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GIU' LE MANI DALLA JUVE

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Creato da: Corsivo1 il 12/01/2007
IL CAPITANO, LA BANDIERA, L'IMPERATORE BIANCONERO

 

 

Post N° 67

Post n°67 pubblicato il 27 Maggio 2008 da Bauessina

impossibile non dedicare un post al nostro capitano che anche quest'anno è capocannoniere.

forza ALEX e il prossimo anno si spera tu possa essere  RE dell'europa

 
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Post N° 66

Post n°66 pubblicato il 10 Aprile 2008 da juvhero

 
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SEMPRE PIU' "ONESTI"...

Post n°65 pubblicato il 27 Febbraio 2008 da juvhero
 

Intercettazioni confezionate su misura!

Quello che segue è un feroce articolo sulle intercettazioni, pubblicato oggi sulla versione online de La Stampa, e tagliato dopo poche ore. Un mistero che neppure i redattori de La Stampa sanno motivare. Fortunatamente è stato salvato da un paio di lettori più veloci e più svegli della censura. E' opportuno che abbia diffusione.


La giostra gira ancora e la resa dei conti si avvicina. Ecco come ha fatto l’Inter a condurre Calciopoli

"Ipotesi di violazione dell’articolo 1 del codice di giustizia sportiva", con questa intestazione questa mattina un fascicolo sarà aperto dall’Ufficio indagini della Federcalcio sulla vicenda Inter-De Santis-Vieri. I fatti. Nel 2002 l’arbitro Nucini ha un colloquio con Facchetti e gli racconta di alcuni strani rapporti tra Moggi, l’arbitro De Santis e i dirigenti sportivi Fabiani e Pavarese. Facchetti chiede a Nucini di riferire i fatti alla Procura di Milano (visto che lo stesso aveva perplessità a rivolgersi alla giustizia sportiva), ma non fu fatto nulla. Allora l’Inter si rivolse alla Polis d’Istinto, l’agenzia investigativa di Emanuele Cipriani (legato al responsabile del Cnag della Telecom, Giuliano Tavaroli) per far pedinare De Santis. Da quel momento fu aperto un dossier dal significativo nome in codice: operazione ladroni. Sarebbero, però, anche stati intercettati i telefoni di De Santis e della moglie. Gli stessi furono anche seguiti, fotografati, furono fatte indagini patrimoniali e sui conti correnti. Alla fine il dossier si chiude dicendo che "non furono trovate anomalie nel tenore di vita del soggetto".
Contemporaneamente furono intercettate le telefonate di Bobo Vieri e l’attaccante fu anche pedinato, ma soltanto nell’ambito di un "controllo" della società sul calciatore. A seguito del decreto legge del Governo sulle intercettazioni illegali, è tornata d’attualità la vicenda. Perché fu commissionata una inchiesta da parte di un’agenzia investigativa e non fu fatto né un esposto alla magistratura, né una denuncia all’Ufficio indagini? Il voluminoso materiale raccolto sull’arbitro, oltre che valutare il suo tenore di vita, a cosa mirava? E le foto? L’argomento interessa, intanto, anche la Procura di Napoli che nel 2004 proprio a Tavaroli si rivolse per comunicare le intercettazioni delle utenze di Moggi, Bergamo, Pairetto. Sì proprio a Tavaroli che era a capo del Cnag, il centro nazionale autorizzazioni giudiziarie della Telecom, che quindi venne a conoscenza dell’indagine che i magistrati Beatrice e Narducci stavano conducendo proprio sulle stesse persone. Una coincidenza, chiaramente, ma che alla luce degli ultimi sviluppi diventa inquietante: Tavaroli ha detto ai pm che lui riferiva tutto a Carlo Buora, amministratore delegato Telecom e vice presidente dell’Inter. Tutti sanno che in realtà Buora non muoveva un passo senza il nulla-osta di Trochetti Provera. E’ fin troppo facile chiudere il cerchio. L’Inter è nei guai. Guai seri. Tutti hanno capito che le intercettazioni sono state filtrate e fornite al bacio alla Procura di Napoli dalla lobby Telecom di Tronchetti & C. attraverso Tavaroli.
Eccoci allo scoop dell’ultima ora: inizialmente, tutti avevano ravvisato, senza dar troppo peso alla cosa in quel momento, che le intercettazioni erano state manipolate e interpretate prima di giungere nelle mani dei magistrati partenopei. Ufficialmente si pensava che fossero stati i Carabinieri di Roma ad aver interpolato con spiegazioni non dovute le sbobinature (azione che peraltro non è loro consentita). In realtà il lavoro di indirizzo era avvenuto ben prima e più in alto. Si parla proprio in quest’ottica del coinvolgimento diretto di Moratti e Tronchetti Provera. A questo riguardo Tavaroli adesso sta tentando di fare da parafulmine per salvare le posizioni dei due e soprattutto per tutelare il proprio tesoretto nascosto e, probabilmente, da loro garantito. Alla Procura di Milano, però, hanno già capito dove e cosa cercare e non è esclusa in futuro una collaborazione di Tavaroli per alleggerire la propria difficilissima posizione giudiziaria.
Insomma tutte le intercettazioni al centro di Calciopoli sono state confezionate su misura per abbattere dei bersagli precisi: persone e società considerate nemiche. La giostra gira ancora…

 
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VERSO JUVENTUS-ROMA

Post n°64 pubblicato il 14 Febbraio 2008 da Corsivo1

LA SOCIETA' SPINGE IL CAPITANO: "ALEX SEGNA E PORTACI LONTANO"

Bianconeri all'inaugurazione della mostra dedicata all'Avvocato Agnelli. Elkann emozionato: "E’ un grande omaggio a mio nonno. Vedo una Juventus bella grintosa, sabato è una giornata importante, la squadra è forte, contro la Roma ho chiesto tanti gol a Del Piero". Cobolli: "A Udine ci ha fatto la grazia Iaquinta, sabato segnerà Alex". Il Capitano: "Agnelli sarebbe orgoglioso di noi. Lui ha sempre caratterizzato le sfide tra noi e la Roma con ironia e simpatia. Mi auguro che tornino quei tempi, anche perchè si lottava sempre per il primato". Lippi: "Rivedo la mia Juve". Buffon dalla B alle figurine, da N´Kono al figlio: vita da n.1 al mondo: "Voglio stare in porta fino a 42 anni".



DEL PIERO: "QUESTA JUVE PIACEREBBE ALL'AVVOCATO" - Corriere dello Sport - Mancano solo poche ore al big match di sabato sera fra Juventus e Roma. Un 'classico' del calcio ialiano che si preannuncia decisivo per entrambe le squadre. Da una parte ci sono i bianconeri, obbligati a vincere per avvicinare il secondo posto, dall'altro i giallorossi, obbligati al colpaccio per proseguire l'inseguimento all'Inter capolista.  Alex Del Piero carica tutto l'ambiente e lo fa ricordando il personaggio che ha segnato la storia calcistica della Juventus: «Questa squadra piacerebbe ad Agnelli - ha detto il capitano durante l'inaugurazione della mostra commemorativa per l'Avvocato -. Lui ha sempre caratterizzato le sfide tra noi e la Roma con ironia e simpatia. Mi auguro che tornino quei tempi, anche perchè si lottava sempre per il primato».
LIPPI - A presentare il big match di sabato c'è anche l'ex allenatore bianconero Marcello Lippi: «Questa Juventus assomiglia alla mia prima - ha detto -. Mi ha fatto inorgoglire la sua determinazione, la voglia di risalire e di crescere, il modo in cui ha riassaporato la sua dimensione naturale e la classifica che le compete. È stato il gruppo degli anziani a trascinare gli altri, che sono andati dietro benissimo ed è stato bravo Ranieri a creare questo spirito. Da una grande arrabbiatura è nata una grande determinazione e voglia di tornare a vincere».
Lippi ha poi voluto elogiare lo spirito di Del Piero: «Continuerà a giocare per parecchi anni e vi stupirà, smettendo più tardi del previsto perchè gli piace troppo il lavoro sul campo, che svolge in maniera meticolosa». Il tecnico campione del mondo in carica fa anche un parallelo tra la Juve e la Roma attuali: «Quello giallorosso è un progetto avanzato, ha già tre anni e sono stati inseriti ottimi giocatori, quest'anno, come Giuly e Juan. La Juve è appena all'inizio del proprio lavoro. Ma la classifica delle due è quasi uguale e a metà del campionato ormai i valori sono determinati». Lippi ha anche fatto un tuffo nel passato, ricordando le due partite più belle della "sua" Juve, il 2-1 di Amsterdam del '98 e il 6-1 di San Siro contro il Milan di pochi giorni prima. Sul proprio futuro, il tecnico è stato chiaro: «Io voglio tornare sul campo. A fare l'allenatore e non in altri ruoli. Ma ci penserò tra un paio di mesi, quando le squadre vengono concepite. Non mi piace subentrare adesso, a metà campionato».
"CON LA ROMA TOCCA A SAN DEL PIERO" - La Stampa - Erano tutti nella grande sala centrale della Mole (anche i piloti Ferrari Raikkonen e Massa) e l’Avvocato sembrava guardarli da uno dei grandi ritratti esposti nella mostra fotografica sulla sua vita. «Questa Juve gli sarebbe piaciuta molto» diceva Del Piero. In fatto di calcio Giovanni Agnelli era di gusti molto raffinati. Gli piacevano i numeri uno. Si entusiasmava per la Juve di Platini, ha applaudito quella di Lippi. L’ultima che ha visto. Quello che avrebbe detto sulle squadre degli anni successivi, compresa l’attuale, possiamo soltanto immaginarlo. Secondo l’ottimista Del Piero, Agnelli avrebbe apprezzato anche la banda Ranieri, che si prepara alla sfida di sabato sera con la Roma. Nel suo Comunale e poi nel mai apprezzato Delle Alpi, la partita con la Roma era una di quelle che Giovanni Agnelli non si perdeva. «E condiva ogni cosa con la sua ironia» ricorda ancora Del Piero. E fa una promessa al suo tifoso speciale e a tutti i tifosi che aspettano sabato come il giorno del giudizio: «Il nostro obiettivo è di tornare a rivivere i grandi confronti del passato con la Roma, anche perché spesso in gioco c’era il primato. L’Avvocato ha sempre caratterizzato ogni confronto fra noi e i giallorossi con ironia e simpatia. Quello di sabato ha già un sapore particolare, potrebbe dire a che punto siamo del nostro cammino di avvicinamento alla Juve che tutti sognano». Del Piero è sempre al centro del mondo bianconero. Tutti guardano a lui come al possibile hombre del partido di sabato. E’ sicuro, Alex protagonista, parole di Cobolli Gigli: «Io sono un nostalgico e sogno sempre che su queste partite ci sia il marchio dei campioni che hanno fatto la nostra storia. Sono un devoto di San Iaquinta che ci ha fatto la grazia a Udine, tuttavia mi aspetto che a decidere questo confronto sia Del Piero». E John Elkann rivolge al capitano la stessa simpatica supplica: «Sabato dovremo dare una dimostrazione importante della nostra forza. Chi meglio di Del Piero può decidere questa partita? Gli ho raccomandato di segnare. Non mi basta un gol, da lui ne voglio tanti. Con la Roma sono tanti i bei ricordi. Spero che sabato i giocatori si ricordino come sono sempre state belle queste partite». Ma per il vice presidente della Fiat è già una Juve tosta: «Sono contento, è una bella squadra che ha capito come ogni partita sia importante. Gli acquisti sono stati tutti buoni è una Juve che va bene, c’è un grande collettivo. Noi vogliamo rinforzarci per tornare grandi». E’ già una buona Juve anche secondo Marcello Lippi che non intende sporgere querela contro chi paragona la sua prima Juve, quella dei Vialli, Ravanelli, Deschamps e Paulo Sousa, all’attuale: «Vedo giocatori arrabbiati e determinati come avevo io. Il messaggio più forte l’hanno dato i vecchi che sono scesi in B e sono ripartiti con lo spirito di una volta quando sono tornati nel loro habitat naturale». Juve più vicina alla Roma? «Spalletti può contare su un progetto in fase molto avanzata, Ranieri è all’inizio». Il Marcello ha parlato molto con John Elkann. «Io fra due mesi cercherò una squadra» ha annunciato. Chissà.
IL SECOLO DELL'AVVOCATO IN 250 FOTO - Repubblica Torino - Si snodano su per la rampa nella cupola della Mole, quasi a comporre una pellicola cinematografica, le oltre 250 foto che riassumono "Il Secolo dell´Avvocato". Dopo Roma, dove è stata esposta da gennaio nel Complesso del Vittoriano, approda a Torino la mostra che celebra Giovanni Agnelli a cinque anni dalla morte. Ieri sera l´affollata vernice negli spazi del Museo del Cinema, da oggi l´apertura al pubblico (fino al 16 marzo) e già si scommette sulle lunghe file di torinesi e non che andranno a visitarla. Curata da Marcello Sorgi con il progetto espositivo di Cynthia Sgarallino, ripercorre le varie tappe della vita di Agnelli, dall´infanzia «dorata ma breve», al matrimonio nel ‘53 con Marella Caracciolo, ai trent´anni - dal ‘66 al ‘96 - alla guida della Fiat. Ecco allora i viaggi per il mondo, dall´America da Kennedy a Bush padre ai Clinton, alla Russia da Kruscev ad Eltsin, alla Cina, e le visite dei reali europei, dalla regina Elisabetta a Juan Carlos di Spagna. A suo agio con potenti e umili, Agnelli è ripreso in pose mai ufficiali. Scorrono immagini divenute delle icone, accanto ad altre inedite. Ci sono le fotografie dall´album di famiglia - con il nonno senatore, con Marella in giardino e al mare, con il figlio Edoardo, con il nipote John alla partita - e quelle con i politici, dai presidenti della Repubblica, Pertini, Ciampi, per arrivare a Craxi, La Malfa, Andreotti, Berlinguer, D´Alema, Veltroni e Napolitano non ancora capo dello Stato. C´è l´immagine storica della firma dell´accordo sulla scala mobile con Luciano Lama quando era presidente di Confindustria e ci sono le immagini degli anni del terrorismo e delle Brigate Rosse. E poi lo sport: la Ferrari e la Juventus, Schumacher e Del Piero. Si chiude con le struggenti immagini delle persone in fila al Lingotto per l´estremo omaggio all´Avvocato. Ma non ci sono solo le fotografie (provenienti dagli archivi di Vito Liverani, della Stampa, dell´Archivio storico Fiat) in questa mostra che, come dice l´architetto Susanna Nobili, responsabile dell´allestimento «non vuole essere encomiastica o celebrativa, ma intensa e piena di passione come è stata la vita di Agnelli, e pure ricca di segni forti, a partire dai materiali usati e dai colori». Sul fondo dell´Aula del Tempio scorrono video realizzati con filmati delle Teche Rai, al centro una sezione dedicata ai ritratti d´autore, firmati da Krieger, Harari, Lessing, Helmut Newton (Mole Antonelliana, 9-20, sabato 9-23, lunedì chiuso, info 011/818561 
SFILANO LE GRANDI PASSIONI: FERRARI, JUVE E LA NUOVA FIAT - Repubblica Torino - John Elkann nei panni di padrone di casa, a dare il benvenuto a tutti. E poi, in ordine sparso, Sergio Marchionne e Carlo Sant´Albano, Gianluigi Gabetti e Franzo Grande Stevens, il campione del mondo di Formula 1 Kimi Raikkonen, accompagnato dal compagno di squadra in Ferrari Felipe Massa, e ancora l´ex governatore Enzo Ghigo e Mariella Scirea. C´era tanta Torino legata all´Avvocato ieri sera al Museo del Cinema per l´inaugurazione della mostra dedicata a Gianni Agnelli, a cinque anni dalla scomparsa. 250 scatti realizzati dai più importanti fotografi italiani e mondiali che presentano la vita piena, avventurosa dell´Avvocato. «Sono bei ricordi - dice il vicepresidente della Fiat- E´ un bellissimo ricordo di mio nonno, tanto più perché ospitata al Museo del Cinema che proprio lui aveva fortemente voluto. C´è tanta gente, a riprova di quanto mio nonno ha dato tanto a Torino e allo sport». Sport, ossia Juve, che ieri si è presentata alla Mole al gran completo; John pensa già al match contro la Roma di sabato sera: «Ho chiesto a Del Piero tanti gol. A mio nonno questa Juve sarebbe piaciuta, è un gruppo che sta bene assieme» spiega l´ingegnere che poi dà il benvenuto a Marcello Lippi: «Non potevo mancare - dice il ct mondiale - ho da sempre uno splendido rapporto con la Famiglia e mi ricordo di quando John ancora ragazzino veniva negli spogliatoi». Ma questa Juve ricorda la sua prima Juve? «Quando me lo dicono mi fa piacere. Lo spirito, la grinta, la voglia di vincere sono le stesse». Manco a dirlo il discorso cade su Del Piero: «Credete a me, durerà ancora parecchi anni, giocare gli piace troppo. Io invece tornerò a fare l´allenatore; ho lasciato per un po´, ma ora sono pronto a tornare». Non poteva mancare Giampiero Boniperti («ricordare l´Avvocato è sempre un momento particolare di grande emozione») mentre Giovanni Cobolli Gigli dice: «Agnelli ha dato l´esempio in molte cose, mi fa piacere che venga ricordato nel monumento per eccellenza di Torino. La Juve di oggi? Gli sarebbe piaciuta e l´avrebbe stimolata a dare ancora di più. Me lo immagino seduto in tribuna accanto al vecchio presidente giallorosso Dino Viola e poi il suo sorriso per la nostra vittoria, con gol di del Piero, anche se a Udine Iaquinta è stato decisivo». Del Piero coglie gli auspici e ringrazia: «Spero sia un buon profeta. L´Avvocato era una persona speciale e ricordo come sapeva riempire la vigilia di Juve-Roma con la sua ironia e la sua simpatia. Certo, a quei tempi era una sfida-scudetto mentre oggi ci si gioca la zona Champions; ma il nostro obiettivo è tornare in alto, ricominciare a puntare allo scudetto». L´ultimo auspicio è dell´ultimo arrivato: «Spero di giocare perché sto bene». Parola e firma di Momo Sissoko.

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OGGI ALEX COMPIE 33 ANNI

Post n°63 pubblicato il 09 Novembre 2007 da corsivo79

BUON COMPLEANNO CAPITANO!

Il 9 novembre del 1974 nasceva il mito di Alessandro Del Piero. Tanti auguri da tutti i membri e gli utenti del blog! Sei grandissimo! 



TANTI AUGURI CAPITANO - juventus.com - Tutta la Juventus si appresta a vivere un giorno speciale. Venerdì 9 novembre, Alessandro Del Piero festeggia il suo 33° compleanno. Un evento che giunge in un momento estremamente positivo per il capitano. A partire dalla sfera privata, vista la recente nascita di Tobias, il suo primogenito. Ma anche a livello calcistico. Del Piero ha da poco prolungato il suo contratto con la Juventus, confermandosi vera bandiera del club. Inoltre è entrato ancora di più nella storia bianconera: domenica scorsa, contro l’Inter, ha collezionato la presenza n° 529, che gli ha permesso di scavalcare Beppe Furino e diventare secondo nella classifica degli juventini di tutti i tempi, alle spalle del solo Gaetano Scirea. Ad Alessandro, i migliori auguri da parte di juventus.com, di tutta la Juventus e del popolo bianconero.
Auguri di continuare così ancora a lungo, con lo stesso spirito da guerriero e con l’immensa classe che ci ha deliziato in tutti questi anni. E poi grazie:
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Grazie per le coppe che hai alzato per noi, per i trionfi in campionato, per i record, per i gol “alla Del Piero”.
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Grazie per la signorilità con cui superi i momenti difficili, l’educazione con cui affronti gli avversari, la gentilezza con cui accogli noi tifosi.
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Grazie di essere la nostra bandiera, il nostro capitano e di farci sentire orgogliosi, ogni giorno di più, di essere bianconeri.

tanti auguri al nostro capitano

che oggi compie gli anni.


                        
                                 Bauessina 

 
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