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Creato da EnricoDC_gallery il 15/12/2006
ma porca miseria, è mai possibile che bisogna urlare in questa casa?!? appunti di un artista vicentino

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Nickname: EnricoDC_gallery
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 33
Prov: VI
 

il mio periodo figurativo

cielo tra gli alti pini - olio su tela 45x100 questo è solo uno dei miei lavori figurativi, ho abbandonato tale ricerca proseguendo su tematiche concettuali di base..

 

 

cambiamento

Post n°192 pubblicato il 27 Gennaio 2010 da EnricoDC_gallery

Che nesso esiste tra arte, amore, creatività e cambiamento? Perché per fare arte serve il cambiamento, la novità? Perché per amare è necessario cambiare? Ah, come adoro questi aspetti della vita! L’arte parla del diverso. La creatività è in ognuno di noi. Ma non tutti sanno creare o sanno amare. E’ il bambino la fonte di arte per eccellenza. Il bambino può solo cambiare. Non ha un passato. La natura lo sbalza nel tempo anche contro la sua volontà. Picasso studiava per tornare bambino! Una battaglia contro i mulini a vento. Aveva già visto troppo per tornare innocente. Impossibile tornare ad amare il prossimo con la semplicità di un bimbo! Eppure qualche gallerista insiste nel dire che un vero artista non ha età. Molti sono emersi in fase adulta. Proprio perché non hanno perso quella capacità, o forse dovrei dire vocazione, di stupirsi e di cambiare. Ciò che si vede va a creare la parte solida della nostra personalità. Diventa nostra sicurezza, nostra protezione. Ma anche ostacolo per aprire il nostro io verso l’esterno. Una barriera ci rende sicuramente più forti, ma anche più restii ad aprirci. Il mio punto debole! Che paradosso e che ipocrisia! Osservando gli scritti e le memorie di molti grandi artisti è proprio questa debolezza che emerge, questa fragilità del loro animo. effetti di una personalità volatile. Eppure, di contro, una innata capacità di slanciarsi nel vuoto per capire, per scoprire. Ci vuol coraggio. E pure molto, per non abbattersi e continuare a planare nell’incertezza di un mondo senza futuro. Attraversare quelle aree buie dell’angoscia ed uscirne indenni.

 
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intervista ad un artista

Post n°191 pubblicato il 12 Gennaio 2010 da EnricoDC_gallery

navigando mi imbatto in una intervista ad un artista veneto. Le domande mi piacciono così provo anch'io a rispondere. Tu cos'avresti risposto?
1. Che cosa fai? Come ti definisci?
Cerco. Una coscenza
2. Qual è il tuo messaggio?
Non ho messaggi.
3. La tua biografia in quattro linee
Coltivo solo l’ambizione di poter fare arte al meglio. Vengo da studi tecnici e sono un geometra, lo sapevate? Autodidatta per definizione.
4. Metti i tuoi quadri in rete? Dove possiamo vederli?
enricodacampo.it
5. Come nasce un'idea? Che cos'è per te l'ispirazione?
Le idee nascono quando cambi, quando scopri in te aspetti che non conoscevi. L’ispirazione? E’ la tensione emotiva che ti porta ad amare la diversità. Vi capita mai di visitare una mostra ed uscirne carichi? Credo sia perché avete preso coscienza di avere l’opportunità di essere.. “migliori”.
6. Che cos'è l'arte?
Quando le cose le hai sotto il naso non le vedi.
7. In che circostanze ti vengono le migliori idee?
Quando vieni scosso da qualche evento ed emergono parti sconosciute e remote di te stesso.
8. Qual è la prova del nove per capire se per te un'idea è buona o no?
È buona se mi va di farla. Se è forzata no.
9. Tre idee creative che ti piacerebbe fossero venute a te.
Ognuno ha una sua indole. Desiderare le idee di altri è deprimente.
10. Quando e come hai iniziato a vederti come un'artista?
A vedermi artista.. da quando ho preso coscienza di me. A volermi artista.. da quando ho dovuto fare una scelta sulle mie priorità.
11. Perché tanti artisti e creatori hanno delle personalità volatoli?
.. non conosco la parola “volatoli”
12. Ti consideri postmoderno?
Contemporaneo
13. Come si deve valutare un'opera artistica?
Innanzitutto l’opera d’arte deve prima percorrere l’arco completo di una generazione per potersi dire “valutata” artisticamente. La ricerca scientifica va valutata dagli organi competenti. Ha un valore economico. Ma non è arte.
14. L'artista deve reinventarsi ogni giorno?
L’artista non si basta mai.
15. Che artisti ammiri e in che modo hanno influenzato le tue opere?
Ammiro gli artisti rifiutati dalla schiera dei benpensanti, quelli che si aggrappano con le unghie alla possibilità di fare arte e non cedono alle offese degli studiosi che sminuiscono il loro creare per mancanza di cultura ma non di arte.
16. Qual è la tua opinione sulle sovvenzioni pubbliche all'arte?
Il principio è sempre corretto.
17. L'arte autentica è l'arte necessaria?
Forse non è necessaria. Ma è l’unica via di salvezza.
18. Ti dispiace doverti staccare da un pezzo che hai venduto?
Certo è molto meglio affidare un figlio a chi lo ama.
19. Si compra l'opera, o si compra piuttosto l'artista?
Si afferra l’artista quando l’opera è desiderata e viene regalata. Comprando si può solo possedere la traccia di un artista ma non la sua arte. L’arte insita nell’opera è per ognuno che la guardi.
20. Nell'arte non ci sono guide, come sai qual è la cosa successiva che devi fare?
Lo so solo al momento giusto. Come non lo so.
21. Ti sembra giusto che gran parte delle opere che i musei d'arte contemporanea esibiscono sono d'artisti già morti?
Se son morti per l’arte.. Si
22. Che ruolo hanno giocato nella tua traettoria le figure del marciante, rappresentante, gallerista, e intermediari in generale?
Stimoli diversi a seconda della persona e del contesto.
23. Che tipo d'incarichi ti fanno di solito?
Cosa vuol dire ti fanno? Vuoi dire ti danno? Tutti vogliono solo ciò che si aspettano. Avere coscienza di ciò è un buon punto di partenza.
24. Qual è dei tuoi lavori quello che più ti piace?
L’ultimo finché non faccio il successivo
25. Collezioni qualche oggetto?
no
26. Che portali on-line d'arte frequenti?
Exibart
27. Che consiglieresti a quelli che iniziano?
Chi ha una carica interiore non ha bisogno di consigli ma solo di viaggiare e scoprire

 
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lascia copiare

Post n°190 pubblicato il 17 Dicembre 2009 da EnricoDC_gallery

Credo sia giusto tutelare e proteggere dagli sciacalli una buona idea e il frutto della ricerca.  Diverso è il senso se parliamo d'arte. L'arte non può essere copiata. Mi succede di incontrare molti giovani artisti preoccupatissimi e indispettiti quando copiare un'ideaincontrano nel lavoro altrui la presenza di qualche elemento a loro dire rubato. E' vero che qualcosa possa essere adottato da qualche altro artista, ma questo copiare non riuscirà mai cambiare paternità dell'arte. Perchè preoccuparsi di proteggere un'opera quando conoscendone il segreto ne si possono creare a centinaia. Lasciamo che copi chi vuole. Per me sono solo patetici tentativi di imitare il prodotto d'arte altrui senza capirne il senso. Chi non conosce il senso dell'arte, dovrà sempre ricorrere a questo stratagemma per produrre qualcosa di originale. Sarà comunque un figlio illegittimo. E chi si vantasse per un'opera non sua farebbe poca strada e una gran magra figura! Quando parliamo di ricerca il frutto di tale lavoro va tutelato e deve essere pagato! PAGATO! Ma attenzione. A livello dilettantistico c'è gran poco di realmente innovativo e degno di un seguito, perciò smettiamola di pretendere soldi. Diamoci piuttosto da fare perchè un ricercatore chè sia degno di un tale appellativo deve dedicare anni e non certo una notte insonne. Per produrre qualcosa di interessante bisogna sfornare centinaia di buone idee. Gli sprazzi di creatività ce l'hanno tutti e mica si può pretendere di mettere una recinzione attorno a ogni mezza idea nata per coincidenza. No?

 
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l'Arte è per gli altri?

Post n°189 pubblicato il 24 Novembre 2009 da EnricoDC_gallery

Fare Arte è vitale per l’uomo. A volte non lo sa ma è così. Si impara a farla fin da piccoli perché ci viene insegnato. Senza Arte non c’è relazione umana. Senza relazione umana non c’è Arte. L’Arte è una cosa mutevole, è una tensione verso qualcosa. L’Arte si muove sempre verso qualcuno, quando si dipingono gli oggetti o cose astratte, queste non sono altro che ponti verso chiunque possa recepire. Per fare vera Arte serve essere puramente se stessi. Tanto più l’Arte sarà per se stessi  tanto più l’Arte sarà per il prossimo e viceversa. Quando si fa Arte non si deve pretendere che piaccia. Se ciò succede è una coincidenza. Si impara a fare Arte. Si può imparare a fare Arte per qualcuno. Come? Col confronto, dando l’occasione all’altro artista di esprimere la sua personalità e di stupirci. Ciò che l’artista poi ti lascia, lo si deve passare. L’arte si può solo regalare. Forse la ricerca si può vendere. Ma senza Arte non c’è ricerca. La vera Arte è quando siamo attratti da qualcosa di cui non abbiamo bisogno. L’Arte è utile solo per farci stare bene. E’ uno scandaglio che ci fa sentire la presenza di altra Arte e ci fa sentire di esistere. E’ l’unico modo possibile per attivare le emozioni più intime. Si può star male per Arte. Il più alto segno d’Arte? Fare Arte per il prossimo, dedicando se stessi.

 
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di chi è quest'opera?

Post n°188 pubblicato il 25 Settembre 2009 da EnricoDC_gallery

io lo so, e voi?

chi è?

 

 
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inutile come l'arte

Post n°187 pubblicato il 31 Agosto 2009 da EnricoDC_gallery

Cerco di vedere l’utilità della ricerca artistica, per poter giustificare la mia opera e la mia vita. Il filo del discorso gira e rigira attorno, ma daccapo mi si ripropone il dubbio dell’inutilità della mia ricerca. Forse posso credere che ci sia qualcosa di buono in essa, forse le vie sono solo l’azione e la parola, il resto.... è noia!

 
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mi regalate un giudizio?

Post n°186 pubblicato il 25 Agosto 2009 da EnricoDC_gallery

Posso chiederVi un gentile parere?
Ho appena finito di delineare l'aspetto del mio sito che dovrebbe diventare quello ufficiale. www.enricodacampo.it

Se avete un attimo di curiosità e di tempo Vi chiedo di dare una rapida occhiata. E poi di riportarmi un rapidissimo parere, schietto, crudele, obiettivo..

E già che ci siete lasciatemi 2 parole anche sul guestbook. E' tanto per non dare l'impressione che sia un sito ancora deserto (come effettivamente è..)

grazie a tutti

Enrico

naturalmente se posso ricambiare il favore, lo farò con grande piacere..

 
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Arte: Io o gli altri?

Post n°185 pubblicato il 05 Agosto 2009 da EnricoDC_gallery

faccio seguito in questo blog ad una discussione sulla fonte dell'arte, e su cosa invece la inquini. Mi è capitato di confrontarmi con un artista che sosteneva che tutto viene da dentro e tutto ciò che viene dall'esterno non serve all'arte, mentre da parte nmia sostengo che, confermata la fonte egocentrica del creare, nessuno riesce a crescere da solo, illuminato dal proprio io interiore..

 
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Arte: valore, dove?

Post n°184 pubblicato il 24 Giugno 2009 da EnricoDC_gallery

Arte è un termine usato per significare lavoro d'arte. Il lavoro d'arte produce opere d'arte. Ben si intende che lavoro d'arte non è sinonimo di piacevolezza estetica ma di altro. Il prodotto d'arte visiva assume particolare valore quando l'impegno porta allo sviluppo di studi estetici. L'applicazione prolungata di arte non produce automaticamente lo sviluppo di ricerca. Ma può ugualmente produrre la quantità a discapito della qualità. La produzione molteplice di lavoro d'arte, comunque caratterizzato da uno standard di riconoscimento, credo possa essere inteso come prodotto di valore. Sebbene venga snobbato e deriso dagli studiosi come studio di scarso interesse che può trovare solo il favore del pubblico. Questo sistema di avvicinarsi all'arte è frutto di una concezione che varia nel tempo a seconda dei condizionamenti socio-culturali assumendo diversi gradi di riconoscimento.

 
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arte e ricerca

Post n°183 pubblicato il 21 Maggio 2009 da EnricoDC_gallery

un quadro ha valore perchè è bello?
quindi ha sempre un valore relativo?
a me sembra che il collezionista cerchi il valore che indirettamente viene dalla ricerca. La ricerca è il risultato di un esercizio d'Arte costruito "razionalmente". Ma un esercizio d'Arte può anche non portare a nulla. Cioè quando il fare arte è piacevole di per se stesso. E allora? in questo caso il valore di un quadro sta solo nella sua composizione estetica trovando un partner in un osservatore affascinato?
Un esercizio d'arte che non porta ad un'evoluzione costruttiva va a comporre comunque l'identità di un certo tipo di lavoro? Il collezionaista in questo caso viene attratto dal personaggio più che dall'opera?

 
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arte e ricerca - ricerca e arte

Post n°182 pubblicato il 18 Maggio 2009 da EnricoDC_gallery

Spesso viene considerata Arte solo il frutto di una lunga ricerca che porta alla realizzazione di un capolavoro. Il capolavoro naturalmente è opera d’Arte. Ciò non toglie che anche la più infima manifestazione di fantasia è pur sempre frutto d’arte. Allora, come distinguere arte di serie A e arte di serie B? ... secondo me, non esiste arte di serie A e arte di serie B, ma strumenti d’espressione migliori o peggiori e la capacità di utilizzarli. La capacità di intuire e di costruire sull’intuizione è una dote innata, ed è strumento d’espressione. Tutte le doti psico-fisiche se prive dell’impulso artistico restano nulle. Se invece trovano energia in un buon motore (Arte), Sono potenzialmente in grado di creare innovazione. Di contro si verifica spesso il contrario: un buon motore abbinato strumenti scadenti. Per creare innovazione e ricerca, tutte queste capacità devono essere comunque portate al limite della conoscenza umana, dove solo ivi può statisticamente essere spiccato il balzo più fruttuoso e innovativo. Oppure si può ipotizzare di provocare innovazione nell’ignoranza del sistema, ma pur sempre spiccando il salto da un lungo trampolino di lancio che metaforicamente rappresenta comunque un percorso di ricerca.

 
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idealisti

Post n°180 pubblicato il 04 Maggio 2009 da EnricoDC_gallery

E' facile essere idealisti dalla comoda poltroncina di casa.

 
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com'è inutile l'arte

Post n°178 pubblicato il 17 Febbraio 2009 da EnricoDC_gallery

L'Arte è completamente inutile. Anzi, no.
Esiste un paradosso in questa affermazione che sistematicamente si ribalta ogni qualvolta la questione viene osservata da un'altra parte. Sotto il profilo della logica economica l'arte non ha nessun valore e nessuna voce in capitolo (..e attenzione a non confondere l'utilità accidentale dell'opera d'arte), ed è per questo che la valutazione del lavoro d'arte è pressochè affidata alla discrezionalità degli operatori del settore, cosa che comunque non trova nessun fondamento pratico se non nei percorsi che questa la distingue. E' questa la difficoltà dell'artista quando tenta di quantificare il valore della propria Arte, ricorrendo infine ai canoni del sistema dell'arte. E' invece chi 
rinnega l'Arte che poi ne fa sfoggio senza sapere che proprio tutto ciò è frutto di Arte. L'Arte non è solo forma, ma è anche sostanza. E' l'espressione della voglia di vivere che si trasmette attraverso il calore del cambiamento.
L'immagine dell'artista è spesso distorta e incompleta, proprio perchè viene misurata con i suoi profitti. Naturalmente l'incompatibilità tra arte e rendita è anche la scommessa di diversi artisti che sfidano i sistemi per percorrere la strada dell'espressione. Che è solo una via per realizzarsi.  

La logica capitalistica non prevede sentimenti, ma solo il benessere del piacere. questa visione del benessere risulta sfalsata da ciò che effettivamente genera il benessere psico-fisico.

Chi vivrebbe in un mondo senza colori e senza calore?
perché i geni artistici più incompresi e più grandi sono anche quelli più sofferenti?
Perché cercano quel calore che non riesce a riempire loro incolmabili vuoti esistenziali?

 
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arte bella e arte brutta

Post n°177 pubblicato il 31 Gennaio 2009 da EnricoDC_gallery

mi piace il discorso di Wilde su cosa viene considerato bello e cosa brutto.. Lui provoca dicendo che non esiste niente di bello e di brutto ma semplicemente esisteuna cosa fatta bene e una cosa fatta male. Il gusto della persona si evolve con il vivere della persona, con il contesto che le si sviluppa attorno, con le influenze del mondo. Ciò non toglie che la materialità di tutto ciò parta da uno stampo genetico a cui un individuo non può sottrarsi. Resta di fatto per l'uomo di oggi come l'uomo di 1000 anni fa che alcuni denominatori siano gli stessi e perciò da essi siano in parte dipendenti i gusti. Ecco perchè un capolavoro dell'epoca ci piace ancora! Faccio un esempio. Nell'evoluzione del gusto attraverso la luce ed il colore l'occhio tende a riconoscere nell'azzurro il cielo, nel verde l'erba, nel rosso il sangue.. Mentre altre tinte hanno un significato da costruire. ad esempio il nero che da noi è il colore del lutto e il bianco quello della vita, in altre culture avviene il contrario sebbene a noi appaia tanto naturale l'associazione di tale immagine a tal sentimento. Dipende anche da questo se il rosso viene definito un colore aggressivo? Magari anche perchè sono elementi fisiologici necessari e utili al nostro vivere fisico. Come il giallo che trasmette la luce dei raggi solari. O il blu che entra nella psiche della riflessione. Non lo so, ma questo modo di intendere le cose mi piace..

 
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non esiste un'opera bella o brutta, ma solo fatta beno o fatta male

Post n°176 pubblicato il 09 Dicembre 2008 da EnricoDC_gallery

Non si può pretendere che il prossimo gioisca per le tue conquiste come non è giusto pretendere che il prossimo ti comprenda, un’opera d’Arte per essere considerata  tale non ha bisogno di apprezzamenti. Se l’opera è il frutto di un desiderio il risultato è da considerarsi opera d’Arte.

Un’opera ammirata non è necessariamente un’opera bella. In sintonia con Oscar Wilde quando afferma che non esiste un’opera letteraria bella o brutta, ma solo un’opera fatta bene o fatta male.

 
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la perfezione 2

Post n°175 pubblicato il 19 Novembre 2008 da EnricoDC_gallery

sviluppare un lavoro, tenendo ciò che più assomiglia a se stessi, ciò che più piace, per farlo a propria immagine e somiglianza, per mostrarsi in tutta la propria natura, nella coerenza di un sistema perfetto. Succede che poi, dopo anni di ricerca, un artista specchiandosi in quel che ha fatto... non veda niente. Non perchè non ci sia niente. Ma perchè il lavoro gli assomiglia talmente tanto che lo scambia per se stesso.

 
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la perfezione..

Post n°174 pubblicato il 12 Novembre 2008 da EnricoDC_gallery

è curioso notare come un lavoro fatto in fretta spesso risulti meglio riuscito di un lavoro meditato ed elaborato con attenzione. La chiave di lettura di questo fenomeno credo risieda semplicemente nella consapevolezza che nella perfezione della natura l'unico elemento cha si possa definire imperfetto sia l'uomo. ecco perchè quando nel procedimento compositivo ci si lascia guidare dalla natura il risultato risulta molto più armonioso della composizione premeditata. Alcuni artisti l'hanno capito e già messo in pratica da decenni. L'esempio più lampante è quello di Pollok, che mescola nelle sue composizioni elementi casuali (cioè naturali) ed elementi soggettivi. Tra gli artisti contemporanei che proseguono e si distinguono in questa ricerca, anche per le modalità con cui talvolta persegue questi studi, riporto l'artista Hermann Nitsch che ben sintetizza visivamente cosa intendo dire. E' questo che si intende quando con semplicità affermiamo che manca l'ispirazione, cioè che manca quella serenità che ci fa sentire in pace con la natura, che ci fa agire in modo armonioso, che ci fa diventare parte del macrocosmo cui facciamo parte. Un altro esempio di armonie nella natura sono i frattali. C'è infatti chi approfondisce lo studio visivo di certe equazioni matematiche (che altro non sono che riproduzioni della natura) chiamandole arte frattale. Ecco un esempio.

 
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come creare la copia di se stessi

Post n°173 pubblicato il 10 Novembre 2008 da EnricoDC_gallery

innanzitutto, la copia dell'essere umano è oggetto di collezionismo.
Il collezionista ambisce a possedere la copia (o parte di essa) di personalità rare ed eccezionali.
Il lavoro dell'artista consiste nel lavorare su se stesso per far emergere le peculiarita della propria personalità, che sia per vendersi o per realizzarsi, non importa.
Come per lo scultore, anche per l'artista esistono diverse tecniche (che non coincidono con i mezzi) per elaborare la copia di se stessi.
E' possibile comporla dal vuoto, aggregando diverse parti per portare l'opera più prossima al reale. Oppure è possibile ottenerla dal pieno, scartando tutto ciò che ha poco a che fare con l'oggetto e mantenendo la materia più attinente.
Il rischio per il primo metodo è quello di interrogarsi per troppo tempo di fronte ad una tela bianca, per poi lasciarla così com'è. Io preferisco il secondo. Agire, vedere, lavorare, ossrvando le tracce lasciate e da esse estrarre l'essenza dei miei gusti.

 
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se l'ARTE non esistesse.. 

Post n°172 pubblicato il 03 Novembre 2008 da EnricoDC_gallery

ogni volta ricado qui, in questo cerchio che proprio non vuole chiudersi.
Sembra impossibile, eppure il ragionamento si inceppa, dove la musica si ferma, dove la poesia tace, dove la fantasia vive dello slancio emotivo.
Cosa c'è che non va? La paura che qualcuno dimostri razionalmente che l'Arte non esiste. Che trovi quello stesso appiglio che io cerco per dimostrarne il contrario, appiglio che si cerca sfiorando ogni singola superficie della realtà, alla ricerca di una impercettibile crepa che non c'è. Perchè poi tutto finisce svanendo in una bolla di fumo. Oppure no? Alla fine restano comunque le tracce di chi siamo o di chi è stato, di chi ama o di chi ha amato. Che senso c'è se poi tutto è senza senso? Correre correre verso un punto lontano chissà quanto, senza sapere se ci si arriva, e pretendendo solo un po' di quella maledetta felicità(?)!

 
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va a finire che credi davvero in quello che fai

Post n°171 pubblicato il 13 Ottobre 2008 da EnricoDC_gallery

all'inizio non era così, non sapevo dove andare, non sapevo cosa fare, poi all'improvviso una spinta. Verso dove? Non è importante. L'importante è che mi sono mosso. E poi non mi sono più fermato. Ciò in cui credevo era una scintilla. Ora ho paura che tutto ciò in cui credo sia solo il prodotto di una scintilla. Ho paura di credere in qualcosa che è venuta casualmente. Ho paura di aver perso quella scintilla e di muovermi per inerzia. Dovrei fermarmi e riflettere. Ma le persone attorno ti identificano in ciò che fai. Quello che non voglio è credere anch'io di essere in ciò che faccio piuttosto che in ciò che credo.

 
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le mie opere

E N T R A   scultura metallica: cm 90x90 ferro zincato. Altri lavori sono consultabili sul sito
www.enricodacampo.it
oppure artmajeur

E N T R A

 

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