Creato da Uto88 il 29/05/2006

CLEAN moleskine

il moleskine è pulito perchè quando scrivo lo faccio qui.

 

 

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prima di partire riempio le scatole

Post n°134 pubblicato il 31 Dicembre 2007 da Uto88

Un altro anno finisce, tiro le somme, mi accorgo di aver mantenuto tutti i buoni propositi dell'anno scorso e mi balla in testa un interrogativo strano.

Ha ancora senso tenere un blog quando c'è qualcuno pronto a giudicare, a perdersi in congetture mentali e voli pindarici per spiegare le mie scelte, la mia stringata vita "BIT"?

Essere un libro aperto finora mi è piaciuto, mi ha regalato amicizie sincere che sono andate ben oltre il virtuale, è solo questo che mi tiene legato ancora alla tastiera.

Diciamo che ci penso, me lo tengo 'sto blog?

Intanto che ci penso mi preparo le valigie, riempio gli scatoloni da portare a Perugia, nella mia nuova casa.

Faccio la selezione naturale dei libri da far sopravvivere, quelli che m'hanno dato qualcosa e che si meritano di venire con me, poi mi porto quelli nuovi, con le copertine che quando le apri "scrocchiano" ancora.

Mi porto le novità, editoriali e personali, tutte nello stessa scatola.

Natale è stata l'occasione buona per spiegare a tutti che cambio, e tutti (quasi) mi hanno appoggiato.

Mia zia, quella che mi vuole sempre col capello in ordine (impresa ardua), mi dice che conta su di me, non smette di riempirmi di elogi e per poco non prendo il colore delle sfere attaccate all'albero di plastica.

La nonna del prezzemolo è contenta perchè faccio qualcosa di più serio (come se prima studiassi arte circense) poi però continua a fare il sugo e ci butta dentro ciuffi interi dell'ortaggio verde. Che tanto non sono l'unico nipote fuori sede, se me ne vado ci sono altri otto cugini, una bocca in meno da sfamare, un ciuffo di prezzemolo risparmiato.

Quella del basilico la prende in un maniera strana, sarà l'attaccamento stretto, prima mi dice vai e poi le scappa la lacrimuccia sotto la lente ovale. la vedo che scivola nella zampa di gallina all'angolo dell'occhio. Poi però mi regala l'olio da portare, che mi vede sciupato e visto che a Perugia il pane è insipido lo condisco col succo d'oliva del suo orto.

Lo zio che in un mese s'è rotto due volte lo stesso braccio pensa che scherzo, poi però pensa che se lui s'è fracassato le stesse ossa nel giro di qualche giorno tutto è possibile, vede l'olio e capisce che sono serio e se nonna m'ha dato la spinta anche lui mi da semaforo verde.

Mia cugina dice che mi raggiunge a ottobre, pronta a scatenare una reazione a catena che rischia di portare in Umbria una quantità indefinita di gente.

Il BooksBrothers maggiore è contento, mi consiglia di allargare lo sguardo e aumentare i contatti. Lavorare, farsi notare, scrivere, scrivere, scrivere e se avanza tempo studiare.

Mio padre dice l'esatto opposto, approva le mie scelte (sono commosso e sbigottito) e questo cambiamente almeno ci ha fatto parlare, confrontare, consultare, non succedeva tipo da dieci anni, a saperlo cambiavo prima.

è felice ma voglio capire se la sua felicità derivi dal fatto che me ne vado di casa o dal fatto che abbiamo ripreso a parlare come due persone normali (sempre che io e lui possiamo definirci normali).

La novità più importante è che il mio moleskine, quello cartaceo, inizia a riempirsi di contatti, di numeri di telefono, di annunci, di indirizzi, di appunti e di scarabocchi.

Questo Moleskine diventa meno Clean, questo moleskine, un po' alla volta lo sto riempendo di me.

Mi sa che il Moleskine virtuale lo lascio on-line...ci penso ma mi sa che lo lascio 'sto blog...

sì, lo lascio on line, finiamolo con una certezza questo duemilasette.

 
 
 
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UTOTTOTTO STORIA SEMISERIE IN QUARANTATRE RIGHE

Utottotto è nato 19 anni fa nell'ospedale di Padre Pio e si è diplomato nella scuola in cui ha studiato Wladimir Luxuria. Come qualcuno può dedurre abita nella città natale  di  Pulsatilla e Renzo Arbore.

Porta il cognome di un noto cantante napoletano, sua madre quello di un poeta recanatese che ha passato tutta la sua vita prendendo freddo ad una finestra guardando una certa Silvia che non se l'è mai filato. Il poeta in questione dopo essere andato in bianco ha scritto "il passero solitario".

Il nome di Utottotto ricorda vagamente quello di un pittore che disegnava orologi fusi e giraffe in fiamme, convinto di essere portato per la pittura a 15 anni ha partecipato ad un paio di mostre collettive, suscitando solo l'interesse di un paio di avanguardisti (evidentemente miopi) e una ciurma di bambini che tuttavia non hanno comprato manco un quadro... (sottigliezze)

appesi i pennelli al chiodo e i quadri alla gola è finita la parentesi dandy.

Dopo aver scoperto che il suo avo recanatese è stato uno dei primi giornalisti italiani è entrato nella redazione di un giornale culturale

Ora spera solo di non fallire nel campo "letterario" altrimenti gli resta solo da cantare la neomelodica napoletana come il cantante con cui condivide il cognome.

 

se vuoi insultarmi, conoscermi, chiedermi qualcosa la mia mail è whoisuto88[chiocciola]libero[punto]it
 
 

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