Creato da marcojostoagus il 01/03/2010

marco josto agus

Pittore e Poeta

 

CRITICA DELLí IMPRESSIONISMO

 

di Marco Josto Agus Pittore e Poeta Diario (dic.1995) Lettera a Van Gogh

 

- CRITICA DELL' IMPRESSIONISMO -

Caro Vincent, non ho mai amato considerarti un impressionista, ritenendo questa definizione molto riduttiva nei tuoi confronti.

Se è vero che grazie agli impressionisti hai schiarito la tua tavolozza rendendola più luminosa e brillante, è pur vero che la loro influenza si limitò nella tua arte al solo aspetto tecnico e non contenutistico.
Quando giungesti a Parigi ospite di Theo tu eri un pittore alle prime armi, ti portavi dentro le critiche di Mauve [1] e Weissenbruch [2] (queste ultime senz'altro più costruttive di quelle di tuo cugino) e soprattutto ancora vivo era il ricordo di Sien [3] e dei bambini. [4]
Ma ormai non era tempo di rimpianti, la tua strada ormai era segnata, pittore dovevi essere e pittore fosti.

A Parigi Theo conosceva tutti i giovani artisti che, muovendosi in direzione opposta all'accademismo imperante, avevano dato vita al cosiddetto "impressionismo".
Tu eri un pittore di uomini, di interni scuri, avvolti da una luce tetra, la luce dei Mangiatori di Patate e del Tessitore.
Eri attaccato alla tua terra, ai contadini, ai minatori, la luce e la mondanità di Parigi furono per te qualcosa di nuovo inspiegabile e all'inizio incomprensibile.
In pochi mesi hai assorbito lo spirito impressionistico, ne hai compreso la tecnica, gli effetti di luce, le virgole di colore e i toni più chiari e brillanti.
Ma forte era l'attaccamento ai tuoi soggetti, quella vita non faceva per te, ed il vero Van Gogh doveva ancora esplodere, e sarebbe esploso di lì a pochi mesi, ad Arles e ad Auvers Sur -Oise.
Osservando i tuoi dipinti di Parigi si nota evidentemente il tuo tentativo di sintesi e di apprendimento.
Ammiravi quei pittori che, senza alcun appoggio economico, esaltavano un'arte "en plein air" , un'arte immediata e nuova.
Sognavi per loro una comunità, invitavi Theo a fondarla, ma come sempre accadde nella tua vita, il tuo entusiasmo non era mai contraccambiato.
Theo lo capiva e soffriva per te, ma tu, esaltato dal tuo amore e troppo buono per comprendere le sfumature malvagie della personalità di quei pittori, avresti patito, di lì a poco tempo, un'altra cocente delusione.
Gauguin ti raggiunse solo quando aveva bisogno di denaro, e lui freddo calcolatore non si lasciò sfuggire l'occasione.
Per lui abbellisti la casa, dipingesti i gloriosi girasoli, e per colpa sua e della sua incapacità di instaurare e portare avanti un qualsiasi rapporto d'amicizia vero e sincero, ma solo falso e interessato, per colpa sua, dunque, perdesti l'orecchio.

Approvo la critica del grande critico del grande Odilon Redon all'impressionismo, definito dal pittore come un movimento basato su una pittura limitata al dominio delle sole cose visibili.
E proprio questa eccessiva esteriorità, questa analisi poco profonda e poco psicologicamente motivata che mi induce a non considerati un impressionista, ma un pittore non classificabile in nessun movimento pittorico, ma un pittore che in poco più di dieci anni di attività pittorica seppe non solo assorbire l'impressionismo, ma soprattutto trascenderlo, ed aprire confini artistici tutt'ora insuperati.

Fosti il primo a morire del gruppo, ma quello che con la sua pittura andò oltre tutti e tutto.
Mi sembra appropriato citare la definizione, per me altamente veritiera e poetica, che di te ha scritto Leymarie [5], autore di una tua ottima monografia "i quadri di Van Gogh parlano a ognuno di noi il linguaggio silenzioso della luce e della fratellanza. Ma se la loro fiamma dovesse spegnersi o se il futuro non lo riconoscerà più come uno dei suoi astri, altri soli sorgeranno nello spazio infinito e stellato che la sua arte ha fatto sorgere e ancora più preziosa della sua opera rimarrà la leggenda unica del pittore che si volle seminatore tra gli uomini e se andò tranquillamente nelle gloria delle messi".
Per questi motivi penso che i tuoi periodi di maggior splendore artistico siano quelli dell'Aja e quelli di Arles e di Auvers- sur Oise.
Nelle tue opere parigine sembra di vedere ora quadri di Seurat, ora di Lautrec, ora di Gauguin.
Ad Arles i richiami olandesi sono evidentissimi e tanto evidente è anche il superamento dell'impressionismo.
I colori tornano ad essere stesi compatti e omogenei, le virgole di colore cedono il posto ai gialli luminosi e accecanti, e le tue tele sono molto più vicine a quelle olandesi che non a quelle parigine.
L'impressionismo fu per te solo una parentesi che influì minimamente nel cuore della tua pittura.

Cosi come d'altronde si scrollarono di dosso le ideologie impressionistiche anche altri due grandi pittori Cezanne e Lautrec, che come te seppero attingere dall'impressionismo i colori sgargianti e luminosi, ma che ben presto si allontanarono da esso seguendo strade pittoriche differenti e irraggiungibili per gli altri pittori.
Non a caso i tuoi girasoli, i tuoi campi di grano, i tuoi cipressi e i tuoi gloriosi autoritratti nacquero ad Arles e ad Auvers.
A Parigi inoltre è meno evidente il tuo attaccamento alla terra, ai contadini, ai campi di grano.
La città non faceva per te e solo ad Arles potesti sfogare la tua potenza creativa dipingendo i mari di grano.

marco josto agus (1978 2004)
dal suo diario (dicembre 1995)
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ndr
[1] Anton Mauve
[2] J.Hendrik Weissenbruch
[3] Clasina (Sien) Maria Hoornik
[4] cfr. "Lettera 200: a Theo van Gogh L'Aia, il o intorno al Sabato 14 gennaio 1882." Vincent van Gogh:.. Le Lettere Van Gogh Museum . Il paragrafo 2 e nota 6. ".. Ora, per esempio, sto negoziando con una madre con un bambino piccolo ..."
[5] Jean Leymarie

 

 

Orto dei Farro

marco josto agus
"Schizzi dell'orto dei Farro)
disegni a pennarello sul Diario nov.1995 

 
 
 

(Albero solitario)

Post n°200 pubblicato il 31 Ottobre 2012 da marcojostoagus
 

 

 

DSCN6015

marco josto agus

(Albero solitario)
olio su tela  60 x80 

 

 
 
 

(Natura morta)

Post n°199 pubblicato il 21 Ottobre 2012 da marcojostoagus
 

 

 

DSCN6010

marco josto agus

(Natura morta)
Olio su tela 50x70

 
 
 

Alghero 2

 

DSCN6008

marco josto agus
(Alghero 2)
Olio su tela 26x36 1997 

 
 
 

da Turner

 

Turner

 

marco josto agus

"da Turner"

acquerello 30x40 1996

(Collezione Sig.ra A.Mai)

 
 
 

CALAMOSCA

 

 

 

Cala-Mosca-2

marco josto agus

"Calamosca" acquerello 32x41 estate 1997

(Collezione Marcello Mai)

 

"...Marco ama la Sardegna e qui crea immagini chiare...Molti acquerelli, soprattutto paesaggi nascono sulla spiaggia di Cala Mosca, dove Marco Josto, dopo il bagno prendeva il suo quaderno e con l'acqua di mare liberava i colori..."

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stralcio dall'articolo "La Poetica recisa di Marco Josto Agus" di Antonietta Demurtas pubblicato su "GodotNews" - Cagliari 2 giugno 2006.
Si ringrazia l''Autrice e l'Editore

(aut.concesse)

 
 
 

CALAMOSCA

 

 

 

Cala-Mosca

marco josto agus

"Calamosca" acquerello 32x41 estate 1997

(Collezione Stefano Pallotta)

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"...Marco ama la Sardegna e qui crea immagini chiare...Molti acquerelli, soprattutto paesaggi nascono sulla spiaggia di Cala Mosca, dove Marco Josto, dopo il bagno prendeva il suo quaderno e con l'acqua di mare liberava i colori..."

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stralcio dall'articolo "La Poetica recisa di Marco Josto Agus" di Antonietta Demurtas pubblicato su "GodotNews" - Cagliari 2 giugno 2006 che di seguito ripropongo, ringraziando l''Autrice e l'Editore

(aut.concesse) 

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di Antonietta Demurtas

Palazzo Barberini a Roma ospiterà le opere dell'Artista, morto giovanissimo, a meno di ventisei anni, due anni fa. Emerge un campionario di straordinaria ricchezza, che rivela una sensibilità non comune e attraversa le discipline senza fatiche. Le opere sono visitabili anche a Cagliari, nella sua galleria "Colori",  in via Bastione di Santa Caterina.

 LA POETICA RECISA DI MARCO JOSTO AGUS

La poesia di Marco Josto Agus suona come un invito per chi entra nella sua Galleria in via Bastione di Santa Caterina. A Cagliari, nelle strette vie di Castello, all'improvviso, dietro una piccola porta, i "Colori di Marco Josto Agus" brillano e si lasciano interpretare. In ogni quadro c'è la sua anima, solare come i girasoli, fiera come un autoritratto, naturale come un paesaggio, passionale come un nudo, forte come una torre, giovane e immortale come la sua voce.

Il 9 giugno compirebbe 28 anni, ma la sua arte ne dimostra infiniti.

Nell'Iperione, il poeta Friedrich Holderin scriveva "solo la bellezza rivela l'infinito; e la prima figlia della bellezza è l'arte".

Marco Josto figlio dell'Arte, prima ancora che dei suoi genitori, possedeva una bellezza infinita e la esprimeva nella pittura, nella poesia, nella musica, nella vita di tutti i giorni. Sin da piccolo amava disegnare, in terza elementare faceva le sceneggiature dei fumetti, suonava il pianoforte, scattava fotografie catturando colori, luci e forme dai fustini dei detersivi, sentiva già dentro di sè il fuoco dell'arte.

A sedici anni dipingeva come un grande artista, ma senza presunzione, la sua grandezza veniva fuori in modo naturale e tutti gliela riconoscevano. Per gli amici aveva un sorriso nascosto, che scava nell'animo fino ad esaltare la dignità della persona. Ritraeva uno spazzino che raccoglieva foglie nel viale, una contadina nei campi, il lavoro dell'uomo nell'aspetto etico. Fuori da uno schema iconografico, catturava l'anima e riusciva a fermarla.

Nato a Roma, si trasferisce con la famiglia ad Avezzano, città della madre. Dopo il liceo classico ritorna nella capitale e nel 2002 ottiene il diploma all'Accademia di Belle Arti con la tesi "Poetiche Incisioni" dove mette a confronto il percorso pittorico di Giorgio Morandi con quello poetico di Umberto Saba.

Nell'Accademia romana si specializza in "incisione, acquatinta, acquaforte e puntasecca", i pomeriggi frequenta il biennio della Scuola libera del nudo. Trascorre le estati a Cagliari, terra paterna, dove perfeziona l'uso delle tecniche a olio e acquerello nello studio del pittore Luigi De Giovanni, scelto come maestro non in quanto disegnatore, ma artista lontano da qualsiasi visione commerciale dell'arte.

Marco ama la Sardegna e qui crea immagini chiare, come "La sedia" (il suo manifesto) fatto a casa della nonna, "Il belvedere", dipinto ad Alghero quando andò al concerto di Paolo Conte. Molti acquerelli, soprattutto paesaggi nascono sulla spiaggia di Cala Mosca, dove Marco Josto, dopo il bagno prendeva il suo quaderno e con l'acqua di mare liberava i colori. Nei nudi, i pastelli a cera riscaldano corpi adagiati su sfondi decisi; il rosso, il verde, il blu delineano linee umane e rivelano visi mancanti.

Sono millecinquecento i dipinti e le incisioni (nessuno è in vendita),

Limoni, Campo di grano, Primavera, Girasoli, Grande natura morta, Paesaggio, Immagine. "Due ponti" è un olio su tela sul quale scivola malinconico il ricordo di quel giorno in cui Marco Josto proprio su un ponte perse i colori della vita. A tenerli vivi ora è il padre, che da quel nefasto 23 febbraio 2004, gira il mondo per far conoscere a tutti un artista e non un figlio da beatificare. Non gli interessano orpelli e artifizi, "per andare incontro a Marco Josto non voglio prendere la Tav, ma viaggiare su un treno lento che si ferma ad ogni stazione per stare in mezzo alla gente e comunicare il messaggio umano ed artistico di mio figlio. Marco amava Dostoevskij e come lui pensava che la bellezza salverà il mondo. Una bellezza che non si trova sui treni di lusso, ma negli sguardi dei giovani, che come Marco hanno il diritto di essere ascoltati e conosciuti".

Nel 2005 Marco è stato vincitore della settima edizione del premio internazionale d'arte "San Crispino", ha ricevuto la medaglia d'argento del Presidente della Repubblica, ha rappresentato l'Italia alla terza edizione d'arte internazionale a Bratislava. A Cagliari le sue retrospettive hanno incantato Piazza del Carmine, l'Antico Caffè, Galleria Vivarte, la Cittadella dei Musei, Libri di Piazza Repubblica. Il "Premio Marco Josto Agus" istituito ad Eboli ogni anno premia giovani artisti. Dal 6 al 10 giugno 2006 a Roma, Palazzo Barberin ospiterà i colori di Marco.

Le sue opere fioriscono nel "Giardino della Memoria" che il padre e la sorella curano con amore. "Non voglio le mostre - dice il padre - solo Marco ne ha fatto una, la prima e l'unica. Voglio portare i quadri per le vie, nei bar, nelle librerie, in modo che chiunque passando per strada si fermi a vederli e pensi che chi li ha dipinti è una bella persona che vale la pena conoscere.

Cagliari, 2 giugno 2006


 
 
 

Kanagawa

Post n°194 pubblicato il 12 Novembre 2011 da marcojostoagus
 

 

maredikanagava11.95-10x21

marco josto agus

"Mare di Kanagawa" 

tecnica mista su carta nov.1995 10x21

 
 
 

Frankenstein/2

 

 

Frankenstein

marco josto agus
Copertina della serie monotematica "Frankenstein di Mary Shelley". 
Tecnica mista su cartoncino (recto-verso-dorso) 15x22 per facciata 1988

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Eseguita per l'esame di "Tecniche grafiche speciali" presso l'Accademia di Belle Arti di Roma, anno accademico 1997-1998, con il voto di 30/30.
Alcune copertine della serie sono custodite negli archivi della stessa Accademia; questa ed altre, nella collezione degli eredi.

 
 
 

Natale 94

 

 

Natale 94

marco josto agus
Natale 94 (omaggio a Van Gogh)
pennarelli su cartoncino augurale 1994 8x9

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(Ritrovato, finalmente... nella catalogazione in atto)

 
 
 

Ragazzo Honduregno

Post n°191 pubblicato il 15 Dicembre 2010 da marcojostoagus
 

 

DSCN5283

marco josto agus
(Ragazzo Honduregno)
olio su tela 50x70 1998

 
 
 

Omaggio a M.C. Escher

 

dentro-Panta-Rei-De-Crescen

marco josto agus
(Omaggio a M.C. Escher)
disegno a penna biro 14x21 1996
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Il disegno è stato realizzato sulla 3^ di copertina di "Panta Rei" di L. De Crescenzo, che riporta diversi disegni di M.C. Escher.

 
 
 

Le Chevalier/2

Post n°189 pubblicato il 13 Dicembre 2010 da marcojostoagus
 

 

 

97

marco josto agus
(Le Chevalier/2)
Acquerello 35x50 2002
(bozzetto per l'insegna del Pub "Le Chevalier")

 
 
 

Le Chevalier/1

Post n°188 pubblicato il 12 Dicembre 2010 da marcojostoagus
 

 

111

marco josto agus
(Le Chevalier/1)
acquerello 35x50 2002
(bozzetto per insegna del Pub "Le Chevalier")

 
 
 

(Autoritratto)

Post n°187 pubblicato il 11 Dicembre 2010 da marcojostoagus
 

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marco josto agus
(Autoritratto)
disegno a pastello 35x50

 
 
 

Autoritratto, ...dentro Bosch)

dentro-Bosch-2

marco josto agus
(Autoritratto, ...dentro Bosch)
disegno a matita 21x29 giugno 2000

 
 
 

Blu ceruleo

Post n°185 pubblicato il 12 Novembre 2010 da marcojostoagus
 

 

Blu ceruleo

Coperto di brina,

Che ti scrolli di dosso

Con fare smargiasso,

Vivi per ciò che sei.

Senza cercare altrove

Il tuo io.

 

marco josto agus  da “Fogli sparsi”

 
 
 

P.d.A. Acquatinta al bitume in 4 lastre

Post n°184 pubblicato il 07 Novembre 2010 da marcojostoagus
 

 

Incvisione 4 lastre

marco josto agus
" P.d.A. Acquatinta al bitume in 4 lastre", 50x40, 2001

 
 
 

Dopo il lavoro

Post n°183 pubblicato il 05 Novembre 2010 da marcojostoagus
 

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marco josto agus
"Dopo il lavoro"
disegno a biro blu

 
 
 

MJA 006

Post n°182 pubblicato il 03 Novembre 2010 da marcojostoagus
 

 

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marco josto agus
(L'Attesa)
olio su tela 50x70 1994

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L'attesa... ho dato questo titolo al tuo quadro Marco.
Un'attesa che pare essere lunga ed estenuante, che toglie le forze e lascia inebetiti mentre il tempo scorre.
Ciao, Pat

 
 
 
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MARCO JOSTO AGUS

    marco josto agus (1978 - 2004)

 

Pagine dedicate all'Esistenza Immortale di Marco Josto Agus, alla sua Etica, alla sua Estetica, alla sua Spiritualità, alla sua Arte. Sono curate dal padre, dalla sorella e dagli Amici di ieri, di oggi, di sempre. La Madre, Luciana Maria, che lo ha preceduto, lo accompagna con le sue carezze sulla strada dell'Eternità.

 

:: "Forse la bellezza salverà il mondo...I quadri di Marco riflettono anche questo : facciamoli entrare anche in altre case, chi le abita godrà di quella bellezza. Una stella cadente ieri notte, un segno?!... SI! TVB Danda" (alessandra, la sorella)

:: "...Aveva un sorriso nascosto. Ascoltava, osservava e assimilava tutto, ma senza giudicare. In ogni momento le sue mani erano sporche di colore, perché non faceva che dipingere. Estroverso, brillante, era luminoso come il sole". (rossana ruggiero, un'amica)

:: "Era la bellezza interiore attraverso il gesto, la generosità, l'altruismo. Il dio della sua religione era la persona, la dignità dell'Uomo". (beniamino, il padre)  

Scorri le pagine in fondo per leggere

La Storia

Il Giardino della Memoria  

 Keith Jarrett - Köln Konzert

 

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A Tue dedicadus, amadu Fitzu meu

 No potho reposare

 Ninna nanna pitzinnu

 Anninnora, anninnora

 Deus Ti salvet Maria

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MARCO JOSTO NEL WEB

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                    VIDEO
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ESISTENZA IMMORTALE
by Silvy and Benag

 

TEOLOGIA DELLA BELLEZZA ED ETICA DELLA VITA
Servizio di Angela Trentini - TGR Abruzzo Il Settimanale

 

 

IL GIARDINO DELLA MEMORIA
by Silvy and Benag

 

ISTANTI ED OPERE
by SItiArte

 

COLLAGE PER MARCO JOSTO
by Angela Veneroni

I COLORI DI MARCO JOSTO
by Sabrina Schiesaro su "L'Unione Sarda"

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marco josto agus
OPERE PITTORCHE

Autoritratto

Solitudine

NUIT

interno metafisico

omaggio a...

Primavera

Cleopatra da Michelangelo

 

nudo per L'Aquila part.

autoritratto

Madre da Durer

Studi anatomici 

Ritrattto capelli blu

 

nudo in blu

mare - incisione

tavolino rosso

DSC_0068

DSC_0094

DSC_0076

 

polarizzazione gemme

informale 

alberi gialli

china

Icastica

Madre

 

VG-95

 

VG-apr.95

Alessandra

DSC_0075

 

incdavord2-1

DSC_0063

giocolieri

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    marco josto agus 
PHOTO  

FotoACC2a

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  ACC/6

  fotoacc2h

  ACC/7

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