Community
 
emergenzamb...
   
 

emergenzambiente

tematiche ambientali regione abruzzo

 

AREA PERSONALE

 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

TAG

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Febbraio 2010 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
 
 
 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: emergenzambiente
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 47
Prov: PE
 

INCENERITORI

Inceneritori:La legge di Lavoisier applicata ai rifiuti: La legge di Lavoisier (o di costanza delle masse nelle reazioni chimiche) ci dice che “la quantità di materia totale di un sistema chiuso rimane costante”. Il che significa che è possibile trasformare le sostanze, ma non annullare la loro massa. Dalla combustione di una tonnellata di rifiuti bruciata si ottengono complessivamente circa due tonnellate di sostanze: - una tonnellata di fumi - 280kg/300kg di ceneri solide, cancerogene, da smaltire in discariche speciali - 30 kg di ceneri volanti (estremamente tossiche) - 650 kg di acqua sporca (da depurare) - 25 kg di gesso Nel processo di incenerimento, ai rifiuti da bruciare occorre infatti aggiungere calce viva e una rilevante quantità di acqua. Nulla si crea, nulla si distrugge, e tutto si trasforma, viene insegnato in seconda media, eppure, in modo bipartisan, i nostri politici sono ancora suggestionati dal “mito prometeico”.
 

NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001. Le foto presenti sul blog sono dei rispettivi autori, nel caso violino i diritti d'autore saranno rimosse in seguito a pronta comunicazione.
 

 

Cave, la lettera

Post n°292 pubblicato il 09 Febbraio 2010 da emergenzambiente

 

In seguito ad un articolo critico sul ripascimento-prelevare e portare sabbia in luoghi "erosi"- e un assessore che risponde, questa lettera che forse non avrà risposta -tanto per cambiare-:

Gentilissimo
Assessore Angelo Di Paolo

Assessorato Lavori pubblici, Servizio idrico integrato, Gestione integrata dei bacini idrografici, Difesa del suolo

I problemi relativi alla costa sono prevalentemente di natura geologica e ritengo, senza offesa, che Lei non possa essere competente in materia e che quindi la Sua opinione derivi da informazioni che vengono dai suoi tecnici o dai consulenti.

Ciò detto, spero che vorrà considerare che la mia posizione di professore ordinario, direttore del Dipartimento di Scienze della Terra e la mia esperienza trentennale nel campo della ricerca, mi metta un po' al di sopra della media dei pubblici funzionari o di quanti traggono un vantaggio economico a che certe imprese si facciano. Infatti, io non sono in nessun modo coinvolto e il mio giudizio è oggettivo, per quanto è possibile, e dettato dai dati in mio possesso. Inoltre voglio rassicurarla sul fatto che la mia non è una posizione personale nei suoi confronti e neanche ideologica e tanto meno politica. Questo è anche il motivo per cui perseguo e continuerò a perseguire i miei obbiettivi di verità indipendentemente dalle persone coinvolte sul cui operato non voglio ora esprimere alcun giudizio.

Queste opere che in realtà vanno a "difendere" proprio alcune delle cause dell'erosione e a peggiorarla complessivamente, non sono difendibili oltre. Io la invito a riflettere sul fatto che ben presto qualcuno potrebbe procedere, come è avvenuto altrove, alla verifica di quanto è stato fatto. A prescindere da tutto il resto degli aspetti negativi, che non sono pochi, devo informarla che i dati granulometrici e composizionali dei sedimenti usati per il ripascimento NON sono, come prevedono i capitolati, affini e tanto meno uguali a quelli dei luoghi soggetti al ripascimento, da qui facile presumere, visti i pessimi risultati, che non siano neanche adatti. Non sollevo qui il problema sul loro contenuto di inquinanti, ma una volta verificato, la cosa avrebbe conseguenze molto gravi.

E' inutile che io mi dilunghi sulle conseguenze negative per l'ambiente e degli altri danni maturati dall'erario se, come è possibile, si dovesse arrivare a un'indagine delle Procure interessate. La prego di voler riconsiderare pubblicamente quanto ha affermato in risposta all'intervista riportata da Prima da Noi. Se poi volesse un colloquio informativo e farsi un quadro più ampio sentendo anche la mia opinione, la cosa non costerà un euro alla collettività e probabilmente la sua immagine pubblica ne beneficerà, dato che i commenti alla sua risposta, non da parte mia, che me ne sono astenuto, non sono stati propriamente benevoli e simpatici.

Cordiali saluti
Francesco Stoppa

(inviata elettronicamente il 31 gennaio la lettera non ha ottenuto finora nessuna risposta.)

 

 

 
 
 

800 tonnellate, per ora...

Post n°291 pubblicato il 06 Febbraio 2010 da emergenzambiente
 
Foto di emergenzambiente

 

 

Contro l'installazione della piattaforma Ombrina Mare e il centro di primo trattamento galleggiante il cui acronimo è FPSO, un progettino petrolifero insomma, che tra fumi e scarti vari produce 800 Tonnellate al giorno di robetta, la Provincia di Chieti, i cittadini, le associazioni, i professori universitari, gli alberghi, i B&B, i ristoranti...la lista l'avete cliccandoqui andando in basso dopo l'altra minaccia petrolifera a Bomba, .

Il Governo Berlusconi impugna la Legge Chiodi che doveva fronteggiare la petrolizzazione in terra d'Abruzzo :

Comunicato stampa 6 febbraio 2010

Impugnata la legge regionale anti-pozzi:

e ora che farà il Governatore Chiodi?

La decisione del Governo Berlusconi di impugnare anche la legge predisposta dal Governatore Chiodi apre degli scenari inquietanti.

Come sta avvenendo per l'energia nucleare, infatti, il Governo nazionale sembra intenzionato a privare le comunità locali, anche nella loro massima rappresentanza quali sono le Regioni, di qualunque potere decisionale su una materia fondamentale come la produzione energetica che pure si caratterizza per avere pesanti ricadute sul territorio, sull'ambiente, sulla salute dei cittadini e sulle loro attività economiche.

La legge approvata dalla Regione Abruzzo - che, come si è fatto notare sin dalla sua presentazione, lasciava irrisolta la questione delle ricerche petrolifere a mare - riusciva però a tutelare il territorio regionale ed arrivava dopo l'impugnazione, sempre da parte del Governo Berlusconi, di una legge approvata sotto la precedente maggioranza regionale di centrosinistra.

Proprio per superare il problema della presunta incostituzionalità, il Governatore Chiodi era stato incaricato all'unanimità nella prima seduta del consiglio regionale di predisporre una legge ricercando la collaborazione del Ministro per gli Affari regionali e le autonomie locali.

Stride, quindi, ancora di più questa impugnativa che evidenzia una contraddizione tra governo regionale e governo nazionale, retti oggi dalla medesima maggioranza.

Nel merito si devono verificare i motivi di impugnativa per una valutazione puntuale, tenuto anche conto che la legge per vietare le ricerche e le estrazioni, faceva riferimento a norme urbanistiche, di gestione agricola e di protezione ambientale che sono di esclusiva competenza regionale.

Fin d'ora si invita, però, il Governatore Chiodi a preparare a difendere la legge dinnanzi alla Corte Costituzionale aprendosi al contributo di tutti, come il WWF e la Legambiente gli avevamo già suggerito in occasione della presentazione della legge e come, invece, non ha ritenuto di dover fare.

WWF Abruzzo: Dante Caserta 335.8155085

Legambiente Abruzzo: Angelo Di Matteo 347.8489363

 

 

 

 

 

 
 
 

Ma a cosa pensano

Post n°290 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da emergenzambiente
 
Tag: caccia

 

 

Giovedì 28 gennaio in Senato si è consumato un vero e proprio scandalo.

È stato votato, nonostante un appello di centinaia di associazioni e la mobilitazione di migliaia e migliaia di cittadini, un articolo della Legge comunitaria che, modificando una delle norme più importanti della Legge sulla caccia (l'art. 18, comma 2), ha cancellato i limiti della stagione venatoria, attualmente compresi tra il 1° settembre ed il 31 gennaio. Alle Regioni è stata così lasciata la facoltà di variare il periodo di caccia come meglio credono. Se questo sciagurato voto del Senato sarà confermato dalla Camera, si potrà quindi aprire la caccia tutto l'anno.

Sono evidenti le conseguenze nefaste sulla fauna, in particolare su quella migratoria. Inoltre aumenteranno il numero di morti e feriti che ogni anno si registrano tra cacciatori che si sparano tra di loro e, peggio, che sparano a contadini, escursionisti, ecc. che hanno la sola colpa di trovarsi tra il loro fucile e le povere "prede". Consentire la caccia anche nei periodi di massimo afflusso turistico renderà praticamente impossibile farsi una passeggiata in natura senza correre il rischio di vedersi impallinati.

Gli agriturismi subiranno l'ingombrante presenza di soggetti armati che potranno sparare a poche decine di metri da luoghi dove i bambini dovrebbero essere liberi di giocare ed i cacciatori invaderanno i campi coltivati tutto l'anno con conseguenze negative per il settore agricolo.

 

Nel segno della trasparenza il WWF ha pubblicato sul suo sito il link al sito del Senato da cui è possibile verificare come hanno votato i senatori. 

È quindi possibile verificare come si sono espressi i senatori eletti in Abruzzo.

Dal resoconto pubblicato sul sito del Senato si può vedere che i sette senatori eletti in Abruzzo erano tutti presenti al momento del voto.

Hanno votato a favore della norma che apre alla caccia tutto l'anno:

il Sen. Fabrizio Di Stefano, il Sen. Andrea Pastore, il Sen. Filippo Piccone ed il Sen. Paolo Tancredi.

Hanno votato contro:

il Sen. Giovanni Legnini, il Sen. Franco Marini ed il Sen. Alfonso Mascitelli.

La forte reazione contro questo voto scandaloso dimostra per l'ennesima volta come la stragrande maggioranza degli italiani sia contraria alla caccia ed è vergognoso che dei rappresentanti del popolo, eletti per legiferare nell'interesse di tutti, abbiano scelto di assecondare la lobby dei cacciatori e quella dei fabbricanti di armi.

È ora necessario rafforzare l'azione contro questa norma-scandalo in vista della prossima discussione alla Camera. Il WWF ha lanciato il http://cacciastop.wordpress.com dove è possibile ricevere tutte le informazioni per la mobilitazione.

 

 

inoltre andate a :

http://www.lipu.it/tu_petizione_cacciaselvaggia.htm 

APPELLO DI REPUBBLICA:
http://www.repubblica.it/ambiente/2010/01/28/news/caccia_voto-2103949/ 
 
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/29/news/no_alla_caccia_selvaggia_mandate_foto_e_testimonianze-2115981/

 
Scrivete a:
leggecaccia@repubblica.it 
per esprimere il vostro punto di vista e sostenere l'appello che sta portando avanti repubblica

 

 

 
 
 

''Signori uomini, se proprio volete sparare a un uccello, sparate al vostro''

Post n°289 pubblicato il 29 Gennaio 2010 da emergenzambiente

Non ci sono parole per descrivere questo atto contro il bene comune e la biodiversità, con tutti i problemi che ha l'Italia compresi il degrado ambientale e lo sterminio delle specie viventi, come è impegnato il SENATO?:

“Ciò che è accaduto oggi in aula del Senato ha del vergognoso nei

confronti dell’Europa, che è stata bellamente raggirata, ma soprattutto

della natura e dei cittadini italiani, a cui qualcuno dovrà spiegare che

la caccia e i fucili vengono prima di tutto”. 

 E’ la dichiarazione a caldo delle associazioni alla norma approvata in

[...]

http://www.marelibero.net/2010/01/29/caccia-no-limits/

 

DOMENICA 31 GENNAIO 2010

 

"ANIMALISTI ITALIANI ONLUS"  

ORGANIZZA A PESCARA

 

PASSEGGIATA ECOLOGICA CONTRO LA CACCIA

PER "DISTURBARE" I CACCIATORI, SALVARE QUALCHE DECINA DI ANIMALI E BRINDARE ALLA CHIUSURA DELLA CACCIA

 

HANNO ADERITO ALL'INIZIATIVA: LAC (Lega per l'Abolizione della Caccia) - LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE - WWF - ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - LAV PESCARA - ASADA - ACIF - ALTURA  (Associazione per la Tutela dei Rapaci) - LIPU - NO ALLA CACCIA - UNA (Uomo, Natura, Animali)

 

Portiamo fischietti, trombe,costumi, maschere, striscioni, bandiere....fiori da regalare ai cacciatori.............musica.....

ABBIAMO BISOGNO DI ESSERE TANTI!!!!!

 

APPUNTAMENTI PRE RADUNO:

- ORE 8.00 Autostrada A14 Uscita Pescara Nord/ Montesilvano

- ORE 7.00 Autostrada A14 Uscita Lanciano (Ch)

 

RADUNO PER PASSEGGIATA ECOLOGICA

- ore 8:30  Vivaio del Corpo Forestale dello Stato di Collecorvino (Pe)

 

Come raggiungere il Vivaio: Uscire al casello autostradale A14 Montesilvano/Pescara Nord -  Girare a destra e dirigersi verso Elice/Cappelle sul Tavo -  Proseguire per 7,5 Km fino alla rotonda - Scegliere l'ultima uscita della rotonda direzione Cappelle sul Tavo; proseguire per 1,5 Km fino al ponte - Subito dopo il ponte svoltare a sinistra fino all'entrata del Vivaio del Corpo Forestale dello Stato.

 

SIT IN E BRINDISI

 PER FESTEGGIARE LA CHIUSURA DELLA CACCIA

ORE 11.30/12.00 - PESCARA - VIA CATULLO,17

INGRESSO ASSESSORATO ALL'AGRICOLTURA

 

COMUNICATECI LA VOSTRA PARTECIPAZIONE!!!!

 

Scriveteci: ufficiostampa@animalisti.it - www.animalisti.it/news

328.42.65.368 - 347.68.38.531 - 328.20.63.876 -338.39.41.298 - 335.790.71.20

 

CONSIGLIAMO DI INDOSSARE SCARPE E/O STIVALI ANTISCIVOLO E GIACCHE IMPERMEABILI

 

 

 
 
 

Ombrina -parte prima-

Post n°288 pubblicato il 25 Gennaio 2010 da emergenzambiente

 

OMBRINA MARE A la Minaccia

Un progetto che prevede 2 piattaforme, una fissa e una mobile, più un centro galleggiante di primo trattamento per gli idrocarburi FPSO :

Perforazione piattaforma tipo Galloway :

avviene tramite impianto di tipo jack-up simile o identico a quello impiegato per Ombrina 2Dir 

scafo galleggiante 50/60 x 45/50m con 3 gambe retrattili lunghe fino a 120m, che discese sino al fondo marino ne consentono il sollevamento, lo scafo si alza di 10m dalla superfice del mare per evitare il moto ondoso e rimane per un periodo di 6/9 mesi in funzione dei pozzi da perforare che sono da 4 a 6, seguiranno le prove di produzione della durata di poche ore, il petrolio verrà conferito in discarica e il gas disciolto bruciato in fiaccola 

 

Coltivazione Piattaforma Ombrina Mare A -OBM A- 

struttura portante (jacket) a 4 gambe collegata al sovrastante Deck verrà posizionata all'esistente struttura tripoide del pozzo Ombrina Mar 2 e a questa solidamente collegata -non prevede presidio permanente personale- solo attività operative di manutenzione, da questa unità si svolge la coltivazione(estrazione) degli idrocarburi, permanenza 24 anni circa .

 

Coltivazione-estrazione-

dell'olio e del gas ad esso associati presente nei carbonati terziari e del gas biogenico nei sovrastanti livelli del Pliocene, per la produzione di olio multifase(attraverso Pompe Multifase, si pompano  simultaneamente Olio, Gas e Acqua alla centrale di trattamento FPSO) e produzione gas pliocenico con minimi sistemi di processo, infatti sulla piattaforma avviene solo il primo trattamento del gas "dolce" pliocenico per inviarlo  in campo S.Stefano(Torino di Sangro) e la omonima centrale di trattamento e compressione del gas tramite le sealine (condotte sottomarine). 

Provvista di torcia alta pressione (HP), necessaria per garantire la sicurezza

Cenni storici: il primo pozzo ricerca OM 1987, il secondo nel 2008

Dove si trattano gli Idrocarburi :

Nello  Floating(mobile) Production(produzione) Storage(magazzino)  Offloading(scarico)-FPSO- Sistema Galleggiante di Produzione, Stoccaggio e Trasbordo  , un serbatoio galleggiante a 4Km NE circa dalla piattaforma OBM A ,

 

 

 

 
 
 

OMBRINA -parte seconda-

Post n°287 pubblicato il 25 Gennaio 2010 da emergenzambiente
 

Appello come affondare Ombrina Mare:clicca qui

OMBRINA MARE A la Minaccia

 

capienza per lo stoccaggio del petrolio : 

largo 33m lungo 352m, capacità di stoccaggio del serbatoio: petrolio 45/50mila Ton. per riempirlo ci vogliono da 43gg a 63gg a seconda della produzione che varia da 7.550            a 5.000 bbl/d-barili giorno-, acqua di formazione 10/15 mila metri cubi, zolfo puro prodotto dalla desolforazione, 16 tonnellate circa al mese.

qui avviene  il trattamento dell'olio, l'addolcimento del gas ad esso associato,                       lo stoccaggio dell'olio prodotto e l'eventuale acqua di produzione o dello zolfo                       di recupero del gas di soluzione. 

Può alloggiare 15 persone .

Provvisto di fiaccole e scarichi gas avente lo scopo di smaltire e raccogliere gli scarichi gassosi, termodistruttore-inceneritore-per i gas residui del recupero zolfo, rigenerazione glicole, e il gas acido in caso di avaria processo rimozione H2S -quello che                   produce lo zolfo in sintesi-, una torcia atmosferica di emergenza al termodistruttore e al sistema di depressurizzazione .

PS.:Nel capitolo 2.2.3 pag 56 del progetto c'è il confronto per il primo trattamento  idrocarburi tra 2 scenari- Centro Oli o FPSO -  essendo il petrolio del pozzo Ombrina come quello del campo Miglianico -stessa presenza di H2Sidrogeno solforato -"saggiamente" optano per  l'uso del FPSO meno impattante dal punto di vista ambientale e socio economico inoltre non va ad impattare con la componente antropica(noi) e l'assetto produttivo-le coltivazioni, i vigneti ...-, con FPSO e la gestione immediata del H2S c'è una relativa semplicità operativa e logistica... dicono . Ma allora questo FPSO è un vero e proprio CENTRO OLI galleggiante ?  in mezzo al mare .

http://www.scribd.com/doc/24411244/SIA-Ombrina-Mare-CAP-2-Quadro-Progettuale

 

Cosa Butta in atmosfera e in mare  FPSO :

 

Gas Incombusto : FPSO dove sarà tecnicamente possibile(quindi, quanto ne esce?) gli sfiati saranno collettati e inviati a termodistruzione o torcia.

Gli Impatti potenzialmente significativi individuati, sono stati mitigati dove possibile (della serie che Dio ce la mandi buona?)

 

Immissioni giornaliera torcia atmosferica e Termodistruttore  :

47Kg/h(kilo ad ora) a 175°C, i composti: Sox(ossidi di zolfo), Nox(ossidi di azoto)-piogge acide-, CO( ossido di carbonio), H2S(idrogeno solforato), NMHC(idrocarburi non metanici )-l'OMS li ha classificati come cancerogeni, per cui non è possibile definire una soglia minima al di sotto della quale non si hanno effetti apprezzabili sulla salute-

Quindi facendo 47Kg x 24 della torcia più 550Kg ora del termodistruttore avremo , più di 14 tonnellate di fumi inquinanti al giorno che entreranno inesorabilmente nei cicli biologici complessi . Inoltre la fauna marina (pesci, crostacei, mitili...) grazie al fenomeno del bioaccumulo asorbirà tali inquinanti, che noi andremo a mangiare mangiando il pesce  .

A riguardo si consiglia la consultazione dossier della docente Maria Rita D'Orsogna:http://en.calameo.com/read/000031565aadee1313d39

In caso di emergenza :

La Torcia Atmosferica in caso di bloco del termodistruttore e del sistema di recupero dello zolfo

fuoriuscita di :

50.740Kg/h 50 tonnellate l'ora circa di fumi di combustione di gas acido- il gas acido è sostanzialmente composto da H2S e Co2-valutano solo la concentrazione di1050mg/Nm₃(normal metro cubo x milligrammo) Sox ( ossidi di zolfo), da ossidazione di H2S-

In caso di blow down-"problemucci" alla pressione con possibilità di esplosione-, la torcia ad alta pressione scarica 2.468Kg/h gas metano  2 tonnellate l'ora circa

I metalli in mare delle varie fasi piattaforme e FPSO :

Piombo presente nei carburanti dei mezzi impiegati nelle diverse fasi di installazione rimozione perforazione e produzione.

Zinco, alluminio, indio dai sistemi di protezione catodica( evita la corrosione delle condotte e della piattaforma), fasi di produzione e perforazione nella misura: piattaforma2,98 Kg/giorno, condotte 118,72g/giorno , naturalmente il progetto recita che le suddette cifre sono di ordine trascurabile non essendo previsti scarichi in mare dei fanghi di perforazione(e gli scarichi accidentali e di routine) e quelli delle acque di strato ?. Vedi fanghi di perforazione dott.sa MR D'Orsogna a questo link. :

http://compel.bu.edu/~danilo/vega2/Elsa2

_B.R268.RG/OSSERVAZIONI_Elsa2_MariaRita.pdf

 

 

Inoltre consigliamo questo link per altri dettagli Ombrina Mare A di Giosuè Guidone:

http://noabruzzopetrolifero.blogspot.com/2009/12/piattaforma-ombrina-mare-in.html

 

 

 

 

 

 

 
 
 

S.P.A.-Società per Azioni-

Post n°286 pubblicato il 20 Gennaio 2010 da emergenzambiente

 

"Protezione Civile S.p.a." svoltosi il 10 gennaio a Sambuceto (Chieti) nella sede dell'Abruzzo Social Forum.

 


E' stato un incontro molto partecipato e molto interessante...  è stato affrontato per la prima volta nella zona metropolitana un tema di cui non si conosce quasi niente ma che s'intuisce sarà di fondamentale importanza per capire meglio cosa è successo all'Aquila dopo il 6 aprile, quali meccanismi sottendono la cosiddetta "ricostruzione" del capoluogo abruzzese, e per capire quali saranno gli sviluppi generali nell'Abruzzo tutto.
L'incontro è il secondo di una serie dedicata all'auto-in-formazione dopo quello sul Decreto Sicurezza. Sono stati illustrati vari aspetti della Protezione Civile (P.C.), un tuffo collettivo all'interno di una realtà per certi versi "affascinante e misteriosa":
- la storia della P.C. dall'Unità d'Italia in poi ed i passaggi che ne hanno segnato l'evoluzione;
- la carriera di Bertolaso, delfino di zio Giulio (infatti lavorava nello staff di Andreotti prima e di quello di Rutelli poi);
- la struttura detta "a grappolo";
- la prevenzione, la previsione e l'organizzazione di eventi;
- la psicologia e l'euforia che permea l'ambiente di lavoro del "modello protezione civile" insieme al rigido controllo;
- etc.

I presenti sono intervenuti varie volte contribuendo ad arricchire l'argomento con informazioni e testimonianze sull'operato della P.C. rendendo l'incontro partecipato e dinamico. Un interessante dibattito che ha coinvolto tutti i partecipanti;  si è discusso di privatizzazione della P.C., di neoliberismo, del "metodo augustus" (link: http://www.ispro.it/wiki/images/9/95/Metodo_Augustus.pdf ), del ruolo svolto dai sindaci delle zone colpite dal sisma che spesso hanno ceduto  "volontariamente" tutti i loro poteri a Bertolaso.

 

L'Aquila è stato (e sarà) un laboratorio dove si sperimentano soprattutto nuove forme di controllo sulla popolazione colpita da una tragedia,  una "nuova" politica di governance fondata sulle ordinanze della P. C. fatte su misura e al di fuori dei normali meccanismi democratici. Nelle gestioni future di disastri in Abruzzo e in Italia si tenderà, come da modello, a trasformare la quotidianità in emergenza continua, giustificando così le maniere forti, affidando soldi e appalti in modo poco trasparente e clientelare. Si  occuperà sempre più non solo di prevenzione e previsione del rischio, ma anche e soprattutto della  gestione delle emergenze e dei grandi eventi. La P. C. sarà legittimata sempre di più ad intervenire nelle occasioni in cui è prevista la partecipazione di massa ritenuta di per sè potenziale fattore di rischio, fattore di rischio diventa la stessa relazione sociale collettiva di massa. 
Bisogna sottolineare che questo modello di gestione, di governance e di "DICOMAC"  di Direzione Comando e Controllo verrà applicato anche in altre tragedie ambientali e sociali che già si prevedono numerose nei prossimi decenni. Infatti la  P.C. prevede in uno studio ufficiale dai 500 ai 2000 morti l'anno in Italia per il prossimo secolo, per un totale di 50.000 - 200.000 morti nei prossimi 100 anni, per un totale di danni stimati in 100 - 200 miliardi di EURO (vedi link: http://speciali.espresso.repubblica.it/sfogli09/sfoglio-terremoti/index.html )

Un sistema di potere autoritario che schiaccia e sussume i poteri locali (politici, sindacali, associativi  e religiosi) , "integra" alcuni settori  mafiosi, che si dota di un sistema informativo-comunicativo che va di pari par sistema informativo da guerra , un potere che egemonizza anche attraverso un processo di creazione del simbolico proprio. E insieme ridisegna i rapporti di forza interni  ai poteri economici e di governo del territorio.

Interessante notare come  le analisi fatte dall'ASF, denunciate apertamente prima e durante il G8 di luglio 2009,  si sono purtroppo verificate reali.
Ancora oggi, le persone dell'Aquila non vedono risolvere i loro problemi legati alla ricostruzione non solo della propria casa ma di quella della città, non solo a quella del proprio posto di lavoro ma del tessuto socio economico, non solo del ritorno ad una vita normale ma di una vita sociale partecipata e piena. Non è ancora iniziata la ricostruzione sociale vera  che non sia quella ancora in gran parte determinata dalle regole imposte con tatto dalla P.C. o da una urbanistica stravolta, da una sopravvivenza forzata, da una insicurezza generalizzata.

La privatizzazione della P.C. aumenterà di molto in ampiezza e profondità queste caratteristiche  e non aiuterà certo a migliorare questo quadro anzi, una società per azioni è regolata dal diritto privato dove il controllo e la trasparenza della gestione dei fondi è prossimo allo zero; inoltre per queste società  vale lo "scudo penale" cioè il falso in bilancio depenalizzato. 
Infine, abbiamo anche affrontato brevemente il tema "Difesa Spa"                  ( http://espresso.repubblica.it/dettaglio/assalto-alle-caserme/2117172 ), un'altra privatizzazione silenziosa avvenuta a dicembre: basta considerare che questa società per azioni (fuori dal controllo parlamentare) oltre a gestire vari miliardi di euro che girano intorno agli appalti per la Difesa (esercito, marina e aeronautica) ogni anno, oltre a prendere possesso di tutti i beni immobili del ministero della difesa (caserme e terreni, etc.) , questa società  potrà realizzare grandi impianti per la produzione di energia elettrica (cioè inceneritori ed impianti nucleari) all'interno dei terreni di sua proprietà , opere che saranno di fatto fuori dal controllo degli enti locali sui quali non avranno giurisdizione perché protetti da "segreto militare"...

L'anno nuovo si apre con grandi sfide all'orizzonte! 
Saremo come società civile, organizzazioni sociali alternative e movimenti in grado, prima di contrastare questi nuovi poteri , di riconoscerli in tempo e di dotarci della necessaria intelligenza politica ed organizzativa , resistere e prospettare un diverso futuro nella nostra regione e fuori?
Potrà essere un tema di discussione dei prossimi incontri...

P.S..  
Il 23/01 ci sarà un incontro cittadino all'Aquila sulla privatizzazione della P.C. (http://www.3e32.com/) , è un peccato che coincida con la nostra partecipazione alla marcia della Pace di Pescara e con la organizzazione dei banchetti per l'acqua, Speriamo che qualcuno di noi possa partecipare.

 

 

 
 
 

Meglio le "inceneritrici" che gli inceneritori

Post n°285 pubblicato il 18 Gennaio 2010 da emergenzambiente
 

Modernità, tecnologia, viaggi nello spazio, democrazia... un sogno di realtà insomma, se non fosse per una certa politica che ha deciso di fare a meno della storia, e delle immense conoscenze accumulate sino ad oggi .

Tutto cestinato, insieme al semplice raziocinio per donare la propria testa e quindi le nostre vite ad una certa classe imprenditoriale capace di tutto fuorchè di fare impresa, ma abilissima nel lucrare anche sulla salute dei propri figli pur di creare centri di potere micidiali, capaci di collaborare e convivere tranquillamente anche con la criminalità organizzata .

INCENERITORI, Modena, un esempio che farà storia?

A decidere l'acquisto da parte del Comune della casa vicino all'inceneritore di via Cavazza, è stato il consiglio comunale nella seduta del 5 ottobre scorso.
Il prezzo stabilito è un milione di euro.
La ragione ufficiale della spesa è che su quel terreno (una casa e il campo adiacente) si potrebbe espandere il deposito degli atti storici del Comune, che attualmente confina con la proprietà.
Tuttavia, delibera alla mano, sulla destinazione futura del terreno sembrano aleggiare parecchi dubbi.
Mentre infatti l'acquisto è stato già sancito e con una spesa tanto onerosa «l'immbole in questione, confinando con il deposito comunale potrà essere utilizzato dal Comune per un eventualeampliamento dello stesso...» recita, però, il testo approvato in consiglio comunale.
E il futuro dell'ampliamento è ancora tutto da verificare.
Quello che è certo, invece, è che un tempo questa casa, che ora sembra valere tanto, era una casa come tutte le altre.
Nel corso degli anni, però, tutto intorno spuntano l' inceneritore, vasche di depurazione del liquame, una ferrovia privata ed un elettrodotto...
e sulla vicenda, che dal primo tentativo di esproprio ad oggi si è trasformata in una querelle giudiziaria, i dubbi sulle vere finalità dell'acquisto si sprecano.
Pare che a smuovere gli amministratori sia stata una cartella clinica che ha fatto capolino in mezzo alle carte legali.
Si tratta di quella del padre di famiglia, lavoratore agricolo, che da vent'anni respira, lavora e mangia polveri sottili emesse anche dall'inceneritore.
Anche attraverso la frutta e la verdura che coltiva.
Da anni l'uomo lamenta diversi sintomi, male ai muscoli, artrite, polmonite e racconta fatti drammatici: «Di allevare conigli ho smesso, perché non conveniva più.
Le coniglie avevano smesso di figliare.
Le rondini se ne sono andate via tutte, meno una coppia, che continua a tornare ogni anno.
Ma i loro piccoli non sopravvivono: fanno il nido e i piccoli invece di volare via cadono morti dal nido.
Avevamo una scrofa che ha abortito.
Sono sparite le lucciole, le falene e i passerotti...» racconta....
Caterina Giusberti 

Cosa c'è nei polmoni...
A esaminare i tessuti tossici usciti dall’inceneritore e annidati nei polmoni dell’interessato è stata Antonietta Gatti, specialista in 
nano patologie e direttrice del laboratorio Nanodiagnostic (protagonista dell’accanita battaglia con la Onlus reggiana Bortolani 
per il possesso del microscopio di ricerca acquistato grazie ad una campagna di Beppe Grillo) che ha messo a punto una tecnica 
per andare a verificare una possibile ‘esposizione ambientale all’interno dei tessuti’. 
Di cosa si tratta? «Il nostro corpo ha bisogno di ossigeno per respirare - spiega la dottoressa - ma dentro l’aria possono esserci 
anche delle polveri molto tossiche. 
Se andiamo in un cementificio sappiamo quello che respiriamo, ma delle polveri che escono dall’inceneritore non conosciamo 
esattamente la tossicità, perché dipende da che cosa viene bruciato». 
Quali sintomi possono dare nano particelle tossiche a chi le respira? « Uno dei più comuni è la sterilità, la sindrome del ‘burning 
semel disease’- spiega la Gatti - In pratica le polveri entrano nel corpo, in questo caso nello sperma, generando la perdita della 
fertilità nell’uomo, che la può trasmettere anche alla sua compagna. 
Ma nel peggiore dei casi la malattia può evolvere in maniera sistemica causando danni molto importanti». 

 

 
 
 

Rinascita o Pietra Tombale

Post n°284 pubblicato il 14 Gennaio 2010 da emergenzambiente

21 gennaio Bazzano l'Aquila

ore 15.30

Sala Conferenze Archivio di Stato

 

 
 
 

Protezione Civile S.P.A.

Post n°283 pubblicato il 12 Gennaio 2010 da emergenzambiente

 

In Italia è noto, la corruzione ha assunto livelli 
difficilmente riscontrabili in altri paesi occidentali.
La corruzione non ha confini, paletti, barriere.
La corruzione
è un fluido che permea e avvolge tutto.
Ogni tanto spuntano delle isolette
o oasi, ma queste sono l'eccezione che
confermano la regola.
Come affronta gran parte della politica 
questo cancro che fa crollare imperi,
figuriamoci uno stato manco grande in ogni senso?
PRIVATZZANDO
Dopo le telecomunicazioni, treni eccetera
con risultati catastrofici sotto gli occhi
di tutti, come sapete ci sta provando con l'acque e 
ora tocca alla Protezione Civile:

Ci sono solamente due mesi di tempo per correre ai ripari e impedire la privatizzazione delle emergenze; per impedire che la Protezione Civile assuma definitivamente il controllo gestionale di tutte quelle aree italiane in cui si verifica un'emergenza (dalla catastrofe naturale al cantiere delle grandi opere).

Il decreto legge del 30 dicembre 2009 stabilisce la costituzione della Protezione Civile Servizi SpA.

Si afferma che ciò viene fatto per "garantire un risparmio di tempi e risorse negli interventi del Dipartimento". In verità, questo risulta essere uno dei tanti fenomeni di privatizzazione all'italiana. Si costituisce una SpA a capitale interamente pubblico che di fatto può agire da general contractor: si privatizza, così, la gestione delle emergenze (e, contestualmente, quella dei grandi eventi).

Il progetto sottrae un importante settore dell'organizzazione statale al controllo democratico del Parlamento - sulla falsariga di quanto si sta consumando in merito alla "Servizi Difesa S.p.A" - e svuota le competenze in capo al Dipartimento. Ciò ha pesanti ripercussioni sui cittadini e sui lavoratori, trasformando il soccorso in un business.

La Protezione Civile Servizi SpA può:

- assumere partecipazioni
- detenere immobili
- esercitare ogni attività strumentale
- avere utili

La Presidenza del Consiglio dei Ministri è unico azionista della SpA e ne nomina il Consiglio d'Amministrazione. Il controllo della Corte dei Conti sulle spese è solamente successivo e la Protezione Civile Servizi SpA può agire in deroga alle leggi vigenti, secondo la logica commissariale dell'emergenza. 

Compiti della SpA sono:

- funzioni strumentali
- gestione della flotta aerea 
- gestione delle risorse tecnologiche
- direzione dei lavori
- vigilanza di interventi strutturali e infrastrutturali
- compiti non meglio specificati in tema di emergenza socio-economico-ambientale
- compiti non meglio specializzati in tema di grandi eventi

Il tutto avviene con Decreto Legge Governativo, senza il doveroso dibattito parlamentare.

E' evidente che questa privatizzazione dell'emergenza in atto sia contraria alle più elementari norme di vita democratica di un Paese civile. Ecco perché è necessario dire "No alla Protezione Civile Servizi SpA".

 

FIRMA ANCHE TU 

clicca qui

da cittadinixcittadiniAQ

 
 
 
Successivi »
 
 
 

INFO


Un blog di: emergenzambiente
Data di creazione: 05/04/2008
 

CARTINA PETROLIFERAA

FUORI IL PETROLIO DALL'ABRUZZO

PETROLIO CHI DECIDE COSA

Lo schema delle autorità competenti può essere riassunto così: -La Direzione Generale dell’Energia e delle Risorse Minerarie è la massima autorità nel campo energetico nazionale nell’attribuire i titoli minerari. Nel suo ambito opera l’Ufficio Nazionale per gli Idrocarburi e Geotermia (UNMIG), con tre uffici periferici a Roma, Bologna e Napoli, al quale è demandato il compito del rilascio dei permessi, delle concessioni e il controllo delle attività produttive. -Il Comitato Tecnico per gli Idrocarburi e la Geotermia è il principale organo consultivo del Ministero dell’Industria in materia. E’ nominato per decreto dal Ministro dell’Industria e dura in carica per tre anni. Il Comitato esprime un parere, peraltro non vincolante, sull’assegnazione dei titoli minerari richiesti in concorrenza, e valuta le varie situazioni su cui è chiamato a pronunciarsi, quali la variazione dei programmi di lavoro, l’unificazione degli stessi fra titoli adiacenti interessati alla stessa tematica, l’assegnazione di concessioni di coltivazione alla società o gruppo che ha scoperto il giacimento ecc. Le riunioni del comitato avvengono a intervalli trimestrali. -Il Ministero dell’Ambiente, attraverso la Direzione Generale della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) è l’istituto preposto a fornire la valutazione dell’impatto ambientale di ogni singolo progetto industriale e quindi anche di quello relativo al settore degli idrocarburi. Si avvale anche del parere della Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, competenti territorialmente. Alcune competenze specifiche sono demandate direttamente alle Regioni interessate e attraverso deleghe, a Provincia e Comuni.
 

ULTIME VISITE AL BLOG

di_tanto_amorelaelia75nathaniennon.sono.ioDELLEPROFcile54emergenzambienteandreadialbineaN_Y_N_Idivieto_di_coraggi0butterfly_noirofficinapapiestefano.cataliniSky_Eaglewisinlog
 

MORATORIA IDROCARBURI

Sappiamo che è un diritto Costituzionale la tutela della salute di tutti i cittadini Sappiamo che è un diritto Costituzionale la tutela del paesaggio Sappiamo che esiste la legge sulla trasparenza, che ci da diritto di sapere, di esprimerci e di contribuire alle scelte che investono il nostro territorio Sappiamo di avere una burocrazia che sovrasta e asfissia lo stato democratico Sappiamo di avere strumenti di controllo inadeguati Sappiamo che il nostro codice penale è ancora il Codice Rocco ( 1930 ), dove i nuovi crimini contro l'ambiente e quindi contro la specie umana non sono minimamente trattati Sappiamo dell'accordo di Kioto, e dell'impegno italiano Sappiamo che la nostra regione conserva il 30% di tutta la biodiversità Europea Sappiamo che il nostro territorio è tutelato per il 30%, quindi con vantaggi straordinari per finanziamenti EU verso attività di sviluppo basate sugli ecosistemi,e su attività sostenibili . Sappiamo cosa comporta divenire un distretto petrolifero : il proff. Nico Perrone( staff di Enrico Mattei )sulle attività estrattive : " Certamente esse arricchiscono le società estrattrici e talvolta i gruppi dirigenti locali. Tuttavia il petrolio non determina significativi incrementi dell’occupazione sui luoghi di estrazione. Esso produce invece devastazioni ecologiche di lunga durata" Pertanto, a fronte di quanto scritto e seriamente preoccupati per l'incidenza che avrà su tutto il territorio abruzzese, visto che ne sarà interessato ben il 35%, chiediamo, (con determinazione), una moratoria immediata in terra e mare di tutte le concessioni petrolifere di introspezione e coltivazione, al fine di attivare una discussione quanto più allargata ad associazioni di categoria, comparti economici quali agricoltura turismo e artigianato, associazioni ambientaliste, associazioni dei consumatori, partiti, per decidere se è davvero così conveniente per noi e soprattutto per le generazioni future operare un tale stravolgimento dell'assetto produttivo del nostro territorio. Emergenza Ambiente Abruzzo