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Creato da sciffo il 27/09/2005
I think he's a fart on the surface, but underneath he smells better. (Hap Collins - Two Bear Mambo)
 

 

BECAUSE THE NIGHT

Post n°563 pubblicato il 07 Febbraio 2010 da sciffo

Take me now baby here as I am
Pull me close try an understand
I work all day out in the hot sun
Stay with me now till the morning comes

La giornata è finita.
E' stata dura, e domani sarà uguale o peggio.

Ci stringiamo per qualche attimo nel buio, a occhi chiusi, sepolti dalle coperte.
Per un momento ci siamo solo noi, e un'atavica stanchezza.

Mille cazzate, dissolte dalla lampante verità di esser nulla, davanti al tutto senza fine ed a un destino già segnato.

E' un riflesso dall'alba del mondo.
E' il cavernicolo sfuggito per un altro giorno a belve mille volte più forti e feroci, disteso vicino a una fiammella, unica difesa contro le ombre assassine della notte.
Rumori, sinistri e furtivi movimenti ai margini della luce, ruggiti lontani.

Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per sopravvivere un altro giorno, un'altra notte.
Non ho più forza per impugnare il bastone, adesso, se volete sbranarci, venite pure.
Se no, lasciateci in pace.

Per un'altra notte insieme, nella caverna.

p.s.: però, ti dispiacerebbe finirla di scoreggiare come un birraio fiammingo?

 
 
 

SUPERBOWL WEEK END

Post n°562 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da sciffo



La chiave di lettura del Superbowl di domenica prossima, secondo me, va cercata guardando indietro di circa venticinque anni.

Le basi del football moderno sono state gettate allora, da un giocatore che si chiamava Lawrence Taylor, weak side linebacker (Will, in gergo) numero 56 dei New York Giants.
Quando questo marziano apparve sui campi della NFL, il gioco cambiò per sempre: i playbook di tutte le squadre dovettero essere rivisti e, stagione dopo stagione, i suoi imitatori iniziarono a moltiplicarsi.
Non a caso fu nominato, cosa rarissima per un difensore, addirittura MVP della lega nel 1986.
L'impatto di L.T. sul football professionistico fu evidente a tutti fin da subito, quello che forse era difficile prevedere è che i cambiamenti da lui imposti sarebbero stati decisivi ancora oggi.
Come dice Bill Parcells nel video qui sotto "He changed the way the game was played. On offense.".



Faccio questa premessa perchè, sempre a mio avviso, l'elemento tecnico che deciderà il prossimo SB è la pass protection.
In altre parole, la squadra che riuscirà a proteggere meglio il proprio quarterback sarà quella che vincerà.

Di fornte ci sono due registi diversi ma ugualmente efficaci.
Manning gioca come un computer, Brees sembra il capitano di una nave corsara ma, se lasciati giocare, sono entrambi pressochè infallibili.
Do per certo che la loro prestazione sarà all'altezza del compito.

Cosa deciderà l'esito della partita sarà dunque il sistema di protezione del qb messo a punto dai due coaching staff, e la performance dei giocatori che saranno chiamati ad applicarlo, linee offensive in primis.
E, naturalmente, on the other side of the ball, l'efficacia delle difese nel penetrare le trincee nemiche per mettere le mani sul comandante nemico, l'arte distruttiva di cui fu maestro Lawrence Taylor.

Detto questo, nel complesso vedo leggermente favoriti i Colts, seppure il cuore sia dalla parte dei Saints.
Indianapolis ha un passing game un pelino più maturo, con giocatori che si conoscono alla perfezione e, credo, più confidenti nelle proprie capacità.
I Saints corrono meglio la palla, con un Reggie Bush che può essere decisivo.
Le difese sono entrambe di buon livello, con New Orleans specializzata nei turnover e i Colts che potrebbero soffrire molto un eventuale assenza per infortunio di Dwight Freeney, ancora in forse.
Ma in un superbowl può succedere di tutto.

Mi sbilancio.
Colts di 7-14 punti.

Vediamo se ci prendo, l'importante è che sia una partita bella e tirata come quella dell'anno scorso.
Chissà.

 
 
 

SE NON L'AVESSI VISTO CON I MIEI OCCHI...

Post n°561 pubblicato il 04 Febbraio 2010 da sciffo



Wally the Border Collie, come ho già avuto modo di scrivere, è intelligente quasi come un cristiano.
Anzi, se parliamo di intelligenza sociale, è superiore al 99% di noi.

Però è un pò debole di pancia ed, ogni tanto, capita che stia male e vomiti o cachi in casa.

Potrei anche farlo dormire fuori, ma tre mesi fa hanno avvelenato a morte il cane dei miei vicini, e in più, con tutto il pelo che si ritrova, dopo due ore all'addiaccio umido puzza come una capra marcia dopo un temporale.

Insomma, ogni due mesi circa mi sveglio e trovo una torta al cioccolato che mi aspetta sul pavimento.

Però lui sa che mi incazzo a jena e, quando capita, la mattina, invece che accogliermi al risveglio con la consueta testata nei maroni, se ne sta nascosto a orecchie basse con un'espressione da condannato alla ghigliottina.

L'ultima volta che l'aveva fatta in casa, avevamo trovato un tronchetto Algida nella doccia.
In uno scambio di sms con mia moglie, in quell'occasione, le avevo scritto "vedrai che la prossima volta la spruzza nel cesso" (sono un romantico, come noto).

Ieri mattina mi sveglio, porto istintivamente le mani a proteggere i gioielli, ma la testata inaugurale di Wally non arriva.
So già che avrà cacato da qualche parte.

Scendo e il verme mi scruta con occhi da pentito di mafia cosentino, spalmato al suolo sotto il tavolo del soggiorno.
Non dico niente e inizio a cercare le mine per la casa.
Niente.
Torno al piano di sopra.
Niente.
Che il cagnaccio stia male?

Con voce semi incazzata gli faccio "dove cazzo hai cagato stavolta? stai bene?"

Lui con la coda in mezzo alle gambe mi guarda e si avvia su per le scale.
Lo seguo, ma ancora non trovo niente, e dopo un pò rinuncio.
Mah.

Dopo mezz'ora sono su in bagno che mi sto preparando, volgo lo sguardo verso e il bidet e... non ci credo... è pieno di cacca...

Quel farabutto, studiando silenziosamente le nostre abitudini, ha in qualche modo capito che la popò si fa in quegli strani sedili di ceramica bianca.
Come poi sia riuscito a farla integralmente e perfettamente dentro, in quale postura intendo, questo resta un mistero.

E' stato così surreale che, quando ci ripenso, non sono del tutto sicuro di non aver sognato tutto.

 
 
 

KODACHROME

Post n°560 pubblicato il 31 Gennaio 2010 da sciffo

There is no pain you are receding
A distant ship's smoke on the horizon
You are only coming through in waves
Your lips move, but I can't hear what you are saying



Di che dati è composta la directory della nostra vita se non di jpg, di una successione di immagini visive, di fotografie della mente?

Si dice che c'è chi ricordi di più i suoni, gli odori, i sapori.
Forse per qualcuno è così, ma il device che imprime i file sul mio disco C: è l'occhio.

Se mi guardo (appunto...) indietro, non ho memoria nemmeno di emozioni che, sul momento, sicuramente sono state violente e profonde.
Nè dolore, nè amore, nè allegria, nè tristezza.
Invece, in relazione ad un determinato fatto, il cervello mi associa in automatico una o più fotografie d'archivio.
E nient'altro.

Alcune ormai sembrano immagini fisse prese da un documentario dell'istituto Luce, altre sono invece molto vicine, e ben più vivide.
Tutte a colori, naturalmente, e tutte istantanee, non immagini animate.

Ci sono tutte le persone per me importanti, immortalate in situazioni sia straordinarie che - più spesso per la verità - del tutto ordinarie.

Anzi, di molti accadimenti importanti non c'è proprio niente, come se quel giorno avessi dimenticato la macchina fotografica a casa.
Pensandoci meglio, era normale che, trattandosi di fatti improvvisi e non previsti, non l'avessi con me.
Per contro, ci sono interi rullini di immagini apparentemente insignificanti, come se quel giorno fossi proprio uscito per fare delle foto, ma senza trovare poi alcun soggetto interessante.

E luoghi.
Interni di abitazioni, soprattutto.
Case che ho visitato magari una sola volta, e quasi quarant'anni fa.
Ognuna con una sua particolare aura, una specie di ampio riflesso di chi la abitava.
Mah, chissà poi perchè.

Ho passato un'oretta, stamattina prima di alzarmi, a cercare la foto più vecchia che ci fosse nello schedario.

Ho trovato questa immagine, un pò sfuocata, presa in viale Cavour mentre passeggiavo a mano con mio nonno verso la stazione.
Mi ci portava a veder passare i treni, specie quelli merci che non si fermavano neppure, e passavano sferragliando, spaventandomi un pò.
Ma sto divagando.
E' una tipica polaroid instamatic: piccola, quadrata e un pò sfuocata, ma si distingue molto bene il verde del viale alberato, e il sole che sbatte su uno sterminato e semideserto marciapiede.
Forse il nonno, di cui si vede solo il braccio destro, portava un gilet ocra e una camicia bianca.
Mia età stimata, due, forse tre anni.

Da lì in poi ce ne sono molte altre.
Alcune nascoste bene, ma che sforzandomi un pò potrei ancora trovare.
Altre invece sono andate perdute per sempre, magari in un trasloco, o in una manutenzione straordinaria e un pò affrettata degli archivi.

Ma al di là del ricordo puro, della fotografia che scalda i circuiti del cuore per qualche breve istante, la domanda è un'altra.
E cioè che fine han fatto quelle energie, a volte potenti, che erano state scatenate in quegli istanti?

Se è vera la legge fisica che nulla si distrugge e tutto si trasforma, non possono essersi semplicemente diluite nel nulla.

Da qualche parte pure saranno, cazzo.

 
 
 

IL BOX DOCCIA

Post n°559 pubblicato il 28 Gennaio 2010 da sciffo



I napoletani sono spettacolari.

Sto vendendo una casa a dei signori partenopei doc, gente che la pilla ce l'ha (almeno spero), e che la comprano per la figlia.

Due mesi di trattativa sul prezzo, con sceneggiate - tramite agenzia, per fortuna - che Mario Merola è niente.
Prima gli aut aut, puntualmente smentiti da rilanci, poi gli appelli ai sentimenti  (...è 'na ragazza ggiovane... - ve porteremo due provole e n'a mozzarella 'e bbufala...) tutto un lavoro così.

E alla fine comunque ci hanno strappato un bello sconto.

Poi i dettagli, le modifiche interne...

La madre è capace, se non rispondo al cellulare perchè magari sto cagando, di chiamarmi quattro volte in sei minuti.
Una domenica sera, che grazie a Dio avevo il telefono spento, mi hanno chiamato cinque volte - giuro.
E quando, preoccupato per un eruzione del Vesuvio o almeno uno tsunami nel Golfo, li ho richiamati lunedì mattina, ho scoperto che era solo per dirmi una cazzata.

Da due mesi la menano con il box doccia, e da due mesi gli ripetiamo che non è compreso in capitolato, che spetta al cliente sceglierlo e pagarlo, che possiamo aiutarli a sceglierlo e montarlo, ma che in sintesi sono cazzi loro.
Io credo che ci abbiano provato almeno venti volte, ma alla fine pare se lo siano messo via.
Pare.

Qualche giorno fa la vecchia mi prega quasi piangendo di procurarglielo, a mia scelta e sue spese.
So già come andrà a finire, provo a dissuaderla, ma sono quattordici riprese che danzo sul ring, le gambe sono stanche e alla fine, con una finta magistrale mi ha inchiodato all'angolo.
Io lo so, lei lo sa.

Mi faccio mandare un preventivo, le dico il prezzo che dovrebbe pagare.
Naturalmente si aspettava di spendere la metà... mi sta lavorando sotto, cerca il fegato col sinistro per trovare il mento con il montante.
Io mi copro, ma lo so benissimo che a tenere i giù gomiti prima o poi il tozzone arriva.

Insomma, telefona qui, telefona là, il prezzo più o meno rimane lo stesso.
Il tutto sempre dovendomi poi confrontare con la vecchia.

Alla fine sono troppo stanco, e il destro lo vedo arrivare, ma non ho proprio la forza di passarci sotto, nè di tirare su il guantone sinistro.

Insomma, quanto cazzo vuole spendere signora?
La metà del prezzo in preventivo, è l'ovvia risposta.
Va beh, io mi sono proprio rotto i coglioni, lei mi dia quello che vuole che glielo ordino, e vaffanculo.

Questi hanno una marcia in più, altrochè.

 
 
 
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