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La voce di Megaride

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Cliccando http://www.box404.net/nick/index.php?b  si procede ad una originalissima elaborazione del nickname ANCESTRALE di una url. "La Voce di Megaride" ha ottenuto una certificazione ancestrale  a dir poco sconcertante poichè perfettamente in linea con lo spirito della Sirena fondatrice di Napoli che, oggidì, non è più nostalgicamente avvezza alle melodie di un canto ma alla rivendicazione urlata della propria Dignità. "Furious Beauty", Bellezza Furiosa, è il senso animico de La Voce di Megaride, prorompente femminilità di una bellissima entità marina, non umana ma umanizzante, fiera e appassionata come quella divinità delle nostre origini, del nostro mondo sùdico  elementale; il nostro Deva progenitore, figlio della Verità e delle mille benedizioni del Cielo, che noi napoletani abbiamo offeso.
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« A Silviosull'eutanasia per Contrada »

Contrada: ...e mo' arrestateci tutti!

Post n°651 pubblicato il 16 Aprile 2008 da vocedimegaride
 

di Marina Salvadore
Qualcuno, tra i congiunti di Bruno Contrada mi ha definito “temeraria”… temendo per me, per le tante istintive azioni promosse in favore di questo capro espiatorio del post-48, quando le coordinate geopolitiche italiane si tinsero di quel rosso che ancora avvampa l’aura istituzionale e che continua a mietere vittime eccellenti… Sì, a causa della campagna pro Contrada, qualche attacco, qualche disagio l’abbiamo subito un po’ tutti, noi sostenitori ma al par loro non temo niente e nessuno, quando mi servo della libertà di pensiero e della facoltà di giudizio, convinta di agire per la verità, senza vincoli ideologici, in piena onestà intellettuale per opera di quel buonsenso che difetta tra gli accorpati e che offende l’intelligenza media dei sudditi italiani. Commetto, mi chiedo, un reato esprimendo il mio libero pensiero, auspicando un confronto, cercando di far luce? Devo temere ritorsioni violente? Non ho nulla da perdere, avendo già perso tutto per leggenda personale, compreso, per assurdo, il tifo per il campionato di calcio e per uno dei tanti partitelli politici che, credevo, fosse consono ai miei puri ideali. Ecco, ho smarrito soprattutto gli ideali. Le istituzioni bugiarde me li hanno strappati dal cuore e sono condannata, come milioni d’altri italiani, alla depressione, al malessere sociale che diventa malessere fisico, rabbia, ipertensione, ischemia, depressione reattiva: doni che la vita in questo perfido Paese non ha risparmiato neppure ad uno dei suoi figli migliori, l’abusato, consunto servitore dello Stato Bruno Contrada, al quale, per l’ennesima volta, in barba ai principi umanitari ed alla riforma penitenziaria, benché – è lampante! – recluso ingiustamente dopo una farsa teatrale di più di tre lustri, le pie donne del Tribunale di Sorveglianza di Napoli e dell’ufficio di sorveglianza di S.Maria Capua Vetere, hanno negato l’ultimo desiderio del moribondo: morire a casa propria, fissare l’ultimo sguardo già opaco su di un volto amato, ritrovare un attimo di pace nell’antica culla di un abbraccio anelato, perfidamente applicando così in pieno la sentenza occulta di condanna a morte, promulgata in questo Paesaccio dove impera il finto buonismo solidale dei centri sociali, dei disobbedienti, dei brigatisti santificati, degli indultati recidivi: disordine creato ad arte per sobillare ancor più il precario equilibrio nazionale. All’ultima udienza per il differimento della pena, il “criminale” Contrada era presente, unitamente ad un’ineccepibile e qualificatissima mole di ulteriori esami clinici, sottoscritti anche dalla medesima autorità medica penitenziaria. Di là dalla mancanza di rispetto per le altrui professionalità, laddove i tuttologi togati, che immaginiamo esperti solo nella scienza giurisprudenziale e, al più, in qualche hobby casalingo, si sono sostituiti a coloro esperti della scienza medica, stilando personalissime anamnesi e diagnosi, in puro stile mamma Ebe, inammissibili presso qualsivoglia ASL di frazione di provincia, hanno anche abusato dei loro poteri e competenze interrogando Bruno Contrada in merito al già definito processo che lo vede condannato e che è prerogativa d’altra sede a questo deputata ovvero d’altre corti, d’altri magistrati. Ebbene, si evince dal documento di rigetto (archiviato per vostra informazione al link www.vocedimegaride.it/trib. di sorveglianza napoli 3-4-2008.pdf  ) tutta l’irritazione manifesta del collegio giudicante nel trovarsi di fronte un Bruno Contrada fine a se stesso ovvero lucido, colto e- udite, udite - con buona proprietà di linguaggio! Ma hanno cognizione di chi fosse, professionalmente, Bruno Contrada prima del 1992, quando loro, le pie donne, ancora giocavano in grembiulino e bavetta a pettinare le bambole? Per questa sua inevitabile autorevolezza e personalità, per i banali pseudopsico motivi suddetti si rifiuta al Grande Invalido Contrada il differimento della pena o l’alternativa dei domiciliari. In breve, le pie donne hanno constatato – o sono state costrette dall’alto a farlo – che il nostro “Giordano Bruno” Contrada non è ancora “marcescente” al grado ultimo della putrefazione, quello di zombie, che ha ancora in se’ il lumicino della ragione, il patrimonio culturale e professionale intatti e… che è vieppiù immeritevole d’umana solidarietà perché colpevole, a 77 anni, di non aver contratto, tra le tante patologie, l’alzheimer o la demenza senile e – punto critico - d’essere convinto d’essere innocente… e non sarebbe da giudicare totalmente folle per questa sua astrusa convinzione o, forse, proprio per questa che sanno essere la verità, egli fa ancora paura. A chi? Facciamoli, una buona volta, questi nomi che da più parti si sentono biascicare, sussurrare sotto bavagli, maschere e chador. Anche le recenti elezioni politiche hanno fatto finalmente strage dell’anacronistica sinistra sovietica: apriamo i loro dossier, una buona volta! C’è chi ha ipotizzato, coraggiosamente( e tra questi, l’ottimo Lino Jannuzzi con autentiche opere editoriali) un feroce caso di “mobbing” tra i due sbirri: Contrada e De Gennaro ovvero tra il SISDE e l’allora nascente DIA. C’è chi postula la tesi femminista delle pie donne, muse del gineceo della sorveglianza, sottomesse alla volontà del misogino capo supremo Caselli (ridanciana qualifica riconducibile, forse, al solo titolo della sua originale benemerita tesi di laurea) … chi, più pragmatico, partendo dall’assassinio del giudice Falcone, postula invece il persistente soviet comunismo di Violante e compagni. Bene! Questo “giornaletto” temerario, fiero della sua campagna pro-Contrada, ha messo in fila i tre nomi impronunciabili. Sono questi i responsabili? Parliamone! Chiediamo anche una consulenza psichiatrica, i test attitudinali invocati da Berlusconi…ma finiamola di biascicare, sussurrare, fantasticare! Chi ha elementi, prove… anche chi volesse, di questi giorni, nella caduta dell’ultima pietra italiana del muro di Berlino, fare ammenda e pararsi il culo dalle eventuali ritorsioni postume ad ogni caduta di regime, si faccia avanti. I pentiti - è nel nostro italico costume - sono sempre bene accolti e tutelati, addirittura ricompensati!… Avanti, ora o mai più e prima che Contrada diventi un’ammuffita polpetta avvelenata del fastfood nazionale!… poiché noi continueremo, ben oltre Contrada, a sostenere le nostre umane ragioni, finchè avremo fiato, specialmente nel cogliere i particolari… Infatti,  è forse passata (volutamente) inosservata, stante il momento topico delle elezioni, la laconica agenzia concomitante all’ennesimo rifiuto delle pie donne e che di seguito riportiamo; notizia calzante con la petizione da noi lanciata in rete in tempi remoti ed ancora attiva, che rimette giustappunto in discussione tutto il processo Contrada, perlomeno l’impalcatura fragile, incoerente e vergognosa dell’accusa. Dovremmo, per caso, buffonescamente costituirci anche noi, all’italiana, in un Partito Bruno Contrada, visto che siamo in tanti? E’ l’ora dell’etica. E’ l’ora di sbrogliare la matassa! Ne va della nostra salute mentale, della nostra libertà di pensiero ma soprattutto della nostra dignità!       
“CALUNNIO' FUNZIONARIO SISDE, CHIESTA CONDANNA PER PENTITO - Roma, 14 apr. (Apcom) - Condannare a 4 anni di reclusione, per il reato di calunnia, Giuseppe Giuga; assolvere invece Calogero Pulci. Sono state queste le conclusione del pm di Catania, Lucio Setola nel processo a carico dei due ex pentiti di mafia, originari di Sommatino, in provincia di Caltanissetta, per aver falsamente accusato Bruno Contrada, quando era capo della squadra mobile e della criminalpol di Palermo. Il processo è stato aggiornato al prossimo 14 Luglio. Secondo quanto riferito dall'avvocato dell'ex funzionario del Sisde, il penalista catanese Giuseppe Lipera, la richiesta d'assoluzione per Pulci, fatta dal pm, è stata motivata spiegando che non fu quest'ultimo ad istigare Giuga ad accusare Contrada. L'avvocato Lipera, alla Corte, ha chiesto invece la condanna sia di Pulci che di Giuga, oltre ad una provvisionale di 50mila euro di danni. L'avvocato Lipera ha detto: "La requisitoria del pm e le sue richieste sono l'ultima conferma delle tante falsità che sono state raccolte e lanciate contro il mio assistito. Attendiamo ora che anche altri si rendano conto che Bruno Contrada è innocente e non può rimanere in carcere". In base alla ricostruzione offerta dal pm, Contrada fu accusato da Giuga, forse su suggerimento di Pulci (ma sul punto non c'è la prova certa), di avere permesso la fuga dell'allora latitante capomafia Benedetto Santapaola.”

… e mo’, arrestateci tutti!… per vilipendio alla menzogna istituzionale… alla bandiera del PCUS  inscritta nel tricolore… ai parenti svendutisi delle vittime eccellenti della “mafia”!… Ah! Sì! Anche per noi, emuli ancor più scemi di candide “Pippa Bacca” e di innocenti Sacco & Vanzetti, vitto e alloggio gratis in una” beauty-farm” di Stato, può andar benone!

 
 
 
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PREMIO MASANIELLO 2009
Napoletani Protagonisti 
a Marina Salvadore

Motivazione: “Pregate Dio di trovarvi dove si vince, perché chi si trova dove si perde è imputato di infinite cose di cui è inculpabilissimo”… La storia nascosta, ignorata, adulterata, passata sotto silenzio. Quella storia, narrata con competenza, efficienza, la trovate su “La Voce di Megaride” di Marina Salvadore… Marina Salvadore: una voce contro, contro i deboli di pensiero, i mistificatori, i defecatori. Una voce contro l’assenza di valori, la decomposizione, la dissoluzione, la sudditanza, il servilismo. Una voce a favore della Napoli che vale.”…

 

PREMIO INARS CIOCIARIA 2006

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A www.vocedimegaride.it è stato conferito il prestigioso riconoscimento INARS 2006:
a) per la Comunicazione in tema di meridionalismo, a Marina Salvadore;
b) per il documentario "Napoli Capitale" , a Mauro Caiano
immagine                                                   www.inarsciociaria.it 

 

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DEDICATO AGLI EMIGRANTI

 

NOMEN OMEN

E' dedicato agli amici del nostro foglio meridionalista questo video, tratto da QUARK - RAI 1, condotto da Piero ed Alberto Angela, che documenta le origini della Nostra Città ed il nome del nostro blog.

 

IL MEZZOGIORNO CHE DIFENDIAMO

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vuoi effettuare un tour virtuale e di grande suggestione tra le numerose bellezze paesaggistiche, artistiche ed architettoniche di quel Mezzogiorno sempre più obliato dalle cronache del presente?
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I consigli di bellezza
di Afrodite

RITENZIONE IDRICA? - Nella pentola più grande di cui disponete, riempita d'acqua fredda, ponete due grosse cipolle spaccate in quattro ed un bel tralcio d'edera. Ponete sul fuoco e lasciate bollire per 20 minuti. Lasciate intiepidire e riversate l'acqua in un catino capiente per procedere - a piacere - ad un maniluvio o ad un pediluvio per circa 10 minuti. Chi è ipotesa provveda alla sera, prima di coricarsi, al "bagno"; chi soffre di ipertensione potrà trovare ulteriore beneficio nel sottoporsi alla cura, al mattino. E' un rimedio davvero efficace!


Il libro del mese: