Creato da scricciolo68lbr il 17/02/2007

Pensieri e parole...

Riflessioni, emozioni, musica, idee e sogni di un internauta alle prese con la vita... Porto con me sempre il mio quaderno degli appunti, mi fermo, scrivo, riprendo il cammino... verso la Luce

 

 

Jodorowsky

Post n°1144 pubblicato il 30 Luglio 2021 da scricciolo68lbr

MESSAGGIO DI ALEJANDRO JODOROWSKY

 

tratto by Il Bosco Femmina

17 Luglio 2020

 

SALTO QUANTICO NELLA GIOIA – SALTA ORA

Questo messaggio di Jodorowsky meritava un articolo. Un articolo su questo blog/bosco.

 

Anche perché proprio in questi giorni pensavo a come, senza rendercene conto, tutto il genere umano sia tossicodipendente dalla sofferenza

 

– in “qualunque” sua forma: dolore, rabbia, paura, dispiacere, insicurezza, ansia, preoccupazione, apatia, disagio, solitudine, malinconia…

 

Non ce ne siamo quasi mai resi conto, ma è un fatto che dedichiamo gran parte del nostro tempo quotidiano a rimuginare su ciò che ci ferisce o che manca o che ci dà fastidio.

Ed è anche un fatto che ciò non sia affatto scontato o normale, come invece siamo abituati a considerarlo.

 

Lo scritto che segue, di Jodorowsky, parla un linguaggio a cui molti di noi sono già abituati da anni. Per altri invece saranno concetti nuovi o un po’ troppo “esoterici”: vi invito comunque sia a rivoltare il messaggio in base al vostro credo, a tradurlo nel vostro linguaggio e a cogliere ciò che, leggendolo, sentite nel profondo.

A fare vostro ciò che vi riecheggia familiare, in base alla vostra esperienza nel mondo fino ad oggi.

Non importa prenderlo alla lettera, per chi non lo sentirà o non crederà possibile tutto questo. Importa il contenuto profondo: lo puoi leggere in termini fisici, o metafisici, o simbolici.

 

Per qualcuno, “le energie basse”, pesanti, della sofferenza sono cibo per entità vive e aliene; per altri (es. Vadim Zeland) sono la forza propulsiva di entità energetiche di cui ignoriamo l’esistenza (i “pendoli”);in ogni caso, è un fatto che la mente crea (o attrae, o si sintonizza su) ciò che “teme” così come attirerebbe e creerebbe qualunque cosa a cui desse la sua “attenzione”, che potrebbe essere amore, unione, armonia, piacere, sensazioni belle, bellezza, volontà di stare bene, di trattarsi bene e di trattare bene gli altri, divertimento, voglia di fare, progetti costruttivi.

 

Qualunque sia il tuo “livello” di consapevolezza, già fare caso a quante volte in un giorno indulgi nei rimuginii anziché visualizzare e immaginare la situazione opposta, piacevole, risolutiva, è un ottimo “inizio”: saresti già a metà dell’opera. Il passo successivo è, appena individuati pensiero o sensazione del genere, o loop mentale al negativo, prendere le redini e dirottarlo verso qualcosa che ti faccia piacere, pensiero o azione. Prima possibile.

 

La mente crea e muove.

Vuoi davvero vivere il resto dei secoli e dei millenni

 

… nella “lamentela” che ti giustifica,

 

… nel “pianto” che ti coccola,

 

… nel “vittimismo” che ti identifica,

 

… nelle “ferite” che ti garantiscono la presenza di qualcuno, di quelli che restano?

 

O riesci a immaginare una giornata fatta di pensieri, sensazioni, immagini e azioni del tutto focalizzate e indirizzate a ciò che vuoi realizzare per te e per la tua vita? A sentire la gioia e presentire la felicità e il piacere di ciò a cui stai andando incontro, senza dubbi?

 

Facendoti un profondo e spietato esame di coscienza: saresti davvero disposto a rinunciare alle tue ferite o malinconie e a non avere più appigli per appoggiarti agli altri o ai paradigmi durati fin qui, e a stare veramente bene?

 

Testo del messaggio:

“L’elite sapeva già del salto quantico per questo hanno liberato quella cosa.

Non gli conviene che siamo liberi e non possono farne a meno.

Siamo potenti nell’amore e ci sottovalutano, per questo hanno fretta di lanciare ufficialmente un nuovo ordine mondiale.

IL SALTO QUANTICO È STATO PRODOTTO.

Le elite scure sono molto spaventate, sapevano che il collettivo umano stava raggiungendo una vibrazione molto alta ma non erano consapevoli di fino a che punto, né della quantità di anime sveglie che ci sono ora.

 

Non si nascondono più, i loro attacchi sono diretti e frontali, c’è ancora chi non riesce a vederlo ma questo non significa che non sia reale.

Gli attacchi aumenteranno, proveranno con tutti i mezzi a far sì che la gente non si svegli, che gli svegli non possano comunicare per non svegliare gli altri e che quelli avanzati siano visti come pazzi o delinquenti.

Qualunque cosa facciano, non importa, il salto quantico si è già verificato, è inarrestabile, l’umanità già contempla gli animali come simili, già rispetta la madre terra, già capisce che non c’è separazione.

 

Le anime che incarnano già arrivano come maestri, non a sperimentare, incarnano per amore.

Potremmo essere testimoni del cambiamento totale o no, è possibile che la transizione duri una settimana o 300 anni ma è inarrestabile.

Qualunque cosa accada durante la transizione, ricordatevi che vi siete offerti per stare qui e ora siete i motori del cambiamento, qualunque cosa accada, qualunque cosa vedete, avete una responsabilità.

Vi viene richiesta una sola cosa, solo una, non siate cibo.

È l’unica cosa che dovete fare, è così semplice, non siate cibo.

L’essere umano tra le altre cose, è uno dei generatori più potenti che esistano, siamo vortici, a seconda della polarità in cui ti allinea, crei una frequenza o l’altra.

 

Queste entità si nutrono della frequenza negativa, li abbiamo nutriti per millenni.

Il risveglio dell’umanità ha inclinato il vortice collettivo verso il polo positivo, ecco perché stanno attaccando con una tale feroce, stanno morendo di fame.

Sicuramente già lo sapevi o forse è la prima volta che ti arriva questo messaggio, non importa, chiediti se ti risuona, non credere a nulla.

Connettiti con la tua anima e guarda, se la tua anima ti dice che è vero, non perdere un secondo in più della tua esistenza nel servire da cibo.

Elimina le basse passioni della tua vita, odio, rancore, invidia, paura, vizi, alimenti che provengono dalla sofferenza di un altro essere, bugie, ambizione, egoismo, tristezza, sfiducia, tutto questo genera energia densa, cibo per gli scuri.

Sii consapevole delle tue emozioni e se in qualche occasione ti senti così, cambia ipso facto la tua energia, metti una musica che ti alzi e canta, balla, respira, accendi un incenso, abbraccia i tuoi gatti, il tuo cane o la tua famiglia animale Vai a passeggiare per la natura o per il parco, meditate, fai esercizio fisico, fai tutto il necessario ma cambia immediatamente quell’energia perché stai servendo da cibo.

 

Siate sempre consapevoli, è l’unica cosa che vi viene chiesto, non nutrire le orde scure.

Nutri la tua anima con tutto ciò che ti aiuta ad alzarti, se ti abitui a vivere nella frequenza dell’amore, la tua realtà cambierà alla tua volontà senza sforzo, sei inarrestabile, sei un essere potente.

Non temere, libera la tua mente dalla matrix, concentra la tua attenzione su ciò che desideri ma soprattutto, divertiti, sii felice, sorridi, canta, balla, ama.”

 

– Alejandro Jodorowsky -

 
 
 

COSA RAPPRESENTA IL DOLORE?

Post n°1143 pubblicato il 30 Luglio 2021 da scricciolo68lbr

Senza il dolore non saremmo gli esseri che oggi siamo. A volte la vita ci ferisce… e a volte colpisce così forte che risollevarsi sembra difficile. Ed è proprio quando viviamo un’esperienza dolorosa che ci sentiamo in qualche modo spinti verso intensi processi emozionali. Processi nei quali siamo finiti a causa dell’inerzia della situazione, ma che richiedono molta forza per uscirne. Altrimenti si finisce per essere consumati dall’amarezza e dal dolore. Senza il dolore, sia esso fisico, mentale, emozionale, senza le fregature prese, le delusioni delle persone e delle circostanze, senza le sofferenze per gli obiettivi non raggiunti, dei sogni infranti, dei treni perduti e di quelli dai quali ti hanno scaraventato fuori... insomma senza questo fardello, oggi non saremmo quello che siamo. Esseri umani pronti a cogliere le sfumature della vita, i segni di una realtà che sta cambiando e sta virando in un cammino irrefrenabile verso la luce. La crescita successiva al dolore avviene quando la persona accetta l’accaduto e ricostruisce le sue credenze. Si tratta di un processo simile alla ricostruzione di una casa dopo un terremoto. A seguito di un avvenimento doloroso, abbiamo la possibilità di pensare a come vogliamo ricostruire la nostra vita.

D’altro canto, queste nuove credenze che aggiungiamo ai nostri schemi mentali, promuovono lo sviluppo della resilienza. Allo stesso modo, durante questo processo di ricostruzione, generalmente “scopriamo” la nostra forza e aspetti di noi stessi che prima ci erano sconosciuti. 

E durante il percorso si impara…

Si impara in modo particolare da ciò che è doloroso e che in ultima analisi può causare sofferenza. Quando ci troviamo a contatto con il dolore più straziante, prendiamo coscienza della nostra fragilità, ma allo stesso tempo ci troviamo in una posizione che ci permette, più di ogni altra, di conoscere la nostra grandezza. Il nostro valore. 

Nel sentiero del dolore si osserva anche che dal caos emerge sempre una nuova opportunità, un nuovo “risveglio” che ha in sé un insegnamento e un’esperienza per continuare a progredire, con maggiore consapevolezza, con più saggezza, con più serenità e coscienza del fatto che i periodi dolorosi hanno in sé il potenziale di essere periodi di grande trasformazione… e perché no, di grandi opportunità.

 

“Le persone più belle che ho incontrato sono quelle che hanno conosciuto la sconfitta, la sofferenza, la lotta, la perdita, e hanno trovato il loro personale modo di risalire dagli abissi”.

-Elisabeth Kubler Ross-

 

E sono in migliaia, ma anche di più, le anime che stanno vivendo il loro “risveglio”, e che stanno cavalcando indomite il salto quantico, senza sapere esattamente dove le condurrà, se non nella Terra dove scorre latte e miele. Anche se le forze oscura fanno e faranno di tutto per ostacolare la loro corsa, il traguardo è vicino, prossimo, ambìto e ristoratore.

 
 
 

Miracoli

Post n°1142 pubblicato il 30 Luglio 2021 da scricciolo68lbr

CREDETE NEI MIRACOLI?

 

“Devi prepararti al miracolo. Perché quando il miracolo arriva, da te invocato in anni di preghiere ed esclamazioni, se non sei all’altezza, se non hai il coraggio e la fede di prenderlo per mano, non trovando una corrispondenza, lui se ne andrà, deluso. 

Cadrà. 

Bisogna forgiarsi al miracolo, comprendendo che tutte le fatiche e le delusioni e anche le fregature, i sacrifici, i compromessi di una vita lavorativa insoddisfacente, servono a darti il tempo e le lezioni necessarie per forgiarti, nel tuo coraggio, nella tua consapevolezza e preveggenza, nella lucidità, nella trasparenza. 

È soprattutto una questione di vista. 

Servono anni per arrivare a essere pronti al miracolo, a prendergli la mano quando arriverà per farci volare in alto: ardore, autocontrollo, equilibrio, la capacità di vederlo… 

Serve tantissimo tempo per forgiare un essere così. 

Un essere che chiunque di noi può diventare se lavora in questa direzione, incurante di tutte le distrazioni e le interferenze delle voci degli altri che non capiscono, che non credono, che mirano a squilibrarti, a tirarti giù, a non vedere oltre, a non credere e a dirti di non credere.”

 

- Sonia Serravalli, da "Diario di Londra - Per un ritorno dei cervelli al cuore"

 
 
 

Amore di Shakespeare

Post n°1141 pubblicato il 18 Luglio 2021 da scricciolo68lbr

William Shakespeare, Sonetto 116

Che cos'è l'amore e, soprattutto, come si manifesta?

Questo è il tema di attuto da e in questa poesia di Shakespeare, dove il poeta e drammaturgo inglese evidenzia che cosa non rispecchi tale sentimento, dandone successivamente una descrizione inedita ed originale.

Non sia mai ch’io ponga impedimenti all’unione di anime fedeli;

Amore non è Amore se muta quando scopre un mutamento

o tende a svanire quando l’altro s’allontana.

Oh no! Amore è un faro sempre fisso
che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;
è la stella-guida di ogni sperduta barca,
il cui valore è sconosciuto, benché nota la distanza.

Amore non è soggetto al Tempo, pur se rosee labbra e gote
dovran cadere sotto la sua curva lama;
Amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio:
se questo è errore e mi sarà provato,
io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato.

 

 
 
 

Tempi andati

Post n°1140 pubblicato il 29 Giugno 2021 da scricciolo68lbr

Scritto di fantasia... ogni tanto è bello scrivere anche solo sulla base dell’immaginazione...

 

“È probabile che l'abbiate capito leggendo la quasi totalità delle mie rece-recenti, ma per amor del prolisso l'affermo: ho nostalgia degli anni novanta. Di quando avevo sedici anni ed ero né carne né pesce né soia... Di quando mi sforzavo d'essere più eclettico, sicuro, leader, istrione, semplicemente simpatico, ed invece agguantavo proprio perché biondino, frocetto, spaventato, impacciato, mezzo agorafobico, e per giunta col Si senza variatore. 

Innamorate, loro, non di me, bensì del proprio stato mentale e del proprio ideale, che guarda caso coincideva più o meno con i canoni di bellezza maschile del tempo. Dentro di me, sentivo d'essere un vulcano destinato ad esplodere, e che in fin dei conti non vedeva l'ora di farlo, ed il non riuscire ancora a venir fuori mi costringeva ad un limbo di sensi d'inadeguatezza, d'impreparazioni, d'imprecisioni, di impappinamenti: tutto ciò fu una gran fortuna, va detto.

Negli anni '80 un loser come me non sarebbe stato neppure preso in considerazione, e invece in questi novanta più sfigato eri e meglio t'andava a finire. Proviamo a confrontare l'esistenza adolescenziale con la musica da classifica... Non c'avevi una lira, bevevi come un nibelungo e fumavi come un turco metallaro? Le donne sono qualcosa con le calze a rete da mettere culo a ponte? Guns n'Roses. Tu perdipiù non ti fai lo shampoo da un anno e mezzo? Allora Guns n'Roses più Piero Pelù! Quando la maglietta con le maniche lunghe ti si sporcava di sugo sulla pancia tu ci mettevi un'altra maglietta sopra, ma quella più scura che avevi aveva le manichette? Cobain! Le tue Converse bianche non erano più bianche, e ti si sente arrivare da lontano per la puzza? Come il biondino dei Lemonheads che nel videoclip si butta con la fidanzata dentro la vasca con tutti i vestiti: d'estate, con le Converse ai piedi, andavo a mare tutti i giorni, e mi ci facevo il bagno; tornato a casa mi docciavo, vestivo, reindossavo le Converse ancora zuppe ed andavo via.

Né prima né dopo fu così facile, e soprattutto così economico. Oggi qua si deve far finta d'essere manager della Renault pure per uscire con una rumena, e le russe mi vogliono dare lezioni d'italian style... Insomma, non me ne va bene una. Riconosco che, per quanto mi sia sforzato di venir su bene, le versioni successive a quel me stesso non hanno reso abbastanza.

Ah, belli i novanta... Antieroi che divenivano eroi, perdenti che vincevano, ombre che diventavano emblemi, sfigati che divenivano icone; il sesso che, alla stregua di tutte le altre cose per cui s'ha pudore innato, veniva fuori assieme a tutte le altre "interiorità": tu tiravi fuori l'uccello ed è come se tirassi fuori "il tuo io"... Mi mancano quegli anni, e mi manca la vita facile, anche se allora non la capivo, anche se allora volevo qualcosa di superiore, pur sapendo che sarebbe stato più complicato da vivere.

Oggi che nessuna casa editrice ha pubblicato le mie fatiche, ora che lavoro per una poco nota radio, che la music band s'è sciolta, che la comitiva è oramai un ricordo, che è da un pezzo che non frequento un qualsivoglia paese di madre lingua inglese, oggi che non bevo più, tranne una birretta ogni tanto, oggi che sono rimasto solo al bar a voler cambiare il mondo e me stesso, mentre la cameriera rumena mi porta il succo d'ananas tirandosela, ripenso ai Connells, a questa band del North Carolina nata negli anni ottanta che mai, credetemi, mai avrebbe potuto avere un disco di successo planetario se non in quel 1994, e che poi inevitabilmente ripiombò nell'anonimato, pur avendo magari pubblicato, prima e dopo di questo, tanti altri dischi, alcuni chi lo sa?, anche migliori.

Una band di quelle che non avrebbero mai potuto cambiare le sorti del pianeta, di root e poprock chitarristico tradizionale, ricco di acustiche e con qualche jingle jangle. Con un cantante dalla voce delicata e un paio d'occhiali da vista che pare il ragioniere di un supermercato. Un disco da cantare, dal primo all'ultimo verso. Che te lo puoi ascoltare anche se non ti sei rasato, improfumato, impomatato. Anche se i tuoi jeans preferiti sono in lavanderia da una settimana, ché la signora di soldi ne vuole, ma di lavoro... Pace fatta, dunque, anche con la signora della lavanderia, che canta le canzoni di Baglioni a squarciagola mentre stira. Io invece mi canto "'74-'75", e ripenso a quando la tirai fuori coi ragazzi al falò, nella confusione totale, aspettando che arrivasse il momento di tirare fuori anche l'uccello. E venne bene, perché l'avevamo suonata un milione di volte, ed in condizioni psicofisiche anche ben peggiori.

Chissà se un giorno qualcuno canterà "'21-‘22” e magari ci farà un videoclip come quello dei Connells...

Beh, finisco il mio succo d'ananas e poi vado in edicola: chissà se vendono i corsi di rumeno o russo in dvd!”.

 
 
 

Stand by me

Post n°1139 pubblicato il 27 Giugno 2021 da scricciolo68lbr

https://youtu.be/YqB8Dm65X18

 
 
 

Cercare... trovare

Post n°1138 pubblicato il 26 Giugno 2021 da scricciolo68lbr

Quando sembra che la notte non finisca mai, non scoraggiarti! In un angolo della tua vita c'è lo spazio giusto per acccogliere la luce! La luce, per entrare, ha solo bisogno di un piccolo angolo di te... “libero da te!”. Le tenebre rimangono tali quando oscuriamo la nostra anima con la sfiducia e la paura. La speranza, infatti, va oltre la durezza del nostro presente, è quel sole che fa capolino nel buio del nostro tempo. Anche quando non riusciamo ad elevare il nostro sguardo verso l'alto, anche quando sembra che Dio non voglia rispondere, anche quando ci sentiamo soli, abbandonati, senza chance... il Signore vive “l'abbandono” assieme a noi e mentre soffriamo, anche Lui soffre con noi. Anche il buio nella nostra vita ha un senso, solo se vogliamo fortemente venire alla luce! Cerchiamo la luce nei nostri deserti, non solo interiori, ma anche di vita concreta, chiediamo aiuto quando ne abbiamo bisogno, senza vergogna, cerchiamo Dio e lasciamoci trovare da Lui.

 
 
 

Si, davvero

Post n°1137 pubblicato il 26 Giugno 2021 da scricciolo68lbr

Mi sento strano, davvero, da un po' di tempo è così 
succede ogni volta che sei qui.
Tutto mi sembra migliore, capisco bene cos'è
capisco che m'innamorerò di te.
Sei sempre il primo pensiero e mi addormento con te
sembra un malessere... ma è buono come te
mi fa sentire leggero, sorridi e stai come me

"lo sai mi sto innamorando anch'io di te"

E vai che m'innamoro davvero per troppi giorni, da quanti?

Quasi una vita a cercarti e adesso ti ho qui davanti 

e vedrai, vedrai che di tempo ne avrò, ne avrai
d'amore quanto vorrai perchè non basta mai.
E ci teniamo per mano, siamo in silenzio: io e te
certo ch'è buffo: sono teso più di te!
ti sento tra le mie dita ed è un piacere così
in questo istante per me la vita è tutta qui.
m'innamoro davvero, guardami, sono sincero
mi dici: provo le stesse tue cose, adesso
per me è lo stesso!
vedrai che di tempo ne avrò, ne avrai...
Amore? Quanto vorrai... e che non basti mai.

Mi sento strano davvero, da un po' di tempo è così:
succede sempre... sempre... ogni volta che sei qui!
 
 
 

Vivere

Post n°1136 pubblicato il 16 Giugno 2021 da scricciolo68lbr

Non m’importa che cos’è il mondo.

Mi interessa soltanto sapere come viverci.

E forse, se scoprirò come viverci, imparerò anche che cos’è...

La vita di ogni uomo finisce nello stesso modo.

Sono i particolari del modo in cui è vissuto e in cui è morto

che differenziano un uomo da un altro.


 
 
 

Non pensare troppo

Post n°1135 pubblicato il 16 Giugno 2021 da scricciolo68lbr

Ora non è il momento di pensare a quello che non hai. Pensa a quello che puoi fare con quello che hai!

 
 
 
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dille piano...
tante volte rimangono
fanno male anche se dette per rabbia
si ricordano
In qualche modo restano.
Le parole, quante volte rimangono
le parole feriscono
le parole ti cambiano
le parole confortano.
Le parole fanno danni invisibili
sono note che aiutano
e che la notte confortano.
                                  i
 
 

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