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Creato da geko1963 il 24/04/2007
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silvia1943 il 30/11/11 alle 18:15 via WEB
..mai dire mai ...chiunque puo' soggiornare obligatoriamente , privato non solo dalla liberta' ..le viene tolta anche la dignita' . chi si accanisce contro i carcerati sono convinta che prima o poi provera' sulla sua pelle da innocente a colpevole , dicevo provera' cosa è l'inferno , vergognatevi ...i detenuti sono affamati , bocheggianti , 6 su quattro metri quadri , lo stato dovrebbe pagare i danni causati alla salute del detenuto , sistemi inumani , non vengono riinseriti nella societa' , quando escono provengono da una scuola cucita addosso dal sistema. VERGOGNA e ANCORA VERGOGNA !
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geko1963 il 08/06/11 alle 17:25 via WEB
io sono un semilibero e non posso partecipare alle vostre iniziative ma posso collaborare da lontano se volete. sono un esoerto di carcere, non solo perchè l'ho vissuto: sono laureato in scienze politiche con una tesi sul carcere (socilogia del diritto). sarei onorato di partecipare a qualche vostra iniziativa. Grazie geco
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geko1963 il 11/05/11 alle 16:15 via WEB
Ciao stefano, ti mando una e-mail
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gidoco il 29/04/11 alle 18:27 via WEB
continua a farmi visita. In bacione.
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gidoco il 29/04/11 alle 18:25 via WEB
certi discorsi sembrano qualunquisti e forse lo sono. non è tanto il fatto di dover pagare le spese di mantenimento carcere, quanto ciò che vuol dire mantenimento. Lo stato paga circa 250 euro al giorno, è vero, ma non per far mangiare o dormire chi vi è ristretto, ma per il pagamento di tutti gli stipendi degli operatori, dell'elettricità e il mantenimento delle strutture. Per chi non lo sapesse lo Stato spende circa 2 euro al giorno per dare colazione, pranzo e cena ai detenuti. Vi sembra tanto? Provate a viverci con quei soldi.
I priblemi sono altri: le strutture fatiscenti, il sovraffollamento, gli abusi di potere. é tutto compreso nelle 50 euro mensili che un detenuto paga...deve pagare!
Il rispetto della persona è sacro, anche quando questa è in stato detentivo. Il carcere dovrebbe riabilitare la persona detenuta, invece gli insegna a come fare carriera nel crimine. Il crimine esiste perchè è funzionale a chi si reputa "sano". Non si dimentichi che potenzialmente tutti possono transitare dal carcere. nessuno è immune.
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gidoco il 29/04/11 alle 18:11 via WEB
forse i commenti di Sgarbi dovresti rivolgerli a te stesso. Non credo che tu conosca il carcere... e tantomeno le persone che sono rinchiuse.
nessuni si lamenta per il fatto che è in carcere (è giusto che paghi per il reato commesso) ma la dignità della persona va rispettata anche dietro le sbarre.
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Uniroma.Tv il 18/04/11 alle 13:26 via WEB
Buon pomeriggio, siamo della redazione di UniromaTV.
Per approfondire e analizzare situazione delle carceri in Italia, Elsa Roma, l'associazione che si propone di incrementare la responsabilità sociale dei giovani giuristi, ha organizzato presso la Facoltà di Giurisprudenza di Roma Tre, un convegno intitolato "Dei diritti e delle pene - conferenza sulla situazione carceraria in Italia"
Potrete trovare il nostro servizio al seguente link http://www.uniroma.tv/?id_video=18506
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luca.xv il 16/01/11 alle 11:23 via WEB
Ma stiamo scherzando spero!!!!! Il carcere è un luogo destinato a scontare le pene ed alla riabilitazione sociale! Con che coraggio ci si può permettere di pretendere pure il mantenimento gratuito in carcere!!!! Da quando i delinquenti devono essere un costo docile!?!!!? Son fin troppo pochi 60 euro mensili per un hotel a 5 stelle!!!! La misura del giusto e dell'ingiusto e ben conosciuta nella società d'oggi!!!!! Vergogna a chi si permette pure di lamentarsi per il fatto di dover pagare per gli errori dei propri familiari/cari!!!! Ma quali diritti hanno negli altri stati???????!!!!??? Come direbbe il buon Sgarbi..... Capra capra capra capra... Informassi prima di parlare nn sarebbe male!!!! Manderei tutti i nostri delinquenti nelle carceri rumene e dopo vediamo come funziona!!!!
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gennaro.dag il 08/01/11 alle 09:32 via WEB
Sei un detenuto? Contatta con fiducia lo studio legale associato Papa al 327-5393982
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stefano.massa_3 il 09/06/10 alle 20:09 via WEB
Ho da scontare un residuo pena di 66 giorni dopo 15 anni di processi rimandati non per mia volonta' e per i quali ero assolutamente estraneo, basti pensare che il Presidente della sezione durante il mio interrogatorio mi ha detto che qualsiasi cosa avessi detto non era interessato a sentirla, viva i diritti dell'imputato. Oggi dopo 15 anni ho societa' in tutto il mondo, mi e' nato un figlio 15 giorni fa e purtroppo vivo all'estero e dovro' tornare in italia per scontare 66 giorni di pena alternativa se me la concedono. Il totale pena era 3 anni e sei mesi di cui 4 in carcerazione cautelare. Cosa fare? Che soluzioni adottare per non far soffrire la famiglia ancora ingiustamente? La mia email e': stefano.massa_3@libero.it
accetto consigli e suggerimenti oltreche' aiuto!!
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HASTA SIEMPRE COMANDANTE GUEVARA
Il potere ha sempre paura delle idee e per arginare la lotta degli sfruttati comanda la mano di sudditi in divisa e la penna di cervelli sudditi. Assassinando vigliaccamente il Che lo hanno reso immortale, nel cuore e nella testa degli uomini liberi. Negli atti quotidiani di chi si ribella alle ingiustizie. Nei sogni dei giovani di ieri, di oggi, di domani!
Siti web consigliati
- ANTIGONE
- RISTRETTI ORIZZONTI
- CENTRO DOCUMENTAZIONE E RICERCHE (GRUPPO ABELE)
- CENTRO FORMAZIONE PROFESSIONALE PIEMONTESE
- OLTRE LE SBARRE
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- altro diritto
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- carcere e società
- statistiche ufficiali
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ART.1 L. 26 LUG 1975, N. 354
Il trattamento penitenziario deve essere conforme ad umanità e deve assicurare il rispetto della dignità della persona.
Il trattamento è improntato ad assoluta imparzialità, senza discriminazioni in ordine a nazionalità, razza e condizioni economiche e sociali, a opinioni politiche e a credenze religiose.
Negli istituti devono essere mantenuti l'ordine e la disciplina. Non possono essere adottate restrizioni non giustificabili con le esigenze predette o, nei confronti degli imputati, non indispensabili a fini giudiziari.
I detenuti e gli internati sono chiamati o indicati con il loro nome.
Il trattamento degli imputati deve essere rigorosamente informato al principio che essi non sono copnsiderati copevoli sino alla condanna definitiva.
Nei confronti dei condannati e degli internati deve essere attuato un trattamento rieducativo che tenda, anche attraverso i contatti con l'ambiente esterno, al reiserimento sociale degli stessi. Il trattamento è attuato secondo un criterio di individualizzazione in rapporto alle specifiche condizioni dei soggetti.
ART. 27 COSTITUZIONE
La responsabilità penale è personale.
L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalla legge (La pena di morte non è più prevista dal codice penale ed è stata sostituita con la pena dell'ergastolo)
TESTI CONSIGLIATI
Sociologia della devianza, L. Berzano e F. Prina, 1995, Carocci Editore.
Asylums. Le istituzioni totali: i meccanismi dell'esclusione e della violenza, E. Goffman, Edizioni di Comunità, 2001, Torino.
Condizioni di successo delle cerimonie di degradazione, H. Garfinkel.
Perchè il carcere?, T. Mathiesen, Edizioni Gruppo Abele, 1996, Torino.
Il sistema sociale, T. Parsons, Edizioni di comunità, 1965, Milano.
Outsiders. saggi di sociologia della devianza, Edizioni Gruppo Abele, 1987,
Torino. La criminalità, O. Vidoni Guidoni, Carocci editore, 2004, Roma.
La società dei detenuti, Studio su un carcere di massima sicurezza, G.M. Sykes, 1958. Carcere e società liberale, E. Santoro, Giappichelli editore, 1997, Torino.

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