Creato da laura561 il 04/02/2009
“Fino a quando il sangue dei figli degli altri varra’ meno del sangue dei nostri figli, fino a quando il dolore degli altri per la sorte dei propri figli, varra’ meno del nostro dolore per la sorte dei nostri figli, ci sara’ sempre qualcuno pronto ad organizzare stragi in piazze, stazioni, o nei cieli, avendo la speranza se non la certezza della impunita’. Dobbiamo divenire familiari di ogni vittima, come lo fossimo realmente e per sangue, per conservare intatta nel tempo la loro stessa capacita’ di memoria, la loro stessa determinazione nella ricerca di Verita’ e Giustizia, e per essere pronti a pagare i prezzi che potremmo essere chiamati ad onorare per questa familiarita’. E noi, che pretendiamo di essere creduti e stimati quando esprimiamo la retorica del sacrificio della vita sui campi di battaglia per la familiarita’ acquisita nel giuramento con ogni nostro concittadino, come potremo essere ancora credibili quando e se non siamo disponibili a pagare, nella ordinarieta’ della nostra vita e della nostra attivita’ professionale, non con la vita, ma neppure con una promozione negata, un trasferimento, una valutazione negativa, o qualche fastidio familiare o timore di ritorsione violenta la fedelta’ a quei valori per i quali abbiamo giurato e per i quali siamo divenuti Ufficiali?” Sandro Marcucci
 
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Area personale

 

introduzione caso sandro marcucci

Tutto quanto qui pubblicato è scritto da Laura Picchi che ne ha l'esclusiva responsabilità.

 


Tutta la vicenda sul caso Marcucci  è nel Manoscritto Impossibile Pentirsi di Mario Ciancarella

al link:

http://www.scribd.com/doc/39054852/Manoscritto-Ciancarella-Impossibile-Pentirsi-Anche-Su-Strage-Ustica.

 

Ultimi commenti

Ennesima opera distruttiva ed inutile . E lo Stato difende...
Inviato da: RavvedutiIn2
il 06/07/2014 alle 20:42
 
Salve complimentissimi per il blog tantissimi saluti da una...
Inviato da: Anna.maria90
il 24/02/2014 alle 22:46
 
Complimenti per il blog colgo l'occasione di augurarti...
Inviato da: spazio.b
il 09/12/2013 alle 17:48
 
Sei sempre un emozione tesoro un abbraccio ^_^
Inviato da: hengel0
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Messaggi del 19/07/2012

Le 7 vittime Strage via d'Amelio: Grazie!!! di Associazione antimafie Rita Atria

Post n°889 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

Grazie!!! 

Paolo Borsellino,Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie CosinaClaudio Traina ... Rita Atria (la settima Vittima di via D'Amelio)

 

non aggiungeremo parole al nostro grazie... perché il fiume della retorica è sempre in piena e non vogliamo contribuire allo straripamento... Ricordare, fare Memoria... con le nostre storie e con il nostro impegno...

Poche chiacchiere!!! Chiediamo Verità! ... ma il potere si protegge... a tutti i livelli ...  ma oggi faranno la parte di quelli commossi che chiedono giustizia... 



"Mi chiedo per quanto tempo ancora si parlerà della sua morte (Falcone, ndr), forse un mese, un anno, ma in tutto questo tempo solo pochi avranno la forza di continuare a lottare. Giudici, magistrati, collaboratori della giustizia (al tempo i testimoni si chiamavano collaboratori, ndr),pentiti di mafia, oggi più che mai hanno paura, perché sentono dentro di essi che nessuno potrà proteggerli, nessuno se parlano troppo potrà salvarli da qualcosa che chiamano mafia.
Ma in verità dovranno proteggersi unicamente dai loro amici: onorevoli, avvocati, magistrati, uomini e donne che agli occhi altrui hanno un'immagine di alto prestigio sociale e che mai nessuno riuscirà a smascherare. "  

Rita Atria

 

 
 
 

Borsellino: D'Antoni, ricordarlo vuol dire celebrare valori democrazia

Post n°888 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

Borsellino: D'Antoni, ricordarlo vuol dire celebrare valori democrazia19 Luglio 2012 - 14:20

(ASCA) - Roma, 19 lug - ''Tenere vivo il ricordo di Paolo Borsellino vuol dire anzitutto onorarne la memoria con atti concreti e coerenti. Ogni persona di buona volonta' e' chiamata, con il proprio lavoro e con la propria testimonianza, a rendere omaggio a lui e agli uomini della sua scorta''.

Lo afferma Sergio D'Antoni, in occasione del ventennale della strage di via D'Amelio.

''Questi servitori dello Stato, questi autentici eroi italiani, richiamano con il loro esempio i valori di giustizia, legalita' e abnegazione che formano il nostro stato di diritto. Ecco perche', specialmente in questi tempi difficili, commemorare Falcone, Borsellino, Rizzotto e gli altri martiri della mafia, vuol dire -ha aggiunto D'Antoni- celebrare la democrazia italiana e il coraggio di chi ogni giorno contribuisce a rafforzarla. Oggi vediamo che il sacrificio di queste persone non e' stato vano. A dimostrarlo le migliaia di persone che ogni anno scendono in piazza per consolidarne la memoria. L'impegno e i successi della magistratura e delle forze dell'ordine. Il coraggio dimostrato dai lavoratori, dagli imprenditori e da tutta la societa' civile. Servono ora leggi che garantiscano certezza della pena, controlli rigorosi sulle intermediazioni economiche, provvedimenti capaci di portare sviluppo e lavoro al Meridione. Soltanto in questo modo riusciremo eliminare le condizioni di sottosviluppo che sono alla base del fenomeno mafioso''.

 
 
 

"Trattative e Depistaggi: Quale Stato vuole la verità sulle stragi?" 18 luglio 2012 Conferenza di AntimafiaDuemila

Post n°887 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

http://www.radioradicale.it/scheda/357093/trattative-e-depistaggi-quale-stato-vuole-la-verita-sulle-stragi
"Trattative e Depistaggi: Quale Stato vuole la verità sulle stragi?"
18 luglio 2012
Conferenza di AntimafiaDuemila. Interventi: Salvatore Borsellino, Antonio Ingroia, Antonino Di Matteo, Roberto Scarpinato, Domenico Gozzo, Saverio Lodato, Giorgio Bongiovanni, Rita Borsellino, Sonia Alfano, Leoluca Orlando e del preside della facoltà Antonio Scaglione. Modera: Anna Petrozzi.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

scomparso il depistatore sulla strage Borsellino Vincenzo Scarantino: dov'è e perchè non se parla?

Post n°883 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

http://www.antimafiaduemila.com/2012071938274/mafia-eventi-sicilia/borsellino-scomparso-falso-pentito-si-accuso-della-strage.html è scomparso il depistatore sulla strage Borsellino Vincenzo Scarantino da 15 giorni, non se ne hanno più notizie.

 
 
 
 
 

In memoria di Paolo Borsellino di Antonio di Pietro (blog antonio di pietro)

Post n°881 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

Vent’anni fa a Palermo un’autobomba massacrava Paolo Borsellino e tutti gli agenti della sua scorta. Dopo che, neanche due mesi prima, erano stati massacrati Giovanni Falcone e la sua scorta.

Non furono delitti imprevedibili e imprevisti. Al contrario, tutti sapevano che sarebbero accaduti. Tutti si aspettavano quelle stragi da un giorno all’altro. Al punto che l’ultima vittima designata, Paolo Borsellino, parlava di sé come di un morto vivente.

Tutti sapevano ma lo Stato non fece niente per difendere i suoi più validi e coraggiosi servitori, impegnati in prima linea nella guerra contro quella che dovrebbe essere la prima nemica dello Stato, la mafia, e con la quale invece lo Stato usava trattare e scendere a patti.

Se lo Stato si preoccupa di patteggiare col nemico invece di combatterlo e difendere i suoi servitori, è ovvio che sorgano profondi e tremendi sospetti. Da allora quei sospetti raggelanti hanno solo trovato innumerevoli conferme: l’ipotesi che Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e gli agenti delle loro scorte siano stati mandati a morte con la complicità dello Stato è purtroppo del tutto plausibile.

I magistrati di Palermo, sfidando difficoltà immense e pericoli altrettanto grandi, stanno facendo il possibile per far luce su quella tragedia e scoperchiare quel nido di serpenti. Aiutarli, sostenerli e difenderli dovrebbe essere il dovere di ogni cittadino onesto, e a maggior ragione di chi incarna le istituzioni della Repubblica e dello Stato democratico.

In questi giorni molti hanno accusato me e l’Italia dei Valori di attaccare senza motivo, per populismo e demagogia, le istituzioni dello Stato. Ma io non voglio attaccare proprio nessuno e il populismo non c’entra niente.

Tutto quello che dico è che ricercare la verità su quella trattativa dovrebbe essere la priorità assoluta sul piano morale e politico, oltre che la sola manifestazione di rispetto sostanziale nei confronti della Costituzione e della Repubblica. Quando invece, in una situazione di massima emeregnza come questa, si mettono in campo altre priorità e altre esigenze, che lo si voglia o no si fa un danno: non solo alla ricerca della verità e alla giustizia, ma anche alla democrazia, allo Stato e alla Costituzione. Ci sono momenti nella vita in cui bisogna fare scelte di campo e in questo momento noi siamo dalla parte della Procura di Palermo.

 
 
 

Anniversario di Via d'Amelio, messaggio del Presidente Monti

Post n°880 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

19 Luglio 2012

In occasione del 20esimo anniversario della strage di via d’Amelio in cui hanno tragicamente perso la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli e Emanuela Loi, il Presidente del Consiglio Mario Monti ha espresso ai familiari delle vittime i sentimenti di profonda e commossa partecipazione del governo italiano e suoi personali. “Lo Stato e i cittadini onesti non hanno dimenticato – e non dimenticheranno mai – chi ha sacrificato la vita per affermare legalità e giustizia contro la mafia. Gli ideali di Paolo Borsellino sono oggi più vivi e più diffusi che mai, soprattutto tra i giovani, grazie al suo insegnamento e al suo esempio” ha concluso il Presidente Monti.

 
 
 

Lettera di Salvatore Borsellino all’ufficiale dei Cc Giovanni Arcangioli

Post n°879 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

http://www.brogi.info/2012/07/lettera-di-salvatore-borsellino-allufficiale-dei-cc-che-si-allontano-con-la-borsa-del-fratello.html

Lettera di Salvatore Borsellino all’ufficiale dei Cc Giovanni Arcangioli assolto poi dal tribunale di Caltanissetta per la sottrazione della borsa di Salvatore Borsellino dopo la strage. Eccola:

Signor Arcangioli,

spero i suoi impegni all’accademia dei carabinieri e la soddisfazione per la decisione della Cassazione le lasceranno il tempo di leggere queste poche righe vergate di prima mattina da un siciliano cresciuto laico ma con una foto di due giudici sul comodino e con la Costituzione al posto della Bibbia. Vedo e rivedo quelle immagini, la vedo e rivedo con la borsa di un giudice appena morto allontanarsi dal luogo della strage di via D’Amelio. La vedo tranquillo, soddisfatto, vittorioso. Senza il minimo turbamento per la catastrofe che la circonda. Lei non si è mai fatto processare per quella illegittima sottrazione e non ha mai dato una versione univoca e attendibile di quel gesto. Ha sempre dato varie e discordanti versioni in quanto “turbato dal vedere quei corpi”; sembra tutt’altro dalle immagini, glielo assicuro. Hanno archiviato l’indagine a suo carico per furto aggravato dell’agenda rossa di Paolo Borsellino, e ora hanno respinto il ricorso della procura di Caltanissetta: gli italiani non sapranno mai la verità, non sapranno mai se lei è innocente o se lei è autore del furto di quell’agenda su cui erano scritti appunti pericolosi come armi atomiche e se lo fece per favorire cosa nostra. Voglio solo dirle che forse non sapremo mai la verità, ma che quelle immagini per noi significano molto, e vederla con quella borsa in mano per gli italiani è metà della torta. Già, non sappiamo per conto di chi e perchè lei fece quel gesto inconsulto, ma lo fece, e noi abbiamo le prove. Nessuno potrà scagionarla di averci privato di una parte di verità che ci spetta come italiani e come siciliani. Fino a quando lei continuerà a tacere rimarrà colui che fino a prova contraria ha sottratto la borsa del giudice. Perché? Lei ha il dovere morale di dire il perché di quelle oscure manovre quando il corpo del giudice Borsellino era ancora caldo e quando la Sicilia era sgomenta. Signor Arcangioli, io non so se la sua coscienza le lasci tregua, la nostra memoria di certo non lo farà mai. Parli, finché è in tempo, e non ci privi di un nostro diritto.

P.S.: il mistero dell’Agenda Rossa. Eccolo. L’ufficiale venne ripreso, intorno alle 17.30 del 19 luglio, mentre si allontana velocemente dall’auto della vittima con in mano l’inseparabile valigetta di cuoio del giudice. La borsa ricomparve nella macchina successivamente, circa un’ora dopo; venne sequestrata e repertata: dentro, però, l’agenda non c’era. Cosa accadde tra le 17.30 e la redazione del verbale di sequestro dei reperti che non fa cenno al documento? Il nodo è tutto qui. Arcangioli ha sempre sostenuto di non avere aperto l’agenda e di averla mostrata a Giuseppe Ayala, ex collega di Borsellino, nel ’92 deputato, tra i primi ad accorrere in via D’Amelio. Ma la versione del militare non ha convinto i magistrati che inizialmente l’hanno indagato per false informazioni. Ayala ha negato di avere ricevuto la borsa dal capitano e ha sostenuto di averla vista nell’auto, di averne parlato con l’ufficiale e di averla consegnata a un altro carabiniere. Di certo c’è che quando la borsa vuota fu ritrovata nella blindata di Borsellino presentava bruciature che prima non c’erano. Nel frattempo la macchina aveva preso fuoco: ciò confermerebbe che la valigia era stata tolta e poi rimessa dentro. Inoltre, nelle immagini si vedeva Arcangioli allontanarsi velocemente dal luogo della strage con la borsa, in una direzione, che secondo gli inquirenti che, su sollecitazione del gip ne chiesero il rinvio a giudizio, non sarebbe giustificata nè dalla presenza di soggetti istituzionali, nè da motivi investigativi. Ma la sentenza di proscioglimento, confermata dalla Cassazione, ha escluso il coinvolgimento dell’ufficiale.

 

 
 
 

Borsellino: Messaggio congiunto Leoluca Orlando e Luigi De Magistris

Post n°878 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

Palermo, 19 luglio

Il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando ed il sindaco di Napoli Luigi De
Magistris si sono incontrati, questa mattina, presso il Palazzo delle
Aquile di Palermo.

"A venti anni dalle stragi mafiose - hanno dichiarato i due primi
cittadini - le nostre città, segnate da un comune passato di violenza
criminale organizzata ma anche di ribellione e riscatto civile, sono
ancora una volta unite nel chiedere che sia fatta piena luce sulle
responsabilità, sulle connivenze e il contesto in cui si realizzarono
i tragici avvenimenti del 1992. Senza se e senza ma, tutte le
Istituzioni devono, oggi più che mai, affermare la supremazia del
diritto alla verità, devono rilanciare e riaffermare i principi di
legalità ed equità."

"Palermo e Napoli sono lo specchio delle nuove Amministrazioni -
affermano Orlando e De Magistris - delle loro difficoltà e delle loro
potenzialità: due nuove amministrazioni che devono affrontare la
gravissima situazione finanziaria e sociale ereditata e che sono
impegnate ad evitare una devastante saldatura tra disagio sociale e
crimine organizzato, con conseguenze imprevedibili sull’ordine
pubblico e sulla stessa tenuta civile e democratica delle nostre
comunità”. Lo affermano in una nota congiunta Leoluca Orlando e Luigi
de Magistris.

 
 
 

BORSELLINO: GRANATA (FLI), APPARTIENE AGLI ITALIANI ONESTI

Post n°877 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

(AGENPARL) - Roma, 19 lug - "Oggi,19 luglio, sarò a Palermo insieme a Gianfranco Fini a rendere omaggio a Paolo Borsellino e a rinnovare la nostra volontà politica irriducibile di verità e giustizia sulla sua morte. Porteremo in Via D'Amelio una grande bandiera tricolore che doneremo al caro Salvatore e ai ‘giovani delle Agende Rosse’ per onorare la Memoria di Paolo con il simbolo più alto della Patria che lui tanto amava. Onoreremo Paolo per rivendicarne l’eredità spirituale, culturale e, perché no, politica, anche se Paolo, lo sappiamo bene, appartiene a tutti gli Italiani onesti. Lo faremo ancora una volta a Palermo per riaffermare che oggi più di ieri è meglio un giorno da Borsellino che cento da Ciancimino. Lo onoreremo per testimoniare che la nuova destra repubblicana e legalitaria che rappresentiamo darà un contributo ancora più forte e coerente di passione e impegno per liberare l’Italia da cricche, affaristi e mafie. E per arrivare alla verità su quelle stragi senza fermarsi davanti ad alcun ‘santuario’". E' quanto scrive il vice coordinatore di Fli, Fabio Granata, nel giorno del ricordo di Paolo Borsellino.

"Borsellino si è sacrificato senza mai perdere la speranza nel cambiamento e nei giovani. Pochi giorni prima di morire, in merito all’impegno nella lotta alle mafie e per la legalità, dopo l’uccisione del suo amico e collega Giovanni Falcone, affermò: «Tutti noi abbiamo il dovere morale di continuare a farlo senza lasciarci condizionare dalla sensazione o dalla certezza, che tutto questo può costarci caro». Noi dobbiamo cercare di essere all’altezza di questo messaggio poiché solo questo darà senso alla nostra azione e anche alle nostre coraggiose rotture del passato. Nella consapevolezza che l’Italia, come amava dire Paolo della sua amata Sicilia, «diventerà bellissima» solo annientando tutte le mafie e cacciando tutti i suoi complici dal Parlamento e dalle istituzioni".
"Costruire quindi un movimento politico erede di quel messaggio spirituale e culturale fondato sulla legalità e soprattutto sul rifiuto di ogni compromesso. La difficile fase politica e sociale che attraversa l’Italia va affrontata con occhi lucidi e tenendo ben alta la bandiera di Paolo Borsellino: questo il nostro compito e il nostro difficile cammino", conclude Granata.

 
 
 

Mafia: Bocchino (Fli), Borsellino ci ha reso orgogliosi di essere italiani

Post n°876 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

Roma, 19 lug. (Adnkronos) - "Paolo Borsellino e' stato un grande magistrato, un uomo coraggioso, sempre al servizio del Paese e in prima linea per sconfiggere il cancro della mafia. Ha sacrificato la sua vita per la propria Nazione, non ha avuto paura della morte perche' l'idea di un'Italia senza mafie veniva prima di tutto". Lo dichiara il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino.

"Per questo sara' sempre un importantissimo punto di rifermento per la destra italiana. Lui, che insieme al giudice Falcone, ha sempre tenuto alta la bandiera della legalita' e della lotta alle mafie, ci ha resi orgogliosi di essere italiani. Un giorno l'Italia sara' bellissima anche grazie al suo sacrificio", conclude Bocchino.

 
 
 

BORSELLINO: BERSANI, SIMBOLO LEGALITÀ E DIFESA ISTITUZIONI DEMOCRATICHE

Post n°875 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

(AGENPARL) - Roma, 19 lug - “A vent’anni dalla strage di via D’Amelio, l’Italia oggi ricorda Paolo Borsellino e gli agenti Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. Paolo Borsellino è, insieme a Giovanni Falcone, il simbolo della legalità e della difesa delle istituzioni democratiche fino al sacrificio più estremo. E’ l’esempio della lotta alla mafia, che ancora oggi dobbiamo rinnovare e anche rafforzare perché la criminalità organizzata non è stata sconfitta. Vi sono stati risultati importanti, certo, e per questo dobbiamo ringraziare e sostenere la magistratura e le forze dell’ordine. Il rispetto delle regole e la civiltà nei rapporti sociali sono capisaldi della democrazia. Ma molto resta da fare. Per questo è importante che l’impegno di Borsellino sia ricordato e valorizzato. Molti giovani hanno tratto dal suo esempio la forza per battersi contro le mafie. Alla politica spetta ora il compito di sostenerli, di non lasciarli soli, soprattutto se assumono incarichi di amministratori in prima linea, esposti spesso a minacce gravissime. Alla politica spetta il compito di garantire la convivenza, il rispetto delle regole giuridiche e di civiltà. In questa giornata, che non deve essere solo di ricordo, il Pd tutto rivolge dunque un pensiero solidale ai familiari delle vittime e rinnova il proprio impegno per la legalità e la propria promessa di dare battaglia senza quartiere alla criminalità organizzata". E' quanto scrive in una nota Pier Luigi Bersani, Segretario del Pd.

 
 
 

BORSELLINO: NAPOLITANO, GIUNGERE AD AUTENTICA VERITA'

Post n°874 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

(AGENPARL) - Roma, 19 lug - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione del 20° anniversario del tragico attentato in cui persero la vita Paolo Borsellino e gli agenti addetti alla sua tutela, ha inviato il seguente messaggio all'odierna commemorazione promossa dall'Associazione Nazionale Magistrati a Palermo: "Desidero far giungere in quest’Aula nella quale si commemora e si onora la figura di Paolo Borsellino, l’espressione – innanzitutto – della mia rispettosa e affettuosa vicinanza alla signora Agnese. Il 23 maggio scorso, ella volle – nell’impossibilità di partecipare di persona alla grande cerimonia nell’Aula Bunker – indirizzarmi una lettera di commovente, generoso apprezzamento per il mio operato di Presidente della Repubblica, e dirmi il suo conforto per aver visto diventare Borsellino e Falcone dei “simboli per i giovani e le persone oneste di buona volontà”. E la lettera si concludeva con un riferimento a “quello Stato in cui mio marito ci ha insegnato a credere malgrado tutto e tutti”, volendo che io sapessi come ella “fino all’ultimo giorno della sua vita attenderà con pazienza di conoscere le ragioni per cui suo marito morì e i motivi per i quali nei primi anni dopo la strage è stata costruita una falsa e distorta verità giudiziaria”. Quale secondo terribile dolore è stata per lei e per i suoi figli, signora Agnese, quella contraffazione della verità! E quale umiliazione è stata per tutti noi che rappresentiamo lo Stato democratico! Si sta lavorando, si deve lavorare senza sosta e senza remore per la rivelazione e sanzione di errori ed infamie che hanno inquinato la ricostruzione della strage di via D’Amelio. Si deve giungere alla definizione dell’autentica verità su quell’orribile crimine che costò la vita a un grande magistrato protagonista con Giovanni Falcone di svolte decisive per la lotta contro la mafia. Questo è l’imperativo oggi a distanza di vent’anni ; questo è il nostro dovere comune, anche verso Agnese, Lucia, Manfredi, Fiammetta, e verso i famigliari – che ci sono egualmente cari – di Emanuela Loi, di Agostino Catalano, di Eddie Walter Cosina, di Vincenzo Li Muli, di Claudio Traina. E tanto più si riuscirà a vincere questa dura e irrinunciabile battaglia di giustizia, quanto più si procederà sulla base di analisi obbiettive e di criteri di assoluto rigore. Come ha fermamente dichiarato il Presidente del Consiglio Sen. Monti “non c’è alcuna ragion di Stato che possa giustificare ritardi nell’accertamento dei fatti e delle responsabilità”, ritardi e incertezze nella ricerca della verità specie su torbide ipotesi di trattativa tra Stato e mafia. E proprio a tal fine è importante scongiurare sovrapposizioni nelle indagini, difetti di collaborazione tra le autorità ad esse preposte, pubblicità improprie e generatrici di confusione. Su ciò deve vegliare tra gli altri il Presidente della Repubblica, cui spetta presiedere il Consiglio Superiore della Magistratura : e deve farlo, come in questi anni ha sempre fatto, con linearità, imparzialità, severità. Signori Magistrati di Palermo, avete spesso sofferto, nel corso degli anni, per la perdita di eminenti ed esemplari colleghi, che possiamo richiamare e onorare tutti unendoli al ricordo di Paolo Borsellino e di Giovanni Falcone. Vissi io stesso il dramma, lo sgomento, il dolore per il brutale assassinio di quei due eroici servitori dello Stato, vissi quelle ore insieme con il più fraterno amico della mia vita, il senatore Gerardo Chiaromonte, di cui è rimasto per me indimenticabile, insieme con il fermissimo impegno di Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, il rapporto di straordinaria stima e simpatia personale che aveva stabilito con Paolo come con Giovanni. E non si è mai spenta in me la traccia del cocente dolore con cui appresi la notizia dell’agguato omicida a Pio La Torre, con cui avevo strettamente condiviso passione ideale e tensione morale. Intensa era stata già prima la mia commozione per l’uccisione di Cesare Terranova, che avevo avuto fine e apprezzato collega in Parlamento. Vedete, Signori Magistrati di Palermo, appartengo a una generazione che ha conosciuto la tragedia della guerra fascista e del crollo dell’8 settembre 1943, e ha giovanissima abbracciato l’impegno politico – pur da diverse posizioni ideologiche – nello spirito della Resistenza trasfusosi poi nella Costituzione. In quel contesto, la lotta conseguente contro la mafia, senza cedimenti a rassegnazioni o a filosofie di vile convivenza con essa, è divenuta parte integrante della nostra scelta civile sin da quando ci giunsero gli echi dell’eccidio di Portella delle Ginestre. Sono di recente tornato laggiù, per rinnovare un omaggio e un giuramento a cui sempre sono rimasto e sempre limpidamente rimarrò fedele. Pensando con commozione a Paolo Borsellino, a tutti coloro che sono come lui caduti in nome della legge, e sentendomi al fianco di quanti ne continuano l’opera".

 
 
 

BORSELLINO: IL DISCORSO DI SCHIFANI IN AULA

Post n°873 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

(AGENPARL) - Roma, 19 lug - "Venti anni or sono, in questo giorno di luglio, in via Mariano d'Amelio a Palermo, un vile attentato esplosivo spezzava la vita di Paolo Borsellino e di cinque agenti della sua scorta. Paolo Borsellino era nato a Palermo nel 1940 e, dopo essersi laureato a soli ventidue anni in giurisprudenza, aveva vinto il concorso in Magistratura nel 1963, diventando il più giovane magistrato d'Italia". Così Renato Schifani, Presidente del Senato, in in apertura della seduta antimeridiana odierna. "Dopo le prime esperienze negli uffici giudiziari di Enna, Mazara del Vallo e Monreale, nel 1975 fu trasferito a Palermo, dove entrò a far parte dell'Ufficio Istruzione Affari Penali, diretto da Rocco Chinnici. L'attività istruttoria del giovane magistrato iniziò a svilupparsi con grande profitto in alcune inchieste su delitti compiuti da personaggi legati alla mafia, così quando, nel 1980 fu decisa la costituzione, in seno all'Ufficio, del "Pool antimafia", con l'obiettivo di incrementare lo scambio di informazioni fra i magistrati impegnati nelle indagini sulla criminalità mafiosa, Paolo Borsellino assunse naturalmente, insieme al collega ed amico Giovanni Falcone, un ruolo di primo piano nell'azione del gruppo. Il suo profilo di magistrato sereno, competente, scrupoloso nell'applicazione delle leggi e nella ricerca di riscontri obiettivi per tutte le informazioni raccolte nell'attività istruttoria, lo rendeva infatti un modello per tutti i colleghi. Il principale risultato di quella stagione di indagini, come è noto, fu l'istruzione del primo maxi processo, che si concluse nel 1987 con centinaia di condanne nei confronti di esponenti di ogni grado dell'organizzazione mafiosa. Prima ancora della conclusione del maxi processo, nel dicembre 1986, Paolo Borsellino aveva chiesto ed ottenuto di lasciare Palermo per rivestire l'incarico di Procuratore della Repubblica di Marsala. Al momento del suo brutale assassinio, Borsellino era tornato da soli sette mesi a lavorare a Palermo, come Procuratore aggiunto, per proseguire, dopo il trasferimento di Falcone a Roma, nell'applicazione di quello che era ormai diventato il "loro" metodo d'indagine. Dal giorno della morte di Falcone, come hanno raccontato tutte le persone a lui più vicine, Paolo Borsellino lavorava senza sosta: al fronte delle indagini, per proseguire nella direzione tracciata dal comune lavoro investigativo, aveva affiancato, con sempre maggiore frequenza, una tenace e consapevole attività di testimonianza, che si rivelò determinante nell'accendere la scintilla del risveglio delle coscienze contro la mafia. La stessa violenza mafiosa, che spezzò la vita di Paolo Borsellino cinquantasette giorni dopo quella del suo amico e collega, non riuscì a strozzarne la voce, facendo invece sì che la sua testimonianza di eroe e di martire diventasse ancora più forte. Oggi, a vent'anni da quel tragico 19 luglio 1992, ci è di conforto la consapevolezza di quanto di incisivo è stato compiuto nella lotta alla mafia sulla scia dell'azione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, a cominciare dalla ribellione di parti sempre più importanti della società e dell'economia siciliana alle varie forme di ricatto e di oppressione del potere mafioso: dall'estorsione alla concorrenza sleale delle imprese colluse con la criminalità. Rilevantissimi sono i risultati sul piano dell'aggressione ai patrimoni di origine illecita, nella quale l'Italia vanta - anche per merito di quanto proseguito dal Parlamento e dal Governo in questa Legislatura - la legislazione forse più avanzata al mondo, la cui efficacia è dimostrata, da ultimo, dalle recenti, ingentissime confische compiute ai danni dei patrimoni mafiosi in tutta Italia. È anche questa consapevolezza, intrisa di gratitudine, a rinnovare ogni giorno l'inestinguibile ricordo di Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina: il loro sacrificio e la loro testimonianza sta nell'aver immolato la vita nell'adempimento del proprio dovere, pur nella piena comprensione di quanto ciò sarebbe potuto costare in particolare ai loro cari. Proprio ad essi desidero esprimere oggi i sentimenti unanimi di commossa vicinanza e affetto dell'Assemblea del Senato. Il nostro impegno è quello di proseguire nel cammino tracciato da questi autentici eroi, affinché prevalgano sempre e sopra ogni cosa i valori dell'onestà, della correttezza ed il rispetto dei principi che fondano la nostra democrazia, contro ogni forma di violenza, di sopruso, di sopraffazione della criminalità organizzata mafiosa. Seguire il loro esempio sarà il modo migliore per onorarne la memoria e per riuscire a realizzare un futuro di piena legalità da consegnare alle nuove generazioni.

 
 
 

BORSELLINO: MIELE (PDL), UOMINI DI STATO SIANO ESEMPIO PER I GIOVANI

Post n°872 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

(AGENPARL) - Roma, 19 lug - “A vent’anni dalla strage di Via D’Amelio in cui persero la vita Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta il nostro pensiero va a questi eroi simbolo di Stato, di legalità e di integrità morale che grazie al loro impegno e alle loro gesta continuano a vivere nei giovani che ne hanno riconosciuto il grande valore e che li hanno presi ad esempio”. Lo ha dichiarato in una nota Giancarlo Miele, Consigliere regionale del Pdl del Lazio.

“E’ proprio nel ricordo di Uomini come Falcone e Borsellino, che hanno fatto della lotta alla mafia la loro prima ragione di vita, che deve proseguire la nostra azione di contrasto verso ogni forma di criminalità organizzata. Tanti sono stati i successi raggiunti nel corso di questi anni – aggiunge Miele – ma tanto ancora dobbiamo fare per non permettere in nessun modo che il sacrificio di chi ha dedicato la propria vita al servizio dello Stato sia reso vano. Dobbiamo impegnarci quotidianamente, non spendendo solamente belle parole legate a ricorrenze prestabilite, ma muovendoci su tutto il territorio al fine di diffondere tra le nuove generazioni il forte messaggio di contrasto che Falcone e Borsellino ci hanno lasciato e sviluppando in modo capillare quella cultura della legalità sempre più necessaria per vincere questa difficile battaglia. L’esempio di questi magistrati – conclude Miele – continuerà ad essere per tutti noi una luce da seguire, perché la mafia si può e si deve sconfiggere”.

 
 
 

BORSELLINO: PALOMBA (IDV), SPEZZARE OMERTA’ E SOSTENERE MAGISTRATURA

Post n°871 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

(AGENPARL) - Roma, 19 lug - “Il 19 luglio di venti anni fa si è materializzato l'orrore. L'orrore, ma anche il terrore, umano ma consapevole e dignitoso, del magistrato il quale sapeva che il suo destino era segnato; l'aveva capito benissimo, dopo l'uguale sorte toccata, alcune settimane prima, a Giovanni Falcone e ne aveva anche parlato in una drammatica intervista ai giornalisti di una testata straniera dicendo, senza reticenze, che sapeva di essere stato tradito da organi dello Stato. Eppure, da uomo dello Stato aveva continuato a svolgere la sua funzione di presidio della legalità contro l'illegalità mafiosa; semmai, aveva consegnato le sue riflessioni ad una sua agenda di colore rosso, subito sottratta dagli avvoltoi che sapevano ed erano presenti sul posto. Non è difficile pensare che cosa potesse avere scritto, non certo sulle indagini in corso, gli incartamenti processuali parlavano; molto più probabilmente c'erano scritte indicazioni sulla strategia stragista messa in campo dalla criminalità mafiosa, sui mandanti, sui possibili collegamenti con spezzoni dello Stato, deviati o apparentemente fedeli, ma non meno pericolosi. Quelle cose cioè che avevano determinato la sua immolazione perché la mafia voleva mandare un segnale di potenza e di risposta alle indagini ed ai processi risalenti ai magistrati più impegnati nella lotta contro la mafia. Quei segreti contenuti nell'agenda rubata sono ora custoditi dai mandanti di quelle stragi. Lo Stato, non quello dei cedimenti e delle trattative, deve finalmente spezzare l'omertà che ha caratterizzato tutte le stragi di questo Paese. Sui segreti è giunto finalmente il momento di alzare il velo, altrimenti questo Paese non si risolleverà mai dallo stato di decadimento morale in cui si trova. In Italia non c'è un ricambio della classe politica perché chi perde non perde mai del tutto e chi vince non vince mai del tutto; se quei segreti ancora resistono è, forse, perché non si è mai fatta totale pulizia rimuovendo chi ha inquinato la vita democratica per troppo tempo. La magistratura va aiutata e non ostacolata; in tempi di attacchi forsennati ai giudici è compito degli altri poteri dello Stato rimuovere gli ostacoli al suo funzionamento e non dare ulteriori elementi e fiato per toglierli ulteriormente strumenti e credibilità. Se vogliamo il riscatto di questo Paese dalla palude morale si deve solo sperare che tutti gli altri poteri dello Stato collaborino a quel fine”. Lo ha detto il capogruppo Idv in commissione Giustizia Federico Palomba, intervenendo oggi in Aula nel corso della commemorazione della strage di Via D’Amelio.

 
 
 

BORSELLINO: CICCHITTO (PDL), ASSASSINIO STRAGISTA HA SEGNATO STORIA PAESE

Post n°870 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

(AGENPARL) - Roma, 19 lug - “L’assassinio stragista di Borsellino ha segnato in modo drammatico la storia del nostro Paese. E’ materia di riflessione il fatto che gli attentati di tipo stragista hanno colpito Falcone e Borsellino, due magistrati del tutto al di fuori di ogni schieramento politico-partitico. Fra le varie cause di quell’attentato è stata volutamente accantonata o sfumata quella riguardante il rapporto mafia-appalti-politica. Paolo Borsellino è stato una figura straordinaria di uomo e di magistrato rispetto alla quale ci inchiniamo riverenti”. Così in una nota Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera.

 
 
 

STRAGI '92: DELLA MONICA (PD), OSTRUZIONISMO PDL A NORME ANTIMAFIA

Post n°869 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

 

 

(AGENPARL) - Roma, 19 lug - "Il rafforzamento di strumenti indispensabili alla polizia giudiziaria e alla magistratura per il contrasto alla criminalità mafiosa e alla cosiddetta area grigia (professionisti, imprenditori, pubblici amministratori, politici e rappresentanti delle istituzioni ) era stata oggetto di un impegno preso da tutti i gruppi politici in Senato con un ordine del giorno approvato dal Governo nel lontano 2010. Su tale base era stato costituito un Comitato ristretto presso le Commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato, che, con grande fatica e continue sollecitazioni, il Pd era riuscito a far rimettere in moto dopo un periodo di incomprensibile stasi. Significativamente i Presidenti Vizzini e Berselli avevano indetto una seduta del Comitato per oggi, nel ventesimo anniversario della strage di Paolo Borsellino e degli uomini della Polizia di stato della sua scorta". Così la senatrice Silvia Della Monica, capogruppo Pd in commissione giustizia, interviene sui lavori Comitato ristretto "Ebbene - prosegue la senatrice - abbiamo preso atto con stupore e rammarico dell' assenza dei componenti del PDL ai lavori odierni del Comitato. Come intendere questa assenza in un giorno così significativo? Come giustificarlo mentre la magistratura con grande coraggio ha messo in discussione la ricostruzione della strage di via d'Amelio, sta ricercando una verità complessa e scomoda e ha bisogno di un doveroso, costante appoggio della politica? E come spiegare, contemporaneamente, l'ostruzionismo del PDL al disegno di legge contro la corruzione in discussione in terza lettura al Senato, quando la corruzione è terreno fertile per la mafia?".

"Il Comitato - spiega la senatrice Della Monica - si occupa di: autoriciclaggio ( l'italia è l'unico paese in Europa a non prevederlo e, fuori d' Europa, solo Cina e Tanzania non lo riconoscono), scambio elettorale politico mafioso (la norma vigente è inefficace, perché limitata alle sole utilità economiche e non prevede che anche la promessa e impegno del politico di attivarsi, una volta eletto, a favore della cosca mafiosa debba essere punito), concorso esterno in associazione mafioso ( su cui le sezioni unite della Cassazione sono intervenute più volte ); collaboratori di giustizia ( docet il caso Spatuzza) e testimoni di giustizia". "Quindi - incalza la senatrice - se le stragi del 1992 non devono essere dimenticate, se Falcone e Borsellino e le loro scorte non sono morti invano occorre che la politica dia segnali chiari: buona politica, riconoscimento del lavoro di polizia e magistratura e sostegno fermo alla ricerca della verità, ma anche approvazione di una legislazione efficace e aggiornata ai fenomeni criminali e alle normative europea e trasnazionale. Insomma fatti e non parole", conclude la senatrice Silvia Della Monica.

 
 
 

BORSELLINO: GASPARRI (PDL), NON SOLO RICORDO MA VERITA' SU TRATTATIVA

Post n°868 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

(AGENPARL) - Roma, 19 lug-  "La nostra esigenza di verità è l'omaggio migliore alle vittime, agli uomini e alle donne della scorta, ad un eroe civile come Borsellino. Qualcuno ha eletto i Ciancimino junior a icona dell'antimafia. Ma l'icona dell'antimafia si chiama Paolo Borsellino. Nell'agosto del '92, un mese dopo la strage di Borsellino e della sua scorta, fu archiviata a Palermo l'inchiesta mafia e appalti. Si parla di tanti misteri italiani, ma ci si dovrebbe chiedere perché quell'inchiesta fu archiviata. Poi, nel 1993 inizia la cancellazione dei provvedimenti 41-bis e del carcere duro. In questa legislatura il Parlamento è stato protagonista del racconto dell'allora ministro Conso che presso la Commissione Antimafia ha affermato: cancellammo quei provvedimenti per dare un segnale di tregua. Ritengo che ci sia bisogno di verità. L'omaggio non può limitarsi soltanto al ricordo e alle parole, ma deve anche contemplare la ricerca della verità. In questi giorni quelle vicende sono tornate di attualità e bene ha fatto il Presidente della Repubblica a rivendicare norme costituzionali e prerogative. Non vorremmo che le discussioni giuste, che hanno un fondamento oscurassero i comportamenti del Quirinale di altri tempi, del Viminale di altri tempi, di palazzo Chigi di altri tempi. Alcuni protagonisti di quelle vicende oggi non sono più tra noi, ma ce ne sono altri che erano al Viminale e a Palazzo Chigi che hanno il dovere di dare un tributo alla verità, alla memoria di Borsellino e di tutti i martiri della lotta alla mafia. Questo è il grido che noi vogliamo lanciare oggi. Si dica la verità, si ricostruisca la verità. Chi sa parli". Lo ha dichiarato il presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri.

 
 
 

BORSELLINO: CALABRIA (PDL), DA MONDO CIVILE RICHIESTA GIUSTIZIA E VERITA'

Post n°867 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

(AGENPARL) - Roma 19 lug - "Ancora una volta il mondo civile, in occasione del 20°anniversario della strage di Via D'Amelio, dove, è doveroso ricordarlo, insieme a Paolo Borsellino persero la vita nell'espletamento del loro dovere, anche gli agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, fa sentire la sua voce di richiesta di giustizia e verità. Noi Giovani del Pdl ancora una volta partecipiamo con commozione alla tradizionale fiaccolata a Palermo e alle manifestazioni commemorative nazionali, chiedendo con forza che la verità venga ricercata: abbiamo il diritto di conoscere la verità, abbiamo il diritto di sperare nella forza della legalità che attraverso le Istituzioni, ma anche attraverso le azioni quotidiane dei singoli, può contrastare e sconfiggere l'attività mafiosa". Lo dichiara Annagrazia Calabria, coordinatore nazionale della Giovane Italia. "L'esempio dei giudici Falcone e Borsellino insegna che la lotta alla mafia si può portare avanti senza mai prestare il fianco a logiche di giustizialismo avulse dalla verità. A loro, dunque, va la nostra riconoscenza di italiani e il nostro dichiarato impegno di giovani decisi a combattere il fenomeno mafioso in ogni suo aspetto. Il noto pensiero di J.F.Kennedy 'Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni: questa è la base di tutta la moralità umana' è stato condiviso anche dai giudici Falcone e Borsellino e da tutti coloro che, ben conoscendone i rischi estremi, furono capaci e sono decisi oggi più di ieri ad andare fino in fondo per senso del dovere e per amore della nostra Italia".

 
 
 

BORSELLINO: MENIA (FLI), EROE ITALIANO, ESEMPIO DA TRASMETTERE ALLE GIOVANI GENERAZIONI

Post n°866 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

AGENPARL) - Roma, 19 lug - “Venti anni fa, in via d'Amelio a Palermo, un criminale attentato mafioso assassinava Paolo Borsellino e i cinque uomini della sua scorta. Borsellino nel 1963 era diventato il più giovane magistrato d'Italia e, negli anni più bui della lotta contro la criminalità organizzata, lavorò con coraggio e passione interpretando la ribellione di buona parte della società e dell'economia siciliana, che si opponeva alle varie forme di potere mafioso”. Lo dichiara in una nota il Coordinatore nazionale di Futuro e Libertà, Roberto Menia. “Oggi, a 20 anni da quel tragico 19 luglio 1992, per non dimenticare il sacrificio di questo magnifico eroe italiano, - prosegue il Coordinatore Menia - è dovere di ogni buon italiano quello di trasmettere il suo esempio alle giovani generazioni. È di conforto constatare quanti passi avanti siano stati fatti nella lotta alla mafia sulla scia dell'azione di Borsellino e di Falcone, ma si deve essere consapevoli di quanto ancora resti da fare”. “Sopra ogni cosa – conclude Menia - si condividano i valori della legalità, del patriottismo repubblicano, della correttezza morale e del rispetto dei princìpi che sono alla base della nostra democrazia”.

 
 
 

BORSELLINO: CESA, NEL SUO RICORDO INTENSIFICARE LOTTA ALLA MAFIA

Post n°865 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

(AGENPARL) -  Roma, 19 lug - “Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta uccisi barbaramente venti anni fa rappresentano per gli italiani, e in particolare per le giovani generazioni, un esempio inestimabile di coraggio e integrità morale da seguire per costruire un Paese migliore”. Cosi il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, nel giorno in cui ricorrono vent’anni dall’attentato di via D’Amelio. 

“I passi da gigante fatti in questi anni nella lotta alla mafia – aggiunge Cesa - si devono a eroi come Paolo Borsellino, come Giovanni Falcone e come i tanti servitori dello Stato che hanno sacrificato la loro vita per affermare gli ideali di giustizia e legalità”. 

“Il modo migliore per onorarne il ricordo – conclude Cesa - è intensificare l’impegno nella lotta alla criminalità organizzata, dotarla di nuovi strumenti operativi, non lasciare mai soli i magistrati impegnati in prima linea cosi come gli imprenditori e i tanti cittadini italiani costretti a convivere sul territorio con l’arroganza delle mafie”.

 

 
 
 

MAFIA: LETTA (PD), DA DI PIETRO OPERAZIONE BIECA, INTOLLERABILE E INDECENTE

Post n°864 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

(AGENPARL) - Roma, 19 lug - “Mettere Napolitano contro Falcone e Borsellino è un’operazione bieca, intollerabile, indecente". Lo scrive il vicesegretario del Partito Democratico, Enrico Letta, in un articolo pubblicato oggi sull'Unità a proposito del ventennale della strage di via D'Amelio. "Fa male - dice Letta - che un anniversario così doloroso, e denso di implicazioni serie e drammatiche, venga ‘sporcato’ da una ridda di polemiche a tal punto strumentali. Ancora una volta Antonio Di Pietro, con una spregiudicatezza inusitata persino per lui e con le armi del populismo affinate dallo studio ossessivo della retorica grillina, si scaglia contro il Colle, accusandolo di mortificare le istituzioni della Repubblica e di boicottare l’accertamento della verità. Perché?". “La risposta - argomenta Letta - è una sola ed è purtroppo meschina e gravissima. Infamando deliberatamente Napolitano, Di Pietro mira a destabilizzare un quadro politico già di per sé assai frammentato e instabile. Mira a togliersi dall’angolo in cui è piombato. Mira a scuotere l'architrave del sistema che rende possibile la fase di responsabilità nazionale che fa riferimento al governo Monti”. “Di Pietro – aggiunge – pensa di avere una chance in più per contrastare Grillo sul terreno dell’indignazione anti-sistema, con l’obiettivo di sottrargli, in extremis, segmenti di elettorato. Ma è una rincorsa verso il nulla e, soprattutto, verso il fondo”. “Questa vicenda – conclude il vicesegretario del PD – costituisce un attacco alla stessa ragion d’essere del PD, inteso primariamente come partito al servizio dell’interesse generale del Paese. La nostra reazione continuerà ad essere all’altezza della sfida”.

 
 
 

BORSELLINO: ORLANDO (PD), EROE CIVILE, FARE PIENA LUCE SU STRAGE VIA D'AMELIO

Post n°863 pubblicato il 19 Luglio 2012 da laura561

AGENPARL) - Roma, 19 lug - “Nel ricordare Paolo Borsellino a venti anni dalla strage di via D’Amelio a Palermo, vogliamo evidenziare come le istituzioni e la politica dovrebbero assumersi la responsabilità di indagini inadeguate e di un'azione di depistaggio che hanno impedito di accertare la verità su tale assassinio, sul quale si dovrebbe ora fare piena luce. Vogliamo ricordare Borsellino e gli agenti della scorta senza retorica, come invece spesso accade, perché in questi anni egli è diventato un vero eroe civile. È necessario sconfiggere la mentalità e i valori che alimentano le mafie, come fanno le numerose realtà siciliane che hanno saputo reagire a tale stato di cose”. Lo ha detto Andrea Orlando, deputato del Pd commemorando Paolo Borsellino stamani nell’Aula di Montecitorio.