine scrivevamo:

Mercoledì 6 ottobre, ore 22 in punto: un milione e 600mila inglesi sono sintonizzati su Channel Five. Va in scena una puntata di The Farm (la versione locale del reality La Fattoria). Tra un'eliminazione e un consiglio per gli acquisiti, sugli schermi appare qualcosa che ha dell'incredibile. Per dieci lunghissimi minuti Rebecca Loos, ex assistente personale e (presunta e rea-confessa) amante di David Beckham, si esibisce in una delle performance televisive più squallide di sempre: armata di guanti, zelo e faccia tosta la signorina in questione ha masturbato in diretta nazionale un maiale al fine di raccoglierne lo sperma (poi utilizzato, pare, per un'inseminazione artificiale).

Qualche giorno prima, un'altra concorrente dell'allegra fattoria aveva bellamente infilato una mano nella vagina di una mucca. A completare il quadretto, almeno per ora, c'ha pensato Debbie McGee (ballerina e moglie del noto illusionista Paul Daniels) che a poche ore di distanza dal "Rebecca Loos show" col suino ha deliziato il pubblico lavando per circa un minuto il pene di uno stallone. Minuziosamente e senza battere ciglio. I più scandalizzati, alla fine, si sono dimostrati gli animalisti britannici che, in nome della "dignità suina ed equina" hanno chiesto agli spettatori di boicottare il programma.

Saremo anche arcaici ma almeno in fatto di "porcate in tv" abbiamo avuto degli ottimi maestri.

 
 
 

Costanzo a pagamento

Post n°7 pubblicato il 05 Luglio 2007 da barbara.delpio
 
Foto di barbara.delpio

Irriconoscibile. Il Costanzo versione pay tv è irriconoscibile. E Stella è un programma improponibile. "La tv di oggi è autoreferenziale. Si parla addosso e si è persa inseguendo forme di reality impossibili. Per questo credo che ormai Rai e Mediaset si equivalgono", così parlo Costanzo dalle pagine del Corriere Magazine. Lunedì 2 luglio ore 12 canale Sky 109. Mi posiziono sul divano: comoda, senza preconcetti, curiosa.

Non ci posso credere. Due ore di Costanzo show. Ma no quel Costanzo show. Uno show e basta. Stessa solfa il giorno dopo, quello ancora dopo e oggi (la puntata è appena finita). E siccome domani, come ogni venerdì, andrà in onda il meglio di... non c'è modo di farmi cambiare idea. Provo a spiegare a chi non l'ha visto. Diciamo che doveva essere un format di rottura, una specie di reality dal basso, un programma incentrato sulla vita quotidiana di quattro famiglie medie italiane collegate allo studio tramite web cam.

In pratica Costanzo passa tre quarti della puntata a portare avanti la sua personalissima crociata contro la tv generalista (come se fino all'altro ieri avesse trasmesso dalla luna). Così, tra un flash su una tartaruga insabbiata sulle spiagge di Gallipoli e un'Ansa sulla qualunque, lui ripete a noia che Stella è il futuro e che "gli altri talk show, quelli che vanno in seconda serata, stanno già correndo ai ripari per arginare l'effetto-bomba della sua replica di mezzanotte".

Ritornello: Abbonatevi a Sky Vivo, canale 109. Questa è la vera televisione, mica "quelli là".

Ma va oltre. Dice che Stella è un po' come Lascia o Raddoppia. L'Italia tra qualche giorno, alle 12 in punto, si fermerà... affollerà i bar, i negozi di elettrodomestici, i cinema... ogni televisore si sintonizzerà sul canale 109 di Sky per vedere questa meraviglia. E qui Costanzo ha un colpo di genio: "Spediremo una coccarda a tutti i bar che faranno vedere Stella". Una pandemia, una roba senza ritorno.

Ritornello: Abbonatevi a Sky Vivo, canale 109. Questa è la vera televisione, mica "quelli là".

In studio (è brutta pure la scenografia) vari pc e gli amici di sempre (Iacchetti, Claudio Lippi...).

Ritornello: Costanzo, naaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.

 
 
 

Effetto Ranieri?

Post n°6 pubblicato il 25 Giugno 2007 da barbara.delpio
Foto di barbara.delpio

Ore 22:30. Apprendo da Torino che David Trezeguet resterà in bianconero fino al 30 giugno 2011. Altri tre anni. La dirigenza juventina deve aver chiuso un occhio sulla imbarazzante pantomima di qualche domenica fa e deve aver fatto di necessità virtù. Trezegol resta, come Buffon. Deschamp doveva essere un gran rompiballe se adesso fuori dall'ufficio di Blanc c'è la fila per firmare.

 
 
 

Interisti, taroccatori veri

Post n°5 pubblicato il 25 Giugno 2007 da barbara.delpio
Foto di barbara.delpio

Giustizia deve essere fatta. Moratti e soci non sono quello che dicono di essere. Il popolo juventino rialza la testa e bussa alle porte dell'ufficio indagini della Figc


Passaporti taroccati, intercettazioni illegali di giocatori e arbitri, plusvalenze fittizie, vendita del marchio a se stessi. La lista è lunga. L'occasione è troppo ghiotta per starsene zitti e buoni alla finestra e aspettare che la giustizia faccia il suo corso. Non si può.La misura è stracolma e la Juventus è tornata in serie A. Non è stato al suo posto Fabio Capello figuriamoci se ci sta il popolo bianconero. Fresco di scudetto, da Madrid, il tecnico friulano giorni fa ha tuonato contro Moratti, l'Inter, la presunta (e ostentata) superiorità morale dei nerazzurri. Ridacchiando, come è solito fare quando c'è da picchiare duro.

I tifosi juventini sono andati oltre. Una vera e propria insurrezione. Ce lo segnala corsivo79, autore del blog Nostra Signora del Cuore. Coordinati dal Professor Paolo Bertinetti, anima dell'Associazione Nazionale Amici della Juventus e di "Giulemanidallajuve", sono scesi in campo professori universitari, presidi di Facoltà, gente dello spettacolo. Aguerriti e cocciuti come mai. Al grido di "LA FIGC NON INSABBI ANCHE QUESTO SCANDALO NERAZZURRO" hanno promosso una petizione "per chiedere verità e giustizia sul caso dei bilanci falsi dell'Inter".

I taroccatori nerazzurri, come li chiamano loro. Quelli che si sono cuciti sul petto il tricolore strappato dalle maglie juventine pochi giorni dopo la festa al Delle Alpi. Quando è troppo è troppo. La Figc e Palazzi, dicono, riservino a Moratti & co. lo stesso trattamento riservato alla Triade. Né più né meno. Inter in B? Scudetto 2005-2006 restituito alla Juve? Gogna mediatica anche per i nerazzurri? Processi sommari, sberleffi e punizioni esemplari anche per loro? Basta che paghino., signori. E Giulemanidallajuve.

 
 
 

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