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Creato da stellaserenity il 19/03/2007

LA VOCE INTERIORE

In cammino verso la luce

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Con questa finestra invito tutte le persone che hanno voglia di conoscere il loro proprio mondo interiore  a meditare su alcuni argomenti che, secondo me, sono in grado di avvicinare anima, spirito e corpo creando un miglior equilibrio globale nell'individuo.

 

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Il fine della ricerca

Post n°296 pubblicato il 29 Maggio 2013 da stellaserenity

Nella ricerca interiore alcuni individui credono di trovare il miglioramento pratico, economico o fisico, applicando regole di cui vanno in cerca. In questo modo la ricerca si trasforma in una ricerca di strade da seguire, regole da applicare o messaggi in cui credere senza un vero trasporto. Ciò che avviene, invece, in chi si dedica alla propria anima non è sempre visibile esteriormente, poiché un cambiamento interiore richiede molto tempo, prima che abbia degli effetti sulla vita di tutti i giorni, un tempo che durerà tanto quanto impiegherà il cambiamento stesso a trasformare quell'individuo in un essere diverso da com'era prima. Nessuna modifica importante avviene repentinamente, ma sempre dopo dei processi interiori che passano da un inizio a un percorso e giungono a un termine.

Dunque, voler avere dei risultati e delle conferme nella propria ricerca è come dire di volersi vedere con il viso truccato senza dover usare i trucchi, i colori. Ogni risposta della nostra anima deve prima essere “incanalata” dal e nel nostro essere e, dunque, non potrà mai giungere in maniera improvvisa.

Capita spesso che ad avvicinarsi alla propria anima siano persone in difficoltà che cercano delle vie d'uscita il prima possibile. Alcune situazioni vanno evitate prima, vanno organizzate meglio, tutta la nostra vita può essere organizzata dalla nostra anima, siamo noi però a dover fare in modo che la nostra anima possa agire per noi e questo significa rinunciare alle nostre convinzioni più grezze, rivedere il valore che diamo ad alcune cose, ridimensionare la percezione del denaro, senza più giustificare qualsiasi cosa ne produca di più. Rivedere anche il nostro ego e imparare a riconoscerlo nei limiti che ci impone quotidianamente rendendoci a volte “orgogliosi”, “presuntuosi” e “insensibili” nei confronti di altri. Tutto ciò non appartiene realmente a noi, è di passaggio e seguirà il tempo della nostra vita terrena, poi non ci sarà più e ciò che resterà sarà difficile da afferrare se non ci siamo “organizzati” per farlo.

La semplicità aiuta sempre, per ritrovare se stessi è sufficiente smettere di essere chi non siamo e dare spazio a quella voce interiore che ci suggerisce sempre strade pacifiche e di ricongiunzione con il prossimo.

 

 
 
 

Lo sguardo sugli altri

Post n°295 pubblicato il 30 Aprile 2013 da stellaserenity

 

Le insicurezze degli altri appaiono chiare ai nostri occhi quando la nostra capacità di intuire gli altrui stati d'animo si fa sentire forte. E' una forma di sensibilità che ci rende più o meno consapevoli di cosa stiano affrontando gli altri. Liberarsi del proprio egocentrismo è molto utile per affinare questo tipo di sensibilità, è infatti molto comune ritenere che il nostro prossimo abbia le stesse insicurezze che abbiamo noi o gli stessi scrupoli o le stesse paure. Spesso il limite dell'ego non fa “percepire” stati d'animo e atteggiamenti diversi dai nostri e, riconducendo tutto al nostro personale modo d'essere, perdiamo il contatto con le realtà altrui, dando poca importanza agli altrui problemi e considerando le nostre problematiche le uniche veramente importanti. E' un discorso generico, ma può essere riportato alla propria esistenza in ogni situazione, in ogni rapporto di vita. La tendenza a disinteressarsi degli altri e dei loro bisogni porta all'esasperazione del proprio sé, della propria persona , come se per dare importanza a se stessi sia necessario non guardare gli altri. Chiunque dimentica di osservare benevolmente il prossimo, dimentica automaticamente di ascoltare la propria anima.

Non c'è altra via per ricongiungersi a se stessi se non quella di dare spazio al proprio mondo interiore, e “il proprio mondo interiore” si riconosce perchè è sempre ben propenso verso gli altri.

La pace e il benessere che cerchiamo possono realizzarsi solo mantenendo vivo il contatto con la propria anima. Solo l'unione con gli altri ci darà pace, tutto il resto sarà illusione.

 
 
 

Distinguere l'ego dal sè più profondo

Post n°294 pubblicato il 14 Aprile 2013 da stellaserenity

P { margin-bottom: 0.21cm; Nella ricerca spirituale ognuno dovrebbe distinguere il proprio ego da ciò che è la percezione della propria esistenza nel contesto universale. Per poter avere una percezione di vita più ampia, rispetto a quella limitata alla materia, è necessario trovare la capacità di riconoscere l'ego che influenza il proprio pensiero e le proprie volontà. Distinguere in noi stessi l'essere pensante dall'essere senziente non aiuta a ritrovare la strada verso la propria anima. L'esaltazione dell'intelletto, a discapito del sentimento, riduce gli esseri a incanalarsi in schemi e diventare prototipi di ciò che si vorrebbe essere. Al contempo, l'esaltazione del sentimento, e ritenere le emozioni l'unica strada giusta da seguire per ritrovare delle vibrazioni più profonde, porta l'essere in balia di “vibrazioni passeggere” che non hanno origine nella propria anima, ma provengono dai movimenti altrui e riuscire a captarle illude molti di avere una percezione più ampia del proprio sé. In realtà, in entrambi i casi si è in balia dell'ego che vuole schiacciare tutto ciò che non gli appartiene, riuscendo a trasformare tutto quello che vede in un risultato della propria grandezza. Riconoscere il proprio ego è un passo fondamentale per poter abbattere la barriera che ci separa dalla visione eterna della vita. Se pensiamo sempre al “nostro” punto di vista, al “nostro” ragionamento” e cerchiamo di convincerci di alcune verità è perché la ricerca di sicurezza ha preso il sopravvento e sta gestendo tutta la nostra esistenza. Sarà, dunque, abbandonando la ricerca di certezze e sicurezze che troveremo una strada più sincera. Non sono le verità a nascondersi a noi, bensì è la nostra voglia di imparare e di capire che allontana il senso reale del nostro vivere rendendoci limitati a ciò che ancora siamo. Ma l'esistenza regala sorprese ed è generosa con chi ha buona volontà e, dunque, nella ricerca spirituale si può sempre optare per la calma e la riflessione, sapendo che poi, in un momento successivo, una luce in più si accenderà in noi.

La fretta di voler capire e di poter gestire al meglio ogni situazione ci rende piccoli.

Sia la calma e la fiducia nelle proprie possibilità a fare da base alla propria ricerca spirituale, solo così l'ego verrà messo al suo posto e usato solo in piena consapevolezza, senza esser lui a muovere gli eventi.

 

 
 
 

Anima e materia

Post n°293 pubblicato il 24 Marzo 2013 da stellaserenity

<!-- @page { margin: 2cm } P { margin-bottom: 0.21cm } -->

Ricercare pace, armonia e serenità è interesse di chi crede di dover trovare queste “sensazioni” leggendo notizie rassicuranti o vivendo situazioni gioiose. In realtà bisognerebbe distinguere l'illusione della serenità, della gioia e dell'armonia dal vero stato d'essere in comunione con il resto del creato. La gioia che deriva da una situazione vincente, positiva e, ai nostri occhi, piacevole da vivere non proviene del tutto dalla dimensione “superiore”, bensì da quella della materialità, della dualità e a volte anche dell'oscurità. Chi trova l'armonia interiore non può che vivere serenamente e positivamente qualsiasi esperienza la vita gli proponga, anche quelle apparentemente brutte o difficili. Il ricercatore spirituale dovrebbe distinguere le sensazioni materiali e materialistiche dalle vibrazioni reali che l'esistenza genera e alimenta. Accanirsi sulle illusioni, sulle gioie della materia significa allontanare la propria anima dalla propria consapevolezza e vivere separatamente dalla parte migliore di noi stessi, perdendo così speranze ed entusiasmi, cadendo pure in stati depressivi o di insoddisfazione. L'insoddisfazione cammina di pari passo con la propria materialità. Essere attaccati alle conquiste materiali (successo, affermazione sugli altri, ricchezza ostentata, vanità culturale o di altro tipo) porta come risultato un cammino materialistico, dunque, ritenersi dei ricercatori spirituali e perseguire valori altamente demoniaci è sicuramente un controsenso.

Ciò non significa che non si debba vivere la materialità con gioia, sicuramente un buon risultato in qualsiasi campo è un segno che la vita invia a chi lo riceve, bisogna però saper riconoscere quei segni per ciò che sono: non lo scopo della propria esistenza, bensì degli strumenti di conoscenza. Restando presenti a se stessi si saprà anche riconoscere l'essenza di ciò che si vive, senza esaltarsi troppo per quello che in realtà non è altro che il risultato del proprio lavoro. Saper indirizzare le proprie energie verso “percezioni” che non cercano l'esaltazione dell'ego è il primo passo per un vero cammino spirituale.

Ognuno di noi è una creatura unica, perfetta e irripetibile, ma il non averne la consapevolezza fa degli esseri umani delle vittime di se stessi e del male che può uscir fuori dalla propria ignoranza.

 
 
 

Certezze e incertezze

Post n°292 pubblicato il 16 Marzo 2013 da stellaserenity

La convinzione di appartenere alla razza umana, e di essere soggetti a tutto ciò che questo implica, porta le situazioni della vita a evolversi nel modo che ognuno si aspetta si evolvano. Ciascuno crede di poter arrivare fino ad un certo punto e di avere un limite umano che non può essere superato, ma cosa accadrebbe all'umanità se gli esseri umani si accorgessero di appartenere non solo alla razza umana, ma anche a quella “aliena”? Cosa cambierebbe in noi se venissimo a sapere di essere originari non del pianeta Terra, ma di provenire da una vibrazione che raggiunge anche la Terra, come altri pianeti, ma che non è limitata alla materialità come noi crediamo di essere.

Ogni individuo, oltre ad essere uno corpo fisico, è un'essenza spirituale e tale essenza lo accomuna a tutte le forme di vita esistenti, non solo a quella umana . Il nostro essere è composto sì di materia ma non solo, a smuovere la nostra energia vitale c'è quel soffio divino che difficilmente la scienza riuscirà ad imprigionare e a imparare a manipolare a proprio piacimento. Ogni individuo custodisce in sé una forma di libertà che non ha nulla a che fare con la vita umana, e quando dico nulla intendo il nulla più assoluto. Noi crediamo di essere quello che abbiamo fatto, quello che abbiamo ottenuto, quello che la vita ci ha insegnato, ma la realtà è che il nostro “centro”, il nostro essere più profondo non si riconosce affatto con la nostra mente, o meglio, riconosce la mente nella sua totalità ma non come il fulcro dell'essere, bensì come un passaggio esistenziale da compiere prima di raggiungere la conoscenza del proprio essere. Il valore da dare dunque alla vita materiale è di sacralità, poiché incide in sé l'essenza più totale dell'essere, ma non bisognerebbe confondere ciò che siamo ora con ciò che siamo realmente. Il passaggio materiale è necessario per raggiungere altre mete, altri orizzonti, altrimenti verrebbe a mancare la consapevolezza dell'essere presenti qui ed ora. Imparare ad essere presenti qui ed ora è l'unico insegnamento che il nostro essere necessita, tutto ciò che avviene serve a scuotere in noi tale capacità di risvegliarsi a una esistenza reale. Viviamo ancora nell'illusione di esistere, ma non c'è la consapevolezza dell'esistenza, manca perché abbiamo messo il “pensiero” al centro di tutto, ci identifichiamo con i nostri pensieri perdendo così il contatto con la nostra anima.

Il discorso è sicuramente lungo e andrà ripreso, ciò che importa ora è riconoscere in se stessi la capacità di condividere queste parole per poi portarle alla mente e renderla meno egocentrica ed egoista. Solo un cammino fatto di altruismo sincero può portare verso la luce, tutto il resto è illusione.

 

 
 
 
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TIBET

Di ora in ora la situazione in Tibet si aggrava nonostante
la protesta dei monaci sia pacifica...

I lama chiedono di far girare questo messaggio
tra tutti i buddisti e i sostenitori
perché vengano recitati mille mantra

" OM MANI PEME HUNG " 
(pronuncia di Om Mani Padme Hum)



OM
purifica tutte le impressioni dannose sorte dall'orgoglio

MA
purifica tutte le impressioni dannose sorte
dall'invidia e dalla gelosia

NI
purifica tutte le impressioni dannose sorte dall'attaccamento e dal desiderio

PE
purifica tutte le impressioni dannose sorte dall'ignoranza

ME
purifica tutte le impressioni dannose sorte dall'avidità
e dall'avarizia

HUNG
purifica tutte le impressioni dannose sorte
dalla rabbia e dall'odio


GRAZIE a quanti vorranno diffondere e collaborare..

copiate e incollate nel vostro blog questo messaggio
con il video e la foto.. se volete..


Copiato da JON.L