Creato da scricciolo68lbr il 17/02/2007

Pensieri e parole...

Riflessioni, emozioni, musica, idee e sogni di un internauta alle prese con la vita... Porto con me sempre il mio quaderno degli appunti, mi fermo, scrivo, riprendo il cammino... verso la Luce

 

 

IL MORBO DI CROHN

Post n°1131 pubblicato il 23 Marzo 2019 da scricciolo68lbr

Il Crohn non può fermare la mia vita da reporterdi Claudia Zanella

 

Mi chiamo Claudia Zanella e ho 30 anni. I miei sogni sono fatti di carta. Quella profumata d’inchiostro dei quotidiani. Sono una giornalista professionista. Prima sono stata una studentessa, una neolaureata e una giovane donna iscritta al Master in Giornalismo a Milano. Con il morbo di Crohn.

Non so dirvi ancora in quale misura la scoperta di avere questa malattia abbia determinato il raggiungimento precoce dell’obiettivo che mi ero posta molti anni prima del suo arrivo. La malattia a volte purtroppo costringe alla resa, io ho caparbiamente preteso di scrivere il mio futuro proprio come l’avevo sempre immaginato. E forse sono sulla buona strada.

Sono malata, si, ma non completamente. La malattia non ha rosicchiato come un topolino nella dispensa anche il talento, il desiderio, l’energia di scrivere, raccontare e trasformare il mio sogno di carta in una realtà solida come il cemento: volare verso il Sudamerica e fare la reporter di guerra.

Purtroppo il precariato, quello dei collaboratori esterni ai quotidiani, rende questa faccenda, il mio futuro, un po’ più complicata. E qui la malattia non c’entra affatto. Scrivo per La Repubblica, e già mi sembra incredibile poterlo dire a voce alta.

Ogni giorno mi sveglio e vado a caccia. Di notizie. 

Ogni giorno passo ore interminabili al telefono, intervisto, compongo con passione. Senza un pezzo di carta, incredibile, che possa farmi poggiare un solo piede a terra.

Lo stress del precariato, sembrerà un’ovvietà dirlo, è davvero acerrimo nemico delle malattie autoimmuni, anche della mia. Mi espone costantemente al “rischio” di nuove infiammazioni, a volte sono costretta a rallentare il ritmo.

Tutto comincia dalla febbre, che non se ne va. Ci sono mesi meno buoni di altri, e anni come quello trascorso un po’ più difficili da superare. Ma si impara con il tempo a calcolare l’imprevisto, perché se non scrivi un giorno non vieni pagato, e questo per una giovane giornalista con tante speranze è il pane quotidiano. Perciò stringo i denti, quando so di avere pezzi importanti cerco di risparmiare sulla vita privata, centellinare le energie per lasciare al mio corpo le risorse necessarie.

Ho imparato a rinunciare ad alcuni piaceri della tavola, i fritti, i formaggi freschi, le verdure e gli alimenti piccanti. Gli strappi alla regola sono proprio inimmaginabili, si pagano dal primo all’ultimo.

Sono pure fortunata, perché il morbo di Crohn con me c’è andato abbastanza leggero. Assumo farmaci blandi, l’antibiotico Ciprofloxacina, faccio controlli periodici e mi aggrappo alla speranza che la situazione continui a non peggiorare.

Sono fortunata anche perché i miei colleghi e le persone per le quali lavoro non hanno mai considerato la mia malattia una condizione penalizzante per questa professione. Alcuni non sanno bene cosa sia Crohn. Proprio come me, prima di incontrarlo.

Con l’“alieno” ci convivo dal 2010. La nostra è una lunga amicizia. All’inizio nessuno sapeva dirmi che malattia avessi, non è così facile neppure per i medici “beccare” subito il colpevole.

Febbre e sangue nelle feci possono voler dire un sacco di cose.

All’inizio mi avevano diagnosticato la rettocolite ulcerosa (spesso le due patologie vengono confuse) e soltanto alcuni mesi dopo gli specialisti hanno trovato il vero responsabile dei miei problemi. Purtroppo non la soluzione.

Si sa, i pazienti con malattie autoimmuni non possono guarire del tutto. Possono soltanto confidare nel progresso della medicina, magari per migliorare parzialmente la vita di tutti i giorni.

Si sa, anche i giornalisti veri non possono guarire. Devono scrivere, per essere felici, e migliorare un po’ le condizioni di vita altrui.

Chissà, forse un giorno volerò davvero in Sudamerica, forse qualcuno sceglierà la mia voce e la mia penna. 

Se me lo chiedessero oggi, partirei subito. Quella valigia è pronta da molto tempo e dentro ci sta pure il morbo di Crohn. 

A volte la malattia ti aiuta a scegliere più in fretta e con più coraggio, ti scarica addosso la forza di un temporale. Con i lampi che fanno luce nella totale oscurità. Sono determinata a farcela, anche per quelli che del morbo di Crohn conoscono soltanto la forza brutale e devastante.  Dovrò fare i conti con la paura di andare dove non potrei disporre di cure adeguate, e dove il cibo, in particolare alcuni ingredienti, potrebbero nuocere alla mia salute. Ma chiedetemelo pure ora. Parto.

(testimonianza raccolta da Maria Santoro)

 

Data ultimo aggiornamento: 12 ottobre 2017

 
 
 

La bestemmia: peccato o virtù?

Post n°1130 pubblicato il 17 Febbraio 2019 da scricciolo68lbr

Vi siete domandati che significato ha la bestemmia? Prendendo in mano un vocabolario, vediamo che la bestemmia è alla lettera una imprecazione, un'ingiuria o un epiteto offensivo riferito a una divinità e che appartiene alla sfera del turpiloquio. Così sottoposta ad un primo giudizio sommario e razionale, verrebbe da pensare immediatamente ad accendere dopo che magari ci è scappata... ad un bel senso di colpa e correre il prima possibile al confessionale per lavare l’anima dal peccato! Eppure c’e chi l’ha analizzata dal punto di vista psicologico, con tanto di studio dedicato arrivando alla conclusione che non si tratta del delirio florido di uno psicotico, ma invece è, come risultato da uno studio della Keele University’s School of Psychology (Gran Bretagna), una pratica magari priva di grande stile, secondo cui le persone che imprecano riescono a tollerare il dolore fisico più a lungo rispetto a quelli che non dicono parolacce, in risposta ad un forte trauma o ad una disavventura. Nell’immaginario collettivo si è soliti pensare che chi pronuncia imprecazioni, dopo aver rotto un oggetto o essersi causato un danno fisico, abbia poca tolleranza alla sopportazione del dolore, che sia in genere una persona poco tollerante e poco paziente. Invece questo studio dimostra esattamente il contrario: un gruppo di volontari si è sottoposto a una serie di curiosi esperimenti. I ricercatori hanno fatto loro immergere le mani in una vaschetta con acqua gelata: in una prima fase ognuno era libero di sfogarsi con parolacce e imprecazioni a piacere, in una seconda fase, invece, le esclamazioni di dolore andavano controllate utilizzando solo parole neutre, accuratamente selezionate. 

I risultati indicano che il pronunciare le parolacce aiutava a sopportare per 2 minuti il dolore provocato dall’acqua ghiacciata. Senza bestemmiare, invece, si resisteva solo per 1 minuto e 15 secondi. I’esito è stato sorprendente! Il motivo che scatena l’effetto antidolorifico della parolaccia non è, comunque, ancora del tutto chiaro ai ricercatori. 

Una delle ipotesi più accreditate è che si tratti di una sorta di riflesso psicologico “fight or flight”: gli improperi rappresentano una risposta che permette di aumentare il battito cardiaco e di sopportare più a lungo il dolore fisico. E’ possibile che inneschino reazioni fisiche oltre che emotive, che aiutano a sopportare il dolore. 

Tutto questo potrebbe spiegare perché dire parolacce e imprecazioni è una pratica universalmente diffusa e vecchia di secoli e secoli. Probabilmente, le reazioni ‘aggressive’ portano il soggetto a scaricare parte della tensione emotiva e psicologica, così come espediente per scaricare anche il dolore provato. Quindi, imprecare in reazione al dolore per i motivi esposti è diventata una pratica comune anche tra le persone più educate. Per concludere, se ci capitasse di sentire una persona imprecare non ci dovremmo indignare, né come uomini né come credenti, nel caso lo fossimo, ma dovremmo pensare che quel’individuo lo sta facendo perché sta soffrendo e sta male. Allora, utilizza quella parolaccia quella imprecazione per aumentare la propria resistenza e reagire con fermezza...

Se volessimo sdrammatizzare ulteriormente potremmo dire: “Una imprecazione al giorno, toglie il dolore di torno!”.

 

BIBLIOGRAFIA:

 
 
 

IL COLESTEROLO: FALSI MITI E TABÙ.

Post n°1129 pubblicato il 04 Dicembre 2018 da scricciolo68lbr

Scopri dalle tue analisi del sangue che il livello del colesterolo è a 300. Ti viene il panico mentre ascolti le istruzioni del tuo medico riguardo la necessità di abbassare immediatamente il livello dell’LDL, il colesterolo “cattivo”! Medicine? Esiti, perché hai sentito parlare degli effetti negativi delle statine sulla salute, ad esempio sul cuore, sul fegato, poi della perdita di memoria... forse dovresti evitare di mangiare le uova ed i grassi saturi, poi forse andrà meglio….? Magari pensi di dover prendere anche degli integratori che abbassino il colesterolo. 

 

La realtà è che questa convinzione deve FINIRE ! Dopo tutto, si tratta della TUA SALUTE. Al centro della questione non ci deve essere né il tuo medico, nè l’industria alimentare nè le aziende farmaceutiche. I dati scientifici riguardo al colesterolo testimoniano una storia diversa da quella che hai probabilmente sentito dal tuo medico. Ecco ciò che è più importante sapere quando hai il livello di colesterolo alto: “La questione è: perché il sangue di alcune persone contiene più colesterolo rispetto al sangue di altre persone e perché i livelli di colesterolo delle prime variano più volte durante la giornata? Perché i livelli cambiano secondo le stagioni? Perché in inverno i livelli salgono ed in estate scendono? Perché il livello del colesterolo sale a dismisura nei pazienti appena dopo un’operazione chirurgica? Perché il livello di colesterolo sale quando è in atto un infezione? Perché sale dopo un trattamento dentale? Perché sale quando siamo sotto stress? Perché si normalizza quando siamo rilassati e ci sentiamo bene? 
La risposta a tutte le domande è la seguente: Il colesterolo è un agente curativo prodotto dal corpo.” (Natasha Campbell–McBride)
Il legame tra colesterolo e infiammazione.
Il corpo produce più colesterolo di riflesso quando insorge una infiammazione. Quindi il problema non è il colesterolo: è invece la soluzione che sta usando il corpo per cercare di guarirsi. Il vero pericolo è l’infiammazione delle pareti delle arterie e se questo viene ignorato, crea gonfiore che potrebbe ostacolare il flusso del sangue verso il cuore o verso il cervello, cosa che puo’ causare un attacco cardiaco o un’ictus.
Quali sono le fonti di infiammazione nel corpo?
Quando nel corpo c’è un livello alto di ossidazione, contemporaneamente si avvia, nei tessuti, l’attività dei radicali liberi. Il colesterolo LDL si ossida nel corpo per via del consumo di grassi artificiali, oli parzialmente idrogenati, oli vegetali, cibi geneticamente modificati, una dieta con molti zuccheri raffinati , alcool e tabacco. Il colesterolo dannoso si trova nelle uova polverizzate, latte polverizzato (aggiunto al latte scremato per creare densità) e nelle carni e grassi cotti ad alte temperature attraverso friggitura o altri procedimenti ad alta temperatura. Livelli elevati di colesterolo LDL possono essere anche causati da tossicità da metalli pesanti, da tossicità o stress epatico, ipotiroidismo e malfunzionamento dei reni.
Colesterolo “cattivo” e “buono”? Non esistono!
La LDL (low density lipo-protein, lipo-proteina a bassa densità) è il “portatore” del colesterolo e lo distribuisce nelle varie parti del corpo, secondo la necessità.
HDL (high density lipo protein, lipo proteina ad alta densità) riporta il colesterolo al fegato. 
LDL ed HDL non possono essere descritti come “buono” o “cattivo” poiché entrambi sono semplicemente colesterolo.
Comunque, non appena le aziende farmaceutiche si resero conto che potevano produrre con facilità una medicina per abbassare il colesterolo e con ciò, trarne dei profitti enormi, hanno semplicemente comprato e pagato per avere le prove delle loro teorie. Ecco come è nato l’inganno riguardo il colesterolo “buono” e “cattivo” e perché da anni questa menzogna è continuamente alimentata, attraverso i programmi di marketing. 
I livelli bassi di colesterolo HDL riflettono uno stile di vita sedentaria. I medici ed altri che promuovono la disinformazione circa la necessità di aumentare i livelli di HDL, omettono di far sapere che gli HDL più alti di 75, sono, di fatto, correlati a dei processi di autoimmunità. Questa possibilità è ancora più evidente se i livelli dei trigliceridi sono bassi (meno di 40). Il consumo in eccesso di alcool, droghe, la presenza di ipotiroidismo e la produzione in eccesso di estrogeni può causare un incremento dei livelli di HDL. 
I livelli del Colesterolo ed il loro significato.
Il colesterolo con molto siero non offre indicazione su quanto colesterolo è contenuto nei tessuti. Quando le persone cominciano a guarire e a correggere i loro squilibri metabolici, il livello di colesterolo nel sangue può salire, perché sta lascando i tessuti. Non basta considerare soltanto i livelli alti e bassi di LDL e di HDL. Tra i valori da controllare nelle analisi del sangue c’è anche la Proteina C Reattiva -PCR- (la proteina trovata nel sangue, i cui livelli aumentano in risposta all’infiammazione) e la dimensione delle particelle del colesterolo LDL
Che cosa ci dice la dimensione della particella del colesterolo LDL ? Una particella LDL sana è grande e soffice e di conseguenza fluisce nel sistema naturalmente senza creare dei problemi. Quando, invece, la dimensione della particella è piccola e densa, non fluisce con facilità e ha la tendenza ad incastrarsi nelle piccole fessure delle arterie, dove fluisce la nutrizione. Quando ciò accade, come qualsiasi cosa che ristagna, crea infiammazione e l’inizio dell’arteriosclerosi. 
Le diverse biochimiche, i diversi metabolismi, i diversi livelli di colesterolo.
“La bufala” del colesterolo, iniziata dalle aziende farmaceutiche, ha instillato l’idea che con un livello totale di colesterolo di 200mg/dl bisogna “agire” immediatamente, sia per via farmacologica e/o con una dieta senza grassi saturi nè cibi ricchi di colesterolo.
Non solo un valore totale di 200 mg/dl di colesterolo non è necessariamente alto, ma per molti è un livello normale e molto importante! I tipi che producono una proteina come definita dal Healthexcel System of Metabolic Typing, spesso hanno dei livelli più alti del 200 e sono in ottima salute. Queste categorie di persone necessitano una dieta contenente una maggiore percentuale di grassi saturi e cibi che contengono colesterolo.
Breve riassunto delle funzioni vitali del colesterolo nel corpo.
Non dimentichiamo di quanto vitale è il colesterolo, pensato per esistere nel nostro corpo e NON per arrecarci danno, piuttosto per esercitare un’ampia gamma di funzioni, senza le quali non potremmo sopravvivere. Nel seguito alcune di questi funzioni:
Ogni singola cellula nel corpo è composta da colesterolo;
Il Colesterolo aumenta l’integrità della membrana della cellula; fornisce alle nostre cellule la necessaria robustezza e stabilità; Ogni ormone steroideo è composto da colesterolo;
La capacità del corpo di sintetizzare la vitamina D, dipende dal colesterolo
Il Colesterolo è un antiossidante ed uno spazzino dei radicali liberi;
I sali biliari sono composti da colesterolo. La bile è vitale per la digestione oltre che per l’assimilazione dei grassi e per l’assorbimento della vitamina D;
Il sistema immunitario necessità del colesterolo per riparare le cellule danneggiate (come nei casi del post-intervento oppure di danno cellulare dovuto ai cibi tossici ed a sostanze chimiche); Il colesterolo sostiene la memoria;
Nota bene: Si è scoperto che il colesterolo è uno dei fattori più importante nella formazione della sinapsi, la base del nostro apprendimento e memoria. Il Cervello contiene il 25% del Colesterolo presente nel corpo.
Nota bene: 
Il Colesterolo si trova in abbondanza nei tessuti del cervello e del sistema nervoso. Un quinto del peso della mielina, sostanza che riveste gli assoni dei neuroni per sostenere la conduzione degli impulsi elettrici che si traducono in movimento , sensazione, pensiero, apprendimento e ricordi, è colesterolo.
Pertanto, il mio consiglio a tutti è di informarsi su cio’ che è veramente il colesterolo, prima di decidere per una cura farmacologica e evitare dei grassi saturi e cibi ricchi in colesterolo. Nessuna di queste vie è la soluzione. E’ come uccidere il messaggero (il colesterolo) perché vi porta cattive notizie. 
Il Colesterolo è una sostanza che promuove la salute. E’ un componente vitale delle membrane cellulari, il precursore di tutti gli ormoni steroidei, un precursore alla Vitamina D ed il fattore limitante, necessario alle cellule del cervello per fare connessioni tra loro, ovvero le sinapsi, cosa che rende il colesterolo essenziale per l’apprendimento e per la memoria.
Alcuni dei cibi più nutrienti come il tuorlo d’uovo ed il fegato, sono anche i piu’ ricchi di colesterolo. Le campagne pubblicitarie contro i grassi, contro il colesterolo, demonizzano da decenni questi cibi, senza che ci siano prove sul fatto che causino malattie. 
Al contrario, essi promuovano salute.
Disclaimer: 
Per quanto riguarda il colesterolo, siamo d’accordo con la piu’ parte di questa ricerca. Questa newsletter (da cui deriva l’articolo ndr) è stata scritta con lo scopo di educare le persone sulla importanza del colesterolo e sul fatto che esso non combatte contro il corpo, ma è creato nel fegato per sostenere il corpo in molti modi
I Fatti che I Medici non Raccontano sul Colesterolo-scritto da Raluca Schachter
traduzione Marylin Thomas
Fonti: 
Campbell-McBride, Natasha, MD. Cholesterol: Friend Or Foe? 
Lundell, Dwight, MD. The Cholesterol Lie Exposed 
McEvoy, Michael. Cholesterol Is Powerfully Anti-Inflammatory & Prevents Free Radical Activity 
McEvoy, Michael. ‘Good’ & ‘Bad’ Cholesterol: No Such Thing 
Schaff, Rick. An Open Letter on the Essentials of Understanding Cholesterol, Saturated Fats & Heart Disease 
Taubes, Gary. The Soft Science of Dietary Fat 
http://www.cholesterol-and-health.com/Memory-And-Cholesterol.html 
http://www.cholesterol-and-health.com/cholesterol-and-health.html 

 

 
 
 

LA SOMATIZZAZIONE.

Post n°1128 pubblicato il 15 Novembre 2018 da scricciolo68lbr

Il nostro corpo somatizza nella sua materia tutto quello che lo spirito subisce.

Il nostro corpo somatizza nella sua materia quello che lo spirito subisce, quello che il nostro inconscio tace, lo urlano le nostre malattie, dolori e malesseri.
La malattia è un conflitto tra la personalità e l’anima.
Quando ti manca calore affettivo, basta una minima frescata di vento freddo e subito prendi un raffreddore. Il raffreddore “cola” quando il corpo non piange. Forti mali di schiena (ovvio non causati da un peso caricato male) ti dicono che stai subendo un dolore, porti con te un peso un trauma una tristezza immensa; il mal di gola “tampona” ti assale sicuramente quando hai tanti dolori da sfogare ed afflizioni da dire e non hai con chi confidarti. Quando una persona non la sopporti, non la digerisci e la devi sopportare ti viene acidità allo stomaco, le coliche spesso sono rabbie accumulate che non riesci a sfogare.

Il diabete “invade” quando la solitudine ti attanaglia. Il cancro ti divora come l’odio che corrode l’amore mancato. Il corpo ingrassa quando sei insoddisfatto o dimagrisci quando ti senti logorato. Dubbi preoccupazioni ansietà ti portano via il sonno e soffri di insonnia. Se non trovi un senso alla tua vita la pressione del cuore rallenta o accelera quindi ipotensioni e pressioni alte al cuore sono sbalzi che ti condizionano l’umore e le forze. Il nervosismo aumenta i respiri, come se ti mancasse l’aria, donde dolori al petto ed emicranie (molti fumatori prendono aria extra dal fumo fatidico ed effimero che li rilassa in maniera compensatoria ma illusoria) La pressione “sale” quando la paura imprigiona.

Quando ti senti sopraffatto di un problema che sei ai limiti, allora la febbre ti assale, le frontiere dell’immunità sono all’erta. Le ginocchia “dolgono” quando il tuo orgoglio non si piega. le artrosi vengono quando la tua mente non si apre, sei troppo rigido e i muscoli ti si contraggono. I crampi indicano che stai subendo una situazione ai limiti della sopportazione. La stitichezza ti indica che hai residui nel tuo inconscio, hai segreti che ti otturano (quanta merda ci teniamo dentro che non è utile) e non trovi chi ti comprenda senza giudicarti. la diarrea è un atto di difesa dell’organismo che vuole eliminare ciò che percepisce come dannoso (come il vomito) vale per i virus ma anche per le situazioni, i sentimenti… forse chi ha diarrea non riesce a trattenere o assimilare.

La malattia non è di per se stessa cattiva, TI AVVISA che stai sbagliando cammino. Ascolta il tuo corpo ed impara a guarire con il tuo spirito, non c’è altra medicina che la tua stessa natura non possa darti. E’ ovvio che non generalizziamo, non è un catalogo farmacologico ma una linea guida… chi una preoccupazione la somatizza nella testa (emicrania) chi nello stomaco (indigestione).

E i bambini?
Pur se innocenti sono come delle spugne emotive e recepiscono ogni energia negativa di chi sta loro accanto, non per caso i bambini più sani sono quelli che crescono in famiglie unite ed amorose, che sin dai primi anni insegnano ai bambini a coltivare la propria AUTOSTIMA. L’amore è vita, dunque qualsiasi mancanza d’amore produce in noi morte: psichica, mentale, emotiva e alla fine anche fisica.
 
 
 

È nell’intestino l’origine dì tutte le malattie.

Post n°1127 pubblicato il 10 Novembre 2018 da scricciolo68lbr
 

Tutte le malattie hanno origine nell’intestino(Ippocrate-460-370 a.C.).

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, l’Intestino Tenue è l’organo (viscere) che si occupa di separare il Puro dall’Impuro e scegliere. Si occupa di proteggere il self. Questo suo compito non si limita solo a livello del corpo, ma anche della mente: l’intestino influenza la nostra capacità di prendere decisioni (anche se è poi la Vescicola Biliare a decidere), di vedere con chiarezza, fornendoci gli elementi per valutare le situazioni nella vita, prima di prendere le nostre decisioni (Vescicola Biliare) e agire (Fegato).

Dal nostro intestino dipende quindi la nostra salute. Ma anche la nostra Felicità! Intestino e stomaco producono il 99% della serotonina, l’ormone del buon umore.

Se l’intestino è in squilibrio, perderemo la nostra chiarezza mentale e la nostra capacità di valutare, a livello sia psichico sia fisico. L’intestino in tal caso perderà la capacità di scegliere, lasciando passare tutto: batteri, microbi, cibo non digerito…

E’ questo il caso della Sindrome del”Intestino Permeabile.

Sintomi possono essere gonfiore addominale, meteorismo, irregolarità intestinale (con alternanza di stipsi e diarrea o feci mal formate), dolori al basso ventre,  stanchezza generale. 

Si tratta di uno stato infiammatorio che può dare origine a molti disturbi, anche gravi. Problemi di artrite, infezioni micotiche, allergie, ma anche stati emotivi quali ansia, possono derivare da un intestino non in salute.

malattie-autoimmuni1

Le malattie autoimmuni sono correlate a questa condizione: infatti, il passaggio del non self oltre la barriera, può scatenare una risposta immunologica. “Molte proteine strutturali dei nostri tessuti presentano somiglianze con proteine esterne derivate da alimenti, cosicché può avvenire con facilità che il nostro corpo, nel tentativo di difendersi da queste sostanze percepite come estranee, attacchi i propri tessuti. Ad esempio, è stato rilevato che l’albumina presente nel latte bovino presenta importanti affinità strutturali con quella che costituisce il collagene delle articolazioni. Quando questa reazione si manifesta a carico delle articolazioni avremo un problema di ARTRITE REUMATOIDE, mentre a carico dei vasi sanguigni può determinarsi una vasculite. MORBO DI CROHN, TIROIDITI, glomerulonefriti, e molti altri gravi quadri patologici, inclusi la SCLEROSI MULTIPLA ed alcuni tipi di DIABETE, sono oggi attribuiti a processi autoimmunitari di questo tipo” (Il Grande Libro dell’Ecodieta di Carlo Guglielmo).

Quali sono le cause?

Le cause sono molteplici: l’assunzione di antibiotici e cortisonici, lo stress, un’alimentazione scorretta, con alimenti trattati, manipolati,  una dieta molto squilibrata con  pesanti carenze nutrizionali oppure  con un eccessivo contenuto di proteine (specialmente animali e grassi saturi).

Succede dunque che, a seguito di infezioni, infiammazioni oppure alterazioni della flora batterica, l’intestino perde la sua selettività e nel sangue passa di tutto, anche sostanze tossiche oppure proteine (non completamente demolite in aminoacidi), che passano nel sangue intere, scatenando reazioni immunitarie nei loro confronti.  Il passaggio di proteine è probabilmente il problema più grave, una delle cause dell’incremento di incidenza di casi di allergie e di malattie autoimmuni (si veda figura).

Insomma, il nostro intestino diventa un colabrodo. E’ chiaramente una condizione molto Yin, con uno stato di infiammazione cronico.

Rimedi

La soluzione ad un problema, come al solito, consiste nell’eliminare la causa. Quindi, si dovranno eliminare

  • le sostanze più Yin, come zucchero, bevande zuccherate, alcol, prodotti chimici, frutta tropicale. 
  • alimenti con caseina (latte e derivati, compreso lo yogurt che è molto yin!) e glutine (almeno all’inizio. successivamente, a meno di celiachia, potrà essere introdotto un glutine esclusivamente da grani antichi).

Seguire una dieta anti-infiammatoria, aiutandosi con alimenti quali miso e verdure fermentate, cibi ricchi di omega-3 (acidi grassi essenziali per la crescita e la guarigione dei tessuti), come noci, olio di lino, portulaca, pesce. Nel caso di pesce preferire il pesce azzurro, di taglia piccola, che, contiene selenio (una delle proprietà del selenio è quella di contrastare il mercurio, legandolo in un composto inattivo. Inoltre il selenio è un potente antiossidante che contribuisce a diminuire i danni recati dal mercurio al sistema nervoso).

Aiutiamoci a ripulirci dalle tossine, utilizzando alimenti chelanti, come ad esempio le alghe.

 



Articolo riprodotto estratto da “Il Cibo della Salute” di Silvia Petruzzelli.

 
 
 

IL NOSTRO CERVELLO SI NUTRE DI CIÒ CHE GLI DIAMO!

Post n°1126 pubblicato il 08 Novembre 2018 da scricciolo68lbr

Come la lamentela riprogramma il cervello verso ansia e depressione

lamentela neuroni

Ogni volta che poni l’attenzione su ciò che c’è di positivo, di lodevole e benefico in ogni circostanza o situazione stai cambiando il tuo cervello per il meglio. Il Dott. Donald Hebb, neuropsicologo che sta trasformando la psicologia e la neurobiologia con le sue teorie, afferma che le cellule del cervello sviluppano delle strette relazioni tra di loro a seconda di ciò su cui abitualmente poniamo l’attenzione.

Sono abbastanza sicuro che tutti noi conosciamo persone che sono costantemente negative. Hanno sempre qualcosa di cui lamentarsi, vedono sempre il bicchiere mezzo vuoto e raramente godono di qualcosa senza trovare qualche cosa che non vada. Probabilmente tu sei una di queste persone e sebbene possa trovare tutte le ragioni del mondo per continuare ad essere negativo e vittima della vita, ora puoi scoprire cosa accade nel tuo cervello quando questa abitudine che parte in automatico prende possesso della tua mente.

Le tv e i giornali sono basati sulla lamentela e su cosa non va nel mondo, sebbene ci siano tantissime belle storie positive da raccontare, niente diventa virale come una bella tragedia, omicidio o furbata dei politici. Continuare ad indugiare in tutta questa negatività drena la tua energia e quella delle persone che hai attorno quando ti lamenti.

Tipi di persone che “succhiano” la tua energia

Ora, credo che nessuno di noi sia innocente in fatto di negatività, di tanto in tanto anche i più consapevoli si lamentano senza nemmeno rendersi conto che lo stanno facendo. E ‘praticamente una parte della nostra cultura di oggi. La Dr.ssa Robin Kowalski, professoressa di psicologia alla Clemson University spiega che tutti si lamentano, ad un certo punto, almeno un po’.

Ci sono alcune varietà quando si tratta di lamentela. Sono sicuro che si può attaccare un volto ad ognuno di questi tipi.

  • Lagnosa. Si tratta di una persona che dopo averti chiesto “come stai” comincia a raccontarti il suo monologo su tutto ciò che di negativo le è accaduto, di come gli altri si sono comportati male con lei. La persona lagnosa non vuole sentire le soluzioni, non importa quanto utili possano essere, non concepisce che le cose possano essere diversamente e si arrabbia se insisti a proporle delle soluzioni.
  • Cercano di essere simpatici. Quelli che vogliono sempre l’attenzione tutta per loro, si sentono delle vittime perché affermano che tutto gli è andato male nella vita e quindi vedono che gli altri hanno sempre di più e di meglio. Con il loro vittimismo cercano di attirare la tua complicità nel riconoscerle come vittime e bisognosi (che sia di beni materiali, o di attenzione, o di affetto o riconoscimento).
  • Lamentosi cronici. Sono coloro che vivono in uno stato di denuncia continuo che i ricercatori chiamano “ruminare”. Ciò significa che pensano sempre a qualche problema nuovo.

Tutti questi comportamenti li troviamo nei disturbi della depressione, ansia ed ossessione. Ed è stato osservato che indugiare in questi tipi di lamentela aumenta notevolmente la possibilità di sviluppare dei disturbi psicologici gravi.

Molte persone basano tutta la loro identità su un tipo di lamentela. E’ una vita davvero triste e rende pesante anche la vita di tutte le persone che per qualche ragione sono costrette a stargli attorno: colleghi di lavoro, familiari, ecc. E’ famoso l’esempio di Roy Martina che quando la mamma lo chiamava al telefono periodicamente, lei raccontava per ore tutte le sue lamentele su come i familiari si erano comportati, qualche disgrazia che era successa, ecc. Un giorno Roy Martina le ha detto: “Mamma adesso basta. Richiamami quando hai qualcosa di bello da darmi. Ciao“.

 
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La negatività ricabla il tuo cervello

È stato scientificamente provato che le onde elettromagnetiche cerebrali caratteristiche della lamentela spengono letteralmente i neuroni dell’ippocampo che sono associati alla risoluzione dei problemi. Insomma chi si lamenta non cerca soluzioni ma vuole rimanere nella negatività. Inoltre essere esposti per più di trenta minuti a negatività e chiacchiere superflue provoca danni effettivi a livello cerebrale, sia che provengano da persone in carne o dalla televisione

Il Dott. Donald Hebb spiega che i neuroni si connettono tra loro nel nostro cervello come conseguenza di particolari esperienze di vita. Per esempio, ogni volta che abbiamo un pensiero o un sentimento o sensazione fisica rispetto ad una situazioni, migliaia di neuroni vengono attivati e tutti si riuniscono per formare una rete neurale rispetto a quella situazione. Il cervello impara a far scattare gli stessi neuroni con il pensiero ripetitivo.

Quindi se stiamo pensando ai benefici e i lati positivi di una certa situazione, i neuroni della zona della ricompensa del cervello si attivano e si connettono per aiutarti ad imparare e ricordare quella particolare situazione. Se vivrai una situazione simile in futuro, gli stessi neuroni “positivi” si attiveranno facendoti trarre il meglio da quella esperienza.

Viceversa quando pensiamo negativamente rispetto alle varie situazioni, non troveremo mai nulla di positivo neanche tra quelle che si ripresenteranno in futuro perché crederemo che sia qualche “imbroglio” o qualche ostacolo inaccettabile da farti rifiutare la positività che ha da offrirti. Questo accade spesso nelle relazioni intime con i nuovi partner o anche quando si cambia lavoro. I neuroni della zona dell’evitare il pericolo del cervello si attivano e ti fanno vivere tutto come una minaccia.

In sostanza, se si mantiene la mente concentrata sulla critica, preoccupazione e la vittimizzazione, la nostra mente sarà portata più facilmente ad avere quegli stessi pensieri nelle situazioni future. I nostri modelli di pensiero cablano il nostro cervello a reagire positivamente o negativamente alle situazioni che si presentano. La sua affermazione famosa è che “I neuroni che si attivano insieme si connettono tra loro“.

Quattro trucchi per evitare la negatività
  1. Siate grati: anche per la più piccola delle cose.
  2. Diventa consapevole: riconosci da solo quando cadi nella lamentela. Ti renderai conto che questo meccanismo automatico è totalmente inutile e ti rovina la giornata. Congratulati con te stesso/a per essere diventato consapevole!
  3. Crea nuovi percorsi neuronali: Siamo in grado di creare nuove abitudini automatiche positive. Cerca di fare esperienze che ti rendono felice, prenditi del tempo per le tue passioni. Passa del tempo, anche un paio di minuti al giorno, a ricordare degli eventi positivi che sono accaduti nella tua vita. Ti sorprenderai che praticando questo punto comincerai a ricordati di esperienze che avevi rimosso.
  4. Lascia andare: per il tuo bene, per accrescere la felicità e la gioia, lascia andare ciò che non ti è utile ed invece dannoso, e coltiva quindi ciò che per te è piacevole.

 
 
 

ODIO E RANCORE... EFFETTI DEVASTANTI E NEGATIVITÀ.

Post n°1125 pubblicato il 04 Novembre 2018 da scricciolo68lbr

Sappiamo bene quanto odio e rancore siano due sentimenti negativi, che inquinano le nostre energie, oltre che farci stare male fisicamente. Acciecano la nostra vista e ci fanno perdere occasioni di godere del dono della vita, spesso senza che ce ne rendiamo conto. Eppure in certi frangenti, in determinate circostanze non possiamo fare e ameno di odiare una determinata situazione, una certa persona, una situazione dalla quale ci riesce difficile uscire. Molte volte esistono ragioni oggettive e verificabili, un motivo fondato per odiare una persona, una circostanza, in un modo o nell’altro. Una persona può ad esempio averci trattato in malo modo oppure ci sentiamo abbandonati o peggio ingannati e questo ha suscita in noi un forte sentimento negativo.

È curioso pensare che il nostro risentimento faccia stare male l’altro. Non ci rendiamo conto che stiamo danneggiando solo noi stessi.

L’amarezza e l’odio sono due sentimenti molto profondi che quando sono molto radicati finiscono per danneggiare la nostra mente e anche l’organismo. Perché tutti i sentimenti negativi che proviamo, soprattutto se nutriti per lungo tempo, terminano per ritorcersi contro di noi causandoci molta sofferenza, malattie in alcuni casi.
L’odio e il rancore, in definitiva, sono un profondo risentimento verso qualcosa, qualcuno e si
basano nella necessità di dire qualcosa che non si è mai stati in grado di esprimere (o almeno non con l’intensità con cui si sarebbe voluto). La persona, in un certo senso, è delusa e comincia a generare nella sua mente una serie di idee negative verso la persona oggetto del suo odio. Nel corso del tempo, queste idee diventano sempre più intense e possono causare numerosi problemi, dall’ansia alle malattie psicosomatiche (in realtà, ci sono anche scuole di pensiero che sostengono che l’odio profondo è una delle cause del cancro, ma questo non è ancora è stato dimostrato scientificamente).
In un modo o nell’altro, la verità è che passare attraverso una vita piena di odio
e di risentimento è come portare continuamente un pesante fardello sulle nostre
spalle. Quindi, oltre ai sentimenti negativi, ci si nega anche la possibilità
di essere felici. In breve, comunque la si veda, questi sentimenti non generano
nulla di positivo. Quindi è meglio lavorarci sopra attentamente per rimuoverli
una volta per tutte. 
Cosa fare allora?
Una delle molte soluzioni è parlare con la persona che ci ha offeso e dirgli come ti siamo sentiti. Nel caso in cui questo non si possa fare, ho letto di una tecnica chiamata della sedia vuota. In pratica, ci mettiamo di fronte a una sedia e immaginate che ci sia la persona oggetto del vostro risentimento. Possiamo così dirgli/le quello che pensiamo. Chi l’ha adoperata, ho letto diverse testimonianze, assicur che questa è una tecnica
ad altissimo potere catartico, che ci farà sentire molto meglio quando avrmo finito.
La seconda soluzione è quella di accettarel’imperfezione: questa l’ho letta poco tempo fa in un libro che sto ultimando di leggere. Tanto gli individui come le organizzazioni di ogni genere sono imperfetti, e non sempre sono in grado di soddisfare tutte le nostre esigenze e aspettative. È importante imparare a convivere con questo fatto.
Dobbiamo poi comprendere che non dobbiamo più trasformarci in giudice. Dietro all’odio e all’amarezza quasi sempre si nasconde il giudizio e la
sensazione di essere migliore dell’altra persona (quella che ha commesso l’errore).
In realtà, ognuno di noi è diverso. Imparare a giudicare/comprendere solo noi stessi invece
di muoverci attraverso la vita indossando la veste del giudice, ci aiuta non solo a eliminare questi sentimenti negativi, ma ci renderà anche molto più felici.
Un’altra soluzione è quella di accettare che prima o poi tutto cambia. Il mondo è in continua evoluzione e le persone con esso. Forse non notiamo come dovremmo che quella persona è cambiata, solo perché siamo troppo immersi nell’immagine che ci siamo fatti di lui/lei nel tempo, da non renderci conto che questa non corrisponde più alla realtà.
Infine dobbiamo anche considerare l’ipotesi di lasciare andare Nella vita possiamo sperimentare molte cose che consideriamo ingiuste. A volte, comunque lo si consideri, è difficile trovare il lato positivo a ciò che abbiamo vissuto. In questi casi, è meglio lasciar perdere invece di farci consumare da risentimento ed odio.
Anche a me di recente è capitato di soffermarmi e sentire la presenza sgradevole dell’odio, del rancore che brucia tutto dentro, anche i migliori sentimenti. Occorre allora rimanere consapevoli di questa situazione ed adottare tutte le tecniche conosciute per uscire da questa situazione bruciante, prima che essa consumi definitivamente ogni briciolo di purezza congenita in noi. 
 
 
 

A proposito di pratiche sessuali...

Post n°1124 pubblicato il 24 Ottobre 2018 da scricciolo68lbr

Non fraintendetemi... chi mi conosce bene sa perfettamente che sono una persona equilibrata e che pratico ed argomento di sessualità con il dovuto rispetto sia per il linguaggio e gli argomenti trattati, sia per la partner.

Oggi mi è capitato di leggere questo articolo ed allora lo posto qui, più per promemoria che per altro, visto che proviene dall’Università di New York e non pare un articolo fatto solo per avere visibilità in più...

“Non c’è bisogno di ulteriori motivazioni per praticare il sesso orale, perché pare che queste fiocchino da sole. Sembra infatti che la “fellatio” non presenti dei benefici solo per colui che lo riceve ma anche per chi lo pratica. L’università dello stato di New York ha infatti svolto una ricerca, comparando la vita sessuale di 293 donne alla loro salute mentale.

Il risultato ha rivelato che lo sperma contiene delle sostanze cimiche in grado di incidere positivamente sull’umore, aumentando il benessere, la gioia e riducendo l’insonnia. Sembra inoltre che lo sperma contenga tre anti-depressivi, altro che paroxetina (Per chi non lo sapesse, la paroxetina è un farmaco appartenente alla categoria degli SSRI - inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina - commercializzato a partire dal 1992. Ha un profilo di applicazione simile a quello degli altri SSRI per cui viene utilizzato nei casi di depressione maggiore, disturbi d'ansia - attacchi di panico, ansia generalizzata, disturbo ossessivo compulsivo, ansia sociale - e sempre al pari degli altri SSRI viene spesso impiegato in disturbi non prettamente psichiatrici come sindrome premestruale, vampate post-menopausa ed eiaculazione precoce - citandone solo alcuni). .La ricerca ha inoltre rilevato che le donne che fanno sesso senza protezione sono meno depresse e ottengono risultati migliori nei test cognitivi. Sembra addirittura che le donne che hanno un’attività sessuale molto attiva ma usando protezione siano depresse quanto quelle in astinenza sessuale da molto tempo. Insomma, la solita discrasia tra felicità e sicurezza teorizzata da Freud. Lo sperma contiene anche tireotropina (un altro anti-depressivo), melatonina (per sonni tranquilli) e serotonina (sappiamo tutti che è cosa buona e giusta).

Quindi non rimane altro che dedicarsi a queste attività senza dimenticarsi le regole di educazione necessarie anche in questo campo.

 
 
 

Aspettando il sole

Post n°1123 pubblicato il 24 Ottobre 2018 da scricciolo68lbr

La tele resta spenta e non la guardo più 
Ho un nodo in gola che è difficile mandare giù
Fumo un po', sposto via la tenda 
Cielo grigio piombo io non lascio che mi prenda
La nostalgia che sale lentamente come mai 
Io penso a te mi chiedo adesso 
Dove sei cosa fai chissà se tu avrai mai pensato a me 
Al nostro fuoco che bruciava e mo' è cenere
Ma tutto passa piano e pure se fa strano 
Io sorrido perché so che oggi non ti chiamerò 
Quel che viene venga e mi sta bene 
Quel che è stato è già passato e mo' il passato se lo tiene
E piove già da un tot 
La pioggia bagna la mia pelle ma mi asciugherò 
Perché so che il tempo è ciclico 
E so che un po' di tempo è quello che ci vuole 
Mentre un guaglione sta scacciando il male sta aspettando il sole
Oggi non c'è sole intorno a me 
Salvami risplendi e scaldami
Voglio il sole
Cerco nuova luce nella confusione di un guaglione
E oggi è come ieri 
Ma forse è un'impressione frutto della mente di un guaglione 
Sarà che non c'è il sole 
Sarà che tutto sembra resti uguale 
Sarà quel che sarà sono preso male 
Ma nessuno chiama e non so chi chiamare 
Cerco di schiodarmi e penso solo a quello che ho da fare 
Uh gesù gesù 
Sono io la vittima dei demoni che tornano e che vengono a tirarmi giù 
I miei cattivi pensieri che mi aspettano braccano 
Parlano e parlano 
Dove sono I raggi che scaldavano un guaglione? 
Dove sono gli altri della mia ballotta mo' che sono nel ciclone? 
In dopa trovo la mia cura in dopa mischio le radici e la cultura 
L'energia pura la musica mi detta le parole 
Caccio queste rime e so che prima o poi ritorna il sole
Oggi non c'è sole intorno a me 
Salvami risplendi e scaldami
Voglio il sole
Cerco nuova luce nella confusione di un guaglione
Vada come vada e va da sé 
Conto solo su di me e già so che già sai che
Un chico fa quel che s'ha da fare quando amore non c'è 
Devo imbustare perché in tasca manca money 
Sempre più difficile restare calmo in questa situazione 
Sclero 
Non ne voglio più parto da zero 
So che in qualche modo devo andare su ma
Non c'è più luce solo buio che fa male 
Non c'è più pace solo rabbia che ogni giorno sale 
So bene dove sono e adesso voglio stare qui
Sentire il beat 
Se sei all'ascolto vieni a prendermi rapiscimi 
Musica colpisci al cuore boom cha boom cha 
Però non c'è dolore 
Uh distendi le tue mani guaritrici su un guaglione 
Mentre sta aspettando il sole
Oggi non c'è sole intorno a me 
Salvami risplendi e scaldami
Voglio il sole
Cerco nuova luce nella confusione di un guaglione
Oggi non c'è sole intorno a me 
Salvami risplendi e scaldami
Voglio il sole
Cerco nuova luce nella confusione di un guaglione
Oggi non c'è sole intorno a me 
Salvami risplendi e scaldami
Voglio il sole
Cerco nuova luce nella confusione di un guaglione
Oggi non c'è sole intorno a me 
Salvami risplendi e scaldami
Voglio il sole
Cerco nuova luce nella confusione di un guaglione
Oggi non c'è sole intorno a me 
Salvami risplendi e scaldaci
Voglio il sole
Cerco nuova luce nella confusione

 

Compositori: Andrea Visani / Giovanni Pellino

 
 
 

Emozioni e sentimenti.

Post n°1122 pubblicato il 04 Giugno 2018 da scricciolo68lbr

Stasera mi fermo a riflettere su un tema molto attuale ed importante, la differenza tra emozioni e sentimenti, che prende spunto da un bellissimo articolo di Sebastien Gendry.
Noi tendiamo a usare le parole sentimento ed emozione in modo intercambiabile. In effetti, sono strettamente correlate, ma c’è una differenza e comprenderla è importante.
La posta in gioco è il modo in cui ci comportiamo in questo mondo.
Le emozioni sono fisiche e istintive. Esse sono state programmatenei nostri geni da molti, moltissimi anni di evoluzione. Sono complesse e comportano una serie di reazioni fisiche e cognitive(molte dei quali non sono ben comprese), e il loro scopo generale è quello di produrre una risposta specifica a uno stimolo.
Per esempio: se si è da soli ed a piedi nel deserto o nella savana e si vede un leone, si ha immediatamente paura. Le emozioni possono essere misurate oggettivamente dal flusso di sangue, dall’attività cerebrale, dalle espressioni facciali e dalla posizione del corpo.
Le emozioni sono gestite dal sistema limbico, il nostro centro di elaborazione emotiva.
Ciò significa che sono illogicheirrazionali, e irragionevoli, perché il sistema limbico è separato dalla neocorteccia (posto letteralmente dietro), la parte del nostro cervello che si occupa dei pensieri coscienti, il ragionamento e il processo decisionale, che a livello evolutivo è conseguente al sistema limbico (costituito da amigdala, ipotalamo.
sentimenti, al contrario, giocano fuori dalle nostre teste. Si tratta di associazioni mentali e reazioni a un’emozione che sono personali e si acquisiscono attraverso le esperienze.
L’emozione viene prima ed è universale.
Che tipo di sentimento poi diventerà varia enormemente da persona a persona e da situazione a situazione, perché i sentimenti sono modellati dal temperamento e dall’esperienza individuale.
Due persone possono sentire la stessa emozione, ma etichettarla con nomi diversi.
E’ tutta una questione di interpretazione.
Per esempio: Sei in uno zoo da solo ed a piedi, vedi un leone dietro le sbarre, e le tue sensazioni possono variare dalla curiosità all’amarezza, se credi che i leoni non dovrebbero mai essere in gabbia.

 
 
 
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     IL TIBET NASCE LIBERO

  LASCIAMO CHE RESTI TALE

                             i

Le parole.

                       I

Le parole contano
dille piano...
tante volte rimangono
fanno male anche se dette per rabbia
si ricordano
In qualche modo restano.
Le parole, quante volte rimangono
le parole feriscono
le parole ti cambiano
le parole confortano.
Le parole fanno danni invisibili
sono note che aiutano
e che la notte confortano.
                                  i
 
 

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