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INCENERITORI

Inceneritori:La legge di Lavoisier applicata ai rifiuti: La legge di Lavoisier (o di costanza delle masse nelle reazioni chimiche) ci dice che “la quantità di materia totale di un sistema chiuso rimane costante”. Il che significa che è possibile trasformare le sostanze, ma non annullare la loro massa. Dalla combustione di una tonnellata di rifiuti bruciata si ottengono complessivamente circa due tonnellate di sostanze: - una tonnellata di fumi - 280kg/300kg di ceneri solide, cancerogene, da smaltire in discariche speciali - 30 kg di ceneri volanti (estremamente tossiche) - 650 kg di acqua sporca (da depurare) - 25 kg di gesso Nel processo di incenerimento, ai rifiuti da bruciare occorre infatti aggiungere calce viva e una rilevante quantità di acqua. Nulla si crea, nulla si distrugge, e tutto si trasforma, viene insegnato in seconda media, eppure, in modo bipartisan, i nostri politici sono ancora suggestionati dal “mito prometeico”.
 

NON È UNA TESTATA GIORNALISTICA

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001. Le foto presenti sul blog sono dei rispettivi autori, nel caso violino i diritti d'autore saranno rimosse in seguito a pronta comunicazione.
 

 

PRIVATA!

Post n°266 pubblicato il 19 Novembre 2009 da emergenzambiente
 
Tag: acqua

 

Comunicato stampa

Approvato l'Art. 15: acqua
 privata per tutti!
La battaglia non si ferma: andremo avanti nei territori e a livello nazionale

 

Oggi con il voto di fiducia alla Camera dei Deputati si è concluso l'esame del decreto 135/09 il cui Art. 15 sancisce la definitiva e totale privatizzazione dell'acqua potabile in Italia.

Il Governo impone per decreto che i cittadini e gli Enti Locali vengano espropriati di un diritto e di un bene comune com'è l'acqua per consegnarlo nelle mani dei privati e dei capitali finanziari. Ciò avviene sotto il falso pretesto di uniformare la gestione dei servizi pubblici locali alle richieste della Commissione Europa mentre non esiste nessun obbligo e le modifiche introdotte per sopprimere la gestione "in house" contrastano con i principi della giurisprudenza europea. Nonostante sia oramai sotto gli occhi di tutti che le gestioni del servizio idrico affidate in questi ultimi anni a soggetti privati, sperimentate in alcune Provincie Italiane o a livello europeo abbiano prodotto esclusivamente innalzamento delle tariffe, diminuzione degli investimenti e un aumento costante dei consumi, si continua a sostenere che mercato e privati siano sinonimi di efficienza e riduzioni dei costi.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua è sceso da subito in campo per contrastare questo provvedimento con la campagna nazionale "Salva l'Acqua" verso la quale si è registrata un'elevatissima adesione.

Ad oggi abbiamo consegnato al Presidente della Camera 45.000 firme a sostegno dell'appello che chiedeva il ritiro delle norme che privatizzano l'acqua.

Inoltre, migliaia di persone hanno manifestato il proprio dissenso e contrarietà all'Art.15 in un presidio svoltosi lo scorso 12 Novembre a Piazza Montecitorio e in varie mobilitazioni territoriali,migliaia di persone hanno inviato mail ai parlamentari per chiedere di non convertire in legge il decreto 135/09, molte personalità hanno espresso da una parte la loro indignazione e dall'altra il loro sostegno alla campagna.

In questi giorni è cresciuta nella società la consapevolezza che consegnare l'acqua al mercato significa mettere a rischio la democrazia. Nonostante questa mobilitazione della società civile e degli stessi Enti locali, il Governo ha imposto il voto di fiducia e non accoglie le richieste e le preoccupazioni espresse anche molti Sindaci di amministrazioni governate da maggioranze di differenti colori politici.

Come Forum dei Movimenti per l'Acqua siamo indignati per la superficialità con cui il Governo, senza che esistessero i presupposti di urgenza, ha voluto accelerare la privatizzazione dell'acqua.

A questo punto siamo convinti che la contestazione dovrà essere ricondotta nei territori, per chiedere agli Enti Locali che si riapproprino della podestà sulla gestione dell'acqua tramite il riconoscimento dell'acqua come diritto umano e il servizio idrico integrato come servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e nel contempo di sollecitare le Regioni ad attivare ricorsi di legittimità nei confronti del provvedimento.

Queste percorsi di mobilitazione sono percorribile così come dimostrano le delibere approvate dalla Giunta regionale pugliese, dalle tante delibere approvate dai consigli comunali siciliani e nel resto d'Italia, da ultimo quello di Venezia.

Il popolo dell'acqua continuerà la battaglia per la ripubblicizzazione del servizio idrico assumendo iniziative territoriali e nazionali volte a superare l'Art. 15 del decreto legge.

Come Forum dei Movimenti, chiediamo a tutta la società civile di continuare la mobilitazione e far sentire il proprio dissenso anche dopo l'approvazione dell'art. 15 attraverso mobilitazioni sui territori ed invio di messaggi a tutti i partiti, ai consiglieri comunali provinciali e regionali, ai parlamentari locali

A Sindaci ed agli eletti chiediamo di dar vita nelle rispettive istituzioni a prese di posizioni chiare che respingano la legge e di dar vita a iniziative di protesta nelle istituzioni stesse.

 

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

 

 

 

 
 
 

acqua

Post n°265 pubblicato il 18 Novembre 2009 da emergenzambiente
 
Tag: acqua

 

 

Gli universitari di Pavia attraverso il loro giornale nel disperato tentativo di fermare la privatizzazione dell'acqua: immagini dossier sulle grandi compagnie, un quadro eccellente clicca quì

Mentre chi di fatto dovrebbe tutelare un BENE PREZIOSO  , pone la fiducia in Parlamento per far passare con le buone o con le cattive quello che sembra una vera e propria truffa senza precedenti :

LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA

La motivazione: in molti casi la gestione pubblica è stata catastrofica, perchè invece di gestire questa vitale risorsa hanno gestito le poltrone, mettendo degli incapaci con il solo merito dell'avidità di potere e danaro.

La valenza e l'importanza di questo bene, doveva portare la politica-pagata a caro prezzo da noi, per fare i nostri interessi- doveva quanto meno estirpare il cancro alla fonte, mettere a gestire l'acqua persone capaci e competenti, con una gestione trasparente.

La società civile ha raccolto centinaia di migliaia di firme per far discutere una legge di iniziativa popolare-vedi quì-, non è stata nemmeno presa in considerazione.

Così ora -come già avvenuto in alcune parti d'Italia- avremo 2 consigli di amministrazione : uno pubblico-sempre sostanzialmente inetto- e uno privato capacissimo di fare business sulla pelle nostra .

Parigi, Francia, dopo 25 anni di privatizzazione disservizi e prezzi alle stelle, decidono di ritornare al pubblico, l'Italia e il suo sistema di corruttela, la criminalità organizzata che sempre più ha aderenza all'interno di sistemi economici, decide di fare il salto nel buio .

Cosa fare subito :

dopo le manifestazioni, raccolte firme, preghiere, dati circostanziati, una legge scritta inviamo valanghe di mail prendendo il testo e gli indirizzi quì

 

 

 
 
 

mancano 46 giorni

Post n°264 pubblicato il 14 Novembre 2009 da emergenzambiente
 

Comunicato Stampa:

                 EMERGENZA AMBIENTE ABRUZZO

                       rete di associazioni 

Mancano 46 giorni alla scadenza della moratoria sul Centro Oli di Ortona

Dalla Regione ancora nessun atto concreto

 

Sentire l'Assessore Regionale all'Ambiente Daniela Stati parlare del petrolio in Abruzzo è senz'altro un avvenimento eccezionale per tutti coloro che, comitati,associazioni, semplici cittadini, dall'atto del suo insediamento, non hanno fatto altro che chiederle di dire 

qualcosa sull'argomento che preoccupa la popolazione abruzzese, ma che sembra esulare dalle sue competenze e perfino dai suoi pensieri.

I riflettori della stampa nazionale sono puntati sul progetto di petrolizzare metà della regione Abruzzo.

Ieri, sia il Corriere della Sera che La Repubblica hanno dedicato ampio spazio al tema, trasformando quella che sembrava una questione ortonese/abruzzese in un caso nazionale.

Il Corriere titola: "Battaglia biparistan contro le trivelle" e spiega al resto d'Italia che la popolazione è stata straordinariamente compatta ed attiva nel denunciare, nell'esigere risposte, e nello spronare il Ministero dell'Ambiente a bocciare progetti petroliferi presenti e futuri.

Di fronte a questa enorme partecipazione popolare, Emergenza Ambiente Abruzzo, rete di sessanta associazioni civili, ambientali e culturali, rinnova la propria richiesta a Gianni Chiodi ed a Daniela Stati di pronunciarsi in maniera chiara riguardo le iniziative concrete che la Giunta regionale vorrà intraprendere, quando mancano solo 46 giorni alla scadenza della moratoria regionale, fissata per il 31 dicembre 2009.

Emergenza Ambiente Abruzzo ricorda di aver richiesto al Presidente Chiodi un incontro da 

mesi senza mai essere ricevuta. È scandaloso che un Presidente eletto dai cittadini e pagato dai cittadini non trovi il tempo di confrontarsi con loro! Daniela Stati riferisce al Corriere della Sera - ma non ai cittadini che invano la interrogano da dieci mesi - che: "Stiamo mettendo in piedi una serie di iniziative per portare avanti quello che il presidente Chiodi ha promesso in campagna elettorale". Ed aggiunge: "Ad oggi io le posso parlare di una volontà politica. E non mi sembra poco".

È invece molto poco! Emergenza Ambiente Abruzzo ritiene che sia antidemocratico non rendere partecipe la popolazione di queste iniziative e considera del tutto insufficiente una non meglio specificata volontà politica, peraltro disgiunta dai fatti.

Emergenza Ambiente Abruzzo rinnova la richiesta di incontro e chiede che venga immediatamente approvata una moratoria di trenta anni sulle operazioni di trivellamento e di estrazione di idrocarburi sul suolo regionale che, come ricorda l'Assessore, 

dovrebbe essere la terra dei parchi.Ricordiamo la legge Marzano, la 239 del 

2004, stabilisce all'articolo 1 che "Lo Stato e le Regioni ... garantiscono ... l'adeguato equilibrio territoriale nella localizzazione delle infrastrutture energetiche, nei limiti consentiti dalle caratteristiche fisiche e geografiche delle singole regioni... nonché la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema, e del paesaggio, in conformità alla normativa nazionale, comunitaria e agli accordi internazionali". Dove per equilibrio territoriale si intende una distribuzione "equa" su tutto il territorio nazionale. La Regione Piemonte, invece di esprimere semplici giudizi politici, agisce anche in virtù di quella legge.

EMERGENZA AMBIENTE ABRUZZO

Maria Rita D'Orsogna -Docente della CSUN Los Angeles

mobile: 001 310 570 5591

Dante Caserta -Consigliere Nazionale WWF

mobile: 335 8155085

Angelo Di Matteo -Presidente Legambiente Abruzzo

mobile: 347 8489363

Claudio Censoni -Comitato Abruzzese per la Difesa dei Beni Comuni

Mobile : 349/1000165

 

 

 

 
 
 

Ma qual'è il problema

Post n°263 pubblicato il 13 Novembre 2009 da emergenzambiente
 

 

I sindaci della costa: «Referendum». Gli ambientalisti: «Moratoria». L'assessore Stati: «Un falso problema»

non è uno scherzo ma è scritto nero su bianco sul Corriere della Sera di venerdì 13 novembre

clicca qui

Un falso problema, l'Abruzzo è la regione dei parchi..., si nel Home page del sito della regione Abruzzo, per il resto l'Abruzzo ha già 2 siti di bonifica nazionale, tra questi Bussi che è il sito più grande d'Europa per rifiuti tossici..., eppure siamo la regione dei Parchi.

Tornando al petrolio, mentre la Stati si trastulla tra le violette dei parchi, le compagnie petrolifere vanno avanti, come evidenziato nel dossier di Legambiente e WWF l'Abruzzo è stato già abbondantemente sbucherellato, ed oggi abbiamo quasi il 50% del territorio interessato da istanze permessi e coltivazione di idrocarburi. Ortona ha già visto la MedoilGas con la piattaforma Galloway fare ricerca proprio l'anno passato a 2 Km dalla costa, tutti l'hanno vista, lei no? La Vega Oil grazie a Maria Rita D'Orsogna ha visto piombare sul suo progetto depositato alla VIA nazionale una miriade di osservazioni, lettere e consimili,  che dicevano un no motivato al progetto di ricerca sempre davanti la costa Ortonese.  Inoltre 10pozzi per stoccaggio e 3 per ricerca di gas.Di questi ultimi, 2 sono a profondità 1500 metri nei pressi della diga del lago di Bomba (CH) ed 1 a profondità 1770 metri ad Atri (TE).Mentre, per quanto riguarda i 10 pozzi di stoccaggio, Baker Hughes sta tuttora perforando in zona San Salvo per conto Stogit.

Forse Ortona non si trova in Abruzzo, forse l'Abruzzo è da un altra parte e noi non ce ne siamo accorti...

E ancora, sempre oggi-per chi legge oggi- per gli altri-venerdì 13 novembre 2009- 

Fratino il sindaco di Ortona, baluardo imperituro pro Centro Oli, su venerdì di Repubblica dice che il Centro Oli non lo vuole più..., ESATTAMENTE COSÌ dice.

Non lo vuole  per colpa del terrore sparso da presunti(?) ambientalisti, teme di pagare i danni che potrebbero chiedere padri per figli che contraggono anche un semplice raffreddore... 

DAVVERO ?

EEEEETTCCIUUUUUUU

Ma qual'è il problema....

 

 

 
 
 

Cari amici vi scrivo, così mi distraggo un po...

Post n°262 pubblicato il 13 Novembre 2009 da emergenzambiente
 

 

 

Spett.le

Regione Abruzzo

Servizio Gestione Rifiuti

Via Passolanciano 75

66100-Pescara

e pc

 Dott. Carlo Visca

 Commissario A.R.T.A -Agenzia Regionale per la tutela ambientale

Via Marconi 51

Pescara.

 

 

Il sottoscritto Pasquale Colantonio, in qualità di presidente dell'associazione CostAmbiente, con sede ad Atessa, Località Piazzano n.78

Premesso che

 

Gli agenti del Corpo Forestale di Casoli, nei giorni scorsi, hanno denunciato il direttore tecnico della società Ciaf Ambiente di Atessa, (azienda specializzata nel trattamento di rifiuti liquidi) per violazione della normativa sullo scarico delle acque reflue ( Decreto Legislativo N°.152 del 2006);

nello specifico secondo quanto si è appreso dagli organi di stampa, il rapporto di prova dell'A.r.t.a., con il risultato delle analisi del campione di acque di scarico prelevate,  riferito ai limiti tabellari imposti dal Consorzio ASI Sangro per l'immissione nella rete fognaria consortile, ha messo in luce, il superamento di alcuni parametri tra i quali, Boro, Cadmio, Zinco, Azoto nitrico, solventi organici aromatici, solventi organici clorurati; 

secondo quanto si è appreso, il rapporto di prova dell'A.R.T.A, ha evidenziato che i limiti di alcune di queste sostanze  sono state superate di ben 60 volte!!  

in aggiunta, alla Ciaf ambiente, sarebbe contestato anche il reato di emissioni di sostanze moleste in atmosfera, a seguito di accertamenti eseguiti due mesi fa dietro segnalazione di alcuni operai di fabbriche ubicate a pochi metri dall'impianto di smaltimento rifiuti.

sempre secondo quanto appreso dagli organi di stampa, alla Procura della Repubblica di Lanciano sono stati inviati, oltre alla denuncia, delle foto relative a tombini fognari dove sono stati effettuati i prelievi di acque di scarico, una relazione di servizio da parte degli uomini della forestale, il verbale di campionamento delle acque di scarico, il rapporto di prova dell'A.R.T.A.  di Chieti, oltre alle testimonianze dirette  rese dagli operai che hanno segnalato per primi la presenza di odori molesti nella zona P.I.P. (Piano insediamenti produttivi).

secondo quanto si è appreso alcuni operai hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche avendo  accusato forti  mal di testa e bruciori agli occhi, dolori riconducibili agli odori molesti delle sostanze smaltite in eccesso all'interno della rete fognaria;

 

Rilevato che

 

Nel marzo 2006 la Regione Abruzzo ha sospeso per un periodo di sei mesi l'autorizzazione all'esercizio dell'impianto, a seguito di una vasta operazione condotta dalla Polizia di Lanciano che ha sgominato un traffico di rifiuti pericolosi, conclusosi con l'arresto di 16 persone tra cui Il direttore tecnico dello stabilimento, il responsabile commerciale e una operaia della Ciaf ambiente  (è stato chiesto il rinvio a giudizio per associazione a delinquere, violazione degli obblighi di comunicazione, traffico illecito di rifiuti);

Rilevato inoltre

 che a conclusione di verifiche che hanno riguardato i presupposti ed i requisiti di conformità del sito, delle installazioni e delle procedure operative, nonché una revisione proposta dalla stessa azienda dell'assetto produttivo a progetto completato, la Regione Abruzzo ha provveduto alla riformulazione dell'autorizzazione rilasciando in data 28 febbraio 2007 la A.U.R. ai sensi dell'art. 208 del decreto legislativo 152 /2006. nonché del decreto lgs 133/2005;

Visto

che l'autorizzazione rilasciata detta prescrizioni inerenti le modalità gestionali dell'impianto e nello specifico nella parte relative allo scarico delle acque, si stabilisce testualmente che "l'azienda deve provvedere ad effettuare la raccolta delle acque bianche e nere come da progetto presentato nelle integrazioni datate ottobre 2006 (acqua - schema utilizzi-reflui documento Ciaf ambiente del 19/ottobre 2006 agli atti del SGR) adeguando le caditoie;

Rilevato inoltre che

sempre secondo quanto previsto nell'autorizzazione riguardo alle acque reflue è specificato che " i reflui prodotti da operazioni di lavaggio di apparecchiature/tubazioni, lavaggio spanti, depurazioni di sostanze effluenti aeriformi nonché le acque di prima pioggia aventi caratteristiche eccedenti i limiti di legge devono essere raccolti e inviati a trattamento come rifiuto auto prodotto;

Considerato inoltre che 

per verificare questa operazione il consorzio industriale aveva deciso di installare all'interno di un box un campionatore automatico a garanzia della regolarità delle immissioni nella rete fognaria (tale misuratore è risulta non funzionante dal mese di luglio scorso);

Considerato infine che 

l'autorizzazione stabilisce che "le operazioni di smaltimento devono essere sottoposte all'osservanza di principi generali tra cui deve essere evitato ogni danno o pericolo per la salute, la incolumità, il benessere e la sicurezza della collettività e dei singoli.........".

Di stabilire infine che 

l'inosservanza delle prescrizioni contenute nel provvedimento comporta l'adozione dei provvedimenti previsti dalla parte IV° del D.Lgs.152/06 e s.m.i. e da quanto stabilito dalle Leggi regionali in materia.

Osservato dunque che, 

l'attività di trattamento dei rifiuti svolta nell'impianto è stata caratterizzata da condotte contrarie alla legge;

tutto quanto premesso, il sottoscritto, 

invita

 

il dirigente del S.G.R, ad acquisire immediatamente dall'A.R.T.A. il rapporto di prova da cui si riscontra il superamento dei limiti di scarico delle acque reflue;

 

esorta

 la regione Abruzzo nella persona del dirigente p.t. del Servizio Rifiuti a disporre di tutti i provvedimenti idonei (sospensione dell'attività) ad evitare il protrarsi di una situazione di pericolo per l'ambiente e la salute pubblica.

 

Atessa,lì 11/11/2009

 

Pasquale Colantonio

Presidente CostAmbiente

 

 

 

 

 
 
 

Quando speculare non è un effetto ottico

Post n°261 pubblicato il 11 Novembre 2009 da emergenzambiente

 

 

La Regione Abruzzo ha istituito la Riserva Naturale Regionale Guidata Borsacchio l’8 febbraio 2005. In quasi cinque anni le Amministrazioni Comunali di Giulianova e di Roseto degli Abruzzi, nel cui territorio ricade la riserva, nonostante precisi obblighi di legge lo imponessero dal maggio 2005, non sono riusciti:
- a nominare l’Organo di Gestione;
- ad elaborare il previsto progetto pilota di gestione finalizzato all’occupazione di disoccupati ed inoccupati;
- ad apporre cartelli segnaletici lungo il perimetro e lungo le strade di accesso alla Riserva.
Sono invece riusciti a far predisporre il Piano di Assetto Naturalistico (PAN) dell’area naturale pagandolo 230.000 euro (una cifra enorme, 5/6 volte quanto sono stati pagati questi strumenti pianificatori nelle altre aree protette abruzzesi!) che consentirebbe, all’interno della riserva, la realizzazione di un nuovo quartiere su un’area di circa 50.000 metri quadri. Una previsione talmente contraria alla legge che il Consiglio comunale di Roseto degli Abruzzi, grazie alle denunce del mondo ambientalista, non è mai riuscito ad approvare il PAN.
L’immobilismo dei Comuni di Giulianova e Roseto degli Abruzzi, ha fatto sì che la Giunta della Regione Abruzzo, il 27 novembre 2008, affidasse la gestione della Riserva Naturale Borsacchio alla Provincia di Teramo, al fine di realizzare le attività di programmazione ed attuazione della legge istitutiva della Riserva e per evitare che i ritardi pregiudicassero gli interessi ambientali protetti.
Ma l’inerzia dei due Comuni si è trasmessa anche alla Provincia di Teramo: prima del Presidente D’Agostino, oggi del Presidente Catarra, in disaccordo su tutto, ma non sull’impedire la nascita reale della Riserva del Borsacchio.
Di fronte a questo quadro desolante, fatto di incapacità e disinteresse, giunge la proposta di riperimetrare la Riserva da parte di alcuni consiglieri regionali del Partito Democratico.
Se tale proposta fosse accolta, il Consiglio regionale legifererebbe per la quinta volta su questa area! Un’attività legislativa degna certamente di miglior causa, visto che i continui interventi legislativi non hanno portato a nulla!
Per il WWF si tratta di una proposta inaccettabile, tenuto anche conto che proviene da chi ha espresso e continua ad esprimere ruoli chiave in Enti inadempienti da quasi 5 anni.
Amministratori seri capirebbero che è finito il tempo delle chiacchiere e che dovrebbe essere arrivato quello dei fatti!
Nel frattempo l’area del Borsacchio è stata oggetto di appetiti speculativi che sono stati bloccati grazie alla continua vigilanza delle associazioni ambientaliste e del Comitato cittadino che da sempre si batte per la Riserva.
Viene allora da chiedersi: a quali interessi risponde chi sta ritardando l’operatività della Riserva?

 

 
 
 

10 novembre Conferenza a Chieti : Terremoto

Post n°260 pubblicato il 06 Novembre 2009 da emergenzambiente
 

 

Conoscere il proprio territorio aumenta 

la sicurezza dei Cittadini

Quando si parla di rischio sismico è molto importante dare un'informazione ai cittadini chiara, comprensibile e coerente con i fatti.

Distinguiamo tra Allarme ed Allerta

L' allarme è una forma rumorosa per attirare l'attenzione su un evento che non si sa se avverrà o meno e se sarà molto o poco pericoloso; 

L'allerta è un'informazione graduale basata su un pericolo oggettivo e la sua funzione è quella di aumentare la sensibilità dei cittadini e delle Istituzioni in modo che queste ultime mettano in atto misure che servano a diminuire il rischio, nel lungo e breve periodo.

Previsione e Prevenzione

Si possono prevedere i terremoti?
la classificazione sismica del territorio in base alla pericolosità è già un'ottima previsione sufficiente per farci capire che il terremoto prima o poi avverrà e che dobbiamo prepararci bene.
Chieti è in seconda categoria
Che cosa vuol dire? 

Che ogni qualche secolo è molto probabile che subisca gli effetti di un sisma rovinoso con intensità al sito fino all'VIII grado della Scala Mercalli.

Nel corso degli anni nel nostro territorio è stato costruito molto e molto disordinatamente per lo più senza speciali precauzioni antisismiche, quindi, benchè la pericolosità sismica sia rimasta immutata, il rischio è molto aumentato.
Per questo è importante preparare i cittadini e le istituzioni a programmare per tempo un'emergenza legata al terremoto mediante gradi progressivi di allerta .
Sulla prevenzione possiamo e dobbiamo intervenire  mettendo da parte gli interessi personali e miopi, scegliendo di fare qualche piccolo sacrificio oggi per non dover subire lutti e danni enormi domani.
Affinché la prevenzione funzioni e per non farci trovare impreparati è necessario ascoltare chi studia e conosce profondamente il nostro territorio.
Questo seminario universitario è stato richiesto e voluto da molti comitati cittadini, attenti a questo problema, per informare correttamente tutta la popolazione e per sensibilizzare chi governa il nostro territorio affinché non si commettano gli stessi errori di San Giuliano, L'Aquila e Messina.

Francesco Stoppa Ph.D.
Full Professor in Volcanology and Geochemistry
Head of the Earth Science Department, U.d'A., 
Campus Madonna delle Piane, Via dei Vestini, 31
66013-Chieti, Italy
e-mail: fstoppa@unich.it
http://www.unich.it/~stoppa/
http://www.unich.it/scienterra/index.htm
0039- 3487629637 mobile 

 

 

 
 
 

ACQUA un bene prezioso di tutti in pasto alle logiche dei privati

Post n°259 pubblicato il 06 Novembre 2009 da emergenzambiente
 
Tag: acqua

 

 

Il Senato approva la privatizzazione dell'acqua

Cresce l'indignazione nel paese e diviene un'onda inarrestabile!

 

 

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua giudica gravissima la privatizzazione dell'acqua, avvenuta ieri al Senato con l'approvazione dell'Art.15 del DL 135/09.

 

Mentre continua a giacere nei cassetti istituzionali la legge d'iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell'acqua, che ha raccolto oltre 400.000 firme, i Senatori decidono la rapina dell'acqua, consegnandola ai privati e alla speculazione finanziaria.

 

Consideriamo questa approvazione illegittima ed incostituzionale, in quanto si espropriano i cittadini di un bene comune e "diritto umano universale"!

 

Se la Camera dei Deputati non ribalterà il misfatto del Senato, davanti agli occhi attenti del Paese si sarà celebrata la delegittimazione delle Istituzioni.

 

Alle forze politiche di opposizione diciamo con chiarezza che stante la posta in gioco, consideriamo l'azione parlamentare di contrasto e il voto contrario solo l'avvio di una attività che va sviluppata a tutto campo e in ogni direzione per la ripubblicizzazione dell'acqua.


Ai Sindaci e agli Enti Locali che da tempo sono scesi in campo per l'acqua pubblica chiediamo di far sentire forte la propria voce, dichiarando da subito che non ottempereranno ad una legge che li espropria di una titolarità stabilita dalla Costituzione.

Chiamiamo da subito la cittadinanza, il "popolo dell'acqua", le realtà sociali e territoriali, le reti ambientaliste e per la tutela dei beni comuni, le organizzazioni sindacali e il movimento degli studenti, ad una mobilitazione straordinaria partecipando alla manifestazione davanti al Parlamento in occasione del dibattito alla Camera.


Il Governo ha scelto la Borsa.

Noi abbiamo scelto la vita, il diritto al futuro!

 

 

FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA


-- 
FIRMA L'APPELLO
CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L'ACQUA” 
IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA !

clicca quì

 
 
 

DEPORTATI

Post n°258 pubblicato il 29 Ottobre 2009 da emergenzambiente
 

 

UN CENTRO STORICO ABBANDONATO

TRA MACERIE E EPISODICI PUNTELLAMENTI

A OLTRE  SEI MESI DAL SISMA E IN PIENO INVERNO

CIRCA 7.000 PERSONE 

ANCORA NELLE TENDE

 

IL FLEBILE SEGNO 

DI UN INSEDIAMENTO CIVICO-ISTITUZIONALE MANTENUTO DAI CITTADINI NELLE TENDOPOLI E DAI COMITATI

 

IL PIANO C.A.S.E. E I M.U.S.P.

UN’OPERAZIONE EXTRAISTITUZIONALE 

DI COLONIALISMO IMPRENDITORIALE 

 

UNA MEGA VARIANTE AL PRG PER CIRCA 200 HA DI NUOVE AREE EDIFICABILI

 

UN CAPOLUOGO DEMOLITO

RIDOTTO A 20.000 ABITANTI 

E SENZA ALLOGGI PER GLI STESSI STUDENTI

 

 

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SILVIO BERLUSCONI

AL COMMISSARIO BERTOLASO

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE

AL SINDACO DEL COMUNE DI L'AQUILA

 

SOLLECITO PER UNA SOLUZIONE IMMEDIATA PER I CITTADINI DELLE TENDOPOLI

I sottoscritti cittadini del comune di L'Aquila,attualmente ANCORA accolti nei campi di accoglienza,

RIGETTANO ogni illazione su comportamenti dettati da logiche di appartenenza;

STIGMATIZZANO l'atteggiamento irriducibile , affaristico e partitocratico

di chi ci ha portato all'attuale disastrosa situazione ;

FANNO PRESENTE DI AVER FATTO LA SCELTA DELLE TENDE PER NON ESSERE DEPORTATI PER NON E ABBANDONARE IL PROPRIO LAVORO E

 SOPRATTUTTO PER GARANTIRE UNA PRESENZA VIGILE E FATTIVA NEL PROCESSO DI RICOSTRUZIONE DELLA NOSTRA CITTÀ.

A oltre sei mesi dalla data del sisma  e dopo reiterati censimenti ancora non si ha un'organica visione delle questioni organizzative e quindi dello scenario nel quale delineare il nostro futuro.

Sono stati fatti grossi errori fino alle arbitrarie graduatorie per l'assegnazione degli alloggi del  Piano C.A.S.E.  fatte senza un Bando effettivo che abbia esplicitato punteggi e parametri.

SOLLECITANO immediate decisioni per il rilancio economico del Comprensorio aquilano e per un conseguente ritorno di tutti i nostri concittadini "deportati".

In tale quadro vengono perciò a richiedere:

1)Il blocco della variante in ampliamento del Piano c.a.s.e. concentrando i fondi sulla soluzione case provvisorie (ricordiamo che con il costo a mq di un alloggio " c.a.s.e." se ne fanno quattro provvisori e di buona qualità !!) ;

2)La verifica-revisione puntuale e trasparente dell'elenco per l'assegnazione degli alloggi del Piano C.A.S.E. e dei nuovi MAP

3)Il blocco del processo di smantellamento delle tendopoli assicurando ulteriori attrezzamenti invernali tesi a renderli più confortevoli ;

4)L'avvio di un processo di progressiva smobilitazione concertato e condiviso con i cittadini dei Campi;

5)La requisizione di tutti gli alloggi invenduti e agibili e di tutti i posti letto di alberghi nel comune di L'Aquila;

6)La istallazione immediata di Moduli Abitativi Provvisori  che non abbisognano di piattaforme di appoggio (come case mobili,roulottes e campers) sulla base delle effettive esigenze espresse dagli stessi cittadini nel territorio.

Chiedono pertanto la trasformazione dei Campi in Villaggi di moduli provvisori.

L'Aquila 16 ottobre 2009

 

                                                                     Coordinamento Comitati    

                                                                           Antonio Perrotti                                                              

 

 

 

 
 
 

Elsa2 cerca soldi

Post n°257 pubblicato il 28 Ottobre 2009 da emergenzambiente
 

Dal Blog di Danilo

Nonostante le 14 osservazioni inviate al Ministero dell'Ambiente da semplici cittadini, associazioni di categoria, comuni, chiesa e operatori del settore turistico, la Petroceltic continua ad affilare i suoi piani per il 2010.

Su diversi quotidiani-amplificatori-megafono della piccola azienda petrolifera iniziano ad apparire piccoli articoli in cui si pubblicizza il progetto Elsa2 a 7 km dalla costa Ortonese.

Il 25 Ottobre 2009 un articolo del quotidiano inglese The Indipendent titola: "Petroceltic seeks partner to help develop Italy's Elsa oilfield" - "Petroceltic cerca partner per sviluppare la concessione italiana Elsa [2]". Secondo questo articolo inizieranno a lavorare tra Luglio e Settembre 2010 e cercano investitori disposti a finanziare il progetto.

Il 27 Ottobre 2009 il quotidiano irlandese Independent dice a proposito di Petroceltic che "In Italia l'obiettivo e' stato quello di perofrare il pozzo esplorativo Elsa [2]. L'avvio e' previsto per la seconda meta' del 2010...".

Lo stesso giorno la notizia riportata dall'Independent e' stata ripresa anche dal canale finanziario Bloomberg: "Petroceltic... cerca un partner finanziario per finanziare le operazioni in Italia..". 

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Un blog di: emergenzambiente
Data di creazione: 05/04/2008
 

CARTINA PETROLIFERAA

FUORI IL PETROLIO DALL'ABRUZZO

PETROLIO CHI DECIDE COSA

Lo schema delle autorità competenti può essere riassunto così: -La Direzione Generale dell’Energia e delle Risorse Minerarie è la massima autorità nel campo energetico nazionale nell’attribuire i titoli minerari. Nel suo ambito opera l’Ufficio Nazionale per gli Idrocarburi e Geotermia (UNMIG), con tre uffici periferici a Roma, Bologna e Napoli, al quale è demandato il compito del rilascio dei permessi, delle concessioni e il controllo delle attività produttive. -Il Comitato Tecnico per gli Idrocarburi e la Geotermia è il principale organo consultivo del Ministero dell’Industria in materia. E’ nominato per decreto dal Ministro dell’Industria e dura in carica per tre anni. Il Comitato esprime un parere, peraltro non vincolante, sull’assegnazione dei titoli minerari richiesti in concorrenza, e valuta le varie situazioni su cui è chiamato a pronunciarsi, quali la variazione dei programmi di lavoro, l’unificazione degli stessi fra titoli adiacenti interessati alla stessa tematica, l’assegnazione di concessioni di coltivazione alla società o gruppo che ha scoperto il giacimento ecc. Le riunioni del comitato avvengono a intervalli trimestrali. -Il Ministero dell’Ambiente, attraverso la Direzione Generale della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) è l’istituto preposto a fornire la valutazione dell’impatto ambientale di ogni singolo progetto industriale e quindi anche di quello relativo al settore degli idrocarburi. Si avvale anche del parere della Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, competenti territorialmente. Alcune competenze specifiche sono demandate direttamente alle Regioni interessate e attraverso deleghe, a Provincia e Comuni.
 

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MORATORIA IDROCARBURI

Sappiamo che è un diritto Costituzionale la tutela della salute di tutti i cittadini Sappiamo che è un diritto Costituzionale la tutela del paesaggio Sappiamo che esiste la legge sulla trasparenza, che ci da diritto di sapere, di esprimerci e di contribuire alle scelte che investono il nostro territorio Sappiamo di avere una burocrazia che sovrasta e asfissia lo stato democratico Sappiamo di avere strumenti di controllo inadeguati Sappiamo che il nostro codice penale è ancora il Codice Rocco ( 1930 ), dove i nuovi crimini contro l'ambiente e quindi contro la specie umana non sono minimamente trattati Sappiamo dell'accordo di Kioto, e dell'impegno italiano Sappiamo che la nostra regione conserva il 30% di tutta la biodiversità Europea Sappiamo che il nostro territorio è tutelato per il 30%, quindi con vantaggi straordinari per finanziamenti EU verso attività di sviluppo basate sugli ecosistemi,e su attività sostenibili . Sappiamo cosa comporta divenire un distretto petrolifero : il proff. Nico Perrone( staff di Enrico Mattei )sulle attività estrattive : " Certamente esse arricchiscono le società estrattrici e talvolta i gruppi dirigenti locali. Tuttavia il petrolio non determina significativi incrementi dell’occupazione sui luoghi di estrazione. Esso produce invece devastazioni ecologiche di lunga durata" Pertanto, a fronte di quanto scritto e seriamente preoccupati per l'incidenza che avrà su tutto il territorio abruzzese, visto che ne sarà interessato ben il 35%, chiediamo, (con determinazione), una moratoria immediata in terra e mare di tutte le concessioni petrolifere di introspezione e coltivazione, al fine di attivare una discussione quanto più allargata ad associazioni di categoria, comparti economici quali agricoltura turismo e artigianato, associazioni ambientaliste, associazioni dei consumatori, partiti, per decidere se è davvero così conveniente per noi e soprattutto per le generazioni future operare un tale stravolgimento dell'assetto produttivo del nostro territorio. Emergenza Ambiente Abruzzo