Creato da uriel5 il 23/08/2006

Frammenti

considerazioni personali

 

 

Una magica camminata

Post n°141 pubblicato il 16 Settembre 2017 da uriel5

Da un po' di tempo ho ripreso l’abitudine di fare delle lunghe camminate, non è che il percorso sia particolarmente interessante, però mi da modo di rilassarmi e di concentrarmi su una serie di pensieri che affollano spesso in questo periodo la mia mente. La meta di solito è una vecchia quercia centenaria, dove spesso mi fermo un attimo sotto le sue fronde per cercare un po’ di sollievo dal caldo ma anche per poter dar sfogo alle mie preoccupazioni cercando, come nei vecchi riti pagani, attraverso la sua magica saggezza una eventuale ispirazione. Poi ripercorro la strada per far ritorno a casa deviando verso il centro del paese con l’animo più leggero perchè la natura in tutti i suoi aspetti e luoghi riesce sempre a trovare la giusta risposta alle nostre difficoltà, bisogna però sentirsi parte integrante di essa.

 
 
 

Il mio primo libro in regalo

Post n°139 pubblicato il 21 Gennaio 2011 da uriel5

Molti anni fa, quando ero ancora un giovanotto, la mia fidanzata di allora, una delle poche che ho avuto, mi regalò per il mio compleanno, confesso che ho vissuto,  un libro di memorie del poeta Pablo Neruda.  Ricordo bene quell'avvenimento, perché è stato il mio primo regalo ricevuto da una ragazza. Eravamo nell'ottobre del 1974,  il mondo era ancora diviso in blocchi,  circa un anno prima avvenne il golpe cileno dove fu assassinato Salvador Allende  e in quel contesto storico Neruda si schierò duramente contro  i militari golpisti, ma morì poco dopo in una clinica in circostanze non molto chiare.  Il libro fu pubblicato postumo a circa un anno dalla sua morte.

In quel periodo seguivo con interesse la vita politica ed ero schierato su posizioni di sinistra, la mia ragazza di allora, neanche a farlo apposta era di famiglia democristiana e del tipo più conservatore, quelli che credevano ancora che i comunisti mangiassero i bambini  e che rubassero la casa e la terra ai contadini, facevano parte della cosi detta piccola borghesia  mentre io ero sicuramente classificato in quella del proletariato, si può quindi immaginare come i suoi genitori avessero preso questo nostro legame.  Ricordo che mi diceva spesso che volevano farla mettere sotto analisi, perché ritenevano, con la scelta che aveva fatto,  che non fosse a posto con il cervello.  Questa era la mentalità del nostro paese in quegli anni, una società divisa in classi, dove il nemico di allora non era l'immigrato, ma l'operaio con le sue idee rivoluzionarie, con gli scioperi che venivano proclamati per conquistare maggior democrazia e potere nella fabbrica, con le tasse che si voleva far pagare tutti  e dove si lottava per avere una scuola democratica e aperta a tutta la società .

Per questo considero quel libro come un ricordo molto bello, non solo per il suo valore culturale, ma anche per ciò che rappresenta nel suo complesso, perché è attraverso il dono dell'amore che si può crescere come persone, che non vuol dire limitarsi soltanto ad uno scambio di piacere che interessa il corpo, cosa sicuramente importante, ma che sa andare oltre e riesce a coinvolgere seppure in modo meno immediato e più sottile, tutta l'anima, perché solo così riuscirà a lasciare un segno permanente nella formazione della propria personalità e del carattere che ci saranno da guida poi durante vita.  La nostra storia finì circa un anno dopo, ma sono convinto che sia servita ad entrambi, eravamo due mondi paralleli che per un attimo si sono incontrati e mescolati e questo ci ha arricchiti e formati, ci ha dato modo di superare gli schemi e i preconcetti della nostra rispettiva formazione.

 

 
 
 

Un giro sul mercato

Post n°138 pubblicato il 17 Gennaio 2011 da uriel5
 
Tag: sociale

Stamattina sono uscito, non ne avevo molta voglia perché l’inverno è una stagione che mi mette tristezza, però sentivo il bisogno di fare due passi, così mi sono messo il cappotto e ho preso la strada per il mercato.

Nel paese dove abito, il lunedì è giorno di mercato, non ci sono molte bancarelle, però si riesce a trovare sempre un po’ di tutto:  per la verità io non lo frequento spesso, preferisco camminare in mezzo alla natura e rilassarmi guardando alberi  e fiori, ma data la stagione ne ho approfittato per curiosare e  vedere se trovavo qualcosa di utile. Una cosa che mi ha colpito è l’aumento considerevole di bancarelle cinesi, anche perché non ne capisco il motivo, ci troviamo in un paese dove la crisi sta decimando i posti di lavoro e c’è una disoccupazione che aumenta ogni giorno di più, ma poi se si va a vedere alcuni lavori, che potrebbero anche essere interessanti, anche qui al nord sono diventati di competenza straniera, sia chiaro io non mi considero razzista, sto facendo soltanto alcune considerazioni che investono il nostro tessuto sociale.

Quello che mi domando è cosa non sta funzionando nel nostro paese, per quale motivo stiamo passando tantissime attività agli stranieri, e io vivo al nord, dove Bossi fa la voce grossa, ma in realtà la sua è soltanto sporca propaganda per illudere gli allocchi: possibile che queste persone non si accorgano che ormai l’edilizia, l’agricoltura, negli stessi ospedali con il personale infermieristico, nelle fabbriche con il lavoro interinale e in certi settori , come fonderie e lavori simili, il personale è a maggioranza extracomunitario. Quindi non si tratta soltanto di fermare i barconi ma ci vorrebbe un piano industriale serio che si ponesse il problema di coinvolgere in modo particolare le scuole tecniche e professionali per cercare di ricreare un tessuto sociale che si sta sempre più deteriorando. Certo non sono sicuramente gli accordi fiat e la riforma Gelmini che stanno marciando in questa direzione, semmai dovremmo guardare di più la Germania dove è evidente lo sforzo di quel governo per aumentare e sviluppare la ricerca e l’istruzione.

Per concludere e ritornando al mercato:  c’è stato un periodo diversi anni fa, quando l’economia italiana tirava ancora bene, che la gente, anche quella comune,  preferiva fare acquisti nei vari negozietti e boutique,  poi è arrivata la seconda repubblica con il berlusconismo trionfante, che prometteva un' Italia sempre più ricca e felice ma in realtà ci siamo sempre più impoveriti e i mercati sono ritornati ad essere il posto più conveniente ed affollato per fare gli acquisti.

 
 
 

Brevi considerazioni della vita

Post n°137 pubblicato il 16 Gennaio 2011 da uriel5


Analizzando alcuni miei pensieri e in modo particolare quelli più nascosti, devo riconoscere che nella vita si fa molta fatica a mantenere un atteggiamento coerente e responsabile, c'è sempre qualcosa che ci procura insoddisfazione e una continua ricerca verso emozioni, anche le più banali, che aprono continui conflitti verso quelle aspirazioni più profonde, che giustamente pretenderebbero maggiore coerenza e più rispetto dalle decisioni assunte. Ho l'impressione che la vita man mano che avanza, crei quell'ansia e quella insicurezza proprio in quei progetti in cui una persona ha fortemente creduto, poichè non si è potuto tenere in considerazione dell'evoluzione che la vita avrebbe avuto con il passare degli anni. Da una parte c'è l'affievolirsi delle passioni e degli interessi verso le cose più amate e dall'altra il bisogno di poter ritrovare quei momenti passati in piena sintonia con il proprio corpo e con se stessi. E' un forte conflitto dove la mente gioca un ruolo fondamentale, nella ricerca di nuovi equilibri e di nuovi orizzonti.

 
 
 

Il referendum alla fiat

Post n°136 pubblicato il 15 Gennaio 2011 da uriel5

Stamattina si sono avuti i dati definiti sul referendum a Mirafiori e quindi si è saputo che il si ha vinto con il 54% dei voti, non è stato dunque un plebiscito, anzi decisivo si è dimostrato il voto degli impiegati che con 421 voti contro 20 hanno in pratica ribaltato il voto operaio e reso determinante la vittoria del fronte del si.

Penso comunque che questa sia una vittoria di Pirro, un po’ come quella che ha avuto Berlusconi nel voto di sfiducia dello scorso dicembre, perché nei reparti operai delle carrozzerie e di montaggio il no è stato predominante, cosa vuol dire questo: che innanzitutto gli operai hanno dimostrato un grande coraggio e una forte dignità, non è facile votare contro il referendum sotto il ricatto della chiusura della fabbrica,  e in secondo luogo adesso sarà molto più difficile per la fiat portare avanti il suo progetto senza la partecipazione convinta di quelle persone ne che sono la parte fondamentale e attuativa.

Il risultato è poi importante perché nonostante la vittoria del si, si è dimostrato  che questa politica sindacale di riduzione dei diritti e di democrazia nelle fabbriche non potrà essere estesa facilmente ad altre aziende, specialmente in quelle e sono tante dove la fiom è maggioritaria, non dimentichiamoci che la fiat di Mirafiori non ha mai rappresentato la parte più combattiva dei metalmeccanici italiani e quindi questa situazione potrà determinare e sviluppare un fronte di lotta, che se unito a quello studentesco potrà finalmente ribaltare l’attuale politica italiana e dare importanti risultati.

 
 
 
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