Mondo Parallelo

Ritagli di vita e di suoni

 

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BACK TO BLACK

He left no time to regret, kept his dick wet, same old safe bet. Me and my head high, and my tears dry, get on without my guy, you went back to what you knew, so far removed from all that we went through, and I tread a troubled track, my odds are stacked, I'll go back to back. We only said good bye with words, I died a hundred times, you go back to her and I go back to...I go back to us, I love you much; it's not enough, you love blow and I love puff, and life is a pipe, and I'me a tiny penny rolling up the walls inside. We only said good bye with words, I died a hundred times, you go back to her, and I go back to...

 

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SI DEVE ESIGERE PIÙ DA SE STESSI CHE DAGLI ALTRI

Se a un certo punto un'amicizia o un amore cessano, forse non sono mai esistiti davvero.

 

S'I' FOSSE FOCO (SONETTO DI CECCO ANGIOLIERI)

 

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SMILE: THE LIFE IS SO GOOD!

 

LOVE HER AGAIN (DAL CD "ALONE" DI G.M.)

    

 
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FIAMMELLA SEMPRE ACCESA NEI CUORI

L'importante è come si vive e non quanto.

 

THE SECRET (BY GIOV@NNI)

 

 

MARE E CEMENTO

Post n°612 pubblicato il 22 Ottobre 2014 da menegi53
 
Foto di menegi53

Cieca, la cecità più assoluta: cecità di occhi, cecità di cuore, cecità di sensi. Questo colore blu pastello che emana dal cielo mi colpisce come un anestetico, un colpo duro e frenetico. Mi preserva, mi riserva, mi aliena come se fossi un piccolo buco nero in mezzo a infinita e tempestosa luce. Tenero, un gioco di piccole conquiste, come un campo di battaglia in una giornata triste, giorno per giorno attimo per attimo, minuscole briciole di sensazioni che penetrano silenziose, si fanno largo sul mio intimo tappeto rosso, di lamine briose. Delicati, frammenti di vetro mi infilzano, senza via di scampo, senza controllo, rimango disteso in fin di vita, incatenato da accenti e fatica, sono conquistato, son diventato il baluardo di un sentimento che fugge. Quanto sudore sulla strada del ritorno, spine dentro minuziosamente eliminate, lentamente sterminate, poi alla fine la pace. Lacrime di vetro, lacrime di cemento, lacrime su un viso ormai più contento. Viso stanco, viso bianco. Una nuova realtà senza più ritorno. Una nuova vita che si nutre d'ossigeno, il soffio mattutino del mare che si sveglia, sotto un sole che si illumina, un cielo che si anima. Una strada di allegria gioviale, un caffè tra amici: un attimo essenziale. Quel ponte sospeso, schiumoso d'oro come un mare tempestoso di sogno. Una mattina nuova, le onde che si infrangono sul mare, ritmiche come tamburelli in una piazza animata, un intercalare di suoni lì nel mezzo dello scuro profumo cavernoso. Bocca, occhi, godete di questo luminoso spettacolo, con orizzonti di pace e la mia voce, persa in un’ espressione di meraviglia, con un colore sfumato di terra e cielo. Si appresta il colore nero della sera, come un incubo notturno. Una pizza, un urlo di trionfo, un coro di passione o un sorriso da regalare a qualcuno che passa, un saluto, una giornata di vissuto. Un panorama all'improvviso, un albergo divenuto il più tenero ristoro materno. Sole e mare tra le corse trafficate, cielo e terra tra nuove sorelle unite e inventate. Niente di più vero di ciò che mi nasce dentro. Un cuore conquistato, una sfida con me stesso vinta ogni volta a piccoli passi, piccoli segni, piccoli miracoli di gesti. Un'aria profumata di eterna fierezza, aperta e libera come una giravolta in mezzo alla piazza. Poi la notte più urlante e silenziosa, guardata da lontano, sempre in posa, con il risveglio caloroso nel fresco di un nuovo mattino addormentato, il mezzogiorno di delirio tra previsioni di temporali o di sole, il tramonto di fuoco su una donna seduta sopra la sedia d’un bar a prendere un caffè. Sempre terra e cielo, sole e mare, qui la natura si impregna di ideale. Una nuova divinità che si muove tra la gente, con la gente, per la gente, scavalcando montagne, combattendo lava di vulcani, sorvolando il mare con i suoi artigli di schiuma. Città piena di vita, e ogni giorno la attraversa un essere che ha rubato la bellezza di madre natura e l'ha trasformata in attitudine e calore, per percorrere strade e attraversare visi sorridenti, diventando schegge di vetro che incatenano un sospiro, disperatamente cambiato, donando un nuovo amore, per asciugare quelle che prima eran lacrime amare, scese dal cuore.


Giov@nni

 
 
 

FORSE

Post n°611 pubblicato il 21 Ottobre 2014 da menegi53
 
Foto di menegi53

Sorrideva, ricordo, le unghie lucide creavano un riflesso abbagliante, che si aggiungeva a quello del calice di vetro, del vino porpora, delle posate. Ero stato invitato ad una cena dopo un lavoro assai complesso, relativamente ad un progetto di un supermarket, in Istria, in centro a Parenzo. E lei era la maggiore azionista e finanziatrice. Si chiamava Elena, ricordo. E sorrideva quando i camerieri portavano le vivande e i due ingegneri anziani miei colleghi si versavano un po’ di acqua minerale mentre più in là, un paio di architetti anche loro un po’ vecchi, costruivano castelli in aria fatti di ponti strallati e altre cose un po’ futuribili ma belle ed interessanti. E anche loro si riempivano d’acqua il bicchiere per prendere delle pillole, le solite pillole che, quando diventi vecchio, bene o male devi assumere; e mi sa che tra non molto toccherà anche a me, visto come corre il tempo. Si parlava di lavoro, delle opere da completare, delle automazioni, dei costi dell’impianto di sicurezza, delle vie di fuga in caso di incendio, e di tanti altri dettagli che adesso non mi importa di ricordare al di là della sensazione che tuttora provo nel rivangare quei momenti. Il suo era più che altro un ghigno, come se per un attimo, un attimo solo, si fosse aperto un varco nella sua anima, ed attraverso i suoi occhi riuscisse ad uscire quel velo di cattiveria solitamente celato dalle buone maniere e da una bellezza terribilmente espressa. Prese un respiro profondo e tutto d'un fiato mi disse: "Io non cerco l'amore, perché non ne ho bisogno. Sembrava parlasse solo a me, visto che gli altri facevano i loro assaggi del vino, e sgranocchiando dei grissini, giocavano coi tovaglioli per farne dei coni. E lei continuava guardandomi, fissa, come si dovesse arrabbiare da un momento all’altro, per decidere magari, come una leonessa in attesa  tra l'erba alta della savana, il momento migliore di... sbranarmi! “Non cerco qualcuno che mi aspetti a casa, perché è davvero ridicolo. Cerco un compagno di giochi, con cui condividere la mia follia, quando il lavoro finisce, e gli amici, e voi con loro, sono andati tutti via, e il cane ha mangiato, mia madre è stata rassicurata... in quel momento, inizia la mia vita. Una vita senza regole, fatta di momenti e di superficialità.” Era tardi oramai, e un po’ frastornato per il vino e per tanti discorsi, mi ero accorto che ero rimasto solo! Non ricordavo nemmeno di avere salutato tutti gli amici che erano con me e quelli che avevo conosciuto in quell’occasione, insomma mi sembrava di essere un naufrago in un’isola deserta. Sensazione strana, la testa confusa, quelle labbra rosse che parlavano, il sonno che avanzava, la voglia di andare via di corsa, sì, andare! “Te lo chiedo ancora una volta, forse non mi hai sentita perché chissà a cosa pensavi!”. “Tutti uguali voi uomini, pensate solo alle vostre astruserie!” “Io non ti chiederò nulla in cambio, ma adesso, ti va di giocare con me?". Ingoiai la saliva. Mi chiesi chi fosse quella pazza, e mi resi conto che forse il pazzo ero io, anzi forse non appartenevo a questo mondo ed ero rimasto ai tempi delle crociate! Lei era se stessa, se stessa, magari per una volta sola, per una volta in tanti anni, ma perché con me, proprio adesso che mi sentivo imbarazzato, e non trovavo scuse plausibili per andarmene di lì? Quasi fossi paralizzato da quegli occhi profondi più blu del cielo e poi, quello sguardo che mi scavava dentro! Quasi sembrava volesse raggiungere il cuore per imprigionarlo in una gabbia. E rimasi lì a cercare di capire, e rimasi lì per una sorta di scommessa fatta a me stesso, rimasi lì con gli occhi velati dal vino, dai liquori e dal torroncino affogato nel Gran Marnier, rimasi lì per un istante eterno e da là in poi, per quanto mi sforzi, mi accorgo di non ricordare più nulla! Eppure, cos’è questa sensazione strana che ogni tanto mi assale, quasi un’isola volesse emergere dal mare e poi nuovamente inabissarsi per sempre? Forse la prossima volta il ricordo sarà meno lontano, meno annebbiato, forse è lì, celato nel profondo del mio essere, e gli manca la voglia di tornare a galla… forse, chissà!

 

Giov@nni

 
 
 

FILI SOTTILI

Post n°610 pubblicato il 18 Ottobre 2014 da menegi53
 
Foto di menegi53

 

 

 

 

Raccolgo l'anima

in una sfera di cristallo;

annodo fili di vita

in un silenzio che tace.

Pensieri dipinti d'azzurro

che volano su lune svanite.

Fili sottili tirati sul domani

dai contorni distratti

e immensità zingare

disperse nel vento.

Solo parole senza voce

per riempire vuoti stonati;

dolce vagare nel sogno

senza rumore del mare

con l’onda che bagna la rena

di silenzi mai andati.

                                                Giov@nni

 
 
 

VORREI

Post n°609 pubblicato il 17 Ottobre 2014 da menegi53
 
Foto di menegi53

Vorrei perdermi adesso per non apparire, vorrei magari sentire che mi vieni vicino, vorrei vederti scendere da quella croce e abbracciarmi per dirmi “Che fai?”. Vorrei tu capissi quando ti guardo lì appeso e resto a fissarti in silenzio. Vorrei che adesso mi spiegassi quello che nemmeno riesco a capire né a dire, vorrei che il sole splendesse anche laddove non regna che il buio, vorrei, oh sì, vorrei tu fossi sincero con me e non parlassi parafrasando con parabole strane dai mille arcani segreti. E adesso che ti guardo negli occhi per leggere quello che vedo impresso a marchio di fuoco, vorrei mi dicessi che un giorno sarai un volto di luce e che tutti noi poveri esseri stanchi saremo tra i tuoi amici più cari. Vorrei piangere adesso per non pianger domani, vorrei tu mi prendessi per mano e andassimo insieme a fare la spesa al supermercato, vestiti di niente, invisibili agli occhi di tutti perché la luce si mischia alla luce. Vorrei che capissi quanto siamo infelici e ci aggrappiamo a idoli falsi, a inutili cose senza valore, al vile denaro al potere sovrano, alla voglia di odiare e di farci male. Vorrei… vorrei tu vedessi e parlassi alla gente come se fossi un uomo qualunque venuto dal cielo. Vorrei, come ieri, che quella corona di spine svanisse nel nulla e sul tuo capo posare le mani per sentire pulsare sotto le tempie il cuore grande che ti hanno strappato. Vorrei non vedere ogni giorno morire la gente e non credere che tutto succeda per caso; vorrei tu venissi con me sotto il cielo di stelle e camminassimo scalzi lungo un sentiero fatto di rose ma senza le spine. Quelle profonde ferite impresse nel cuore vorrei le placassi con un cenno del capo magari guardando su in alto il volto ridente di Chi sulla terra per noi ti ha mandato. Vorrei… vorrei fuggire dalla tristezza in un giorno di pioggia, vorrei non vedere dei vecchi negli occhi la morte, vorrei che tu fossi qui in ogni momento, quando lontano si sente piangere un uomo, o muore una donna senza un lamento, uccisa da un vile che poi di colpo si pente. Vorrei capire che cosa vedi quando rivolgo gli occhi e ti guardo, vorrei capire se già sai quello che penso prima ancora che l’abbia espresso e trasformato in pensiero. Vorrei… vorrei  essere quello che non sono, semplicemente un essere senza coscienza perché a volte mi accorgo che gli uccelli nel cielo non hanno bisogno di tanto clamore, e vivono e muoiono non hanno nel cuore alcun dolore. “E adesso perché sei così serio?”. “Mica volevo dirti nulla di male, semplicemente volevo trovare quello che vale nel mezzo di tante incertezze.” “Fai finta... che non t’ho detto niente!”.

 

Giov@nni      

 
 
 

SOPRA IL CONFINE DEL CIELO

Post n°608 pubblicato il 16 Ottobre 2014 da menegi53
 
Foto di menegi53

Sopra, al confine del cielo, è nascosto un segreto, racchiuso dentro una stella tra mille bagliori di luci assopite dal tempo. Una canzone scorre lassù nell’azzurro, accarezzando stelle, cullandosi dolcemente sopra ognuna di essa per assaporarne il dolce sapore dei riflessi. Una nuvola clandestina al manto dipinto di blu, furtivamente si mostra, sperando in un bagliore come volesse dire "ad esso appartengo", voltando la sua sagoma alle spalle del mondo tanto ostile alla sua immagine soffice, come uno zucchero filato. Attraverso sentieri bui ma poi mi accorgo che sono pieni di luce, accarezzando quanto il mio cuore vuole avere, solitario al buio di me stesso, e la sensazione che mi assale è un'ombra scesa dal cielo protesa verso un nugolo semplice di pensieri rubati fin qui alla vita avuta, in pieno già vissuta, nelle corse al vento, tra le passeggiate nelle notti senza luna, e le stelle come gocce di lacrime lucenti qui nel viso! Ecco, tutto è semplicemente ciò che il confine del cielo mi saprà donare adesso, senza mai aver chiesto niente in cambio alla mia gioia d'essere vissuto dentro il mio stesso confine fin troppo sincero, come in fondo all'anima di uno stupido poeta, dentro il coraggio di un pensiero tante volte espresso!

 

Giov@nni

 
 
 
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INFO


Un blog di: menegi53
Data di creazione: 23/11/2011
 

L'IGNORANZA E' MENO ODIOSA DELLA PRESUNZIONE

 

NON FARE DEL BENE SE NON ACCETTI L'INGRATITUDINE

 

CI VUOLE TUTTA UNA VITA PER IMPARARE A VIVERE

 

LA FELICITA' E' FATTA DI POCHI ISTANTI

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Citazioni nei Blog Amici: 33
 

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INCONTRIAMO IL DESTINO SULLA VIA PER EVITARLO

L'amicizia: gli amici ti aiutano, i conoscenti ti salutano!

 

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A VOLTE UN PO' DI SOLITUDINE CI FA STARE BENE

Chissà perchè certe donne e certi uomini non cambiano mai! Com'è squallida l'umanità, e io ne faccio parte!

 

RONDINI (DAL CD "TIME OFF" DI G.M.)

 

Volano, come rondini volano

poi nel cielo scompaiono

i miei sogni così.

Tornano come rondini tornano

anche se non vorrei...

I miei sogni così.

Chi non ama ricordi non ha...

sempre solo restare dovrà...

Una vita vissuta così...

non vorrei...non vorrei.

Meglio ridere e piangere se...

se l’amore ora viene ora va...

fa soffrire, ma è meglio così:

solo non sarai...no mai!

I ricordi verranno da te

come gocce di pioggia...

cadranno giù...

dai tuoi occhi dal cuore e poi tu,

sognerai... Di tornar tra le braccia di chi... se ne andò..

senza dirti nemmeno perché...

Sognerai... Di fermare quel bacio... così,

che hai rubato alle labbra di chi...mai t’amò... mai t’amò.

 

NOTHING MORE

 

Alcuni si ricordano dell'educazione

solo quando la pretendono dagli altri

 

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FELICITÀ

Non parlate della vostra felicità a chi è meno felice di voi.

La felicità è come la febbre poichè tutti ci sono intorno per farcela passare.Felicità

 

SCENDI! (A SONG BY GIOV@NNI)

 

TURBOLENZE D'ONDE

Senza il tuo consenso nessuno potrà mai farti sentire inferiore.

 

 

POLVERE DI STELLE SULLE MANI

Io sono più importante dei miei problemi.

 

Il falso amico è come l'ombra che ci segue finché dura il sole