Spett.le
Regione Abruzzo
Servizio Gestione Rifiuti
Via Passolanciano 75
66100-Pescara
e pc
Dott. Carlo Visca
Commissario A.R.T.A -Agenzia Regionale per la tutela ambientale
Via Marconi 51
Pescara.
Il sottoscritto Pasquale Colantonio, in qualità di presidente dell'associazione CostAmbiente, con sede ad Atessa, Località Piazzano n.78
Premesso che
Gli agenti del Corpo Forestale di Casoli, nei giorni scorsi, hanno denunciato il direttore tecnico della società Ciaf Ambiente di Atessa, (azienda specializzata nel trattamento di rifiuti liquidi) per violazione della normativa sullo scarico delle acque reflue ( Decreto Legislativo N°.152 del 2006);
nello specifico secondo quanto si è appreso dagli organi di stampa, il rapporto di prova dell'A.r.t.a., con il risultato delle analisi del campione di acque di scarico prelevate, riferito ai limiti tabellari imposti dal Consorzio ASI Sangro per l'immissione nella rete fognaria consortile, ha messo in luce, il superamento di alcuni parametri tra i quali, Boro, Cadmio, Zinco, Azoto nitrico, solventi organici aromatici, solventi organici clorurati;
secondo quanto si è appreso, il rapporto di prova dell'A.R.T.A, ha evidenziato che i limiti di alcune di queste sostanze sono state superate di ben 60 volte!!
in aggiunta, alla Ciaf ambiente, sarebbe contestato anche il reato di emissioni di sostanze moleste in atmosfera, a seguito di accertamenti eseguiti due mesi fa dietro segnalazione di alcuni operai di fabbriche ubicate a pochi metri dall'impianto di smaltimento rifiuti.
sempre secondo quanto appreso dagli organi di stampa, alla Procura della Repubblica di Lanciano sono stati inviati, oltre alla denuncia, delle foto relative a tombini fognari dove sono stati effettuati i prelievi di acque di scarico, una relazione di servizio da parte degli uomini della forestale, il verbale di campionamento delle acque di scarico, il rapporto di prova dell'A.R.T.A. di Chieti, oltre alle testimonianze dirette rese dagli operai che hanno segnalato per primi la presenza di odori molesti nella zona P.I.P. (Piano insediamenti produttivi).
secondo quanto si è appreso alcuni operai hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche avendo accusato forti mal di testa e bruciori agli occhi, dolori riconducibili agli odori molesti delle sostanze smaltite in eccesso all'interno della rete fognaria;
Rilevato che
Nel marzo 2006 la Regione Abruzzo ha sospeso per un periodo di sei mesi l'autorizzazione all'esercizio dell'impianto, a seguito di una vasta operazione condotta dalla Polizia di Lanciano che ha sgominato un traffico di rifiuti pericolosi, conclusosi con l'arresto di 16 persone tra cui Il direttore tecnico dello stabilimento, il responsabile commerciale e una operaia della Ciaf ambiente (è stato chiesto il rinvio a giudizio per associazione a delinquere, violazione degli obblighi di comunicazione, traffico illecito di rifiuti);
Rilevato inoltre
che a conclusione di verifiche che hanno riguardato i presupposti ed i requisiti di conformità del sito, delle installazioni e delle procedure operative, nonché una revisione proposta dalla stessa azienda dell'assetto produttivo a progetto completato, la Regione Abruzzo ha provveduto alla riformulazione dell'autorizzazione rilasciando in data 28 febbraio 2007 la A.U.R. ai sensi dell'art. 208 del decreto legislativo 152 /2006. nonché del decreto lgs 133/2005;
Visto
che l'autorizzazione rilasciata detta prescrizioni inerenti le modalità gestionali dell'impianto e nello specifico nella parte relative allo scarico delle acque, si stabilisce testualmente che "l'azienda deve provvedere ad effettuare la raccolta delle acque bianche e nere come da progetto presentato nelle integrazioni datate ottobre 2006 (acqua - schema utilizzi-reflui documento Ciaf ambiente del 19/ottobre 2006 agli atti del SGR) adeguando le caditoie;
Rilevato inoltre che
sempre secondo quanto previsto nell'autorizzazione riguardo alle acque reflue è specificato che " i reflui prodotti da operazioni di lavaggio di apparecchiature/tubazioni, lavaggio spanti, depurazioni di sostanze effluenti aeriformi nonché le acque di prima pioggia aventi caratteristiche eccedenti i limiti di legge devono essere raccolti e inviati a trattamento come rifiuto auto prodotto;
Considerato inoltre che
per verificare questa operazione il consorzio industriale aveva deciso di installare all'interno di un box un campionatore automatico a garanzia della regolarità delle immissioni nella rete fognaria (tale misuratore è risulta non funzionante dal mese di luglio scorso);
Considerato infine che
l'autorizzazione stabilisce che "le operazioni di smaltimento devono essere sottoposte all'osservanza di principi generali tra cui deve essere evitato ogni danno o pericolo per la salute, la incolumità, il benessere e la sicurezza della collettività e dei singoli.........".
Di stabilire infine che
l'inosservanza delle prescrizioni contenute nel provvedimento comporta l'adozione dei provvedimenti previsti dalla parte IV° del D.Lgs.152/06 e s.m.i. e da quanto stabilito dalle Leggi regionali in materia.
Osservato dunque che,
l'attività di trattamento dei rifiuti svolta nell'impianto è stata caratterizzata da condotte contrarie alla legge;
tutto quanto premesso, il sottoscritto,
invita
il dirigente del S.G.R, ad acquisire immediatamente dall'A.R.T.A. il rapporto di prova da cui si riscontra il superamento dei limiti di scarico delle acque reflue;
esorta
la regione Abruzzo nella persona del dirigente p.t. del Servizio Rifiuti a disporre di tutti i provvedimenti idonei (sospensione dell'attività) ad evitare il protrarsi di una situazione di pericolo per l'ambiente e la salute pubblica.
Atessa,lì 11/11/2009
Pasquale Colantonio
Presidente CostAmbiente