Community
 
carbonediam...
   

philocalia

solo cose belle

 

 

 

IL VALORE DELL'AMICIZIA

"Di tutti i valori umani, niente di più santo e di più utile può essere desiderato e cercato, nulla di più dolce e di più vantaggioso può essere gustato e trovato, dell'amicizia, benchè nulla sia così difficile da acquisire. L'amicizia è fonte di benedizioni in questa vita e nell'altra. La sua soavità rende attraenti tutte le virtù, mentre è capace di estirpare ogni specie di vizi. Addolcisce l'avversità e modera la buona fortuna, sicchè si può dire che nessun uomo può essere contento in questo mondo senza amici. "Guai a chi è solo; se cade, non ha alcuno che lo rialzi". (Qo 4,10). Chi non ha amici è proprio solo. Al contrario pensa alla soddisfazione, alla gioia che uno prova nell'avere una persona alla quale poter parlare senza reticenze dei propri problemi personali, nell'avere qualcuno cui rivelare i propri punti deboli e manifestare senza arrossire, i propri progressi spirituali, cui confidare i segreti e le aspirazioni del cuore. Nulla è più dolce di una tale unione di cuore a cuore e di mente a mente. In simile unione non c'è posto per l'arrivismo nè per il sospetto. La stessa correzione non è presa in cattiva parte, nè la buona parola per adulazione. (A. Rievaulx)

 

AREA PERSONALE

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

barbone777Ladyeonefrancesca.alber2009vulnerabile14icaronelcuoreSEMPLICE.E.DOLCEmacristina.bondina32riccidoratilemoncreamavvbiamaribonisregina_nera_2010dolly.1
 
Citazioni nei Blog Amici: 40
 

DA ANGEL FREE

 

 

DONO DI AZZURROCIELO4

 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: carbonediamante
Se copi, violi le regole della Community Sesso: F
Età: 45
Prov: EE
 
 

CHI PUò SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 

 

EMOZIONI

Post n°164 pubblicato il 03 Maggio 2012 da carbonediamante
 

 

 


Le emozioni sono un'importante esperienza soggettiva che ci portano a leggere il mondo con le nostre proporzioni, rappresentano quello che proviamo nei diversi momenti della vita davanti alla varietà dell'esistenza. Sono una interiore risonanza degli avvenimenti che ci circondano e ci colpiscono, una spia del nostro modo di essere presenti nel mondo e in relazione con gli altri, in tempi o situazioni particolari.

Le emozioni non sono mai dovute al caso, ma sempre legate al vissuto personale, passato o futuro. Quelle derivate dal passato nascono in noi, perché la situazione presente che stiamo vivendo suscita delle sensazioni già accadute in precedenza, magari in un contesto simile, ma che ci hanno lasciato un segno interiore anche senza accorgercene.
Quelle legate al futuro, dipendono invece dalle nostre aspettative e preoccupazioni per quanto immaginiamo dovrà accaderci. L'emozione che si prova è direttamente connessa al tipo di lettura fatta della realtà e può portarci a dare un peso diverso a ciò che ci circonda.

 

 

 


Le emozioni danno gusto e colore alla nostra vita e impediscono che gli eventi ci scorrano sotto gli occhi con indifferenza. Esse sono una fonte di ricchezza poiché, man mano che cresciamo, diventano sempre più numerose e sfumate. Le emozioni non si possono soffocare convinti che in tutto debba prevalere la ragione; la repressione genera solo sofferenza. Le emozioni sono forze interiori che anche senza l'assenso della volontà, tendono ad indicarci la loro direzione. L'essere umano possiede la grande capacità di divenire consapevole delle proprie emozioni, come delle proprie sensazioni e dei propri pensieri, assumendo così atteggiamenti di responsabilità rispetto agli accadimenti.

 


"Solo le persone superficiali impiegano anni per liberarsi da un'emozione.

Chi sia padrone di sé può porre termine a una sofferenza con la stessa facilità con cui inventa un piacere.

Non voglio essere in balia delle mie emozioni.

Voglio servirmene, goderle e dominarle".


Oscar Wilde, da "Il ritratto di Dorian Gray"

 

 

 

 
 
 

“Grande cosa è l’amore”

Post n°163 pubblicato il 15 Aprile 2012 da carbonediamante
 
Tag: amore, dono

 

 

 

 

Fiumi di parole sono stati scritti sull'amore poiché essendo una "grande cosa", nulla lo spiega o lo esaurisce.
Vi riporto una piccola parte di un'antico scritto medievale, di incerta attribuzione a Tommaso da Kempis. Un testo che, se da una parte non ha bisogno di commenti per la sua interpretazione, dall'altra può ancora far nascere domande all'uomo contemporaneo assetato di amore autentico.

 

 

"Grande cosa è l'amore. Un bene grande, veramente. Un bene che, solo, rende leggera ogni cosa pesante e sopporta tranquillamente ogni cosa difficile; porta il peso, senza fatica, e rende dolce e gustosa ogni cosa amara.
Chi ama vola, corre lietamente; è libero, e non trattenuto da nulla; dà ogni cosa per il tutto, e ha il tutto in ogni cosa, perché trova la sua pace in quell'uno supremo, dal quale discende e proviene tutto ciò che è buono; non guarda a ciò che gli viene donato, ma, al di là dei doni, guarda a colui che dona.
Spesso l'amore non conosce misura, in un fervore che oltrepassa ogni confine. L'amore non sente gravezza, non tiene conto della fatica, anela a più di quanto non possa raggiungere, non adduce a scusa la sua insufficienza, perché ritiene che ogni cosa gli sia possibile e facile.
Colui che ama può fare ogni cosa, e molte cose compie e manda ad effetto; mentre colui che non ama viene meno e cade.
L'amore è sollecito, sincero e devoto; lieto e sereno; forte e paziente; fedele e prudente; longanime, virile e sempre dimentico di sé: chè, se uno cerca se stesso, esce fuori dall'amore.
Chi è forte nell'amore, regge alle tentazioni e non crede alla suadente furbizia del nemico. Come gli sono caro nella prosperità, così gli sono caro nelle avversità.
Chi è saggio nell'amore non guarda tanto al pregio del dono, quanto all'amore di colui che dona. Guarda più all'affetto che al prezzo, e pone tutti i doni al di sotto della persona amata."

 

 

"Grande cosa è l'amore"

 

 


 
 
 

Pasqua

Post n°162 pubblicato il 03 Aprile 2012 da carbonediamante
 

 

 

Resurrezione di Jean Cocteau, Chapelle Saint-Blaise-des-Simples

 

 

 

"La Pasqua

è un domani che non viene meno.

E' la terra della speranza.

Lì voglio puntare il mio cuore

quel cuore che cresce spegnendosi

e si arricchisce solo donandosi."

                                                 (G. Beraudo)

 

 

 

 

 

 

 

La Chapelle Saint-Blaise-des-Simples a Milly-la-Foret è un antico lebbrosario ai margini della foresta di Fontainebleau che fu affrescata da Jean Cocteau nel 1959.

Sulle pareti sono raffigurate la morte e la resurrezione di Cristo e molte piante medicinali che danno il nome alla cappella. Queste erbe chiamate semplici - simples (aconito, belladonna, menta, ranuncolo, valeriana, malva...) venivano usate per alleviare le sofferenze dei lebbrosi.

La cappella è elencata come monumento storico dal 1982.

 

 

 

BUONA PASQUA!

 

 

 

 
 
 

La montagna

Post n°161 pubblicato il 21 Febbraio 2012 da carbonediamante
 

 

 

 

 


LA MONTAGNA (Mina)


L'uomo chiese alla montagna il vento

per posare il suo pensiero

sulle orme del tempo

perché qualcosa resti

del suo lungo viaggio

anche nel più lontano punto

del suo cammino.

L'uomo chiese alla montagna

di toccare il cielo,

la montagna realizzò

quel suo desiderio

e quando fu così

una nuvola lo sfiorò

in fondo al cuore che malato è

di nostalgia.

 

 

 

 

La montagna è il punto più alto

dove la terra sfiora il cielo.

I ghiacciai aumentano ancora di più

il disegno della loro bellezza.

L'uomo raggiunge la cima

mai sazio di quella altezza.

La creatura sale fino all'estremo confine e

forse spera di incontrare Qualcuno

che gli parli nel silenzio,

che gli parli nel vento,

che gli parli nel cuore.

 

 

 

 
 
 

Maschere a Venezia

Post n°160 pubblicato il 18 Febbraio 2012 da carbonediamante

 

 

 

 

Uno dei carnevali più raffinati ed eleganti del mondo è sicuramente quello veneziano, di cui si ha notizia già a partire dal secolo XI.

Nel '700 era considerato il più famoso d'Europa, tanto che molti nobili vi partecipavano e tra questi si racconta esservi stato anche l'imperatore d'Austria, Francesco Giuseppe.

La tradizione del carnevale veneziano perse vitalità durante il periodo napoleonico, ma con il passare del tempo riprese il suo vigore affollando teatri, campielli e calli.

 

Simbolo caratteristico del carnevale è la maschera; a Venezia la più famosa è la bauta. Questa maschera è liscia di colore bianco, copre interamente il volto e ha solo due fori per gli occhi; veniva usata sia dagli uomini che dalle donne.

 

BAUTA

 

 

 

Altra maschera tipica è la moretta, di forma ovale e colore nero. Anche questa ha solo due fori per gli occhi; veniva indossata dalle donne e si sorreggeva mordendo un bottone posizionato al suo interno.

 

MORETTA

 

 

 

La gnaga è la maschera dall'aspetto felino che veniva indossata dagli uomini allo scopo di impersonare figure femminili per divertirsi, ma anche per coprire le tendenze omosessuali.

 

GNAGA

 

 

 

La maschera dal naso lungo è denominata il medico della peste o nasone. Il suo nome deriva dall'usanza che avevano i medici durante la peste del 1630, di portare una maschera con occhiali e un lungo naso a becco d'uccello contenente sostanze medicamentose per evitare il contagio.

 

IL MEDICO DELLA PESTE o NASONE

 

 

 

 

"Qui la moglie e là il marito

Ognuno va dove gli par

Ognun corre a qualche invito,

chi a giocar chi a ballar".

C. Goldoni

 

 

 

 
 
 

Nebulosa

Post n°159 pubblicato il 08 Febbraio 2012 da carbonediamante
 

 

Nebula, dal latino nuvola, a volte sono soffici ammassi bianchi, altre volte scure e tenebrose, così le nebulose! Anche se il termine nebulosa indica soprattutto qualcosa di poco chiaro, ve ne sono di luminose e di oscure.

 

Costellazione di Orione

 

M42 è una nebulosa luminosa appartenente alla costellazione di Orione, ben visibile in questo periodo dell'anno, che domina il cielo con un'estensione maggiore di sessanta volte la dimensione della luna piena, è tra le più belle e le più antiche del cielo.
Ad occhio nudo questa nebulosa sembra una stella, guardandola da un telescopio di grandi dimensioni appare in tutto il suo splendore.

 

Zona esterna della nebulosa M42

 

 

  Struttura interna della nebulosa con la presenza di moltissime

stelle concentrate intorno alla stella Orionis ϑ.

 

 

Centro della nebulosa

 


Per percorrere da un capo all'altro questa enorme massa di gas, la luce che viaggia alla velocità di 300.000 Km/s impiega 30 anni.
Il colore della nebulosa dipende dalla sua composizione chimica, dal livello di ionizzazione o dall'energia posseduta dalle stelle vicine che illuminano i gas. Queste sono nebulose ad emissione o a riflessione. I gas presenti sono in percentuale maggiore idrogeno, per il resto troviamo elio, ossigeno, azoto, e altri elementi.

Sempre nella costellazione di Orione, poco sopra M42, si trova la nebulosa oscura chiamata Testa di Cavallo, dove i gas e le polveri presenti non sono illuminate da nessuna stella.

 

Nebulosa Testa di Cavallo vicino alla cintura di Orione

 

Ingrandimento della nebulosa Testa di Cavallo

 


E, mentre gli scienziati cercano di oltrepassare il limite osservabile dell'universo, i poeti cercano di raccogliere l'inesprimibile in un verso, lasciandoci nello stupore dell'incessante enigma della vita.

 


"Egli da solo stende i cieli

e cammina sulle onde del mare.

Crea l'Orsa e l'Orione,

le Pleiadi e i penetrali del cielo australe.

Fa cose tanto grandi da non potersi indagare,

meraviglie da non potersi contare.

Ecco, mi passa vicino e non lo vedo,

se ne va e di lui non m'accorgo".

                                                 Gb. 9,8-11

 

 

 

 
 
 

Diventare umani

Post n°158 pubblicato il 31 Gennaio 2012 da carbonediamante
 

 

 

 

 


"... Noi dobbiamo scegliere il buono altrimenti ci estingueremo. I dinosauri hanno fatto l'errore di scegliere la corazza come protezione invece dell'intelligenza e per questo si sono estinti. Noi facciamo parte del mondo naturale e se non ci comporteremo da persone naturali finiremo con l'estinguerci. Per questo dobbiamo scegliere di diventare umani."

 

Queste parole sono di Arthur Clarke, scrittore di fantascienza e inventore; fu il primo ad ipotizzare l'utilizzo dell'orbita geostazionaria per i satelliti dedicati alle telecomunicazioni. Sua è la sceneggiatura del famoso film 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrik. Una pellicola giudicata di rilevante significato estetico, culturale e storico nella storia del cinema.

 

 

 

 

Il film "2001, odissea nello spazio" termina con la scena emblematica della vita che muore e di quella che nasce.

Che ne è della vita dell'uomo?

Se pensiamo agli avvenimenti della nostra vita, constatiamo che non sono mai stati applicazioni di teorie o principi al vissuto. Non si tratta di progettazione e realizzazione.

Quando le persone umane cercano di applicare nella vita principi astratti, teorie e ideologie costruite solo razionalmente, il risultato è pari solo ad una grande sofferenza, per sé e per gli altri. Neppure con l'uso della violenza si può sottomettere la vita a degli schemi astratti.

L'uomo non è un semplice ingranaggio nel meccanismo della tecnica, è sempre alla ricerca della sua identità. Non un volo tecnologico ma piuttosto un atto di discernimento e di consapevolezza che l'umanità si compie nell'amore e per amore.


L'uomo: un essere amato e amante.

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Irena Sendler

Post n°157 pubblicato il 27 Gennaio 2012 da carbonediamante
 

 

 

 

 

Irena Sendler, nata a Varsavia il 15 febbraio 1910 e morta a Varsavia il 12 maggio 2008 all'età di 98 anni, soprannominata l'angelo del ghetto, a proposito del suo impegno nella Resistenza polacca ebbe a dire:

"Avrei potuto fare di più. Questo rimpianto non mi lascia mai".

 

 

 

 

Di professione infermiera e assistente sociale, ancora prima della costruzione del Ghetto a Varsavia (1940), prevedendo le conseguenze delle politiche razziali della Germania di Hitler, iniziò a fornire documenti falsi e a reclutare famiglie e istituti religiosi per ospitare in incognito bambini ebrei.
Come operatrice ufficiale del Dipartimento contro le malattie contagiose possedeva un lasciapassare per entrare nel Ghetto. La sua libertà di muoversi dentro le mura del Ghetto le permetteva di convincere i genitori ad affidarle i bambini per farli uscire dalla prigionia e per riunirli in futuro con i loro genitori.
L'organizzazione clandestina Zegota (nome in codice del Consiglio per l'Aiuto agli Ebrei) aiutò Irena (sotto lo pseudonimo di "Jolanta" ) nell'esecuzione di questo piano.


Irena portò in salvo migliaia di neonati nascondendoli nel fondo della sua cassetta degli attrezzi  e di bambini più grandi nascosti in un sacchi di iuta e trasportati in ambulanza.
Teneva anche un cane, che aveva addestrato ad abbaiare quando i soldati nazisti si avvicinavano e per coprire così il pianto dei bambini.
Nella sua attività è riuscita a salvare circa 2500 tra bambini e neonati.


 

 

 

Il 20 ottobre 1943 venne arrestata dalla Gestapo. Le spezzarono gambe e braccia, ma nessuno riuscì a spezzare la sua volontà e a carpirgli i suoi segreti. Condannata a morte, venne salvata dalla rete della resistenza polacca corrompendo con denaro dei soldati tedeschi.
Irena tenne nascosto in un barattolo di vetro sepolto nel suo cortile, un registro con i nomi di tutti i ragazzi che clandestinamente aveva portato fuori dai confini del ghetto e dopo la guerra, cercò di rintracciare i genitori che potessero essere sopravvissuti per riunire le famiglie. La maggior parte di loro erano stati gasati e Irena ha così continuato a prendersi cura di questi ragazzi, mettendoli in case famiglia o trovando loro famiglie affidatarie o adottive.

La sua lista, due volte più lunga di quella di Oskar Schindler, è custodita allo Yad Vaschem, il memoriale dell'Olocausto in Israele, che nel 1965 l'aveva insignita della medaglia dei giusti, anche se poi ha dovuto aspettare 18 anni per andare a Gerusalemme, a piantare il suo albero.
La sua storia venne portata alla conoscenza internazionale solo nel 1999 da quattro ragazze della cittadina americana di Uniontown, nel Kansas, le quali allestirono uno spettacolo teatrale, dal titolo: "La vita in un barattolo".

 


 

 

La Sendler ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti in patria e all’estero. E' stata proposta per il Premio Nobel della Pace, non è stata nominata. Ma per una donna che non smette mai di pensare a quanto avrebbe potuto fare di più, il riconoscimento più grande non viene dalle onorificienze ricevute bensì dall'aver strappato alla follia umana creature innocenti, affermando:

"Ogni bambino salvato con il mio aiuto è la giustificazione della mia esistenza su questa terra, e non un titolo di gloria"

 

 

 
 
 

Quale Bellezza?

Post n°156 pubblicato il 22 Gennaio 2012 da carbonediamante
 

 

 

 

 

 

Interroga la bellezza della terra,

interroga la bellezza del mare,

interroga la bellezza dell'aria diffusa e soffusa.

Interroga la bellezza del cielo,

interroga l'ordine delle stelle,

interroga il sole

che col suo splendore rischiara il giorno;

interroga la luna,

che col suo chiarore modera le tenebre della notte.

Interroga le fiere

che si muovono nell'acqua,

che camminano sulla terra,

che volano nell'aria:

anime che si nascondono,

corpi che si mostrano;

visibile che si fa guidare,

invisibile che guida.

Interrogali!

Tutti ti risponderanno:

Guardaci: siamo belli!

La loro bellezza li fa conoscere.

Questa bellezza mutevole....chi l'ha creata,

se non la bellezza immutabile”?

(Agostino d’Ippona)

 

 

 

 

 

 

Possiamo vivere senza Bellezza?....


....ma quale bellezza?

 


 

 
 
 

Ricami d'inverno

Post n°155 pubblicato il 15 Gennaio 2012 da carbonediamante

 

 

 

 

La natura in ogni momento cambia, diviene,

si trasforma in un'inedita immagine di vita e di bellezza,

che non si ripeterà più allo stesso modo.


 

 

 

In questi versi di Gianni Beraudo

ammiriamo i ricami di una fragile bellezza d'inverno,

destinata a scomparire

per fare spazio alla nuova bellezza di domani.

 

 

 

 

 

RICAMI DI RUGIADA

 

Sorpresa di un mattino

d'inverno.

La natura è come sospesa

in una bruma immobile.


Le chiome degli alberi amici

disegnano merletti

nel grigiore.


Ricami di rugiada

si angoli e cose

mai viste.

Bellezza fragile

come ogni bellezza.

                                 G.Beraudo


 

 

 

 

 
 
 
Successivi »
 
 
 

INFO


Un blog di: carbonediamante
Data di creazione: 07/03/2009
 

OLTRE L'INVISIBILE