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Emergenza Ambiente Abruzzo è una rete di associazioni comitati e singoli cittadini, che si occupano e difendono l'ambiente, già 60 associazioni hanno aderito, e se riusciamo a costruire una rete di mutuo soccorso, sarebbe straordinario, non trovate.. cliccando quì (cliccate free user e poi aspettate i secondi sino a quando vi appare il bottone download) trovate il doc. di denunce e proposte che ci tiene insieme
Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi vinci. Gandhi
FUORI IL PETROLIO DALL'ABRUZZO
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INCENERITORI
HERMANN DALY
Hermann Daly, uno dei fondatori dell' economia ecologica fornisce la seguente ricetta per una economia sostenibile (notare bene che parla di "economia" e non "sviluppo")
1-Sfruttare le risorse rinnovabili ad un ritmo che non superi la capacità di rigenerazione dell' ecosistema.
2-Limitare l'uso di tutte le risorse, in modo da produrre un livello di rifiuti che possano essere assorbiti dall'ecosistema
3-Sfruttare le risorse non rinnovabili ad un ritmo che, per quanto possibile, non superi il ritmo di introduzione di sostituti rinnovabili
NON è UNA TESTATA GIORNALISTICA
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[ 31 gennaio 2012 ]greenreport clicca qui per scaricare il dossier
Quella raccontata dal dossier "Terra Rubata - Viaggio nell'Italia che scompare", presentato oggi a Milano da Fondo italiano per l'ambiente (Fai) e Wwf, è un'Italia «Erosa dalle lobby del cemento e del mattone che fagocitano per sempre, al ritmo di 75 ettari al giorno, tesori naturalistici e paesaggistici, terreni agricoli e spazi di aggregazione sociale che non saranno più restituiti all'ambiente e alla collettività: è la fotografia di un processo irreversibile e in crescita, quello della perdita di territorio», ma le due associazioni illustrano anche analisi e proposte. |
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Vi consiglio di leggere un interessantissimo dossier, su tutti i regali che l'Italia fa a questo genere di industria. Regali ben lontani dal limitarsi alle ormai arcinote royalty tra le più basse del mondo. Clicca qui, per il dossier " Milioni di Regali" |
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Post n°639 pubblicato il 26 Gennaio 2012 da emergenzambiente
Dopo 4 modifiche della legge istitutiva della Riserva del Borsacchio, domani i consiglieri regionali andranno a visitare la Riserva perché vogliono intervenire ancora una volta sulla legge istitutiva per tagliere il perimetro della Riserva.
RISCHIO PETROLIZZAZIONE ITALIA NOSTRA - Abruzzo
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Il governo Monti sta facendo un regalo INAMISSIBILE ai petrolieri, mettendo a rischio la biodiversità del nostro paese, i posti di lavoro legati al turismo natura-in forte crescita-, artigianato, agricoltura. In pratica sta mettendo a rischio tutto ciò che ci rende primi nel mondo, per una manciata RIDICOLA di idrocarburi, invece di investire sul risparmio energetico e energie alternative intelligenti e ragionate. Leggi qui disamina di Enzo di Salvatore, giurista univ. Teramo leggi qui articolo Espresso, mappa qui "Milioni di regali - Italia: Far West delle trivelle", è questa la denuncia e il titolo del dossier del WWF Italia che viene reso noto alla vigilia della manifestazione "Più verde, meno nero" che si svolgerà sabato 21 gennaio, a Monopoli, che oltre a coinvolgere la Puglia, interessa i cittadini e le istituzioni di molte regioni del Meridione, ma non solo. Il WWF saluta l'importante convergenza di intenti tra le amministrazioni e le comunità locali in difesa oggi del bene comune, costituito dal nostro patrimonio naturale che contribuisce alla ricchezza del Paese, per un futuro sostenibile, che abbia al centro le energie pulite e lo sviluppo eco-compatibile del turismo e della filiera agroalimentare.
Grazie a questo amplissimo sistema di esenzioni, di aliquote sul prodotto e di canoni di concessione bassissimi ed una serie di agevolazioni e incentivi la nostra Penisola e le sue acque sono oggetto di una ricerca sovradimensionata di oro nero o di gas. Questo nonostante il petrolio, ad esempio, sia notoriamente poco e di scarsa qualità (la produzione italiana di petrolio equivale allo 0,1% del prodotto globale e il nostro Paese è al 49o posto tra i produttori). Il petrolio inoltre è localizzato in territorio densamente urbanizzati e nei nostri mari, vicino a coste e specchi d'acqua marina di alto pregio ambientale con il rischio che al momento in cui si verifichi un incidente, come è avvenuto nel golfo del Messico nell'aprile 2010, anche infinitamente meno grave, date le diversità, gli impatti per l'ambiente dureranno per decenni se non centinaia di anni con conseguenze teratogene, mutagene e cancerogene sugli essere viventi. Purtroppo la corsa all'oro nero non si ferma:
Ma il sistema Italia, denuncia il WWF nel suo dossier, garantisce maglie troppo larghe alle istanze e ai permessi di ricerca e di coltivazione di idrocarburi, con incomprensibili agevolazioni verso le coltivazioni marginali -di piccola entità- secondo il WWF, e non fa i conti con la ricchezza che deriva al Paese dal ricchissimo patrimonio naturalistico che l'Italia può vantare (il nostro Paese è primo in Europa per biodiversità), e con lo sviluppo sostenibile di settori quali il turismo e l'agroalimentare. In Basilicata, che contribuisce per il 6% al fabbisogno nazionale di petrolio, il 60% del territorio è interessato da attività di ricerca e di coltivazione degli idrocarburi, il parco nazionale dell'Appennino lucano, Val D'Agri e Lagongerse è assediato dalle attività di perforazione con gravi conseguenze di inquinamento delle acque e del suolo e rischi per la salute della popolazione. Per quanto riguarda e attività in mare, c'è da ricordare che l'oro nero lo sta già avvelenando: il Mediterraneo, che costituisce lo 0,7% delle acque del globo ma da cu passa il 25% del traffico petrolifero mondiale, vanta il primato mondiale per la concentrazione di catrame in mare aperto (pelagico): 38 mg/m2 di 3 volte superiore a quello registrato nel Mar dei Sargassi, 10 mg/m2. Non possiamo dissipare così il nostro patrimonio ambientale e la nostra salute, eppure le nostre leggi fanno dell'Italia uno dei Paesi in cui vigono le regole più vantaggiose per le aziende che ricercano ed estraggono gli idrocarburi. Su tutti questi punti il WWF presenterà al Governo e al Parlamento un pacchetto di proposte che vanno dall'eliminazione delle esenzioni dal pagamento dell'aliquota, all'adeguamento al 50% dell'aliquota sul valore del prodotto, all'adeguamento del valore dei canoni annuali per i permessi di prospezione e di ricerca e per le concessioni di coltivazione. Infine, per quanto riguarda la regolazione di questo settore dal punto di vista ambientale il WWF valuta positivamente la presentazione in Parlamento della proposta di legge, approvata lo scorso agosto dal consiglio regionale della Puglia, che chiede di interdire nuove attività di prospezione, ricerca e coltivazione in Adriatico. Il WWF, nel dossier segnala, la necessitò di difendere l'importante modifica del Codice dell'ambiente voluta dal Parlamento nel giugno 2010 che introduce: In conclusione è con regole rigorose in campo ambientale che facciano valere il principio di precauzione e una modifica sostanziale del regime fiscale ed economico del settore, che rispetti le regole di mercato della leale concorrenza, che secondo il WWF si può fare in modo che l'Italia non sia più un Far West per le trivelle.
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PETROLIO CHI DECIDE COSA
A ME GLI OCCHI
Il linguista Noam Chomsky ha elaborato la lista delle “10 Strategie della Manipolazione” attraverso i mass media.
1 - La strategia della distrazione. L’elemento principale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o dell’inondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti.
Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
2 - Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo metodo è anche chiamato “problema - reazione - soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare.
3 - La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, col contagocce, per un po’ di anni consecutivi.
4 - La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria” guadagnando in quel momento il consenso della gente per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato.
5 - Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente.
6 - Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione. Sfruttare l'emotività è una tecnica classica per provocare un corto circuito dell'analisi razionale e, infine, del senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del tono emotivo permette di aprire la porta verso l’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti….
7 - Mantenere la gente nell’ignoranza e nella mediocrità. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori" (vedi “Armi silenziose per guerre tranquille”).
8 - Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti...
9 - Rafforzare il senso di colpa. Far credere all’individuo di essere esclusivamente lui il responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacità o sforzo. In tal modo, anziché ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta
10 - Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa.
Noam Chomsky
Fonte: www.visionesalternativas.com.mx
