Mondo Parallelo

Ritagli di vita e di suoni

 

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BACK TO BLACK

He left no time to regret, kept his dick wet, same old safe bet. Me and my head high, and my tears dry, get on without my guy, you went back to what you knew, so far removed from all that we went through, and I tread a troubled track, my odds are stacked, I'll go back to back. We only said good bye with words, I died a hundred times, you go back to her and I go back to...I go back to us, I love you much; it's not enough, you love blow and I love puff, and life is a pipe, and I'me a tiny penny rolling up the walls inside. We only said good bye with words, I died a hundred times, you go back to her, and I go back to...

 

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SI DEVE ESIGERE PIÙ DA SE STESSI CHE DAGLI ALTRI

Se a un certo punto un'amicizia o un amore cessano, forse non sono mai esistiti davvero.


aquila

 

S'I' FOSSE FOCO (SONETTO DI CECCO ANGIOLIERI)

 

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SMILE: THE LIFE IS SO GOOD!

 

LOVE HER AGAIN (DAL CD "ALONE" DI G.M.)

    

 
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FIAMMELLA SEMPRE ACCESA NEI CUORI

L'importante è come si vive e non quanto.

 

THE SECRET (BY GIOV@NNI)

 

 

LA RANA

Post n°772 pubblicato il 31 Marzo 2015 da menegi53
 

Una rana saltellava lieta tra i fossi, risaie e fresche foglie di ninfea, inseguendo un paio di ronzanti insetti volanti, arrivò balzo dopo balzo all’aia d’un cascinale. In un angolo discreto e riparato, la rana curiosa scoprì un pentolone. Saltò sull’orlo e vide che era pieno di acqua limpida e fresca. “Una magnifica piscina tutta per me!”, pensò. Si tuffò con una elegante piroetta e, alternando tutti gli stili di nuoto, in cui eccelleva, cominciò a sguazzare allegra e spensierata. Ma una mano distratta accese il fuoco sotto la pentola. L’acqua si riscaldò pian piano. Presto divenne tiepida. La rana trovò la situazione piacevole: “Di bene in meglio! La piscina è riscaldata” e continuò a nuotare. La temperatura cominciò a salire. L’acqua era calda, un po’ più calda di quanto piacesse alla rana, ma per il momento non se ne preoccupava più di tanto soprattutto perché il calore tendeva a stancarla e stordirla. L’acqua ora era davvero calda. La rana cominciò a trovarla sgradevole ma era talmente indebolita che sopportava, si sforzava di adattarsi e non fece nulla. La temperatura dell’acqua continuò a salire progressivamente, senza bruschi cambiamenti, fino al momento in cui la rana finì per cuocere e morire senza mai essersi tirata fuori dalla pentola. Immersa di colpo in una pentola d’acqua a cinquanta gradi, la stessa rana sarebbe schizzata fuori con un salto da record olimpico. Così, ciò di cui non ci si cura, ciò che viene lasciato all’abbandono deperisce, declina, si degrada, sia che si tratti d’un corpo, di un giardino, dell’organizzazione sociale, di un paese. Così abbrutita da un eccesso di stimoli sensoriali, la nostra coscienza si addormenta; satura di informazioni inutili la memoria si ottunde; privati di parametri non abbiamo più punti di riferimento stabili; asfissiati dal consumismo e dal superfluo i nostri ideali avvizziscono e muoiono. E… senza accorgercene, siamo cotti, l’acqua sta diventando pericolosamente… calda.

 

Giov@nni

 
 
 

NON VORREI

Post n°770 pubblicato il 30 Marzo 2015 da menegi53
 

Non vorrei essere un altro,

un corpo diverso e altri pensieri

un’intimità sconosciuta

da non credere,

né vorrei essere

te, amica cara

che mi stai leggendo,

seppur conoscessi

i tuoi pensieri

ma non mi è dato

di sapere il segreto

che ti fa donna.

Non vorrei essere diverso

senza gli errori

che ho commesso

perché non potrei essere

quello che sono.

Non vorrei essere quell’uomo

seduto sul ponte

che guarda l’acqua bionda

che scorre

senza età

o non quella pelle

o quegli occhi perduti

sui gabbiani

che giocano il cibo.

Vorrei essere un giocoliere

che gira sulla giostra

dei secoli e vive una vita

che non sa,

in una pelle che infeltrisce

come un cappotto antico.

Vorrei tornare da lontano

dopo secoli di sogni;

vorrei essere

nella mia stanza

a riposare,

la tastiera del pianoforte

tra le mani.

Vorrei potermi appisolare

senza fatica alcuna,

in un attimo soltanto

nella poltrona ove

sempre siedo a meditare,

coi capelli non troppo canuti

dopo tutti quei secoli,

tutte quelle persone,

tutti quei sogni, tutti quei posti

che non mi sono appartenuti.

 

                                                         Giov@nni

 
 
 

QUEL MATTINO AD ASIAGO

Post n°769 pubblicato il 29 Marzo 2015 da menegi53
 

Si rannicchiarono dietro la porta doppia: due bambini con i cappotti a brandelli troppo piccoli per loro. "Ha dei giornali vecchi, signore?". Ero indaffarato, volevo rispondere di no, finché guardai i loro piedi: sandaletti leggeri, inzuppati dal nevischio. "Entrate e vi farò una tazza di cioccolata calda, ne ho giusto voglia per scaldarmi un poco la gola”. Non vi fu conversazione. I sandali fradici lasciarono impronte sulla piastra del caminetto. Servii loro cioccolata e pane tostato con marmellata per fortificarli contro il freddo esterno. Quindi tornai in cucina e ripresi i miei calcoli di cemento armato. Il silenzio nel soggiorno mi sorprese. Guardai dentro, la bambina teneva in mano la tazza vuota e la osservava. Il maschietto mi disse con voce incerta: "Signore, lei è ricco?". "Se sono ricco? Misericordia, no!". Guardai le consunte foderine del divano: non ho mai avuto voglia di cambiarle, pigrizia, certo, e poi la micia me le rovinerebbe subito se fossero nuove. Scuse, ma forse no, fatto sta che non ci avevo mai pensato, sì, non me lo sono mai chiesto, e poi non me ne importava poi tanto. La bambina rimise la tazza sul suo piattino con cura. "Le sue tazze sono intonate ai piattini" aveva osservato la bambina, con una voce vecchia, con una fame che non veniva dallo stomaco. Quindi se ne andarono, tenendo i pacchi dei giornali contro il vento, non avevano detto grazie, non ne avevano bisogno. Avevano fatto molto di più. Tazze e piattini di ceramica azzurra, non valevano poi tanto. Ma erano intonati. Diedi un'occhiata alle patate se erano cotte per farmi da contorno e mescolai il sugo per la pasta che stava bollendo allegra. Patate e sugo di pomodoro con basilico e peperoncino, un tetto sopra alla testa, un caminetto acceso, i crocchetti nel piattino per la micia. Anche queste cose erano intonate. Allontanai le sedie dal fuoco e misi in ordine il soggiorno. Le impronte fangose dei sandaletti erano ancora umide sul caminetto. Le lasciai lì: volevo che restassero lì, caso mai mi dimenticassi di nuovo… quanto sono ricco.

Giov@nni

 
 
 

I GIARDINI DEL VENTO

Post n°767 pubblicato il 29 Marzo 2015 da menegi53
 

Fuori il grido del freddo tra gli alberi,

un respiro affannato di creature

nella notte senza luna;

battono insistentemente

in lontananza strani rumori,

solitudini attese di speranze

aspettando un’alba

che sembra non giungere mai,

e forte soffia il vento, nidi sprangati,

foglie scosse dai rami.

Il gelo ha invaso le stanze del sole

che senza calore

più non sa riscaldare.

E forte stringo nel cuore

l'ultimo pensiero che ho

per potermene andare

sotto le stelle a sognare,

mentre steccati

trattengono gelide sensazioni

e lontane canzoni scaldano

labirinti dove mi perdo;

deserto di sogni in cui

le attese giacciono

come sospese.

Fisso gli occhi

di chi incontro lungo la via,

e, leggendo

dentro il suo cuore,

mi accorgo che reclama amore

certo nella ricerca

di un dolce tepore

che vivrà col passare delle ore.

Ed io mi stringerò

a una foglia ingiallita

per farla tornare ancor verde.

Scaldandola al sole di aprile,

nelle mie mani posata,

guardando il volto velato

della gente che incontro

senza pensare,

al color di quegli occhi;

sono sicuro che per loro

un'alba di sole sorgerà,

un'alba di sogno,

in un cielo più azzurro.

Non importa, come, non so quando,

ma andremo lontano dove il calore

abbraccerà i desideri di tutti

perché dentro di noi

ritorni quel sentimento comune

per continuare

a camminare insieme.

Abbracciati tutti

lasceremo impronte

sulla terra nuda,

bagnata di odio;

stringerò la mano piagata

con la forza di non lasciarla,

custodendo per sempre

un calore

che, al pari del mio,

trasmette ogni cuore.

Così, senza raccogliere

perle di pianto

sulle nostre ciglia

ormai chiuse,

nei giardini

del vento cadute.

 

                                                 Giov@nni

 
 
 

BOLLE DI SUONI

Post n°766 pubblicato il 27 Marzo 2015 da menegi53
 

Bolle di suoni

ricamano l'invisibile

tela della notte.

"Dov'è andata?", mi chiedo,

quasi di colpo

l’avessi perduta

in un cielo infinito.

“Magari è nascosta”,

ribatte qualcuno

mentre un goccio

di caldo miele

viene assaggiato

dalla morbida

mollica della mia mente.

La lancetta dei secondi

finge di nascondersi,

e silenziosamente

il mio sorriso

s'incammina tra radure

di paesaggi distanti.

Uno spicchio di luce

riflette la scia

di un treno  

che fuma lacrime di cielo.

I ragni tra le loro tele

smettono di tessere

i vestiti strappati al presente.

Rimbocco le coperte

del raffreddato pensiero

e con un dito leggero,

prima che s’addormenti,

offro un'ultima carezza

alla sua pelle rinsecchita

dai fumi di mille ricordi,

e li lascio lì,

per vederli ondeggiare,

come panni stesi

ad asciugare

al vento

nei giorni di sole.

 

                                                          Giov@nni

 
 
 
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INFO


Un blog di: menegi53
Data di creazione: 23/11/2011
 

L'IGNORANZA E' MENO ODIOSA DELLA PRESUNZIONE

 

NON FARE DEL BENE SE NON ACCETTI L'INGRATITUDINE

 

CI VUOLE TUTTA UNA VITA PER IMPARARE A VIVERE

 

LA FELICITA' E' FATTA DI POCHI ISTANTI

aquila-immagine-animata-0012

 
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INCONTRIAMO IL DESTINO SULLA VIA PER EVITARLO

L'amicizia: gli amici ti aiutano, i conoscenti ti salutano!

 

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A VOLTE UN PO' DI SOLITUDINE CI FA STARE BENE

Chissà perchè certe donne e certi uomini non cambiano mai! Com'è squallida l'umanità, e io ne faccio parte!

 

RONDINI (DAL CD "TIME OFF" DI G.M.)

 

Volano, come rondini volano

poi nel cielo scompaiono

i miei sogni così.

Tornano come rondini tornano

anche se non vorrei...

I miei sogni così.

Chi non ama ricordi non ha...

sempre solo restare dovrà...

Una vita vissuta così...

non vorrei...non vorrei.

Meglio ridere e piangere se...

se l’amore ora viene ora va...

fa soffrire, ma è meglio così:

solo non sarai...no mai!

I ricordi verranno da te

come gocce di pioggia...

cadranno giù...

dai tuoi occhi dal cuore e poi tu,

sognerai... Di tornar tra le braccia di chi... se ne andò..

senza dirti nemmeno perché...

Sognerai... Di fermare quel bacio... così,

che hai rubato alle labbra di chi...mai t’amò... mai t’amò.

 

NOTHING MORE

 

Alcuni si ricordano dell'educazione

solo quando la pretendono dagli altri

 

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FELICITÀ

Non parlate della vostra felicità a chi è meno felice di voi.

La felicità è come la febbre poichè tutti ci sono intorno per farcela passare.Felicità

 

SCENDI! (A SONG BY GIOV@NNI)

 

TURBOLENZE D'ONDE

Senza il tuo consenso nessuno potrà mai farti sentire inferiore.

 

 

POLVERE DI STELLE SULLE MANI

Io sono più importante dei miei problemi.

 

COME SPIGHE DI GRANO

Il falso amico è come l'ombra che ci segue finché dura il sole