Lascia perdere..

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Se vuoi qualcosa di facile lascia perdere io sono impegnativa e non so rispondere alle domande della vita sono poco concreta e combatto solo quando ne vale la pena per il resto del tempo mi piace dormire fino a mezzogiorno e non curarmi troppo degli altri e cullarmi nei miei sbagli. Se vuoi qualcosa di semplice, allora lascia perdere io sono complicata come un problema da risolvere di quelli che ti prendono quand’è notte e la soluzione ti viene in mente solo la mattina però poi t’addormenti e te la scordi così sono io: arrivo sempre troppo presto o troppo tardi, sono imprecisa e mi scordo un po’ tutto perché sono come il mare che da calmo diventa agitatissimo in un momento quasi pure violento, sono paranoica e lascio che i miei pensieri mi consumino totalmente. Se cerchi qualcuno che sia facile da gestire che non abbia per la testa niente di particolare, allora lascia perdere: io metto i brividi e quando mi emoziono so tremare, perché in passato ho visto tante cose che m’hanno fatto male e se mi metti una mano sul cuore quando ti avvicini pensi davvero che ci sia il rischio che potrei morire da un momento all’altro perché i miei battiti vanno all’eccesso oppure a rilento e non ho autocontrollo mi incazzo spesso sono arrogante se mi devo difendere presuntuosa se mi inizi a offendere. Se cerchi qualcosa di semplice, allora lascia perdere io sono la cosa più distante da qualcosa di semplice perché per capirmi devi entrarmi nella mente ma se cerchi il rischio, qualcosa di profondo qualcosa che ti incasini un po’ tutto però che sappia rendere più speciale quel caos che hai dentro qualcosa che ti faccia sentire spacciato e poi salvo qualcosa per cui lottare ma che significhi tutto quanto allora d’accordo, potremmo andare d’accordo.

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In piedi signori, davanti a una donna Anonimo

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Questi versi sono stati erroneamente attribuiti a Shakespeare,
purtroppo non si conosce l’autore, ma le parole sono significative.

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Per tutte le violenze consumate su di lei
per tutte le umiliazioni che ha subito
per il suo corpo che avete sfruttato
per la sua intelligenza che avete calpestato
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata
per la libertà che le avete negato
per la bocca che le avete tappato
per le ali che le avete tagliato
per tutto questo
in piedi, Signori, davanti ad una Donna.
E non bastasse questo
inchinatevi ogni volta che vi guarda l’anima
perché Lei la sa vedere
perché Lei sa farla cantare.
In piedi, Signori, ogni volta che vi accarezza una mano
ogni volta che vi asciuga le lacrime
come foste i suoi figli
e quando vi aspetta
anche se Lei vorrebbe correre.
In piedi, sempre in piedi, miei Signori
quando entra nella stanza e suona l’amore
e quando vi nasconde i dolore e la solitudine
e il bisogno terribile di essere amata.
Non provate ad allungare la vostra mano per aiutarla
quando Lei crolla sotto il peso del mondo.
Non ha bisogno della vostra compassione.
Ha bisogno che voi
vi sediate in terra vicino a Lei
e che aspettiate che il cuore calmi il battito
che la paura scompaia
che tutto il mondo riprenda a girare tranquillo
e sarà sempre Lei ad alzarsi per prima
e a darvi la mano per tirarvi su
in modo da avvicinarvi al cielo
in quel cielo alto dove la sua anima vive
e da dove, Signori, non la strapperete mai.
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Violenze con antiche radici! BASTA!!!!!

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Assiotea nel 348 a.C. gridava a Platone: “Sono stata venduta da mio padre a mio marito, e mio marito la notte delle nozze mi ha violentata, ubriaco, sopra un lenzuolo bianco che ha appeso alla porta di casa col mio sangue, per poter mostrare alla gente di Fliunte che io ero vergine, e poi se n’è andato nell’andròn accanto a giacere e fare l’amore per tutta la notte col suo bello! Tu, Platone, e tu, Aristotele… eravate in quella stanza: mio marito si comportava così perché voi, le massime autorità di questo paese, avete scritto che la donna è inferiore all’uomo per natura… anzi, che la donna è uno scarto della natura. Quella notte, e tutte le notti che sono seguite, mio marito si è comportato come la più feroce e spietata delle bestie, perché voi due gli avete insegnato che era giusto comportarsi così!”
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