chiamami col tuo nome

„Se ti ricordi tutto, volevo dirgli, e se sei davvero come me, allora domani prima di partire o quando sei pronto per chiudere la portiera del taxi e hai già salutato gli altri e non c’è più nulla da dire in questa vita, allora, una volta soltanto, girati verso di me, anche per scherzo, o perché ci hai ripensato, e, come avevi già fatto allora, guardami negli occhi, trattieni il mio sguardo e chiamami col tuo nome.“

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Stoccolma

Stoccolma è una di quelle città che spero un giorno di riuscire a visitare..

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Capitale della svezia, è il centro di riferimento economico e culturale della Svezia.

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La città è situata lungo la costa orientale della Svezia, sviluppandosi su quattordici isole che affiorano lì dove il lago Mälaren incontra il Mar Baltico. Il centro della città è situato potenzialmente nell’acqua, nella baia di Riddarfjärden, ed il centro storico è rappresentato da Gamla Stan. Proprio per queste sue caratteristiche, la città è stata soprannominata la “Venezia del nord”.

 

Vienna

il mio 2018 è iniziato alla grande con un viaggio a  Vienna con una delle mie più care amiche, una città che amo particolarmente per la sua storia, ha dei palazzi meravigliosi e ti sembra di vivere in una favola. 

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Castello di Schönbrunn, chi non conosce questo posto…avrete almeno visto una volta nella vostra vita la principessa Sissi. 

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Castello del Belvedere…. credo che tra tutti i palazzi sia quello che io trovo più bello

 

 

Gli spaccapietre – Gustave Courbet

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Gli spaccapietre era un dipinto realizzato da Gustave Courbet; l’opera, era custodita nella Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda, è rimasta distrutta nel febbraio 1945 sotto il fuoco dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. Courbet è un pittore che è sempre stato affascinato dalla vita dura del popolo e dei lavoratori. Con i suoi quadri ha sempre cercato di mettere in risalto la loro misera condizione. Nel quadro gli spaccapietre vediamo due uomini che lavorano. Sono impegnati a rompere e rimuovere tutte le grandi pietre che occupavano la strada in via di completamento. Courbet è uno dei più grandi maestri del realismo in arte. Ci sono altri artisti, come ad esempio Millet che dipingono sempre umili e lavoratori, ma preferisce paragonarli a degli eroi dell’800. Mentre Coubert ci mostra 2 uomini che non hanno nulla di eroico, anzi, indossano addirittura dei vestiti stracciati e fa di tutto affinché la nostra attenzione ricada subito su di loro e da nessuna altra parte.

Autoritratto come martire- Artemisia Gentileschi.

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Autoritratto come martire è un dipinto dalla pittrice italiana Artemisia Gentileschi. Fa parte di una collezione privata. E’ uno dei quadri più misteriosi di tutta la sua produzione, Tra l’altro, le tradizionali opere di Artemisia sono di medio grandi dimensioni, e questo quadro è molto diverso dagli altri suoi lavori, infine non ci sono informazioni riguardo l’identità del committente della tela. Nell’opera la protagonista è una graziosa fanciulla, che tiene nella mano destra la “palma del martirio” indossa un grande turbante blu da cui spiccano qui e là dei capelli rosso rame. Le guance pienotte, la mascella un po’ pronunciata, i capelli ramati raccolti in forma un po’ scomposta, come quelli della Allegoria dell’Inclinazione in Casa Buonarroti: lasciano credere che si tratti di un autoritratto di Artemisia all’età di circa 22 anni. Possiamo notare che i colori degli oggetti sono in netto contrasto con il chiarore della pelle della donna.

La zingara di Frans Hals

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La “Zingara” è un dipinto di Frans Hals, realizzato tra il 1628-30, ed è custodito nel Museo del Louvre a Parigi. Questo dipinto è stato a Parigi fino al 1782 per poi passare tra le mani di diversi collezionisti. Frans Hans sapeva che il suo lavoro avrebbe fatto discutere per molti e molti anni, ma di certo non si sarebbe mai aspettato che diventasse così popolare. In origine nessuno sapeva che la protagonista fosse una zingara, pensavano che si trattasse di una prostituta per via di quell’ampia scollatura che salta subito all’occhio guardando la tela per la prima volta. È un lavoro dannatamente provocatorio da parte dell’autore Frans Hals, nessuno avrebbe mai pensato di realizzare un ritratto di una donna con un dettaglio sensuale così in evidenza. La luce che proviene dall’esterno, mette in risalto il volto della protagonista e soprattutto la sua scollatura e i seni. Se guardiamo un qualsiasi dipinto dell’epoca i protagonisti dei ritratti di solito hanno sempre una faccia seria, nobile e decisa. Ma non in questo caso. La donna sta guardando verso destra e sta sorridendo, mostrando i denti. A quei tempi fare una cosa del genere era considerata indecente, oltre che fuori luogo.Il pittore si serve di una penellata veloce e sciola, inconsapevole, Hans ha anticipato la tecnica alla base dell’impressionismo che nascerà 200 anni dopo. Dove tanti pittori  tra cui Manet “distruggeranno” questo tabù  proponendo ” donna nuda Olympia” sdraiata sul letto, pronto ad affrontare le critiche più aspre da parte di tutti gli esperti.